Titolo: Il taglio freddo della luna
Autore: Piera Carlomagno
Editore: Solferino Editore
Pagine: 352
Formato: ebook, cartaceo
Prezzo: ebook €11.99, cartaceo €19

Gli ultimi istanti di quiete,
l’ultimo lampo di spensieratezza: è l’inizio del pranzo di fine
estate che Marina Pietrofesa Cortese, matriarca ottantenne, ha
imbandito per la famiglia, in uno degli eleganti lidi della costa
ionica lucana. Certo è strano che Wlady, nipote prediletto di
Marina, non sia arrivato, ma la sua assenza è solo un’increspatura
nell’atmosfera dorata che avvolge quella famiglia di antichi
latifondisti. Ben diversa la giornata di Viola Guarino, chiamata ad
analizzare una scena del crimine che sembra una quinta teatrale: il
professor Vittorio Ambroselli ucciso come Marat nella vasca da bagno
della sua casa ricca di opere d’arte. Uno come Ambroselli,
riflettono gli inquirenti, tra cui l’affascinante sostituto
procuratore Loris Ferrara, poteva avere molti nemici: era il fisico
della Fossa Irreversibile in cui, a pochi chilometri da lì, negli
anni Cinquanta, erano state nascoste le scorie nucleari americane. E
quando viene a galla la relazione di sua figlia diciassettenne,
Ginevra, con il giovane Wlady – la cui assenza comincia ad assumere
i contorni di una scomparsa – i due casi appaiono
inequivocabilmente collegati. La soluzione si trova solo nel presente
o in un passato che, come le scorie nucleari, è sepolto nelle
profondità della colpa?
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Il taglio freddo della luna, noir
scritto da Piera Carlomagno ed edito da Solferino, è il terzo
romanzo della serie che vede come protagonista l’anatomopatologa
Viola Guarino, nipote di una lamentatrice di professione, nella quale
convivono la donna di medicina e la strega che “avverte” le cose
più che vederle.
Il prologo si apre su un viaggio in
auto verso una destinazione vacanziera nel pieno dell’estate del
1982 che si rileverà lo spartiacque nella vita dei protagonisti,
l’ultima estate della loro innocenza.
Il primo personaggio con cui il lettore
entra in confidenza è l’altera matriarca ottantenne della famiglia
Cortese, Marina Pietrafesa Cortese. Una donna che ostenta ricchezza e
fama ormai sbiadite e che tiene stretto al cuore un segreto che poi
tanto segreto non è.
La quiete del luculliano pranzo di fine
estate allestito dalla donna è turbata dall’assenza del nipote
prediletto Wlady, ma è una lieve stonatura che si accorda al
tramonto storto che offre l’elegante lido sulla costa lucana.
Dal placido e artefatto banchetto dei
Cortese la scena si sposta all’interno di villa Ambroselli, dove
Viola Guarino è chiamata a intervenire per analizzare il cadavere
trovato all’interno di una vasca da bagno. La vittima è Vittorio
Ambroselli, professore ordinario all’Università La Sapienza.
L’intuito di Viola scova subito la
messa in scena, lo staging dietro il delitto. “L’arte
riflette i fatti a modo suo e anche qui l’assassino ci offre una
visione diversa dalla realtà.”
La morte di Ambroselli è
l’allestimento apocrifo del quadro La morte di Marat nel
quale non è raffigurato il momento del delitto, bensì la scena del
crimine. Dall’assassinio di Ambroselli si dipana una trama lunga e
complessa e scovare il colpevole sarà un percorso lungo e
accidentato che scoperchierà vasi di Pandora e riesumerà segreti
inconfessabili, intrecciando le vite di tre generazioni, attingendo a
un passato che torna con prepotenza a riscuotere il suo tributo dopo
quarant’anni
Ne Il taglio freddo della luna
ritroviamo una Piera Carlomagno ispiratissima che delizia il lettore
col suo continuo mescolare passato e presente con accostamenti a
volte azzardati, altri sublimi, tra una canzone di Alice e l’ultimo
spot della Coca Cola. Come in Verga e Deledda in quest’opera sono
soprattutto i luoghi a ergersi a protagonisti e a parlare, e
l’autrice dà alla Basilicata voce e respiro con descrizioni
incantevoli, minuziose e a tratti fiabesche.
I personaggi di cui la trama è ricca
sono magistralmente caratterizzati, a partire da Viola, legata alla
morte a doppio filo, che lavora sui cadaveri ma ne cerca l’anima
prima di lasciarli andare presente, passando per l’enigmatica e
monolitica matriarca dei Cortese fino a Bepi – il figlio legittimo
di Marina – la cui vita gli scivola addosso senza colpo ferire,
quasi fosse uno spettatore passivo della storia, soldato scelto in
una guerra perdente.
La verità, che Piera Carlomagno ci
svela proprio sul finale disseminando la narrazione di piccoli
indizi, tasselli che andranno a ricomporre un puzzle ciclopico,
deflagra come una bomba destabilizzando il lettore, scatenando una
semplice domanda. “Perché?”
Il romanzo di Piera Carlomagno è un
noir colto, letterario, nel quale lo stile dell’autrice soverchia
persino la trama, sale in cattedra e ammalia il lettore,
coinvolgendolo in un turbinio di emozioni mentre lo guida a dipanare
il prezioso ordito di un arazzo dalle mille tonalità cangianti.
Perché non è tutto oro ciò che
riluce e il passato torna sempre a bussare alle porte delle
coscienze.
Magistrale.