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02 gennaio 2024

RECENSIONE: - "Delirio - Brivido al nero di Luna" - di Silvia Alonso





 Delirio
 Silvia Alonso
 Thriller - Horror
 Brè edizioni
 16 ottobre 2021
 cartaceo, ebook
 138

Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nova era. Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe. Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta. Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale. La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori, tradimenti e una strana maledizione. La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti di un sapere alchemico ed esoterico. Nella Cattedrale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i demoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti. Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. La vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino. I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre. Nella poesia di Baudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro. La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.




 Ogni volta che leggo una raccolta di storie mi riprometto di recensire il lavoro nel suo complesso. Poi, puntualmente succede questo. 

 1. I personaggi di “La trappola della perla nera” hanno una visione limitata. Sono antipatici, politicamente scorretti. Dissacrano il significato di vocazione, giudicano quella di alcuni rispetto a quella di altri. Odiano l'arte moderna. Enunciano il fastidiosissimo elogio del passato. Sono così antipatici da sembrare che escano dalle righe. Insomma, una costruzione perfetta. Bene anche le descrizioni, sapientemente centellinate che l’autrice ripropone in tutta la raccolta. O amato l’azione fulminea, il terrore che ne genera uno più grande dalla purezza del sacrificio. In questo racconto il male raggiunge il suo obiettivo più ambito e l’autrice dimostra la sua capacità di esplorare le tenebre. 

 2. “Il ladro di sogni”: un racconto con un target preciso. Da buon giocatore quale sono non posso che comprendere il protagonista. La ricerca dell’intuizione perfetta è un tarlo reale che non di rado occupa i pensieri dei giocatori più incalliti. Apprezzo sempre gli omaggi a Edgar Allan Poe 

3. Una sola frase per descrivere “La doppietta”: proiettile visionario. 

 4. “L’ombra oscura di Auschwitz” è un classico dell’horror raccontato magistralmente. La crudeltà e la dignità costrette a convivere per la sopravvivenza, per sorreggere un equilibrio impossibile. 

 5. “Profezie pericolose” Una bella indagine sull’ironia perversa del fato. 

 6. Quando leggo un fantasy ambientato in Italia come “La metamorfosi del basilico” spero sempre di conoscere divinità italiane, personaggi ex novo con uno spessore degno dei più blasonati angeli, demoni, divinità egizie, greche o romane. Ma ahimè, puntualmente vengo deluso. Credo che l'autrice sia più avvezza all'horror che al fantasy (pensiero personale). Nonostante ciò ho molto apprezzato alcuni personaggi e a riprova di quanto detto ho trovato ben riuscito il finale. 

 7. “The night of darkness”. Un pasto splatter da cenone di capodanno. 

 8. “La cattedrale di Tour San Daniel” Bellissimo! Ho letto una visione del pensiero universale dell’autore? 

 9. “ La dannazione delle dormienti”. Amo quando i miti della storia si intrecciano con le torbide visioni di una penna sanguinaria. È una delle scritture che preferisco. 

 10. “Il mistero della Salle Carré” Un furto un po’ troppo facile, ma va bene, il finale giustifica. 

 11. “La vera storia del golem di Praga”. Sarà per l’omaggio alla Shelley, della quale sono da sempre innamorato, ma ho l’impressione che da questo racconto emerga la profonda cultura dell'autrice. I miei complimenti. 




13 novembre 2023

RECENSIONE: - "Dannata" - di Federica Cabras

 



Titolo: Dannata
Autore: Federica Cabras
Editore: O.D.E. Edizioni
Genere: Horror
Trope: #zombie #resurrection #evildeal #devilsdeal #darkdeal #lostsoul
Pov: 1° persona
Prezzo ebook: €3.49 Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 18 ottobre
Pagine: 220
Serie: no Autoconclusivo: sì

Ero parte di un piano. Diabolico, ma pur sempre un piano.
Avevo un gruppo, un’identità. Era una sensazione che mi inebriava, che mi permetteva di sentirmi la padrona del mondo.


Una festa di compleanno.
Una bambina di due anni che perde la vita.
Maddalena non sa darsi pace, non riesce ad andare avanti. Non può togliersi dagli occhi il colore bianco di quel maledetto lenzuolo sopra il corpo di sua figlia né la sua dolce risata dalla memoria.
Eppure...
Eppure, si fa strada un pensiero perverso, contorto. La soluzione, forse, c'è e la morte allora può non essere definitiva.
Esiste un modo per riportare sua figlia indietro. Una via alternativa da pagare con l'anima.

Cosa si è disposti a fare per riportare alla vita un figlio?





Cosa faremmo se… Quante volte ci siamo fatti questa domanda leggendo una storia, guardando un film, o scrollando la cronaca in rete. Cosa faremmo se… La risposta dipende da un’infinità di variabili, ma quella che diamo è spesso impulsiva e non tiene conto dell’unica cosa davvero importante, la consapevolezza. Definisco sempre la consapevolezza con una metafora: Un conto è guardare un leone sulla tv, un conto è trovarselo davanti. Ne consegue che per rispondere sinceramente alla domanda iniziale ci vuole il coraggio di fare esperienza, e visto che molte esperienze sono assolutamente vietate, l’unica cosa che ci può aiutare a essere sinceri con noi stessi è l’introspezione. Il viaggio interiore, quando è onesto, equivale “quasi” a un’esperienza di vita reale, un po' come avvicinarsi ad un leone in catene e carezzargli il muso con il rischio di vedersi il braccio strappato via. Non proprio una passeggiata. L’autrice di Dannata non si è accontentata di un leone, ha scelto un tirannosauro. Non è mai facile, anzi è pericoloso come l’inferno (appunto) immergersi nella propria oscurità per riuscire a parlare in modo credibile di certi sentimenti. Si rischia molto. Nietszche diceva che se si guarda troppo a lungo nell’abisso, alla fine l’abisso guarda dentro di te. Il prezzo da pagare per scrivere storie come Dannata può essere molto alto. Complimenti e grazie all’autrice per il suo coraggio, perché opere come Dannata permettono al lettore di affacciarsi sul proprio abisso senza pagarne il prezzo.

Maddalena, la protagonista, è una madre coraggiosa perché affronta il male più grande dell’universo per la propria figlia, ma è una donna vile, perché fugge il dolore e sbarca addirittura all’inferno per nascondersi da esso. Una dualità che riesce a raccontare la completezza del difficile tema trattato in Dannata: la perdita di un figlio. Una cosa contro natura che non dovrebbe mai accadere.

Ho apprezzato le scene erotiche, mai troppo volgari, frutto di un amore morboso, una tossicità affettiva di cui la protagonista è pregna. È la sua caratteristica, il lettore lo capisce subito. È proprio Maddalena il personaggio più riuscito di quest’opera: l’altalena emozionale che la caratterizza è verosimile nonostante la straordinarietà degli eventi. La lettura, grazie a questo, vince il rischio di appesantirsi per i continui salti temporali narrativi. Personalmente preferisco quando i flashback vengono riuniti in capitoli dedicati, ma è una preferenza personale. Oggettivamente, invece, le interruzioni continue rischiano di far perdere il filo. La Maddalena del passato, però, ha dei colori completamente diversi da quella del presente e questo aiuta il lettore a orientarsi abbastanza facilmente.

Mi è piaciuto il finale, è come una parentesi a tutto l’assurdo accaduto nel mezzo, una diga contro lo straripare dell’inverosimile.




25 maggio 2023

RECENSIONE: - "L'identità della luce" - di Pietro Dell'Oglio

 




L’IDENTITÀ DELLA LUCE

di PIETRO DELL’OGLIO


Collana: URSULA KEMP

Genere: DARK FANTASY - PSICOLOGICO

Pagine  240

Cartaceo: 17,00 €

Editore: Dark Abyss Edizioni

Data Uscita: 20 MARZO 2023



Ipsum Dolor gode di una vita perfetta: ha un marito rispettato che la protegge

e lei si sente al sicuro tra le alte mura della città di Mnemonia. Tutto questo finché non

entra in contatto con un’entità luminosa che le dona la capacità di vedere davvero la

realtà: le case sono ammassi di macerie, le strade pavimentate da denti ingialliti e le

persone sono deformi. Con l’intenzione di scoprire che cos’è reale e cosa no, Ipsum

comincia a indagare in una spirale di vertiginosa follia, seguendo una luce fioca per

salvarsi dal buio che vorrebbe inghiottirla.




Avete presente la serie animata educativa degli anni 80/90 siamo fatti così, dove ogni microrganismo del corpo umano aveva un identità propria: un neurone rappresentato da un anziano maestro barbuto coordinava tutte le operazioni, i linfociti viaggiavano su delle tecnologiche capsule volanti e i virus erano strani tizi dai brutti ceffi? Bene, se non ve lo ricordate prendete per buona l'approssimativa descrizione appena fatta, al posto del corpo umano metteteci qualcosa di più contorto, come la psiche per esempio, e invece delle simpatiche rappresentazioni dei microrganismi che lo compongono, metteteci gli angoli più bui dell’animo umano. Ecco fatto, vi presento L’identità della luce, un singolare fantasy psicologico dalle note splatter e il sapore noir che non si limita a raccontare una storia, anzi forse è meglio dire: che non vuole raccontare “una” storia, ma pretende di raccontare la “tua” storia! Siamo fatti così (serie tv a parte) tutti allo stesso modo, abbiamo caratteri somatici diversi, nomi diversi, peculiarità ed esperienze diverse, ma le basi sono le stesse per tutto il genere umano. Stesse radici. Profonde e insondabili come l’universo stesso, come l’infinito/eterno dal quale proveniamo e al quale, più o meno coscientemente, aspiriamo. Radici impossibili da scoprire nella loro interezza, quindi, ma attraenti e misteriose. Da sempre l’essere umano si lancia in viaggi all’interno di sé stesso con lo scopo di scoprire i segreti della propria esistenza e quando riesce nel suo intento lo fa a discapito di grande sofferenza interiore, quella che nasce dallo sforzo necessario ad affrontare il terrore che aleggia negli angoli più bui dell’animo umano. L’identità della luce racconta la storia del lettore che vi s’immerge, perché è il resoconto di un coraggioso viaggio nelle profondità delle radici umane.

Nella serie animata Siamo fatti così i linfociti (che difendono l’organismo) viaggiavano su delle capsule volanti altamente tecnologiche, con mille funzioni che solo i linfociti stessi potevano usare. Ecco com’è fatta la penna degli autori che non hanno paura di viaggiare nella propria oscurità alla ricerca della luce imprigionata in essa, è una capsula volante piena di funzioni che solo loro sanno usare. L’autore di L’identità della luce direi proprio che… no, non lo dico, leggete quest’opera, poi sarete voi a dirlo.




09 maggio 2023

RECENSIONE: - "Equilibrium: La Sfera" - di Raushana Abramo




 Autore: Raushana Abramo
Genere: Fantasy
Pubblicazione: 1 aprile 2023
Numero di pagine: 338

Nel 2009, il mondo viene colpito da un evento catastrofico. Le Sfere, grandi globi di energia densa e rossa, compariranno su tutto il pianeta portando con loro devastazione e creature mostruose. Alcuni esseri umani, colpiti da quella energia scarlatta, scopriranno di aver ottenuto capacità straordinarie utili a combattere quegli esseri. Questi verranno soprannominati “Corrotti”.
Gloria, una giovane Corrotta, si ritroverà ad affrontare insieme ai suoi improbabili amici l’invasione delle creature per andare alla ricerca dei suoi cari, scomparsi un anno dopo dalla catastrofe. Tra battaglie sanguinarie, perdite e legami che vanno oltre la concezione della mente umana, il gruppo di amici cercherà di sopravvivere in quell’incubo e di scoprire il mistero che si cela dietro le Sfere.



Ho trovato stravagante al limite della genialità la scelta di retrodatare (rispetto al tempo reale) alcuni avvenimenti di portata mondiale. Non so se l’autrice lo abbia fatto perché “Equilibrium” ha visto la luce negli anni precedenti a quelli raccontati nell’opera e abbia deciso di lasciare tutto così, magari per sentimentalismo (non ci sarebbe niente di male, anzi!), ma so che questo particolare mi ha tenuto attaccato alle pagine per la voglia di comprenderne il significato e devo dire che… no, non lo dico, andate a scoprirlo da soli!

La cosa che più mi eccita quando ci sono di mezzo i superpoteri, è la crescita dell’eroe, la considero il momento culmine, più entusiasmante della stessa battaglia finale, mi aspetto quindi che venga raccontato in modo centellinato e pieno di suspense, piuttosto che esposto in ordine cronologico, come purtroppo avviene per Gloria.

Avrei voluto leggere, in modo particolareggiato, una giornata del passato di Curt mentre vive la sua passione per le armi, si fa una scazzottata, magari proprio il giorno in cui conosce helen. Allo stesso modo mi sarebbe piaciuto leggere un episodio di bullismo subito da Glen e magari con un salto temporale arrivare alla sua prima vittoria sul ring.

Avrei voluto leggere della fuga di Selen, come si è svolta nei particolari, magari un episodio in orfanotrofio, mi avrebbe fatto conoscere il suo passato in modo approfondito, ma soprattutto intimo. È così che i personaggi guadagnano spessore, non basta dire quello che è successo, è necessario mostrarlo nei minimi particolari. “Show don’t tell” è vangelo!

Il pregio di Equilibrium è senza dubbio nelle descrizioni dei combattimenti, sono vividi, cruenti. Tengono il lettore sulle spine fino all’ultimo. L’autrice dimostra un ottimo stile, riesce a dare vita alle immagini che descrive ed è un piacere lasciarsi trasportare. Complice anche una capacità visionaria di cui chiaramente l’autrice gode e che da i suoi frutti in primis nell’originalità del soggetto, poi nei molti combattimenti. Sono stati quest’ultimi a pagare il pegno che personalmente pretendo da un fantasy/horror (e derivati) quello di portare la mia mente a farsi un giro nella leggerezza di un universo parallelo e, soprattutto, catartico. Per questo ringrazio!




04 maggio 2023

RECENSIONE: - "The Jackal man" - di Russell C. Connor





THE JACKAL MAN
RUSSELL C. CONNOR
Collana: CATHERINE MONVOSIN
Genere: HORROR
pp. 418
Cartaceo: 18,00 €
Editore: Dark Abyss Edizioni
Data Uscita: 20 APRILE 2023

Non avventurarti lungo la strada buia che porta a Sud. Gli abitanti di Ashville non lo fanno mai. Loro lo sanno. Non commettere questo errore. Ma la Lyles Corporation ha deciso di costruire e vendere case, proprio lì. Il business è cieco, sordo e non riesce nemmeno a captare l'odore del sangue. Perché c'è qualcosa a Sud, lungo la strada buia. Qualcosa di deforme, di crudele. Per questo, in quel paesino del Texas, le luci sono sempre accese. E tu, sicuro di non aver paura della strada buia?


“I bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Non è un fatto scontato, ma è verosimile, in realtà è auspicabile, anche se raro: tutti noi vorremmo avere la forza di superare le nostre paure per il bene della nostra famiglia. La verità è che ci vuole un coraggio da supereroe, perché superare le paure equivale a superare i confini più estremi dell'animo, quindi non tutti potrebbero riuscirci. Molti probabilmente non ci proverebbero nemmeno. Dipende dall'amore, come sempre, che purtroppo non sempre è scontato. Però, anche se io fossi l’essere meno dedito alla famiglia che calpesta questo mondo, non potrei comunque fare a meno di immedesimarmi in un uomo che supera le proprie paure per far fronte ai bisogni della famiglia. Non potrei non pensare che lo farei anche io! Sono ancora l’essere meno dedito alla famiglia del mondo, quindi non è vero, ma non potrei mai ammettere il contrario nemmeno a me stesso, almeno fino alla smentita di un avvenimento reale. La letteratura, però, non ha bisogno di prove reali. Quindi, un immagine come quella in analisi, è come un uragano che ti spalanca la porta di casa, indipendentemente da chi sei, ti risucchia e ti porta dove vuole e ovunque ti porta è reale, anche se fosse il paese delle meraviglie.

The Jackal man è un classico dell’horror fantasy scritto da una penna che riuscirebbe ad esaltare anche la proverbiale lista della spesa.

Ciò che deve accadere si capisce sin dalle prime pagine, allora perché riga dopo riga l’ansia di scoprire cosa succede sale sempre di più incatenando il lettore alle pagine? Forse per la presenza di immagini nelle quali è impossibile non riconoscersi, come quella descritta sopra? O forse per lo spessore dei personaggi; crescono pagina dopo pagina, il lettore impara a conoscerli nei minimi particolari, niente è lasciato all’immaginazione. Il lettore non può, non deve immaginare i caratteri somatici e caratteriali di un personaggio, come non può farlo con una persona che conosce nella realtà. Può immaginare come reagirà in una determinata situazione, ma lo fa in base alla conoscenza che ha dalla persona, non si inventa niente. Così è in The Jackal Man: io so che Jaime farà qualunque cosa sia necessaria, perché “i bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Il mio personaggio preferito è senza dubbio il trio formato da Chiodo, Zerk e Will. Ho subito iniziato a vederli come un unico personaggio, pur essendo tutti ben definiti come singoli individui. Mi è piaciuta la loro stravaganza di ragazzi, la libertà e la leggerezza con la quale affrontano le sfide del quotidiano.

In ultima analisi, e poi basta perché sto rischiando di scrivere un poema invece di una recensione, ho apprezzato il tema dell’ambiente trattato in quest’opera da un punto di vista inusuale: la natura ci avverte e punisce da sempre per i nostri abusi, scatenando forze contro le quali l’uomo non può nulla, ma alle quali si è ormai adattato. E se decidesse di alzare il tiro? Se la natura, per protestare e difendersi dall'ingrato essere umano, ad un certo punto liberasse della forze sconosciute agli uomini, alle quali sarà impossibile adattarsi?

Ops, ho lasciato una domanda senza risposta: perché, nonostante ciò che deve succedere si capisca sin da subito, il lettore non riesce a staccarsi dalle pagine? Facciamo così, rispondete voi dopo averlo letto.

Un capolavoro al quale dedico tutte le stelle del cielo!







20 marzo 2023

RECENSIONE: - "Anime Sole (La Ruota del Divenire Vol. 2)" - di Rael J. Kailani





 Genere: Fantasy

Casa editrice: Self
Data di Uscita: Ottobre 2021
Prezzo: € 3.99

La ruota ha ripreso a girare, ma l'equilibrio è appeso a un filo.

Nell'Eden, Haziel affronta il futuro con una nuova consapevolezza di sé, decisa a scoprire la verità.

Nel Caos, Sam torna a fare i conti con i demoni del suo passato, determinato a uscirne.

E mentre combattono contro un fato che sembra volerli dividere a tutti i costi, una nuova minaccia sorge nell'ombra, pronta a colpire. Perché l'immortalità fa paura, quando la prospettiva è una condanna eterna.

Il mondo sta per finire. Di nuovo.
Ma sarebbe strano se decidesse di restare integro.


Avendo letto “Anime Elette” il primo volume della “Ruota del divenire”, ho una visione chiara del punto in cui siamo in “Anime Sole”. Credo, però, che un sequel che si rispetti debba funzionare anche come opera unica. Un lettore, che per qualche motivo inizia a leggere dal “secondo atto”, insomma, non deve sentirsi perso, ma divertirsi, e magari sentirsi invogliato a fermare la lettura, comprare il primo volume e incominciare dal punto giusto. “Anime sole”, a mio avviso, soddisfa abbastanza questo requisito. Onestamente preferisco i riassunti palesi nel prologo o come introduzione, ma devo ammettere che l’autrice se l’è cavata egregiamente, considerando anche che produrre info soddisfacenti sugli avvenimenti passati senza ricorrere a lunghi flashback o a forzate lungaggini inserite nei dialoghi, non è cosa da poco. I miei complimenti. Per di più le informazioni arrivano abbastanza presto, lasciando giusto il tempo ad un buon incipit di fare il suo lavoro e agganciare l’attenzione del lettore. Mi piace la partita a tre fra le vicende del passato, il presente in una location, e il presente in un'altra. Mi piace perché sembra una sfida stilistica divisa dalla necessità di sciogliere dei nodi (obbligati a mio avviso, quindi bene) e quella di portare avanti la storia. In questo gioco, lo sguardo del lettore (almeno il mio) non sempre riesce a focalizzare subito su quale dei tre campi si trova la palla, ma non lo considero un grande difetto visto il notevole grado di difficoltà nel gestire i tempi di una partita a tre. Ed anche per questo, faccio i miei complimenti all’autrice. Gli intrecci rosa, che in “Anime Elette” avevo considerato rispettosi della trama principale, in “Anime Sole”, per il mio personale gusto, sembrano prendere troppo piede. Devo dire che li ho trovati squisitamente morbosi, però catturano l’attenzione con quella prepotenza che li per lì apprezzi, ma che sottrae fascino alla trama principiale. Lo faccio notare all’autrice perché reputo che i temi: inferno, paradiso e derivati, ritraggano il pensiero universale dell’autore e non c’è niente di più importante, nella letteratura, di far conoscere il proprio pensiero universale. I concetti di libero arbitrio, di morte, di rinascita, di bene e male, di perfezione, di purezza e abominio, di luce e ombra, non sono idee astratte, raggiungibili solo dalla religione o al massimo dalla filosofia, secondo l’autrice di “Anime Sole”, ma sono indicazioni, scalini, indizi, tasselli di un puzzle che si può, si deve completare. Non c’è niente che non si possa spiegare, nemmeno il mistero più grande. Tutto è celato dai costrutti dell’impossibile e dell’incomprensibile. Spetta alle capacità visionarie, (più che alla fantasia) destrutturare i concetti impedenti, per rimodellarli in un’immagine simile alla realtà, sempre più fedele ad ogni tentativo, fino a che la verità tutta intera non verrà svelata. L’autrice di “Anime sole” non si risparmia in questo sforzo, tutt’altro, ci vive dentro, e il risultato si vede, anzi, si legge.






15 marzo 2023

RECENSIONE: - "Anime Elette (La Ruota del Divenire Vol. 1) " - di Rael J. Kailani

 




 ANIME ELETTE di Rael J. Kailani

SERIE: La Ruota del Divenire, vol.1 
GENERE: urban fantasy, young adult 


DATA DI USCITA: 17 settembre 2021 


SECONDA EDIZIONE 


La fine del mondo si avvicina...

... e purtroppo hanno scelto Haziel per impedirla.

Per chiunque altro in paradiso sarebbe una semplice seccatura, ma chiunque altro non può scendere sulla Terra senza impazzire.
Tocca a lei, all’anima eletta, quella da cui tutti si aspettano grandi cose. Quella che non ha mai conosciuto il male.

Fino a oggi.

Della vita terrena, Haziel ne sa poco, e della morte ancora meno. Ma niente panico: non è sola.
Certo, il suo compagno di viaggio arriva dagli abissi del Caos, ha un’anima corrotta e malvagia, non ci si può fidare di lui.

Però a Haziel sembra umano. E ha intravisto una luce diversa, nel suo sguardo.
O forse si sta solo ingannando.

D’altronde lui non fa proprio niente per aiutarla.
Ma almeno sa leggere i cartelli stradali.

LA RUOTA DEL DIVENIRE Series
#1. ANIME ELETTE
#2. ANIME SOLE


Haziel è tanto diva nel suo mondo, quanto squisitamente debole, quasi commovente, nel nostro. Almeno all’inizio. La tenerezza che la caratterizza esala da ogni suo aspetto. Ha dalla sua parte una struttura protettiva fatta di mentori di diverso livello, che da una parte confermano la sua fragilità, dall'altra promettono una interessante crescita dell’eroe. Ho subito iniziato a chiedermi quali potrei potesse avere/maturare e non sono rimasto deluso.

Forse nel suo modo di parlare ci sono troppe sospensioni riflessive, capisco che servano a caratterizzarla, ma a mio avviso ne abusa un po’.

Il personaggio che ho preferito è senza dubbio “l’opposto”: Coerente, verosimile, misterioso, malefico e sexy al punto giusto. Ho trovato che il cammino condiviso da lui e Haziel, sia davvero ben costruito. È interessante senza eccedere, cattura la curiosità senza mai prevalere sulla trama principale, tutt’altro, l’arricchisce e la porta avanti.

La perfezione non esiste, nel male c’è un po' di bene e viceversa. Così l’anima eletta non è mai la migliore delle anime, ma è la più adatta in quel momento per quello scopo. Nessuno è davvero cattivo, ma tutti possono esserlo in quel momento. Vale lo stesso per la fazione opposta. È il patto che il male e il bene stringono per la reciproca esistenza. Senza l’uno non può esistere l’altro. È il principio taoistico che spinge le forze da un estremo all’altro in un ciclo continuo perfetto e infinito. “Anime elette” sembra ribadire questo concetto ad ogni svolta importante. Si può essere d’accordo o meno, ma è senza dubbio un notevole spunto di riflessione.

Quante volte abbiamo letto descrizioni fantastiche del paradiso, o del futuro, o di mondi paralleli. L’arte ha esplorato ed esplora il mistero continuamente. Eppure, riesce ancora ad essere originale, a trovare nuove chiavi di lettura, a scorgere particolari nascosti. Nuove finestre dalle quali osservare l’abisso dello sconosciuto; punti di vista inediti. Sono sensibile a questo genere di sforzo visionario. Ammiro gli autori che vi si cimentano perché sono fermamente convinto che ogni sforzo della fantasia in questa direzione, riesca a scorgere almeno una scintilla di assoluta, inequivocabile, terrificante verità. A voi il piacere, e la sfida, di scoprirla fra le righe di “Anime Elette”.






04 marzo 2023

RECENSIONE: - "2030 APOCALYPSE WAR" - di Elisa Delpari





Autore: Elisa Delpari

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Lingua: italiano

Genere: Post-apocalittico/fantasy

Pagine: 454

Data d’uscita: 19 marzo 2022

Prezzo: Kindle unlimited 2.99€


Elektra ormai è diventata una donna adulta, che lavora come medico chirurgo nel più rinomato ospedale di New York, si è sposata con Daniel l'amore della sua vita... insomma, ora è felice e appagata come non mai. Ma dopo molto tempo, le visioni che l'hanno accompagnata durante l'adolescenza ritornano prepotentemente nella sua vita. Questa volta gli episodi sembrano appartenere a un futuro post-apocalittico, nel quale la protagonista scorge una New York distrutta da un evento devastante. Da quel giorno queste premonizioni di morte e distruzione cresceranno di intensità fino a quando un giorno la sua città verrà invasa da un nemico molto potente: il generale dell'impero giapponese Yamamoto, che sottometterà gli abitanti attraverso i suoi metodi barbari e crudeli, riuscendo così ad avere il totale controllo della metropoli in brevissimo tempo. Elektra grazie all'aiuto di un gruppo di ragazzi dalle abilità molto speciali, formerà un team di ribelli con cui combatterà l'invasore fino allo scontro finale, per riconquistare la libertà.




Incipit ben strutturato, conosciamo subito la protagonista e l’ambiente in cui si trova e la direzione in cui l’autrice vuole portare il lettore.

Per quel che mi riguarda “Frankenstein o Il moderno prometeo” è il sacro Graal della letteratura di genere e sono sicuro che il 99,99% dei lettori lo conosce. Alle volte specificare delle ovvietà denaturalizza il discorso e appesantisce la lettura, specialmente se la stessa informazione viene ripetuta in modo identico più volte. Mi perdoni l'autrice per questo appunto.

Un po’ più in là nel futuro può corrispondere a grandi passi in avanti tecnologici e biologici in quanto entrambi le crescite sono esponenziali. Ci sono degli sforzi visionari più realistici di altri e credo che “2030 APOCALYPSE WAR” abbia questo potenziale. Ci sono però delle informazioni che si allontanano un po' dalla verosimiglianza narrativa: oggi le bombe atomiche sono più potenti di quelle usate nella Seconda guerra mondiale, non dieci, ma cento, mille, duemilacinquecento (la più potente mai testa) addirittura cinquemila volte, per la più potente in progettazione. Ad oggi le maggiori potenze nucleari sventolano lo spauracchio dell’atomica come deterrente per chi volesse dichiarare guerra, o invadere. Funziona, o almeno ha funzionato fino ad oggi. Le potenze nucleari non vengono attaccate, figuriamoci invase. Gli Stati Uniti sono la seconda potenza nucleare al mondo, nessuno stato oggi si sognerebbe di invaderla, o ne pagherebbe le conseguenze. Lo stesso vale per molti altri stati europei, e per tutti quelli che fanno parte dell’alleanza atlantica, anche se non sono potenze nucleari, poiché il famoso quinto articolo dell’alleanza garantisce la difesa comune. È impensabile che da qui a pochi anni le cose possano cambiare al punto che una nazione sia in grado di sfidare tutte le potenze nucleari senza subirne le conseguenze. È impensabile, ho detto e lo ribadisco, ma non è impossibile. La letteratura, con la sua forza visionaria, può renderlo possibile in un’infinità di modi, primo fra tutti i poteri spirituali, ed è proprio questa la forza di “2030 APOCALYPSE WAR”. Ho apprezzato moltissimo la contrapposizione che si evince tra i poteri spirituali e quelli bellici tradizionali. Come a dire che l’unica via di uscita dall’eterno impasse del potere temporale si celi nella spiritualità. È un concetto che va al di là dell’eterna lotta tra il bene e il male, poiché suppone la sua risoluzione, non con una battaglia finale, bensì con l’evoluzione dello spirito. Quindi la letteratura può far invadere il mondo intero anche nel 2030 senza trovare contrapposizioni realistiche/verosimili, ma va spiegato il come, in modo approfondito, realistico e verosimile.

La luce che più di tutte emerge da “2030 APOCALYPSE WAR” secondo me riguarda il desiderio di immaginare soluzioni all’eterno, diabolico, umano vizio di ripetere gli stessi errori senza imparare dalla storia. Questo desiderio, che appartiene all’autrice, è prezioso più di ogni appunto sulla tecnica, sullo stile o sulla storia di un romanzo. Ci vuole coraggio per esporsi in questo senso, non è una cosa che si impara.