"Lo stato di conservazione delle cose" è una storia che si muove nel tempo sospeso delle decisioni irrevocabili, quando ogni gesto diventa memoria prima ancora di accadere. Attraverso sguardi diversi, la narrazione attraversa ore decisive, intime, silenziose, in cui la vita si misura non in ciò che resta, ma in ciò che sta per andare via.
È un racconto sul tentativo disperato e umano di trattenere qualcosa — un Natale, un figlio, una promessa — anche quando il mondo sembra già aver deciso al posto nostro.
Un libro che non chiede risposte, ma accompagna il lettore dentro una domanda essenziale:
come si conserva l’amore, quando non c’è più nulla da salvare?
È un racconto sul tentativo disperato e umano di trattenere qualcosa — un Natale, un figlio, una promessa — anche quando il mondo sembra già aver deciso al posto nostro.
Un libro che non chiede risposte, ma accompagna il lettore dentro una domanda essenziale:
come si conserva l’amore, quando non c’è più nulla da salvare?
Quando mi è stato proposto questo romanzo, non ho letto la trama, non so il motivo ma mi sono soffermata sulla cover, sulle scarpe…inizialmente non ci ho dato peso, ma quando ho letto…ho capito.
Questa è una storia che ti rimane addosso, mentre la stai leggendo e anche quando le pagine terminano, loro restano dentro di te.
Patrizia e Raffaele affrontano una decisione impossibile, un momento bellissimo, si trasforma in un dolore indescrivibile e inimmaginabile…uno dei gemelli che aspettano soffre di “trasfusione fetale”, un momento difficile, complicato e trovare un medico freddo e distaccato non è davvero la cosa che desideri.
Pagine che raccontano la fragilità, la profondità della vita in tutte le sue sfumature…e racconta di scelte…e di conseguenze.
Non mi aspettavo questa lettura, non mi aspettavo questa penna, ma sono felice di aver avuto la possibilità di farlo, mi piace avere un cuore pronto ad emozionarsi…e se non siete pronti a farlo non leggete queste pagine perché non verrebbero capite!
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