Titolo:
Gocce
d’argento
Autore: Alessandra
Cicerano
Editore:
O.D.E. Edizioni
Genere: Historical romance
Trope: Friends to Lovers, Second Chance, Broken Hero, Touch her and die, Forbidden Love
Pov: terza persona
focalizzata
Prezzo ebook: € 3,49 Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 30/09
Pagine: 350 circa
Autoconclusivo: sì
Raoul
ha combattuto per anni come mercenario con il nome di Lupo, imparando a
soffocare ogni sentimento prima che diventasse una debolezza e a dimenticare
Ponteripa, la sua casa, e il ragazzo che era un tempo.
Adelisa
ha consacrato la sua vita alla medicina e ai segreti antichi delle erbe. Ma in
un'epoca dominata dall'ignoranza, la cura è una colpa e la conoscenza viene
chiamata stregoneria.
Quando
un'epidemia mortale inizia a dilagare i destini di Raoul e Adelisa si
scontrano.
Lei
diventa il bersaglio della superstizione e della caccia alle streghe e il Lupo
comprende che non sta lottando solo per salvarle la vita, ma anche per
preservare l'unica parte di sé che la guerra non è riuscita a uccidere.
Bentrovate,
anime belle!
Oggi
si torna al romanzo storico con la nuova opera di Alessandra Cicerano, edita da
O.D.E. Edizioni.
Avevo
già apprezzato lo stile di questa autrice nel suo libro d’esordio, Rubino
Rosso Sangue, ma con Gocce d’argento le emozioni sono state così
intense che l’ho divorato in una sola notte.
La
Cicerano ha un modo di scrivere che coinvolge tutti i sensi.
Il suo non è un semplice romanzo storico: è ricerca, cura dei personaggi e dei dialoghi.
Le fonti sono verificate e precise, ben lontane da informazioni
buttate lì a caso; c’è un’attenzione meticolosa ai dettagli, che vanno dai
costumi alle abitudini di un tempo lontano.
E,
in mezzo a tutto questo, batte il cuore di un sentimento tra due persone che
gli anni non hanno scalfito.
C’è
la rabbia, il rancore per le parole non dette, e poi c’è quell’amore profondo
che porta una persona a rinunciare all’altra pur di non distruggerla.
I
protagonisti, Raoul e Adelisa, sono un incastro imperfetto in un’epoca che
pretendeva la perfezione.
E
proprio su di lei, Adelisa, mi voglio soffermare.
L’autrice
ha saputo tessere una trama che mette perfettamente in evidenza come le donne
del tempo dovessero, purtroppo, combattere contro l’ignoranza.
All’epoca,
infatti, una femmina che usava la testa veniva etichettata come strega, e non
vista semplicemente come una donna capace di curare attraverso lo studio.
Una medichessa… non sentivo questo termine da quando frequentavo l’università.
E, questo dettaglio, mi ha fatto capire, pagina dopo pagina, quanta ricerca
approfondita ci sia dietro alla narrazione.
L’autrice
non ha inserito nozioni storiche senza dare una spiegazione, e questo mi è
piaciuto moltissimo.
La
sua penna, per nulla pesante, guida il lettore a comprendere ogni dinamica,
persino la scelta della protagonista di utilizzare una pianta curativa al posto
di un’altra.
Quella
di Gocce d’argento è una storia affascinante.
Passa
decisamente in secondo piano il fatto che Ponteripa sia una licenza poetica e
non esista nella realtà, perché il lettore, tra quelle mura, ci entra davvero
insieme ad Adelisa, ci ritorna con Raoul e varca quelle porte accanto a tutti i
personaggi secondari che fanno da perfetta cornice ai protagonisti.
Ho
apprezzato molto, infine, Il taccuino delle erbe di Lisa, che attenzione
non è frutto di fantasia, ma è anch’esso il risultato di uno studio accurato.
Non
mi resta che consigliarvi caldamente questo romanzo.
Ringrazio
l’autrice per questa meraviglia che ha creato e la casa editrice O.D.E., perché
ancora una volta si dimostra una delle poche realtà serie presenti sul mercato.
Anche in questo va fatta una distinzione,
imparatelo signore: c’è chi tratta i libri come semplici numeri, e poi ci sono
Barbara e Anna, che invece si prendono cura di ogni scritto come se fosse un
tesoro prezioso.
Alla
prossima!
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