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15 maggio 2026

RECENSIONE - La stagione della Mantide - di Max Giorgini




Bologna, di giorno ma soprattutto di notte. Due giovani donne scatenano il loro micidiale potenziale distruttivo. Però una mente malata è in agguato nelle profondità del web.

Sele ha capelli neri, un fisico atletico, un carattere cinico e aggressivo. Veste di nero, ama il dark e alleva una mantide.

Vera invece è un po’ sovrappeso, ha capelli castani e un’indole apparentemente remissiva. Le piace indossare abiti eleganti, ascolta musica classica e cade in preda a forti momenti di depressione, durante i quali si traveste in forme tragiche e grottesche.

Diverse, ma accomunate da gravi problematiche esistenziali, le due giovani donne si conoscono in chat e diventano amiche.

Dopo un po’ di tempo è un incontro casuale, cominciato male e proseguito peggio, a innescare la devastante carica omicida che portano dentro, in seguito alimentata da una galleria di uomini che, in modi differenti, presenta sempre il volto della sopraffazione.

Sele e Vera vivono così la loro epopea maledetta, nel corso della quale va man mano consolidandosi un rituale estremo, in cui si combinano erotismo e punizione.

Ma il web è un luogo pericoloso, e a una delle due giovani donne capita di imbattersi in un nick che, dietro una facciata rassicurante, nasconde la morbosa ricerca di gratificazioni patologiche.

Grazie alla sua innata capacità di introdursi nell’animo umano, questa mente disturbata intuisce che nella vita di Sele e Vera c’è un lato segreto. Così all’interno della narrazione ha luogo uno scambio di ruoli fra predatore e preda.

In questa ballata nera si accumulano i cadaveri ma mancano gli investigatori che indagano. L’unica forma di giustizia che compare è quella, distorta, presente nell’animo delle due protagoniste.

Al momento culminate si giunge nella villetta di Vera, al termine di una serata piena di sorprese, con in sottofondo le sirene delle volanti che stanno accorrendo da Bologna. Arriveranno in tempo? In tempo per che cosa?

È un noir che piacerà a chi ama le atmosfere notturne, le psicologie complesse, il fascino infido dei rapporti online.




In una Bologna dove – forse – le osterie non esistono più, il web diventa il luogo d’incontro per anime solitarie.
Una scorsa al profilo, alla foto, alle poche stringate informazioni relative ad età e provenienza ed ecco che lo schermo offre l’illusorietà di trovarsi di fronte una persona a noi affine, senza peraltro doversi esporre più di tanto.

Vera e Sele sono due ragazze, non più giovanissime, dal passato paradossalmente differente eppure tanto simile.
Disilluse, sole, accomunate da un difficile rapporto con l’altro sesso, mentalmente instabili.
Sono cupe, misteriose, ghermite da quella depressione che quando ti prende ti tira giù, verso l’abisso.
Quando si incontrano, si riconoscono, si comprendono, si intendono con uno sguardo, senza dover aggiungere parole inutili.
Come la mantide religiosa si ciba del partner dopo l’accoppiamento, le due amiche si ergono a giustiziere per punire l’arroganza dominante del maschio alfa.
Come il ciclo di vita della mantide religiosa, la loro crociata dura giusto il tempo di una stagione.

In questo noir dall’atmosfera emiliana le vittime e i carnefici, i colpevoli e gli innocenti si sovrappongono.
Nessun personaggio merita di essere assolto, né tantomeno amato, così come, in fondo, nessuno di loro è un mostro.

La morale viene bypassata dall’inquietudine, la psicologia malata unita alla solitudine lascia un forte senso di sconfitta; l’umanità è perduta, così come qualsivoglia desiderio di comprendere.






 

30 gennaio 2026

RECENSIONE - "La Falena" - di Raffaella Ferrari





Pubblicato il 03/11/2025
pagine: 128
collana: LE OPERE E I GIORNI
genere: Narrativa


Prezzo di Copertina € 15.00

La Falena non è solo un night, è un'ossessione. E Lucio non è solo un barista, è un cinico alchimista che mescola cocktail e destini. Tra le pareti vellutate del locale, dove il fumo si fonde con l'aria densa di segreti e peccati, si muovono le ombre di una notte infinita. Cortigiane dagli sguardi taglienti, figure equivoche e persino un professore esperto di occulto alla ricerca di verità dimenticate. Al centro di questo inquietante universo c'è Nora, una donna misteriosa e pericolosa come una lama di rasoio. Intanto, lontano dai neon e dalla perdizione del night, un vecchio ex imbalsamatore, prigioniero di un corpo ormai stanco, consuma le sue giornate fra i ricordi di un lavoro ormai lontano e di un amore perduto. La sua unica compagnia è una badante devota. Due mondi apparentemente lontani, due storie che sembrano non avere nulla in comune, ma, in un labirinto di segreti, oscure sparizioni e passioni proibite, qualcosa li unisce nell'oscurità della Falena, e quando emergerà dall'ombra svelerà un disegno più spaventoso di qualsiasi incubo.




Il titolo stesso, La Falena, non è solo il nome del night club ma funge da perfetta metafora per l'intera narrazione: un volo incerto, notturno, spinto da un'attrazione irresistibile verso una luce che promette oblio e godimento ma che rischia di bruciare chi si avvicina.

Raffaella Ferrari costruisce un romanzo dove il confine tra realtà e ossessione si fa sottile, trascinando il lettore in un labirinto di specchi.

Al centro della storia troviamo una protagonista complessa: Nora. La sua doppia vita, ci mostra nella sua quotidianità, una donna fragile, curiosa con un aspetto angelico, ma quando arriva il venerdì si traveste, si trasforma e diventa la Cortigiana. Sensuale e diabolica, è l'ossessione degli uomini che frequentano la  Falena. Lei li sceglie li cattura con lo sguardo, chi entra nelle sue grazie, si volatizza senza lasciare traccia.

La trama si dipana attraverso i segreti del passato che riemergono come ombre lunghe sulla vita presente di alcuni personaggi che ruotano intorno a Nora. L'amore e la dipendenza psicologica si intrecciano in modo pericoloso, diventando tormento, quello che logora fino al centro del cuore. La ricerca continua di collezionare la bellezza rendendola immortale a tutti i costi.

 La scrittura della Ferrari si distingue per un'eleganza sobria, capace di evocare atmosfere cupe e cariche di tensione senza mai scadere nel melodramma, anzi tiene sempre il lettore in apprensione e curioso di sapere cosa accade andando avanti con la lettura.

 Consigliato a chi ama i noir psicologici, i colpi di scena e i personaggi femminili sfaccettati e lontani dagli stereotipi.

Buona Lettura!





 

28 giugno 2024

RECENSIONE: "L’ORA DEL SILENZIO" - di Sabrina Fava

 




"L’ORA DEL SILENZIO" 
di Sabrina Fava

Genere: Noir
Editore: Rossini Editore

1971, cittadina di Samor, Stati Uniti. Un uomo di nome John Miller viene ritrovato morto nella stanza dei giochi delle sue bambine. Anni dopo scompare Daphne Miller, la sua secondogenita. Della famiglia rimangono solo la figlia maggiore Dixie e la moglie Edna. Trascorrono dieci anni e la risoluzione del caso della famiglia Miller si snoda fra due filoni narrativi. Chi ha ucciso John Miller? Dov'è la piccola Daphne? Cosa nasconde il detective incaricato delle indagini?

L’ora del silenzio è un romanzo dove si mescolano vari stili: poliziesco, avventura, thriller che intrecciano la storia di tre ragazzi, Dixie, Eliot e Jasper, prima compagni di scuola e poi amici, con quella del detective Duncan Hobbs il quale deve investigare su un vecchio caso congelato che riguarda la morte e la scomparsa rispettivamente del padre e della sorella di Dixie.

Duncan Hobbs è un detective che si porta dentro un immenso dolore dal quale sembra non volersi tirare fuori e trova consolazione nell’alcool e nel sesso: sembra muoversi in un clima di non redenzione a cui contribuisce un’atmosfera fumosa che a volte sa di trasandato e sporco. Indaga in modo brillante, ma sciatto. L’atmosfera si alleggerisce un po’ quando assistiamo alle vicende dei tre ragazzi: si aprono le porte ai temi prettamente adolescenziali come trovarsi in una città sconosciuta e farsi dei nuovi amici, farsi accettare dai coetanei nella nuova scuola, cosa non facile soprattutto se ad aggravare il tutto sono “difetti fisici” che possono essere presi facilmente di mira dai bulli del caso e il difficile rapporto con i genitori.

Intorno a questi, vorticano, arricchendo il ventaglio dei caratteri, altri personaggi che sembrano fare da “contraltare” ai personaggi principali, a volte per contrapposizione (portando addosso un che di sinistro e accapponante) altre per supporto (figure buone, di salvezza). Il mondo che ci propone l’autrice, è un mondo “unto” e oscuro dominato dalle nevrosi degli adulti, dalle loro follie in balia delle quali un gruppo di ragazzini tenta di darsi spiegazioni plausibili attraverso una fantasia popolata da mostri e fantasmi e, quindi, di sopravvivere.

Le capacità narrative dell’autrice permettono di leggere con agevolezza un romanzo lungo più di cinquecento pagine anche se, a volte, ho avuto l’impressione che qualcosa potesse essere sfrondato; è presente l’attenzione al diverso registro linguistico rapportato alle diverse età, educazioni e indoli; tuttavia, trattandosi di un mistery, devo dire che il colpo di scena finale mi è mancato, al contrario il colpevole è stato percepibile già a circa metà del libro.








18 aprile 2024

RECENSIONE: - "Le cronache di Testudo: la città che non dorme mai" - di Simone Caffarini

 




Le cronache di Testudo. La città che non dorme mai.
Un'avventura del detective Bronco
Simone Caffarini
Cyberpunk, fantascienza, noir, avventura
Independently published, pag. 337

Dalla penna di Simone Caffarini, traduttore italiano di Sean Black, un entusiasmante romanzo noir che dà avvio a una nuova serie:

L’esperimento politico dell’Ultra Isolamento ha trasformato Chicago nella prima città-stato del mondo moderno: Testudo, la città tartaruga. In questo luogo dominato dalla corruzione, il detective Chris Bronco – squattrinato, nervoso, fuori forma – viene convocato da un’azienda farmaceutica per indagare su una serie di delitti che minacciano l’esistenza stessa della città.

Il bersaglio dei criminali è il kit per la rigenerazione della Seven Ante, una straordinaria innovazione tecnologica che sta cambiando i ritmi della vita di Testudo – un impianto grazie al quale i cittadini e i criminali di Testudo possono dire addio al sonno e lavorare senza sosta, anche di notte.

Affiancato da un’improbabile compagna di avventure, una ragazzina di sedici anni chiamata Dara Lane, che si intromette nelle indagini di Bronco per rintracciare sua madre, il detective sarà costretto ad esplorare alcuni dei quartieri più pericolosi di Testudo e, nonostante il suo desiderio di liberarsi della ragazzina, scoprirà che la vita di Dara Lane è legata a doppio filo con la cospirazione della Seven Ante e che ha bisogno di lei e della sua famiglia per arrivare alla soluzione dell’enigma.

“La città che non dorme mai” è il primo romanzo delle Cronache di Testudo, le avventure di Chris Bronco Jr. e Dara Lane.

Oggi vi parlo del libro “Le cronache di Testudo: la città che non dorme mai” è un viaggio avvincente e innovativo nel genere noir distopico. Ambientato nella futuristica città-stato di Testudo, precedentemente conosciuta come Chicago, il romanzo segue le vicende del detective Chris Bronco, un uomo disilluso e fuori forma che sfugge dalla realtà attraverso l'alcool, e della giovane Dara Lane, una ragazzina di sedici anni sveglia e curiosa, che si ritrova coinvolta nelle indagini per ritrovare sua madre.

L’autore, ha costruito un mondo ipotetico dove l’Ultra Isolamento ha trasformato la società, creando una realtà dove il sonno è diventato un lusso del passato grazie al kit di rigenerazione della Seven Ante. Questa innovazione tecnologica permette ai cittadini di Testudo di lavorare incessantemente, alimentando un’economia che non conosce pause ma che è anche terreno fertile per la corruzione e il crimine.

Il romanzo si distingue per la sua capacità di esplorare temi profondi come le conseguenze etiche delle innovazioni tecnologiche, il tutto attraverso un racconto carico di tensione e colpi di scena. La narrazione è fluida e coinvolgente, con personaggi, anche secondari, ben delineati che si muovono in una trama complessa e ben strutturata a volte condita con scene ironiche che alleggeriscono la lettura. 

 Un esordio promettente per la serie “Le cronache di Testudo”, che si preannuncia ricca di azione, mistero e riflessioni sul futuro della nostra società. Un libro consigliato a chi ama i thriller futuristici e le storie che stimolano la mente.







09 novembre 2023

RECENSIONE: - "Un uomo d'altri tempi" - di Raro

 



Un uomo d’altri tempi

  • Autore: Raro
  • Genere: Gialli, Noir, Thriller
  • Categoria: Narrativa Italiana
  • Editore: Scatole Parlanti
  • Anno di pubblicazione: 2023

Durante la notte un improvviso e inspiegabile incendio divampa nella biblioteca di un college nella regione canadese della British Columbia, dando l’avvio a una vicenda intricata, piena di misteri e di mezze verità. Nora è una giovane e affascinante insegnante, Sebastian un uomo "singolare", dallo sguardo magnetico. Non è facile comprenderlo, sembra arrivato direttamente da un romanzo di altri tempi, con i suoi modi cortesi e i silenzi enigmatici. Ossessioni amorose si intrecciano nella vita del campus delineando la trama con sfumature thriller, dove invidie e segreti si mescolano a sentimenti non sempre corrisposti. La realtà non è come appare e non è facile comprendere ciò che ogni personaggio nasconde dietro una maschera di normalità. Cosa è disposto a fare ognuno per la propria felicità? E cosa accade quando il bene e il male si confondono fino a non avere più confini?



Nora Gregory era presente quando la Biblioteca Fullerton è andata a fuoco: docente presso l’Università di Millsbury, ha assistito pietrificata all’incendio, incapace di reagire perché l’evento le ha risvegliato dei brutti ricordi.
Dopo quella terribile notte, l’obiettivo principale è salvare l’enorme collezione di libri e il Rettore incarica Nora e altri due docenti, Emma e Robert, affinché il restauro avvenga nel minor tempo possibile.

Nel corso delle opere, avviene l’incontro con Sebastian, che si occupa dei lavori di falegnameria.

Nora ne è da subito attratta, Sebastian è un uomo dalle tante sfaccettature, abile nello svolgere il lavoro manuale anche se palesemente non si tratta del suo mestiere, molto colto, dall’animo sensibile.
Nello stesso tempo è molto schivo, sta sulle sue, evidentemente in passato è stato ferito e ha difficoltà ad aprirsi ed a confidarsi.

Sebastian è una persona dotata di grande carisma e fascino, un uomo molto attraente: il suo charme è un’arma a doppio taglio, lo rende vulnerabile e oggetto di attenzioni, anche eccessive e non richieste, da parte dell’uno e dell’altro sesso.

Corteggiamenti che lui respinge in modo educato e fermo ma che lo turbano e lo feriscono nel profondo.

Col passare dei giorni, Nora si accorge che la ricostruzione della notte dell’incendio presenta molti punti oscuri, discorsi e frasi raccolte in giro non fanno che alimentare i dubbi su chi fosse presente in biblioteca, incertezze che mettono a rischio il già difficile e altalenante rapporto con Sebastian.

Un romanzo psicologico dalla trama coinvolgente che rivela le dinamiche tortuose del micromondo di un Campus universitario; invidie e gelosie, morbose passioni e attrazioni che possono sfociare in rabbia cieca e violenta.
Ho molto apprezzato che sia stato affrontato il tema delle difficoltà nei rapporti sentimentali dal punto di vista maschile, in particolar modo aver dato risalto ai danni psicologici e morali che subisce chi è vittima di stalkeraggio e di molestie sessuali.





18 ottobre 2023

RECENSIONE: - "Le croci in piazza" - di Fulvia Cipriani

 


Titolo: Le croci in piazza

Autrice: Fulvia Cipriani, con illustrazioni di Sara Vettori

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 352

In ebook solo su Amazon a 4,99€ anche in KU

In carta a 19€ nelle principali librerie online e fisiche

Genere: Thriller - noir

Link Amazon: Cartaceo  - Kindle 

In vendita dal 22 agosto 2023


Quando il cadavere di una donna viene ritrovato in una casa abbandonata sull’Appennino toscano, la gente del paese è sicura che si tratti della nipote della vecchia proprietaria deceduta da anni.

Dopo un primo momento di paradossale stupore Camilla si interroga: quella donna che tanto le somiglia non è lei, di questo è certa, lei è viva e sta bene. Quindi di chi si tratta? Un mistero, un thriller complicato che indaga i rapporti familiari e obbliga a confrontarsi con un vissuto che si vuole dimenticare.

Una storia di famiglie, ciascuna con la sua croce e il suo fardello di menzogne, ma anche con un’eredità d’amore da preservare: fratelli e sorelle, legati da un rapporto così forte da superare anni di silenzio e voragini di rancore; padri e madri che lottano per i propri figli; nonni che sanno più degli altri, che conoscono le cose ancor prima che accadano, perché la vita, l’esperienza li ha resi saggi, quasi indovini. In un Appennino duro e pieno di segreti, i crimini di oggi s’intrecciano a vecchie disgrazie e si confondono con le ombre del passato.




“Se tutti portassero in piazza le proprie croci, ciascuno ripiglierebbe la sua e tornerebbe a casa.”

Raddino è un piccolo paese dell’Appennino toscano: le case che si affacciano sulla provinciale, la bottega, il bar del circolo e i boschi che fanno da cornice all’abitato.
Qui la vita scorre più lenta che in città, è una piccola comunità nella quale tutti si conoscono, tutti sanno o credono di sapere ciò che accade agli altri, i pettegolezzi si mescolano con i segreti, il taciuto circola come una corrente silenziosa e mai sopita nella vita degli abitanti.
Le avversità e i drammi non risparmiano chi vive in queste zone, anche qui sono avvenuti eventi criminali e fatti oscuri mai risolti, al pari di cicatrici che solcano l’anima e la mente delle persone.
Il ritrovamento del cadavere di una donna nella casa appartenuta alla nonna, riporta Camilla Berni a Raddino, dopo anni di assenza, anni trascorsi all’estero durante i quali si è costruita una solida carriera manageriale.
Fiorentina, cresciuta in una famiglia benestante, i ricordi più belli dell’infanzia e dell’adolescenza la legano al paesino di montagna.
Tornare a Raddino significa rivivere quelle belle estati e ritrovare persone e volti di amici ma, soprattutto, vuol dire guardarsi dentro, fare i conti con il passato, ripercorrere i complessi momenti di difficoltà economica e i lutti familiari mai metabolizzati fino in fondo.
È giunto il momento di riconoscere che è veramente amico e chi, invece, nutre rancori e antiche ruggini: Camilla deve quindi risolvere un giallo che la coinvolge nell’intimo più profondo e unire tanti tasselli lasciati in sospeso, affinché finalmente ogni cosa possa tornare al suo posto.

Un thriller ben strutturato e intrigante, ambientato in uno dei tanti borghi che caratterizzano l’Italia, posti ricchi di tradizione e di buon cibo.
Bellissime le perle di saggezza popolare che emergono nei dialoghi fra la nonna e Camilla, l’educazione atavica al rispetto per noi stessi e per gli altri, l’importanza delle proprie radici e dei legami familiari.






24 gennaio 2023

RECENSIONE: - "Ironia della morte" - di Carlo Romano

 



Ironia della morte

Romano Carlo
Editore: Golem Edizioni
Genere: Thriller, Noir
Pagine: 240 p. , Libro in brossura
In commercio dal: 14 ottobre 2022
Collana: Ombre


Il Natale è appena trascorso, ma lo scenario che accoglie il capitano Raimondi e la sua squadra nel piccolo borgo di Stilo, in Calabria, è rimasto ancora quello dei giorni di festa. Solo l'inconfondibile capannello davanti al nastro bianco e rosso che delimita la scena del crimine, lo riporta al lavoro e alle fredde giornate invernali. Come in un terribile déjà-vu, Raimondi si troverà davanti a una scena del delitto già vissuta e già analizzata. L'assassino ha preparato, come in un'opera teatrale alla sua seconda rappresentazione, una scena criminis identica a quella di qualche anno prima, in un luogo diverso. Questa volta, però, ha aggiunto un elemento: una filastrocca, all'interno di una busta gialla, il cui significato è presagio di altra morte. Seguiranno altre scene in diverse città della Sicilia e della Calabria, e ogni volta gli uomini del R.I.S. saranno chiamati a risolvere un rebus. Fino all'ultimo, decisivo messaggio. Fino alla risoluzione che può salvare una vita.


Terzo romanzo di Carlo Romano, Ironia della morte – edito da Golem Edizioni per la collana Ombre – è un ottimo noir dal ritmo incalzante e la tagliente ironia propria dello humor inglese. Una nuova avventura per il capitano Raimondi che affonda le radici in un clamoroso e sconvolgente caso di cronaca che si intreccia oltre al passato delle vittime anche a quello del protagonista e che si conclude con un colpo di scena imprevedibile che lascia il lettore spiazzato e al contempo piacevolmente divertito. I luoghi più di tutto sono i veri protagonisti dei romanzi di Romano e anche qui la Sicilia fa da sfondo ideale alle vicende. La si vede e si avverte dappertutto, connaturata ai personaggi e ai loro gesti. Il caso, complesso ma ben strutturato, tiene incollato il lettore pagina dopo pagina grazie anche uno stile particolarmente ricercato, la terminologia di cui si avvale Romano è Specifica e puntuale e fluido.

L'indagine scientifica dettagliata e meticolosa fa la gioia dei cultori del genere ai quali sembrerà di partecipare attivamente alle indagini.

Come già anticipato, il finale che non ti aspetti e che ribalta tutte le carte in tavola è la ciliegina su una torta ricca di sapori e aromi.

Una lettura davvero imperdibile e imprescindibile per gli amanti dei gialli.





08 ottobre 2022

RECENSIONE: - "Il taglio freddo della luna" - di Piera Carlomagno

 




Titolo: Il taglio freddo della luna

Autore: Piera Carlomagno

Editore: Solferino Editore

Pagine: 352

Formato: ebook, cartaceo

Prezzo: ebook €11.99, cartaceo €19





Gli ultimi istanti di quiete, l’ultimo lampo di spensieratezza: è l’inizio del pranzo di fine estate che Marina Pietrofesa Cortese, matriarca ottantenne, ha imbandito per la famiglia, in uno degli eleganti lidi della costa ionica lucana. Certo è strano che Wlady, nipote prediletto di Marina, non sia arrivato, ma la sua assenza è solo un’increspatura nell’atmosfera dorata che avvolge quella famiglia di antichi latifondisti. Ben diversa la giornata di Viola Guarino, chiamata ad analizzare una scena del crimine che sembra una quinta teatrale: il professor Vittorio Ambroselli ucciso come Marat nella vasca da bagno della sua casa ricca di opere d’arte. Uno come Ambroselli, riflettono gli inquirenti, tra cui l’affascinante sostituto procuratore Loris Ferrara, poteva avere molti nemici: era il fisico della Fossa Irreversibile in cui, a pochi chilometri da lì, negli anni Cinquanta, erano state nascoste le scorie nucleari americane. E quando viene a galla la relazione di sua figlia diciassettenne, Ginevra, con il giovane Wlady – la cui assenza comincia ad assumere i contorni di una scomparsa – i due casi appaiono inequivocabilmente collegati. La soluzione si trova solo nel presente o in un passato che, come le scorie nucleari, è sepolto nelle profondità della colpa?




Il taglio freddo della luna, noir scritto da Piera Carlomagno ed edito da Solferino, è il terzo romanzo della serie che vede come protagonista l’anatomopatologa Viola Guarino, nipote di una lamentatrice di professione, nella quale convivono la donna di medicina e la strega che “avverte” le cose più che vederle.

Il prologo si apre su un viaggio in auto verso una destinazione vacanziera nel pieno dell’estate del 1982 che si rileverà lo spartiacque nella vita dei protagonisti, l’ultima estate della loro innocenza.

Il primo personaggio con cui il lettore entra in confidenza è l’altera matriarca ottantenne della famiglia Cortese, Marina Pietrafesa Cortese. Una donna che ostenta ricchezza e fama ormai sbiadite e che tiene stretto al cuore un segreto che poi tanto segreto non è.

La quiete del luculliano pranzo di fine estate allestito dalla donna è turbata dall’assenza del nipote prediletto Wlady, ma è una lieve stonatura che si accorda al tramonto storto che offre l’elegante lido sulla costa lucana.

Dal placido e artefatto banchetto dei Cortese la scena si sposta all’interno di villa Ambroselli, dove Viola Guarino è chiamata a intervenire per analizzare il cadavere trovato all’interno di una vasca da bagno. La vittima è Vittorio Ambroselli, professore ordinario all’Università La Sapienza.

L’intuito di Viola scova subito la messa in scena, lo staging dietro il delitto. “L’arte riflette i fatti a modo suo e anche qui l’assassino ci offre una visione diversa dalla realtà.”

La morte di Ambroselli è l’allestimento apocrifo del quadro La morte di Marat nel quale non è raffigurato il momento del delitto, bensì la scena del crimine. Dall’assassinio di Ambroselli si dipana una trama lunga e complessa e scovare il colpevole sarà un percorso lungo e accidentato che scoperchierà vasi di Pandora e riesumerà segreti inconfessabili, intrecciando le vite di tre generazioni, attingendo a un passato che torna con prepotenza a riscuotere il suo tributo dopo quarant’anni

Ne Il taglio freddo della luna ritroviamo una Piera Carlomagno ispiratissima che delizia il lettore col suo continuo mescolare passato e presente con accostamenti a volte azzardati, altri sublimi, tra una canzone di Alice e l’ultimo spot della Coca Cola. Come in Verga e Deledda in quest’opera sono soprattutto i luoghi a ergersi a protagonisti e a parlare, e l’autrice dà alla Basilicata voce e respiro con descrizioni incantevoli, minuziose e a tratti fiabesche.

I personaggi di cui la trama è ricca sono magistralmente caratterizzati, a partire da Viola, legata alla morte a doppio filo, che lavora sui cadaveri ma ne cerca l’anima prima di lasciarli andare presente, passando per l’enigmatica e monolitica matriarca dei Cortese fino a Bepi – il figlio legittimo di Marina – la cui vita gli scivola addosso senza colpo ferire, quasi fosse uno spettatore passivo della storia, soldato scelto in una guerra perdente.

La verità, che Piera Carlomagno ci svela proprio sul finale disseminando la narrazione di piccoli indizi, tasselli che andranno a ricomporre un puzzle ciclopico, deflagra come una bomba destabilizzando il lettore, scatenando una semplice domanda. “Perché?”

Il romanzo di Piera Carlomagno è un noir colto, letterario, nel quale lo stile dell’autrice soverchia persino la trama, sale in cattedra e ammalia il lettore, coinvolgendolo in un turbinio di emozioni mentre lo guida a dipanare il prezioso ordito di un arazzo dalle mille tonalità cangianti.

Perché non è tutto oro ciò che riluce e il passato torna sempre a bussare alle porte delle coscienze.

Magistrale.






05 luglio 2022

RECENSIONE: - "Nelle sue ossa" - di Maria Elisa Gualandris

 






IN VENDITA DAL 7 MARZO 2022

ebook €2,99 pp. 256

cartaceo € 11,99 pp. 256

DISPONIBILE SU KINDLE UNLIMITED



Non è facile farsi strada nel mondo del giornalismo se sei nata in una provincia sonnacchiosa in cui sembra non accada mai nulla. Perciò, quando durante il restauro di un’antica villa sul lago vengono ritrovate delle ossa umane, Benedetta Allegri, reporter del piccolo giornale online, Il Maggiore, spera possa essere l’occasione giusta per rilanciare la sua carriera e dare finalmente una svolta alla sua vita. Le cose però non sono mai così semplici e, mentre Benedetta segue il caso che sembra farsi via via sempre più intricato, la sua vita prende pieghe inaspettate e rischia di finire a rotoli. Divisa tra l’amore forse un po’ raffreddato dal tempo per il fidanzato Andre e il fascino del nuovo commissario della polizia Stefano Giuliani, Benedetta – Benny – dovrà fare fronte a ben più di una minaccia, lottare per il suo lavoro e i suoi ideali, e svelare molti misteri di quella sua cittadina in apparenza tranquilla, ma che cela un passato pieno di segreti.

Nelle sue ossa è la prima indagine di Benedetta Allegri, l'apprendista reporter.

NUOVA EDIZIONE A CURA MORE STORIES


"Nelle sue ossa" è un intrigante giallo con spennellate noir magistralmente costruito e sviluppato; è narrato tutto in prima persona dal punto di vista della protagonista, la giornalista Benedetta Allegri.

Benedetta è stanca di scrivere sempre le stesse cose sul quotidiano per cui lavora, sta aspettando lo scoop e l'indagine di una vita, ma quando all'interno di una villa vengono scoperte delle ossa, non sarà solo la sua sfera professionale a subire un cambiamento radicale. L'indagine, infatti, ribalta tutte le certezze lavorative e personali di Benedetta, oltre a farle ritrovare lo smalto e la passione per il suo lavoro.

Un delitto è come uno strappo che rompe l'equilibrio del cosmo, altera l'armonia delle proporzioni del Creato ed è come se le leggi di bontà, verità e giustizia che ci tengono in piedi dovessero correre ai ripari (...) Ogni morte ingiusta - ma quale morte non lo è? - è una ferita che si rimargina in modo scomposto sulla pelle dell'umanità.

L'indagine che Benedetta inizia a seguire si rivela sin da subito un rompicapo: tassello dopo tassello mentre il mosaico viene ricomposto il lettore fa la conoscenza di diversi personaggi tutti legati a un passato di bugie e sofferenza.

Spesso nella cronaca ci si dimentica che cadaveri e ossa erano una persona che è stata amata e che ha amato qualcuno. E il muro di omertà contro cui Benedetta si viene a scontrare non è l'unico ostacolo sulla via della verità, lastricata di bugie, maldicenze, pregiudizi e favoritismi.

L'autrice, che è anche un'affermata giornalista, “gioca in casa” descrivendo con gli strumenti che ha a disposizione grazie all'esperienza diretta sul campo, tutte le dinamiche che intercorrono tra il mondo del giornalismo, quello dell'indagine e dell'opinione pubblica. Particolarmente interessante il punto di vista di Benedetta, che attraverso le porte sbattute in faccia, la diffidenza di testimoni e pubblico ci mostra uno spaccato molto reale e attuale della professione giornalistica in tempi moderni.

Lasciamo stare l'aspetto economico, pensa agli insulti che ci siamo presi da persone sui social per anni. Perfetti sconosciuti che si sentono in dovere di dire la loro e criticarti senza nemmeno sapere quello che dicono. Solo che noi ci ridevamo sopra convinti di fare la cosa giusta, sempre alla ricerca della verità. I Paladini dell'informazione.

Al di là dell'indagine, che si dipana in modo incalzante e tiene incollato il lettore dalla prima pagina all'ultima, Nelle sue ossa ci regala davvero molti spunti di riflessione. Un rapporto d'amore ormai logoro e i cui i contorni sono sfumati in una dolce amicizia, la paura di abbandonare le certezze di una quotidiana normalità, per lanciarsi in un futuro pieno di incognite. I rapporti familiari a volte costruiti sulla fiducia, altre rovinati da silenzi e soprusi e non da ultimo una certa diffidenza nei confronti dei metodi di indagine, spesso e volentieri inquinati da clientelismi, lassismo e ignoranza. Emblematico il riferimento al ritrovamento casuale di Elisa Claps all'interno del sottotetto della chiesa in cui era stata vista l'ultima volta e nella quale non era mai stata cercata.

L'autrice Gualandris non si limita a indagare le dinamiche dell'omicidio, ma opera anche un'investigazione psicologica dei personaggi coinvolti. Molto suggestivo lo stile di scrittura, che grazie all'utilizzo della prima persona catapulta il lettore all'interno delle vicende rendendolo protagonista in primo piano di quanto accade. Un particolare plauso anche alle descrizioni degli ambienti e del paesaggio in cui si muovono i personaggi; il lago, ora misterioso ora pittoresco, è il vero protagonista del romanzo.

Nell'attesa della prossima indagine della nostra Benedetta, Nelle sue ossa si merita il massimo dei voti.