20 marzo 2026

RECENSIONE - Diario di un Angelo - di Nicky Scarlett



Titolo: Diario di un Angelo 
Autore: Nicky Scarlett
Editore: Self Publishing
Genere: Fantasy
Trope: Paranormal – Found Family– Haunting – Urban Fantasy – Cliffhanger
Volume: Autoconclusivo – Spin – off trilogia: Gli Owen
Pagine: 245 circa 
Data di pubblicazione: 13/03/2026



Vi siete mai chiesti cosa ci sia al di là delle nuvole?
Io non lo avevo mai fatto... almeno fino a quella notte.
Poi tutto è cambiato, trascinandomi in un luogo che non avrei mai potuto immaginare.
La vita è un attimo effimero che si dissolve in un battito di ciglia.
Chiudi gli occhi e li riapri in un mondo capovolto rispetto al tuo.
Ed è lì che tutto ricomincia.
Mi sono ritrovato immerso in una dimensione fatta di luce infinita, dove i contorni del tempo svaniscono e il silenzio parla una lingua nuova. 
Qui, dove il passato non ha più peso, sono le mie scelte a definire la rotta e a dare forma a un disegno che attende solo di essere tracciato.
Ho imparato che la vera forza non sta nel fuggire da ciò che è stato, ma nel trovare il coraggio di decidere chi diventare nel nuovo domani. 
Non sono più l’uomo di un tempo, legato a certezze ormai sbiadite; sono un’anima che deve pesare ogni passo, per scoprire il senso di una nuova esistenza.
Io sono Theodor Light e voglio raccontarvi la mia storia…





"Questa storia è fatta di amore incondizionato e di sacrifici necessari. È la testimonianza che la vera forza risiede nella gentilezza."


Avete presente quei libri che non sono solo parole su carta, ma frammenti di anima? Ecco, "Diario di un angelo" di Nicky Scarlett è esattamente questo.

Tutto ha inizio con un momento di estrema dolcezza e nostalgia: Theo che racconta la sua storia, al piccolo ciclone Prue (figlia di Noah e Bonnie), diventata la classica adolescente curiosa e impaziente, che sarà il nuovo tormento di Theo. Da qui, veniamo catapultati in un viaggio tra passato e presente, tra momenti bellissimi e altri assolutamente devastanti.

Ritrovare Theo nei suoi primi passi verso la sua nuova vita è stato un colpo al cuore. Conosciamo un Theo giovane, custode per vocazione, che si ritrova a dover mitigare i continui litigi tra Anthony e Jack. La sua figura emana un amore incondizionato: in un mondo di ombre e conflitti, Theo sceglie sempre la pace, l'empatia e il sacrificio. È il tipo di personaggio che non puoi fare a meno di amare dal primo istante.

Il punto di forza di questo racconto è la prospettiva. Vedere il legame tra Prudence e Anthony attraverso gli occhi di Theo dona alla narrazione una sfumatura nuova e profonda. Ma preparate i fazzoletti: le scene dedicate al dolore di chi ha dovuto dirgli addio sono strazianti, scritte con una delicatezza che riempie il cuore pur rompendolo in mille pezzi.

La penna di Nicky è scorrevolissima, capace di intrecciare mistero ed emozioni pure. Nicky non scrive solo storie, crea connessioni empatiche che restano addosso. Mi ha fatto ridere,emozionare, piangere con Jack e Lucy, e riflettere sul senso del sacrificio.

Ci sono storie che leggi e storie che vivi. Questa appartiene decisamente alla seconda categoria.

Il finale poi, aperto, mi ha lasciato con il fiato sospeso, facendomi sperare con tutto il cuore in un seguito dedicato a Prue e perché no, conoscere nuovi personaggi.

Se cercate una lettura breve ma intensissima, capace di farvi emozionare e riflettere, non lasciatevi scappare questo gioiello. 
Grazie Nicky per aver dato vita e voce a Theo e per averci regalato un pezzetto della sua anima e come sempre un po’ della tua.

Buona Lettura!



 

18 marzo 2026

RECENSIONE - IL PROFUMO DEI LAMPONI - di Monica Brizzi

 



La quiete della campagna non potrebbe essere spezzata in modo peggiore che dall’arrivo di Damiano Diadori. Camilla gli ha affittato la villa ai margini della sua tenuta senza sapere che, insieme alle sue valigie, avrebbe portato con sé il rumore dei ricordi, una malinconia sottile e un fascino ingombrante. Uno scompiglio che non riguarda solo la pace del luogo, ma anche – e soprattutto – la sua testa e il suo cuore. Damiano è fuggito. Da un passato troppo pesante, da un presente che lo soffoca. Di certo non era nei suoi piani perdersi in una donna che sembra sempre sul punto di cadere, che conosce la terra meglio dei pensieri, che dice la verità con la stessa naturalezza con cui raccoglie pomodori o parla alla sua capra.

Eppure, qualcosa tra loro comincia a vibrare. Un’intesa stonata, fragile, inspiegabile, fatta di gesti piccoli e verità sospese. Camilla è un mistero lieve e luminoso, con un prima e un dopo che l’hanno cambiata. E quel passaggio silenzioso potrebbe insegnare anche a Damiano come si fa a tornare a respirare.

Due anime spezzate. Un bed and breakfast tra le colline. Un cane, un gatto e una capra a fare da coro. E la possibilità, forse, di rimettere insieme i pezzi.

Monica Brizzi ci dona una commedia romantica e poetica, che profuma di legna arsa e di pane caldo, e racconta cosa succede quando due anime sgualcite si riconoscono e insieme cercano il coraggio di tornare a vivere.






Nel B&B della tenuta di Camilla, sita nell’immaginario borgo di Lucumone, “al crocevia tra Arezzo, Siena e Perugia”, giunge il famoso nuotatore olimpico Damiano Diadori con il bisogno di pace e isolamento dal caos del mondo da cui proviene e da quello che ha dentro che lo ha sprofondato in un inferno personale.

Meravigliosi, questi due protagonisti “rotti”. Damiano, fatto di tatuaggi, braccialetti, piercing al sopracciglio “è tutto una contraddizione. I modi da borghese, i vestiti da ricco, l’aspetto da bullo”. Non vuole essere “assaltato” da chi lo riconosce, ma si stizzisce quando Camilla, in modo candido e semplice, ammette di non avere alcuna idea di chi lui sia. Damiano cova dentro una rabbia acida che lo corrode da quando ha perso il fratello della cui morte si sente responsabile.

Anche Camilla è fatta di pezzetti che con determinazione e dolcezza, ha incollato dopo un problema di salute; Camilla è fatta di parole semplici, è goffa, non riesce a cogliere le battute ironiche, le emozioni le giungono in modo quasi impercettibile, c’è in lei qualcosa che Damiano non riesce a decifrare oltre “quella sua facciata stralunata ma cordiale”. Eppure è proprio lei che lo indirizza per ritrovare la strada diritta invitandolo a prendere i contatti con l’origine di tutto: la terra.

Risalire la china non è semplice, ci sono delle cadute, ma il contatto con la terra aiuta, la pazienza di Camilla aiuta e questo romanzo del “sentire”, ci mostra che pian piano Damiano inizia a sentire la voce del vecchio se stesso, del bravo ragazzo. Ma anche Camilla, grazie a Damiano, torna a sentire emozioni ormai dimenticate che adesso prorompono in modo prepotente, a volte doloroso, ma di cui lei è felice perché, finalmente, “sente”: “Dopo anni senza provare niente, è arrivato lui e il mio cuore, la mia testa e il mio spirito sono pieni di COSE a cui non so dare un nome e che mi fanno paura”. Camilla e Damiano si curano e si guariscono vicendevolmente.

Bellissima la figura della madre di Damiano, presente in gran parte del libro solo al telefono, ma è di una dolcezza tangibile, sconfinata, con l’appellativo accorato che rivolge sempre, instancabilmente, al figlio: “Amore”; una parola che all’inizio lo ferisce, gli fa sentire forte la colpa che solo lui si addossa e di cui non riesce a perdonarsi; con “amore” inizia ogni chiamata quasi lei volesse dirgli in una sola parola, “io ti aspetto, aspetto che tu guarisca”. Poetico e semplice, quanto vero, anche il modo in cui l’autrice ci mostra la riapertura di Damiano verso il padre con quella telefonata piena di silenzi, imbarazzata, ma colma d’amore fino a ritrovare il sorriso vicendevole, seppure impacciato.

Ultimo, non ultimo, lo scandire del tempo attraverso le stagioni e il respiro della terra, elemento fondamentale in tutto il libro perché guaritrice dell’anima, ma solo se si è disposti a “immergerci le mani, spaccarsi di stanchezza, sudarci sopra, tirarne fuori le potenzialità e far crescere ciò che la natura ha in serbo”.

Lettura scorrevole e dai contenuti tutt’altro che banali.





REVIEW TOUR - Ruins - prima stella della sera - di Ilaria Merafina


 


Titolo: Ruins - prima stella della sera

Autore: Ilaria Merafina

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Contemporary romance

Trope:#contemporaryromance #forcedproximity #slowburn

#hatetolove #smalltown #secretsandlies #emotionalscars #grumpyxsunshine

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 prezzo lancio prime 24h 2,99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 11/03

Pagine: 400 circa

Dilogia: Sì

Autoconclusivo: no

Hesper Weiss, cinico erede dell'impero aziendale di famiglia, è un ragazzo spezzato che ha un disperato bisogno di ritrovare un passato che gli è stato portato via.

Quando si ritrova a Sandália contro la sua volontà per ripristinare un aeroporto locale, l'unica cosa a cui riesce a pensare è che quell'isola, con i suoi silenzi e i suoi segreti, è il luogo meno adatto a guarirlo. Specialmente se la guida locale è una ragazza dalla lingua tagliente, l'animo ribelle e la continua tendenza a sfidarlo.

Alluene diventa una insopportabile seccatura, un vulcano in eruzione, determinata e impulsiva. Eppure, sembra capace di entrare là dove nessuno osa: nei silenzi di Hesper.

Tra leggende sussurrate nel vento, paesaggi che sembrano usciti da un sogno e le strane visioni di un passato che tanto disperatamente sta cercando, Hesper scoprirà tracce di un'umanità che credeva perdute, perché Sandália custodisce molte rovine. Alcune fatte di pietra, altre di sentimenti.
E dove ogni angolo racconta una storia dimenticata, due anime affini dovranno scegliere se continuare a fuggire o lasciarsi travolgere da ciò che le unisce.

Lui è la prima stella della sera, pallida e lontana. 
Ma anche l'ombra più fitta è attratta segretamente dal sole.

Quando mi è stato proposto il nuovo lavoro della Merafina, non ci ho pensato due volte ad accettare.

Avevo già conosciuto l’autrice con il suo precedente libro, Dove batte ancora l’amore, restando affascinata da uno stile narrativo che sfiora la poesia: una caratteristica che ho ritrovato intatta anche in Ruins - prima stella della sera.

Ilaria possiede un dono raro: la sua penna è intrisa di passione, capace di dar vita a sentimenti che senti scivolare addosso, che si insinuano nell’intimo e trasformano la lettura in qualcosa di magico.

In quest’ultima opera, accanto al legame tra due persone “rotte”, emerge l’amore viscerale della scrittrice per la sua terra, la Sardegna, descritta con una nitidezza tale da darmi l’impressione di poterla vedere davvero.

Tra spiagge selvagge, architetture d’altri tempi e una cittadina dove tutti si conoscono e si aiutano, preservando le tradizioni tipiche di quei luoghi, ho incontrato i protagonisti.

 Hesper e Alluene: lui è prigioniero di un dolore che non comprende appieno, poiché parte di ciò che era è andato perduto; lei, dalla lingua affilata, sa tenere testa a quell’essere taciturno che il destino le ha messo sulla strada, una guida che cerca di far risplendere le terre che l’hanno riportata alla vita.

Un uomo la cui esistenza sembra risucchiata da un’apatia che lo avvolge come un’aura oscura.

Non aggiungo altro, perché è giusto che scopriate questi due personaggi sfogliando le pagine.

 Sono un uomo e una donna capaci di catturarvi e sollevare interrogativi a cui cerco ancora risposta; e non perché vi siano nodi narrativi irrisolti per incuria, tutt’altro: il mistero che avvolge le due figure è assolutamente voluto.

Immaginate me che, arrivata all’ultima pagina, continuavo a cercare ancora qualcosa da leggere.

Sono rimasta interdetta per un po’ e allora, cara Ilaria, la mia preghiera è solo una: scrivi, dacci modo di scoprire cosa si nasconde dietro ciò che hai lasciato celato. 

Fammi capire se la mia intuizione (che non svelerò) è corretta.

Diamine, non si lascia così una lettrice ammaliata dal tuo modo di costruire i personaggi!

Creature che parlano nel profondo, non solo attraverso le parole scritte, ma comunicando direttamente al cuore e lasciando un’impronta che resta vivida anche dopo aver spento il Kindle.

Sei meravigliosa, Ilaria, anche in quel finale aperto che lascia una voglia matta di saperne di più.

Non posso che complimentarmi per questa tua nuova fatica letteraria, per la tua prosa e per le emozioni che hai seminato in ogni singola riga.

Le cinque piume sono strameritate, in attesa del capitolo conclusivo che spero arrivi il prima possibile.

A presto,