14 ottobre 2026

RECENSIONE - In cantina all'improvviso - di Loretta Brusa









Violet Kane ha trentacinque anni, una laurea in legge e un contratto con la Nicholson Cosmetics. Quando rientra dalla maternità la scrivania non c’è più. Da questa scomparsa inizia il suo trasferimento al piano -1, alias: la cantina. Una terra di mezzo abitata da persone che hanno smesso di salire, ma continuano a raccontarsi che quella sia una forma di carriera. Tra programmi di wellness aziendale, rifiuti velati da parte del reparto HR e umiliazioni quotidiane, Violet diventa una specie di fantasma part-time.
La polvere della cantina si insinua ovunque: il marito Michael diventa un estraneo nel letto. Il sesso scompare e tra loro si apre una crepa silenziosa, difficile da nominare e ancora più complicata da attraversare. La madre e le amiche la spingono a mollare.
Nessuno la vede.
In una discesa kafkiana verso l'invisibilità, Violet scopre che la cantina non è solo un ufficio senza finestre: è il luogo dove il potere nasconde ciò che non vuole affrontare. Ma è proprio da lì, dal punto più basso, che Violet inizierà a vedere davvero e a smontare, un segreto alla volta, la trappola che l’ha cancellata.
Certi luoghi non nascondono solo polvere, ma anche chi potresti diventare, mentre nessuno ti guarda.

Trope: maternity leave workplace drama, corporate horror women's fiction, marriage in trouble motherhood fiction, toxic workplace maternity leave, underdog women career novel, marriage in trouble motherhood, found herself women's fiction.

 Violet Kane lavora come avvocato presso il dipartimento legale della Nicholson Cosmetics: lei è quella che agisce, si dà da fare, non molla e dà il colpo decisivo per chiudere contratti impossibili e per questo si è meritata il soprannome the Closer di cui va fiera.

Le cose cambiano e due anni dopo si ritrova a spingere la carrozzina della figlia Kate, di cinque mesi, per portarla al nido e poter, così, riprendere il suo lavoro lì dove lo ha lasciato… ma il destino ha riservato altro: Violet al rientro si trova catapultata al piano -1, quello che lei chiama “cantina”, dove gli impiegati che vi trova sono impegnatissimi “a fare cose” e di lei non sembrano accorgersi. Violet si ritrova con la vita sottosopra, cambiata e… non solo nel luogo di lavoro, ma anche a casa, negli affetti più intimi.

Mi ha colpito una frase della stessa autrice: “L’importanza di essere visti nel mondo. Quando questo manca diventiamo fragili come granelli di sabbia portati dal vento”, ed è ciò che accade a Violet. Questa donna in carriera, forte e determinata, si trova “scoperta” dal momento in cui vuol ritornare a riprendersi ciò che ha lasciato prima della maternità, scoprendo che il tempo passa e di certo nessuno è stato lì ad aspettarla. Non è più “the Closer”, ma una neomamma e come tale deve fare i conti con il forte senso di colpa verso la piccola Kate che già a cinque mesi è portata al nido e piange disperatamente per il distacco; come tale si fa carico di tutto ciò che concerne la piccola: nutrirla, vestirla, cullarla e così via. La sua dedizione è totale, ma Violet vuole anche lavorare. Lo fa, ma non trova il suo ambiente, viene catapultata al piano -1, quello che lei chiama “cantina”, dove tutti sono impegnatissimi “a fare cose” e “dove nessuno controlla ma tutti fanno finta di sì”. Violet vive male, malissimo ma il suo malessere non viene capito a fondo, perché “è normale per una neomamma”. La pensano così i suoi genitori che le consigliano di mollare il lavoro e dedicarsi a crescere la figlia, sollevando una rabbia che ha radici ben più profonde e antiche in Violet e che adesso prorompono con forza mettendo in risalto un rapporto complicato con la madre.

E suo marito Michael? Qual è il suo ruolo in tutto ciò? Pur essendo innamoratissimo di Violet e sostenendola, lui in qualche modo tiene una posizione mediana tra le lamentele della moglie e ciò che succede in ufficio, anzi tende a giustificare chi ha “declassato” in cantina Violet: “se lo hanno fatto, avranno le loro ragioni”, perché per lui “il lavoro è sacro” e va bene qualsiasi lavoro. Sì, ma per chi, vale questa convinzione? Certo non per lui che continua la sua scalata da ingegnere strutturale in carriera, non per lui che continua la sua vita alla stessa maniera di prima e che non viene intaccato come Violet dai cambiamenti che inevitabilmente la nascita di un figlio porta. È per questo che Violet non si sente compresa da Michael e, come succede a tante coppie, il fatto di “non essere vista” la porta ad allontanarsi da quell’uomo che pure ama tanto.

La Brusa ci offre, con la storia di Violet, il profilo di una qualsiasi donna che, dopo la maternità, si trova ad affrontare un forte carico psicologico ed emotivo, problematiche importanti, ma ci offre anche una luce: una donna che riesce a guardare oltre e che dopo un momento di sofferenza, prende di nuovo in mano la sua vita, ne diviene padrona e la trasforma in meglio reinventandosi e anche dimostrando, nel caso di Violet, che the Closer è sempre in pista…

Il libro si legge d’un fiato, molto dinamico e intrigante con tematiche accattivanti. Un ottimo lavoro.






 

12 ottobre 2026

RECENSIONE - IT'S MY LIFE - di Nicky Scarlett




Titolo: It’s My Life – È la mia vita.

Autore: Nicky Scarlett

Editore: Self Publishing

Genere: Contemporary Romance

Trope: 🎵 Music Romance - ❤️ Second Chance Romance - 🤫 Secrets & Lies - 🩹 Healing Romance - 🔥 Spicy - 💔 Emotional Scars / Broken Characters - 🫂New Adult

Volume: Autoconclusivo – Secondo di una dilogia

Pagine: 260

Data di pubblicazione: 29/09/2026

Formati: ebook e cartaceo

Prezzo ebook: 0.99€

Prezzo cartaceo: 17,68€





Quanto sei disposto a sacrificare, prima di perderti del tutto?
Becca credeva di aver trovato la risposta un anno fa, quando ha voltato le spalle alla musica, agli amici e all’unico uomo capace di farle sentire il cuore nel posto giusto.
Da allora vive un’esistenza costruita sulle apparenze, soffocando la sua vera natura dietro il peso di un cognome troppo ingombrante e subendo decisioni che non le appartengono.
Ben, invece, ha trasformato il dolore in rabbia.
Ha imparato a convivere con l’assenza, a fare i conti con un abbandono che non è mai riuscito a comprendere e con troppi interrogativi rimasti in sospeso.
Per lui, la ragazza di un tempo sembra essersi dissolta nel nulla, sostituita sotto i suoi occhi da un’estranea.
Ma ci sono verità che non possono restare sepolte.
Quando il passato torna a reclamare il proprio spazio, entrambi saranno costretti a guardarsi allo specchio e a chiedersi chi sono davvero, al di là delle bugie e delle ferite che continuano a sanguinare.
Forse la felicità non inizia quando qualcuno ti ama, ma quando finalmente capisci di meritare quell’amore.
Perché esiste un momento esatto in cui rifiuti di vivere per gli altri e scegli, finalmente, di rischiare tutto per te stesso.


Ciao Anime Belle! Torno dopo un po' con una recensione che mi sta particolarmente a cuore, non solo perché conosco Nicky da tempo, ma perché amo la sua scrittura e il suo stile.
Leggere Nicky è sempre un’esperienza unica, ha quel talento raro che poche autrici possiedono: dare voce a personaggi così reali e umani che sembra di averli accanto, rendendo impossibile non affezionarsi a loro.

Mentre il primo volume seguiva le vicende di Tristan e Maeve, qui la penna di Nicky sposta i riflettori su Ben e Becca.

Un anno fa Becca ha voltato le spalle a tutto ciò che amava: la musica, gli amici e Ben, l'unico uomo che la vedeva e l'amava per quello che era.
Vederla prigioniera di una gabbia dorata fatta solo di apparenze, schiacciata dal peso di un cognome ingombrante e da obblighi che non le appartengono, mi ha fatto stringere il cuore.
Quella famiglia che avrebbe dovuto proteggerla si rivela una prigione glaciale e calcolatrice: un padre assente e saccente, una matrigna capace di far sembrare quella di Cenerentola una dilettante, e una sorellastra che avrei preso a schiaffi a ogni singola pagina. È una realtà completamente diversa da quella che si è lasciata alle spalle, una vita che le fa rimpiangere ogni singolo giorno i suoi affetti e l'energia di stringere quelle bacchette tra le mani. 
Ormai è un fantasma che cammina, un involucro vuoto rispetto alla forza della natura che era un tempo. Si consuma lentamente, giorno dopo giorno, finché non arriva James. 
Devo essere sincera: all'inizio nutrivo dei sospetti su di lui, pensavo avesse secondi fini, e invece, come scoprirete anche voi, si rivelerà una vera e propria ventata d'ossigeno.

E poi c'è Ben, che non ha mai smesso di sanguinare per quell'abbandono, trasformando il dolore in rabbia e in mille domande senza risposta. Quel biglietto che continua a tirare fuori, rigirare tra le mani e leggere in continuazione è lo specchio del suo tormento. Nella sua testa, la ragazza solare e viva di un tempo è svanita, sostituita da un'estranea fredda e distante che è diventata, suo malgrado, un vero e proprio chiodo fisso.
Becca e Ben, non sono molto diversi, sono due testoni, due anime segnate dal tempo, dalle aspettative altrui e da scelte dolorose che hanno cambiato per sempre il corso delle loro esistenze.
Vederli affrontare i propri fantasmi del passato è stato toccante: la loro unione è fatta di ferite aperte, di dolore ma anche di una musica che diventa l'ancora di salvezza. Quando poi i loro mondi si scontrano di nuovo, ogni corazza va in frantumi: non restano più maschere da indossare, solo la nuda verità e il coraggio di guardarsi dentro.
Come scoprirete anche voi, il legame tra Becca e Ben non è la classica favola d’amore, ma un viaggio di crescita personale, doloroso e bellissimo, verso la riconciliazione con se stessi.
 Mi ha ricordato una verità che spesso dimentichiamo: la vera svolta arriva solo quando impariamo a crederci meritevoli di gioia e decidiamo di rischiare tutto pur di essere liberi.
It's my life parla proprio del coraggio faticoso di dire basta, di quanto pesino le convenzioni sociali e di quanto sia difficile, ma necessario, riscoprire il proprio valore.

Se cercate un libro che sappia emozionarvi e farvi riflettere, segnatevi questo titolo  (naturalmente anche il primo volume).  Perfetto per chi ama le seconde possibilità e le anime smarrite che lottano per riprendersi il proprio destino, un po' come fanno Becca e Ben trovando la forza e il supporto di cui avevano bisogno.








06 ottobre 2026

REVIEW TOUR - Gocce d’argento- di Alessandra Cicerano

 



Titolo: Gocce d’argento

Autore: Alessandra Cicerano

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Historical romance

Trope: Friends to Lovers, Second Chance, Broken Hero, Touch her and die, Forbidden Love

Pov: terza persona focalizzata

Prezzo ebook: € 3,49  Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 30/09

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: sì

Raoul ha combattuto per anni come mercenario con il nome di Lupo, imparando a soffocare ogni sentimento prima che diventasse una debolezza e a dimenticare Ponteripa, la sua casa, e il ragazzo che era un tempo.

Adelisa ha consacrato la sua vita alla medicina e ai segreti antichi delle erbe. Ma in un'epoca dominata dall'ignoranza, la cura è una colpa e la conoscenza viene chiamata stregoneria.

Quando un'epidemia mortale inizia a dilagare i destini di Raoul e Adelisa si scontrano.

Lei diventa il bersaglio della superstizione e della caccia alle streghe e il Lupo comprende che non sta lottando solo per salvarle la vita, ma anche per preservare l'unica parte di sé che la guerra non è riuscita a uccidere.


Bentrovate, anime belle!

Oggi si torna al romanzo storico con la nuova opera di Alessandra Cicerano, edita da O.D.E. Edizioni.

Avevo già apprezzato lo stile di questa autrice nel suo libro d’esordio, Rubino Rosso Sangue, ma con Gocce d’argento le emozioni sono state così intense che l’ho divorato in una sola notte.

La Cicerano ha un modo di scrivere che coinvolge tutti i sensi.

Il suo non è un semplice romanzo storico: è ricerca, cura dei personaggi e dei dialoghi. 

Le fonti sono verificate e precise, ben lontane da informazioni buttate lì a caso; c’è un’attenzione meticolosa ai dettagli, che vanno dai costumi alle abitudini di un tempo lontano.

E, in mezzo a tutto questo, batte il cuore di un sentimento tra due persone che gli anni non hanno scalfito.

C’è la rabbia, il rancore per le parole non dette, e poi c’è quell’amore profondo che porta una persona a rinunciare all’altra pur di non distruggerla.

I protagonisti, Raoul e Adelisa, sono un incastro imperfetto in un’epoca che pretendeva la perfezione.

E proprio su di lei, Adelisa, mi voglio soffermare.

L’autrice ha saputo tessere una trama che mette perfettamente in evidenza come le donne del tempo dovessero, purtroppo, combattere contro l’ignoranza.

All’epoca, infatti, una femmina che usava la testa veniva etichettata come strega, e non vista semplicemente come una donna capace di curare attraverso lo studio.

Una medichessa… non sentivo questo termine da quando frequentavo l’università. 

E, questo dettaglio, mi ha fatto capire, pagina dopo pagina, quanta ricerca approfondita ci sia dietro alla narrazione.

L’autrice non ha inserito nozioni storiche senza dare una spiegazione, e questo mi è piaciuto moltissimo.

La sua penna, per nulla pesante, guida il lettore a comprendere ogni dinamica, persino la scelta della protagonista di utilizzare una pianta curativa al posto di un’altra.

Quella di Gocce d’argento è una storia affascinante.

Passa decisamente in secondo piano il fatto che Ponteripa sia una licenza poetica e non esista nella realtà, perché il lettore, tra quelle mura, ci entra davvero insieme ad Adelisa, ci ritorna con Raoul e varca quelle porte accanto a tutti i personaggi secondari che fanno da perfetta cornice ai protagonisti.

Ho apprezzato molto, infine, Il taccuino delle erbe di Lisa, che attenzione non è frutto di fantasia, ma è anch’esso il risultato di uno studio accurato.

Non mi resta che consigliarvi caldamente questo romanzo.

Ringrazio l’autrice per questa meraviglia che ha creato e la casa editrice O.D.E., perché ancora una volta si dimostra una delle poche realtà serie presenti sul mercato.

 Anche in questo va fatta una distinzione, imparatelo signore: c’è chi tratta i libri come semplici numeri, e poi ci sono Barbara e Anna, che invece si prendono cura di ogni scritto come se fosse un tesoro prezioso.

Alla prossima!