Titolo: King – Conquista il cuore
Autrice: Silvia Loreti
Editore: Collana ReLove - PubMe
Genere: Contemporary Romance
Finale: Autonclusivo
Prezzo: Ebook: €3.99
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2026
Ebook disponibile su Amazon e Kindle Unlimited.
Due mondi pronti a collidere. Un segreto dipinto sulla
pelle.
Per Art King,
il servizio civile nella libreria Hollis, a Oxford, è una condanna. Per Hazel
Hollis, Art è solo l’ennesimo ostacolo alla sua libertà. Si odiano a
prima vista, cercandosi con lo sguardo solo per ferirsi. Ogni turno tra gli
scaffali diventa una battaglia: una parola di troppo, un sorriso che non
promette niente di buono, una provocazione lanciata con la precisione di chi
vuole vincere, non piacere. Eppure, quando Hazel ha bisogno di un modello per
il concorso che deciderà il suo futuro, Art compie l’unico gesto che non
avrebbe mai dovuto fare: si spoglia. Non solo dei vestiti, ma delle maschere.
Mentre Hazel lo ritrae come il suo “Re Spezzato”, l’odio si trasforma in una
vulnerabilità che terrorizza entrambi. Perché detestarsi è facile. Il difficile
è capire quando l’odio smette di essere abbastanza. Ma il tradimento è dietro
l’angolo e Art conosce un solo modo per non crollare: tornare intoccabile,
sparire un secondo prima di essere scelto. Hazel, invece, conosce un solo modo
per sopravvivere: non chiedere niente, non sperare, non fidarsi. Eppure c’è una
promessa che continua a tirare, come una corrente sotto la pelle: il lago.
Quello che Hazel evita. Quello che Art ha nominato come se le promesse non
fossero la cosa più pericolosa del mondo. Tra Oxford e i resti di una fiducia
precaria, Art dovrà compiere un ultimo sacrificio: smettere di fuggire e
presentarsi al mondo – e a Hazel – per quello che è veramente. Perché a volte,
per vincere, bisogna avere il coraggio di arrendersi, fino all’ultima parte di sé.
Un retelling moderno e tormentato su uno
dei Re più famosi della storia britannica, un uomo che ha conosciuto il dolore,
il tradimento, e che forse merita un finale diverso. Ma se avere un lieto fine
fosse più complicato del previsto? E se guardarsi dentro, spezzandosi, fino a
non sapersi più riconoscere, fosse il prezzo da pagare per la vera felicità?

Ci
sono autrici che entrano in punta di piedi nel mondo editoriale; temono quasi
di perdersi nel marasma di uscite che ogni giorno intasa i nostri Kindle, senza
rendersi conto di quanto rimangano nel cuore dopo ogni loro lettura.
Silvia
Loreti è fra queste: un potenziale che lei stessa tante volte mette in dubbio.
L’ho
conosciuta con la Toronto Series e da lì non l’ho più mollata.
Il
motivo è semplice: Silvia è genuina nelle sue storie, senza artefatti, senza
paroloni che ti portano a pensare: “e ora che c’entra questo?”.
La
sua autenticità risiede proprio nella semplicità con cui esprime sentimenti e
piccoli sogni fatti di carta e inchiostro.
Ho
letto Rebel e ho sperato che lei continuasse la storia di un Re rimasto senza
corona, ma con un cuore così grande da sacrificare il proprio amore per
lasciarlo nelle mani di un altro.
King
è un retelling, in chiave moderna, della storia di Re Artù.
Io,
fanatica del ciclo arturiano, ho letto l’intero romanzo con interesse e anche
spirito critico.
Non
sono personaggi semplici da gestire, ma Silvia non si è accontentata e ha
creato la storia nella storia, con un Re che trova nella Dama del Lago un
motivo per ricominciare.
Artù
e Nimue: il padrone di Camelot e la detentrice della spada Excalibur.
Ma
qui non esistono regni né armi; qui Camelot è il cuore di Art e la mitica
Excalibur che Nimue dona al Re è solo una metafora.
È
la restituzione di un'identità che Art ha perso.
E
allora non esistono poteri, né inganni, ma solo due cuori che si ritrovano
sullo sfondo di acque limpide.
E
il lago cristallino si tramuta nello specchio di se stessi e dei propri limiti.
Art
e Nimue sono agli antipodi, ma uguali in quelle crepe che altro non sono che le
cicatrici della vita.
Si
conoscono con i litigi, comunicano con parole a volte dettate proprio dalla
rabbia e si consumano con un amore che abbatte le vecchie mura di Camelot per
costruirne altre più solide, più resistenti; perché in fondo l’amore altro non
è che casa, il regno dove due corpi e due anime decidono di dar vita a qualcosa
di nuovo.
Questo
romanzo è la dimostrazione, cara Silvia, che puoi spingerti al di là dei limiti
che ti sei imposta.
Basta
credere in se stessi e in quelle mani tese che non sono poi tanto lontane
dall’immagine che tutti noi abbiamo in mente: la mano pallida della Dama del
Lago che emerge dall’acqua stringendo a sé Excalibur.
Sono
rimasta incantata da come l’autrice ha saputo costruire questa storia pur
mantenendo il senso originale di una leggenda che affascina ancora tanti.
Mi
è capitato, durante la lettura, di avere l’impressione di poterli vedere, i
personaggi.
Art
e la sua ritrosia, Nimue e l’arte che ha nelle mani di cogliere ogni
particolare e di riportarlo poi su carta cogliendo l’anima di chi studia.
A
fare da sfondo ai protagonisti principali quelle figure secondarie che creano i
giusti micro-climax fino a esplodere nel finale dove tutto diventa una scelta.
Brava,
brava Silvia, continua a regalare piccoli sogni a noi lettrici, e continua a
credere nelle tue capacità: in fondo Art ha rimesso in discussione il suo regno
grazie alla sua Nimue, niente vieta a te di fare lo stesso.

.png)





.png)

.png)



.png)
.png)