30 giugno 2026

RECENSIONE - Emotional Scars - di Denise Spagnolo




Romanzo psicologico con sfumature Dark dalle tropes: Morally Grey, Angst, Emotional Scars, Traumatic Past e Touch her and die.

Nolan Clark rappresenta tutto quello che ogni ragazza desidera. È ricco, bello, misterioso e dannato. Inarrivabile per chi come Nives Meyers preferisce vivere i suoi anni universitari in disparte. All’ombra di chi ostenta e arricchisce la propria esistenza di apparenza e superficialità. Perché lei non ama mostrare la sua vera essenza e tutte le cicatrici che si porta addosso, ma soprattutto dentro. Preferisce nasconderle perché nessuno capirebbe quanto dolore si cela dietro di esse, nessuno comprenderebbe la sua paura di essere guardata in modo diverso. La compassione, essa proprio non è contemplata nel suo modo di vivere e di andare avanti, nonostante tutto quello che ha passato.
Al contrario, Nolan è molto popolare ed è sempre circondato da belle ragazze. È il re indiscusso delle feste e degli eccessi ed è a capo della
Puma’s House, una delle confraternite più in voga dell’università.
I due sembrerebbero appartenere a due mondi diversi. Eppure a legarli indissolubilmente basterà una sera qualunque fuori da un locale in cui lei, vittima di un attacco di panico, si accascerà per terra in balia di un vecchio ricordo del passato che vorrebbe solo dimenticare. Eclissare dalla propria esistenza pur di andare avanti e vivere felice e spensierata come ogni ragazza della sua età.
Succede questo se in passato sei stata vittima di violenza.
Se è stato proprio l’uomo che ti ha cresciuta e ha giurato di amarti e di proteggerti ad abusare di te.
Non dimentichi.
Non lo superi.
Sopravvivi e basta.
Nolan d’altro canto quella sera si è rispecchiato molto in lei e nella tempesta emotiva in cui era naufragata. Per questo non riesce a smettere di pensarci. Di provare un senso di protezione nei confronti di quella ragazza tutta lentiggini che ha rapito il suo interesse sin dal primo istante.
Ma non può permettersi tale lusso. Per questo cercherà in tutti i modi di tenerla a distanza di sicurezza. Trattandola da schifo e umiliandola pur di farle capire che non è, e mai sarà, il bravo ragazzo che lei crede.
Perché non può avere legami.
Non può provare dei sentimenti nei confronti di nessuno.
Farlo significherebbe ammettere di avere delle debolezze.
E non può permettersele dal momento che lui – il mostro della sua storia – non aspetta altro da anni.

Tra tira e molla, ricordi del passato, incomprensioni, cicatrici emotive condivise e tradimenti inimmaginabili, Nolan e Nives riusciranno a viversi il loro amore? O sarà solo un sentimento destinato a finire in tragedia?



Felice di ritrovare la penna di questa autrice. Avendola già letta in passato, sapevo quanto fosse coinvolgente, ma con queste nuove pagine si è superata. Mi sono ritrovata immersa in un amore travolgente, uno di quelli che trascina il lettore senza quasi dargli il tempo di rendersene conto.

Le tematiche affrontate sono davvero dure, ma con garbo ed equilibrio, nulla è stonato, anzi c’è sempre il fiorire della speranza che nasce nonostante tutto…

Nolan ragazzo forte, da cui è meglio tenersi lontano…almeno in apparenza. Nives comprende immediatamente che la sua durezza è solo una maschera che ha creato per riuscire a sopravvivere all’ingiustizia, poiché lui fa di tutto per proteggere chi ama…

Nives, ragazza dolce e forte allo stesso tempo, che nasconde a tutti il suo dolore, ha un coraggio indescrivibile, ammetto che mentre leggevo le lacrime sono arrivate senza permesso, ma non vi scrivo il motivo, perché questo romanzo merita la sua lettura, per riuscire a donare a ogni lettore le emozioni che suscita.

Lei riesce a volare nonostante tutto, riesce ad amare nonostante tutto, i protagonisti sono anime che sanno amare nonostante il dolore e si completano, grazie al loro amore veramente puro e vero.

È una storia che colpisce, ma che secondo me va letta con calma, per riuscire a comprendere tutto, ti emozioni, ti commuovi e rifletti. Un romanzo completo che io rileggerò perché è stato un viaggio che voglio rifare.





 

RECENSIONE - Nei tuoi occhi - di Valerie Moore

 



Titolo: "Nei tuoi occhi"

Pseudonimo: Valerie Moore

Autoconclusivo

Autopubblicazione su KDP

Genere: Historical Romance (Regency-Victorian)

Trope:  Grumpy x Sunshine - Guardian Ward - Age Gap -  First Love - Impossible Love

Lunghezza: circa 370 pagine

Data di uscita: 25/06/2026


Inghilterra, 1825

Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke, è stato a lungo un alto ufficiale dell’esercito britannico fino a quando, amareggiato e disilluso, non ha deciso di abbandonarlo e condurre una vita solitaria. 

Lady Susan Warrington è la giovane nipote del Visconte di Maybourne, con il quale vive. 

A dodici anni, a causa di una malattia improvvisa, ha perso la vista. 

Da quel momento ha trascorso la sua giovinezza isolata nello Yorkshire, tra le amorevoli cure del nonno deciso a non farle pesare la sua condizione.

Quando il Visconte scopre di essere gravemente malato, chiede a Lord Rockwell protezione per la nipote. 

James, infatuato della ragazza sin dal primo istante, decide comunque di tenere fede alle ultime volontà dell’uomo, assumendo il ruolo di suo tutore ufficioso e aiutandola a cercare un giovane pretendente che possa garantirle sicurezza.

 L'attrazione tra i due è travolgente ma, dopo essersi feriti a vicenda nel tentativo di negare i sentimenti che provano, per poter coronare il loro amore dovranno fare i conti con i propri pregiudizi: Susan scoprirà tutta la sua forza mentre James dovrà accettare il rischio di essere amato per quello che è.




Bentrovate, anime belle, 

con una nuova recensione per uno storico ambientato nell’Inghilterra del 1825, un’epoca molto cara alle lettrici.

In questo mese di giugno mi sono trovata a leggere romanzi di autrici emergenti; mi ero ripromessa di dare una possibilità alle scrittrici meno note, perché è giusto che nuovi nomi si aggiungano a quelli che già conosciamo.

Molte di loro si sono rivelate una splendida scoperta, tanto da farmi commuovere ed emozionare come non succedeva da un po’.

A mio parere, fra le loro righe si avverte una magia che forse si è parzialmente persa: quella che ti porta a pubblicare perché senti la storia profondamente tua, perché vivi in simbiosi con i protagonisti e avverti la pura necessità di farsi scoprire.

Lungi da me criticare le autrici più celebri, ma credo sia giusto dare un’opportunità a chi un nome deve ancora costruirselo, specie se ha avuto il coraggio di esordire con uno dei generi più complessi e strutturati dal punto di vista della ricostruzione: lo storico.

Ma veniamo all’autrice e alla sua umiltà nel chiedere un’opinione reale sul proprio scritto; parliamo di come sia sapientemente riuscita a catapultarmi in un’epoca dove una disabilità fisica significava l’emarginazione sociale.

Valerie è stata magistrale nella descrizione sensoriale di questo limite.

 Lady Susan è cieca dall’età di dodici anni e non è facile descrivere la quotidianità di chi vive avvolto dalle tenebre; non è semplice far percepire al lettore come una fanciulla riesca a destreggiarsi avendo come unico supporto un magnifico cane da assistenza.

La perdita della vista ha acuito gli altri suoi sensi, fra cui l’udito, e la musica che produce toccando i tasti bianchi e neri del pianoforte incanta chiunque l’ascolti. Susan vive nel suo buio, guidata da una voce che diviene per lei un amico, un conforto e un sostegno; una voce che la fa emozionare, facendo battere un cuore che non ha ancora conosciuto l’amore.

Quel tono appartiene a Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke: un uomo che, al contrario, ha l’oscurità dentro al cuore.

James arriva quasi per caso in quella residenza e rimane folgorato da una fanciulla che sembra un angelo.

Come sapete, non sono solita riassumere la trama, preferisco trasmettere ciò che un romanzo mi lascia, e qui le emozioni sono state intense.

L’arco di trasformazione dei personaggi è stato studiato alla perfezione.

La tecnica dello show don’t tell si rivela qui fondamentale per l’immersione del lettore: Susan non vede, ma ci permette di vedere attraverso ciò che sfiora, sente e tocca.

Non nego di essermi emozionata davanti alla sua fragilità, ma anche dinanzi alla sua forza: cade più volte nel corso della vicenda, ma si rialza sempre, fino a trasformarsi in una guerriera che abbatte i limiti che gli altri, anche inconsciamente, le impongono.

Ho adorato James, la sua pazienza e quella dolcezza che forse non sapeva nemmeno di possedere, oltre alla consapevolezza maturata quando comprende che non amare Susan sarebbe solo un’autopunizione.

Il finale, poi, è meraviglioso. Non c’è una sola stonatura nell’opera della Moore: lo sviluppo della trama e la gestione dei micro-climax, fino ad arrivare a quello finale, dimostrano un’attenta progettazione narrativa.

 I dialoghi, gestiti anch’essi in modo magistrale, diventano una vera e propria mappa dei sentimenti dei protagonisti.

 L’unica piccola sbavatura a livello di macrotesto trova un’esauriente spiegazione nelle note dell’autrice, che vi invito a leggere.

Vi consiglio caldamente la lettura di questo romanzo che, fidatevi, non vi deluderà. Rinnovo i miei complimenti all’autrice, insieme a un grazie per la sua umiltà (ti prego, Valerie, non perderla mai) e per tutto ciò che mi ha donato con questa storia.

A presto!

 





26 giugno 2026

RECENSIONE - Ghost Love Song - di Tarja Manson

 




Titolo: Ghost Love Song

Autore: Tarja Manson

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: romantasy

Trope:#Ghostromance#smalltown#hauntedcastle#vergefulspirit#thementor

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 24/06

Pagine: 250 circa

Autoconclusivo: sì



Estate 1998

 

Luna sta attraversando un periodo di crisi e dolore personali quando, ai piedi dell’antica fortezza che domina il borgo, vengono ritrovati due corpi senza vita, riaccendendo antiche leggende e superstizioni.

Guidata da Michele, figlio del guardiano del castello, Luna esplora la fortezza ed è l’inizio di un incubo. Lasciata da sola nella torre diroccata, la ragazza entra in contatto con Angelo, lo spettro di una guardia del XVII secolo rimasto intrappolato per secoli tra quelle pietre.

Ignorando il buonsenso, Luna torna da lui notte dopo notte e, fra passaggi segreti e confessioni sempre più intime, scopre la sua storia.

Tra presenze e Male profondo, l’estate del 1998 nasconde pericoli molto più grandi di quanto Luna sia in grado di affrontare.

 



Bentrovate, anime belle,

nuova recensione per la O.D.E. Edizioni, che ci presenta un romanzo appartenente al genere che più amo: il Romantasy.

Ho letto decine di libri a riguardo, ma questo è del tutto singolare.

Mi è piaciuto?

Tanto che non riuscivo a staccarmi dalle pagine.

Vi si racconta la storia di Luna, una ragazza che sta attraversando uno dei periodi più bui della sua vita, quello in cui ogni certezza crolla: dall’amore all’amicizia, fino alla famiglia.

Ma è proprio quando si perde la speranza che arriva un miracolo, e non è detto che appartenga al mondo terreno.

La penna dell’autrice delinea alla perfezione le emozioni e i sentimenti della protagonista, che si trova catapultata in un mondo dove il reale si sovrappone all’incorporeo, e dove un angelo sarà capace di ribaltare ogni sua convinzione.

La cura nei dettagli e nella manipolazione delle leggende che aleggiano intorno al maniero di Aci Castello, nella bella Sicilia, ha reso tutto magico e vivo.

Mi è sembrato di essere lì con lei, una ragazza che si mostra forte ma è fragile di fronte al male: quello che viene dagli inferi, nato da un amore malato e protrattosi nei secoli.

Sul finale mi sono commossa per le parole di Angelo, per la reazione di Luna e per il suo perdere e ritrovare un po’ se stessa.

I dialoghi, gli amici che gravitano intorno alla protagonista e, per finire, quella nostalgia che viene dai tempi dei vecchi cellulari hanno completato l’opera.

Sono rimasta colpita e affascinata da questa lettura, che si annovera fra le mie preferite di questo anno editoriale.

Spero di cuore di poter leggere altro della Manson perché, come dico sempre, tutti possono scrivere Fantasy, ma pochi arrivano al cuore.

Le cinque piume sono meritatissime, anche se il romanzo ne varrebbe davvero di più.

A presto!





RECENSIONE - Do you like me? - di Mimi Costalunga





Titolo: DO YOU LIKE ME?

Serie: Faking Love vol.1- Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Fake relationship, Forced proximity, Curvy MCF

Editore: Self published

Data di uscita: 20 maggio 2026

Versioni: Ebook a 2,99 €. Cartaceo 15 €. Gratis su Kindle Unlimited. Su Amazon.




Tre mesi di convivenza. Un appartamento a Milano. Un solo letto.

Melissa, aspirante modella curvy con un profilo social da migliaia di follower, ha sempre risposto agli hater a colpi di #bodypositivity. Ma ora il fidanzato l’ha mollata, è senza lavoro, senza casa e la sua autostima è crollata ai minimi termini.

Quando riceve una proposta assurda – convivere con un personal trainer e fingere di essere una coppia per la campagna social di un brand di moda – Melissa sa che dovrebbe rifiutare. Ma il conto in rosso non le lascia scelta.

Max sembra uscito da una pubblicità di integratori: muscoli, sorriso perfetto, sicurezza da vendere. Ma sa nascondere bene i debiti che lo tengono sveglio la notte e la convinzione di non poter offrire abbastanza a nessuno.

Lei è certa che uno come lui non potrebbe mai desiderarla. Lui è convinto di non meritare una donna come lei.

Do you like me?

La domanda che nessuno dei due ha il coraggio di fare ad alta voce, e che cambierà tutto.





Melissa, aspirante modella curvy, è in cerca di lavoro dopo che il suo ragazzo e booker, Silvano, l’ha lasciata. Non è semplice, perché da quando la storia è finita, lei stessa si mette in discussione perché credeva “di aver fatto pace” col suo corpo e con la sua “taglia 48 abbondante”, invece si sente di nuovo scoperta e “tutt’altro che invincibile” di fronte agli haters sui social dove ha numerosi followers.

Max, personal trainer in tre palestre diverse, si affanna per racimolare quanto più può per saldare un debito contratto a causa di una società sbagliata che sta mandando nel lastrico sia lui che suo padre.

La proposta di Giampi, insolita, inaccettabile, viene accolta da entrambi per disperazione: dovranno abitare insieme per tre mesi fingendo di essere una vera coppia e contemporaneamente pubblicare sui social dei video che pubblicizzino l’abbigliamento del marchio Peonia.

Inizialmente, com’è giusto che sia fra due estranei, fra i due c’è un enorme imbarazzo: lei è convinta che lui sia schifato dal suo corpo grasso, lui, invece, ha paura di vivere per tre mesi in appartamento con una donna bellissima che, è sicuro, lo detesti. Entrambi peccano di pregiudizio: si affibbiano un’etichetta allo stesso modo di come hanno fatto gli haters sui social. È sempre un pregiudizio, una chiave di lettura sbagliata che crea, a volte, distanza fra loro e porta lui a chiudersi e a macerarsi da solo nei suoi guai considerandosi un fallito che non ha nulla da offrire ad un’eventuale compagna di vita, e lei a sentirsi fuori posto a causa del suo corpo curvy e a presumere che lui la giudichi male e a sentirsi fuori posto proprio per questo. È qui che l’autrice mette in evidenza la brutta abitudine di etichettare le persone in modo del tutto leggero, senza alcuna considerazione del fatto che certe etichette possano fare tantissimo male: “Melissa la cicciona. Viola la secchiona con gli occhiali. Erica la stramba”.

Eppure gli sguardi dicono altro, gli occhi non mentono e quelli di Melissa urlano che lui è “un figo della Madonna”, che “ha qualcosa di intrigante… forse quell’espressione da tenero cucciolo incastonata in lineamenti da uomo virile”, mentre quelli di Max trovano il sorriso di lei bellissimo, “vero”. È facile innamorarsi: Max, pur non volendo, la conquista perché sa essere gentile, premuroso e di una dolcezza disarmante, ma entrambi devono fare i conti con i momenti di mutismo scontroso di lui che non ha ancora imparato a condividere ciò che lo tormenta…

Il tema del body shaming è centrale: la Costalunga spazia dalla vecchia critica alla persona per il suo corpo non perfetto sempre esistita (purtroppo), all’attualissimo bullismo sui social dei nostri tempi. Cambiano i tempi, non la mentalità: si continua a discriminare una persona per il suo aspetto fisico che magari si discosta dai canoni di bellezza universalmente riconosciuti. L’impatto dei social è determinante e questo lo vediamo nel personaggio della quindicenne Sofi che sembra, sulle prime, prendere decisioni sulla scia di quelle dei suoi beniamini visti sui social…ma i social sono anche, e forse soprattutto, bugie…

Il libro della Costalunga è un invito grazioso e piacevole con la storia d’amore di Melissa e Max, a essere gentili, aperti ed empatici verso chi ci sta accanto a prescindere dall’aspetto fisico.

Come sempre ho letto con gran piacere quest’ultima fatica dell’autrice.












 

25 giugno 2026

RECENSIONE - Once Upon a Dream - di Melissa Spadoni

 



        Titolo: Once Upon a Dream
        Autore: Melissa Spadoni 
      Genere: Contemporary romance, RomCom,
TIPORetelling della favola de La Bella Addormentata
 Self Publishing
       Data di uscita: 25 Giugno 2026
         Formato: Ebook e cartaceo
         Prezzo: Disponibile su Amazon in formato ebook (Promo €0.99 per i primi GG - poi €2.50) e cartaceo (da definire)

Briar Rose vive un'esistenza placida insieme a tre zii iperprotettivi con una sola regola: non parlare con gli estranei!
Peccato che gli estranei a volte siano incredibilmente affascinanti.
Perché Phillip è divertente, gentile, sexy e ha il sorriso di qualcuno che potrebbe causarle parecchi guai.
La ragazza però nasconde, a sua insaputa, un segreto. Il tragico incidente in cui hanno perso la vita i suoi genitori, e che le ha cancellato la memoria, la conduce dritta alla Sleeping Beauty, società cosmetica di cui Phillip è l'erede.
E mentre prova a capire come mai i suoi zii la trattino come una principessa sotto sequestro, Briar si ritrova invischiata in bugie vecchie di anni.
Tra appuntamenti elettrizzanti, partite di cricket, un'attrazione impossibile da ignorare e verità taciute, Briar scoprirà che fidarsi di qualcuno è molto più difficile che innamorarsene.


Bentrovate, anime belle,

torna la Once Upon a Series e, a fare da madrina a questo volume, troviamo Melissa Spadoni con il suo atteso retelling.

Non avevo dubbi sulla riuscita del romanzo, ma ero davvero molto curiosa di scoprire come l’autrice si sarebbe destreggiata con la reinterpretazione della celebre fiaba de La Bella Addormentata nel Bosco.

Devo dire che il risultato mi è piaciuto tantissimo.

Si tratta del primo retelling che leggo ispirato a questa opera classica, e Melissa è stata abilissima nel coglierne ogni sfumatura originale, traslandola in una narrazione propria e moderna.

I due protagonisti sono il perfetto riflesso delle loro controparti classiche, pur beneficiando di una caratterizzazione contemporanea; ho adorato in modo particolare Philip.

A farmi sorridere, però, non sono stati solo i protagonisti: l’autrice ha svolto un eccellente lavoro di riscrittura anche sui personaggi secondari, dalle tre fate madrine fino al compagno d’avventure di Philip, che ho immediatamente riconosciuto come il suo storico e fedele destriero.

All’interno del club di lettura la narrazione si tinge di rosa grazie alla timida e impacciata Briar, trasposizione della dolce Aurora, che qui assume il nome di Alba.

Ovviamente non poteva mancare la nemesi classica, la “strega cattiva”, accompagnata dal suo fido lacchè; non vi svelerò la sua identità per non rovinarvi la sorpresa, perché io stessa mi sono divertita moltissimo a giocare con le analogie, paragonando i personaggi creati dalla Spadoni a quelli che abbiamo imparato ad amare fin da bambine.

Il colpo di scena finale e la gestione del climax sono stati elaborati ad arte. Scrivere un retelling non è affatto semplice, soprattutto quando ci si confronta con un archetipo narrativo così radicato nell’immaginario collettivo e privo di precedenti riscontri diretti all’interno della serie.

Durante la lettura mi è sembrato quasi di vedere Melissa mentre incastrava alla perfezione ogni singolo elemento del world-building, tra alpaca, scones e suggestive ambientazioni bucoliche.

Questo capitolo conclusivo della serie merita assolutamente di essere letto: offre una prospettiva del tutto inedita sulla dolce Aurora, su Flora, Fauna e Serenella, e ci regala un principe che, beh, ammetto che mi piacerebbe molto incontrare nella realtà.

Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di recuperare l’intera saga partendo dal primo volume, per lasciarvi cullare da un universo narrativo coerente e orchestrato magistralmente dalle autrici.

In fondo l’estate è sinonimo di relax, e un buon libro è sempre la cura migliore. Chiudo ringraziando Melissa per averci donato questo piccolo gioiello; a volte fa bene al cuore tornare indietro nel tempo, a quando credevamo che i principi azzurri fossero scritti nel nostro destino.

A presto!





RECENSIONE - Di Cera e Carne - di Penelope White





Titolo: Di Cera e Carne

Genere: Thriller Psicologico

Autore: Penelope White

Editore: Self publishing

Formato: Ebook e Cartaceo (GRATIS su KU)

Pagine: 477

Prezzo eBook: 2.99 euro – PREZZO LANCIO 0.99 per i primi 3 giorni

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 21 maggio 2026




Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.

Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.

Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.

Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.

Ora Nathaniel è scomparso.

Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.

Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.

E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.


Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.


L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.

 “Cresciuta nella Brigata ‘Folgore’, ho passato anni tra il 187° e il 186° Reggimento. Kosovo, Afghanistan, Iraq (…). Poi il corso incursori del Nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin? (…). Prima donna a superarlo. Prima donna in operazioni NATO, tra Europa dell’Est e scenari ostili (…). Se il Col Moschin è stato il buio, il COFS è stato il nulla (…)”. Cristina De Giovis è un soldato, una donna addestrata a sopravvivere, non ad amare, eppure l’incontro con Nathaniel, bambino bulgaro salvato da un traffico di minori, incrina la sua corazza al punto che decide di adottarlo e, per amor suo, sceglie di diventare madre e abbandona il campo a favore di un lavoro d’ufficio.

Nathaniel è un bambino silenzioso, osservatore e di intelligenza sopraffina, “vede tutto”, non gli sfuggono i particolari e lo affascinano gli studi scientifici, grazie al vicino di casa, Diego, veterinario, che gli fa un po’ da padre dal momento che trascorrono tanto tempo insieme. Diventato ragazzo, si accentua in Nathaniel il senso della misura senza alcuna sbavatura, è un ragazzo tranquillo, molto acuto, che a differenza dei suoi coetanei fa dei discorsi impegnativi, che riflette insieme alla madre sull’etica della responsabilità di Weber: “agisci per le conseguenze, non per i valori”, cioè “fai qualcosa perché lo ritieni giusto, non perché qualcuno ti guarda (…). Non è morale assoluta (…) non è religione (…). È una scelta”. Ma, dice Nathaniel: “la responsabilità individuale presuppone una base, no? Una rete (…). Ma se uno nasce fuori rete? (…) se non ha niente da perdere, nessuno da deludere… da dove viene la sua etica? (…) su cosa si regge il suo giudizio?”.

Cristina ha imparato da subito a rispettare i silenzi e gli spazi di Nathaniel, ama profondamente questo figlio che ha scelto e quando sparisce in modo misterioso ritrova dentro di sé il militare che è stata e si getta nella disperata ricerca che dura anni e mette a dura prova gli equilibri, già precari, di una famiglia che si è nel frattempo formata.

Ogni amore è una forma di follia”, quello di Cristina si trasforma in ossessione: non vive più come donna, o come madre di un’altra figlia, ma come un soldato addestrato a svolgere e portare a termine la sua missione. Ma ci sono cose “si scelgono pur sapendo che costeranno tutto”

In triplice pov (Cristina, il rapitore e il rapito), è un thriller psicologico avvincente e che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine, che ti fa sussultare di stupore, ti sconvolge e ti avvince mentre ti trascina profondamente con sé verso pesanti rivelazioni. Devo dire che alla fine della lettura non ho tirato un sospiro di sollievo, ma mi sono sentita sopraffatta da profonda angoscia riflettendo sui lati oscuri della psiche e della mente umane…