Titolo: Sei in tutti i miei sbagli
Autrice: Leiton D'Amara
Numero pagine digitali: 413
Bentrovate, anime belle,
quando mi è stato proposto questo romanzo, la prima
cosa ad avermi attirato è stato il reverse age gap: una dinamica al contrario
in cui non è l’uomo a essere più grande, bensì la donna.
Ero davvero curiosa e non nego che, avendone letti
pochissimi prima d’ora (forse solo uno), temevo che la lettura potesse in
qualche modo deludermi. Invece, già dalle prime battute, sono stata così
catturata dalla protagonista da divorare le pagine.
Giuny ha un carisma non indifferente. Nonostante l’età
e un velo di disillusione, si trascina in giornate che scorrono tutte uguali.
L’amore?
Beh, per lei è un capitolo ormai chiuso.
Almeno finché non arriva lui: Federico.
Detta così sembrerebbe una storia semplice e lineare,
ma vi assicuro che non è affatto così. Anzi, vorrei chiedere all’autrice come
mai tra i trope ufficiali non abbia inserito anche la romantic comedy, perché
vi giuro che il sorriso non mi ha mai abbandonata durante la lettura.
Non conoscevo Leiton D’Amara, ma quando ho chiuso il
Kindle il mio primo pensiero è stato: “Voglio leggere assolutamente altro di
suo”.
La scrittura è accattivante, il ritmo narrativo è
incalzante e la caratterizzazione dei personaggi è talmente tridimensionale che
sembra di vederli muovere davanti agli occhi; ogni elemento, dialoghi compresi,
concorre a catturare il lettore.
Non saprei dire chi ho preferito tra i due.
Se da un lato Giuny riflette un po’ tutte noi donne,
con le fisime e le paturnie tipiche di chi si avvicina ai quarant’anni, dall’altro
Federico incarna tutto ciò che si vorrebbe trovare in un uomo.
Nonostante la giovinezza, l’età per lui è solo un
numero sulla carta d’identità: la sua maturità, il modo in cui guarda la sua
donna e la volontà di esaudire ogni desiderio che Giuny aveva ormai accantonato
lo rendono un eroe romantico unico. Non è il classico miliardario inarrivabile,
ma un uomo reale, che lavora sodo sotto il sole e non ha paura di sporcarsi le
mani; ed è proprio questa sua autenticità a renderlo speciale.
Giuny, d’altra parte, è impacciata e buffa.
Non si percepisce più come una seduttrice, ma quasi
come una “zia”, focalizzata sulla ricrescita visibile e sulle zampe di gallina
che le contornano gli occhi.
Occhi che, però, tornano a splendere.
Perché il fulcro del romanzo non è la differenza
anagrafica, ma il modo in cui una persona ti fa sentire, l’essere guardata come
un tesoro da custodire e proteggere.
Ho ammirato profondamente come l’autrice abbia gestito
le scene spicy: calibrate con eleganza, senza scivolare mai nella volgarità o
in quei cliché verbali ormai abusati che, lasciatemelo dire, spesso oggettivano
la donna sminuendola all’interno di dinamiche assurde.
Federico ama Giuny non solo con gli occhi o con le
labbra che pronunciano parole bellissime, ma la adora con tutto il corpo.
Questo lo eleva al di sopra dei soliti bad boys a cui
il genere ci ha abituate, dei quali lui conserva, al massimo, solo il fascino
estetico.
Sul finale mi sono commossa e divertita allo stesso
tempo; l’ironia non abbandona mai una singola riga di questo romanzo, che
consiglio caldamente a tutte voi.
Non vedo l’ora di leggere il secondo volume della
serie, di cui ho già intuito i possibili protagonisti e che mi ispirano
tantissimo.
Complimenti all’autrice e grazie per averci regalato
una storia così bella che non avrei mai voluto finire.
A presto!






.png)

.png)
.png)
.png)
%20(1)%20Il%20diciottesimo%20desiderio.jpg)




