Quando però partono per un’estate alle Maldive insieme a Joshua e Myriam, qualcosa cambia. Tra sfide provocanti, verità scomode e baci dati “per scherzo”, il confine tra amicizia e desiderio inizia a sgretolarsi.
Quando però partono per un’estate alle Maldive insieme a Joshua e Myriam, qualcosa cambia. Tra sfide provocanti, verità scomode e baci dati “per scherzo”, il confine tra amicizia e desiderio inizia a sgretolarsi.
Tra loro nasce un amore travolgente, fatto di sguardi che parlano più delle parole, promesse sussurrate, risate, passione, mani che si cercano anche quando tutto sembra dividerle e sogni così grandi da sembrare più forti di qualsiasi ostacolo.
Ma il passato di Edoardo non ha mai smesso di inseguirlo. E quando i fantasmi della sua vita tornano a reclamare ciò che credono appartenga loro, amare Maria potrebbe avere un prezzo troppo alto. Perché il confine tra proteggere la persona che ami e distruggere il suo cuore diventa sottilissimo.
Migliore di me è un romance intenso, romantico ed emozionante. Una storia che parla di primi amori, di amicizie, di seconde possibilità, di ferite che insegnano a crescere e di quel filo invisibile che continua a unire due anime anche quando il destino sembra volerle dividere.
Perché il vero amore è quello che ti insegna a diventare la versione migliore di te stesso.
Migliore di me è la storia di Edoardo e Maria, una storia d’amore dolcissima e tormentata, piena di delicatezza, ma anche di amarezza e odio.
La storia è narrata interamente dal punto di vista di Edoardo, e solo in seguito ho scoperto perché: il punto di vista di Maria si trova nel primo volume intitolato L’altalena dei ricordi.
I personaggi dei protagonisti conquistano, non c’è che dire: lui fa parte di una famiglia il cui cognome è meglio non pronunciare (infatti non viene mai menzionato!), ma è una famiglia che tutti, nell’ambito della gente di malaffare, temono. A Edoardo questo sta bene: si muove nell’ambiente con una certa scioltezza sicuro che tanto nessuno gli farà del male perché alle sue spalle c’è la madre che lo protegge e per la quale lui fa “dei lavoretti” e “risolve delle grane”. È un tipo sicuro di sé e non lo spaventano affatto cattivi come il Diavolo e il suo tirapiedi Simone. Tutto ciò finché non rivede lei, Maria che è tornata in paese ed è una gran bella ragazza. I due si piacciono subito e si innamorano ed è qui che Edoardo dovrà fare i conti con se stesso e con l’ambiente da cui proviene.
Bello il personaggio di Edoardo con la sua dolcezza e il suo voler proteggere a tutti i costi la purezza di Maria dal suo mondo sporco, il suo lottare con determinazione pur di impedire che i suoi nemici le facciano del male e la sua disperazione sempre più cupa nel comprendere che da quel mondo a cui appartiene non potrà mai allontanarsi veramente; drammatico e struggente il suo personaggio fino alla sua decisione finale e pure mai melenso perché l’autrice riesce a imbastire bene anche la parte insolente e delinquente di lui mettendoci di fronte alla realtà di questo ragazzo costretto a essere uomo prima ancora di quanto glielo permetta la sua età anagrafica.
Bello anche il personaggio di Maria, apparentemente delicato, eppure con la forza dettata dall’amore per lui di sopportare le angherie e le paure. La sua dolcezza riesce a far sentire accettato e amato Edoardo per quello che è, facendogli desiderare e fare di tutto per diventare migliore di quanto non sia mai stato.
Determinante la figura della madre di Edoardo: in effetti la parola “madre” qui è proprio sprecata: questa donna è prima di tutto un boss spietato e come tale tratta suo figlio che non è altro che “un soldatino”. Non una parola o un gesto d’affetto, solo ordini e sorrisi affilati. Chi veramente salva Edoardo, a parte Maria con il suo amore, è l’amicizia fraterna e indissolubile di Paolo, il suo fratello non di sangue, che è meglio di un fratello di sangue. Paolo è il suo alter ego, il ragazzo per bene che avrebbe potuto essere Edoardo se fosse nato in un contesto sociale diverso, Paolo è l’amico che c’è sempre e comunque, quello che lo sostiene, ma anche quello che lo prende a pugni, se necessario. La loro è un’amicizia sincera, in cui si dicono in faccia tutto, anche e soprattutto le cose brutte.
La narrazione è scorrevole, mista tra il tenero e il divertente e il drammatico.
Titolo:
Il Barone che non amava le rose
Autrice:
Rossella D’Arcy
Editore:
SELF (Navila)
Genere:
Historical Romance
Data
pubblicazione: 25/06/2026
Protagonisti:
Miss Cecily Gracefield e Lord Alistair Gracefield, barone di Ashcombe
Pagine: 364
Dall’autrice di Scacco al Duca torna la saga Le
figlie di Ashcombe Manor con un nuovo, travolgente capitolo di amore
proibito, scandali e desideri impossibili.
Nell’Inghilterra della Reggenza, una donna senza onore non
ha futuro. E una famiglia senza eredità non ha più una casa.
Dopo la morte del vecchio Barone, Ashcombe Manor
rischia di essere perduta per sempre.
Per salvare ciò che resta della sua famiglia, Cecily Gracefield ha una
sola possibilità: proteggere il proprio nome a ogni costo. Perché basta un
errore… e il suo onore sarà distrutto.
Ma tutto cambia con l’arrivo del nuovo Barone.
Alistair Gracefield è freddo, inflessibile, deciso a
reclamare ogni diritto sull’eredità. Non crede nell’amore. Non si fida delle
donne. E non ha alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere… soprattutto da
Cecily.
Quando uno scandalo minaccia di travolgerla, una sola
soluzione resta possibile: un matrimonio imposto.
Un’unione che può salvare Ashcombe o distruggere entrambi.
Lei, in bilico tra dovere e desiderio, rischia di perdere tutto.
Lui, convinto che l’amore sia un inganno, non è pronto a ciò che prova.
E quando un uomo dal passato di Cecily torna a reclamarla,
il fragile equilibrio si spezza.
Perché ad Ashcombe Manor non è in gioco solo un’eredità, ma l’onore,
il cuore… e il diritto di scegliere il proprio destino.
Il Barone che non amava le rose è una storia di
passione, rischio e redenzione. Perché, nel mondo della Reggenza, amare è lo
scandalo più pericoloso di tutti.
