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30 settembre 2026

RECENSIONE - SIMON - SERIE LETALE - di Ileana Secci

 



Autore Ileana Secci
Titolo: Simon
Serie: Serie Letale #3
Tipologia: Romanzo autoconclusivo (vol.3 Serie Letale; ogni vol. racconta una storia d'amore diversa e può essere letto indipendentemente dagli altri, sebbene i personaggi e gli eventi siano strettamente collegati tra loro.)
Editore: Self-publishing
Store: Amazon
Pagine: 421
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: Ancora non disponibile
Anche Kindle Unlimited
Giorno di pubblicazione: 17 settembre 2026
Genere: Contemporary Romance - Psychological Romance - Medical Romance -Emotional Romance





Simon ha sempre saputo salvare gli altri, il problema è che nessuno le ha mai insegnato come salvare sé stessa. Medico di Pronto Soccorso, ha imparato a convivere con il dolore dei suoi pazienti, affrontando ogni giorno la sofferenza con lucidità e sangue freddo; ma nessuna esperienza avrebbe potuto prepararla a ciò che accade, quando è la sua stessa vita a sgretolarsi. La perdita della sorella Rose la trascina in un vortice di dolore dal quale sembra impossibile riemergere; una relazione che l'ha profondamente segnata continua, invece, a convincerla che l'amore sia qualcosa a cui non è destinata. È proprio quando ogni certezza sembra ormai perduta che il destino mette Cameron sul suo cammino. La sua presenza diventa un'àncora a cui aggrapparsi, ma dietro a quell'uomo, che sembra avere sempre la risposta giusta, si nascondono segreti capaci di cambiare la vita di Simon ancora una volta, costringendola a mettere in discussione tutto ciò che stava faticosamente ricostruendo.


Ci sono ferite che il tempo trasforma in cicatrici; rimangono lì, anche sottopelle, ma in qualche modo fanno sempre male.

Mutano in incubi, in quella nebbia che ogni tanto si incastra nella gola e che diventa un nodo quando anche un dettaglio della nostra quotidianità ci porta indietro: a un’immagine, a una fotografia che l’incedere dei giorni fa sbiadire ma non scomparire.

Ho sempre dichiarato che per le scrittrici la penna diventa uno strumento quasi di catarsi.

Macchiamo il foglio di quegli eventi che, in un modo o in un altro, ci hanno cambiato.

Aspettavo Simon, l’aspettavo da quando ho letto di lei la prima volta.

Il suo carattere, forte e determinato, mi aveva affascinato.

Il volume precedente della serie Letale si era chiuso con lei che crollava, vinta da un dolore che non si può mettere a tacere.

La ritroviamo qui, contro il muro di una struttura ancora in macerie, come il suo cuore, d’altronde, vittima di un male che affligge molte e che, da chi non ne conosce la gravità, viene sottovalutato.

Stretta in quel fato spezzato, Simon ritrova il respiro sulle labbra di uno sconosciuto. Forse un eroe, o forse un guerriero battuto dal suo stesso dolore.

Vi posso però dire cosa mi ha lasciato Simon, cosa ho provato leggendo di una donna che si mostra forte per poi crollare quando è sola nella sua stanza.

Vi posso raccontare del suo dolore travestito da coraggio, di come la vita l’abbia posta davanti a quello che è lo specchio della sua anima: Cameron.

Cameron con i suoi modi gentili, con il sorriso incerto; Cameron che la vede come nessuno, forse, si preoccupa di fare.

Perché quando si è troppo concentrati sui propri problemi, non si vedono quelli degli altri.

Ci si accontenta del “Sto bene!”.

Cameron no: va oltre la maschera, oltre il sorriso forzato, oltre la freddezza che, tante volte, una professione impone.

Cameron vede Simon, forse come nemmeno lei riesce a fare.

Ma chi si accolla il dolore degli altri, quanto ne porta addosso?

Sono stati due personaggi di una bellezza sconvolgente, proprio perché vivi; nella loro imperfezione, perfetti.

Un mafia romance che non ha peccato di quella crudeltà tipica dell’ambiente; uno spicy dove due corpi non si uniscono solo per piacere, ma per mettere a tacere i mostri che sono in grado di divorare l’anima.

A fare da contorno la famiglia che, per quanto non sia quella che forse Simon sogna, è pur sempre il suo rifugio, anche se lei stessa è la colonna portante di quei genitori che hanno provato un amore diverso, ma sempre amore è.

Mi sono commossa, Ile, perché ho visto tanto della donna oltre la scrittrice.

La scrittura per noi diventa catarsi (è una ripetizione voluta) e in quella liberazione doniamo un pezzo di noi.

Sta al lettore intravedere tra le righe cosa regaliamo; io credo di aver visto un bel po’ della Secci e posso dire che l’apprezzo ancora di più, non dimenticandomi però che, oltre la maschera da supereroina, c’è sempre una donna.

A presto!




22 settembre 2026

RECENSIONE - Scintille: Hearts in Flames #1- di Muriel Conrad

 



Autrice: Muriel Conrad
Editore: Self-published
Titolo: Scintille
Serie: Hearts in Flames
Genere: Romance contemporaneo
Sottogenere: Firefighter romance
Formato: Ebook
Uscita: giovedì 10 settembre 2026
Ambientazione (di fantasia): Silvervine, California (Santa Ynez Valley)
Pov: Dual POV, prima persona presente
Heat level: Medio (sensuale, non esplicito)
Trope:  Hidden identity Small town romance, Golden boy,  Firefighters romance, Forced proximity
Family trauma + healing,  Dual POV, Second chances, Slow burn Protector hero




Lei mente per proteggersi. Lui non crede più nell’amore.

Leila Davis
ha ventisei anni quando arriva a Silvervine, California, con un solo obiettivo: ricominciare. Lontano da New York. Lontano dal padre che ha abbandonato lei e sua madre malata. Lontano dal fidanzato che è scappato quando le cose si sono fatte difficili. Ma ricominciare significa anche mentire. Sul suo cognome. Sul suo passato. Su chi è davvero.

Nick Fabbri, trent’anni, è il golden boy di Silvervine. Vigile del fuoco, figlio perfetto, l’eroe che tutti amano. Otto mesi fa il suo cuore è stato spezzato da chi credeva di conoscere meglio. Da allora ha una regola: se qualcuno gli mente, lui si ritrae come da una fiamma. Poi incontra Leila in un bar e lei gli dice di chiamarsi Sky Walker. Lui non ci casca. Dovrebbe scappare. Invece resta.

Perché a volte l’amore inizia esattamente dove non dovrebbe. In una cittadina dove i segreti bruciano più velocemente delle colline. Dove chi salva vite per mestiere deve imparare a salvare anche il proprio cuore. Dove due persone ferite devono scegliere: continuare a proteggersi, o avere il coraggio di lasciarsi andare.

Quando tutto brucia… Resta solo l’amore.

È sempre bello leggere nuove autrici, specie se a fine lettura lasciano comunque qualcosa.

È successo con il romanzo della Conrad, una scrittrice che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo.

La cosa che più mi è rimasta impressa è la passione che ha messo nel descrivere i sentimenti dei protagonisti: vibrazioni che sono arrivate tutte, nessuna esclusa.

E sì, care amiche lettrici, parlo di emozioni, perché tante volte nella stesura di un libro ci si perde troppo sulle ambientazioni o sui costumi; insomma, su tutto quello che io ritengo sì necessario, ma non al punto da rubare l’intera scena.

Qui, invece, il vissuto dei personaggi arriva dritto al cuore.

C’è quello di Leila, disillusa dall’amore in genere: che si tratti di un genitore o di un uomo, chiunque avrebbe dovuto supportarla e accompagnarla, specie nei momenti più delicati della vita, le ha voltato le spalle, lasciandola sola ad affrontare il dolore.

E poi ci sono le emozioni di Nick, un vero golden boy, tradito da chi aveva deciso di amare: una donna e un amico che chiamava fratello.

Questo romanzo racconta di seconde possibilità, ma prima di tutto verso se stessi. Una lotta per combattere la mancanza di fiducia che subentra quando chi doveva tenderti una mano si volta dall’altra parte; quando qualcuno ti tradisce, lasciando il cuore sepolto sotto strati e strati di macerie.

Eppure, in mezzo al caos, alle menzogne e alle mezze verità, due anime che hanno patito le stesse sofferenze si riconoscono e, nonostante la diffidenza iniziale, si cercano.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Nick: la sua dolcezza, quel suo essere presente anche senza che l’altra persona lo chieda.

E mi è piaciuta immensamente la scena di quell’album recuperato per essere salvato dalle fiamme.

Pensateci, amiche lettrici: siamo abituate ai selfie, a fare foto di continuo, ma quante di noi le stampano e le racchiudono in quella che diventa una sorta di capsula del tempo?

Per chi lo fa, quell’album diventa un bene inestimabile e insostituibile, perché racchiude la memoria, e per molti diventa fondamentale quando i ricordi, per una causa o per l’altra, sbiadiscono.

Sono davvero contenta di aver scoperto la scrittura della Conrad.

L’unico appunto riguarda alcuni concetti che, ahimè, ho trovato ridondanti: espressioni che non c’era bisogno di ripetere più e più volte, perché se una cosa è scritta bene, come lei ha ampiamente dimostrato di saper fare, rimane comunque impressa.

Non mi resta che aspettare il secondo volume della serie, di cui l’autrice ci ha già dato un assaggio.

A presto!





21 settembre 2026

RECENSIONE - La Principessa Del Malvagio (Cronache Di Un Regno Infranto Vol. 1) - di Abby McCormick

 





Come ha fatto il mio affascinante principe a diventare così oscuro?

A Porto d’Argento, Gareth, il re stregone, controlla i morti, una principessa maledetta si risveglia e il magnanimo principe Julian si ritrova coinvolto in un intricato triangolo amoroso, in cui si intrecciano amore, potere e forze sovrannaturali. “La principessa del malavagio” reinterpreta le fiabe classiche, sfumando i confini tra bene e male.

Riuscirà Theodora a superare il suo passato tormentato, la magia nera e i suoi problemi di salute mentale in una sinfonia oscura con il comandante in capo dei non morti?

Bentrovate, anime belle!

Oggi vi parlo di un romanzo ad ambientazione fantasy, opera dell’autrice Abby McCormick, che arriva a noi grazie al lavoro di traduzione di Isabella Nanni.

Devo essere sincera: la prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la cover.

Toni grigi in cui spiccano due elementi: il rosso delle rose e il viso di una donna che, quasi con timore, guarda il lettore.

Mi sembrava di osservare una di quelle principesse Disney che vedevo da bambina, ma ad attirarmi realmente è stato il suo sguardo.

Uno sguardo carico di un’emozione che ho poi ritrovato tra le pagine del romanzo.

Il testo narra la storia di una principessa che si risveglia dopo tanto tempo, circondata solo dal pallido ricordo di quella che era la sua vita e di quell’amore che non riconosce più nell’uomo che ormai è divenuto padrone e signore delle arti oscure.

Theodora, o Daisy, si ritrova ad affrontare qualcosa che potrebbe esistere solo negli incubi, circondata da morti che obbediscono a colui che un tempo chiamava amore.

È stata una storia interessante, una sorta di rivisitazione in chiave horror-dark di un mix di favole che abbiamo sempre conosciuto come qualcosa di romantico dalle tonalità rosa.

Qui, invece, fra le righe del romanzo si intravede quella sfumatura quasi gotica e nera, dove l’unica nota di colore è il rosso del sangue, che porta con sé dolore e vendetta.

Una trama in cui gli amici diventano nemici e viceversa, dove si avverte quella costante scia di soprannaturale che va dal risveglio di Daisy fino al finale, il quale lascia uno dei coprotagonisti proiettato in una probabile nuova avventura.

La Nanni ci ha permesso di conoscere un’autrice che mi ha colpita, specialmente per la sua biografia che racconta tanto di sé.

Non ci resta che attendere il secondo volume.

A presto!









17 settembre 2026

RECENSIONE - Dahlia. Il vivaio delle assassine - di Laura Fiamenghi

 



Titolo: Dahlia – Il Vivaio delle Assassine

Autore: Laura Fiamenghi

Editore: DeAgostini

Genere: romance dalle tinte cupe, spy academy, revenge plot, forbidden love, spicy

Autoconclusivo: SI

Data uscita: 9 giugno

Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è... il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo... e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui... Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo... Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Bentrovate, anime belle!

Nuova recensione per Laura Fiamenghi, che ci porta nella spietata realtà del Vivaio.

Sei lettere che, in genere, richiamano un posto fatto di profumi e di colori, ma che si tingono di grigio e di odori sgradevoli quando i fiori si trasformano in veleno, e le grate, nate per proteggere un luogo in cui crescere, diventano una prigione per chi lo abita.

Il Vivaio è il punto d’inizio di questa storia e, tra “fiori” che altro non sono se non agenti spietate e bellissime, c’è lei: Dahlia, la Rifiorentissima, l’agente più preziosa.

Dahlia è legata a un passato che ha scelto di non dimenticare, rifiutando un farmaco che rende più simili ad automi che a esseri pensanti.

Finge; finge di non provare emozioni o dolore, di aver rimosso chi l’ha portata in quel luogo dove si addestrano soldati speciali, e preferisce soffocare i suoi urli contro un cuscino.

Cammina a testa alta e mente agli altri, perché la vendetta è un motore capace di rendere la coscienza ferrea e la volontà d’acciaio.

Ma il destino sa come divertirsi.

Quella stessa missione che l’avrebbe consacrata come la Rifiorentissima diventa il teatro di un bacio che Dahlia conserva nei momenti in cui sta per cedere, lo stesso bacio che si trasforma in uno schiaffo in pieno viso quando si ritrova davanti agli occhi di ghiaccio di Rune.

Rune, un nome che richiama quasi il fantasy, ha una bellezza glaciale come il suo sguardo.

È un maniaco del controllo che dal brutto tenta di creare il bello, e per lui sarebbe tutto più facile se si limitasse ad attenersi ai piani.

In fondo, lui programma ogni minima cosa eccetto lei: l’incognita, la variabile che non era prevista.

Rune e Dahlia sono agli antipodi, eppure è proprio sulla linea di confine che si crea un punto d’incontro, anche uno solo, capace di ridisegnare la vita di due persone.

Il romanzo della Fiamenghi è stato... inaspettato.

La partenza potrebbe sembrare un po’ lenta, ma attenzione, dico “un po’” perché ogni singola parola, ogni movimento o gesto ha un suo preciso perché.

Non mancano i colpi di scena, né gli amici che diventano quella famiglia che non ci viene data alla nascita, ma che si chiude a corolla quando arriva il momento del bisogno.

Ed è proprio in quei passaggi che ho avvertito di più la penna di Laura, come se il suo fosse un tributo a chi non le ha mai voltato le spalle, a chi c’è stato anche nei momenti bui.

Intrighi, segreti, rivelazioni e suspense sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso la storia di Dahlia una bellissima avventura.

Non manca l’ironia che si scorge in tutti i libri di Laura, un modo perfetto per spezzare la tensione senza però creare discontinuità nella lettura.

Lo spicy c’è, senza dubbio, ma non è mai qualcosa di “sporco”: è un atto inizialmente dettato dalla chimica tra i due, che poi diviene un gesto di liberazione e di venerazione verso un corpo che porta cicatrici fisiche, ma anche dell’anima. Perché il male subito, che arrivi da estranei o meno, si tramuta in ferite che non possono essere curate se non con l’amore.

Ed è proprio lì, tra quelle di quel sentimento, che rimani bloccata a guardare loro, Rune e Dahlia.

A guardare lui che, per quanto freddo possa sembrare, si prende cura di lei persino durante quegli incubi che le intrappolano la coscienza.

Mi ha fatto sorridere Rune con quei suoi rimproveri verso le parolacce; in quel momento ho pensato: “Dio, con me perderebbe la battaglia!”.

O forse no, perché a un uomo come lui è davvero difficile negare qualcosa.

Direi che è stato un viaggio stupendo, uno di quelli che ti lascia addosso la curiosità per le prossime avventure e per i personaggi che, sono sciura, sapranno regalarci altre grandi emozioni.

Complimenti a Laura!

Le cinque stelle sono meritatissime per questo romanzo, e un bel un po’ di più vanno a Rune… leggere per credere, amiche!

A presto!











RECENSIONE - AMETISTA - di Francesca Bardi






FRANCESCA BARDI

AMETISTA

 160 pagine, 15 euro

Lorenzo de’ Medici Press

Dal 20 maggio in libreria


 2038. In un futuro distopico dominato dal controllo tecnologico e dal conformismo dell’"Uffizio della Pace Sociale", Alessandra Cantori vive una vita dorata ma vuota accanto a un marito potente. La sua realtà si incrina quando scopre la resistenza di OsaRe, un gruppo eco-culturale che opera nell'ombra per salvare il pianeta e la memoria storica. Il destino di Alessandra cambia radicalmente al Rebis, un’antica biblioteca clandestina dove i libri proibiti pulsano ancora di vita. Qui, ribattezzata Ametista, scopre la straordinaria capacità di viaggiare fisicamente attraverso le immagini. Costretta a fuggire dalle ossessioni del marito, Ametista si ritrova negli anni Settanta. In questo passato vibrante incontra l’editore Sandro Accursi, con cui vive un amore profondo che sfida le leggi del tempo. Ma il dovere la richiama nel suo presente: convinta dal ribelle Scarlatto, torna nel 2038 per combattere dall'interno, conducendo una pericolosa doppia vita come spia e moglie perfetta. Quando il marito scopre il tradimento e distrugge il Rebis, Ametista finisce in un carcere di massima sicurezza. Sola e incinta di un uomo che nel presente è ormai vecchio.





Oggi vi porto alla scoperta di 'Ametista' di Francesca Bardi: un viaggio tra avventura, amore e ribellione, in cui i libri diventano un rifugio e una salvezza. 

La protagonista, Alessandra Cantori, vive in un mondo futurista dove la libertà è solo un ricordo. Controllata da una dittatura tecnologica chiamata "Uffizio della Pace Sociale", la sua vita è comoda ma vuota, accanto a un marito potente. All'inizio Alessandra non è un'eroina coraggiosa, ma è una donna insoddisfatta che sta semplicemente cercando se stessa.

La sua vita cambia quando scopre il Rebis, una biblioteca segreta nascosta dove i libri proibiti sono ancora vivi. Lì dentro rinasce con il nome di Ametista e scopre un dono incredibile: può viaggiare indietro nel tempo entrando dentro le immagini.

Da qui la storia si divide tra due mondi. Negli anni Settanta, nel passato, Ametista incontra l'editore Sandro Accursi. Nasce tra loro una storia d'amore profonda, intensa e impossibile, perché il tempo li separa inesorabilmente. Ma il dovere la richiama nel suo presente del 2038. Aiutata dal ribelle Scarlatto, Ametista comincia a fare la spia: finge di essere la moglie perfetta in casa, mentre combatte in segreto contro il regime.

Quando il marito scopre il suo tradimento e distrugge la biblioteca segreta, per Ametista si aprono le porte di un carcere di massima sicurezza. Finisce lì da sola, incinta di un uomo che, nel presente, è ormai anziano o irraggiungibile.

Il finale è forte, amaro e coraggioso. Ci ricorda che la libertà ha sempre un prezzo altissimo.

Ametista è un romanzo che si legge tutto d'un fiato. Forse è un po' troppo corto e lascia la voglia di sapere di più sui personaggi e sul loro mondo, ma è una lettura che sa emozionare profondamente.

È il libro ideale se ami le storie distopiche piene di sentimenti veri, i viaggi nel tempo e la magia di quei libri che difendono la libertà di pensiero.






 



RECENSIONE - Come una fiaba - di Monica Brizzi






C’era una volta…
Una ragazza in un castello.
E un “conte”.
E questa è la loro storia.


Anche se sarebbe meglio dire: c’era una volta una dottoranda squattrinata, perché quando Giulietta, detta Juls, entra nella dimora della contessa Grifone Monasti, la sua condizione economica, e non solo quella, è pessima. Ma ora ha uno stipendio fisso e il compito di fare compagnia a Emilia, una frizzante vecchietta dal titolo nobiliare e un segreto che potrebbe far tremare le fondamenta di tutta la famiglia. Juls deve aiutarla a risolvere il mistero mentre il nipote della contessa, Ludovico, diventa una presenza costante e l’attrazione per lui impossibile da nascondere. Il problema è che ci sono dodici anni di differenza, tra loro, e Ludovico non sembra voler cedere al bisogno di Juls. Almeno fino a un certo punto. Tra nuovi segreti da mantenere, lettere da trovare e baci al cardiopalma, Giulietta e Ludovico si metteranno alla prova in una relazione degna di una fiaba moderna.




Giulietta, detta Juls, ricercatrice universitaria “senza assegno di ricerca”, stenta a credere che la buona stella si sia voltata a guardarla quando supera un colloquio di lavoro: dovrà svolgere il proprio dovere presso una contessa nel castello della quale dovrà anche abitare. Povera in canna e da sempre abituata ad arrangiarsi oltre che sostenere una madre anaffettiva, Juls si sente catapultata come in una fiaba poiché la sua vita migliora notevolmente dall’oggi al domani e poco importa se il nipote della deliziosa contessa Emilia, Ludovico, non fa mistero di non volerla lì al castello… o meglio, non le importerebbe se lui non fosse un miscuglio di “sogni, unicorni, lussuria”.

I due protagonisti sono l’uno l’opposto dell’altro: lei “povera” e con una vita complicata che le ha regalato solo un colon irritabile e una parlata a raffica inarrestabile; lui blasonato ed elegante che la guarda dall’alto del suo piedistallo, apparentemente irraggiungibile. Eppure tra i due, complice una ricerca particolare voluta dalla contessa Emilia, nasce l’amore.

Ho apprezzato le descrizioni degli ambienti sognanti da fiaba: la biblioteca, il castello nel castello, la torre, il giardino, tutti frutto del lavoro di Ludovico, ottimo architetto; devo dire che la trama mi ha interessato poiché sono presenti gli ingredienti per una storia piacevole, ciononostante ho come avuto la sensazione che avrebbe potuto essere più coinvolgente, così come i personaggi con i quali non sono entrata particolarmente in sintonia poiché la loro potenziale energia è rimasta in me blanda.









 

16 settembre 2026

RECENSIONE - BREAK THE DARK - di Michela Piazza

 



TITOLO: BREAK THE DARK

 AUTORE: Michela Piazza

 GENERE: Dark Academia/Forbidden romance/autoconclusivo.

 TROPE DI RIFERIMENTO: #EnemiesToLovers #DarkSecrets #ForcedProximity #ForbiddenLove #EliteCollege #EmotionalScars

 SERIE: Winters University Series vol. 2 - Autoconclusivo

 DATA DI USCITA: 28 luglio 2026

 DISPONIBILE su Amazon e Kindle Unlimited 

LIAM
Alla Winters University tutti pensano di sapere chi sono.
Il
ribelle che se ne frega delle regole. L'erede di un patrimonio immenso. Il ragazzo più desiderato del campus.

Ma dentro di me c'è
qualcosa di rotto. Un ricordo che non riesco a seppellire e che mi ha portato in rehab.
La verità è che io rovino tutto ciò che tocco.
E dovrei stare alla larga da Annabelle.

Lei è così incantevole. Troppo sincera per un posto come questo. Pericolosamente vicina ai miei segreti.
Invece continuo a cercarla.
Anche quando so che finirò per farle male.
Perché in nessuno dei mondi possibili noi avremo mai un lieto fine.

ANNABELLE
Sono arrivata alla Winters per ricominciare.
Per lasciarmi alle spalle il dolore.
Per smettere di sentirmi intrappolata in un passato che continua a inseguirmi.


Liam mi affascina, mi provoca, mi spinge a osare. Mi fido di lui, è come se lo conoscessi da sempre.
Ma in questa università la verità non arriva mai per liberare, solo per creare nuove ferite.

Alcune persone entrano nella tua vita per
salvarti. Altre nascono per distruggerti.
Il problema è che, a volte, hanno lo stesso nome.
E io mi sono innamorata di Liam prima di sapere che avrei dovuto odiarlo.


Ci sono stati due romanzi che, negli ultimi tempi, mi hanno fatto fare un bel respiro profondo.

Uno è di sicuro quello di Michela, una storia che si discosta completamente dal primo volume.

Break the Dark riprende quegli eventi che ci eravamo lasciati alle spalle con Feel the Dark, facendoci scoprire piano piano il passato di Liam, un personaggio che già nel libro precedente non era passato inosservato.

Almeno non a me.

Liam è la sua bellezza, ma anche quella spavalderia che nasconde tanto: una maschera che cela il dolore e il rimorso per ciò a cui non si può rimediare.

Il destino, però, non si limita mai solo a togliere, ma ti mette davanti anche chi quel dolore lo ha subito.

 Uno scherzo un po’ macabro, ma, come dico sempre io, per tutto c’è un perché, una motivazione che può divenire redenzione o condanna.

Se il primo volume della dilogia mi era piaciuto, Liam e Annabelle li ho amati. Non è una storia facile e la bravura di un’autrice si vede anche nell’intessere una trama non scontata, fatta di realtà che molti vivono sulla propria pelle.

Quello che emerge dalle pagine è una storia di seconde possibilità, e non parlo solo d’amore, ma di se stessi.

Ci sono eventi che ci piegano, in cui le ginocchia cedono sotto il peso di colpe che, tante volte, non sono nemmeno le nostre.

La vita è equiparabile a un giorno: l’alba è l’innocenza; le ore successive diventano gli ostacoli da affrontare, i pensieri che dobbiamo imparare a mettere a tacere, le azioni che tante volte non riusciamo a controllare; infine arriva la notte, che può essere serena o devastata dalla tempesta.

Prima che l’oscurità prenda il sopravvento sulla luce, bisogna imparare ad amare se stessi, ad accettare i propri limiti e a superarli.

È così che ci si rende conto che, spesso, l’odio e il rancore sono solo un modo per cercare un capro espiatorio e sentirsi più leggeri.

Liam e Annabelle lo hanno capito, ed è stato emozionante il momento in cui i muri sono crollati e sono rimasti solo loro, con i propri pregi e difetti, ma pur sempre loro.

Complimenti a Michela, che sa sempre emozionare con le sue storie.

Le cinque stelle sono meritatissime, anzi sono poche per un romanzo che ho amato fin dalla prima pagina e che porto ancora nel cuore.

A presto!







15 settembre 2026

RECENSIONE - BLACK MARK - Black Key Series Vol.2 - di Barbara Scotto

 




TITOLO: Black Mark

SERIE: volume 2 della Black Key Series.

La storia della coppia è autoconclusiva, ma le vicende seguono gli

avvenimenti del precedente volume, Black Veil.

Romantic Suspense; Forbidden Love; Forced proximity; Age gap; Slow burn; Emotional scars; 

Broken hero; Morally grey hero; Touch her and die

 PAGINE: 463

Dal 15 settembre 2026 in esclusiva Amazon in ebook, KU e cartaceo

 Link Amazon

 TRIGGER WARNING

Alcune vicende di questo romanzo potrebbero urtare la sensibilità dei lettori. Si raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

TW completi all’interno del libro.


Ryder Cross, nome in codice Grave, è il braccio della Black Key.
Freddo, fisico, implacabile, non concede spazio ai sentimenti e il suo unico scopo è ottenere vendetta su chi gli ha strappato le persone che amava.
Astrid Volkov è cresciuta tra le imposizioni e ha imparato che sopravvivere significa obbedire. Vulnerabile solo in apparenza, vuole scoprire chi potrebbe essere se fosse libera di scegliere.
Lui ha affrontato missioni dove ogni rischio era calcolato e ogni limite aveva una ragione, ma con Astrid le regole smettono di funzionare.
Quando le menzogne e le minacce non potranno più essere arginate, Ryder dovrà decidere se restare l’uomo che non si lega a nessuno, o arrendersi all’unica donna che non avrebbe mai dovuto toccare.

Bentrovate, anime belle!

Il nostro blog riparte con la recensione di una delle autrici che più stimo.

Al di là della persona, è la sua scrittura a risultare sempre affascinante, ricca di particolari e di emozioni che, ahimè, ultimamente mancano nelle letture.

Barbara è quella che io definisco un’autrice versatile.

Ho avuto modo di lavorare gomito a gomito con lei e ho visto con i miei occhi la sua capacità, che non è da tutti, di immedesimarsi nelle storie che scrive, diventando un tutt’uno con i personaggi al punto da farti vivere ciò che loro provano.

Se con Draven avevo assaggiato il dolore, con Ryder, che io chiamerò allo sfinimento Ry, ho provato l’impotenza di non poter cambiare gli eventi.

La frustrazione di non essere stato capace di salvare chi si ama, la devastazione dell’anima che porta a un’insana vendetta... una vendetta che si annulla quando impara a conoscere lei: Astrid.

Astrid, una falena che sfida la luce che la può bruciare, che accarezza il fuoco che le lambisce le ali, ma che vola in alto nonostante le ferite.

Astrid, un piccolo iris che non chiede cure perché capace di rialzarsi, di sopportare le intemperie che la piegano ma non la spezzano.

Ry e Astrid: due mondi all’apparenza opposti, ma uniti da quelle cicatrici che vengono coperte dai tatuaggi, ma rimangono sottopelle e fanno male nonostante il tempo che passa.

Mi sono innamorata di loro, dell’orso che sa diventare un peluche e di una ragazzina che si colora i capelli di quel viola, come i petali del fiore che la rappresenta.

Il contorno è fatto di quei personaggi che abbiamo conosciuto nel volume precedente e chissà quali altre sorprese riserveranno nel successivo.

Ma io rimango ferma a lui, a Ry, al gigante buono che fuma, beve e cerca distrazioni solo per riempire un vuoto che una ragazzina, a cui doveva fare da balia, ha colmato.

Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola direi: immenso.

Come il cuore di Ry, come la forza di Astrid.

Barbara non racconta di fanciulle che piangono per qualcosa di negato; parla di guerriere che, con le unghie e con i denti, alzano sempre gli occhi e la testa.

Donne all’apparenza fragili, ma che nascondono un’anima da leonessa, specie quando chi amano viene anche solo sfiorato.

Ci sarebbero altre mille parole da dire su di loro, ma io mi limito al “Perfetto”.

E le cinque stelle, cara Barbara, sono solo un numero per un romanzo che ne vale davvero tante, tante di più.

Avevi timore per questo personaggio, ma ti sei superata, sorella di luna.


A presto!