16 ottobre 2026

RECENSIONE - Single Salvo Complicazioni - di Arianna Giorgi





Titolo: Single salvo complicazioni

Autore: Arianna Giorgi

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Contemporary romance

Trope:#comedyromance #emotionalscars Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 4,99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 07/10

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: sì

 

Mia nipote Vesper ha trentatré anni e non fa sesso quanto dovrebbe.

«NONNA! È LA QUARTA DI COPERTINA!»

«Appunto, tesoro. Dobbiamo venderlo, questo libro.»

Dicevo di Vesper… è bella, intelligente, due tette magnifiche e il talento sentimentale di una cozza.

Dopo cinque anni con un idiota, ha deciso che gli uomini sono il problema.

Poi arriva Jude Cavendish. Nobile. Ricchissimo. Bellissimo. Innamorato di lei.

Finalmente, penso io.

Macché.

Lui, invece di invitarla a cena come una persona normale, si finge cliente dell’agenzia immobiliare per passare del tempo con lei.

Lei, invece di saltargli addosso come una persona normale, gli cerca casa. Per settimane.

Poi scopre che lui non voleva nessuna casa e succede il finimondo.

Io ho provato a spiegarglielo:

«Vesper, tesoro, quell’uomo ti guarda come io guardavo Alain Delon nel 1967. Smettila di fare domande e spogliati.»

Non mi ascolta mai.

E infatti leggete che casino è successo.



 

E bentrovate, Anime belle!

Nuova recensione per la O.D.E. Edizioni: un romanzo che porta la firma di Arianna Giorgi, un’autrice che ho già letto e che rappresenta un po’ quella garanzia quando ti viene proposto un nuovo romanzo da leggere.

L’ho accettato a occhi chiusi e non mi sbagliavo.

Ma questa volta la Giorgi si supera: ci propone una commedia romantica che ho letto veramente in pochissimo tempo e che, dopo tanto tempo, mi ha regalato il sorriso mentre sfogliavo il Kindle.

Beh, più che un sorriso, risate vere e proprie!

La storia di Vesper e Jude è l’esempio di come chi si porta dietro una storia finita male possa riempire le crepe del proprio cuore con un nuovo amore.

Un amore fatto di comicità, di sentimenti che crescono giorno per giorno e di quelle emozioni che l’autrice è stata davvero brava a trasmettere.

Non so quale dei due personaggi ho amato di più.

Ves sicuramente mi ha fatta piegare in due con quei suoi pensieri sconci sul Dio Apollo sceso in terra, e mi ha fatto riflettere sulla capacità che molte donne ignorano di avere: la forza di rialzarsi nonostante tutto.

Nonostante i tradimenti, le ferite nell’anima, nonostante l’arroganza di un capo che si sente padrone del mondo.

E Jude?

Beh, Jude è il Dio in questione che si ritrova folgorato dalla bella ninfa e che la rincorre, letteralmente, fino a che non la scova, fino a che non entra nella sua vita…

E non credo che sia frutto del destino, ma di quel disegno che abbiamo in mano e che cambia in base alle scelte che facciamo.

Sapete che non mi dilungo nella trama e non faccio il riassunto del libro, cosa che ritengo solo un’offesa a un’autrice.

Il romanzo lo devi vivere, e noi blogger abbiamo questo ruolo: farlo vivere attraverso le nostre parole alle lettrici. E qui di parole ce ne sarebbero tante da dire, ma io le riassumo con: leggetelo.

Prima di lasciarvi, non posso non fare una menzione d’onore a nonna Gilda.

IO LA AMO (come direbbero le nuove booktoker)!

Ma santo cielo, chi non vorrebbe una vecchietta come lei?

Una hippy che racconta le sue avventure amorose con il gentile consorte come se fossero fiabe della buonanotte!

La O.D.E. non delude mai e lo dimostra quella frase nei ringraziamenti (eh sì, io li leggo perché è lì che trovi l’anima della scrittrice); una frase mi è rimasta particolarmente impressa, riferita a una delle editor che ha curato il testo: “paladina degli autori che i libri se li scrivono ancora da soli…”.

E quando un libro è scritto con il cuore e con la “penna”, il risultato è quello che troverete nel romanzo della Giorgi: emozione.

Le cinque stelle sono meritatissime per una commedia romantica che vale davvero la pena di leggere.

A presto!




15 ottobre 2026

RECENSIONE - L'Isola dei randagi - di Graziana Morcaldi

 


L’ISOLA DEI RANDAGI

Autrice: Graziana Morcaldi
Genere: Narrativa contemporanea
Formato: Romanzo
Struttura: Romanzo corale

Pagine: 209
Ambientazione: Fuerteventura, Isole Canarie
Lingua: Italiano
Edizione spagnola: La isla de los errantes
Data di pubblicazione: Ottobre 2026

Temi: Solitudine, perdita, amicizia, rinascita, appartenenza, seconde possibilità

Pubblico: Narrativa contemporanea / narrativa generalista per adulti

Formati disponibili: Cartaceo + eBook
Prezzo di copertina: € 13,00
Editore: Indipendente / Self-publishing


TRAMA

Sulla costa nord-ovest di Fuerteventura, tra l’oceano e distese di terra arida e vulcanica, Oliver vive da solo in una capanna costruita con le proprie mani. Da undici anni osserva il mondo da lontano, convinto che così sia più facile sopravvivere a ciò che ha perduto.

Finché, un giorno, Mercedes non sale fin lassù.

La notizia che porta con sé è sufficiente a incrinare l’equilibrio fragile che Oliver ha costruito attorno alla propria solitudine: Martín ha bisogno di lui.

Nel frattempo, Paula, Bianca e Aniagua attraversano stagioni diverse delle proprie vite. Ogni giovedì tra spiagge nascoste, villaggi sospesi nel vento e sentieri che sembrano non portare da nessuna parte, si concedono una tregua dal resto del mondo. Col tempo, quell’appuntamento diventa il luogo dove confidare paure, custodire segreti e trovare la forza di ricominciare. 

Nessuno di loro sa che il ritorno di Martín ha appena iniziato a tirare il filo di una storia che li unisce tutti.

Un romanzo corale sul peso delle scelte, sulle assenze che continuano a vivere dentro di noi e sulla ricerca ostinata di un luogo da chiamare casa.

Perché a volte il vento non porta via il passato. Lo riporta indietro.



Fuerteventura è un’isola arida e selvaggia, il vento la fa da padrone sferzando le rocce vulcaniche e le spiagge lambite dall’oceano, un paradiso per i surfisti.
Il suo spirito selvaggio entra nella pelle di chi ci vive, non importa se ci sei nato o se Fuerteventura ti ha accolto - o raccolto – la natura qui ha il potere di unire le persone.

Aniagua, che è sempre vissuta qui, non sa cosa sia il freddo, non ha mai visto la neve.
Bianca, che convive con un segreto mai confessato, interior designer che lavora soltanto con materiali riciclati, il suo mantra è preservare l’ecosistema e difendere l’identità del territorio.
Oliver, selvatico come la terra che lo ha accolto, chiuso in una solitudine nera dopo un dolore che lo ha annientato.
Paula, sola e vulnerabile, alla ricerca di un balsamo per le sue paure.

A Fuerteventura piove pochissimo.
Eppure, quando l’adolescente Martìn fa ritorno sull’isola in cui è cresciuto alla ricerca del passato, della verità, di una casa, una insolita pioggia colpisce per giorni e giorni l’isola.
Le gocce di pioggia si mischiano alle lacrime e quel passato che ognuno a modo suo aveva accantonato e tenuto in sospeso, non può più essere ignorato.
La paura della verità, la paura di essere rifiutati, la paura che fa chiudere sempre più in sé stessi.
La solitudine infine genera un senso di colpa che grava sul cuore, sull’anima.
Ognuno reagisce come può, come meglio sa fare.
Abbandona, fugge o resta.

Ognuno pensa al proprio dolore, una forma di egoismo che impedisce di vedere e comprendere quello degli altri.

Questo bellissimo romanzo trasmette un messaggio fondamentale: l’importanza dei ricordi.
Per non dimenticare bisogna aprirsi agli altri, ascoltare, parlare, condividere.
Anche le sofferenze.

I ricordi sono la vita, caldi come il sole che, dopo la pioggia, torna a splendere su Fuerteventura.






RECENSIONE - Come l'incanto della pioggia - di Sarah I. Belmonte

 



Una villa popolata da ombre.
Una notte di tempesta.
Due bambini che nascono nello stesso istante.

Sicilia, primi del Novecento. Una donna arriva a villa Lisi sotto la pioggia: è sola, incinta e in fuga dal suo passato. Quella notte d’estate, mentre il vento scuote gli agrumeti e il mare si infrange furioso sulla costa, Sofia viene alla luce nello stesso istante in cui nasce Alessandro, l’erede del casato dei Lisi. Cresciuti nei giardini della villa, circondati da statue antiche e mostruose e da stanze tanto fiabesche quanto cariche di segreti, Sofia e Alessandro imparano ad amarsi ancora prima di comprendere davvero chi sono. Il loro legame, profondo e inevitabile, sfida le distanze sociali, le convenzioni e i desideri delle loro famiglie. Ma il destino ha in serbo per loro strade diverse, che li porteranno lontano dalla Sicilia e da villa Lisi, fino agli antipodi del mondo: in un’India piena di colori, fascino e insidie, e attraverso una guerra destinata a cambiare ogni cosa. Divisi dal tempo, dalla distanza e dalle scelte imposte dalla vita, Sofia e Alessandro dovranno scoprire se esistono davvero amori capaci di sopravvivere a tutto.

Con la sua scrittura avvolgente, Sarah I. Belmonte ci accompagna dentro una storia indimenticabile, quella di un amore scritto nel destino. Di quei sentimenti che restano dentro come l’incanto della pioggia: improvvisi, struggenti, eterni.


Come l’incanto della pioggia ci porta nella Sicilia dei primi del Novecento, dove si intrecciano le vite di Sofia e Alessandro: due anime destinate ad amarsi, ma costrette a fare i conti con circostanze che sembrano volerle separare a ogni costo. La loro storia nasce sullo sfondo di un passato ingombrante.

C’è Lena, che in una notte di tempesta prende una decisione radicale; ci sono i due protagonisti, il cui amore si scontra con ostacoli sempre più complessi; e ci sono figure come Rajahn ed Emma a complicare il percorso.

Il mare, infine, diventa una barriera che allontana i corpi, mentre i sentimenti restano intrappolati nella distanza.

L’idea di fondo mi piace molto: un amore assoluto che cerca di sopravvivere al tempo, alle convenzioni e alle separazioni storiche.

Il problema, per me, è stato il continuo susseguirsi delle tragedie.

Appena la storia sembrava concedere a Sofia e Alessandro un po’ di respiro, arrivava puntualmente un nuovo dramma a rimettere tutto in discussione. Attenzione: non è il tormento in sé a infastidirmi.

Amo i romance complessi, quelli capaci di farmi soffrire e versare qualche lacrima.

 C’è una differenza, però, tra una narrazione che ti emoziona attraverso il dolore e una in cui le disgrazie diventano così costanti da rischiare di perdere forza, finendo per stancare il lettore anziché coinvolgerlo.

Per rendere una storia intensa non basta accumulare ostacoli; serve mostrare come quegli ostacoli cambino i personaggi.

Avrei voluto che le difficoltà trovassero un equilibrio maggiore con i momenti di crescita e di serenità, anche solo per permettere alle emozioni di sedimentare. Anche l’amore più tormentato ha bisogno di piccoli momenti di luce per dare un significato ai sacrifici.

Quando la sensazione dominante diventa quella di una tragedia continua, il rischio è di allontanarsi emotivamente dai protagonisti.

Una storia costruita attorno a sentimenti intensi e a una cornice storica interessante, ma che per i miei gusti insiste troppo sulla sofferenza, appesantendo la lettura.

Sono disposta a piangere per amore, ma vorrei che quelle lacrime avessero una ragione narrativa che vada oltre l’ennesima sfortuna.

 In fondo, non pretendo che smetta di piovere: mi basta che, tra una tempesta e l’altra, l’autrice mi lasci intravedere il sole.

A presto