14 aprile 2026

RECENSIONE - DANGER (I 4 Moschettieri series #4) - di Raffaella Franceschini

  



TITOLO: DANGER (#4 DE I 4 MOSCHETTIERI SERIE)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 APRILE 2026

CASA EDITRICE: SELF PUBLISHING

NUMERO DI PAGINE: 290

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

FORCED PROXIMITY

 WORK COLLEAUGUES

TRAUMI E SEGRETI

 SPICY

EBOOK: 2,99 CARTACEO: 13 EURO

Liam O’Neil è un vigile del fuoco. Forte, impulsivo, capace di gettarsi tra le fiamme senza esitare. 

Ama le donne, il buon vino e la libertà che gli permette di non legarsi a nessuno. Dietro quella corazza di fascino e arroganza, però, si nasconde un passato che lo ha marchiato per sempre e che gli impedisce di credere nell’amore.

Quando Haven Dawson arriva in caserma come nuova paramedica, porta con sé una luce che Liam non è pronto ad affrontare.

 Solare, coraggiosa, piena di entusiasmo, Haven incarna tutto ciò che lui ha perso: la passione, la fiducia, la capacità di sperare.

 La sua presenza lo destabilizza, lo irrita, lo attrae. 

E lo spaventa.

Tra missioni adrenaliniche, sguardi che bruciano più del fuoco e confini che Liam tenta disperatamente di mantenere, l’attrazione tra i due diventa impossibile da ignorare.

 Ma quando un evento drammatico mette a rischio ciò che entrambi stavano iniziando a costruire, il passato di Liam torna a reclamare il suo prezzo.

Davanti alla possibilità di perdere tutto, Liam dovrà scegliere se continuare a fuggire o trovare il coraggio di lasciarsi amare. 

Perché a volte il pericolo più grande non è nelle fiamme, ma nel permettere a qualcuno di avvicinarsi abbastanza da spegnerle.


Bentrovate, anime belle!

Ci siamo lasciate con un saggio e ci ritroviamo con la recensione di un contemporary romance scritto da un’autrice che stimo davvero tanto.

Raffaella Franceschini ci porta nel mondo dei pompieri: uomini in divisa che non sono solo muscoli e bellezza, ma soprattutto coraggio.

Coraggio di affrontare le fiamme, di respirare fumo e di mettere la propria vita in pericolo per salvare quella di altri.

Ma se uno di loro avesse bisogno di essere salvato?

La Franceschini costruisce un personaggio intenso con Liam, lui che per quelle fiamme ha perso tutto e che ha scelto di sfidarle forse proprio per annientare un passato che lo tormenta ancora nei sogni.

Lui che ha rinunciato a cercare l'amore per paura di perderlo, ma non aveva considerato il disegno che tante volte scriviamo con le nostre mani: Haven Dawson.

Mi è piaciuta la storia che è nata fra i due, quel gioco di sguardi che ben presto si è trasformato in carezze per raggiungere poi quell’immenso con cui viene colmato il vuoto di Liam.

Una storia sofferta e non per la presenza di terzi, almeno non persone fisiche, perché tante volte la nostra mente diventa il peggior nemico con cui fare i conti.

Tuttavia, essa viene messa a tacere nel momento in cui il cuore segue l’istinto, perché è quest'ultimo che porta a compiere delle scelte che danno il via a tutta una serie di eventi che, in questo caso, diventano il motore dell’intera vicenda narrata dall’autrice.

Un romanzo pieno di sofferenza, quella di Liam, che vivi attraverso la scrittura fluida di Raffaella e attraverso quei pensieri che mette a ogni inizio capitolo.

Ho letto tutti i romanzi della Franceschini e dietro ci vedo sempre molto dell’autrice.

Lo consiglio?

Sì, vale la pena leggere la storia di un uomo che ha imparato che le cicatrici fanno sempre male e rimangono un monito per non soffrire ancora, ma possono essere coperte da un tatuaggio che porta la scritta: possibilità.

A presto!







RECENSIONE - L'amante di mio marito - di Jess Ryder





Una moglie. Un’amante. Una settimana lontano da tutto… senza via di fuga.

Mentre io e le mie amiche sorseggiamo vino e ci confidiamo segreti alla luce tremolante delle candele nel nostro rifugio isolato tra le colline scozzesi, siamo tutte d’accordo: avevamo davvero bisogno di questa pausa. Ogni mattina nuoteremo nei laghi gelidi e cammineremo fino a spiagge remote, e ogni sera berremo vino e ci racconteremo storie, accoccolate accanto al fuoco. Sarà una vacanza che nessuna di noi dimenticherà mai.

Ma dietro il mio sorriso caloroso, nel mio cuore c’è solo gelo. Una delle mie amiche è l’amante di mio marito, e non passerà molto tempo prima che io scopra chi è. Lei crede di ingannarmi, ma non è l’unica ad avere dei segreti.

Non lascio trasparire nulla, ma più mi avvicino alla verità, più diventa chiaro che, tra queste colline scozzesi isolate, lontane da qualsiasi aiuto, qualcuno pagherà le proprie bugie con la vita…

Un thriller avvincente e impossibile da mettere giù. I fan di La coppia perfetta, Freida McFadden e Jeneva Rose saranno completamente catturati da L’amante di mio marito.



Cosa porta un gruppo di sei donne, le Sophie’s Swimmers, che non sono neanche amiche da tempo, a partire insieme per una vacanza digital detox a base di nuoto nelle Highlands scozzesi? Il nuoto, si sa, rigenera e tonifica, ma non è questa la motivazione portante di alcune del gruppo che ci aprono lo sguardo al loro mondo privato fatto di bugie, scheletri nell’armadio e segreti. Così apprendiamo che una sta cercando di superare il tradimento del marito, un’altra si macera nell’odio e nella vendetta, e tutte sono coinvolte in una girandola di umori, pensieri, dubbi, sospetti che le porta a non potersi fidare al cento per cento le une delle altre, perché in realtà non si conoscono bene. Se poi aggiungiamo anche il ritrovamento di un cadavere, questo thriller psicologico si arricchisce di suspense tenuta su altresì dall’ambiente suggestivo offerto da una Scozia dai toni cupi e inquieti.

L’indagine psicologica non riguarda solo la parte del thriller: ci troviamo anche di fronte a una donna che si lacera l’anima nel chiedersi se è il caso di ripescare da qualche parte, dentro di sé, l’affetto verso il marito fedifrago per amore della serenità dei figli o dare un taglio netto a un rapporto basato sulle menzogne; ci troviamo anche di fronte a chi vuole ritrovare se stessa, a chi cerca delle risposte che solo una delle sue compagne di nuoto potrà darle…

Volutamente nella recensione ho omesso i nomi delle donne che compongono il gruppo: trattandosi di un thriller ho paura di svelare inconsapevolmente ciò che non si deve, di conseguenza dico solo, in modo generico che il lettore si troverà di fronte a personalità complesse, disturbate anche.

Non mancano vittime e carnefici, ma i tratti distintivi sono labili, così come effimero è il confine finale che separa il trionfo dalla vergogna.





 

10 aprile 2026

RECENSIONE - Leggi estratto L'origine del male: bambini serial killer: Tra relazioni familiari e sviluppo della devianza infantile - di Elettra G. Gray

 



Genere: saggio di criminologia
Autore: Elettra G. Gray (pseudonimo di Grazia Elettra Cormaci) Grazia Cormaci
Target: Studenti, appassionati di true crime, lettori curiosi di argomenti sociali e scienze forensi.
Editore: Oltre vento (gruppo editoriale les Flaneurs)
Uscita: 18 marzo 2026


In questo saggio, Elettra G. Gray esplora le radici psicologiche e comportamentali del sadismo infantile e il suo possibile legame con il comportamento seriale adulto. Partendo dalle teorie psicoanalitiche di Freud e Bowlby, l’autrice propone una nuova prospettiva sulle fasi evolutive della psiche infantile, teorizzando due stadi critici: la “fase di Transizione”, in cui il sadismo è ancora attivo, e la “fase di Riassorbimento”, in cui tale impulso viene inglobato all’interno della psiche, condizionando le scelte future del soggetto.
Attraverso un’analisi delle manifestazioni sadiche nei bambini, Gray indaga le cause che possono sfociare in comportamenti violenti e criminali nell’età adulta. L’autrice esplora il caso dei serial killer, come quello di “Jack lo squartatore”, Ted Bundy, utilizzando tecniche investigative moderne per reinterpretare il comportamento del criminale all’epoca degli omicidi e riflettere sull’evoluzione delle indagini criminologiche.
Il saggio si interroga sul significato di “libero arbitrio”, sul ruolo del male nella crescita dell’individuo e sulla difficoltà di comprendere le motivazioni che spingono alcuni a perpetrare atrocità. Gray non si limita a una mera disamina psichiatrica: il suo lavoro è una riflessione psicologica e criminologica sui fattori che, a partire dall’infanzia, possono dare origine a comportamenti omicidi e perversi, sollevando interrogativi sulla moralità e sull’influenza dell’ambiente nella formazione della psiche criminale.

Bentrovate, anime belle!

Eccomi con la recensione di un saggio che, con ogni probabilità, non avrei mai letto se non avessi già apprezzato lo stile dell’autrice.

Conosco bene la scrittura di Elettra G. Gray, raffinata e soprattutto colta, e non si è smentita in questo lavoro di approfondimento che consiglio a tutti i lettori appassionati di thriller.

Attraverso un minuzioso studio, la Gray ci guida nella comprensione delle menti criminali che hanno segnato la storia della cronaca nera.

Non si tratta di un semplice identikit dell’assassino: il lavoro di Elettra va oltre, scavando nella testa di chi è stato prima un bambino e poi un uomo capace di strappare con violenza la vita altrui.

È stato estremamente interessante apprendere le dinamiche e i comportamenti dei maggiori serial killer della storia.

L’autrice ne delinea un profilo psicologico netto, basandosi su documenti reali e mostrando, ancora una volta, una spiccata capacità di analisi; non si limita ai personaggi che hanno popolato gli incubi di intere nazioni, ma esamina anche il contesto sociale che li ha trasformati in “mostri”.

 All’apparenza molti di loro sembravano angeli, ma nei loro corpi coesistevano personalità multiple, capaci di mutare un sorriso dolce in quello di un killer.

Elettra ripercorre la storia e, tra le pagine, assistiamo all’evoluzione di queste menti che fatico a definire semplicemente “malate”.

Siamo lo specchio di ciò che viviamo: che sia la società o il contesto familiare, tutto ci forma e questi soggetti non fanno eccezione.

Ognuno di loro nasconde un trauma che lo ha condizionato.

Mi sono resa conto, leggendo, che quegli anni che per un bambino dovrebbero essere governati dall’innocenza sono stati, per questi personaggi, insozzati da chi ha trasformato i loro sorrisi in un inferno.

I crimini efferati di cui si sono macchiati restano ingiustificabili, ma comprendere cosa si celi dietro le loro azioni mi ha portato a riflettere: forse, le prime vittime sono state proprio loro.

La Gray arriva con la sua analisi fino ai giorni nostri, collegando i fatti di cronaca passati a una modernità afflitta dal nuovo male delle baby gang, capaci di trasformare una semplice passeggiata in un incubo.

La nostra è una società basata sul “tutto e subito”, sull’incapacità di accettare un “no” come risposta, limite a cui si tenta di porre rimedio con metodi non sempre pacifici.

Il lavoro dell’autrice è meticoloso, arricchito da considerazioni personali alla fine di ogni capitolo che permettono di apprezzare il grande studio sotteso all’opera. Faccio i miei complimenti a Elettra: dopo un saggio del genere, mi piacerebbe molto leggere un suo racconto di narrativa.

Questo lavoro è l’ennesima riprova che, per conoscere davvero una persona, è fondamentale comprenderne la storia reale.

Perché, spesso, la realtà fa molta più paura dei film horror.

A presto!