Uno sguardo. Un battito accelerato. Una famiglia in pericolo. Il primo errore è stato amarlo. Il secondo, fidarmi di lui.
Avete mai sentito la terra sotto ai vostri piedi tremare a causa del suono di una voce? La sua voce. O, semplicemente, imbattendovi in un paio di occhi?
Attenzione, perché non parlo dei fugaci e insignificanti sguardi che scambiamo ogni giorno, e senza neanche accorgercene, con decine di sconosciuti mentre facciamo compere in un supermercato, prendiamo un caffè al bar o passiamo tra la folla. Mi riferisco agli sguardi capaci di scuoterti l’anima e accelerare la tua frequenza cardiaca. A quelli in grado di far scomparire tutto il resto, anche le fottutissime regole del sistema e la valanga di problemi a cui noi comuni mortali siamo soggetti.
Beh, io sì.
Avevo il piacere di provare tali sensazioni ogni qualvolta i suoi bellissimi occhi color nocciola si soffermavano su di me e mi scrutavano a lungo, come se volesse leggermi dentro.
Vi sembrerà impossibile credere che un lasso di tempo così breve potesse scatenare un effetto tanto forte. Ma, credetemi, il tempo smetteva di scorrere quando eravamo insieme. Quell’attimo diventava interminabile ed era in grado di risvegliare in me sentimenti che non avevo mai provato in vita mia, per nessuno.
La sera in cui l’ho incontrato, fuori dal Golden Nigth, non volevo ammettere a me stessa che fosse l’imprevisto che inconsciamente aspettavo da anni. Ho cercato in tutti i modi di tenerlo fuori dalla mia vita già abbastanza complicata, ma le sue continue e piacevoli attenzioni mi hanno spinta a cedere e a dare ascolto al mio cuore che ha ripreso a battere solo grazie a lui, dopo anni di continuo gelo. Mi ci è voluto un po’, ma alla fine ho capito che l’unica cosa di cui avevo bisogno era amarlo e permettergli di amarmi, perché lui era il ragazzo ideale con cui buttarsi a capofitto in una relazione, senza doverci pensare troppo.
Dopo l’abbandono di mio padre e il ricovero di mia madre, mi sono ritrovata all’improvviso da sola, con una casa da gestire e dei fratelli più piccoli da accudire e mantenere. Perciò confidavo nel fatto che con il suo amore mi avrebbe salvata dalla mia dannata non vita, aiutandomi a riemergere dai problemi famigliari in cui stavo annegando, sopraffatta dalle mille responsabilità.
Tutta la magia, però, è svanita nel momento in cui ho realizzato che Hayden Shaw era l’ultimo individuo sulla faccia della Terra a cui avrei dovuto consentire l’accesso diretto alla mia vita. Semplicemente perché quella vita che avevo cercato di mandare avanti, sacrificando me stessa e mettendo in gioco il mio futuro, non intendeva affatto renderla migliore.
Lui voleva distruggerla, portandomi via la cosa più cara che avevo: la mia famiglia.
“Finalmente i suoi meravigliosi occhi avevano smesso di nevicare, grazie alla mia presenza nella sua vita. Mi sento uno schifo a pensare che, sempre a causa mia, si è scatenata una bufera di neve che ha ibernato la sua anima e portato il gelo nelle sue giornate, rendendole vuote e tristi. Un’altra volta”.
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Ammetto che ho trovato la cover davvero magnetica, e quando ancora non
conoscevo il contenuto delle pagine ho pensato all’importanza degli
occhi e a quando essi siano fondamentali in un discorso senza parole…
Quando ho
iniziato la lettura, ho finalmente compreso…e ora vi cercherò di
spiegarvi senza spoilerare tantissimo o almeno ci proverò…
Hazel e Levi due
fratelli che si ritrovano da un momento a l’altro a dover lavorare
per riuscire ad assicurare ai loro fratelli minori il più possibile
e per pagare i debiti lasciati da chi doveva prendersi cura di loro
invece ha preferito sparire…
Tra le pagine
incontriamo il fratello gemello di Levi che è in continua collisione
con la giustizia e per di più è padre di Destiny, inoltre il centro
minori era sempre pronto a tenerli lontani, non accadde perché non
trovarono mai nulla ed è per questo che Roland capo del centro
iniziò un gioco sporco…facendo entrare Hayden (assistente sociale
formato da lui stesso, quindi con modi non consoni) nella vita di
Hazel, per portare via i ragazzi e distruggerla…
Una storia che ti
spezza, ti rimane incastrata nel cuore, senti il loro dolore, senti
le loro gioie e piangi e ridi per loro e con loro…
Una famiglia
lontana da quella del mulino bianco, fatta d’amore e sacrifici ma
che insieme resiste agli urti della vita...
Hayden era da
picchiare ma man mano scopri il suo passato e ciò ti permette di
cambiare idea durante la lettura rendendoti conto che in queste
pagine vi è il cambiamento, la rinascita e il perdono…pagine
intense che regalano la speranza, pagine che vanno rilette anche se
ti righeranno il volto ogni volta che lo farai…
Storia intensa ma
scritta davvero molto bene, una penna che conosco e che non smette di
sorprendermi per la sua estrema sensibilità…ma che cresce ogni
volta con originalità…!
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