10 aprile 2026

RECENSIONE - Leggi estratto L'origine del male: bambini serial killer: Tra relazioni familiari e sviluppo della devianza infantile - di Elettra G. Gray

 



Genere: saggio di criminologia
Autore: Elettra G. Gray (pseudonimo di Grazia Elettra Cormaci) Grazia Cormaci
Target: Studenti, appassionati di true crime, lettori curiosi di argomenti sociali e scienze forensi.
Editore: Oltre vento (gruppo editoriale les Flaneurs)
Uscita: 18 marzo 2026


In questo saggio, Elettra G. Gray esplora le radici psicologiche e comportamentali del sadismo infantile e il suo possibile legame con il comportamento seriale adulto. Partendo dalle teorie psicoanalitiche di Freud e Bowlby, l’autrice propone una nuova prospettiva sulle fasi evolutive della psiche infantile, teorizzando due stadi critici: la “fase di Transizione”, in cui il sadismo è ancora attivo, e la “fase di Riassorbimento”, in cui tale impulso viene inglobato all’interno della psiche, condizionando le scelte future del soggetto.
Attraverso un’analisi delle manifestazioni sadiche nei bambini, Gray indaga le cause che possono sfociare in comportamenti violenti e criminali nell’età adulta. L’autrice esplora il caso dei serial killer, come quello di “Jack lo squartatore”, Ted Bundy, utilizzando tecniche investigative moderne per reinterpretare il comportamento del criminale all’epoca degli omicidi e riflettere sull’evoluzione delle indagini criminologiche.
Il saggio si interroga sul significato di “libero arbitrio”, sul ruolo del male nella crescita dell’individuo e sulla difficoltà di comprendere le motivazioni che spingono alcuni a perpetrare atrocità. Gray non si limita a una mera disamina psichiatrica: il suo lavoro è una riflessione psicologica e criminologica sui fattori che, a partire dall’infanzia, possono dare origine a comportamenti omicidi e perversi, sollevando interrogativi sulla moralità e sull’influenza dell’ambiente nella formazione della psiche criminale.

Bentrovate, anime belle!

Eccomi con la recensione di un saggio che, con ogni probabilità, non avrei mai letto se non avessi già apprezzato lo stile dell’autrice.

Conosco bene la scrittura di Elettra G. Gray, raffinata e soprattutto colta, e non si è smentita in questo lavoro di approfondimento che consiglio a tutti i lettori appassionati di thriller.

Attraverso un minuzioso studio, la Gray ci guida nella comprensione delle menti criminali che hanno segnato la storia della cronaca nera.

Non si tratta di un semplice identikit dell’assassino: il lavoro di Elettra va oltre, scavando nella testa di chi è stato prima un bambino e poi un uomo capace di strappare con violenza la vita altrui.

È stato estremamente interessante apprendere le dinamiche e i comportamenti dei maggiori serial killer della storia.

L’autrice ne delinea un profilo psicologico netto, basandosi su documenti reali e mostrando, ancora una volta, una spiccata capacità di analisi; non si limita ai personaggi che hanno popolato gli incubi di intere nazioni, ma esamina anche il contesto sociale che li ha trasformati in “mostri”.

 All’apparenza molti di loro sembravano angeli, ma nei loro corpi coesistevano personalità multiple, capaci di mutare un sorriso dolce in quello di un killer.

Elettra ripercorre la storia e, tra le pagine, assistiamo all’evoluzione di queste menti che fatico a definire semplicemente “malate”.

Siamo lo specchio di ciò che viviamo: che sia la società o il contesto familiare, tutto ci forma e questi soggetti non fanno eccezione.

Ognuno di loro nasconde un trauma che lo ha condizionato.

Mi sono resa conto, leggendo, che quegli anni che per un bambino dovrebbero essere governati dall’innocenza sono stati, per questi personaggi, insozzati da chi ha trasformato i loro sorrisi in un inferno.

I crimini efferati di cui si sono macchiati restano ingiustificabili, ma comprendere cosa si celi dietro le loro azioni mi ha portato a riflettere: forse, le prime vittime sono state proprio loro.

La Gray arriva con la sua analisi fino ai giorni nostri, collegando i fatti di cronaca passati a una modernità afflitta dal nuovo male delle baby gang, capaci di trasformare una semplice passeggiata in un incubo.

La nostra è una società basata sul “tutto e subito”, sull’incapacità di accettare un “no” come risposta, limite a cui si tenta di porre rimedio con metodi non sempre pacifici.

Il lavoro dell’autrice è meticoloso, arricchito da considerazioni personali alla fine di ogni capitolo che permettono di apprezzare il grande studio sotteso all’opera. Faccio i miei complimenti a Elettra: dopo un saggio del genere, mi piacerebbe molto leggere un suo racconto di narrativa.

Questo lavoro è l’ennesima riprova che, per conoscere davvero una persona, è fondamentale comprenderne la storia reale.

Perché, spesso, la realtà fa molta più paura dei film horror.

A presto!









RECENSIONE - Un disastro su misura (I miliardari di Manhattan Vol. 3) - di Leslie North





Prima Caffezilla distrugge la mia carriera da barista, poi mi sventola davanti agli occhi il lavoro dei miei sogni come si farebbe con una carota davanti a un asino.
E io che faccio? Stringo un patto con il diavolo.

Ho imparato a mie spese a non fidarmi di nessuno.
È per questo che mi ritrovo a fare la barista; almeno fino all’arrivo di Trent Saunders, alias Satana.

Il signor Pezzo Grosso è troppo impegnato a urlare al telefono per fermarsi e leggere.
È forse colpa mia se non ha notato il cartello sul tavolo con la scritta 
NON SEDERSI?
Va bene, non avrei dovuto ridere quando si è rovesciato il caffè addosso, ma se lo meritava.

Per questo motivo quel 
tiranno mi ha fatta licenziare!
Almeno ho avuto l’ultima parola, o così pensavo…

Perché, a quanto pare, quello splendido scorbutico è la risposta alle mie preghiere.
Vuole che disegni mobili di lusso per sua nonna, una dolce vecchietta che mi scambia per la sua fidanzata.

Quell’idiota la corregge?
No! Anzi, mi chiede di stare al gioco!
Il che significa che sono costretta a fingere di uscire con un uomo che detesto.

Cos’è ancora più fastidioso? Che in realtà potrebbe non essere un vero e proprio maleducato.
A dire il vero è piuttosto dolce… a volte. Ma non voglio cadere nella trappola del “bravo ragazzo”.

Insomma, che donna sarei se mi innamorassi di un capo prepotente?




Terzo e ultimo volume della serie, posso dire che mi dispiace aver finito questa serie, perché nel corso della lettura ho incontrato una penna semplice ma efficace, vera e profondamente coinvolgente che sa farti sorridere e riflettere!

Trent e Natascha sono i protagonisti, il loro incontro è stato più che altro uno scontro con l’aggiunta di un caffè rovesciato addosso.
Lui milionario, lei un artista, designer di gran talento, fanno scintille dal primo incontro fino alla fine delle pagine. Lui apparentemente arrogante ma che ama la sua famiglia più di ogni altra cosa, lei passionale e vera.
Trent è in difficoltà e chiede a lei, alla ragazza che ha fatto licenziare, per rendere felice sua nonna…sarà la scelta giusta?

Due persone che si stuzzicano e litigano di continuo, due persone diverse, due poli opposti che si attraggono…cosa accadrà?

Pagine divertenti e emozionanti. Consiglio la lettura dell’intera serie…anche se io ho un volume preferito, ma non vi dirò quale. Emozionatevi, leggete e sorridete…non vi pentirete!









 

09 aprile 2026

RECENSIONE - Come petali sulla neve - di Antonella Iuliano




“Come petali sulla neve
recisi dallo stesso fiore,
sospinti da un impetuoso vento
in remoti luoghi,
ad appassir lontani.”

Il giorno in cui Philip scrive questi versi è seduto dietro una finestra. Il suo cuore è affranto mentre lo sguardo langue sull’ultima neve di marzo. Sente di essere parte di un fiore travolto dalla tormenta, il cui ricordo sarà spazzato via.
Pochi mesi prima, a migliaia di chilometri di distanza, un altro vetro lo separava dalla vita fuori dall’Istituto per orfani S. Vincent, in Irlanda del Nord: il posto in cui è cresciuto e da cui è fuggito a causa di una fotografia. Un volto di bambino identico al suo. L’immagine nitida di un passato nebbioso.
Ora Philip è in Inghilterra e ha ritrovato il suo gemello, ma nulla è andato come sperava. Tra lui è Leonardo vi è un muro invisibile di menzogne e follia. Ha bisogno di molto coraggio per abbatterlo e ristabilire così quel legame di sangue che crudelmente gli è stato strappato dalla culla.


Philip Shannon è cresciuto in un orfanotrofio e solo ora, a ventitré anni, trova una fotografia che ritrae i suoi genitori, morti in un incidente stradale, con in braccio non uno, bensì due neonati.
Perché nessuno gli aveva mai parlato di un gemello?
Come mai un solo bambino è stato dato in adozione mentre lui è stato lasciato in orfanotrofio?

Dietro i vetri di una finestra che sembra versare lacrime, Philips ha una sola certezza: cercare il fratello perduto e cercare risposte ai tanti perché che gli agitano la mente.

Dall’Irlanda del Nord all’Inghilterra il destino di due fratelli cresciuti in modi completamente diversi.
L’uno in solitudine con l’amarezza di non aver mai conosciuto l’affetto dei genitori e l’altro adottato da una famiglia ricca che lo ha coccolato e viziato.

Riuscirà l’umile Philip a scalfire la freddezza snob di Leonardo ed a trasmettergli i suoi stessi dubbi sulla strana e anomala adozione?

È questo un romanzo che parla dell’amore, delle tante sfaccettature di un sentimento che può portare a compiere scelte sbagliate.
Da un amore insano può nascere il male, l’egoismo dell’uomo è capace di causare tanta sofferenza.
In questa sua opera prima la scrittrice già rivela la predisposizione alla narrazione dei dettagli, la sua è una scrittura capace di dipingere con le parole.
Trasmette emozioni con delicatezza, suggestioni lievi come petali rossi che cadono sulla neve.

Non manca l’omaggio alla lettura e alla letteratura con richiami ai classici russi, Tolstoj e Dostoevskij.
Concordo con la riflessione: scrivere non è solo un sogno, mettere su carta le emozioni ferma per sempre un momento e dà un senso alla vita.