07 luglio 2026

RECENSIONE - Una coda tra i bucaneve - di Sara Colombo

 



Nel tranquillo borgo di montagna in cui è cresciuta, Annabel ha costruito un rifugio sicuro: la sua bottega artigianale di articoli per l'infanzia, un luogo di pace che la protegge dai traumi del passato. La sua routine rassicurante viene stravolta dal ritrovamento di Sierra, uno splendido Pastore Svizzero smarrito nella neve. Seguendo le tracce del cane, Annabel entra nella vita del piccolo Noah, un bambino dal cuore grande schiacciato dall'assenza emotiva del padre Sebastiano e dall'ostilità di una futura matrigna manipolatrice. Sebastiano è un uomo chiuso nel proprio dolore, abituato a fuggire dai sentimenti per sopravvivere a un grave lutto. L'incontro con Annabel scardina le sue difese e lo costringe a guardare in faccia la realtà della sua famiglia. Sullo sfondo di paesaggi innevati e intime tradizioni di paese, i due protagonisti intraprendono un percorso di avvicinamento e scoperta reciproca. Guidati dall'istinto puro di un animale eccezionale e dalla saggezza di una nonna capace di leggere i segni del destino, Annabel e Sebastiano affrontano i propri demoni. Sceglieranno di darsi una nuova possibilità per costruire la felicità che hanno sempre desiderato?


Lo so, fuori ci sono trenta gradi all'ombra, l'asfalto si scioglie e l'unica cosa a cui riuscite a pensare è il condizionatore. Ma se vi dicessi che ho trovato il modo perfetto per rinfrescarvi le idee e scaldarvi il cuore? Ho appena finito di leggere l'ultimo romanzo di Sara Colombo, Una coda tra i bucaneve, e lasciatemi dire che è stata la fuga ideale dalla calura estiva.

C'è un superpotere speciale nel leggere libri invernali a luglio: ti isolano dal mondo. Mentre fuori l'estate spinge al massimo, tu ti ritrovi catapultata tra le nevi di un borgo di montagna, avvolta da un'atmosfera così vivida che ti sembra quasi di respirare quell'aria frizzante. E la storia? Una vera e propria carezza, di quelle che ti entrano dentro con delicatezza e non ti lasciano più.

Parla di rinascite, di ferite che bruciano ancora e di quelle seconde occasioni che la vita ti sbatte in faccia quando meno te lo aspetti.

La storia si sviluppa intorno ad Annabel, una donna che si è rifugiata nella routine della sua bottega artigianale, un piccolo angolo di paradiso protetto dalle montagne, convinta di aver finalmente trovato la pace dopo le sofferenze del passato. Ma il destino, si sa, ha modi bizzarri di farsi vivo. In questo caso ha il pelo candido e il muso dolcissimo di Sierra, uno splendido Pastore Svizzero che si è smarrito.

È proprio seguendo le impronte di Sierra che Annabel finisce per stravolgere la sua vita. Incontra il piccolo Noah, un bimbo dolcissimo, e suo padre Sebastiano, un uomo che ha costruito un muro altissimo intorno a sé dopo una terribile perdita. Una difesa estrema che, purtroppo, sta finendo per soffocare anche il figlio.  Il tutto mentre sullo sfondo si muove l'ombra decisamente poco rassicurante e manipolatrice di una futura matrigna, un'antagonista che, credetemi, vi farà venir voglia di prenderla a schiaffi!

L'incontro tra Annabel e Sebastiano vive di una forte tensione iniziale, un mix pazzesco di silenzi e barriere, dovuto soprattutto alla ferrea volontà di lui di tenerla a distanza specialmente dal figlio.

La penna di Sara Colombo è magistrale nel descrivere come queste barriere inizino lentamente a cedere. Sullo sfondo di paesaggi innevati da fiaba e di calde tradizioni di paese, l'autrice tesse una trama romantica e psicologica di grande impatto.

E poi ci sono loro, le due "guide" della storia che vi faranno innamorare. Da una parte Sierra, che con il suo istinto puro fa da collante tra queste anime spezzate, e dall'altra la nonna Lucilla, una figura meravigliosa che custodisce quella saggezza antica di montagna, capace di leggere il destino prima di chiunque altro.

Una coda tra i bucaneve non è solo una storia d'amore, ma un viaggio di guarigione familiare. I bucaneve, fiori capaci di bucare il ghiaccio per fiorire, diventano la metafora perfetta di Annabel, Sebastiano e Noah. Una lettura emozionante, fluida e profondamente toccante, che fa commuovere e lascia con una grande certezza: c'è sempre spazio per una nuova possibilità di felicità, basta avere il coraggio di seguire le impronte giuste.




03 luglio 2026

RECENSIONE - Volevo solo i suoi capelli: "La mia verità oltre il silenzio" - di Tixi V.




Non è una favola.È la mia pelle.È la mia verità.In questo primo volume, l’autrice rompe un silenzio durato decenni per raccontare un'infanzia dove l'amore è stato barattato con l'abbandono. Dal profumo di latte e biscotti della casa dei nonni, al degrado di una cucina popolare dove una porta chiusa a chiave separava una madre dai gemiti di una figlia sacrificata.Tra un padre assente e una madre che sceglie di non vedere,questo memoir crudo e senza filtri ripercorre i momenti che hanno segnato una vita: il rossetto rosso di una bambina, un pugno in pieno viso e l'orrore delle tre di notte.Questa non è solo una storia di violenza, ma l'urlo di chi ha deciso di spalancare le porte del buio per tornare finalmente a respirare.

Un racconto crudo e, purtroppo, vero. 
Una narrazione senza infiorettature: semplice, lineare e tremendamente da brividi: non perché sia horror, anche se è molto peggio. La storia di una bambina che non vive la sua infanzia come dovrebbe, che si fa scudo contro le brutture dei grandi con tutti i mezzi che conosce, continuando a vedere in loro, nella sua infinita innocenza, qualcosa di buono, che si aggrappa all’unico amore che vorrebbe con sé, sua madre, la “sua Regina”… e poi scoprire, nonostante ne abbia una percezione remota dentro di sé, che proprio la sua regina è anaffettiva e di lei non avrà altro che “i suoi capelli” stretti fra le mani solo per il tempo, breve, di cadere fra le braccia di Morfeo…
Una storia di violenza morale, psicologica e fisica… una storia che ti lascia muta, senza parole, perché non c’è niente di appropriato da dire, perché qualsiasi parola di conforto è inadeguata… qualsiasi commento non ha motivo di esistere se è sulla base dell’inesperienza e della non conoscenza… e io non dirò nulla se non che è una storia che nessuno dovrebbe vivere…




 

RECENSIONE - Amethyst (Le gemme dell'impero di Vellcal Vol. 1) - di Francesca Starlari

 



Titolo:  Amethyst Volume 1(Le gemme dell'impero di Vellcal)

Autore: Francesca Starlari

Editore: Self Pubblishing

Genere: romantasy

Trope: dark academia, draghi, magia, hate to love, banter

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 2.99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 2 luglio 

Pagine: 263 circa

Autoconclusivo: no


Tessa Linvell, ventunenne da sempre affascinata dalla magia, sente che i boschi di Visia non possono più contenere la sua sete di conoscenza. Per questo suo padre adottivo la iscrive alla Beltryx Nerros Academy, la più prestigiosa accademia di arti incantatorie dell’impero di Vellcal.

Ma l’insaziabile curiosità di Tessa la porta ad ascoltare qualcosa che non avrebbe mai dovuto sentire, trascinandola in una missione molto più pericolosa di quanto una semplice matricola sia in grado di affrontare. Una guerra è alle porte e un male sepolto in un passato lontano sta per tornare.

Tra segreti, gatti magici irriverenti e lezioni mortali, Tessa dovrà capire di chi può davvero fidarsi… e se l’attrazione per l’insopportabile combattente Zephyr Rosson finirà per salvarla o condannarla.

Questo è il primo volume di una dilogia.



Ultima recensione di quest’anno editoriale molto intenso e, a tratti, illuminante.

Non potevo che chiudere con il genere che più amo: il fantasy.

La penna di cui vi parlo oggi non è ancora molto nota, ma vale assolutamente la pena scoprirla.

Francesca Starlari costruisce un mondo fatto di maghi, streghe e creature fantastiche, ma non si ferma qui.

 L’autrice ci conduce all’interno della Beltryx Nerros Academy dove, tra segreti e scontri a colpi di magia, conosciamo Tessa, una ragazza decisamente curiosa.

La fanciulla in questione ha l’agilità di un gatto e una spiccata predisposizione a cacciarsi nei guai; ne incontra uno bello grosso proprio quando si imbatte in Zephyr Rosson.

I loro dialoghi sono esilaranti: un botta e risposta continuo che crea un’aria così elettrica che sembra quasi di poterla avvertire.

Ironia e magia vanno di pari passo in un’avventura dove persino i gatti (che in realtà gatti non sono) hanno sempre la battuta pronta.

È una storia dalla dinamica articolata che scorre in modo molto fluido.

All’inizio la trama sembra partire a rilento, ma si tratta solo di un’impressione: già dal secondo capitolo tutto invoglia a proseguire la lettura per scoprire cosa nascondano Tessa e il mondo che la circonda.

È anche una storia di amicizie che nascono per caso, in cui non mancano però i classici bulli della scuola, che non ci andranno leggeri in termini di cattiveria.

Dire troppo significherebbe rovinarvi una storia che merita davvero.

Il romanzo è il primo volume di una dilogia e non vedo l’ora di conoscerne l’epilogo, per ricomporre i tanti piccoli frammenti che l’autrice ha sapientemente seminato tra le pagine.

Una lettura consigliatissima, perfetta per la stagione, che vi catapulterà in un mondo che – ammettiamolo – un po’ tutti vorremmo visitare (o almeno, io sì). Attendo con ansia la seconda parte; le cinque piume sono meritatissime per una penna che vale davvero la pena conoscere.

A presto!