30 giugno 2026

RECENSIONE - Emotional Scars - di Denise Spagnolo




Romanzo psicologico con sfumature Dark dalle tropes: Morally Grey, Angst, Emotional Scars, Traumatic Past e Touch her and die.

Nolan Clark rappresenta tutto quello che ogni ragazza desidera. È ricco, bello, misterioso e dannato. Inarrivabile per chi come Nives Meyers preferisce vivere i suoi anni universitari in disparte. All’ombra di chi ostenta e arricchisce la propria esistenza di apparenza e superficialità. Perché lei non ama mostrare la sua vera essenza e tutte le cicatrici che si porta addosso, ma soprattutto dentro. Preferisce nasconderle perché nessuno capirebbe quanto dolore si cela dietro di esse, nessuno comprenderebbe la sua paura di essere guardata in modo diverso. La compassione, essa proprio non è contemplata nel suo modo di vivere e di andare avanti, nonostante tutto quello che ha passato.
Al contrario, Nolan è molto popolare ed è sempre circondato da belle ragazze. È il re indiscusso delle feste e degli eccessi ed è a capo della
Puma’s House, una delle confraternite più in voga dell’università.
I due sembrerebbero appartenere a due mondi diversi. Eppure a legarli indissolubilmente basterà una sera qualunque fuori da un locale in cui lei, vittima di un attacco di panico, si accascerà per terra in balia di un vecchio ricordo del passato che vorrebbe solo dimenticare. Eclissare dalla propria esistenza pur di andare avanti e vivere felice e spensierata come ogni ragazza della sua età.
Succede questo se in passato sei stata vittima di violenza.
Se è stato proprio l’uomo che ti ha cresciuta e ha giurato di amarti e di proteggerti ad abusare di te.
Non dimentichi.
Non lo superi.
Sopravvivi e basta.
Nolan d’altro canto quella sera si è rispecchiato molto in lei e nella tempesta emotiva in cui era naufragata. Per questo non riesce a smettere di pensarci. Di provare un senso di protezione nei confronti di quella ragazza tutta lentiggini che ha rapito il suo interesse sin dal primo istante.
Ma non può permettersi tale lusso. Per questo cercherà in tutti i modi di tenerla a distanza di sicurezza. Trattandola da schifo e umiliandola pur di farle capire che non è, e mai sarà, il bravo ragazzo che lei crede.
Perché non può avere legami.
Non può provare dei sentimenti nei confronti di nessuno.
Farlo significherebbe ammettere di avere delle debolezze.
E non può permettersele dal momento che lui – il mostro della sua storia – non aspetta altro da anni.

Tra tira e molla, ricordi del passato, incomprensioni, cicatrici emotive condivise e tradimenti inimmaginabili, Nolan e Nives riusciranno a viversi il loro amore? O sarà solo un sentimento destinato a finire in tragedia?



Felice di ritrovare la penna di questa autrice. Avendola già letta in passato, sapevo quanto fosse coinvolgente, ma con queste nuove pagine si è superata. Mi sono ritrovata immersa in un amore travolgente, uno di quelli che trascina il lettore senza quasi dargli il tempo di rendersene conto.

Le tematiche affrontate sono davvero dure, ma con garbo ed equilibrio, nulla è stonato, anzi c’è sempre il fiorire della speranza che nasce nonostante tutto…

Nolan ragazzo forte, da cui è meglio tenersi lontano…almeno in apparenza. Nives comprende immediatamente che la sua durezza è solo una maschera che ha creato per riuscire a sopravvivere all’ingiustizia, poiché lui fa di tutto per proteggere chi ama…

Nives, ragazza dolce e forte allo stesso tempo, che nasconde a tutti il suo dolore, ha un coraggio indescrivibile, ammetto che mentre leggevo le lacrime sono arrivate senza permesso, ma non vi scrivo il motivo, perché questo romanzo merita la sua lettura, per riuscire a donare a ogni lettore le emozioni che suscita.

Lei riesce a volare nonostante tutto, riesce ad amare nonostante tutto, i protagonisti sono anime che sanno amare nonostante il dolore e si completano, grazie al loro amore veramente puro e vero.

È una storia che colpisce, ma che secondo me va letta con calma, per riuscire a comprendere tutto, ti emozioni, ti commuovi e rifletti. Un romanzo completo che io rileggerò perché è stato un viaggio che voglio rifare.





 

RECENSIONE - Nei tuoi occhi - di Valerie Moore

 



Titolo: "Nei tuoi occhi"

Pseudonimo: Valerie Moore

Autoconclusivo

Autopubblicazione su KDP

Genere: Historical Romance (Regency-Victorian)

Trope:  Grumpy x Sunshine - Guardian Ward - Age Gap -  First Love - Impossible Love

Lunghezza: circa 370 pagine

Data di uscita: 25/06/2026


Inghilterra, 1825

Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke, è stato a lungo un alto ufficiale dell’esercito britannico fino a quando, amareggiato e disilluso, non ha deciso di abbandonarlo e condurre una vita solitaria. 

Lady Susan Warrington è la giovane nipote del Visconte di Maybourne, con il quale vive. 

A dodici anni, a causa di una malattia improvvisa, ha perso la vista. 

Da quel momento ha trascorso la sua giovinezza isolata nello Yorkshire, tra le amorevoli cure del nonno deciso a non farle pesare la sua condizione.

Quando il Visconte scopre di essere gravemente malato, chiede a Lord Rockwell protezione per la nipote. 

James, infatuato della ragazza sin dal primo istante, decide comunque di tenere fede alle ultime volontà dell’uomo, assumendo il ruolo di suo tutore ufficioso e aiutandola a cercare un giovane pretendente che possa garantirle sicurezza.

 L'attrazione tra i due è travolgente ma, dopo essersi feriti a vicenda nel tentativo di negare i sentimenti che provano, per poter coronare il loro amore dovranno fare i conti con i propri pregiudizi: Susan scoprirà tutta la sua forza mentre James dovrà accettare il rischio di essere amato per quello che è.




Bentrovate, anime belle, 

con una nuova recensione per uno storico ambientato nell’Inghilterra del 1825, un’epoca molto cara alle lettrici.

In questo mese di giugno mi sono trovata a leggere romanzi di autrici emergenti; mi ero ripromessa di dare una possibilità alle scrittrici meno note, perché è giusto che nuovi nomi si aggiungano a quelli che già conosciamo.

Molte di loro si sono rivelate una splendida scoperta, tanto da farmi commuovere ed emozionare come non succedeva da un po’.

A mio parere, fra le loro righe si avverte una magia che forse si è parzialmente persa: quella che ti porta a pubblicare perché senti la storia profondamente tua, perché vivi in simbiosi con i protagonisti e avverti la pura necessità di farsi scoprire.

Lungi da me criticare le autrici più celebri, ma credo sia giusto dare un’opportunità a chi un nome deve ancora costruirselo, specie se ha avuto il coraggio di esordire con uno dei generi più complessi e strutturati dal punto di vista della ricostruzione: lo storico.

Ma veniamo all’autrice e alla sua umiltà nel chiedere un’opinione reale sul proprio scritto; parliamo di come sia sapientemente riuscita a catapultarmi in un’epoca dove una disabilità fisica significava l’emarginazione sociale.

Valerie è stata magistrale nella descrizione sensoriale di questo limite.

 Lady Susan è cieca dall’età di dodici anni e non è facile descrivere la quotidianità di chi vive avvolto dalle tenebre; non è semplice far percepire al lettore come una fanciulla riesca a destreggiarsi avendo come unico supporto un magnifico cane da assistenza.

La perdita della vista ha acuito gli altri suoi sensi, fra cui l’udito, e la musica che produce toccando i tasti bianchi e neri del pianoforte incanta chiunque l’ascolti. Susan vive nel suo buio, guidata da una voce che diviene per lei un amico, un conforto e un sostegno; una voce che la fa emozionare, facendo battere un cuore che non ha ancora conosciuto l’amore.

Quel tono appartiene a Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke: un uomo che, al contrario, ha l’oscurità dentro al cuore.

James arriva quasi per caso in quella residenza e rimane folgorato da una fanciulla che sembra un angelo.

Come sapete, non sono solita riassumere la trama, preferisco trasmettere ciò che un romanzo mi lascia, e qui le emozioni sono state intense.

L’arco di trasformazione dei personaggi è stato studiato alla perfezione.

La tecnica dello show don’t tell si rivela qui fondamentale per l’immersione del lettore: Susan non vede, ma ci permette di vedere attraverso ciò che sfiora, sente e tocca.

Non nego di essermi emozionata davanti alla sua fragilità, ma anche dinanzi alla sua forza: cade più volte nel corso della vicenda, ma si rialza sempre, fino a trasformarsi in una guerriera che abbatte i limiti che gli altri, anche inconsciamente, le impongono.

Ho adorato James, la sua pazienza e quella dolcezza che forse non sapeva nemmeno di possedere, oltre alla consapevolezza maturata quando comprende che non amare Susan sarebbe solo un’autopunizione.

Il finale, poi, è meraviglioso. Non c’è una sola stonatura nell’opera della Moore: lo sviluppo della trama e la gestione dei micro-climax, fino ad arrivare a quello finale, dimostrano un’attenta progettazione narrativa.

 I dialoghi, gestiti anch’essi in modo magistrale, diventano una vera e propria mappa dei sentimenti dei protagonisti.

 L’unica piccola sbavatura a livello di macrotesto trova un’esauriente spiegazione nelle note dell’autrice, che vi invito a leggere.

Vi consiglio caldamente la lettura di questo romanzo che, fidatevi, non vi deluderà. Rinnovo i miei complimenti all’autrice, insieme a un grazie per la sua umiltà (ti prego, Valerie, non perderla mai) e per tutto ciò che mi ha donato con questa storia.

A presto!

 





26 giugno 2026

RECENSIONE - Ghost Love Song - di Tarja Manson

 




Titolo: Ghost Love Song

Autore: Tarja Manson

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: romantasy

Trope:#Ghostromance#smalltown#hauntedcastle#vergefulspirit#thementor

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 24/06

Pagine: 250 circa

Autoconclusivo: sì



Estate 1998

 

Luna sta attraversando un periodo di crisi e dolore personali quando, ai piedi dell’antica fortezza che domina il borgo, vengono ritrovati due corpi senza vita, riaccendendo antiche leggende e superstizioni.

Guidata da Michele, figlio del guardiano del castello, Luna esplora la fortezza ed è l’inizio di un incubo. Lasciata da sola nella torre diroccata, la ragazza entra in contatto con Angelo, lo spettro di una guardia del XVII secolo rimasto intrappolato per secoli tra quelle pietre.

Ignorando il buonsenso, Luna torna da lui notte dopo notte e, fra passaggi segreti e confessioni sempre più intime, scopre la sua storia.

Tra presenze e Male profondo, l’estate del 1998 nasconde pericoli molto più grandi di quanto Luna sia in grado di affrontare.

 



Bentrovate, anime belle,

nuova recensione per la O.D.E. Edizioni, che ci presenta un romanzo appartenente al genere che più amo: il Romantasy.

Ho letto decine di libri a riguardo, ma questo è del tutto singolare.

Mi è piaciuto?

Tanto che non riuscivo a staccarmi dalle pagine.

Vi si racconta la storia di Luna, una ragazza che sta attraversando uno dei periodi più bui della sua vita, quello in cui ogni certezza crolla: dall’amore all’amicizia, fino alla famiglia.

Ma è proprio quando si perde la speranza che arriva un miracolo, e non è detto che appartenga al mondo terreno.

La penna dell’autrice delinea alla perfezione le emozioni e i sentimenti della protagonista, che si trova catapultata in un mondo dove il reale si sovrappone all’incorporeo, e dove un angelo sarà capace di ribaltare ogni sua convinzione.

La cura nei dettagli e nella manipolazione delle leggende che aleggiano intorno al maniero di Aci Castello, nella bella Sicilia, ha reso tutto magico e vivo.

Mi è sembrato di essere lì con lei, una ragazza che si mostra forte ma è fragile di fronte al male: quello che viene dagli inferi, nato da un amore malato e protrattosi nei secoli.

Sul finale mi sono commossa per le parole di Angelo, per la reazione di Luna e per il suo perdere e ritrovare un po’ se stessa.

I dialoghi, gli amici che gravitano intorno alla protagonista e, per finire, quella nostalgia che viene dai tempi dei vecchi cellulari hanno completato l’opera.

Sono rimasta colpita e affascinata da questa lettura, che si annovera fra le mie preferite di questo anno editoriale.

Spero di cuore di poter leggere altro della Manson perché, come dico sempre, tutti possono scrivere Fantasy, ma pochi arrivano al cuore.

Le cinque piume sono meritatissime, anche se il romanzo ne varrebbe davvero di più.

A presto!