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02 ottobre 2026

RECENSIONE - Il Barone che non amava le rose (Le figlie di Ashcombe Manor Vol. 2) - di Rossella D’Arcy

 



       Titolo: Il Barone che non amava le rose

        Autrice: Rossella D’Arcy

        Editore: SELF (Navila)

    Genere: Historical Romance

      Formato: ebook e cartaceo

   Data pubblicazione: 25/06/2026

        Protagonisti: Miss Cecily Gracefield e Lord Alistair Gracefield, barone di Ashcombe

      Pagine: 364

Dall’autrice di Scacco al Duca torna la saga Le figlie di Ashcombe Manor con un nuovo, travolgente capitolo di amore proibito, scandali e desideri impossibili.

Nell’Inghilterra della Reggenza, una donna senza onore non ha futuro. E una famiglia senza eredità non ha più una casa.

Dopo la morte del vecchio Barone, Ashcombe Manor rischia di essere perduta per sempre.
Per salvare ciò che resta della sua famiglia, Cecily Gracefield ha una sola possibilità: proteggere il proprio nome a ogni costo. Perché basta un errore… e il suo onore sarà distrutto.

Ma tutto cambia con l’arrivo del nuovo Barone.

Alistair Gracefield è freddo, inflessibile, deciso a reclamare ogni diritto sull’eredità. Non crede nell’amore. Non si fida delle donne. E non ha alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere… soprattutto da Cecily.

Quando uno scandalo minaccia di travolgerla, una sola soluzione resta possibile: un matrimonio imposto.

Un’unione che può salvare Ashcombe o distruggere entrambi.

Lei, in bilico tra dovere e desiderio, rischia di perdere tutto.

Lui, convinto che l’amore sia un inganno, non è pronto a ciò che prova.

E quando un uomo dal passato di Cecily torna a reclamarla, il fragile equilibrio si spezza.

Perché ad Ashcombe Manor non è in gioco solo un’eredità, ma l’onore, il cuore… e il diritto di scegliere il proprio destino.

Il Barone che non amava le rose è una storia di passione, rischio e redenzione. Perché, nel mondo della Reggenza, amare è lo scandalo più pericoloso di tutti.

 

 



Bentrovate anime belle,
nuova recensione per il secondo volume de “Le figlie di Ashcombe Manor”, una serie che seguo dall’inizio e che a ogni volume diventa sempre più accattivante e bella, come belli sono i personaggi costruiti dalla D’Arcy in modo impeccabile.
La serietà quando si scrive uno storico è fondamentale e Rossella la dimostra tutta in ogni dettaglio, particolare o parola che mette sul foglio.

L’educazione del tempo era rigida per le fanciulle, che non potevano di certo aspirare alla libertà.

Le madri erano impegnate più a interessarsi di sistemare le figlie, specie quando una famiglia era sull’orlo di una rovina, ignorando i sentimenti della progenie e la volontà di essere solo amata per quello che era.

Ma, tante volte, in quelle imposizioni riverberava una speranza e da un matrimonio imposto e combinato ne poteva nascere qualcosa di buono, a patto che il cuore dell’una o dell’altro fosse libero.

Devo essere sincera: per quanto mi sia piaciuta Cecily, è Alistair che ho amato.

La sua malinconia, quegli occhi velati di una tristezza che trova un barlume di luce quando vede lei.

Alistair e il suo passato segnato da una famiglia non propriamente affettiva. Capitava spesso, all’epoca, di essere visti solo come mezzi per protrarre una discendenza, un cognome che tante volte risultava ingombrante perché limitava la libertà di essere semplicemente se stessi.

Ma “Il Barone che non amava le rose” non è solo Cecily e Alistair, è anche quel passato che, se possibile, ti porta a voler scoprire di più, sempre di più sulla prossima mossa del famoso Duca e di quella donna, Evelina, ora mamma impegnata a sistemare la prole, che nonostante il tempo forse, e dico forse, non hanno mai smesso di amarsi.

Faccio i complimenti a Rossella, un’autrice che, solo per la cultura che dimostra, stimo dal profondo; perché lo storico che fa sognare è questo, quello del tempo che si ferma in mezzo alle pagine, che ti rimanda lì, in un’epoca dove bastava uno sguardo per amarsi o forse odiarsi, e una parola per distruggersi o ritrovarsi.

Aspetto con ansia la prossima “sorella”, anche se la mia attenzione è puntata sulla più piccola della famiglia.

Ancora complimenti Rossella, continua a farci sognare!

A presto

 




30 settembre 2026

RECENSIONE - SIMON - SERIE LETALE - di Ileana Secci

 



Autore Ileana Secci
Titolo: Simon
Serie: Serie Letale #3
Tipologia: Romanzo autoconclusivo (vol.3 Serie Letale; ogni vol. racconta una storia d'amore diversa e può essere letto indipendentemente dagli altri, sebbene i personaggi e gli eventi siano strettamente collegati tra loro.)
Editore: Self-publishing
Store: Amazon
Pagine: 421
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: Ancora non disponibile
Anche Kindle Unlimited
Giorno di pubblicazione: 17 settembre 2026
Genere: Contemporary Romance - Psychological Romance - Medical Romance -Emotional Romance





Simon ha sempre saputo salvare gli altri, il problema è che nessuno le ha mai insegnato come salvare sé stessa. Medico di Pronto Soccorso, ha imparato a convivere con il dolore dei suoi pazienti, affrontando ogni giorno la sofferenza con lucidità e sangue freddo; ma nessuna esperienza avrebbe potuto prepararla a ciò che accade, quando è la sua stessa vita a sgretolarsi. La perdita della sorella Rose la trascina in un vortice di dolore dal quale sembra impossibile riemergere; una relazione che l'ha profondamente segnata continua, invece, a convincerla che l'amore sia qualcosa a cui non è destinata. È proprio quando ogni certezza sembra ormai perduta che il destino mette Cameron sul suo cammino. La sua presenza diventa un'àncora a cui aggrapparsi, ma dietro a quell'uomo, che sembra avere sempre la risposta giusta, si nascondono segreti capaci di cambiare la vita di Simon ancora una volta, costringendola a mettere in discussione tutto ciò che stava faticosamente ricostruendo.


Ci sono ferite che il tempo trasforma in cicatrici; rimangono lì, anche sottopelle, ma in qualche modo fanno sempre male.

Mutano in incubi, in quella nebbia che ogni tanto si incastra nella gola e che diventa un nodo quando anche un dettaglio della nostra quotidianità ci porta indietro: a un’immagine, a una fotografia che l’incedere dei giorni fa sbiadire ma non scomparire.

Ho sempre dichiarato che per le scrittrici la penna diventa uno strumento quasi di catarsi.

Macchiamo il foglio di quegli eventi che, in un modo o in un altro, ci hanno cambiato.

Aspettavo Simon, l’aspettavo da quando ho letto di lei la prima volta.

Il suo carattere, forte e determinato, mi aveva affascinato.

Il volume precedente della serie Letale si era chiuso con lei che crollava, vinta da un dolore che non si può mettere a tacere.

La ritroviamo qui, contro il muro di una struttura ancora in macerie, come il suo cuore, d’altronde, vittima di un male che affligge molte e che, da chi non ne conosce la gravità, viene sottovalutato.

Stretta in quel fato spezzato, Simon ritrova il respiro sulle labbra di uno sconosciuto. Forse un eroe, o forse un guerriero battuto dal suo stesso dolore.

Vi posso però dire cosa mi ha lasciato Simon, cosa ho provato leggendo di una donna che si mostra forte per poi crollare quando è sola nella sua stanza.

Vi posso raccontare del suo dolore travestito da coraggio, di come la vita l’abbia posta davanti a quello che è lo specchio della sua anima: Cameron.

Cameron con i suoi modi gentili, con il sorriso incerto; Cameron che la vede come nessuno, forse, si preoccupa di fare.

Perché quando si è troppo concentrati sui propri problemi, non si vedono quelli degli altri.

Ci si accontenta del “Sto bene!”.

Cameron no: va oltre la maschera, oltre il sorriso forzato, oltre la freddezza che, tante volte, una professione impone.

Cameron vede Simon, forse come nemmeno lei riesce a fare.

Ma chi si accolla il dolore degli altri, quanto ne porta addosso?

Sono stati due personaggi di una bellezza sconvolgente, proprio perché vivi; nella loro imperfezione, perfetti.

Un mafia romance che non ha peccato di quella crudeltà tipica dell’ambiente; uno spicy dove due corpi non si uniscono solo per piacere, ma per mettere a tacere i mostri che sono in grado di divorare l’anima.

A fare da contorno la famiglia che, per quanto non sia quella che forse Simon sogna, è pur sempre il suo rifugio, anche se lei stessa è la colonna portante di quei genitori che hanno provato un amore diverso, ma sempre amore è.

Mi sono commossa, Ile, perché ho visto tanto della donna oltre la scrittrice.

La scrittura per noi diventa catarsi (è una ripetizione voluta) e in quella liberazione doniamo un pezzo di noi.

Sta al lettore intravedere tra le righe cosa regaliamo; io credo di aver visto un bel po’ della Secci e posso dire che l’apprezzo ancora di più, non dimenticandomi però che, oltre la maschera da supereroina, c’è sempre una donna.

A presto!




22 settembre 2026

RECENSIONE - Scintille: Hearts in Flames #1- di Muriel Conrad

 



Autrice: Muriel Conrad
Editore: Self-published
Titolo: Scintille
Serie: Hearts in Flames
Genere: Romance contemporaneo
Sottogenere: Firefighter romance
Formato: Ebook
Uscita: giovedì 10 settembre 2026
Ambientazione (di fantasia): Silvervine, California (Santa Ynez Valley)
Pov: Dual POV, prima persona presente
Heat level: Medio (sensuale, non esplicito)
Trope:  Hidden identity Small town romance, Golden boy,  Firefighters romance, Forced proximity
Family trauma + healing,  Dual POV, Second chances, Slow burn Protector hero




Lei mente per proteggersi. Lui non crede più nell’amore.

Leila Davis
ha ventisei anni quando arriva a Silvervine, California, con un solo obiettivo: ricominciare. Lontano da New York. Lontano dal padre che ha abbandonato lei e sua madre malata. Lontano dal fidanzato che è scappato quando le cose si sono fatte difficili. Ma ricominciare significa anche mentire. Sul suo cognome. Sul suo passato. Su chi è davvero.

Nick Fabbri, trent’anni, è il golden boy di Silvervine. Vigile del fuoco, figlio perfetto, l’eroe che tutti amano. Otto mesi fa il suo cuore è stato spezzato da chi credeva di conoscere meglio. Da allora ha una regola: se qualcuno gli mente, lui si ritrae come da una fiamma. Poi incontra Leila in un bar e lei gli dice di chiamarsi Sky Walker. Lui non ci casca. Dovrebbe scappare. Invece resta.

Perché a volte l’amore inizia esattamente dove non dovrebbe. In una cittadina dove i segreti bruciano più velocemente delle colline. Dove chi salva vite per mestiere deve imparare a salvare anche il proprio cuore. Dove due persone ferite devono scegliere: continuare a proteggersi, o avere il coraggio di lasciarsi andare.

Quando tutto brucia… Resta solo l’amore.

È sempre bello leggere nuove autrici, specie se a fine lettura lasciano comunque qualcosa.

È successo con il romanzo della Conrad, una scrittrice che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo.

La cosa che più mi è rimasta impressa è la passione che ha messo nel descrivere i sentimenti dei protagonisti: vibrazioni che sono arrivate tutte, nessuna esclusa.

E sì, care amiche lettrici, parlo di emozioni, perché tante volte nella stesura di un libro ci si perde troppo sulle ambientazioni o sui costumi; insomma, su tutto quello che io ritengo sì necessario, ma non al punto da rubare l’intera scena.

Qui, invece, il vissuto dei personaggi arriva dritto al cuore.

C’è quello di Leila, disillusa dall’amore in genere: che si tratti di un genitore o di un uomo, chiunque avrebbe dovuto supportarla e accompagnarla, specie nei momenti più delicati della vita, le ha voltato le spalle, lasciandola sola ad affrontare il dolore.

E poi ci sono le emozioni di Nick, un vero golden boy, tradito da chi aveva deciso di amare: una donna e un amico che chiamava fratello.

Questo romanzo racconta di seconde possibilità, ma prima di tutto verso se stessi. Una lotta per combattere la mancanza di fiducia che subentra quando chi doveva tenderti una mano si volta dall’altra parte; quando qualcuno ti tradisce, lasciando il cuore sepolto sotto strati e strati di macerie.

Eppure, in mezzo al caos, alle menzogne e alle mezze verità, due anime che hanno patito le stesse sofferenze si riconoscono e, nonostante la diffidenza iniziale, si cercano.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Nick: la sua dolcezza, quel suo essere presente anche senza che l’altra persona lo chieda.

E mi è piaciuta immensamente la scena di quell’album recuperato per essere salvato dalle fiamme.

Pensateci, amiche lettrici: siamo abituate ai selfie, a fare foto di continuo, ma quante di noi le stampano e le racchiudono in quella che diventa una sorta di capsula del tempo?

Per chi lo fa, quell’album diventa un bene inestimabile e insostituibile, perché racchiude la memoria, e per molti diventa fondamentale quando i ricordi, per una causa o per l’altra, sbiadiscono.

Sono davvero contenta di aver scoperto la scrittura della Conrad.

L’unico appunto riguarda alcuni concetti che, ahimè, ho trovato ridondanti: espressioni che non c’era bisogno di ripetere più e più volte, perché se una cosa è scritta bene, come lei ha ampiamente dimostrato di saper fare, rimane comunque impressa.

Non mi resta che aspettare il secondo volume della serie, di cui l’autrice ci ha già dato un assaggio.

A presto!





16 settembre 2026

RECENSIONE - BREAK THE DARK - di Michela Piazza

 



TITOLO: BREAK THE DARK

 AUTORE: Michela Piazza

 GENERE: Dark Academia/Forbidden romance/autoconclusivo.

 TROPE DI RIFERIMENTO: #EnemiesToLovers #DarkSecrets #ForcedProximity #ForbiddenLove #EliteCollege #EmotionalScars

 SERIE: Winters University Series vol. 2 - Autoconclusivo

 DATA DI USCITA: 28 luglio 2026

 DISPONIBILE su Amazon e Kindle Unlimited 

LIAM
Alla Winters University tutti pensano di sapere chi sono.
Il
ribelle che se ne frega delle regole. L'erede di un patrimonio immenso. Il ragazzo più desiderato del campus.

Ma dentro di me c'è
qualcosa di rotto. Un ricordo che non riesco a seppellire e che mi ha portato in rehab.
La verità è che io rovino tutto ciò che tocco.
E dovrei stare alla larga da Annabelle.

Lei è così incantevole. Troppo sincera per un posto come questo. Pericolosamente vicina ai miei segreti.
Invece continuo a cercarla.
Anche quando so che finirò per farle male.
Perché in nessuno dei mondi possibili noi avremo mai un lieto fine.

ANNABELLE
Sono arrivata alla Winters per ricominciare.
Per lasciarmi alle spalle il dolore.
Per smettere di sentirmi intrappolata in un passato che continua a inseguirmi.


Liam mi affascina, mi provoca, mi spinge a osare. Mi fido di lui, è come se lo conoscessi da sempre.
Ma in questa università la verità non arriva mai per liberare, solo per creare nuove ferite.

Alcune persone entrano nella tua vita per
salvarti. Altre nascono per distruggerti.
Il problema è che, a volte, hanno lo stesso nome.
E io mi sono innamorata di Liam prima di sapere che avrei dovuto odiarlo.


Ci sono stati due romanzi che, negli ultimi tempi, mi hanno fatto fare un bel respiro profondo.

Uno è di sicuro quello di Michela, una storia che si discosta completamente dal primo volume.

Break the Dark riprende quegli eventi che ci eravamo lasciati alle spalle con Feel the Dark, facendoci scoprire piano piano il passato di Liam, un personaggio che già nel libro precedente non era passato inosservato.

Almeno non a me.

Liam è la sua bellezza, ma anche quella spavalderia che nasconde tanto: una maschera che cela il dolore e il rimorso per ciò a cui non si può rimediare.

Il destino, però, non si limita mai solo a togliere, ma ti mette davanti anche chi quel dolore lo ha subito.

 Uno scherzo un po’ macabro, ma, come dico sempre io, per tutto c’è un perché, una motivazione che può divenire redenzione o condanna.

Se il primo volume della dilogia mi era piaciuto, Liam e Annabelle li ho amati. Non è una storia facile e la bravura di un’autrice si vede anche nell’intessere una trama non scontata, fatta di realtà che molti vivono sulla propria pelle.

Quello che emerge dalle pagine è una storia di seconde possibilità, e non parlo solo d’amore, ma di se stessi.

Ci sono eventi che ci piegano, in cui le ginocchia cedono sotto il peso di colpe che, tante volte, non sono nemmeno le nostre.

La vita è equiparabile a un giorno: l’alba è l’innocenza; le ore successive diventano gli ostacoli da affrontare, i pensieri che dobbiamo imparare a mettere a tacere, le azioni che tante volte non riusciamo a controllare; infine arriva la notte, che può essere serena o devastata dalla tempesta.

Prima che l’oscurità prenda il sopravvento sulla luce, bisogna imparare ad amare se stessi, ad accettare i propri limiti e a superarli.

È così che ci si rende conto che, spesso, l’odio e il rancore sono solo un modo per cercare un capro espiatorio e sentirsi più leggeri.

Liam e Annabelle lo hanno capito, ed è stato emozionante il momento in cui i muri sono crollati e sono rimasti solo loro, con i propri pregi e difetti, ma pur sempre loro.

Complimenti a Michela, che sa sempre emozionare con le sue storie.

Le cinque stelle sono meritatissime, anzi sono poche per un romanzo che ho amato fin dalla prima pagina e che porto ancora nel cuore.

A presto!







15 settembre 2026

RECENSIONE - BLACK MARK - Black Key Series Vol.2 - di Barbara Scotto

 




TITOLO: Black Mark

SERIE: volume 2 della Black Key Series.

La storia della coppia è autoconclusiva, ma le vicende seguono gli

avvenimenti del precedente volume, Black Veil.

Romantic Suspense; Forbidden Love; Forced proximity; Age gap; Slow burn; Emotional scars; 

Broken hero; Morally grey hero; Touch her and die

 PAGINE: 463

Dal 15 settembre 2026 in esclusiva Amazon in ebook, KU e cartaceo

 Link Amazon

 TRIGGER WARNING

Alcune vicende di questo romanzo potrebbero urtare la sensibilità dei lettori. Si raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

TW completi all’interno del libro.


Ryder Cross, nome in codice Grave, è il braccio della Black Key.
Freddo, fisico, implacabile, non concede spazio ai sentimenti e il suo unico scopo è ottenere vendetta su chi gli ha strappato le persone che amava.
Astrid Volkov è cresciuta tra le imposizioni e ha imparato che sopravvivere significa obbedire. Vulnerabile solo in apparenza, vuole scoprire chi potrebbe essere se fosse libera di scegliere.
Lui ha affrontato missioni dove ogni rischio era calcolato e ogni limite aveva una ragione, ma con Astrid le regole smettono di funzionare.
Quando le menzogne e le minacce non potranno più essere arginate, Ryder dovrà decidere se restare l’uomo che non si lega a nessuno, o arrendersi all’unica donna che non avrebbe mai dovuto toccare.

Bentrovate, anime belle!

Il nostro blog riparte con la recensione di una delle autrici che più stimo.

Al di là della persona, è la sua scrittura a risultare sempre affascinante, ricca di particolari e di emozioni che, ahimè, ultimamente mancano nelle letture.

Barbara è quella che io definisco un’autrice versatile.

Ho avuto modo di lavorare gomito a gomito con lei e ho visto con i miei occhi la sua capacità, che non è da tutti, di immedesimarsi nelle storie che scrive, diventando un tutt’uno con i personaggi al punto da farti vivere ciò che loro provano.

Se con Draven avevo assaggiato il dolore, con Ryder, che io chiamerò allo sfinimento Ry, ho provato l’impotenza di non poter cambiare gli eventi.

La frustrazione di non essere stato capace di salvare chi si ama, la devastazione dell’anima che porta a un’insana vendetta... una vendetta che si annulla quando impara a conoscere lei: Astrid.

Astrid, una falena che sfida la luce che la può bruciare, che accarezza il fuoco che le lambisce le ali, ma che vola in alto nonostante le ferite.

Astrid, un piccolo iris che non chiede cure perché capace di rialzarsi, di sopportare le intemperie che la piegano ma non la spezzano.

Ry e Astrid: due mondi all’apparenza opposti, ma uniti da quelle cicatrici che vengono coperte dai tatuaggi, ma rimangono sottopelle e fanno male nonostante il tempo che passa.

Mi sono innamorata di loro, dell’orso che sa diventare un peluche e di una ragazzina che si colora i capelli di quel viola, come i petali del fiore che la rappresenta.

Il contorno è fatto di quei personaggi che abbiamo conosciuto nel volume precedente e chissà quali altre sorprese riserveranno nel successivo.

Ma io rimango ferma a lui, a Ry, al gigante buono che fuma, beve e cerca distrazioni solo per riempire un vuoto che una ragazzina, a cui doveva fare da balia, ha colmato.

Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola direi: immenso.

Come il cuore di Ry, come la forza di Astrid.

Barbara non racconta di fanciulle che piangono per qualcosa di negato; parla di guerriere che, con le unghie e con i denti, alzano sempre gli occhi e la testa.

Donne all’apparenza fragili, ma che nascondono un’anima da leonessa, specie quando chi amano viene anche solo sfiorato.

Ci sarebbero altre mille parole da dire su di loro, ma io mi limito al “Perfetto”.

E le cinque stelle, cara Barbara, sono solo un numero per un romanzo che ne vale davvero tante, tante di più.

Avevi timore per questo personaggio, ma ti sei superata, sorella di luna.


A presto! 







14 settembre 2026

RECENSIONE - Icefall - di Giada Bertone

 



Titolo: Icefall

Autore: Giada Bertone

Selfpubblishing

Data pubblicazione: 6 luglio 2026

Genere: Contemporary romance

Trope: Sport Romance, Ice skating, College, Bully, Enemies to Lovers

Pagine: 470 (da definire)

Narrazione: prima persona, presente, PoV alternati

 

Kade Martinez è stato il mio primo e unico amore. Poi, è diventato il mio peggior incubo.

È un ex stella dell’hockey e ha uno sguardo capace di disintegrarmi. Potrebbe distruggermi, soprattutto adesso che è tornato al college e che devo iniziare la nuova stagione agonistica di pattinaggio.

Kade conosce ogni parte sbagliata di me.

E io conosco ogni ferita che cerca disperatamente di nascondere.

 Tra odio, desiderio e segreti che avrebbero dovuto restare sepolti, il ghiaccio non sarà l’unica cosa pronta a spezzarsi.



Nuova recensione, anche se con un po’ di ritardo, per Giada e per il suo sport romance ambientato sul ghiaccio.

Un enemies to lovers fatto di ricordi, passato e di un profondo dolore che lega i protagonisti della storia: Lily e Kade.

Un second chance a colpi di parole fatte di odio e di ripicche, nate solo per dimenticare una sofferenza che va avanti da anni.

La Bertone racconta la storia di due ragazzi che sono cresciuti insieme e si sono amati.

Un amore divenuto ancora più forte proprio grazie allo sport che li lega alla lastra di ghiaccio: discipline diverse, ma sempre piene di quell’adrenalina che si avverte a ogni partita di hockey o a ogni coreografia che preveda un doppio o triplo axel. 

Ma la vita non è una strada in discesa e gli ostacoli che si incontrano sul cammino possono unire di più o, al contrario, dividere, come nel caso dei due giovani.

Kade ora vive per distruggere Lily, per annientare il suo sogno esattamente come lei ha fatto con il suo... o almeno così sembra.

L’autrice ha seminato piccoli indizi che conducono a un finale inaspettato.

Non indora la pillola sul bullismo o sulla violenza verbale che Lily subisce, alle volte reagendo, altre chinando il capo; questo perché una parola non detta può divenire la spinta verso un burrone fatto di colpe non espiate e che, forse, non esistono realmente.

Il non chiarirsi conduce a malintesi che spesso isolano la persona in un loop, il quale rimanda solo il lato brutto di una storia. 

Forse si cerca quello stesso dolore per non amare più, per estirpare un sentimento che finisce per avere un unico scopo: ferire l’altro e se stessi.

Quello trattato dalla Bertone è uno sport fatto di lame che creano coreografie sulle note di una musica che diventa l’estensione delle proprie emozioni.

Ci sono stati alcuni punti nel testo che mi hanno lasciata un po’ perplessa, ma resta un bel romanzo, che fa riflettere molto sul “non detto” e sui dubbi che, quando non si chiariscono, si trasformano in tarli.

A presto!










10 agosto 2026

RECENSIONE - Tears and Rain (The Rain's Saga vol.1) - Sara Spagnolo




 

Uno sguardo. Un battito accelerato. Una famiglia in pericolo. Il primo errore è stato amarlo. Il secondo, fidarmi di lui.

Avete mai sentito la terra sotto ai vostri piedi tremare a causa del suono di una voce? La sua voce. O, semplicemente, imbattendovi in un paio di occhi?
Attenzione, perché non parlo dei fugaci e insignificanti sguardi che scambiamo ogni giorno, e senza neanche accorgercene, con decine di sconosciuti mentre facciamo compere in un supermercato, prendiamo un caffè al bar o passiamo tra la folla. Mi riferisco agli sguardi capaci di scuoterti l’anima e accelerare la tua frequenza cardiaca. A quelli in grado di far scomparire tutto il resto, anche le fottutissime regole del sistema e la valanga di problemi a cui noi comuni mortali siamo soggetti.
Beh, io sì.
Avevo il piacere di provare tali sensazioni ogni qualvolta i suoi bellissimi occhi color nocciola si soffermavano su di me e mi scrutavano a lungo, come se volesse leggermi dentro.
Vi sembrerà impossibile credere che un lasso di tempo così breve potesse scatenare un effetto tanto forte. Ma, credetemi, il tempo smetteva di scorrere quando eravamo insieme. Quell’attimo diventava interminabile ed era in grado di risvegliare in me sentimenti che non avevo mai provato in vita mia, per nessuno.
La sera in cui l’ho incontrato, fuori dal Golden Nigth, non volevo ammettere a me stessa che fosse l’imprevisto che inconsciamente aspettavo da anni. Ho cercato in tutti i modi di tenerlo fuori dalla mia vita già abbastanza complicata, ma le sue continue e piacevoli attenzioni mi hanno spinta a cedere e a dare ascolto al mio cuore che ha ripreso a battere solo grazie a lui, dopo anni di continuo gelo. Mi ci è voluto un po’, ma alla fine ho capito che l’unica cosa di cui avevo bisogno era amarlo e permettergli di amarmi, perché lui era il ragazzo ideale con cui buttarsi a capofitto in una relazione, senza doverci pensare troppo.
Dopo l’abbandono di mio padre e il ricovero di mia madre, mi sono ritrovata all’improvviso da sola, con una casa da gestire e dei fratelli più piccoli da accudire e mantenere. Perciò confidavo nel fatto che con il suo amore mi avrebbe salvata dalla mia dannata non vita, aiutandomi a riemergere dai problemi famigliari in cui stavo annegando, sopraffatta dalle mille responsabilità.
Tutta la magia, però, è svanita nel momento in cui ho realizzato che Hayden Shaw era l’ultimo individuo sulla faccia della Terra a cui avrei dovuto consentire l’accesso diretto alla mia vita. Semplicemente perché quella vita che avevo cercato di mandare avanti, sacrificando me stessa e mettendo in gioco il mio futuro, non intendeva affatto renderla migliore.
Lui voleva distruggerla, portandomi via la cosa più cara che avevo: la mia famiglia.

“Finalmente i suoi meravigliosi occhi avevano smesso di nevicare, grazie alla mia presenza nella sua vita. Mi sento uno schifo a pensare che, sempre a causa mia, si è scatenata una bufera di neve che ha ibernato la sua anima e portato il gelo nelle sue giornate, rendendole vuote e tristi. Un’altra volta”.

 Ammetto che ho trovato la cover davvero magnetica, e quando ancora non conoscevo il contenuto delle pagine ho pensato all’importanza degli occhi e a quando essi siano fondamentali in un discorso senza parole…

Quando ho iniziato la lettura, ho finalmente compreso…e ora vi cercherò di spiegarvi senza spoilerare tantissimo o almeno ci proverò…

Hazel e Levi due fratelli che si ritrovano da un momento a l’altro a dover lavorare per riuscire ad assicurare ai loro fratelli minori il più possibile e per pagare i debiti lasciati da chi doveva prendersi cura di loro invece ha preferito sparire…

Tra le pagine incontriamo il fratello gemello di Levi che è in continua collisione con la giustizia e per di più è padre di Destiny, inoltre il centro minori era sempre pronto a tenerli lontani, non accadde perché non trovarono mai nulla ed è per questo che Roland capo del centro iniziò un gioco sporco…facendo entrare Hayden (assistente sociale formato da lui stesso, quindi con modi non consoni) nella vita di Hazel, per portare via i ragazzi e distruggerla…

Una storia che ti spezza, ti rimane incastrata nel cuore, senti il loro dolore, senti le loro gioie e piangi e ridi per loro e con loro…

Una famiglia lontana da quella del mulino bianco, fatta d’amore e sacrifici ma che insieme resiste agli urti della vita...

Hayden era da picchiare ma man mano scopri il suo passato e ciò ti permette di cambiare idea durante la lettura rendendoti conto che in queste pagine vi è il cambiamento, la rinascita e il perdono…pagine intense che regalano la speranza, pagine che vanno rilette anche se ti righeranno il volto ogni volta che lo farai…

Storia intensa ma scritta davvero molto bene, una penna che conosco e che non smette di sorprendermi per la sua estrema sensibilità…ma che cresce ogni volta con originalità…!