28 ottobre 2026

REVIEW TOUR - Cuore di Krustallos - di A. Valeria Messina

 



Titolo: Cuore di Krustallos

Autore: A. Valeria Messina

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Romantasy sci-fi

Trope: #distopya/sci-fi #hefellsfirstandharder #enemiestolovers #oppositeworld

#socialgap

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 4,99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 21/10

Pagine: 450 circa

Autoconclusivo: sì

Le anime affini le riconosci… È tutta una questione di sguardi

 Teegarden b, pianeta gemello della Terra.

Anno 2589.

 Nella città di Diadema, dove il potere appartiene agli scienziati, Crystal si risveglia.

Non è come prima, non più. Le sue percezioni, i suoi pensieri sono cambiati.

Strappata dalla vita che conosceva, ha un compito da svolgere. E dove dovrebbe vedere solo nemici, Crystal incontra Kirian e ogni previsione si sgretola.

 Gli scienziati hanno riscritto le regole della vita grazie al nucleo vivo del nuovo pianeta, ma la vita trova sempre il modo di sfuggire alle regole.

 

Ben trovate, anime belle, con una nuova recensione per la O.D.E. Edizioni, che questa volta ci presenta un romantasy sci-fi.

Faccio una piccolissima premessa: forse anche per mio errore non avevo mai letto uno sci-fi; l’idea di entrare in un mondo che vedo fin troppo lontano non mi aveva mai attratto.

E, per la prima volta, mi sono basata nella scelta sulla cover.

Essendo del campo, quella doppia elica, il DNA, che si innalzava verso un cielo stellato avvolto dai cristalli mi ha incuriosito.

L’intuito non ha sbagliato e mi sono trovata a leggere un romanzo che, dall’inizio alla fine, mi ha tenuto incollata alle pagine.

Uno dei pochi, aggiungo, capaci di farmi sentire sulla pelle quello che provava la protagonista.

Mi sono trovata nel suo corpo, ad avvertire le sensazioni di Crystal, la sua assenza di emozioni e il loro ritorno in un modo che ha spezzato e poi rimesso insieme l’anima di chi pensava di non possederla più.

Come il cuore: un battito lento e controllato che ha preso la rincorsa contro la gabbia toracica quando ha incontrato lui, Kirian.

Chi mi conosce sa che non mi dilungo con le “spiegazioni”, parlo piuttosto di ciò che mi lascia un romanzo; e l’autrice, che non avevo mai letto, è stata spettacolare. Mostrare a un lettore determinate sensazioni non è da tutti.

Lo show don’t tell, ahimè, è merce rara, ma ci sono generi in cui è necessario, dove deve arrivarti dritto al cuore ciò che provano i protagonisti.

 Io ho sentito tutto, da quando quel cristallo era più un muro di cemento a quando ha iniziato a crollare.

Ho paragonato Crystal un po’ alla Bella Addormentata: chiusa in un mondo che vedeva quasi dall’esterno, si è risvegliata davanti a un uomo che ha imparato ad amarla guardandola da lontano.

E poi ci sono quelle due frasi che valgono non solo nello sci-fi, ma anche nella vita reale:

“(…) l’apparenza non è mai scienza esatta ‒ soprattutto per noi ‒ ma gli occhi di uno scienziato riescono comunque a coglierla e a trasformarla in vero.”

“(…) non mi merito di essere etichettata per quello che rappresento e non per quello che sono.”

Frasi attuali, di grande impatto, perché non esiste epoca e non esiste tempo: molte volte il pregiudizio è ciò che rende ciechi gli occhi.

La Messina ha uno stile narrativo così fluido, privo di inutili giri di parole, che ti fa assaporare ogni singola pagina, capace di emozionare e coinvolgere.

 Si vede che c’è un grande studio dietro, perché ogni nozione scientifica è descritta con un’accuratezza che raramente si trova.

Ha preso il reale, lo ha manipolato e lo ha adattato a un genere che non rientra fra i più semplici; e chi come me ha vissuto per anni fra provette e campioni non può che apprezzare l’impegno e la capacità di scindere, al momento giusto, il vero dal fantasy.

Auguro il meglio all’autrice, per ciò che ho letto nei ringraziamenti, 

e ringrazio di nuovo la O.D.E. per avermi permesso di leggere un’altra meraviglia, e per avermi fatto andare oltre quelle barriere “mentali” che tante volte siamo noi stessi a imporci.

 Le cinque stelle sono meritatissime per un romanzo che ne vale molte, molte di più.

A presto!







 


26 ottobre 2026

RECENSIONE - Dark Poker - di Denise Simmons

 




TITOLO Dark Poker

AUTORE Denise Simmons

GENERE  MAFIA DARK ROMANCE

DUAL POV

NUMERP DI PAGINE 682

PREZZO EBOOK  prezzo lancio, €0.99 poi €2,99

PREZZO CARTACEO DA DEFINIRE 

Uscita  26 ottobre 2026


LORENZO DANESI PRENDE CIÒ CHE VUOLE. LEI NON È DISPOSTA A PIEGARSI.

 A New York, Lorenzo è l’autorità.

Aurora Soriano doveva essere un dettaglio insignificante, una studentessa del MIT che vive di calcoli. Invece, è diventata l'unico imprevisto capace di resistere al suo potere.

Aurora non subisce. Lo sfida, lo provoca, ne studia le mosse con la freddezza di una mente geniale. Lei è la fidanzata di suo nipote Lucio, un legame che dovrebbe garantirle l'incolumità e che invece scatena l'istinto più violento del Don.

Lui non vuole solo il suo corpo, ma soprattutto la sua intelligenza: vuole piegarne la volontà. Un'attrazione proibita, una collisione che trascina entrambi in un labirinto di segreti e ritorsioni. Per Lorenzo, Aurora smette di essere un obiettivo e diventa una necessità viscerale, un’ossessione che mette a rischio il suo stesso impero. Per lei, Lorenzo rappresenta tutto quello da cui dovrebbe stare lontana.

Lorenzo siede al tavolo con la sicurezza di chi non ha mai perso. È certo di ottenere il suo All In, convinto che ogni tassello cadrà al suo posto. Ma non ha fatto i conti con la logica brillante di quella ragazza, la sola variabile che non può controllare. In un gioco dove l’inganno è l’unica costante, resta solo da capire chi stia davvero distribuendo le carte in questo abisso: se il Don che crede di aver già vinto o la mente che sta per ribaltare il banco.

IL BANCO VINCE SEMPRE. MA NESSUNO SA CHI SIA IL VERO MAZZIERE.


Ben trovate, anime belle, con una nuova recensione per il blog Emozioni Imperfette. Oggi si viaggia verso il mafia romance con tinte dark.

La particolarità di questa storia risiede proprio nel personaggio femminile: Aurora è una ragazza “prodigio” che ha fatto dello studio per la sua amata ingegneria uno stile di vita; peccato che nella sua quotidianità sia contemplata un’altra realtà, quella della mafia.

Lui, Lorenzo, lo ha incontrato quando era appena una bambina: con un ombrello rosa cercava di proteggerlo dalla pioggia e dal peso, forse, che la morte del boss (suo padre) aveva comportato.

 Gli anni hanno lasciato in Aurora il ricordo di un uomo che non riesce proprio a cancellare. Quel principe delle favole, con un’oscurità che si riflette sul sangue che imbratta le sue mani, è però anche sapienza, intelligenza e cultura; un uomo che studia i progetti e le costruzioni proprio come fa con le alleanze che, in un istante, possono far crollare un impero.

Lorenzo e Aurora: una trappola in cui lei si trova prigioniera.

Ma la domanda è: non può o non vuole uscire da quella gabbia dorata in cui lui l’ha rinchiusa?

Parlo per enigmi? Forse, ma sapete come sono fatta: le recensioni non sono sinossi amplificate delle trame, almeno non per me.

È stata una storia particolare che però, a mio avviso, aveva una nota stonata. Opinione personale, per l’amor di Dio, ma sembra assurdo che una ragazza di tale intelletto si pieghi a un uomo come Lorenzo.

Soprattutto, una che fino a quel momento si considerava quasi frigida dona la sua prima volta accompagnandola con vocaboli che, per un attimo, mi hanno lasciata perplessa.

Lo stile dell’autrice (ho avuto una sorta di déjà-vu, perché ho avvertito la netta sensazione di leggere un’altra scrittrice che seguivo in passato) a tratti mostrava una rigidità artificiosa che, almeno ai miei occhi, non è passata inosservata.

So che, essendo un dark mafia, lo spicy debba essere contemplato, altrimenti un genere che attira molte lettrici perde quasi di interesse; ma quando l’atto è accompagnato da vocaboli che non ti fanno vivere il momento per ciò che è, per quanto mi riguarda non si parla più di passione.

Altro punto che senza dubbio mi ha fatto riflettere, e che forse non mi ha permesso di godere del romanzo al 100%, è lo stato in cui ho ricevuto l’ARC.

Ora, noi come blog non abbiamo mai fatto polemica su refusi, virgole errate o frasi magari doppie o triple, ma quando mi sono trovata davanti a un POV interrotto da quello di un altro personaggio del libro, questo ha generato parecchia confusione. Io capisco la fretta di inviare un manoscritto, ma un minimo di attenzione in più, a mio dire, eviterebbe un voto basso che però non riesco a non dare.

Ovviamente non è solo questo ad aver influenzato la mia valutazione, ma è anche questo.

A presto! 






RECENSIONE - DO YOU CHOOSE ME? - di Mimi Costalunga




Titolo: DO YOU CHOOSE ME?

Serie: Faking Love vol.2- Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Matrimonio di convenienza, Forced proximity, Social gap, Found family, Slow Burn

Editore: Self published

Pagine versione cartacea: circa 300

Data di uscita: 24 settembre 2026

Versioni: Ebook a 2,99 € . Cartaceo 15 €. Gratis su Kindle Unlimited. Su Amazon.



TRAMA:

Un amore solo sulla carta. Una bambina da proteggere. Una sorella da salvare.

Viola ha trent’anni e tutto sotto controllo. Un’azienda tech, una villa di vetro e cemento, nessuno spazio per l’imprevisto. L’unica cosa che non riesce a controllare è il Tribunale dei Minori, che le nega l’affido di Stella, la figlia della sua amica morta per overdose. Il motivo? Viola non ha una rete familiare, è concentrata unicamente sul lavoro. Ed è troppo sola.

Così fa l’unica cosa irrazionale della sua vita: mente. Dice di avere un fidanzato e che si sposeranno presto. E adesso?

Aron ha ventotto anni e non è per niente il muratore di mezza età che Viola si immaginava. Arrivato dal suo Paese da ragazzo, ha braccia da cantiere, poche parole e la gentilezza di chi si occupa delle cose prima che qualcuno glielo chieda. Sua sorella è malata di cuore, e per farla operare in Italia gli serve la cittadinanza. Il matrimonio dimezzerebbe i tempi.

Viola ha bisogno di un marito. Aron ha bisogno di una possibilità. Nessuno dei due aveva bisogno di innamorarsi.

Ma Aron le ripara il tetto. Le prepara il tè quando è giù di corda. Non la giudica, mai. E fa ridere Stella.

Do you choose me?

Il sì che nessuno dei due crede di meritare, e che cambierà tutto.

“Do you choose me?” è un contemporary romance con matrimonio di convenienza, found family, social gap e un eroe che ti aggiusta la casa e ti smonta le difese.




Do you choose me? È il secondo volume della serie Faking love di Mimì Costalunga.

La protagonista, Viola Conti, “una delle menti più brillanti della sua generazione” che già a ventiquattro anni ha aperto la sua azienda high tech, ha una promessa da mantenere alla piccola Stella, figlia della sua amica deceduta: ottenere il suo affido. Impresa non facile, poiché l’assistente sociale, facendo leva sull’isolamento sociale di Viola mostra delle riserve riguardo alle sue capacità di costruire per Stella un ambiente familiare sereno. Viola, convinta che l’assistente sociale ce l’abbia con lei, tenta di aggirare l’ostacolo con un matrimonio di convenienza con un extracomunitario: Aaron Gjoca, muratore kosovaro e che, dal canto suo, accetta di sposare Viola per poter avere la cittadinanza che gli possa permettere di portare in Italia la sorella malata che necessita di un intervento chirurgico.

Pregevole quest’ultima fatica della Costalunga che fa sognare con una storia d’amore (su cui non si scommetterebbe nulla) ben intrecciata con problemi sociali non indifferenti: si parla di affido di minori, di matrimoni combinati, nonché di pregiudizi e solitudini…

L’affido di un minore è un argomento spinoso, eppure la Costalunga, nonostante l’inevitabile attenzione al fattore burocratico e legale ad esso legato, riesce a intrecciarvi il profondo affetto che lega Viola e la piccola Stella, riesce a pennellare con poche battute della piccola la sua delusione e la sua paura di “non essere voluta più” che mette in risalto la paura ben più grande di vedere sfumare quel bisogno di protezione e amore che le è venuto meno con la morte della madre e del quale Viola riflette un porto sicuro. E Viola si batte per lei attraverso il matrimonio combinato con Aaron affrontando anche il pericolo che ciò comporta se fossero scoperti attraverso i controlli a sorpresa (altro tema di vita vera che mette in evidenza la sensazione di chi li riceve di essere violato nella propria privacy, in qualche modo) , ma fa di più: si mette a nudo svelando i propri pregiudizi nei confronti di un uomo sconosciuto e non italiano: “sarà a posto con la legge?”, “dovrò solo tapparmi il naso per qualche anno”, “sei musulmano?”. E Aaron, nonostante in diverse occasioni si senta ferito, riesce a rispondere in maniera intelligente, paziente, fino al punto di far breccia nella dura scorza di Viola rivelando che entrambi, tutto sommato sono un impasto di solitudine da una vita e che non c’è nulla di male a darsi una mano vicendevolmente e, perché no?, a superare i pregiudizi, a piacersi e a innamorarsi…

Bello il personaggio di Viola, delineato nelle sue rudi insicurezze, che nonostante sia una “cervellona” cade in luoghi comuni sgradevoli, ma bello soprattutto perché ribalta tutto e, grazie all’amore per Aaron, rinasce migliore tirandosi fuori dal suo guscio di solitudine.

Ma più di tutti mi è piaciuto il personaggio di Aaron: generoso, perspicace (spesso più di Viola: “non siamo nemici e io non voglio fregarti (…) possiamo collaborare, non serve che ci facciamo la guerra”), che sa fare sempre quel passo in più che invece non riesce a Viola, e che, nonostante le preoccupazioni e le solitudini private, reagisce con la convinzione che dietro l’angolo qualcosa di meglio ci sarà sicuramente.

Ultimi non ultimi gli amici: quelli di Viola sono Melissa, Max (già protagonisti di Do you like me?) e Erica, fantastici perché per lei ci sono sempre con consigli frizzanti, ma supportano lui perché Viola il più delle volte è “un tantino chiusa”; Aaron ha un solo amico, Karim, unico “paracadute” in Italia contro il senso di sradicamento inevitabile che si può provare quando si è lontani dalla propria terra e dagli affetti familiari.

Ottimo lavoro.