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02 ottobre 2026

RECENSIONE - Migliore di Me - di Chiara N.



“Eravamo sempre stati questo: due anime che riuscivano a trovarsi anche in mezzo al caos”.


Edoardo è cresciuto in un mondo dove la violenza, i guai e le regole della strada sembrano lasciare poco spazio ai sogni. Ha imparato presto a nascondere il cuore dietro una corazza, convinto che persone come lui non siano destinate a essere amate.
Poi arriva Maria.
Lei non si lascia spaventare dalla sua fama, dai suoi errori o dalle ombre che si porta dentro. È l'unica capace di vedere oltre quella corazza. L'unica che riesce a riconoscere la luce nascosta dentro un ragazzo convinto di meritare soltanto il buio.

Tra loro nasce un amore travolgente, fatto di sguardi che parlano più delle parole, promesse sussurrate, risate, passione, mani che si cercano anche quando tutto sembra dividerle e sogni così grandi da sembrare più forti di qualsiasi ostacolo.

Ma il passato di Edoardo non ha mai smesso di inseguirlo. E quando i fantasmi della sua vita tornano a reclamare ciò che credono appartenga loro, amare Maria potrebbe avere un prezzo troppo alto. Perché il confine tra proteggere la persona che ami e distruggere il suo cuore diventa sottilissimo.

Migliore di me è un romance intenso, romantico ed emozionante. Una storia che parla di primi amori, di amicizie, di seconde possibilità, di ferite che insegnano a crescere e di quel filo invisibile che continua a unire due anime anche quando il destino sembra volerle dividere.

Perché il vero amore è quello che ti insegna a diventare la versione migliore di te stesso.






Migliore di me è la storia di Edoardo e Maria, una storia d’amore dolcissima e tormentata, piena di delicatezza, ma anche di amarezza e odio.

La storia è narrata interamente dal punto di vista di Edoardo, e solo in seguito ho scoperto perché: il punto di vista di Maria si trova nel primo volume intitolato L’altalena dei ricordi.

I personaggi dei protagonisti conquistano, non c’è che dire: lui fa parte di una famiglia il cui cognome è meglio non pronunciare (infatti non viene mai menzionato!), ma è una famiglia che tutti, nell’ambito della gente di malaffare, temono. A Edoardo questo sta bene: si muove nell’ambiente con una certa scioltezza sicuro che tanto nessuno gli farà del male perché alle sue spalle c’è la madre che lo protegge e per la quale lui fa “dei lavoretti” e “risolve delle grane”. È un tipo sicuro di sé e non lo spaventano affatto cattivi come il Diavolo e il suo tirapiedi Simone. Tutto ciò finché non rivede lei, Maria che è tornata in paese ed è una gran bella ragazza. I due si piacciono subito e si innamorano ed è qui che Edoardo dovrà fare i conti con se stesso e con l’ambiente da cui proviene.

Bello il personaggio di Edoardo con la sua dolcezza e il suo voler proteggere a tutti i costi la purezza di Maria dal suo mondo sporco, il suo lottare con determinazione pur di impedire che i suoi nemici le facciano del male e la sua disperazione sempre più cupa nel comprendere che da quel mondo a cui appartiene non potrà mai allontanarsi veramente; drammatico e struggente il suo personaggio fino alla sua decisione finale e pure mai melenso perché l’autrice riesce a imbastire bene anche la parte insolente e delinquente di lui mettendoci di fronte alla realtà di questo ragazzo costretto a essere uomo prima ancora di quanto glielo permetta la sua età anagrafica.

Bello anche il personaggio di Maria, apparentemente delicato, eppure con la forza dettata dall’amore per lui di sopportare le angherie e le paure. La sua dolcezza riesce a far sentire accettato e amato Edoardo per quello che è, facendogli desiderare e fare di tutto per diventare migliore di quanto non sia mai stato.

Determinante la figura della madre di Edoardo: in effetti la parola “madre” qui è proprio sprecata: questa donna è prima di tutto un boss spietato e come tale tratta suo figlio che non è altro che “un soldatino”. Non una parola o un gesto d’affetto, solo ordini e sorrisi affilati. Chi veramente salva Edoardo, a parte Maria con il suo amore, è l’amicizia fraterna e indissolubile di Paolo, il suo fratello non di sangue, che è meglio di un fratello di sangue. Paolo è il suo alter ego, il ragazzo per bene che avrebbe potuto essere Edoardo se fosse nato in un contesto sociale diverso, Paolo è l’amico che c’è sempre e comunque, quello che lo sostiene, ma anche quello che lo prende a pugni, se necessario. La loro è un’amicizia sincera, in cui si dicono in faccia tutto, anche e soprattutto le cose brutte.

La narrazione è scorrevole, mista tra il tenero e il divertente e il drammatico.







 

17 settembre 2026

RECENSIONE - Come una fiaba - di Monica Brizzi






C’era una volta…
Una ragazza in un castello.
E un “conte”.
E questa è la loro storia.


Anche se sarebbe meglio dire: c’era una volta una dottoranda squattrinata, perché quando Giulietta, detta Juls, entra nella dimora della contessa Grifone Monasti, la sua condizione economica, e non solo quella, è pessima. Ma ora ha uno stipendio fisso e il compito di fare compagnia a Emilia, una frizzante vecchietta dal titolo nobiliare e un segreto che potrebbe far tremare le fondamenta di tutta la famiglia. Juls deve aiutarla a risolvere il mistero mentre il nipote della contessa, Ludovico, diventa una presenza costante e l’attrazione per lui impossibile da nascondere. Il problema è che ci sono dodici anni di differenza, tra loro, e Ludovico non sembra voler cedere al bisogno di Juls. Almeno fino a un certo punto. Tra nuovi segreti da mantenere, lettere da trovare e baci al cardiopalma, Giulietta e Ludovico si metteranno alla prova in una relazione degna di una fiaba moderna.




Giulietta, detta Juls, ricercatrice universitaria “senza assegno di ricerca”, stenta a credere che la buona stella si sia voltata a guardarla quando supera un colloquio di lavoro: dovrà svolgere il proprio dovere presso una contessa nel castello della quale dovrà anche abitare. Povera in canna e da sempre abituata ad arrangiarsi oltre che sostenere una madre anaffettiva, Juls si sente catapultata come in una fiaba poiché la sua vita migliora notevolmente dall’oggi al domani e poco importa se il nipote della deliziosa contessa Emilia, Ludovico, non fa mistero di non volerla lì al castello… o meglio, non le importerebbe se lui non fosse un miscuglio di “sogni, unicorni, lussuria”.

I due protagonisti sono l’uno l’opposto dell’altro: lei “povera” e con una vita complicata che le ha regalato solo un colon irritabile e una parlata a raffica inarrestabile; lui blasonato ed elegante che la guarda dall’alto del suo piedistallo, apparentemente irraggiungibile. Eppure tra i due, complice una ricerca particolare voluta dalla contessa Emilia, nasce l’amore.

Ho apprezzato le descrizioni degli ambienti sognanti da fiaba: la biblioteca, il castello nel castello, la torre, il giardino, tutti frutto del lavoro di Ludovico, ottimo architetto; devo dire che la trama mi ha interessato poiché sono presenti gli ingredienti per una storia piacevole, ciononostante ho come avuto la sensazione che avrebbe potuto essere più coinvolgente, così come i personaggi con i quali non sono entrata particolarmente in sintonia poiché la loro potenziale energia è rimasta in me blanda.









 

14 settembre 2026

RECENSIONE - SAKE - Sempre e mai - di Tiziana Lia







Titolo: SAKE – Sempre e mai (quarto volume autoconclusivo della serie)

Serie: 4FOUR

Autrice: Tiziana Lia

Genere: romance contemporaneo

Sottogenere: Office romance

Tropes: Matrimonio di convenienza, friends to lovers, eroe protettivo, second chance

Data pubblicazione: 9 settembre 2026 su Amazon

Formati disponibili: ebook, cartaceo (con impaginazione adatta anche ai dislessici)

e su Kindle Unlimited

Pagine cartaceo: 406

Nota: scritto in terza persona, narratore interno, con pov alternati








Ci sono promesse che tengono lontani. E bugie che sembrano verità.




David Carlisle è nato per dirigere. Il controllo fa parte della sua vita ed è la corazza che non ha mai permesso a nessuno di incrinare. Nemmeno ai sensi di colpa.

L'ultima cosa che Sara Silvestri vorrebbe fare è lavorare per chi un tempo l'ha ferita, e trovarsi sotto esame di due occhi che sembrano nascondere troppo.

Le loro strade si sono divise da tempo, ma quando uno scandalo mette in pericolo tutto ciò che David si è guadagnato, e una minaccia rischia di portarle via la piccola Jade, un matrimonio di convenienza è l’unica soluzione per salvare entrambi.

Un accordo semplice. Almeno all'apparenza.

Perché ciò che erano e ciò che sono è lì, tra loro, e gli scontri, le gelosie, il desiderio trattenuto e le menzogne travestite da convinzioni creano una bomba a orologeria.

Ma il tempo per riscoprirsi davvero sembra sfuggire.

E quando qualcuno trasforma l'incubo di Sara in realtà, la prova più grande sarà capire se quanto li ha sempre legati è più forte della paura.

Sake – sempre e mai è il quarto e ultimo volume autoconclusivo della serie 4Four di Tiziana Lia.

I protagonisti sono questa volta David Carlisle e Sara Silvestri. I due si conoscono da quando erano piccoli poiché David e Noah (protagonista del terzo volume della quadrilogia 4Four), fratello di Sara, sono amici fraterni.

David è sempre stato una presenza confortante per Sara, c’è sempre stato per lei, ma come spesso accade l’adolescenza toglie dei veli e i due si ritrovano non indifferenti l’uno all’altra. È qui che conosciamo il David tutto d’un pezzo: ha fatto una promessa all’amico e cioè che la sorella non si tocca e per David le promesse si onorano sempre. Suo malgrado si allontana dalla ragazza e anzi le fa credere di respingerla in nome di quella promessa alla quale si sentirà sempre vincolato. Il rifiuto di David porterà Sara a fare delle scelte che non si riveleranno giuste e delle quali lei darà la colpa a David.

Le loro strade si separano per lungo tempo, fino a giorni presenti quando un avvenimento intenso sconvolge David a tal punto da bere e cedere alle avances di una prostituta rischiando di far scoppiare uno scandalo che potrebbe ledere anche la sua società. Nel frattempo Sara è divenuta madre single di Jade e le sue responsabilità dettano che deve riprendere a lavorare, ma la possibilità di poter fare i conti con il vero padre della figlia, la portano ad accettare sul malgrado il posto di segretaria di David che sul posto di lavoro è un uomo freddo e “abituato ad accordi e strategie”. Le vite dei due si ritrovano e entrambi concertano un matrimonio di convenienza che li salvi dalle rispettive situazioni critiche. Si tratterà di un finto (sul serio??) matrimonio che dovrà durare solo sei mesi… E poi?

I protagonisti hanno fascino, incuriosiscono e inteneriscono come marito e moglie, con il loro legame che è simile a un’onda che va e viene sulla battigia, non perché l’amore dell’uno o dell’altra sia meno, al contrario perché è troppo forte (ma cosa peggiore non è stato dichiarato apertamente!), ma legato alla considerazione (o all’autoconvincimento forzato) che è un matrimonio finto e David, che si sente colpevole degli sbagli fatti da Sara, si preoccupa di preservarla da un’ennesima delusione a causa sua, mentre lei, dal canto suo, non smette di sperare pur sapendo di non dover pretendere nulla, così è un continuo avvicinarsi per poi ritrarsi malgrado se stessi e fare di nuovo un passo avanti in più nella speranza che l’uno non respinga l’altra… lui cerca di convincersi che quell’attrazione deve finire perché lei, oltre ad essere la sorella intoccabile del suo migliore amico, è una donna seria e ha una figlia per cui necessita di un rapporto solido, cerca di persuadersi a stare lontano da Sara e dalla piccola Jade…che, però, ama già come una figlia…

Sara è paziente, ma soffre in silenzio come sempre. È una donna con la grande responsabilità di madre, che nonostante la sua naturale arrendevolezza lotta, ma è pur sempre una donna e come tale vorrebbe accanto a sé l’uomo di cui, da che ha memoria, è innamorata e come tale nutre sempre la “speranza di piacergli almeno un po’”.

È presente nella figura di Sara quella di ogni donna che diviene madre, ma che nello stesso tempo desidera non annientare la sua femminilità in nome di un amore seppur grande, quello verso i figli: “Desiderava sentirsi diversa, molto più simile alle ragazze della sua età che non a una madre. Amava alla follia Jade, ma non poteva negare che a volte si sentiva imbrigliata dalle responsabilità”. Sara è un delizioso ritratto di una qualunque madre dei nostri tempi.

Ultimi non ultimi gli amici: i soliti di questa quadrilogia che abbiamo imparato ad amare, solo che il questo volume di chiusura l’autrice si è premurata di concludere anche il loro cerchio. Con quest’ultimo volume assistiamo anche alla crescita e maturazione di tutti loro, ma in merito non dico altro per evitare di spoilerare qualcosa, solo vi invito a leggere il romanzo se ancora non lo avete fatto!










 

27 luglio 2026

RECENSIONE - La Moglie del Dottore - di Daniel Hurst




Lui crede che il suo segreto sia al sicuro. Ma lei conosce la verità…

Mio marito è un medico. È intelligente, affascinante, e tutti si fidano di lui.
Tranne me.
In apparenza, ho tutto: il matrimonio perfetto, il marito perfetto, la vita perfetta. Ma la verità è tutt’altra.

Il
dottor Drew Devlin non è l’uomo rispettabile che finge di essere. Il motivo per cui ci siamo trasferiti in questa splendida casa antica, con la vista mozzafiato sul mare, era lasciarci il passato alle spalle. Doveva essere un nuovo inizio per entrambi.

E invece ho scoperto che mio marito mi ha mentito ancora. Sta usando il potere che ha nel suo lavoro per manipolare la vita delle persone, per ottenere esattamente ciò che vuole – a qualsiasi costo.

Ma mi ha sottovalutata. In questa grande casa isolata ho avuto tutto il tempo per riflettere su ognuno dei suoi errori.

E mio marito non ha la minima idea di ciò che sta per accadere…

Un thriller psicologico assolutamente travolgente, pieno di colpi di scena mozzafiato! La moglie del Dottore è un romanzo bestseller n.1 che vi terrà svegli fino a notte fonda. Se avete amato La coppia perfetta, L’amore bugiardo e Una di famiglia, vi lascerete conquistare da La moglie del Dottore.

La moglie del dottore è il primo di due volumi di Daniel Hurst. Si tratta di un thriller psicologico incentrato sulla storia di una coppia, il dottor Drew Devlin e sua moglie Fern, che si trasferisce dalla caotica Manchester alla più tranquilla Arberness, in una casa su Solway Firth “una distesa d’acqua tra l’Inghilterra e la Scozia”. Il loro matrimonio sembra felice: Drew è un medico apprezzato da tutti, è un bell’uomo di cui la moglie va fiera, ma…è fedifrago…e il peggio è che sua moglie lo sa!

Scritto in doppio pov, quello di Fern e di Drew, questo libro è un thriller particolare: non ho trovato ambientazioni o macchinazioni mentali lugubri, al contrario ho trovato la signora tradita deliziosamente sottile e a tratti divertente nella sua narrazione riguardante il suo aver voluto dare una ulteriore chance al marito. Fern è straordinaria e riesce a sorridere e a far sorridere il lettore grazie al suo humor assolutamente britannico: non è una “poveretta tradita”, è una donna consapevole che prende in mano la situazione. Facendo il confronto con lei, i co-protagonisti un po’ perdono e addirittura la donna che le ha rubato il cuore del marito, nonostante sembri più sofisticata e più bella di lei, risulta più che altro del tutto diafana e senza incisività.

La narrazione risente del tono ironico di Fern e ci offre così una lettura leggera e scorrevole, a tratti divertente. Ovviamente si tratta di un thriller quindi c’è anche il colpo di scena che non ti aspetti!

Piacevole.






 

16 luglio 2026

RECENSIONE - HAVEN – Tempeste infrante - di Tiziana Lia




Titolo: HAVEN – Tempeste infrante (terzo volume autoconclusivo della serie)

Serie: 4FOUR

Autrice: Tiziana Lia

Genere: romance contemporaneo

Sottogenere: Small town romance

Tropes: Grumpy vs Sunshine, Emotional Healing, Broken hero, Starting Over

Data pubblicazione: 15 luglio 2026 su Amazon

Formati disponibili: ebook, cartaceo (con impaginazione adatta anche ai dislessici)

e su Kindle Unlimited


Nota: scritto in terza persona, narratore interno, con pov alternati



Noah Silvestri non è uno che punta il dito, se non contro se stesso e ciò che ormai non può più cambiare.

Dopo aver lasciato Milano, si rifugia a Brambleshore, un villaggio inglese affacciato sul mare, convinto di non avere più nulla da perdere. Taciturno, schivo e segnato dal proprio passato, desidera soltanto lasciarsi alle spalle il caos del mondo.

Annie Thompson, psicologa brillante e dalla battuta pronta, dopo mesi difficili, si rifugia nel Seabreeze cafè, nei dolci che prepara ogni mattina e in quel borgo che lentamente sta rifiorendo.

L’ultima cosa che si aspetta è incrociare di continuo in un tipo che la destabilizza con un solo sguardo.

Testardi e orgogliosi, scontrarsi è inevitabile: lei è determinata a scoprire chi si nasconde dietro l’uomo che combatte ogni giorno per dimostrare chi è davvero, lui sa che l’attrazione esplosa tra loro non potrà mai portare a nulla.

Ma Brambleshore sembra avere un modo tutto suo di agire, costringendoli a fare i conti con quanto entrambi in realtà sfuggono.

Permettersi di sognare, però, non è per tutti, soprattutto sotto il peso di un giudizio capace di mandare in frantumi ogni certezza.

Perché alcune tempeste travolgono ogni cosa, e soltanto chi trova il coraggio di attraversarle può capire dove sentirsi finalmente al sicuro.


Haven –tempeste infrante è il terzo volume autoconclusivo della quadrilogia 4four di Tiziana Lia.

Nell’immaginario villaggio inglese di Brambleshore affacciato sul mare, giunge Annie Thompson, affermata psicologa, ma in crisi, per aiutare la sua ex tata che l’ha cresciuta come una figlia e che ora sta poco bene. Annie è anche in crisi: nonostante sia una psicologa in gamba, inizia ad avere dubbi sulla sua strada professionale. È necessaria per lei una battuta d’arresto in una confort zone e questa è Brambleshore con la sua gente, il suo calore e la sua voglia di rinascere da un periodo oscuro causato da una cattiva gestione politica in passato. Partita per restare pochi giorni, Annie decide di rimanere più a lungo.

A Brambleshore si è trasferito, ormai da sette mesi, anche Noah, il protagonista maschile e terzo elemento dei 4Four, i quattro punti cardinali, “quello meno aperto, il guerriero ferito, oscuro come l’Ovest”. Anche per Noah, Brambleshore è un “haven”, un rifugio e, nonostante sia un uomo schivo, non si risparmia per nessuno e si adopera per il villaggio integrandosi perfettamente con gli abitanti che lo considerano uno di loro. Eppure, nonostante si doni agli altri con generosità, Noah è ombroso, ha ferite dentro e fuori il corpo che nessuno conosce, perché lui stesso le protegge e le scherma. È un uomo complicato, forte, provato dalla vita più e più volte: un’infanzia difficile e infelice, sventure e guai senza sosta che sembrano volerlo spezzare, avversità che tentano di togliergli, dopo le cose materiali, anche ciò a cui lui tiene di più: la dignità. È vero, Noah ha commesso diversi errori nel passato (chi non ne fa?) che, a causa di un’eredità neanche cercata e voluta, i cattivi della storia vogliono ritorcergli contro… ma lui non ci sta: la sua dignità e il suo onore non si toccano!

Bello questo gigante dalla battuta schietta e intelligente che riesce a mettere Annie continuamente di fronte ai suoi pregiudizi in modo severo, diretto, forse nella speranza che lei riesca ad abbatterli per accettare gli errori inconfessabili di lui; stupende le sue indecisioni e le lotte fra cuore e ragione quando si tratta di Annie, fantastica confusione stretta in due frasi: “Certo che no. Certo che sì”, che dicono tutto e che espongono quello che sembra un uomo granitico in tutta la sua vulnerabilità, perché Noah è sì un lottatore, forte e tenace, ma lo è diventato perché non ha avuto scelta, e quello che custodisce dentro è un cuore grande che ne fa un uomo protettivo e solido.

Devo dire che dinnanzi a un protagonista maschile così di spessore, la protagonista femminile non può non essere alla stessa altezza. Anche Annie ha una personalità complessa: con lei siamo davanti a una donna con una professione avviata, ma che sembra aver perso la bussola e cercare “la strada giusta”; che era sicura di molte cose come di avere una mente aperta e moderna, ma si ritrova a fare i conti con se stessa e con pregiudizi che non sospettava di avere; che nonostante sia adulta non ha ancora risolto un rapporto conflittuale con i genitori di cui teme giudizi e decisioni… eppure è sempre lei che quando Noah crolla sotto i colpi del destino lo spinge a contrattaccare, a non lasciarsi sopraffare perché finalmente ha tolto il velo del pregiudizio ed è andata “oltre”.

Due personaggi già formati, ma comunque in crescita e maturazione ulteriore nel corso del romanzo, questi di Annie e Noah che non si può non amare.

Un pensiero a parte vorrei dedicare a un altro tipo di amore, quello visto in un’altra fascia d’età, quella di Millie Tim ormai anziani, un amore fatto di rimpianti, di senso del tempo perduto e irrecuperabile, di saggezza nel voler impiegare in modo differente e consapevole il tempo rimasto a loro disposizione. Un amore maturo, nato diversi anni prima e fatto di privazioni, ciononostante bello, puro, “vero”.

Anche in questo terzo volume l’autrice ci avvolge con una narrazione a tutto tondo e con vicende che ammaliano e trascinano con flusso continuo mettendo in evidenza anche la circostante vita che si snoda nel villaggio con i suoi personaggi secondari, ma mai banali e sempre finalizzati alla trama. Un ottimo lavoro, davvero!







 

03 luglio 2026

RECENSIONE - Volevo solo i suoi capelli: "La mia verità oltre il silenzio" - di Tixi V.




Non è una favola.È la mia pelle.È la mia verità.In questo primo volume, l’autrice rompe un silenzio durato decenni per raccontare un'infanzia dove l'amore è stato barattato con l'abbandono. Dal profumo di latte e biscotti della casa dei nonni, al degrado di una cucina popolare dove una porta chiusa a chiave separava una madre dai gemiti di una figlia sacrificata.Tra un padre assente e una madre che sceglie di non vedere,questo memoir crudo e senza filtri ripercorre i momenti che hanno segnato una vita: il rossetto rosso di una bambina, un pugno in pieno viso e l'orrore delle tre di notte.Questa non è solo una storia di violenza, ma l'urlo di chi ha deciso di spalancare le porte del buio per tornare finalmente a respirare.

Un racconto crudo e, purtroppo, vero. 
Una narrazione senza infiorettature: semplice, lineare e tremendamente da brividi: non perché sia horror, anche se è molto peggio. La storia di una bambina che non vive la sua infanzia come dovrebbe, che si fa scudo contro le brutture dei grandi con tutti i mezzi che conosce, continuando a vedere in loro, nella sua infinita innocenza, qualcosa di buono, che si aggrappa all’unico amore che vorrebbe con sé, sua madre, la “sua Regina”… e poi scoprire, nonostante ne abbia una percezione remota dentro di sé, che proprio la sua regina è anaffettiva e di lei non avrà altro che “i suoi capelli” stretti fra le mani solo per il tempo, breve, di cadere fra le braccia di Morfeo…
Una storia di violenza morale, psicologica e fisica… una storia che ti lascia muta, senza parole, perché non c’è niente di appropriato da dire, perché qualsiasi parola di conforto è inadeguata… qualsiasi commento non ha motivo di esistere se è sulla base dell’inesperienza e della non conoscenza… e io non dirò nulla se non che è una storia che nessuno dovrebbe vivere…




 

01 luglio 2026

RECENSIONE - Oltre il suono del Cuore - di Anna Piazza



Titolo: Oltre Il Suono del Cuore - Puoi sfuggire a tutto, tranne a chi sa ascoltare il tuo cuore.

Autore: Anna Piazza

Editore: PubMe – Collana Angels & Lovers

Genere: Romanzo Rosa

Trope: Grumpy x Sunshine · Small Town · Slow burn · healing together - Family problems -Contemporary Romance

Pagine: 200 circa

Volume: Autoconclusivo

Data di pubblicazione: 27/05/2026

Formati: ebook e cartaceo

 Disponibile su Amazon e Kindle Unlimited



Lizzy è una nota speaker radiofonica che decide di lasciarsi alle spalle la vita a Charlotte per trasferirsi a Blowing Rock, un piccolo centro tra le montagne del North Carolina.

Assunta in una radio locale, Lizzy cerca di ricominciare da zero, ma l’incontro con Sam, un tecnico del suono schivo e solitario che vive isolato nei boschi con il suo cane Cookie, mette in discussione ogni sua certezza.

Mentre la loro collaborazione professionale si trasforma in qualcosa di più profondo, è il passato di Sam a tornare improvvisamente a bussare alla porta, portando con sé segreti e legami interrotti che mettono a dura prova il legame appena nato e scuotono le fondamenta della loro complicità.

Tra verità che riemergono e nuove complicazioni, Lizzy si ritroverà a un bivio: fuggirà ancora o imparerà che amare qualcuno significa, prima di tutto, avere il coraggio di restare?

Elizabeth Calloway, Lizzy, lascia la sua città, Charlotte, per trasferirsi a Blowing Rock, a nord della Carolina dopo sei mesi di lutto per il suo compagno, per cercare “di lasciarlo andare” e per cercare di ricostruirsi un pezzetto alla volta. Probabilmente non ha pensato che avrebbe potuto incontrare un altro uomo che le avrebbe fatto battere il cuore… Sam, tanto bello quanto chiuso e introverso. Lei è una speaker chiacchierona, lui un tecnico del suono taciturno… cos’hanno da dividere? L’amore per la radio nella quale lavorano, per esempio. Sarà proprio la radio che rischia di chiudere i battenti a spronarli a unire le forze per salvarla e a farli conoscere meglio.

L’ambientazione del libro è evocativa, ti avvolge con la dolcezza dei colori cangianti del bosco, con la frescura dei sentieri, con “le casette dai tetti a spioventi e i camini fumanti (…) le vetrine dei negozi (…) addobbate con ghirlande di foglie e zucche”, la probabilità di un temporale che si avvicina… è una scrittura che ti suscita emozioni.

Originale l’idea della registrazione dei suoni del bosco che sembra parlino, infatti l’autrice, all’inizio, traduce il verso di un uccello in una frase che si ripete tutte le volte che l’animale emette quel suono… tuttavia mi sarei aspettata che la ricerca dei suoni del bosco avesse avuto un seguito nel corso del libro poiché da questa ricerca condotta insieme nasce un sentimento fra i due protagonisti, invece ho avuto l’impressione che a un certo punto qualcosa fosse stato dato per scontato e quelli che potevano essere degli spunti validi non siano stati sfruttati fino in fondo. Gli stessi protagonisti sembrano non svilupparsi pienamente e rimanere più in potenza che in atto: le loro ferite li segnano profondamente, sì, ma soprattutto nel caso di Sam mi sembra che rimanga tutto superficiale. La stessa storia d’amore non la si vede crescere...

Sono rimasta un po’ perplessa, non lo nego, perché lo stile dell’autrice mi è piaciuto, forse deve ancora maturare.









 

26 giugno 2026

RECENSIONE - Do you like me? - di Mimi Costalunga





Titolo: DO YOU LIKE ME?

Serie: Faking Love vol.1- Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Fake relationship, Forced proximity, Curvy MCF

Editore: Self published

Data di uscita: 20 maggio 2026

Versioni: Ebook a 2,99 €. Cartaceo 15 €. Gratis su Kindle Unlimited. Su Amazon.




Tre mesi di convivenza. Un appartamento a Milano. Un solo letto.

Melissa, aspirante modella curvy con un profilo social da migliaia di follower, ha sempre risposto agli hater a colpi di #bodypositivity. Ma ora il fidanzato l’ha mollata, è senza lavoro, senza casa e la sua autostima è crollata ai minimi termini.

Quando riceve una proposta assurda – convivere con un personal trainer e fingere di essere una coppia per la campagna social di un brand di moda – Melissa sa che dovrebbe rifiutare. Ma il conto in rosso non le lascia scelta.

Max sembra uscito da una pubblicità di integratori: muscoli, sorriso perfetto, sicurezza da vendere. Ma sa nascondere bene i debiti che lo tengono sveglio la notte e la convinzione di non poter offrire abbastanza a nessuno.

Lei è certa che uno come lui non potrebbe mai desiderarla. Lui è convinto di non meritare una donna come lei.

Do you like me?

La domanda che nessuno dei due ha il coraggio di fare ad alta voce, e che cambierà tutto.





Melissa, aspirante modella curvy, è in cerca di lavoro dopo che il suo ragazzo e booker, Silvano, l’ha lasciata. Non è semplice, perché da quando la storia è finita, lei stessa si mette in discussione perché credeva “di aver fatto pace” col suo corpo e con la sua “taglia 48 abbondante”, invece si sente di nuovo scoperta e “tutt’altro che invincibile” di fronte agli haters sui social dove ha numerosi followers.

Max, personal trainer in tre palestre diverse, si affanna per racimolare quanto più può per saldare un debito contratto a causa di una società sbagliata che sta mandando nel lastrico sia lui che suo padre.

La proposta di Giampi, insolita, inaccettabile, viene accolta da entrambi per disperazione: dovranno abitare insieme per tre mesi fingendo di essere una vera coppia e contemporaneamente pubblicare sui social dei video che pubblicizzino l’abbigliamento del marchio Peonia.

Inizialmente, com’è giusto che sia fra due estranei, fra i due c’è un enorme imbarazzo: lei è convinta che lui sia schifato dal suo corpo grasso, lui, invece, ha paura di vivere per tre mesi in appartamento con una donna bellissima che, è sicuro, lo detesti. Entrambi peccano di pregiudizio: si affibbiano un’etichetta allo stesso modo di come hanno fatto gli haters sui social. È sempre un pregiudizio, una chiave di lettura sbagliata che crea, a volte, distanza fra loro e porta lui a chiudersi e a macerarsi da solo nei suoi guai considerandosi un fallito che non ha nulla da offrire ad un’eventuale compagna di vita, e lei a sentirsi fuori posto a causa del suo corpo curvy e a presumere che lui la giudichi male e a sentirsi fuori posto proprio per questo. È qui che l’autrice mette in evidenza la brutta abitudine di etichettare le persone in modo del tutto leggero, senza alcuna considerazione del fatto che certe etichette possano fare tantissimo male: “Melissa la cicciona. Viola la secchiona con gli occhiali. Erica la stramba”.

Eppure gli sguardi dicono altro, gli occhi non mentono e quelli di Melissa urlano che lui è “un figo della Madonna”, che “ha qualcosa di intrigante… forse quell’espressione da tenero cucciolo incastonata in lineamenti da uomo virile”, mentre quelli di Max trovano il sorriso di lei bellissimo, “vero”. È facile innamorarsi: Max, pur non volendo, la conquista perché sa essere gentile, premuroso e di una dolcezza disarmante, ma entrambi devono fare i conti con i momenti di mutismo scontroso di lui che non ha ancora imparato a condividere ciò che lo tormenta…

Il tema del body shaming è centrale: la Costalunga spazia dalla vecchia critica alla persona per il suo corpo non perfetto sempre esistita (purtroppo), all’attualissimo bullismo sui social dei nostri tempi. Cambiano i tempi, non la mentalità: si continua a discriminare una persona per il suo aspetto fisico che magari si discosta dai canoni di bellezza universalmente riconosciuti. L’impatto dei social è determinante e questo lo vediamo nel personaggio della quindicenne Sofi che sembra, sulle prime, prendere decisioni sulla scia di quelle dei suoi beniamini visti sui social…ma i social sono anche, e forse soprattutto, bugie…

Il libro della Costalunga è un invito grazioso e piacevole con la storia d’amore di Melissa e Max, a essere gentili, aperti ed empatici verso chi ci sta accanto a prescindere dall’aspetto fisico.

Come sempre ho letto con gran piacere quest’ultima fatica dell’autrice.