13 maggio 2026

RECENSIONE - Oltre l'etichetta - di Michele Palmisano








 "Oltre l’etichetta" di Michele Palmisano

Una discesa negli inferi personali e metafisici, dove l’unica via d’uscita potrebbe essere il baratro più profondo.

Peter Charlton, diciotto anni, vive ai margini in una famiglia che lo disprezza, prigioniero di una carrozzina e di un’etichetta sociale che lo annulla come persona. Le sue uniche evasioni sono i libri e i film, finché non sarà una neonata “sete” oscura a irrompere nella sua quotidianità. Quando due entità soprannaturali gli offrono la chance tanto attesa di una nuova vita, Peter si troverà di fronte a un patto diabolico. Le sue scelte, però, scateneranno una guerra tra forze cosmiche, in cui bene e male si riveleranno facce della stessa medaglia. Una discesa negli inferi personali e metafisici, dove l’unica via d’uscita potrebbe essere il baratro più profondo.


Ciao Anime belle, oggi vi parlo di "Oltre l’etichetta" di Michele Palmisano.

Il protagonista, Peter Charlton, è un giovane che vive una doppia prigionia: quella fisica di una sedia a rotelle e quella, ben più soffocante, di un’etichetta sociale che lo priva della sua identità umana. Palmisano non cerca la pietà del lettore; al contrario, adotta un tono duro e a tratti sarcastico per descrivere una famiglia che non lo ama e una società che lo annulla.

Questa freddezza narrativa è il punto di forza dell'opera: Peter non è un "eroe resiliente" nel senso classico e stucchevole del termine, ma un giovane colmo di una frustrazione reale che, inevitabilmente, finisce per nutrire un'oscura "sete".

La transizione dal dramma sociale all'orrore cosmico avviene quando entità soprannaturali offrono a Peter una nuova vita. Qui il romanzo abbraccia il Weird più puro, dove l'ignoto non è solo spaventoso, ma profondamente estraneo alle logiche umane.

La scrittura di Palmisano è viscerale e diretta. L'atmosfera che si percepisce mentre si legge è cupa, quasi soffocante nelle prime battute, per poi esplodere in una narrazione dinamica e visionaria non appena gli elementi sovrannaturali prendono il sopravvento. L'autore è abilissimo nel sovrapporre il disagio fisico e psicologico di Peter a una guerra cosmica. 

In questo romanzo il Bene e il male non sono entità distinte, ma facce della stessa medaglia, specchi di una realtà in cui la "normalità" è solo una maschera di conformismo

Il conflitto tra potenze superiori funge da eco al tumulto interiore di Peter, portando il lettore in un baratro dove anche l'amore rischia di essere insufficiente.

Il viaggio di Peter diventa la metafora universale di chiunque venga "messo da parte" perché non conforme agli standard estetici o funzionali della modernità.

"Oltre l’etichetta" è un romanzo coraggioso che usa il genere fantasy e horror per parlare di tematiche attualissime: l'emarginazione, il bullismo familiare e la ricerca di un'identità che vada oltre le apparenze. 




 

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