Bentrovate,
anime belle!
Eccomi
con la recensione di un saggio che, con ogni probabilità, non avrei mai letto
se non avessi già apprezzato lo stile dell’autrice.
Conosco
bene la scrittura di Elettra G. Gray, raffinata e soprattutto colta, e non si è
smentita in questo lavoro di approfondimento che consiglio a tutti i lettori
appassionati di thriller.
Attraverso
un minuzioso studio, la Gray ci guida nella comprensione delle menti criminali
che hanno segnato la storia della cronaca nera.
Non
si tratta di un semplice identikit dell’assassino: il lavoro di Elettra va
oltre, scavando nella testa di chi è stato prima un bambino e poi un uomo
capace di strappare con violenza la vita altrui.
È
stato estremamente interessante apprendere le dinamiche e i comportamenti dei
maggiori serial killer della storia.
L’autrice
ne delinea un profilo psicologico netto, basandosi su documenti reali e
mostrando, ancora una volta, una spiccata capacità di analisi; non si limita ai
personaggi che hanno popolato gli incubi di intere nazioni, ma esamina anche il
contesto sociale che li ha trasformati in “mostri”.
All’apparenza molti di loro sembravano angeli,
ma nei loro corpi coesistevano personalità multiple, capaci di mutare un
sorriso dolce in quello di un killer.
Elettra
ripercorre la storia e, tra le pagine, assistiamo all’evoluzione di queste
menti che fatico a definire semplicemente “malate”.
Siamo
lo specchio di ciò che viviamo: che sia la società o il contesto familiare,
tutto ci forma e questi soggetti non fanno eccezione.
Ognuno
di loro nasconde un trauma che lo ha condizionato.
Mi
sono resa conto, leggendo, che quegli anni che per un bambino dovrebbero essere
governati dall’innocenza sono stati, per questi personaggi, insozzati da chi ha
trasformato i loro sorrisi in un inferno.
I
crimini efferati di cui si sono macchiati restano ingiustificabili, ma
comprendere cosa si celi dietro le loro azioni mi ha portato a riflettere:
forse, le prime vittime sono state proprio loro.
La
Gray arriva con la sua analisi fino ai giorni nostri, collegando i fatti di
cronaca passati a una modernità afflitta dal nuovo male delle baby gang, capaci
di trasformare una semplice passeggiata in un incubo.
La
nostra è una società basata sul “tutto e subito”, sull’incapacità di accettare
un “no” come risposta, limite a cui si tenta di porre rimedio con metodi non
sempre pacifici.
Il
lavoro dell’autrice è meticoloso, arricchito da considerazioni personali alla
fine di ogni capitolo che permettono di apprezzare il grande studio sotteso all’opera.
Faccio i miei complimenti a Elettra: dopo un saggio del genere, mi piacerebbe
molto leggere un suo racconto di narrativa.
Questo
lavoro è l’ennesima riprova che, per conoscere davvero una persona, è
fondamentale comprenderne la storia reale.
Perché,
spesso, la realtà fa molta più paura dei film horror.
A
presto!






Nessun commento:
Posta un commento