Titolo: Icefall
Autore: Giada Bertone
Selfpubblishing
Data pubblicazione: 6 luglio 2026
Genere: Contemporary romance
Trope: Sport Romance, Ice skating, College, Bully, Enemies
to Lovers
Pagine: 470 (da definire)
Narrazione: prima persona, presente, PoV alternati
Kade Martinez è stato il mio primo e unico amore. Poi, è
diventato il mio peggior incubo.
È un ex stella dell’hockey e ha uno sguardo capace di
disintegrarmi. Potrebbe distruggermi, soprattutto adesso che è tornato al
college e che devo iniziare la nuova stagione agonistica di pattinaggio.
Kade conosce ogni parte sbagliata di me.
E io conosco ogni ferita che cerca disperatamente di
nascondere.
Nuova
recensione, anche se con un po’ di ritardo, per Giada e per il suo sport
romance ambientato sul ghiaccio.
Un
enemies to lovers fatto di ricordi, passato e di un profondo dolore che lega i
protagonisti della storia: Lily e Kade.
Un
second chance a colpi di parole fatte di odio e di ripicche, nate solo per
dimenticare una sofferenza che va avanti da anni.
La
Bertone racconta la storia di due ragazzi che sono cresciuti insieme e si sono
amati.
Un amore divenuto ancora più forte proprio grazie allo sport che li lega alla lastra di ghiaccio: discipline diverse, ma sempre piene di quell’adrenalina che si avverte a ogni partita di hockey o a ogni coreografia che preveda un doppio o triplo axel.
Ma la vita non è una strada in discesa e gli ostacoli che si incontrano
sul cammino possono unire di più o, al contrario, dividere, come nel caso dei
due giovani.
Kade
ora vive per distruggere Lily, per annientare il suo sogno esattamente come lei
ha fatto con il suo... o almeno così sembra.
L’autrice
ha seminato piccoli indizi che conducono a un finale inaspettato.
Non
indora la pillola sul bullismo o sulla violenza verbale che Lily subisce, alle
volte reagendo, altre chinando il capo; questo perché una parola non detta può
divenire la spinta verso un burrone fatto di colpe non espiate e che, forse,
non esistono realmente.
Il non chiarirsi conduce a malintesi che spesso isolano la persona in un loop, il quale rimanda solo il lato brutto di una storia.
Forse si cerca quello stesso
dolore per non amare più, per estirpare un sentimento che finisce per avere un
unico scopo: ferire l’altro e se stessi.
Quello
trattato dalla Bertone è uno sport fatto di lame che creano coreografie sulle
note di una musica che diventa l’estensione delle proprie emozioni.
Ci
sono stati alcuni punti nel testo che mi hanno lasciata un po’ perplessa, ma
resta un bel romanzo, che fa riflettere molto sul “non detto” e sui dubbi che,
quando non si chiariscono, si trasformano in tarli.
A
presto!






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