17 febbraio 2026

RECENSIONE - Come un graffio sul Cuore - di Erika Castigliano




TITOLO: Come un graffio sul Cuore

AUTRICE: Erika Castigliano

GENERE: Young Adult (prima parte)– Contemporary (seconda parte)

CATEGORIA: Second chance

TROPE: Forced proximity- Friends to Lovers – Childhood Friends

SETTING: Stati Uniti -> Ohio -> Newport

AUTOCONCLUSIVO: Sì

DISPONIBILE SU: Amazon e KU

EDITORE: Self publishing

FORMATI & PREZZI: Ebook 1,99 – Cartaceo flessibile da definire - Gratis con Kindle Unlimited

Ashling è una ragazza introversa, silenziosa che trova rifugio tra i banchi di scuola più che tra i suoi coetanei. Per anni, al suo fianco c’è sempre stato Dixon: due bambini cresciuti insieme, legati da un’affinità così naturale da sembrare destino. Ma una promessa spezzata ha incrinato quel legame, trasformando la loro complicità in distanza, e la distanza in un rancore che nessuno dei due ha mai davvero compreso.
Durante l’ultimo anno di liceo, però, il passato torna a bussare. Dixon si ritrova davanti a una scelta: seguire il proprio futuro o proteggere il proprio orgoglio. E al centro di quella decisione c’è Ashling, con il suo cuore fragile e forte allo stesso tempo. Quando si ritrovano, è come se il tempo non fosse mai passato: gli sguardi si riconoscono, le emozioni riaffiorano, e Ashling deve affrontare ciò da cui ha sempre cercato di fuggire. Ma un malinteso, ancora una volta, le spezzerà il cuore.
Gli anni scorrono e, quindici anni dopo, il destino li mette di nuovo uno di fronte all’altra. I fantasmi che entrambi hanno tentato di seppellire tornano a reclamare spazio: ricordi che bruciano, rabbia mai sopita, dolori che credevano di aver superato. Eppure, tra quelle crepe, si insinua anche qualcosa di più profondo: quel tormento dolce e feroce che Dixon prova ogni volta che incrocia gli occhi intensi di Ashling.
Ma Ashling, questa volta, non vuole più cadere nella stessa trappola. Non vuole lasciarsi avvolgere da un sentimento che l’ha consumata e da cui è uscita solo con fatica. Dixon è cambiato, profondamente. Ora deve dimostrarlo. Non al mondo, non a sé stesso, ma all’unica persona che ha sempre avuto il diritto di saperlo: Ashling.

 

Lo young adult è sempre un genere che mi ha affascinato.

Mi ricorda di quando ero ragazza, di quando le storie d’amore erano fatte di baci mai dati, di sogni a occhi aperti, di verità nascoste, a volte per difendersi e altre per offendere.

Erika Castigliano ci porta a conoscere Ashling e Dixon, due ragazzi cresciuti insieme che si perdono per poi ritrovarsi e perdersi di nuovo, fino a quel finale che ti tiene un po' col fiato sospeso.

Erika divide il libro in due parti: è così che attraversiamo la vita di due persone che hanno affrontato la separazione ognuno a modo suo, cercando una via d’uscita a quelle situazioni che tante volte diventano insopportabili.

A fare da contorno alla loro storia una famiglia che può solo assistere inerme al loro ignorarsi.

Degli amici, alcuni non si allontanano con gli anni, altri invece hanno contribuito a una frattura che porta una a perdere la fiducia nel prossimo e l’altro a cercare nell’acqua una bolla ovattata che lo tiene lontano dai pensieri e dai ricordi.

Ma i ricordi rimangono tali, non si cancellano: vengono solo seppelliti da strati di polvere che il vento della vicinanza riporta a galla.

È questa la storia di Ashling e Dixon, una storia che è simile a un album di ricordi: c’è la foto che vuoi strappare, quella di un ballo mancato, dei gesti atti a offendere, la foto di una ragazzina con l’apparecchio e gli occhiali che si nascondeva in vestiti oversize perché non si considerava abbastanza.

E poi c’è la storia di un ragazzo che è sempre stato ammirato. Il bello della scuola, ma che non ha mai dimenticato l’amica con cui è cresciuto: il primo amore, che non sempre vuol dire baci e carezze, ma può divenire sguardi e parole non dette.

Molto dolce come romanzo, uno di quelli che ti lascia addosso la malinconia per un’adolescenza che ognuno vive con i suoi dubbi, il cuore che batte e quei sogni che solo il tempo potrà dire se si avvereranno.

Un libro che consiglio a chi vuol fare un salto nel passato, davanti a uno specchio che proietta uno sprazzo di quel futuro che si porta addosso ancora il profumo della giovinezza.

A presto




13 febbraio 2026

RECENSIONE - San Valentino con il nemico - di Roberta Damiano

 



Titolo: San Valentino con il nemico
Autrice: Roberta Damiano
Genere: Novella romantica
Trope: Enemies to Lovers, Best Friend’s Brother, Age Gap
Pov: Doppio Pov
Autoconclusivo: Sì
Editore: Self Published
Formato: E-book €0,99, Cartaceo flessibile € 10,99



Amélie ama i fiori tanto quanto ama l’idea dell’amore.
Ogni composizione, ogni pianta sono una parte essenziale di lei e si troverà costretta a lavorare con Gabriel, uno chef stellato.
Gabriel sa che la cucina è il giusto bilanciamento tra arte e passione, ma qualcosa non gli fa più guardare gli ingredienti allo stesso modo fin quando non deve collaborare per il giorno più romantico dell’anno, San Valentino, con la persona che invece vorrebbe tenere più lontano possibile.
Tra fiori, cucina gourmet, strutture e battibecchi, i due riusciranno a gestire la fiamma che divampa in loro?

Bentrovate anime belle,

nuova recensione adatta, direi, al periodo: San Valentino.

Ci sono opinioni contrastanti in merito alla festa degli innamorati: c’è chi l’aspetta e c’è chi invece la vorrebbe evitare; in fondo succede quando hai il cuore che non batte per nessuno.

Contrasti che diventano scontri verbali nel caso dei protagonisti di questa nuova storia firmata da Roberta Damiano.

Amélie e Gabriel si conoscono da una vita – lei è la migliore amica della sorella di lui – ma non si sopportano e non si vedono da tanto.

Troppo per capire che dietro alle battute pungenti che si scagliano addosso, forse, c’è qualcosa di più.

Ama i fiori lei, è innamorata dell’amore.

Lui quel sentimento lo mette nei piatti che prepara.

Ma la vita è fatta di imprevisti, si sa, e quando al sapore del dolce si mescola l’odore di qualcosa di sopraffino, beh, sono scintille… in tutti i sensi.

È stata una novella lunga molto carina, di quelle che inizi e finisci senza nemmeno accorgertene.

 Una storia fatta di sapori e dissapori, ma che non annoia.

Conosco la scrittura di Roberta e la sua caratteristica è forse quella dolcezza che poi è anche un po’ sua: una ragazza che scrive di sogni e li regala a noi lettrici.

Avrei voluto sapere qualcosa di più del passato dei due, ma solo per rimanere attaccata un altro po’ alle pagine.

Per il resto nulla da dire, specie per la capacità che l’autrice ha avuto di coinvolgere i sensi man mano che si andava avanti nella storia.

Parlo del gusto, dell’olfatto e della vista, perché mi sembrava di vederla, Amélie, impegnata a modellare quel materiale che ha fatto da base a un albero pieno di desideri, foto e cuori.

Sullo sfondo della città romantica per eccellenza, la Damiano ci regala una chicca tutta da “assaporare”, di cui consiglio la lettura nella settimana dedicata all’amore; magari gustandola con un bel cuore di cioccolato e circondati da fiori che ci ricordano che tale sentimento non è qualcosa che si deve concentrare in un unico giorno, ma vale la pena di viverlo sempre.

A presto




10 febbraio 2026

RECENSIONE - King: Conquista il cuore - di Silvia Loreti

 




 

Titolo: King – Conquista il cuore

Autrice: Silvia Loreti

Editore: Collana ReLove - PubMe

Genere: Contemporary Romance

Finale: Autonclusivo

Prezzo: Ebook: €3.99

Data di pubblicazione: 30 gennaio 2026

Ebook disponibile su Amazon e Kindle Unlimited.


Due mondi pronti a collidere. Un segreto dipinto sulla pelle.

Per Art King, il servizio civile nella libreria Hollis, a Oxford, è una condanna. Per Hazel Hollis, Art è solo l’ennesimo ostacolo alla sua libertà. Si odiano a prima vista, cercandosi con lo sguardo solo per ferirsi. Ogni turno tra gli scaffali diventa una battaglia: una parola di troppo, un sorriso che non promette niente di buono, una provocazione lanciata con la precisione di chi vuole vincere, non piacere. Eppure, quando Hazel ha bisogno di un modello per il concorso che deciderà il suo futuro, Art compie l’unico gesto che non avrebbe mai dovuto fare: si spoglia. Non solo dei vestiti, ma delle maschere. Mentre Hazel lo ritrae come il suo “Re Spezzato”, l’odio si trasforma in una vulnerabilità che terrorizza entrambi. Perché detestarsi è facile. Il difficile è capire quando l’odio smette di essere abbastanza. Ma il tradimento è dietro l’angolo e Art conosce un solo modo per non crollare: tornare intoccabile, sparire un secondo prima di essere scelto. Hazel, invece, conosce un solo modo per sopravvivere: non chiedere niente, non sperare, non fidarsi. Eppure c’è una promessa che continua a tirare, come una corrente sotto la pelle: il lago. Quello che Hazel evita. Quello che Art ha nominato come se le promesse non fossero la cosa più pericolosa del mondo. Tra Oxford e i resti di una fiducia precaria, Art dovrà compiere un ultimo sacrificio: smettere di fuggire e presentarsi al mondo – e a Hazel – per quello che è veramente. Perché a volte, per vincere, bisogna avere il coraggio di arrendersi, fino all’ultima parte di sé.

Un retelling moderno e tormentato su uno dei Re più famosi della storia britannica, un uomo che ha conosciuto il dolore, il tradimento, e che forse merita un finale diverso. Ma se avere un lieto fine fosse più complicato del previsto? E se guardarsi dentro, spezzandosi, fino a non sapersi più riconoscere, fosse il prezzo da pagare per la vera felicità?


Ci sono autrici che entrano in punta di piedi nel mondo editoriale; temono quasi di perdersi nel marasma di uscite che ogni giorno intasa i nostri Kindle, senza rendersi conto di quanto rimangano nel cuore dopo ogni loro lettura.

Silvia Loreti è fra queste: un potenziale che lei stessa tante volte mette in dubbio.

L’ho conosciuta con la Toronto Series e da lì non l’ho più mollata.

Il motivo è semplice: Silvia è genuina nelle sue storie, senza artefatti, senza paroloni che ti portano a pensare: “e ora che c’entra questo?”.

La sua autenticità risiede proprio nella semplicità con cui esprime sentimenti e piccoli sogni fatti di carta e inchiostro.

Ho letto Rebel e ho sperato che lei continuasse la storia di un Re rimasto senza corona, ma con un cuore così grande da sacrificare il proprio amore per lasciarlo nelle mani di un altro.

King è un retelling, in chiave moderna, della storia di Re Artù.

Io, fanatica del ciclo arturiano, ho letto l’intero romanzo con interesse e anche spirito critico.

Non sono personaggi semplici da gestire, ma Silvia non si è accontentata e ha creato la storia nella storia, con un Re che trova nella Dama del Lago un motivo per ricominciare.

Artù e Nimue: il padrone di Camelot e la detentrice della spada Excalibur.

Ma qui non esistono regni né armi; qui Camelot è il cuore di Art e la mitica Excalibur che Nimue dona al Re è solo una metafora.

È la restituzione di un'identità che Art ha perso.

E allora non esistono poteri, né inganni, ma solo due cuori che si ritrovano sullo sfondo di acque limpide.

E il lago cristallino si tramuta nello specchio di se stessi e dei propri limiti.

Art e Nimue sono agli antipodi, ma uguali in quelle crepe che altro non sono che le cicatrici della vita.

Si conoscono con i litigi, comunicano con parole a volte dettate proprio dalla rabbia e si consumano con un amore che abbatte le vecchie mura di Camelot per costruirne altre più solide, più resistenti; perché in fondo l’amore altro non è che casa, il regno dove due corpi e due anime decidono di dar vita a qualcosa di nuovo.

Questo romanzo è la dimostrazione, cara Silvia, che puoi spingerti al di là dei limiti che ti sei imposta.

Basta credere in se stessi e in quelle mani tese che non sono poi tanto lontane dall’immagine che tutti noi abbiamo in mente: la mano pallida della Dama del Lago che emerge dall’acqua stringendo a sé Excalibur.

Sono rimasta incantata da come l’autrice ha saputo costruire questa storia pur mantenendo il senso originale di una leggenda che affascina ancora tanti.

Mi è capitato, durante la lettura, di avere l’impressione di poterli vedere, i personaggi.

Art e la sua ritrosia, Nimue e l’arte che ha nelle mani di cogliere ogni particolare e di riportarlo poi su carta cogliendo l’anima di chi studia.

A fare da sfondo ai protagonisti principali quelle figure secondarie che creano i giusti micro-climax fino a esplodere nel finale dove tutto diventa una scelta.

Brava, brava Silvia, continua a regalare piccoli sogni a noi lettrici, e continua a credere nelle tue capacità: in fondo Art ha rimesso in discussione il suo regno grazie alla sua Nimue, niente vieta a te di fare lo stesso.

A presto