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18 novembre 2025

RECENSIONE - L'uomo che urlò al vento - di Massimo Gagliardini

 




Titolo: L’uomo che urlò al vento
Autore: Massimo Gagliardini
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 248
In ebook solo su Amazon a 4,99€ anche in KU
In carta a 18€ in tutte le librerie online e fisiche
Genere: narrativa
In vendita da ottobre 2025



Come vi sentireste, se scopriste di poter rimediare agli errori del passato? E come vi sentireste, se il rimedio si rivelasse peggiore del male? È quello che vive Edoardo sulla sua pelle, quando un giorno di primavera si accorge di poter mutare il corso di uno sfortunato evento che, cinque anni dopo, ha portato la moglie a togliersi la vita. In una serie di incredibili vicissitudini, Edoardo scopre che alterare il passato non è facile come sembra, non senza il rischio di dar vita a paradossi del destino che rendono il presente ancor più amaro. In un estenuante effetto domino, Edoardo realizza infine che la scelta migliore è quella di lasciare che il destino faccia il suo corso. Ma una ruota che gira non si ferma sempre dove lo si desidera. Se ne accorgerà ben presto anche lui stesso, quando si ritroverà ad affrontare una realtà molto diversa da quella che si era immaginato.


Aprile 2021 - Edoardo è devastato, la moglie Ambra si è tolta la vita e lui non sa spiegarsi il motivo.
La loro vita era sempre stata felice, due figli, una bella casa, i viaggi.

Questo è ciò che credeva lui fino al giorno del funerale, quando gli si avvicina un uomo che gli confessa essere stato l’amante di Ambra, la loro relazione era iniziata nel 2015 quando i due coniugi erano stati ricoverati a seguito di un incidente stradale.
Allo shock della consapevolezza che la moglie gli mentiva si aggiunge un senso di straniamento ancor più profondo: Edoardo continua a vedere Ambra, lì, nella loro casa.
Lei gli parla e si comporta come nulla fosse successo, anzi, è sorpresa delle reazioni incredule di lui.

Edoardo è sempre più confuso e stranito fin quando si ritrova catapultato nel 2015.
È un segno del destino?
Lui crede di sì: si rende conto di poter intervenire per modificare gli eventi e impedire l'incidente, così Ambra non incontrerebbe mai il suo amante.
Una cosa non ha valutato: cambiando anche soltanto un piccolo dettaglio, le conseguenze sono infinite.
L’incidente viene evitato però lo loro vite e quelle di altre persone che si trovavano su quella strada la sera del 6 ottobre 2015 non saranno più le stesse.

Quante volte abbiamo desiderato cambiare il passato e quante volte ci siamo chiesti dove saremmo oggi se avessimo assunto decisioni diverse?

Il destino si può ingannare come scrive Renato Zero in Civiltà?
“io che trucco le mie carte e sfotto il mio destino, io, senz’ali ho già sconfitto il vento ed io … ho vinto!”

Bisogna leggere questo libro allontanando la mente da ciò che chiamiamo realtà, lasciandosi trasportare negli universi paralleli creati dall’autore.
Scavare nella mente umana è sempre affascinante, la fantasia e la realtà si mischiano, il confine fra ciò che è e qual che sembra spesso è labile.
Questo è, a mio avviso, una criticità del libro – ci sono incongruenze e situazioni non ben definite – e, nello stesso tempo, il suo punto di forza.

Una cosa è certa, questo libro era destinato ad arrivare a me perché parla del mio paese natale: Mandello Lario, sul lago di Como.

Un bel regalo.







13 ottobre 2025

RECENSIONE - L'Israeliana - di Paola D'Arpino Fusar Poli


Titolo: L’Israeliana

Autrice: Paola D’Arpino Fuser Poli

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 226

In ebook solo su Amazon a 4,99€ anche in KU

In carta a 17€ in tutte le librerie online e fisiche dal 1° ottobre 2025

Genere: narrativa, spy story

(dato il particolare momento storico, ci tengo a precisare che non è un testo politico, ma un avvincente romanzo noir di spionaggio, amore, azione.)

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Link Amazon ebook https://amzn.to/3KOghYX


Alle prime luci dell’alba un corpo galleggia sulle acque salate del Mar Morto, in Israele. Un anno prima, a Parigi, un uomo d’affari libanese, usciva dal Ritz con incatenata al polso la sua valigetta nera; a Napoli, Fernando scrittore svogliato, che vive la vita come i personaggi dei suoi romanzi, sorseggia vino bianco di fronte al mare di Posillipo aspettando Bar, l’amica israeliana dai profondi e sensuali occhi verdi, esperta di strategia e intelligence internazionale, cresciuta come un soldato, abilissima a capire chi le sta di fronte, veloce e cinica nel prendere decisioni. Bar, è nei guai, in pericolosi e fottutissimi guai. Perché sta scappando? Nella redazione del New York Times, Julia, una famosa reporter, sbatte urlando in faccia al direttore la copia del quotidiano, mentre a Londra, Sarah, una critica d’arte, lesbica, gioca nervosamente con la pallina d’acciaio infilata nella lingua dopo una telefonata inaspettata che la eccita. Su una panchina al centro di Alexanderplatz, Vicky, ascolta e annota impaziente delle registrazioni vocali su di un telefono non suo. Sulla 57esima, nella Royal Suite del Four Seasons, Fadi, il giovane e ricchissimo principe saudita, viene rapito da una notizia: il ritrovamento dell’ultimo quadro dipinto da Leonardo da Vinci, il Salvator Mundi. Cosa hanno in comune tutti questi personaggi? In una intrigante vicenda internazionale, che vede coinvolti il mondo dell’arte, i media, la spudorata ricchezza del mondo arabo e l’abilità strategica del Mossad, nulla è ciò che sembra.





La vendetta è un piatto che si serve freddo.

Se ti chiami Bar David e sei una stratega perfetta, dotata di intuito e scaltra, fin da piccola addestrata come un soldato, una macchina da guerra.
I sensi sempre all’erta, vedi ciò che agli altri sfugge, capti l’essenza di profumi e odori.
Hai una forte dose di masochismo, paura e dolore ti eccitano.
Se ti chiami Bar David e sei un agente del Mossad, i servizi segreti israeliani, la tua vendetta è un piano congegnato nei minimi particolari, studiato e affinato con arguzia, da mettere in atto plasmando finanche il destino.

Sulle acque del Mar Morto, talmente salate che è impossibile andare a fondo, galleggia un corpo.
Perché anche se ti chiami Bar David ci sono cose che non puoi controllare.

Spy story ad alta tensione, un thriller magistralmente strutturato che trasporta il lettore in una storia fatta di molteplici tasselli che si vanno ad incastrare magistralmente.
Tanti personaggi dalla forte personalità, ben delineati vizi e debolezze di ognuno di loro, peculiarità che la protagonista sfrutta abilmente per raggiungere il suo scopo.
La trama si sviluppa in ambienti di lusso, dominati da ricchezza e sete di potere, Principi sauditi, giornalisti d’assalto e mercanti d’arte che, fra hotel stellati, voli privati e abiti sartoriali, seguono le tracce dell’ultimo quadro realizzato da Leonardo da Vinci, il Salvator Mundi.
Valore stimato 450 milioni di dollari.
Una lettura da brivido che riporta alla memoria i romanzi di Daniel Silva – arte e servizi segreti – un’unione vincente.
Unico dettaglio per me un poco fastidioso l’utilizzo smodato dei vocaboli “fottuto” e “c..zo”





 

19 marzo 2025

RECENSIONE - Oltre le nuvole - di Alessia Malvestio

 



TITOLO: Oltre le nuvole 
 AUTRICE: Alessia Malvestio 
 GENERE: Narrativa 
 DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 Febbraio 2025 
 PAGINE: 264 
CASA EDITRICE: Brè edizioni 


Anna ha quindici anni, vive a Forløsning, una suggestiva cittadina norvegese, è una ragazzina solare, determinata e innamorata della natura. Avrebbe un solo e unico desiderio: avere degli amici, ma al momento l’unico con cui trascorre le sue giornate è Nils, il ragazzo di qualche anno più grande che abita nel suo stesso quartiere e con il quale è cresciuta, ma che non l’accompagnerà nel nuovo anno scolastico. Per un gioco del destino, nella sua classe arriva una nuova alunna, Grace, che subito attira la sua attenzione con un atteggiamento scontroso e poco incline al dialogo. Perché si comporta in quel modo? E cosa rappresentano i fiori di loto che non smette di disegnare? Non senza poche difficoltà, le due ragazze impareranno a conoscersi, a volersi bene e a entrare in sintonia l’una con le gioie e i tormenti dell’altra, attraverso un viaggio tra i sentieri di Forløsning che le porterà a riscoprire se stesse e a trovare una via comune per sfuggire al dolore. 


 Meraviglioso titolo ….non so perché mi ha fatto pensare all’infinito….al cielo e al mare.

Meravigliosa cover che mi ha conquistato immediatamente…. Quando ho iniziato la lettura ho compreso che mi sarebbe piaciuto. Sono pagine che parlano di adolescenza e tutto ciò che porta con sé questo periodo di cambiamento….mi ha colpito la non banalità, mi ha colpito la verità e la semplicità di Anna e Grace… il loro rapporto d’amicizia arrivato per caso o forse no. Un rapporto che sa di crescita di affetto, di mutamento.

Mi sono emozionata percorrendo nuovamente la mia adolescenza e mi sono ritrovata in lacrime, ricordando un periodo fondamentale che apre la strada alla vita ….ed è per questo che consiglio questa lettura….a chi si accinge ad affrontare questo periodo e a chi è accanto potrebbe rivelarsi un Grande aiuto!

Bellissima penna semplice ma vera!





29 febbraio 2024

RECENSIONE: - "Nelle onde si dissolve la memoria" - di Lavinia Morano

 





È possibile cancellare i ricordi e andare avanti con la propria vita? Riconquistare la purezza originaria che ogni essere vivente possiede alla nascita e dimenticare il passato? Annullare la memoria e ripartire da zero?
In un’afosa giornata di luglio, dopo un’assenza durata dieci anni, Delia, una donna dotata di grande fascino e bellezza, fa rientro nella terra natia, un piccolo paese costiero dell’Italia meridionale, per affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato, dai quali aveva cercato di fuggire. Il fratello gemello, Lorenzo, un artista di grande talento ma affetto da forte depressione, ha da poco perso la vita in circostanze misteriose. Si pensa si sia suicidato gettandosi dal balcone della sua abitazione, una villa che si erge su una scogliera a strapiombo sul mare. Delia si ritiene responsabile di quella morte, ma al tempo stesso si domanda se si sia trattato effettivamente di suicidio.
La donna mostra da subito un comportamento dissoluto, a tratti amorale. Il suo animo è inquieto, tormentato da ricordi infelici e dagli errori commessi. Nel corso della sua permanenza nel Sud Italia, incontra persone che, nel bene o nel male, contribuiranno alla sua crescita personale: Luca, un diciottenne taciturno e misterioso; Ettore, il burbero proprietario di un locale sulla spiaggia; Eva, una bambina di undici anni dotata di un’intelligenza fuori dal comune; Edoardo, un ricco e facoltoso notaio; Alina, una giovane rumena che lavora in un bar.
Riuscirà Delia a svelare il mistero che si cela dietro la morte del fratello e a trovare finalmente la stabilità affettiva che sin da bambina ha sempre agognato?
“Nelle onde si dissolve la memoria” è un romanzo di formazione con sfumature thriller e un pizzico di rosa.



Da Londra al Sud Italia, Delia fa ritorno nella casa di famiglia dopo il suicidio del gemello Lorenzo.

Elegante e bellissima, la ragazza fa di tutto per mettere in evidenza i suoi lati peggiori: amorale, spregiudicata, sfrontata, egoista e anaffettiva.
Nel giro di pochi giorni, non si fa alcuno scrupolo e seduce sia il ricco notaio che segue gli affari di famiglia che il figlio Luca, ambiguo e sfuggente, evidentemente abituato ad entrare e uscire dalla casa millantando un’amicizia con Lorenzo.
La sola persona capace di guardare oltre le apparenze è Eva, una bambina intelligentissima e perspicace ma, allo stesso tempo, anche misteriosa e schiva: come il Grillo Parlante, Eva segue Delia come un’ombra, diventando una sorta di guida, capace di stimolare la coscienza della ragazza.

Delia impara a guardarsi dentro, riesce a fidarsi di Eva e di Ettore, forse l’unico uomo che ha respinto le scandalose avances di Delia rifiutando una relazione basata soltanto sul sesso.
Finalmente riesce a confidarsi e l’animo di Delia diventa un fiume in piena travolgente, confessa le carenze educative dei genitori, il legame morboso con il fratello, il senso di colpa per averlo abbandonato.
Grazie ad Eva si schiarisce anche lo scenario del suicidio di Lorenzo, togliendo così un altro peso dal cuore di Delia.
Alla fine, resta un grande vuoto, un immenso bisogno di amare e di essere amata, finalmente nell’accezione più pura.

Un libro che ho letto d’un fiato, dai molti risvolti: è un thriller, un giallo psicologico, un romanzo rosa, un gotico.
Mi hanno fatto piacere le citazioni del mio amato Murakami, mentre la narrazione degli orrori che si celano fra le mura di casa, i rapporti malati e immorali mi hanno riportato alla mente i libri di V. C. Andrews.






21 febbraio 2024

RECENSIONE: - "Lascia tutto e seguimi" - di Martina Longhin



Titolo: Lascia tutto e seguimi
Autrice. Martina Longhin
Casa Editrice: Brè
Pagine: 187
Data di uscita: 2023
Genere: Narrativa
Formato: Cartaceo, Ebook

Nel cuore di un tranquillo paesino di una provincia veneta, l’adolescenza di Marta prende una svolta oscura quando cade vittima delle arti manipolatorie di un santone carismatico. Si ritrova vittima di abusi e violenze, intrappolata in una situazione che non avrebbe mai creduto le potesse capitare. Quante volte, anche noi, abbiamo detto o pensato “Io sono una persona con la testa sulle spalle. Ho un carattere forte e a me non capiterà mai.” La storia di questa giovane donna, invece, mette in discussione le nostre convinzioni sulla sicurezza e la resistenza personale, dimostrando che, nei momenti di fragilità, nessuno è davvero immune dal rischio di cadere nella rete delle sette religiose. I problemi possono essere diversi: una malattia, la perdita del lavoro o di una persona cara.


È la testimonianza di una storia vera, il libro racconta gli anni che Marta ha trascorso in una setta pseudo-religiosa.
Lo scenario è la provincia veneta, Marta si avvicina giovanissima alla chiesa fondata da padre Antonio, dapprima con scetticismo poi, via via sempre più attratta dai rituali perpetrati dal santone, fino alla drastica scelta di lasciare la famiglia per vivere nella comunità.

Qui Marta, così come gli altri adepti, subisce ogni forma di abuso, da quelli fisici a quelli psicologici, vessazioni e privazioni di ogni genere camuffati da riti spirituali e penitenze per “liberarla dal male e dal demonio”.
La ragazza, seppur completamente succube, annientata ed indifesa e allo stremo delle forze trova il coraggio di fuggire e, dopo un difficile percorso di recupero, di denunciare.
Mentre leggevo questo libro, un fatto orrendo legato al fanatismo religioso ha scosso la cronaca italiana.
Assurde possessioni demoniache e rituali primordiali hanno distrutto una famiglia.

La prima riflessione porta a chiedersi come sia possibile arrivare a tanto, a fidarsi ciecamente di una persona, farsi plagiare e plasmare al punto di fare e farsi del male.
Ma poi comprendo che nessuno è immune dalle debolezze, è sufficiente attraversare un periodo difficile, sentirsi soli dopo la perdita di persone care o di punti fermi nella vita ed è un attimo.
L’abilità di questi personaggi sta proprio nel riconoscere le debolezze delle persone, capire su quali leve fare forza, sono doppiamente infami, perché si approfittano e lucrano sul dolore.
Immagino anche l’impotenza di familiari ed amici, uno dei primi intenti di queste sette è isolare la vittima, gettando maledizioni e minacce.
Quanto coraggio ha dimostrato la protagonista di questo libro, soprattutto nel parlare, nel rivelare i gravi abusi subiti.
È stata coraggiosa anche la scrittrice che ha saputo trasmettere una vicenda terribile senza nulla tacere, evidenziando la cruda realtà degli avvenimenti, senza lasciare spazio a lacrime o demagogie.









 

02 gennaio 2024

RECENSIONE: - "Delirio - Brivido al nero di Luna" - di Silvia Alonso





 Delirio
 Silvia Alonso
 Thriller - Horror
 Brè edizioni
 16 ottobre 2021
 cartaceo, ebook
 138

Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nova era. Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe. Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta. Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale. La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori, tradimenti e una strana maledizione. La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti di un sapere alchemico ed esoterico. Nella Cattedrale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i demoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti. Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. La vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino. I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre. Nella poesia di Baudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro. La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.




 Ogni volta che leggo una raccolta di storie mi riprometto di recensire il lavoro nel suo complesso. Poi, puntualmente succede questo. 

 1. I personaggi di “La trappola della perla nera” hanno una visione limitata. Sono antipatici, politicamente scorretti. Dissacrano il significato di vocazione, giudicano quella di alcuni rispetto a quella di altri. Odiano l'arte moderna. Enunciano il fastidiosissimo elogio del passato. Sono così antipatici da sembrare che escano dalle righe. Insomma, una costruzione perfetta. Bene anche le descrizioni, sapientemente centellinate che l’autrice ripropone in tutta la raccolta. O amato l’azione fulminea, il terrore che ne genera uno più grande dalla purezza del sacrificio. In questo racconto il male raggiunge il suo obiettivo più ambito e l’autrice dimostra la sua capacità di esplorare le tenebre. 

 2. “Il ladro di sogni”: un racconto con un target preciso. Da buon giocatore quale sono non posso che comprendere il protagonista. La ricerca dell’intuizione perfetta è un tarlo reale che non di rado occupa i pensieri dei giocatori più incalliti. Apprezzo sempre gli omaggi a Edgar Allan Poe 

3. Una sola frase per descrivere “La doppietta”: proiettile visionario. 

 4. “L’ombra oscura di Auschwitz” è un classico dell’horror raccontato magistralmente. La crudeltà e la dignità costrette a convivere per la sopravvivenza, per sorreggere un equilibrio impossibile. 

 5. “Profezie pericolose” Una bella indagine sull’ironia perversa del fato. 

 6. Quando leggo un fantasy ambientato in Italia come “La metamorfosi del basilico” spero sempre di conoscere divinità italiane, personaggi ex novo con uno spessore degno dei più blasonati angeli, demoni, divinità egizie, greche o romane. Ma ahimè, puntualmente vengo deluso. Credo che l'autrice sia più avvezza all'horror che al fantasy (pensiero personale). Nonostante ciò ho molto apprezzato alcuni personaggi e a riprova di quanto detto ho trovato ben riuscito il finale. 

 7. “The night of darkness”. Un pasto splatter da cenone di capodanno. 

 8. “La cattedrale di Tour San Daniel” Bellissimo! Ho letto una visione del pensiero universale dell’autore? 

 9. “ La dannazione delle dormienti”. Amo quando i miti della storia si intrecciano con le torbide visioni di una penna sanguinaria. È una delle scritture che preferisco. 

 10. “Il mistero della Salle Carré” Un furto un po’ troppo facile, ma va bene, il finale giustifica. 

 11. “La vera storia del golem di Praga”. Sarà per l’omaggio alla Shelley, della quale sono da sempre innamorato, ma ho l’impressione che da questo racconto emerga la profonda cultura dell'autrice. I miei complimenti. 




18 ottobre 2023

RECENSIONE: - "Le croci in piazza" - di Fulvia Cipriani

 


Titolo: Le croci in piazza

Autrice: Fulvia Cipriani, con illustrazioni di Sara Vettori

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 352

In ebook solo su Amazon a 4,99€ anche in KU

In carta a 19€ nelle principali librerie online e fisiche

Genere: Thriller - noir

Link Amazon: Cartaceo  - Kindle 

In vendita dal 22 agosto 2023


Quando il cadavere di una donna viene ritrovato in una casa abbandonata sull’Appennino toscano, la gente del paese è sicura che si tratti della nipote della vecchia proprietaria deceduta da anni.

Dopo un primo momento di paradossale stupore Camilla si interroga: quella donna che tanto le somiglia non è lei, di questo è certa, lei è viva e sta bene. Quindi di chi si tratta? Un mistero, un thriller complicato che indaga i rapporti familiari e obbliga a confrontarsi con un vissuto che si vuole dimenticare.

Una storia di famiglie, ciascuna con la sua croce e il suo fardello di menzogne, ma anche con un’eredità d’amore da preservare: fratelli e sorelle, legati da un rapporto così forte da superare anni di silenzio e voragini di rancore; padri e madri che lottano per i propri figli; nonni che sanno più degli altri, che conoscono le cose ancor prima che accadano, perché la vita, l’esperienza li ha resi saggi, quasi indovini. In un Appennino duro e pieno di segreti, i crimini di oggi s’intrecciano a vecchie disgrazie e si confondono con le ombre del passato.




“Se tutti portassero in piazza le proprie croci, ciascuno ripiglierebbe la sua e tornerebbe a casa.”

Raddino è un piccolo paese dell’Appennino toscano: le case che si affacciano sulla provinciale, la bottega, il bar del circolo e i boschi che fanno da cornice all’abitato.
Qui la vita scorre più lenta che in città, è una piccola comunità nella quale tutti si conoscono, tutti sanno o credono di sapere ciò che accade agli altri, i pettegolezzi si mescolano con i segreti, il taciuto circola come una corrente silenziosa e mai sopita nella vita degli abitanti.
Le avversità e i drammi non risparmiano chi vive in queste zone, anche qui sono avvenuti eventi criminali e fatti oscuri mai risolti, al pari di cicatrici che solcano l’anima e la mente delle persone.
Il ritrovamento del cadavere di una donna nella casa appartenuta alla nonna, riporta Camilla Berni a Raddino, dopo anni di assenza, anni trascorsi all’estero durante i quali si è costruita una solida carriera manageriale.
Fiorentina, cresciuta in una famiglia benestante, i ricordi più belli dell’infanzia e dell’adolescenza la legano al paesino di montagna.
Tornare a Raddino significa rivivere quelle belle estati e ritrovare persone e volti di amici ma, soprattutto, vuol dire guardarsi dentro, fare i conti con il passato, ripercorrere i complessi momenti di difficoltà economica e i lutti familiari mai metabolizzati fino in fondo.
È giunto il momento di riconoscere che è veramente amico e chi, invece, nutre rancori e antiche ruggini: Camilla deve quindi risolvere un giallo che la coinvolge nell’intimo più profondo e unire tanti tasselli lasciati in sospeso, affinché finalmente ogni cosa possa tornare al suo posto.

Un thriller ben strutturato e intrigante, ambientato in uno dei tanti borghi che caratterizzano l’Italia, posti ricchi di tradizione e di buon cibo.
Bellissime le perle di saggezza popolare che emergono nei dialoghi fra la nonna e Camilla, l’educazione atavica al rispetto per noi stessi e per gli altri, l’importanza delle proprie radici e dei legami familiari.






21 settembre 2023

RECENSIONE: - "Sulla bocca della gente" - di Maria D'Ariis

 



Titolo: Sulla bocca della gente

Autore: Maria D’Ariis

Editore: Brè Edizioni

Genere: romance, romanzo d’amore

Pagine: 309

In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU

In carta a 16€ nelle principali librerie online e fisiche

In vendita dal 18 giugno 23



Finire “Sulla bocca della gente” è facile per chi abita in provincia. Resistere diventa un obbligo, in un ambiente in cui la sostanza soccombe all’apparenza. Sono le suggestioni da cui prende vita questo romanzo che esplora con ironia le dinamiche della provincia italiana. Nel cuore dei pettegolezzi si scoprono Miriam e Linda, madre e figlia che si ritrovano sole dopo la separazione dal padre della ragazza, avvenuta quando era ancora una bambina. Proprio per questo Linda è una sognatrice, alla ricerca di un amore che possa colmare il vuoto lasciato da un papà assente. Miriam, in compenso, è una donna determinata, segnata da un’esistenza difficile, ma che nel campo sentimentale tende ad arrendersi alla prima difficoltà. Entrambe cercano l’appagamento rifugiandosi nel lavoro: Linda come impiegata in una concessionaria di auto di lusso e Miriam nei suoi saloni di bellezza. Sfide quotidiane in un ambiente snob, dove l’etichetta trionfa sul contenuto. Mentre Miriam incontra Gianluca, un politico separato da una moglie complicata, Linda si lascia coinvolgere in un amore impossibile per Jacopo. I contesti sociali e le complicazioni familiari rendono la loro storia una moderna caricatura di Romeo e Giulietta, condita tuttavia dalla speranza di una commedia romantica, perché “d’amore non si muore più”. La suggestiva cornice di Udine e dei paesaggi incantevoli del Friuli diventa lo sfondo di questa storia che trascina il lettore in un vortice di situazioni esilaranti, equivoci, battibecchi, intrighi e colpi di scena, percorrendo un viaggio di riflessioni sulle priorità nella vita, sul conflitto generazionale e sul vero significato dell’amore. Nel panorama di personaggi indimenticabili di “Storie di piccola città”, come l’enigmatico Ivan, soprannominato “Satana”, che si rivelerà un prezioso alleato, fino a Giacomo, il buffo quanto affascinante avvocato rubacuori, e con l’entrata in scena di Augusto, disposto a tutto pur di accaparrarsi il potere, “Sulla bocca della gente” si muove con una trama stuzzicante e un finale inaspettato. Ridere, sognare e innamorarsi: questi sono i pilastri della vita di Miriam e Linda, in una storia che lascia concludere che l’amore trionfa sempre.

Sulla bocca della gente è un romanzo corale: le protagoniste sono due, Miriam e Linda, rispettivamente madre e figlia, ma fa da co-protagonista tutta la gente del paese di provincia in cui le due donne abitano, con i suoi commenti, pettegolezzi, cattiverie e quant’altro che hanno un peso determinante sulla vita e i comportamenti delle due donne. Miriam è una donna forte, che dopo il divorzio dal volubile marito Giacomo, conosciutissimo avvocato udinese, ha tirati fuori le unghie e ha cresciuto da sola Linda mentre si affermava come parrucchiera, aprendo nel tempo diversi saloni di lusso; Linda è una giovane donna sulla quale pesa l’assenza di un padre e di una famiglia “normale” e che distrae la sua inquietudine con le uscite con gli amici e un lavoro che non la gratifica.

Ma anche Miriam, all’età di cinquant’anni, nonostante si sia affermata professionalmente, è insoddisfatta: le manca l’amore di un uomo, la condivisione alla pari con una ipotetica metà, “l’abbraccio della buonanotte prima di addormentarmi”. Non è così semplice: incontra Gianluca, di cui si innamora, ma si scopre a vivere la storia con diffidenza, su ogni cosa va con i piedi di piombo, perché nella maturità l’amore è vissuto in modo più ponderato, meno impetuoso nonostante la passione dentro sia ancora palpitante… e poi c’è “la bocca della gente” con cui fare i conti…

Anche Linda è innamorata, ma la situazione non è facile neanche per lei: è un amore che potrebbe generare scalpore, colossali chiacchiere sia per un contesto sociale differente che per implicazioni familiari e... ciò in un paese di provincia non è proprio il top: così si forza a reprimerlo dentro di sé, fuggendolo, ma nello stesso tempo ricercandolo, perché “cos’è meglio? Soffocare le proprie emozioni e vivere una vita di rimpianti o riuscire a ogni costo ad arrivare alla fine dei propri giorni con un unico e solo compagno di vita?”

La svolta avviene per puro caso e grazie un insospettato personaggio che apre gli occhi alla giovane donna invitandola a lottare con astuzia e a prendersi ciò che vuole, infischiandosene di ciò che la gente pensa e dice perché “una rinuncia è una condanna all’infelicità”.

I personaggi sono davvero tanti e tutti con una personalità ben precisa che con chiacchiere, malignità e cicalecci sostengono la trama e controllano le azioni delle due donne, generando situazioni e dialoghi, nonché equivoci, davvero spassosi e colpi di scena che vanno, ovviamente, a segno!

L’ambientazione è quella del friulano, ma ciò che traspare più di ogni altra cosa attraverso le descrizioni è l’amore dell’autrice verso le sue radici, la sua terra, non solo attraverso le descrizioni, ma soprattutto le parole dei suoi personaggi, di Miriam nel particolare: “sono friulana (…). Io sono fiera della mia terra, terra di lavoratori, di gente che reagisce, di gente che non si vergogna del lavoro e di sporcarsi le mani. (…) Il mio orgoglio è ciò che i miei conterranei mi hanno insegnato”.

Molto ben scritto.







30 agosto 2023

RECENSIONE: - "Il velo giallo" - di Stefano Ricchiuti





Titolo: Il velo giallo
Autore: Stefano Ricchiuti
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 194
In ebook solo su Amazon a 2,99€ anche in KU
In carta a 13€ nelle principali librerie online e fisiche
Genere: romanzo storico
In vendita dal 30 marzo 2023
Anche in audiolibro su Storytel




Nel giugno del 1155, dopo esser stato incoronato imperatore del Sacro Romano Impero da papa Adriano IV, Federico I
Hohenstaufen, detto il Barbarossa, risale da Roma verso Nord, ritrovandosi a punire, lungo il suo cammino di ritorno verso casa,
coloro che non gli dimostreranno fedeltà. Spoleto – a causa di un gesto sconsiderato da parte di alcuni rappresentanti cittadini – viene così data alle fiamme. Il cammino dell’esercito imperiale prosegue dunque verso Gubbio, laddove risiede e opera il celebre vescovo Ubaldo, poi proclamato Santo. Ed è sullo sfondo di questo preciso

momento storico e di questi luoghi, che si svolge la vicenda riguardante le vicissitudini di un giovane contadino di nome Bartolomeo che – seppur prostrato a causa di una serie di lutti familiari – ritroverà un filo di speranza grazie al suo nuovo amore per una prostituta di un postribolo locale, di nome Ida. Un romanzo dove non mancano i colpi di scena. Amore, crudeltà, invidia e potere sono il denominatore comune di una storia ambientata in un’epoca
piena di fascino e di mistero.



Il velo giallo è un romanzo storico ambientato nel medioevo, nel periodo specifico in cui Federico detto il Barbarossa, incoronato imperatore da papa Adriano IV, si ritrova costretto a punire tutti coloro che da Roma in su non gli dimostrano fedeltà. Nel romanzo sono messe in risalto le paure, le aspettative, i disegni costruttivi e non, degli abitanti di Gubbio che paventano l’arrivo dell’imperatore: chi dice che sia timorato di Dio e chi lo teme come se fosse un castigo infernale che porta distruzione e dolore. La pensa così il mercante Raniero che, in preda a visioni apocalittiche, prova in tutti i modi di mettersi in contatto con la santa figura del vescovo Ubaldo, ma non ci riesce. A Gubbio si vive in un’atmosfera di attesa impotente di ciò che sarà e, nello stesso tempo si snodano le vicende dei principali personaggi: Bartolomeo, un giovane che ha perso la famiglia tutta in un colpo solo e riesce a salvarsi dal desiderio di morte grazie all’aver conosciuto Ida, una prostituta, di cui s’innamora, e grazie al frate benedettino Michele, erborista devoto a Dio, ma fiducioso nei meriti dell’uomo nel campo della medicina al punto da affermare (in modo assolutamente al di là dei canoni del Medioevo) che i progressi di Ippocrate, Galeno, Oribasio di Pergamo e quanti altri non sono avvenuti per far torto a Nostro Signore, ma per esaltare il ben dell’intelletto che Egli ci ha donato; l’abate Ruggero che tanta parte avrà nel precipitare degli eventi.

Dicevo, si vive in un’atmosfera come di sospensione nel tempo, di inquietudine: “un’ulteriore sorta di caligine appesantiva l’aria della città, un sentore che accendeva un sentimento d’allerta e piegava a poco a poco la tempra di ognuno, infiacchendone lo spirito nel profondo: la paura. Gubbio viveva, in quell’anno, il terrore delle ripercussioni di quel Federico della dinastia degli Hohenstaufen, che era stato da poco consacrato imperatore da papa Adriano IV, il primo Federico di Svevia che i suoi detrattori e nemici avevano battezzato con l’epiteto di Barbarossa. Ogni luogo ̶ Gubbio compresa ̶ avrebbe dovuti col tempo piegarsi al suo volere”.

Interessante come l’autore abbia messo in risalto quest’atmosfera sospesa anche fra i soldati e i cavalieri dell’imperatore, uomini avvezzi (o così abitualmente immaginati) alla violenza e alla distruzione grazie alla figura del giovane Benno: “siamo carne da macello buttata nella mischia, senza un disegno preciso che ci preservi, senza una strategia che possa almeno una volta salvarci tutti quanti!”, ed ecco che la gloria, davanti al dono della vita che si sta per perdere, viene sgonfiata a puro “miraggio ignobile” propinato “come cura per il terrore”.

Eppure su tutti i personaggi aleggiano un’aspettativa e una speranza di qualcosa di positivo che possa ribaltare all’improvviso una situazione disperata ed ecco che sono ben inserite nel romanzo le figure storiche del vescovo Ubaldo e dell’imperatore Federico.

Non mancano “gli agnelli sacrificali” della vicenda, a buon diritto direi io, poiché nella Storia ci sono anche e soprattutto quelli…

Il romanzo, nella sua interezza rispecchia questo lungo momento di trepida attesa, quindi il ritmo è più psicologico che fisico.

Ben documentato e ben scritto.