Bologna, di giorno ma soprattutto di notte. Due giovani donne scatenano il loro micidiale potenziale distruttivo. Però una mente malata è in agguato nelle profondità del web.
Sele ha capelli neri, un fisico atletico, un carattere cinico e aggressivo. Veste di nero, ama il dark e alleva una mantide.
Vera invece è un po’ sovrappeso, ha capelli castani e un’indole apparentemente remissiva. Le piace indossare abiti eleganti, ascolta musica classica e cade in preda a forti momenti di depressione, durante i quali si traveste in forme tragiche e grottesche.
Diverse, ma accomunate da gravi problematiche esistenziali, le due giovani donne si conoscono in chat e diventano amiche.
Dopo un po’ di tempo è un incontro casuale, cominciato male e proseguito peggio, a innescare la devastante carica omicida che portano dentro, in seguito alimentata da una galleria di uomini che, in modi differenti, presenta sempre il volto della sopraffazione.
Sele e Vera vivono così la loro epopea maledetta, nel corso della quale va man mano consolidandosi un rituale estremo, in cui si combinano erotismo e punizione.
Ma il web è un luogo pericoloso, e a una delle due giovani donne capita di imbattersi in un nick che, dietro una facciata rassicurante, nasconde la morbosa ricerca di gratificazioni patologiche.
Grazie alla sua innata capacità di introdursi nell’animo umano, questa mente disturbata intuisce che nella vita di Sele e Vera c’è un lato segreto. Così all’interno della narrazione ha luogo uno scambio di ruoli fra predatore e preda.
In questa ballata nera si accumulano i cadaveri ma mancano gli investigatori che indagano. L’unica forma di giustizia che compare è quella, distorta, presente nell’animo delle due protagoniste.
Al momento culminate si giunge nella villetta di Vera, al termine di una serata piena di sorprese, con in sottofondo le sirene delle volanti che stanno accorrendo da Bologna. Arriveranno in tempo? In tempo per che cosa?
È un noir che piacerà a chi ama le atmosfere notturne, le psicologie complesse, il fascino infido dei rapporti online.
Sele ha capelli neri, un fisico atletico, un carattere cinico e aggressivo. Veste di nero, ama il dark e alleva una mantide.
Vera invece è un po’ sovrappeso, ha capelli castani e un’indole apparentemente remissiva. Le piace indossare abiti eleganti, ascolta musica classica e cade in preda a forti momenti di depressione, durante i quali si traveste in forme tragiche e grottesche.
Diverse, ma accomunate da gravi problematiche esistenziali, le due giovani donne si conoscono in chat e diventano amiche.
Dopo un po’ di tempo è un incontro casuale, cominciato male e proseguito peggio, a innescare la devastante carica omicida che portano dentro, in seguito alimentata da una galleria di uomini che, in modi differenti, presenta sempre il volto della sopraffazione.
Sele e Vera vivono così la loro epopea maledetta, nel corso della quale va man mano consolidandosi un rituale estremo, in cui si combinano erotismo e punizione.
Ma il web è un luogo pericoloso, e a una delle due giovani donne capita di imbattersi in un nick che, dietro una facciata rassicurante, nasconde la morbosa ricerca di gratificazioni patologiche.
Grazie alla sua innata capacità di introdursi nell’animo umano, questa mente disturbata intuisce che nella vita di Sele e Vera c’è un lato segreto. Così all’interno della narrazione ha luogo uno scambio di ruoli fra predatore e preda.
In questa ballata nera si accumulano i cadaveri ma mancano gli investigatori che indagano. L’unica forma di giustizia che compare è quella, distorta, presente nell’animo delle due protagoniste.
Al momento culminate si giunge nella villetta di Vera, al termine di una serata piena di sorprese, con in sottofondo le sirene delle volanti che stanno accorrendo da Bologna. Arriveranno in tempo? In tempo per che cosa?
È un noir che piacerà a chi ama le atmosfere notturne, le psicologie complesse, il fascino infido dei rapporti online.
In una Bologna dove – forse – le osterie non esistono più, il web diventa il luogo d’incontro per anime solitarie.
Una scorsa al profilo, alla foto, alle poche stringate informazioni relative ad età e provenienza ed ecco che lo schermo offre l’illusorietà di trovarsi di fronte una persona a noi affine, senza peraltro doversi esporre più di tanto.
Vera e Sele sono due ragazze, non più giovanissime, dal passato paradossalmente differente eppure tanto simile.
Disilluse, sole, accomunate da un difficile rapporto con l’altro sesso, mentalmente instabili.
Sono cupe, misteriose, ghermite da quella depressione che quando ti prende ti tira giù, verso l’abisso.
Quando si incontrano, si riconoscono, si comprendono, si intendono con uno sguardo, senza dover aggiungere parole inutili.
Come la mantide religiosa si ciba del partner dopo l’accoppiamento, le due amiche si ergono a giustiziere per punire l’arroganza dominante del maschio alfa.
Come il ciclo di vita della mantide religiosa, la loro crociata dura giusto il tempo di una stagione.
In questo noir dall’atmosfera emiliana le vittime e i carnefici, i colpevoli e gli innocenti si sovrappongono.
Nessun personaggio merita di essere assolto, né tantomeno amato, così come, in fondo, nessuno di loro è un mostro.
La morale viene bypassata dall’inquietudine, la psicologia malata unita alla solitudine lascia un forte senso di sconfitta; l’umanità è perduta, così come qualsivoglia desiderio di comprendere.
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