09 giugno 2026

RECENSIONE - Trial - Curve Pericolose (Serie 4FOUR Vol. 2) - di Tiziana Lia







Titolo: TRIAL – Curve Pericolose (secondo volume autoconclusivo della serie)
Serie: 4FOUR
Autrice: Tiziana Lia
Genere: romance contemporaneo
Sottogenere: Sport romance

Tropes: Enemies to Lovers, Workplace Romance, Slow burn, Spicy, Forced Proximity

Data pubblicazione: 27 maggio 2026 su Amazon

Formati disponibili: ebook, cartaceo (con impaginazione adatta anche ai dislessici)

e su Kindle Unlimited

Pagine cartaceo: 413

Nota: scritto in terza persona, narratore interno, con pov alternati




Rientrare nel mondo del Rally è il sogno che Andrea Piccardi insegue da anni. Quando approda nella Motor Valley come navigatore, è pronta a dimostrare che il suo posto è accanto ai migliori. Peccato che il migliore di tutti, Alessandro Morandi, abbia una sola regola: solo uomini nella sua squadra.

Alex non vuole complicazioni. Ha imparato a sue spese quanto possa essere devastante lasciare spazio alla donna sbagliata in una scuderia, e non vuole ripetere l’errore.

Ma quella ragazza inglese di origini italiane è un problema fin dal primo sguardo: troppo capace per mandarla via, troppo bella da ignorare.

In macchina sono una squadra perfetta. Fuori, un incendio che nessuno dei due sa domare.

Tra gare, adrenalina e un’intesa che cresce a ogni tappa, Andrea e Alex diventano inseparabili. Ma qualcuno nell’ombra trama per farli uscire di pista, e il passato di Andrea — fatto di fughe, ombre e un amore tossico — torna a reclamarla.

Quando il destino colpisce nel punto più fragile, la sfida più difficile non è sul tracciato: è trovare il coraggio di fidarsi. E affrontare la curva che nessuno dei due aveva previsto.

Dopo aver seguito in America il fidanzato Greg, cantante country, rinunciando grande amore per le corse nei rally, Andrea Piccardi si piega a vivere con lui in un camper. L’ennesima cosa storta tra i due fa luce su un rapporto ormai inesistente e induce la ragazza a ritornare al suo vero mondo approdando alla NTM di Alessandro (Alex) Morandi che, nel frattempo, necessita di un co-pilota per le gare in corso, in sostituzione del precedente infortunato.

Andrea è una professionista capace e in gamba, si inserisce subito nel gruppo Morandi, peccato che proprio il “comandante”, Alex, non la voglia tra i piedi perché “chi dice donna dice danno” e una donna nella sua scuderia non ce la vuole proprio! Inizia una guerra tra i due (che dovranno condividere anche l’openspace dell’officina adibito a casa) in cui lui tenterà di metterla continuamente in difficoltà per convincerla ad andarsene, mentre lei con caparbietà si terrà stretta a quell’occasione d’oro. Fra loro scatta da subito quel confronto ad alti livelli, nonostante entrambi siano stati colpiti dalle rispettive “carrozzerie”.

Alex è un uomo di carattere, affidabile, che mantiene ciò che promette, che protegge chi o ciò a cui tiene, ma è anche “fuoco”, è istinto; è chiamato “il folle” per il modo di guidare e per l’eccellente curriculum sportivo conseguito in pochi anni, ma nonostante ciò e nonostante la ostacoli, Andrea non vede nel suo sguardo quello di un folle, ma quello “tipico di chi era determinato fino al midollo”. Lui fa di tutto per mandarla, prova con l’indifferenza ma non può fare a meno di ammettere quanto lei lo intrighi “per bellezza, intelligenza, modi spicci e grinta” che la rendono “perfetta per essere il suo co-pilota”. Si ammorbidisce ulteriormente con lei, quando la vede coprire agli occhi del team, una dimenticanza di Alessandro senior con discrezione, perché lui ha ancora un titolo sul posto di lavoro, quel titolo che lo stesso Alex protegge a spada tratta. Qui, nell’amore filiale, spunta un po’ dell’Alex vero, quello senza corazza e con un cuore immenso, quello che Andrea riesce a vedere: Alex è fuoco, sì, ma un fuoco che ti avvolge, ti brucia amorevolmente con una forza che tu non puoi fare a meno di desiderare di farti amare così. Andrea, d’altro canto, è una figura femminile forte, ma nello stesso tempo dolce, accogliente, pronta a moderare l’irruenza di Alex. Mi è difficile parlare dell’uno a prescindere dall’altra perché si completano a vicenda, sono due tessere simili, ma uniche dello stesso puzzle: lei ne modera l’impetuosità, lui ne diviene lo scudo inscalfibile contro tutte le sue paure…

Impossibile non parlare dell’amicizia: gli amici storici (Nathan, David, Noah, Liza, Annie) che sono sempre presenti con consigli e aiuti (richiesti e non), e anche con la frase che fa male ma che serve a prendere coscienza di come stanno davvero le cose…

È presente il “cameo” Noah, quasi una presentazione di quello che sarà uno dei prossimi protagonisti della quadrilogia 4Four: “il guerriero ferito che portava dentro di sé un lato oscuro, resiliente e ostinato, capace di rialzarsi ogni qual volta il destino lo colpiva con i suoi scherzi più amari”.

I personaggi secondari, tutti, positivi e negativi, sono ben calibrati per alimentare una trama che non è fatta solo di “amore”, ma anche di gare, vittorie, sconfitte, manrovesci, sabotaggi e un po’ di giallo.

Il ritmo della narrazione è scattante, ti fa respirare la competitività di questo ambiente e i giochi di potere che vi si celano dietro, grazie anche alla delineazione del cattivo di turno, infido e scivoloso come un serpente.

Sebbene il primo volume della quadrilogia mi sia piaciuto molto, devo dire che questo secondo, mi ha ammaliata e intrigato molto di più.

Lettura scorrevole e avvincente.









 

RECENSIONE - Black Veil (Black Key Series Vol.1) - di Barbara Scotto




TITOLO: Black Veil

SERIE: 1 volume della Black Key Series.

Autrice: Barbara Scotto

 GENERE: Dark Romance

TROPES: Touch Her and Die, Kidnapping, Morally Grey Hero, Revenge

DUAL POV alternato prima persona presente

 PAGINE: 480

Dal 9 giugno 2026 in esclusiva Amazon in ebook, KU e cartaceo

 TRIGGER WARNING

Alcune vicende di questo romanzo potrebbero urtare la sensibilità dei lettori. Si raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole, che ama il genere dark romance.

TW completi all’interno del libro.

“Certe anime non cercano la luce.

Desiderano solo qualcuno disposto a condividere il buio.”

 Draven Crowell è uno dei tre volti della Black Key, l’organizzazione che si muove nell’ombra di New Orleans e regola equilibri che devono rimanere nascosti.

Daphne Harlan, erede di un impero economico, è prigioniera di una relazione con un uomo potente e manipolatore.

Quando i loro mondi collidono, verità sepolte iniziano a riaffiorare insieme a un’attrazione pericolosa e incontrollabile.

Mentre il confine tra protezione e possesso diventa sempre più fragile, Daphne dovrà decidere se rimanere al sicuro in una gabbia o lasciarsi trascinare nel buio, e Draven se tradire le regole a cui ha consacrato la propria vita pur di non perdere lei.

Una storia di ossessione e controllo, dove l’amore diventa il confine tra salvezza e distruzione.

 


La versatilità di un’autrice la riconosci quando i suoi romanzi non seguono mai lo stesso genere.

 Tuttavia, versatilità non sempre fa rima con bravura.

Molte scrittrici falliscono nell’intento; altre, invece, quell’intento lo raggiungono superandolo, andando ben oltre quelle aspettative che spesso, per pregiudizio, non osiamo sfidare.

Barbara è un’autrice decisamente versatile, una di quelle che non si fossilizza a cui piace variare, mettersi alla prova e, dopo gli storici, i contemporanei (che toccano vari sottogeneri) e persino il fantasy, approda finalmente al dark romance.

C’è molta controversia intorno a questo genere: il punto è che spesso si associa al dark una storia che deve toccare per forza tematiche moralmente discutibili, ma la realtà è che il senso profondo di queste storie non è sempre e solo questo.

È un genere che esplora l’amore unito a dinamiche estreme e oscure.

I personaggi hanno un vissuto cupo che si riflette in modo inevitabile sulla loro vita e sul rapporto di coppia.

 E su quest’ultimo punto ci sarebbe tanto da dire: l’amore non è il sentimento sdolcinato a cui siamo abituati nel romance puro; diventa ossessione, controllo, e l’erotismo lo avverti vibrante in ogni singola pagina.

Barbara però non si smentisce e posso dire che il suo modo di intendere il dark è molto più affascinante e coinvolgente.

Non è un genere che amo leggere spesso, perché il rischio è che le donne diventano vittime di sentimenti contorti e malati, le famose “donne zerbino”, insomma.

La differenza qui è lampante: la Scotto non presenta il suo personaggio femminile come una martire, ma come una guerriera che impara a lottare contro i propri demoni.

 Daphne, nonostante tutto, si rialza e combatte con accanto un uomo che l’ha sempre seguita da lontano.

Draven… la sua ossessione, legata a una promessa e a un ricordo…

Quanto ci sarebbe da dire su di lui!

E non solo, perché ogni personaggio, ogni membro della Black Key, ha una storia importante sulle spalle che l’autrice, per ora, ci fa solo intravedere.

Ognuno ha i propri demoni da combattere, ombre che li risucchiano e li sputano fuori, rendendoli esattamente ciò che sono.

L’ambientazione, poi, è un vero tocco di classe: parliamo della magica New Orleans, una città costruita sul mistero, dove ogni angolo nasconde un segreto. Dire di più su questo libro, che ho trovato bellissimo, significherebbe fare un passo falso e svelare dettagli che vale la pena scoprire da soli.

Posso dirvi con certezza che non mancheranno i colpi di scena, perché la Scotto è bravissima a nascondere una verità che verrà a galla pian piano.

Occhi aperti, signore: tra queste pagine tutto è un indizio.

Il ritmo narrativo è incalzante.

I protagonisti, così come i personaggi secondari, sono costruiti alla perfezione; ognuno di loro subisce una crescita profonda che si riflette nel modo di agire, di dialogare, e sulle scelte e le strade che si troveranno a intraprendere.

Non manca il dolore, un dolore che senti addosso, perché Barbara le storie te le fa vivere sulla pelle: ti ritrovi a ridere e a imprecare nello stesso momento per situazioni, scene e parole che ti porti dentro per un bel po’.

 Ho pianto con questi ragazzi, ho riso, e il fiato mi si è spezzato davanti alla crudeltà umana, davanti al non sapere come sarebbe andata a finire, davanti a un destino che si lascia dietro ceneri portate via dal vento.

Non dico nulla, ma Barbara sa; ognuno di loro ci regalerà grandi emozioni, perché le cicatrici che macchiano le loro anime sono profonde.

In effetti, quando ho terminato il romanzo, il primo pensiero è stato: “Okay, a quando il prossimo?”.

Anche se temo che il mio preferito arriverà per ultimo.

So che ogni mia parola può apparire criptica, ma quando leggerete, capirete. Barbara ha questa straordinaria capacità: lascia il segno in ogni genere che tocca. E io non posso che dirle: su, su, sforna il prossimo volume!

Il limite delle stelle è cinque, ma posso garantirvi che questo è un libro che ne merita molte di più.

A presto






 

08 giugno 2026

RECENSIONE - La famiglia affidataria - di Nicole Trope




Nella loro casa per le vacanze, a pochi passi dalla spiaggia, Elizabeth compone il numero della polizia con le mani tremanti. «Il mio bambino… è scomparso.»

Elizabeth è la madre affidataria di Joe, ma lo ama come se fosse suo. Il piccolo di cinque anni, che adora i supereroi e osservare gli uccellini fuori dalla finestra, è il figlio che ha sempre sognato. Guardando il giardino dove stava giocando pochi istanti prima, sente il cuore strapparsi dal petto.

Avrebbe dovuto salvare Joe dalla madre naturale, la donna che quasi gli ha negato la possibilità di vivere. La stessa che ora cerca disperatamente di riaverlo con sé.

Avrebbe dovuto proteggere Joe da suo marito. L’uomo che, in questo momento, mente alla polizia dicendo di essere in cucina a preparare la colazione quando Joe è sparito. Colui che le stringe la spalla, intimandole di tacere.

Avrebbe dovuto vegliare su Joe. Ora sono a pochi passi dall’oceano, e il piccolo Joe non sa nuotare.

Poi, nell’acqua, viene trovato il piccolo sandalo blu di Joe. Se è successo davvero il peggio – l’impensabile – Elizabeth non potrà mai perdonarsi. E se fosse stato il segreto che nasconde da anni, la colpa che la divora dentro, a mettere in pericolo il suo bambino?

È arrivato il momento di dire la verità – anche se significa perdere il figlio che è il suo intero mondo. Anche se potrebbe costarle la vita.

Un thriller psicologico assolutamente avvincente, pieno di colpi di scena, sui segreti di famiglia, un matrimonio al limite e il confine mortale tra amore e odio. Perfetto per i lettori di Lisa Jewell, Liane Moriarty e Freida McFadden.



Australia, Gilmore Beach.

Gordon Perry, che vive nella casa di fronte a quella presa in affitto dagli Ealy, quella mattina, di ritorno dalla passeggiata in spiaggia, non è affatto sorpreso dal trovare un’auto della polizia davanti alla loro abitazione.
Lui stesso non saprebbe spiegare il perché, la sua memoria lo tradisce, sa che c’è qualcosa che dovrebbe ricordare, ma il pensiero, così come si affaccia alla sua mente, fugge via, lasciandolo con un gravoso senso di vuoto.
È stata Elizabeth a chiamare la polizia, pochi istanti di distrazione e Joe, il figlio adottivo di cinque anni, è scomparso.
All’arrivo degli agenti la donna è visibilmente agitata, a disagio di fronte alle domande che le vengono poste.
Invece il marito, Howard, anche se il tono di voce lascia trasparire la preoccupazione, mostra calma e tranquillità, il suo viso è una maschera.

La narrazione di questo thriller psicologico si muove seguendo spazi temporali diversi, il crescendo della tensione è dettata dal doppio punto di vista, quello di Elizabeth e quello di Gordon.
La donna, partendo dal giorno della scomparsa del bambino, si apre confessando una vita infelice, dominata dalla paura e dalla solitudine, consapevole di non avere le forze necessarie per uscire dalla spirale di violenza e di soprusi che la sta annientando.
L’adozione del bambino sembrava essere un nuovo inizio ma il breve periodo di felicità è stato spazzato via dalla sua incapacità di rompere l’insano vincolo che la lega ad un uomo aggressivo e manipolatore, egocentrico e mentalmente instabile.
Gordon, ex insegnante che nel corso della sua carriera ha visto tanti ragazzi in difficoltà e che non ha mai taciuto di fronte alle ingiustizie, oggi è anziano, debole, tanto che lui stesso dubita dei propri ricordi, eppure si accorge, in quei pochi giorni, che Howard non è una brava persona.
La forsennata ricerca del bambino è una lotta contro il tempo che mette a nudo le debolezze umane. Non è più tempo né di tacere né di mentire.
La vita a volte riserva sorprese e strane coincidenze ma quel che emerge prepotentemente dalla lettura di questo thriller è la frustrazione che deriva dall’impotenza nel contrastare la violenza, dalla consapevolezza che nessuno dà peso a ciò che dicono le persone più fragili.

Più si è vulnerabili e più si diventa vittime.

Eppure, alla fine, la soluzione paradossalmente la si trova prestando attenzione ai vuoti di memoria di un anziano affetto da demenza senile.