I due non hanno nulla in comune – lui vive per lo sport, lei per le parole – ma qualcosa di profondo li lega e avvicina pericolosamente, qualcosa di reale e del tutto imprevisto.
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Eccoci
ritornati a casa… ebbene sì, perché ci sono autrici che è questo che sono per
la sottoscritta: casa.
Carmen,
poi, la seguo dai primi romanzi che ha pubblicato e ogni volta è un colpo al
cuore con le sue storie.
Ma
torniamo a questo suo nuovo romanzo: In gioco per amore. Sport romance.
Okay,
attenzione: “sport romance” e qui qualcuno potrebbe dire che siamo al solito
cliché della tipa che risulta sempre meno rispetto al palestrato di turno con
un solo neurone che scivola verso sud… Beh, errore.
Carmen
modella i suoi personaggi, che non sono quelli che leggi in altri romanzi.
Si
chiama anima e lei riesce sempre a metterla in ogni suo scritto, che diventa
una sorta di montagna russa; niente è scontato, nemmeno lui: Travis Tanner.
Travis
e il suo ego smisurato, ma anche quel legame con un padre di cui vuole
realizzare il sogno.
Travis
e il suo amore per lo sport, la sua lingua tagliente, che si scontra
inevitabilmente con lei: Claire Bennett.
Claire
è un po’ tutte noi, quelle autrici che si fanno film mentali, che incorrono
nell’incubo della pagina bianca per poi riprendere a scrivere come possedute
quando c’è qualcosa, o meglio qualcuno, che dà inizio all’incipit della storia.
Travis
vs Claire ed è guerra senza esclusione di colpi, o meglio di termini, visto che
il punto forte del romanzo sono proprio quei dialoghi costruiti a regola d’arte
che ti tengono incollata alle pagine e che quelle stesse pagine te le fanno
sfogliare fino all’ultima con il sorriso sulle labbra e una grande emozione.
Specie
sul finale, quando uno “scusa” racchiude un po’ il senso del romanzo.
Siamo
vittime di una società costruita sui pregiudizi e non ci rendiamo conto di
quanto questo possa gravare sulle spalle del malcapitato.
Nel
caso di Travis tanto malcapitato non è, eh – insomma, la nomea di killer
seriale di cuori infranti se l’è costruita per bene – ma davanti all’ingenuità
di Claire, davanti a quegli occhi pieni di sogni, alle pareti colme di libri,
tutto crolla e a rimanere è il silenzio rotto dal rumore del cuore che pompa a
ritmo anomalo.
Non
sono le pulsazioni dovute alla fatica di una corsa o di un allenamento, è
qualcosa in più: il famoso muscolo involontario che non chiede il permesso a
nessuno.
Lei
che abbatte la ragione, distrugge la corazza che il bel Travis si è costruito
attorno e lo fa a ogni battuta che scambia con la sua “dolcezza”, a ogni
battaglia verbale che ti fa sentire l’attrazione nell’aria.
Non
servono troppe scene spicy per far avvertire l’elettricità fra due persone.
Oh
no no, signore: quel che un lettore apprezza, il più delle volte, è la
scintilla che scocca grazie a uno sguardo, a una parola pronunciata per
difendersi, a due corpi sì vicini ma che non si sfiorano realmente.
Tutto
misurato con Carmen, lei che ha la capacità di farti sognare e di cui vuoi
leggere sempre di più e che ho rivisto in Claire nel suo essere discreta,
nell’amore che mette quando inizia un nuovo romanzo.
Dacché
la conosco ho sempre apprezzato la sua semplicità e l’amore incondizionato che
mette nelle sue creature di carta.
Lo
senti, avverti l’emozione in ogni battuta dei suoi personaggi, in ogni intro ai
capitoli pieni di quelle nozioni che Carmen ha acquisito negli anni, negli
occhi lucidi che scorgi mentre annuncia una sua nuova uscita.
E
a me non resta che aspettare una tua nuova storia, Carmen, piena di quei
sentimenti che rimangono anche dopo diversi giorni.
A
presto





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