27 luglio 2026

RECENSIONE - Not Today - di Sara Spagnolo




Amore, Vita, Morte…
Un camice bianco. Cento battiti al minuto. Un'anima che non sa più respirare.

Un medico che riesce a salvare una vita si sente invincibile, come un supereroe che salva la città dall’attacco dei cattivi.
Niente è paragonabile alla gioia di sentire il suono prodotto da un cuore che riprende a battere, o al sollievo scaturito dal risveglio di un paziente, dopo settimane intere intrappolato in un sonno profondo da cui sembrava non esserci una via d’uscita.
Ma, purtroppo, non è sempre così.
A volte basta poco per far crollare la nostra armatura sul pavimento; per trasformare la nostra gioia in sofferenza e la nostra forza in impotenza. Perché noi medici siamo consapevoli della presenza di un nemico imbattibile che si appropria ingiustamente della vita di una persona sotto ai nostri occhi, facendoci sentire così inutili e piccoli dinnanzi alla sua grandezza.
Questo nemico, seppur invisibile agli occhi degli umani, l’ho sempre immaginato come un’entità oscura vestita di nero, con un enorme cappuccio volto a coprirgli il viso scarno e grigiastro. E l’odore che emana… sì, quello è inconfondibile.
Sa di dolore e fallimento.
Di perdita e disperazione.
Ha l’odore della consapevolezza che, oltre alla vita e alle cose belle, c’è anche altro.
Qualcosa di inaccettabile che crea sconforto.
Qualcosa di imprevedibile e irrimediabile.
Qualcosa di terribile e spaventoso… come la morte.

Tornerò a essere felice come un tempo, ma… probabilmente non oggi. Riuscirò a sconfiggere le mie paure e i sensi di colpa, ma non oggi. Oggi cadrò, come al solito, nelle loro grinfie. Graffierò l’aria, dimenandomi nel sonno, bloccato nel mio incubo personale da cui cerco disperatamente di fuggire. Annasperò in cerca d’ossigeno nel buio pesto della notte e cercherò invano di impedire al mio cuore di spezzarsi ancora, dinnanzi alla consapevolezza di aver abbandonato Becky per la seconda volta. Un giorno smetterò di sentirmi in colpa per essere ancora vivo, di appropriarmi dell’aria che lei non può più respirare, ma… Non oggi”.



Questa volta vi parlo di un medical romance, che ci avvolge parlando di dolore, amore e paura immensa di lasciarsi andare, e della difficoltà di far entrare qualcuno nuovamente nella tua vita poiché fino a quel momento non hai vissuto ma sopravvissuto…

Pagine malinconiche che però donano la forza di aggrapparsi alla speranza e mi ha dato la possibilità di immergermi nelle atmosfere mediche (io sono una fan di Grey’s Anatomy), quindi ho avvertito sulla pelle la tensione medica ed emotiva che oggi giorno i dottori vivono ogni giorno…

Una storia che sa di umanità, forse è un qualcosa che al giorno d’oggi abbiamo perso ed è per questo che le pagine scritte in questo romanzo mi hanno conquistato.

Questa storia ruota intorno a quattro protagonisti tutti con profonde ferite non visibili ad occhio nudo ma che hanno profondamente segnato le loro esistenze, Edith e Eli hanno catturato il mio cuore con le loro storie.

La prima è fredda sembra senza nessun sentimento e senza cuore, in realtà il suo cuore è bisognoso di un amore vero. Dietro ogni suo gesto, dietro ogni sua parola si nasconde una grande solitudine…e poi c’è Eli, un ragazzo da amare e proteggere, brillante nel suo lavoro e incredibilmente empatico, nonostante conosca il dolore continua a essere gentile…tutto ciò manda in confusione Edith perché lui riesce a farla sentire non più sola e nonostante lei lo mandi via, lui resta…sempre...

Pagine bellissime che meritano di essere lette e rilette, pagine che difficilmente di dimenticano…pagine che restano!




 

RECENSIONE - La Moglie del Dottore - di Daniel Hurst




Lui crede che il suo segreto sia al sicuro. Ma lei conosce la verità…

Mio marito è un medico. È intelligente, affascinante, e tutti si fidano di lui.
Tranne me.
In apparenza, ho tutto: il matrimonio perfetto, il marito perfetto, la vita perfetta. Ma la verità è tutt’altra.

Il
dottor Drew Devlin non è l’uomo rispettabile che finge di essere. Il motivo per cui ci siamo trasferiti in questa splendida casa antica, con la vista mozzafiato sul mare, era lasciarci il passato alle spalle. Doveva essere un nuovo inizio per entrambi.

E invece ho scoperto che mio marito mi ha mentito ancora. Sta usando il potere che ha nel suo lavoro per manipolare la vita delle persone, per ottenere esattamente ciò che vuole – a qualsiasi costo.

Ma mi ha sottovalutata. In questa grande casa isolata ho avuto tutto il tempo per riflettere su ognuno dei suoi errori.

E mio marito non ha la minima idea di ciò che sta per accadere…

Un thriller psicologico assolutamente travolgente, pieno di colpi di scena mozzafiato! La moglie del Dottore è un romanzo bestseller n.1 che vi terrà svegli fino a notte fonda. Se avete amato La coppia perfetta, L’amore bugiardo e Una di famiglia, vi lascerete conquistare da La moglie del Dottore.

La moglie del dottore è il primo di due volumi di Daniel Hurst. Si tratta di un thriller psicologico incentrato sulla storia di una coppia, il dottor Drew Devlin e sua moglie Fern, che si trasferisce dalla caotica Manchester alla più tranquilla Arberness, in una casa su Solway Firth “una distesa d’acqua tra l’Inghilterra e la Scozia”. Il loro matrimonio sembra felice: Drew è un medico apprezzato da tutti, è un bell’uomo di cui la moglie va fiera, ma…è fedifrago…e il peggio è che sua moglie lo sa!

Scritto in doppio pov, quello di Fern e di Drew, questo libro è un thriller particolare: non ho trovato ambientazioni o macchinazioni mentali lugubri, al contrario ho trovato la signora tradita deliziosamente sottile e a tratti divertente nella sua narrazione riguardante il suo aver voluto dare una ulteriore chance al marito. Fern è straordinaria e riesce a sorridere e a far sorridere il lettore grazie al suo humor assolutamente britannico: non è una “poveretta tradita”, è una donna consapevole che prende in mano la situazione. Facendo il confronto con lei, i co-protagonisti un po’ perdono e addirittura la donna che le ha rubato il cuore del marito, nonostante sembri più sofisticata e più bella di lei, risulta più che altro del tutto diafana e senza incisività.

La narrazione risente del tono ironico di Fern e ci offre così una lettura leggera e scorrevole, a tratti divertente. Ovviamente si tratta di un thriller quindi c’è anche il colpo di scena che non ti aspetti!

Piacevole.






 

16 luglio 2026

RECENSIONE - HAVEN – Tempeste infrante - di Tiziana Lia




Titolo: HAVEN – Tempeste infrante (terzo volume autoconclusivo della serie)

Serie: 4FOUR

Autrice: Tiziana Lia

Genere: romance contemporaneo

Sottogenere: Small town romance

Tropes: Grumpy vs Sunshine, Emotional Healing, Broken hero, Starting Over

Data pubblicazione: 15 luglio 2026 su Amazon

Formati disponibili: ebook, cartaceo (con impaginazione adatta anche ai dislessici)

e su Kindle Unlimited


Nota: scritto in terza persona, narratore interno, con pov alternati



Noah Silvestri non è uno che punta il dito, se non contro se stesso e ciò che ormai non può più cambiare.

Dopo aver lasciato Milano, si rifugia a Brambleshore, un villaggio inglese affacciato sul mare, convinto di non avere più nulla da perdere. Taciturno, schivo e segnato dal proprio passato, desidera soltanto lasciarsi alle spalle il caos del mondo.

Annie Thompson, psicologa brillante e dalla battuta pronta, dopo mesi difficili, si rifugia nel Seabreeze cafè, nei dolci che prepara ogni mattina e in quel borgo che lentamente sta rifiorendo.

L’ultima cosa che si aspetta è incrociare di continuo in un tipo che la destabilizza con un solo sguardo.

Testardi e orgogliosi, scontrarsi è inevitabile: lei è determinata a scoprire chi si nasconde dietro l’uomo che combatte ogni giorno per dimostrare chi è davvero, lui sa che l’attrazione esplosa tra loro non potrà mai portare a nulla.

Ma Brambleshore sembra avere un modo tutto suo di agire, costringendoli a fare i conti con quanto entrambi in realtà sfuggono.

Permettersi di sognare, però, non è per tutti, soprattutto sotto il peso di un giudizio capace di mandare in frantumi ogni certezza.

Perché alcune tempeste travolgono ogni cosa, e soltanto chi trova il coraggio di attraversarle può capire dove sentirsi finalmente al sicuro.


Haven –tempeste infrante è il terzo volume autoconclusivo della quadrilogia 4four di Tiziana Lia.

Nell’immaginario villaggio inglese di Brambleshore affacciato sul mare, giunge Annie Thompson, affermata psicologa, ma in crisi, per aiutare la sua ex tata che l’ha cresciuta come una figlia e che ora sta poco bene. Annie è anche in crisi: nonostante sia una psicologa in gamba, inizia ad avere dubbi sulla sua strada professionale. È necessaria per lei una battuta d’arresto in una confort zone e questa è Brambleshore con la sua gente, il suo calore e la sua voglia di rinascere da un periodo oscuro causato da una cattiva gestione politica in passato. Partita per restare pochi giorni, Annie decide di rimanere più a lungo.

A Brambleshore si è trasferito, ormai da sette mesi, anche Noah, il protagonista maschile e terzo elemento dei 4Four, i quattro punti cardinali, “quello meno aperto, il guerriero ferito, oscuro come l’Ovest”. Anche per Noah, Brambleshore è un “haven”, un rifugio e, nonostante sia un uomo schivo, non si risparmia per nessuno e si adopera per il villaggio integrandosi perfettamente con gli abitanti che lo considerano uno di loro. Eppure, nonostante si doni agli altri con generosità, Noah è ombroso, ha ferite dentro e fuori il corpo che nessuno conosce, perché lui stesso le protegge e le scherma. È un uomo complicato, forte, provato dalla vita più e più volte: un’infanzia difficile e infelice, sventure e guai senza sosta che sembrano volerlo spezzare, avversità che tentano di togliergli, dopo le cose materiali, anche ciò a cui lui tiene di più: la dignità. È vero, Noah ha commesso diversi errori nel passato (chi non ne fa?) che, a causa di un’eredità neanche cercata e voluta, i cattivi della storia vogliono ritorcergli contro… ma lui non ci sta: la sua dignità e il suo onore non si toccano!

Bello questo gigante dalla battuta schietta e intelligente che riesce a mettere Annie continuamente di fronte ai suoi pregiudizi in modo severo, diretto, forse nella speranza che lei riesca ad abbatterli per accettare gli errori inconfessabili di lui; stupende le sue indecisioni e le lotte fra cuore e ragione quando si tratta di Annie, fantastica confusione stretta in due frasi: “Certo che no. Certo che sì”, che dicono tutto e che espongono quello che sembra un uomo granitico in tutta la sua vulnerabilità, perché Noah è sì un lottatore, forte e tenace, ma lo è diventato perché non ha avuto scelta, e quello che custodisce dentro è un cuore grande che ne fa un uomo protettivo e solido.

Devo dire che dinnanzi a un protagonista maschile così di spessore, la protagonista femminile non può non essere alla stessa altezza. Anche Annie ha una personalità complessa: con lei siamo davanti a una donna con una professione avviata, ma che sembra aver perso la bussola e cercare “la strada giusta”; che era sicura di molte cose come di avere una mente aperta e moderna, ma si ritrova a fare i conti con se stessa e con pregiudizi che non sospettava di avere; che nonostante sia adulta non ha ancora risolto un rapporto conflittuale con i genitori di cui teme giudizi e decisioni… eppure è sempre lei che quando Noah crolla sotto i colpi del destino lo spinge a contrattaccare, a non lasciarsi sopraffare perché finalmente ha tolto il velo del pregiudizio ed è andata “oltre”.

Due personaggi già formati, ma comunque in crescita e maturazione ulteriore nel corso del romanzo, questi di Annie e Noah che non si può non amare.

Un pensiero a parte vorrei dedicare a un altro tipo di amore, quello visto in un’altra fascia d’età, quella di Millie Tim ormai anziani, un amore fatto di rimpianti, di senso del tempo perduto e irrecuperabile, di saggezza nel voler impiegare in modo differente e consapevole il tempo rimasto a loro disposizione. Un amore maturo, nato diversi anni prima e fatto di privazioni, ciononostante bello, puro, “vero”.

Anche in questo terzo volume l’autrice ci avvolge con una narrazione a tutto tondo e con vicende che ammaliano e trascinano con flusso continuo mettendo in evidenza anche la circostante vita che si snoda nel villaggio con i suoi personaggi secondari, ma mai banali e sempre finalizzati alla trama. Un ottimo lavoro, davvero!