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14 febbraio 2025

REVIEW PARTY - "Brace sulla pelle" - di Maria Diletta Veluti






TITOLO: Brace sulla pelle

AUTORE: Maria Diletta Veluti

GENERE: Realismo Magico

Pagine: 286



1966. 

Il circo Morel segue il richiamo del vento. Nessuno saprebbe dire in anticipo dove andrà, se mai lo vedrà. È un incanto sfuggevole che, una volta lontano, fa quasi credere agli spettatori di non averlo mai scorto. 

Ed è proprio il vento ad aver guidato Tessa al di sotto dell’ombra del tendone cremisi. Tessa, la pattinatrice a rotelle, scappata dal fuoco, che tutt’ora la insegue. 

Dopo un incendio che ha trasformato il circo in cenere, il direttore Nobile Morel ingaggia i fratelli del Trio delle Meraviglie Rubio, noti come i migliori trapezisti al Mondo, come supporto. Tra di essi, Damian Rubio rimarrà incantato da Tessa e dai misteri che la stessa cela sotto la mezza maschera di ceramica che porta fissa in volto. 

Ma Damian scoprirà presto che avvicinarsi troppo al fuoco, o alla brace che ne rimane, può essere pericoloso.

 

Ritorna la Veluti e, questa volta, ci porta sotto il tendone di un circo a seguire uno spettacolo che vede come protagonisti un’anima rotta e una all’apparenza intera.

Scenari e dinamiche che si vedono raramente nei romanzi hanno fatto da contorno a una storia che mi ha emozionato molte volte.

Una vicenda fatta di maschere che alle volte sono reali altre, invece, si indossano solo per proteggersi o per nascondere una verità che può distruggere, lacerare.

Tessa e Damian sono i personaggi indiscussi, ma attorno a loro ruotano comprimari che raccontano una storia a parte che si intreccia con le altre.

Un viaggio fatto di passato e presente.

Ricordi che, come lingue di fuoco, tengono prigioniera la mente di una ragazza che ha perso tutto nella vita, che si ritrova su quei pattini a rotelle, cimentandosi in qualcosa che ama che la fa sentire libera.

Damian è rugiada che si posa su quel fuoco, non lo spegne ma lenisce le paure di Tessa.

Lui che volteggia nell’aria, che reinventa uno spettacolo, attirato da una giovane che nasconde parte del suo viso con la ceramica, un materiale fragile che può infrangersi, in mille pezzi e ferire.

Un’antica arte giapponese, tuttavia, tende ad aggiustare le cose, a rimettere insieme quei frammenti, incollarli, perché le cicatrici servono a ricordare da dove si viene, cosa si è dovuto sopportare per arrivare ad essere ciò che si è.

La dolcezza di Damian è stata qualcosa di palpabile, il suo voler essere quella mano che si tende verso Tessa commuovente.

Lei è quell’amore per il pattinaggio, un rifugio quando si sente persa.

La totale assenza di spicy non ha penalizzato il romanzo, che ha acquisito più potenze in quei sentimenti che molte si perdono rincorrendo scene che non sempre fanno avvertire l'amore fra un uomo e una donna. 

Avrei voluto sapere di più sugli altri circensi, avrei voluto anche più momenti fra i due giovani, ma comunque questo rimane un romanzo non solo singolare, ma anche molto emozionante con un finale che si può riassumere solo con una parola: resilienza.

Il fuoco può distruggere vero, ma dalla cenere può nascere sempre la vita.

A presto!




















13 gennaio 2024

RECENSIONE: - "Vite legate" - di Maria Diletta Veluti


Titolo:  Vite legate

Autore: Maria Diletta Veluti

Genere: Historical Romance, Realismo magico

Data di pubblicazione: 12 gennaio 2024

Pagine: 212

Prezzo ebook: € 2,99

Prezzo cartaceo: € 13,90

GRATIS SU KINDLE UNLIMITED



1902, Castiglione d’Adda.

Ci sono incontri a cui è impossibile sottrarsi, perché scritti nel destino.


Angela, secondogenita di una famiglia borghese, è tormentata da visioni che, anche

 nel peggiore dei casi, si tramutano in realtà.


Per questo motivo, viene fatta internare nel manicomio di Castiglione, l’ultimo

 posto in cui avrebbe immaginato di incontrare lui, un uomo che non ha mai

 conosciuto, ma il cui volto occupa da sempre la sua mente.


Ci sono corde che, seppur invisibili, non possono essere spezzate, come quelle che

 lacerano i polsi delle internate.




Secondo romanzo che leggo dell’autrice, e anche in questo caso rimango un attimo a pensare dopo averlo finito.

La Veluti si riconferma una bravissima scrittrice e se nel primo libro abbiamo assistito alle sue capacita di fondere reale e surreale, qui invece leggiamo una storia che tocca il cuore.

Non è il classico romance, è realtà, di quella cruda che ti porta a guardare quel passato oscuro della storia, quando una donna era vittima della violenza in primis da quei genitori che avrebbero dovuto difenderla.

Le epoche storiche si susseguono, ma molti punti il tempo pare non scalfirli. Un dono diventa una maledizione, e si guarda con paura chi lo possiede.

Allora come si reagisce?

O ci si allontana da chi lo possiede o, come nel caso di Angela, si preferisce chiudere quello che è male lì dove non può nuocere.

Il romanzo riprende quei tormenti che subivano in molti in passato, in strutture considerate adeguate, ma che diventavano una prigione per i sani di mente. I manicomi: l’inferno in terra. E lì la violenza non era solo dell’uomo, ma anche di una donna contro un’altra donna. Angela è stato esempio di forza. 

Lei con il suo dono, con quel guardare avanti al futuro che parla di morte, ma anche di amore e di vita. 

Le sue visioni divengono reali, tangibili, come il male che subisce di continuo.

 Ed è proprio lì, in un delirio dovuto all’estasi della veggenza che lo vede: Graziano.

Un’anima sola, tormentata dal peccato del suo stesso sangue, da un dolore che gli sussurra ancora nell’orecchio. 

Anime legate che si riconoscono, al primo sguardo. 

Lui amore e salvezza per una donna fatta prigioniera per scontare una colpa che colpa non è, ma che pesa come un fardello troppo pesante. 

Mi sono commossa e tanto, per le ingiustizie subite da chi non poteva difendersi, per la solitudine di una giovane ripudiata dalla sua stessa famiglia, per l’anima di un uomo che non trova pace. 

La Veluti è stata sublime, accorata in ogni descrizione, precisa nel descrivere tecniche che sono divenute vergogna per l’umanità. 

Il testo è un’alternanza di POV che trasmettono sentimenti che ti portano a chiederti: Dio dov’era in quel momento? 

Quando un essere umano levava la mano contro l’altro con il solo scopo di ferire … la risposta ce la fornisce l’autrice… e non mi permetto a fare spoiler, perché è un libro che va apprezzato e letto per quello che regala. 

Fra il primo e il secondo romane c’è un messaggio che rimane intriso fra le loro pagine: le anime destinate a stare insieme, in un modo o in un altro si incontrano, sempre.











24 settembre 2022

Recensione : - "La Sirena di Bellaere" – di Maria Diletta Veluti

 

Titolo: La Sirena di Bellaere

Autore: Maria Diletta Veluti

Genere: Realismo Magico

Editore: Self Publishing

Data pubblicazione: 16 settembre 2022

Autoconclusivo: sì

Lunghezza: 196 pagine

Formato: Ebook € 2.99 - Cartaceo € 12.99

Nelle pagine ingiallite delle cronache del villaggio di Bellaere è stato riportato l’attacco subito nel 1568 per mano dei corsari barbareschi. Fra quelle righe, però, non c'è traccia di una certa Sirena.

Eppure una giovane donna dalla chioma corvina e dagli occhi cerulei venne rinvenuta sulla spiaggia e condotta a bordo della Gift, la nave del famoso quanto temuto Capitano della Marina Reale John Ward.

Chi è questa donna misteriosa?

E da dove viene?

L’incontro tra Sirena e il capitano Ward pare essere dettato dal destino, malgrado rabbia e diffidenza animino i loro continui scontri.

Tuttavia, ci sono emozioni capaci di andare oltre le apparenze, i conflitti e forse... persino oltre l'inspiegabile.


Ben trovate care amiche lettrici, oggi vi parlo del romanzo di esordio dell'autrice Maria Diletta Veluti.

Il genere realismo magico mi ha accompagnato per 196 pagine lette in un niente. Una fanciulla che viene recuperata da un membro della ciurma della Gif, fra la paura generale, poiché le sue gambe altro non erano che una meravigliosa pinna squamata o almeno così vogliono le voci che girano fra i mozzi. Viene portata al cospetto dell’affascinante comandante Ward, un corsaro della regina Elisabetta che solca i mari sotto le direttive del regno. La ragazza non ha memoria del suo passato e per questo che le viene affibbiato il nome Sirena e lei ne ha tutte le caratteristiche di quella creatura mitologica che vive nelle profondità degli abissi. Dai capelli neri e ricci alla pelle diafana agli occhi cerulei da cui il capitano viene rapito. Un carattere indomito che non si piega a Ward come la sua ciurma. Lei lo affronta a testa alta e sono scintille e passione tanta... Fino all'attacco dei pirati fino al buio che la inghiotte nuovamente... Vi lascio così, con i punti sospensivi perché è un libro, questo, che merita di essere letto. Attenzione però, occhi e testa puntate su ogni parola e dettaglio perché la bravissima autrice e stata capace di velare la verità dietro ogni piccolo particolare. Una storia divisa fra il sogno e la vita reale. Una favola di grande bellezza, che vi trascinerà fra i mari a bordo di una nave che attraverserà tempeste, tentati abbordaggi, leggerete con apprensione una profezia che sembra voglia decidere del futuro dei due protagonisti fino a che non attraverserete quel tunnel che vi porterà a tornare per un attimo indietro e dire ... Forse il Kindle è impazzito e sto leggendo altro e invece no perché la capacità dell'autrice risiede nella sua genialità, nell'aver creato un’opera unica a mio dire. È la prima volta che leggo qualcosa di questo genere e ne sono rimasta affascinata, rapita. L'epilogo è stato commovente, è strano come la mente umana elabori cose solo per sfuggire al dolore. L'autrice è stata fantastica nel cogliere ogni sfumatura rimanendo sempre a cavallo fra sogno e realtà. Un libro magico, a mio dire, dove l'amore di un uomo per una donna diventa l'ancora di salvezza per un cuore in balia delle onde. Bello, di quelli che lasciano il sorriso sulle labbra, per il carattere forte della protagonista, per la dolcezza di Ward. Un linguaggio in PoV singolo, dove a parlare è la Sirena raccontando tutto ciò che prova. Dalla paura davanti a una ciurma di uomini , alla voglia di non arrendersi e combattere, al terrore nello scontarsi con la violenza di cui è capace un uomo, alla gelosia, alle lacrime, a quel dolore lancinante al centro del petto che la porta di nuovo nel buio e infine allo smarrimento quando riemerge dalle tenebre. Non posso che fare i complimenti a questa autrice che ha fatto un ottimo ingresso nel mondo dell'editoria sperando di leggere presto altro di suo. Le piume sono 5 meritate una a una, per un libro che avrà la capacità, come le favole di un tempo, di farvi sognare

A presto