22 settembre 2026

RECENSIONE - Scintille: Hearts in Flames #1- di Muriel Conrad

 



Autrice: Muriel Conrad
Editore: Self-published
Titolo: Scintille
Serie: Hearts in Flames
Genere: Romance contemporaneo
Sottogenere: Firefighter romance
Formato: Ebook
Uscita: giovedì 10 settembre 2026
Ambientazione (di fantasia): Silvervine, California (Santa Ynez Valley)
Pov: Dual POV, prima persona presente
Heat level: Medio (sensuale, non esplicito)
Trope:  Hidden identity Small town romance, Golden boy,  Firefighters romance, Forced proximity
Family trauma + healing,  Dual POV, Second chances, Slow burn Protector hero




Lei mente per proteggersi. Lui non crede più nell’amore.

Leila Davis
ha ventisei anni quando arriva a Silvervine, California, con un solo obiettivo: ricominciare. Lontano da New York. Lontano dal padre che ha abbandonato lei e sua madre malata. Lontano dal fidanzato che è scappato quando le cose si sono fatte difficili. Ma ricominciare significa anche mentire. Sul suo cognome. Sul suo passato. Su chi è davvero.

Nick Fabbri, trent’anni, è il golden boy di Silvervine. Vigile del fuoco, figlio perfetto, l’eroe che tutti amano. Otto mesi fa il suo cuore è stato spezzato da chi credeva di conoscere meglio. Da allora ha una regola: se qualcuno gli mente, lui si ritrae come da una fiamma. Poi incontra Leila in un bar e lei gli dice di chiamarsi Sky Walker. Lui non ci casca. Dovrebbe scappare. Invece resta.

Perché a volte l’amore inizia esattamente dove non dovrebbe. In una cittadina dove i segreti bruciano più velocemente delle colline. Dove chi salva vite per mestiere deve imparare a salvare anche il proprio cuore. Dove due persone ferite devono scegliere: continuare a proteggersi, o avere il coraggio di lasciarsi andare.

Quando tutto brucia… Resta solo l’amore.

È sempre bello leggere nuove autrici, specie se a fine lettura lasciano comunque qualcosa.

È successo con il romanzo della Conrad, una scrittrice che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo.

La cosa che più mi è rimasta impressa è la passione che ha messo nel descrivere i sentimenti dei protagonisti: vibrazioni che sono arrivate tutte, nessuna esclusa.

E sì, care amiche lettrici, parlo di emozioni, perché tante volte nella stesura di un libro ci si perde troppo sulle ambientazioni o sui costumi; insomma, su tutto quello che io ritengo sì necessario, ma non al punto da rubare l’intera scena.

Qui, invece, il vissuto dei personaggi arriva dritto al cuore.

C’è quello di Leila, disillusa dall’amore in genere: che si tratti di un genitore o di un uomo, chiunque avrebbe dovuto supportarla e accompagnarla, specie nei momenti più delicati della vita, le ha voltato le spalle, lasciandola sola ad affrontare il dolore.

E poi ci sono le emozioni di Nick, un vero golden boy, tradito da chi aveva deciso di amare: una donna e un amico che chiamava fratello.

Questo romanzo racconta di seconde possibilità, ma prima di tutto verso se stessi. Una lotta per combattere la mancanza di fiducia che subentra quando chi doveva tenderti una mano si volta dall’altra parte; quando qualcuno ti tradisce, lasciando il cuore sepolto sotto strati e strati di macerie.

Eppure, in mezzo al caos, alle menzogne e alle mezze verità, due anime che hanno patito le stesse sofferenze si riconoscono e, nonostante la diffidenza iniziale, si cercano.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Nick: la sua dolcezza, quel suo essere presente anche senza che l’altra persona lo chieda.

E mi è piaciuta immensamente la scena di quell’album recuperato per essere salvato dalle fiamme.

Pensateci, amiche lettrici: siamo abituate ai selfie, a fare foto di continuo, ma quante di noi le stampano e le racchiudono in quella che diventa una sorta di capsula del tempo?

Per chi lo fa, quell’album diventa un bene inestimabile e insostituibile, perché racchiude la memoria, e per molti diventa fondamentale quando i ricordi, per una causa o per l’altra, sbiadiscono.

Sono davvero contenta di aver scoperto la scrittura della Conrad.

L’unico appunto riguarda alcuni concetti che, ahimè, ho trovato ridondanti: espressioni che non c’era bisogno di ripetere più e più volte, perché se una cosa è scritta bene, come lei ha ampiamente dimostrato di saper fare, rimane comunque impressa.

Non mi resta che aspettare il secondo volume della serie, di cui l’autrice ci ha già dato un assaggio.

A presto!





21 settembre 2026

RECENSIONE - La Principessa Del Malvagio (Cronache Di Un Regno Infranto Vol. 1) - di Abby McCormick

 





Come ha fatto il mio affascinante principe a diventare così oscuro?

A Porto d’Argento, Gareth, il re stregone, controlla i morti, una principessa maledetta si risveglia e il magnanimo principe Julian si ritrova coinvolto in un intricato triangolo amoroso, in cui si intrecciano amore, potere e forze sovrannaturali. “La principessa del malavagio” reinterpreta le fiabe classiche, sfumando i confini tra bene e male.

Riuscirà Theodora a superare il suo passato tormentato, la magia nera e i suoi problemi di salute mentale in una sinfonia oscura con il comandante in capo dei non morti?

Bentrovate, anime belle!

Oggi vi parlo di un romanzo ad ambientazione fantasy, opera dell’autrice Abby McCormick, che arriva a noi grazie al lavoro di traduzione di Isabella Nanni.

Devo essere sincera: la prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la cover.

Toni grigi in cui spiccano due elementi: il rosso delle rose e il viso di una donna che, quasi con timore, guarda il lettore.

Mi sembrava di osservare una di quelle principesse Disney che vedevo da bambina, ma ad attirarmi realmente è stato il suo sguardo.

Uno sguardo carico di un’emozione che ho poi ritrovato tra le pagine del romanzo.

Il testo narra la storia di una principessa che si risveglia dopo tanto tempo, circondata solo dal pallido ricordo di quella che era la sua vita e di quell’amore che non riconosce più nell’uomo che ormai è divenuto padrone e signore delle arti oscure.

Theodora, o Daisy, si ritrova ad affrontare qualcosa che potrebbe esistere solo negli incubi, circondata da morti che obbediscono a colui che un tempo chiamava amore.

È stata una storia interessante, una sorta di rivisitazione in chiave horror-dark di un mix di favole che abbiamo sempre conosciuto come qualcosa di romantico dalle tonalità rosa.

Qui, invece, fra le righe del romanzo si intravede quella sfumatura quasi gotica e nera, dove l’unica nota di colore è il rosso del sangue, che porta con sé dolore e vendetta.

Una trama in cui gli amici diventano nemici e viceversa, dove si avverte quella costante scia di soprannaturale che va dal risveglio di Daisy fino al finale, il quale lascia uno dei coprotagonisti proiettato in una probabile nuova avventura.

La Nanni ci ha permesso di conoscere un’autrice che mi ha colpita, specialmente per la sua biografia che racconta tanto di sé.

Non ci resta che attendere il secondo volume.

A presto!









17 settembre 2026

RECENSIONE - Dahlia. Il vivaio delle assassine - di Laura Fiamenghi

 



Titolo: Dahlia – Il Vivaio delle Assassine

Autore: Laura Fiamenghi

Editore: DeAgostini

Genere: romance dalle tinte cupe, spy academy, revenge plot, forbidden love, spicy

Autoconclusivo: SI

Data uscita: 9 giugno

Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è... il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo... e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui... Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo... Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Bentrovate, anime belle!

Nuova recensione per Laura Fiamenghi, che ci porta nella spietata realtà del Vivaio.

Sei lettere che, in genere, richiamano un posto fatto di profumi e di colori, ma che si tingono di grigio e di odori sgradevoli quando i fiori si trasformano in veleno, e le grate, nate per proteggere un luogo in cui crescere, diventano una prigione per chi lo abita.

Il Vivaio è il punto d’inizio di questa storia e, tra “fiori” che altro non sono se non agenti spietate e bellissime, c’è lei: Dahlia, la Rifiorentissima, l’agente più preziosa.

Dahlia è legata a un passato che ha scelto di non dimenticare, rifiutando un farmaco che rende più simili ad automi che a esseri pensanti.

Finge; finge di non provare emozioni o dolore, di aver rimosso chi l’ha portata in quel luogo dove si addestrano soldati speciali, e preferisce soffocare i suoi urli contro un cuscino.

Cammina a testa alta e mente agli altri, perché la vendetta è un motore capace di rendere la coscienza ferrea e la volontà d’acciaio.

Ma il destino sa come divertirsi.

Quella stessa missione che l’avrebbe consacrata come la Rifiorentissima diventa il teatro di un bacio che Dahlia conserva nei momenti in cui sta per cedere, lo stesso bacio che si trasforma in uno schiaffo in pieno viso quando si ritrova davanti agli occhi di ghiaccio di Rune.

Rune, un nome che richiama quasi il fantasy, ha una bellezza glaciale come il suo sguardo.

È un maniaco del controllo che dal brutto tenta di creare il bello, e per lui sarebbe tutto più facile se si limitasse ad attenersi ai piani.

In fondo, lui programma ogni minima cosa eccetto lei: l’incognita, la variabile che non era prevista.

Rune e Dahlia sono agli antipodi, eppure è proprio sulla linea di confine che si crea un punto d’incontro, anche uno solo, capace di ridisegnare la vita di due persone.

Il romanzo della Fiamenghi è stato... inaspettato.

La partenza potrebbe sembrare un po’ lenta, ma attenzione, dico “un po’” perché ogni singola parola, ogni movimento o gesto ha un suo preciso perché.

Non mancano i colpi di scena, né gli amici che diventano quella famiglia che non ci viene data alla nascita, ma che si chiude a corolla quando arriva il momento del bisogno.

Ed è proprio in quei passaggi che ho avvertito di più la penna di Laura, come se il suo fosse un tributo a chi non le ha mai voltato le spalle, a chi c’è stato anche nei momenti bui.

Intrighi, segreti, rivelazioni e suspense sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso la storia di Dahlia una bellissima avventura.

Non manca l’ironia che si scorge in tutti i libri di Laura, un modo perfetto per spezzare la tensione senza però creare discontinuità nella lettura.

Lo spicy c’è, senza dubbio, ma non è mai qualcosa di “sporco”: è un atto inizialmente dettato dalla chimica tra i due, che poi diviene un gesto di liberazione e di venerazione verso un corpo che porta cicatrici fisiche, ma anche dell’anima. Perché il male subito, che arrivi da estranei o meno, si tramuta in ferite che non possono essere curate se non con l’amore.

Ed è proprio lì, tra quelle di quel sentimento, che rimani bloccata a guardare loro, Rune e Dahlia.

A guardare lui che, per quanto freddo possa sembrare, si prende cura di lei persino durante quegli incubi che le intrappolano la coscienza.

Mi ha fatto sorridere Rune con quei suoi rimproveri verso le parolacce; in quel momento ho pensato: “Dio, con me perderebbe la battaglia!”.

O forse no, perché a un uomo come lui è davvero difficile negare qualcosa.

Direi che è stato un viaggio stupendo, uno di quelli che ti lascia addosso la curiosità per le prossime avventure e per i personaggi che, sono sciura, sapranno regalarci altre grandi emozioni.

Complimenti a Laura!

Le cinque stelle sono meritatissime per questo romanzo, e un bel un po’ di più vanno a Rune… leggere per credere, amiche!

A presto!