21 settembre 2026

RECENSIONE - La Principessa Del Malvagio (Cronache Di Un Regno Infranto Vol. 1) - di Abby McCormick

 





Come ha fatto il mio affascinante principe a diventare così oscuro?

A Porto d’Argento, Gareth, il re stregone, controlla i morti, una principessa maledetta si risveglia e il magnanimo principe Julian si ritrova coinvolto in un intricato triangolo amoroso, in cui si intrecciano amore, potere e forze sovrannaturali. “La principessa del malavagio” reinterpreta le fiabe classiche, sfumando i confini tra bene e male.

Riuscirà Theodora a superare il suo passato tormentato, la magia nera e i suoi problemi di salute mentale in una sinfonia oscura con il comandante in capo dei non morti?

Bentrovate, anime belle!

Oggi vi parlo di un romanzo ad ambientazione fantasy, opera dell’autrice Abby McCormick, che arriva a noi grazie al lavoro di traduzione di Isabella Nanni.

Devo essere sincera: la prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la cover.

Toni grigi in cui spiccano due elementi: il rosso delle rose e il viso di una donna che, quasi con timore, guarda il lettore.

Mi sembrava di osservare una di quelle principesse Disney che vedevo da bambina, ma ad attirarmi realmente è stato il suo sguardo.

Uno sguardo carico di un’emozione che ho poi ritrovato tra le pagine del romanzo.

Il testo narra la storia di una principessa che si risveglia dopo tanto tempo, circondata solo dal pallido ricordo di quella che era la sua vita e di quell’amore che non riconosce più nell’uomo che ormai è divenuto padrone e signore delle arti oscure.

Theodora, o Daisy, si ritrova ad affrontare qualcosa che potrebbe esistere solo negli incubi, circondata da morti che obbediscono a colui che un tempo chiamava amore.

È stata una storia interessante, una sorta di rivisitazione in chiave horror-dark di un mix di favole che abbiamo sempre conosciuto come qualcosa di romantico dalle tonalità rosa.

Qui, invece, fra le righe del romanzo si intravede quella sfumatura quasi gotica e nera, dove l’unica nota di colore è il rosso del sangue, che porta con sé dolore e vendetta.

Una trama in cui gli amici diventano nemici e viceversa, dove si avverte quella costante scia di soprannaturale che va dal risveglio di Daisy fino al finale, il quale lascia uno dei coprotagonisti proiettato in una probabile nuova avventura.

La Nanni ci ha permesso di conoscere un’autrice che mi ha colpita, specialmente per la sua biografia che racconta tanto di sé.

Non ci resta che attendere il secondo volume.

A presto!









17 settembre 2026

RECENSIONE - Dahlia. Il vivaio delle assassine - di Laura Fiamenghi

 



Titolo: Dahlia – Il Vivaio delle Assassine

Autore: Laura Fiamenghi

Editore: DeAgostini

Genere: romance dalle tinte cupe, spy academy, revenge plot, forbidden love, spicy

Autoconclusivo: SI

Data uscita: 9 giugno

Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è... il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo... e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui... Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo... Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Bentrovate, anime belle!

Nuova recensione per Laura Fiamenghi, che ci porta nella spietata realtà del Vivaio.

Sei lettere che, in genere, richiamano un posto fatto di profumi e di colori, ma che si tingono di grigio e di odori sgradevoli quando i fiori si trasformano in veleno, e le grate, nate per proteggere un luogo in cui crescere, diventano una prigione per chi lo abita.

Il Vivaio è il punto d’inizio di questa storia e, tra “fiori” che altro non sono se non agenti spietate e bellissime, c’è lei: Dahlia, la Rifiorentissima, l’agente più preziosa.

Dahlia è legata a un passato che ha scelto di non dimenticare, rifiutando un farmaco che rende più simili ad automi che a esseri pensanti.

Finge; finge di non provare emozioni o dolore, di aver rimosso chi l’ha portata in quel luogo dove si addestrano soldati speciali, e preferisce soffocare i suoi urli contro un cuscino.

Cammina a testa alta e mente agli altri, perché la vendetta è un motore capace di rendere la coscienza ferrea e la volontà d’acciaio.

Ma il destino sa come divertirsi.

Quella stessa missione che l’avrebbe consacrata come la Rifiorentissima diventa il teatro di un bacio che Dahlia conserva nei momenti in cui sta per cedere, lo stesso bacio che si trasforma in uno schiaffo in pieno viso quando si ritrova davanti agli occhi di ghiaccio di Rune.

Rune, un nome che richiama quasi il fantasy, ha una bellezza glaciale come il suo sguardo.

È un maniaco del controllo che dal brutto tenta di creare il bello, e per lui sarebbe tutto più facile se si limitasse ad attenersi ai piani.

In fondo, lui programma ogni minima cosa eccetto lei: l’incognita, la variabile che non era prevista.

Rune e Dahlia sono agli antipodi, eppure è proprio sulla linea di confine che si crea un punto d’incontro, anche uno solo, capace di ridisegnare la vita di due persone.

Il romanzo della Fiamenghi è stato... inaspettato.

La partenza potrebbe sembrare un po’ lenta, ma attenzione, dico “un po’” perché ogni singola parola, ogni movimento o gesto ha un suo preciso perché.

Non mancano i colpi di scena, né gli amici che diventano quella famiglia che non ci viene data alla nascita, ma che si chiude a corolla quando arriva il momento del bisogno.

Ed è proprio in quei passaggi che ho avvertito di più la penna di Laura, come se il suo fosse un tributo a chi non le ha mai voltato le spalle, a chi c’è stato anche nei momenti bui.

Intrighi, segreti, rivelazioni e suspense sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso la storia di Dahlia una bellissima avventura.

Non manca l’ironia che si scorge in tutti i libri di Laura, un modo perfetto per spezzare la tensione senza però creare discontinuità nella lettura.

Lo spicy c’è, senza dubbio, ma non è mai qualcosa di “sporco”: è un atto inizialmente dettato dalla chimica tra i due, che poi diviene un gesto di liberazione e di venerazione verso un corpo che porta cicatrici fisiche, ma anche dell’anima. Perché il male subito, che arrivi da estranei o meno, si tramuta in ferite che non possono essere curate se non con l’amore.

Ed è proprio lì, tra quelle di quel sentimento, che rimani bloccata a guardare loro, Rune e Dahlia.

A guardare lui che, per quanto freddo possa sembrare, si prende cura di lei persino durante quegli incubi che le intrappolano la coscienza.

Mi ha fatto sorridere Rune con quei suoi rimproveri verso le parolacce; in quel momento ho pensato: “Dio, con me perderebbe la battaglia!”.

O forse no, perché a un uomo come lui è davvero difficile negare qualcosa.

Direi che è stato un viaggio stupendo, uno di quelli che ti lascia addosso la curiosità per le prossime avventure e per i personaggi che, sono sciura, sapranno regalarci altre grandi emozioni.

Complimenti a Laura!

Le cinque stelle sono meritatissime per questo romanzo, e un bel un po’ di più vanno a Rune… leggere per credere, amiche!

A presto!











RECENSIONE - AMETISTA - di Francesca Bardi






FRANCESCA BARDI

AMETISTA

 160 pagine, 15 euro

Lorenzo de’ Medici Press

Dal 20 maggio in libreria


 2038. In un futuro distopico dominato dal controllo tecnologico e dal conformismo dell’"Uffizio della Pace Sociale", Alessandra Cantori vive una vita dorata ma vuota accanto a un marito potente. La sua realtà si incrina quando scopre la resistenza di OsaRe, un gruppo eco-culturale che opera nell'ombra per salvare il pianeta e la memoria storica. Il destino di Alessandra cambia radicalmente al Rebis, un’antica biblioteca clandestina dove i libri proibiti pulsano ancora di vita. Qui, ribattezzata Ametista, scopre la straordinaria capacità di viaggiare fisicamente attraverso le immagini. Costretta a fuggire dalle ossessioni del marito, Ametista si ritrova negli anni Settanta. In questo passato vibrante incontra l’editore Sandro Accursi, con cui vive un amore profondo che sfida le leggi del tempo. Ma il dovere la richiama nel suo presente: convinta dal ribelle Scarlatto, torna nel 2038 per combattere dall'interno, conducendo una pericolosa doppia vita come spia e moglie perfetta. Quando il marito scopre il tradimento e distrugge il Rebis, Ametista finisce in un carcere di massima sicurezza. Sola e incinta di un uomo che nel presente è ormai vecchio.





Oggi vi porto alla scoperta di 'Ametista' di Francesca Bardi: un viaggio tra avventura, amore e ribellione, in cui i libri diventano un rifugio e una salvezza. 

La protagonista, Alessandra Cantori, vive in un mondo futurista dove la libertà è solo un ricordo. Controllata da una dittatura tecnologica chiamata "Uffizio della Pace Sociale", la sua vita è comoda ma vuota, accanto a un marito potente. All'inizio Alessandra non è un'eroina coraggiosa, ma è una donna insoddisfatta che sta semplicemente cercando se stessa.

La sua vita cambia quando scopre il Rebis, una biblioteca segreta nascosta dove i libri proibiti sono ancora vivi. Lì dentro rinasce con il nome di Ametista e scopre un dono incredibile: può viaggiare indietro nel tempo entrando dentro le immagini.

Da qui la storia si divide tra due mondi. Negli anni Settanta, nel passato, Ametista incontra l'editore Sandro Accursi. Nasce tra loro una storia d'amore profonda, intensa e impossibile, perché il tempo li separa inesorabilmente. Ma il dovere la richiama nel suo presente del 2038. Aiutata dal ribelle Scarlatto, Ametista comincia a fare la spia: finge di essere la moglie perfetta in casa, mentre combatte in segreto contro il regime.

Quando il marito scopre il suo tradimento e distrugge la biblioteca segreta, per Ametista si aprono le porte di un carcere di massima sicurezza. Finisce lì da sola, incinta di un uomo che, nel presente, è ormai anziano o irraggiungibile.

Il finale è forte, amaro e coraggioso. Ci ricorda che la libertà ha sempre un prezzo altissimo.

Ametista è un romanzo che si legge tutto d'un fiato. Forse è un po' troppo corto e lascia la voglia di sapere di più sui personaggi e sul loro mondo, ma è una lettura che sa emozionare profondamente.

È il libro ideale se ami le storie distopiche piene di sentimenti veri, i viaggi nel tempo e la magia di quei libri che difendono la libertà di pensiero.