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03 luglio 2026

RECENSIONE - Amethyst (Le gemme dell'impero di Vellcal Vol. 1) - di Francesca Starlari

 



Titolo:  Amethyst Volume 1(Le gemme dell'impero di Vellcal)

Autore: Francesca Starlari

Editore: Self Pubblishing

Genere: romantasy

Trope: dark academia, draghi, magia, hate to love, banter

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 2.99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 2 luglio 

Pagine: 263 circa

Autoconclusivo: no


Tessa Linvell, ventunenne da sempre affascinata dalla magia, sente che i boschi di Visia non possono più contenere la sua sete di conoscenza. Per questo suo padre adottivo la iscrive alla Beltryx Nerros Academy, la più prestigiosa accademia di arti incantatorie dell’impero di Vellcal.

Ma l’insaziabile curiosità di Tessa la porta ad ascoltare qualcosa che non avrebbe mai dovuto sentire, trascinandola in una missione molto più pericolosa di quanto una semplice matricola sia in grado di affrontare. Una guerra è alle porte e un male sepolto in un passato lontano sta per tornare.

Tra segreti, gatti magici irriverenti e lezioni mortali, Tessa dovrà capire di chi può davvero fidarsi… e se l’attrazione per l’insopportabile combattente Zephyr Rosson finirà per salvarla o condannarla.

Questo è il primo volume di una dilogia.



Ultima recensione di quest’anno editoriale molto intenso e, a tratti, illuminante.

Non potevo che chiudere con il genere che più amo: il fantasy.

La penna di cui vi parlo oggi non è ancora molto nota, ma vale assolutamente la pena scoprirla.

Francesca Starlari costruisce un mondo fatto di maghi, streghe e creature fantastiche, ma non si ferma qui.

 L’autrice ci conduce all’interno della Beltryx Nerros Academy dove, tra segreti e scontri a colpi di magia, conosciamo Tessa, una ragazza decisamente curiosa.

La fanciulla in questione ha l’agilità di un gatto e una spiccata predisposizione a cacciarsi nei guai; ne incontra uno bello grosso proprio quando si imbatte in Zephyr Rosson.

I loro dialoghi sono esilaranti: un botta e risposta continuo che crea un’aria così elettrica che sembra quasi di poterla avvertire.

Ironia e magia vanno di pari passo in un’avventura dove persino i gatti (che in realtà gatti non sono) hanno sempre la battuta pronta.

È una storia dalla dinamica articolata che scorre in modo molto fluido.

All’inizio la trama sembra partire a rilento, ma si tratta solo di un’impressione: già dal secondo capitolo tutto invoglia a proseguire la lettura per scoprire cosa nascondano Tessa e il mondo che la circonda.

È anche una storia di amicizie che nascono per caso, in cui non mancano però i classici bulli della scuola, che non ci andranno leggeri in termini di cattiveria.

Dire troppo significherebbe rovinarvi una storia che merita davvero.

Il romanzo è il primo volume di una dilogia e non vedo l’ora di conoscerne l’epilogo, per ricomporre i tanti piccoli frammenti che l’autrice ha sapientemente seminato tra le pagine.

Una lettura consigliatissima, perfetta per la stagione, che vi catapulterà in un mondo che – ammettiamolo – un po’ tutti vorremmo visitare (o almeno, io sì). Attendo con ansia la seconda parte; le cinque piume sono meritatissime per una penna che vale davvero la pena conoscere.

A presto!







26 giugno 2026

RECENSIONE - Ghost Love Song - di Tarja Manson

 




Titolo: Ghost Love Song

Autore: Tarja Manson

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: romantasy

Trope:#Ghostromance#smalltown#hauntedcastle#vergefulspirit#thementor

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 24/06

Pagine: 250 circa

Autoconclusivo: sì



Estate 1998

 

Luna sta attraversando un periodo di crisi e dolore personali quando, ai piedi dell’antica fortezza che domina il borgo, vengono ritrovati due corpi senza vita, riaccendendo antiche leggende e superstizioni.

Guidata da Michele, figlio del guardiano del castello, Luna esplora la fortezza ed è l’inizio di un incubo. Lasciata da sola nella torre diroccata, la ragazza entra in contatto con Angelo, lo spettro di una guardia del XVII secolo rimasto intrappolato per secoli tra quelle pietre.

Ignorando il buonsenso, Luna torna da lui notte dopo notte e, fra passaggi segreti e confessioni sempre più intime, scopre la sua storia.

Tra presenze e Male profondo, l’estate del 1998 nasconde pericoli molto più grandi di quanto Luna sia in grado di affrontare.

 



Bentrovate, anime belle,

nuova recensione per la O.D.E. Edizioni, che ci presenta un romanzo appartenente al genere che più amo: il Romantasy.

Ho letto decine di libri a riguardo, ma questo è del tutto singolare.

Mi è piaciuto?

Tanto che non riuscivo a staccarmi dalle pagine.

Vi si racconta la storia di Luna, una ragazza che sta attraversando uno dei periodi più bui della sua vita, quello in cui ogni certezza crolla: dall’amore all’amicizia, fino alla famiglia.

Ma è proprio quando si perde la speranza che arriva un miracolo, e non è detto che appartenga al mondo terreno.

La penna dell’autrice delinea alla perfezione le emozioni e i sentimenti della protagonista, che si trova catapultata in un mondo dove il reale si sovrappone all’incorporeo, e dove un angelo sarà capace di ribaltare ogni sua convinzione.

La cura nei dettagli e nella manipolazione delle leggende che aleggiano intorno al maniero di Aci Castello, nella bella Sicilia, ha reso tutto magico e vivo.

Mi è sembrato di essere lì con lei, una ragazza che si mostra forte ma è fragile di fronte al male: quello che viene dagli inferi, nato da un amore malato e protrattosi nei secoli.

Sul finale mi sono commossa per le parole di Angelo, per la reazione di Luna e per il suo perdere e ritrovare un po’ se stessa.

I dialoghi, gli amici che gravitano intorno alla protagonista e, per finire, quella nostalgia che viene dai tempi dei vecchi cellulari hanno completato l’opera.

Sono rimasta colpita e affascinata da questa lettura, che si annovera fra le mie preferite di questo anno editoriale.

Spero di cuore di poter leggere altro della Manson perché, come dico sempre, tutti possono scrivere Fantasy, ma pochi arrivano al cuore.

Le cinque piume sono meritatissime, anche se il romanzo ne varrebbe davvero di più.

A presto!





22 gennaio 2026

RECENSIONE - (Not) a Fairytale - di Rose May

 




Nel Mondo delle Fiabe, il "vissero felici e contenti" non è garantito per tutti. Anya, figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, è promessa in sposa a Bryce, il figlio della Regina Biancaneve.
 Agli occhi del regno, Bryce è il principe perfetto, ma Anya conosce la verità che si cela dietro il suo sorriso affascinante: un'anima oscura e crudele che la sta spegnendo giorno dopo giorno.
Dall'altra parte della barricata c'è Karan, figlio di Peter Pan e Wendy. 
Lungi dall'essere l'eroe dell'Isola che non c'è, Karan è un ragazzo tormentato che ha giurato di distruggere il Mondo delle Fiabe.
Quando le strade della principessa disillusa e del ribelle vendicativo si incrociano, quello che inizia come un rapporto di ostilità e sfida si trasforma presto in qualcosa di imprevisto. 
Mentre il giorno delle nozze si avvicina inesorabile, Anya e Karan dovranno decidere se arrendersi ai ruoli che sono stati scritti per loro o se avere il coraggio di riscrivere la propria storia, scoprendo che a volte il vero "cattivo" indossa una corona e il "mostro" è l'unico in grado di salvarti.

(Not) a Fairytale… Il titolo del romanzo parla già chiaro: (Non) una favola.

E, infatti, il romanzo non è un’altra storia luccicante dove il “vissero felici e contenti” è servito su un piatto d’argento.

Qui le fiabe vengono smontate e guardate dentro, e l’unica cosa che ti viene da dire è: “La realtà è un’altra cosa.”

La protagonista, Anya, è un personaggio che non si limita a esistere in una cornice romantica perfetta.

È figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, promessa in sposa a Bryce, e la sua storia sembra uscita da un mondo di favole.

Lei cerca di ritagliarsi un posto nel mondo e affronta i propri demoni, compresi quelli che arrivano sotto forma di un uomo che dovrebbe amarla e invece… no.

E poi c’è Karan. Figlio di Wendy e Peter Pan, cresciuto col peso di un’eredità che è più leggenda che realtà.

Non è perfetto, non è la figura luminosa che ti aspetteresti da un retaggio così iconico, ma proprio per questo è interessante.

È sfaccettato, spigoloso, lento nel mostrare ciò che sente e incredibilmente umano nelle sue esitazioni.

Con Anya costruisce qualcosa che non è immediato né facile: un legame fatto di sguardi rubati e di parole non dette. Lui quel mondo che appare perfetto lo odia; le favole non risolvono tutto e non fanno miracoli. Sono un cartonato stucchevole di verità alle volte difficili da accettare.

Come Bryce, il figlio di Biancaneve: perfetto all’apparenza, ma… diventa una presenza che non serve solo a incrinare equilibri, ma a mettere in luce le ombre che tutti noi tentiamo di ignorare.

La sua figura è disturbante perché ti porta a riconoscere che, a volte, chi incanta può anche ferire, e che non tutte le cicatrici si vedono subito.

Karan e Anya non sono stereotipi.

Lui non è il principe che sa sempre cosa fare, e lei non è la damigella che aspetta salvataggi epici.

Sono due persone con dubbi e con quella tremenda capacità di essere fragili e ostinate allo stesso tempo.

Rose May porta il lettore dentro una trama che è più reale di molte storie d’amore contemporanee.

La sensazione predominante è che le relazioni non si firmino con un contratto di felicità, ma si costruiscano tra paura, desiderio, rimpianto e scelte ardue.

Il ritmo narrativo lascia spazio alle emozioni di emergere.

Dal punto di vista editoriale, la lettura scorre bene.

La narrazione è ben strutturata, i capitoli hanno un ritmo che tiene viva la curiosità e i dialoghi sono credibili.

Ci sono però momenti in cui la trama sembra girare attorno alle stesse riflessioni emotive.

Una limatura qua e là avrebbe reso certi passaggi più incisivi, senza togliere profondità alla psicologia dei personaggi.

Alcuni passaggi avrebbero forse meritato di più, soprattutto verso il finale, dove la tensione emotiva cresce e si allunga, ma poi, nell’epilogo, sembra quasi una chiusura forzata.

Come se l’autrice avesse voluto mettere un punto alla storia.

Quel che resta, però, è l’idea che questa non sia una fiaba perché tutti arrivano a un finale perfetto, ma perché ti ricorda che la vita vera è fatta di sfumature, di equilibri instabili e di momenti in cui il cuore e la ragione litigano tra loro fino all’ultimo secondo.

(Not) a Fairytale parla di crescita e di seconde possibilità, di scelte difficili e di momenti in cui devi decidere cosa sei disposta a tollerare e cosa no.

Non aspettatevi un lieto fine convenzionale, anche perché la vita reale è fatta di luci e ombre, di passi indietro e poi avanti.

Ma io lo consiglio proprio per questo.

A presto.










22 settembre 2025

RECENSIONE - NOAH - Gli Owen - di Nicky Scarlett




Titolo: NOAH – Gli Owen

Autore: Nicky Scarlett

Editore: Self Publishing

Genere: Romantasy

Trope: Enemies to Lovers - Hate to love - Occulto/soprannaturale – POV - Paranormal Dark Romance- Romance- Suspance – Sorcery - Spicy

Volume: Autoconclusivo – Terzo di una trilogia

Pagine: 396 circa

Data di pubblicazione: 20/09/2025


Noah Owen ha sempre abbracciato la sua natura. A differenza della gemella, Kristel, non ha mai temuto ciò che si nasconde dietro una realtà sconosciuta a molti. Per lui esistono solo due cose: bianco e nero, come il colore delle ali che si è tatuato sulle spalle. Non era preparato a scontrarsi con una Bana-bhuidseach – una strega – dalla lingua tagliente a cui dovrà fare da babysitter.

Bonnie MacRobert è all’apparenza un’anonima ragazza che ama la sua vita. Pitlochry, nelle Highlands centrali della Scozia, è sempre stato un rifugio sicuro. Rifugio che inizia a starle stretto quando si ritrova sorvegliata speciale di quello che, a tutti gli effetti, appare come il Principe delle Tenebre.

Bello, con un’aura macchiata in ugual modo di luce e oscurità, Noah diventerà un problema per Bonnie… o forse sarà il contrario?

Una cosa è certa: nessuno dei due aveva previsto la catena di eventi che li porterà a scontrarsi con un passato che avrebbe dovuto rimanere sepolto.

A farne le spese non sarà solo il loro cuore, ma l’essenza stessa di chi amano.

L’epilogo della famiglia Owen si porterà dietro amore, odio e il prezzo di un sacrificio capace di lacerare l’anima di ognuno di loro.

Siamo arrivati all'ultimo volume della trilogia e conosciamo finalmente Noah il gemello testone di Kris. Ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima e ancora ho i brividi se ripenso ad alcuni passaggi, non posso svelarvi nulla ma credetemi che vale veramente la pena di leggerlo.
In tutta la lettura non c'è stato un attimo in cui mi sono annoiata, molti sono stati i colpi di scena, gli attimi di commozione e di risa, tante per fortuna, una vera e propria giostra di emozioni, come essere su montagne russe veloci che non ti danno tempo di respirare. 
Noah non è molto diverso da tutta la famiglia Owen, ha preso un po' da tutti, il suo animo è diviso come il suo tatuaggio tra bene e male, non è cattivo ma è attratto dal mondo delle ombre. Lui è un cacciatore, le sue prede sono le anime oscure che ostacolano la luce. Il suo carattere, immaginate un misto tra Prue e Antony, una miscela esplosiva. Lui il cavaliere che ha sempre protetto la principessa del suo cuore Kris, allergico all'amore fino a quando non si scontra con Bonnie una ragazza non proprio bisognosa di protezione, conoscerà pane per i suoi denti, qualcuno che sconvolgerà il suo mondo, perché sarà anche la sua debolezza.

Nicky ci trascina nelle brume scozzesi, a Pitlochry, con una storia che promette di mescolare antico e moderno. La sua scrittura si fa meno tesa, si vede il suo essere nel suo habitat naturale, eh si perché nei contemporary è brava ma è qui che esce tutta la sua passione, con quei personaggi che le sussurrano nelle orecchie e muovono la sua penna.

Qui la storia è affascinante: un "Principe delle Tenebre" costretto a fare da "babysitter" a una strega dalla lingua tagliente. L'attrazione tra Noah e Bonnie non è solo fisica, ma si insinua in una danza di potere e sospetto. Entrambi alla ricerca di un pezzettino di anima che sembra persa.

Bonnie è una figura che incarna la forza nascosta. La sua apparente voglia di anonimato contrasta con la sua natura di strega, una Bana-bhuidseach, suggerendo un conflitto interiore tra il desiderio di normalità e un destino che la reclama.

Che altro dire se non che, ho adorato tutta la trilogia, ma se devo scegliere il libro preferito, beh questa è la mia scelta, dove ho trovato il giusto equilibrio tra bene e male, dove, come ho detto prima, un sali e scendi di emozioni mi ha portato tante volte ha saltare un battito o trattenere il respiro. Non ho adorato solo Noah ma anche Bonnie, che non scappa davanti a nessuna minaccia, Theodor, il nostro caro amato Theo, lo zio che vorremmo tutti e che loro hanno avuto la fortuna di avere, un angelo custode pronto a sacrificarsi per i suoi protetti. Un confidente, un vero amico che ha sconfitto la morte pur di rimanere a fianco del suo amico Antony e poi ai suoi figli.

Vorrei dire molto altro ma rischierei di fare qualche spoiler, mi pare di aver detto anche abbastanza e mi fermo qui, complimentandomi con Niky per la sua scrittura che si fa sempre più profonda e con un consiglio, ti prego continua con questo genere che hai fatto tuo, che ti sei cucita addosso come un vestito su misura.








 

09 luglio 2025

RECENSIONE - La Dimora dei Sospiri - di Claudia Sabella

 




Titolo: La Dimora dei Sospiri 


Autore: Claudia Sabella


Editore: Self publishing


Genere: Romantasy


Data di pubblicazione: 6 maggio 2025


Serie Volume II


Formato: Ebook cartaceo 


Le macchinazioni crudeli di Vilhelm e il tradimento di Jean Luc hanno spezzato Will e Brinette nell’animo e nel corpo.
Brinette non sa più cosa sia reale e cosa no, non sa più se il proprio riflesso allo specchio sia simbolo di dolore o di speranza.
William sa di avere commesso un errore e non intende ripeterlo. Non permetterà che la persona a cui tiene di più debba soffrire ancora.
Ma il Labirinto dei Sussurri non sembra intenzionato a lasciarli andare via.
Non senza un sacrificio.
Dalle viscere della terra i sussurri riemergeranno ancora, trasformandosi in sospiri capaci di risvegliare esseri senza tempo.
Poiché tutto ha un’origine.
E una Dimora.
Non avevano bisogno degli dei per ritrovarsi, per amarsi, sempre.



Il primo volume della serie venne pubblicato nel 2022
Ricordo perfettamente che fu uno di quei libri che i lasciò con il fiato sospeso, e non vedevo l’ora di leggerne il seguito
Seguito che è arrivato quasi tre anni dopo.
Una penalità per l’autrice perché nel tempo intercorso e con mille e mille pubblicazioni in mezzo poi risulta difficile rimettere insieme i pezzi.

Per quel che mi riguarda è uno scritto che mi è rimasto impresso, così come la penna dell’autrice sempre scorrevole elegante.
È una scrittura ricercata adatta all’ambientazione, al mistero che circonda questa storia che è soprattutto un gioco di mente.
La Sabella è stata magistrale nell’intessere la vicenda dei tre protagonisti a cui se ne sommano altri, che confondono o diventano chiavi di volta per l’intera vicenda.
Il mito si confonde, si amalgama con una verità che non sai se è reale o frutto di qualche veleno che impregna mente e cuore.
Will e Brinette si cercano disperatamente fra i corridoi che formano il labirinto, in quelle stanze dove il sangue sembra una rosa dischiusa in attesa di essere colta.
Elegante anche nelle scene d’amore, perché di questo si tratta fra due persone che sono disposte a sacrificarsi per il bene dell’altra.
Pagine che si perdono fra passato e presente, in quei ricordi che sono la chiave per meglio comprendere Jean Luc.
Tutto torna ne La Dimora dei Sospiri, ogni cosa raggiunge l’equilibrio, o forse no perché non si può cancellare l’orrore, anche se il tempo dicono sia la cura migliore, ma qualcosa rimane sempre annidato lì fra i pensieri e diventa incubo.
Non si può dire molto della trama, si rischia lo spoiler e penalizzerei Claudia che ha incastrato tutto.
Mi rendo conto che questo è un genere che emerge con difficoltà fra i lettori, ma consiglio all’autrice di non arrendersi e di continuare a scrivere queste storie che sembrano quadri dipinti, quelli che fermano un istante un momento che ti porterai dietro per molto.








05 giugno 2025

RECENSIONE - House of War and Bone. La casa della guerra e delle ossa - Gilded City vol. 2 - di Leia Stone







House of WAR AND BONE: La Casa dELLA GUERRA E DELLE OSSa 

di Leia Stone

Genere: Romantasy

Collana: Narrativa  

Marchio: Leggereditore

Prezzo: 16,90€ Pagine: 324

Uscita: 21 Marzo 2025

Fallon Bane credeva davvero che la sua maledizione – il tocco di un’altra persona le provoca un dolore insopportabile – fosse la cosa peggiore al mondo. Si sbagliava. Perché questo era stato prima d’innamorarsi di Ariyon, l’unico nel regno in grado di toccarla senza farle del male. Ma poi lo ha intrappolato accidentalmente nella terra delle anime scambiando i loro poteri. Ora è costretta a svolgere il ruolo di guaritrice per la regina Solana, mentre cerca di capire come intrufolarsi nel Regno dell’Eternità e salvare l’amore della sua vita.

Ariyon Madden aveva già abbastanza problemi: erede al trono, orfano a causa di Marissa Bane che ha assassinato i suoi genitori, e con poteri da guaritore che lo avrebbero condannato a una morte precoce. Ma poi è arrivata Fallon, la figlia di Marissa, e se n’è innamorato, stravolgendo così tutto ciò che pensava di sapere. Ora è costretto a combattere per la sua vita – e forse anche per la sua esistenza nell’aldilà – contro i non morti. E, come se non bastasse, la profetizzata guerra dei Nightling è sempre più vicina. Il secondo volume della trilogia Gilded City di Leia Stone, seguito di House of Ash and Shadow: La Casa di Cenere e Ombra, è una tormentata storia d’amore con creature fatate e magia ovunque, una lettura perfetta per chi ama Holly Black e Sarah J. Maas.



Con "House of War and Bone", Leia Stone ci riporta a Gilded City, riprendendo esattamente da dove ci aveva lasciati il primo volume. Le aspettative per questo seguito erano alte, e posso dire che Stone ha fatto un buon lavoro nel mantenere l'intensità e l'azione.

Al centro della narrazione troviamo sempre Fallon, la cui maledizione - un dolore atroce al tocco altrui - sembrava la sua peggior condanna. Ma Stone dimostra abilmente che le disgrazie possono sempre peggiorare. Innamoratasi di Ariyon, l'unico in grado di toccarla senza ferirla, Fallon si ritrova in una situazione disperata: un errore fatale mentre cercava di salvare Ariyon, lo ha invece intrappolato nella terra delle anime, scambiando i loro poteri. La sua nuova realtà la vede costretta a servire la regina Solana come guaritrice, mentre la sua mente è ossessionata dal trovare un modo per infiltrarsi nel pericoloso Regno dell'Eternità e salvare il ragazzo che ama.

Ariyon è l'erede al trono, tormentato dalla perdita dei genitori per mano di Marissa, la madre di Fallon, e con poteri curativi che lo condannano a una vita breve, aveva già un fardello pesante. L'arrivo di Fallon aveva stravolto il suo mondo, e ora si ritrova a lottare non solo per la sua vita, ma forse anche per la sua stessa esistenza, nell'aldilà.

 Il legame tra Fallon e Ariyon è palpabile, reso ancora più struggente dalla separazione forzata e dagli ostacoli quasi insormontabili che devono affrontare. La chimica tra i due è ben sviluppata, e il lettore si ritrova a tifare per loro in ogni pagina anche questa volta.

 Se avete apprezzato il primo volume questo seguito è una lettura obbligata che vi immergerà ancora più a fondo in un mondo di intrighi, magia e pericoli imminenti. La trama avvincente e i personaggi ben sviluppati mi hanno lasciato con la voglia di scoprire cosa riserverà il prossimo volume.

Buona Lettura!






 

14 maggio 2025

Recensione: - Il potere del Barbagianni- di Sonia Aurisicchio


 

AUTRICE: Sonia Aurisicchio

TITOLO: Il potere del Barbagianni

 GENERE: Romantasy

DATA USCITA: 12 aprile 2025

Pagine : 593

Prezzo ebook: € 3,99

Prezzo cartaceo flessibile: € 16,90



Lo spirito del male dei Ravanatori, il Cervong, condannato al sonno eterno dai Detentori di Luce è stato risvegliato e, adesso, la Regione di Tùrricium e gli ulivi eterni sono in pericolo.
Con il ritorno dell'era del buio, la fiamma della Sacra Lanterna, simbolo di Luce e fonte di prosperità, rischia di spegnersi per sempre.
Ibernia, un’allieva del Convento delle Prescelte del Casato dei Barbagianni, è prossima a diventare una Guerriera Eremitica ma, il giorno dell’esame, il suo destino si scontra con quello di un abile ed enigmatico guerriero, che stravolgerà tutti i suoi progetti.
Da lei dipenderà il futuro dell’intera Regione, mentre le scelte di lui decreteranno le sorti di qualcosa di ancora più grande.



Quando un fantasy ha la capacità di tenerti incollata alle pagine…È questo che è successo leggendo Il Potere del barbagianni, per una mezza giornata mi sono staccata da tutto, imperterrita ho continuato a leggere un romanzo che merita davvero di essere conosciuto.

L’autrice ci conduce in una storia dove niente è scontato.
Dalla prima pagina è stato un susseguirsi di colpi di scena, a fare da mantello alla vicenda un sentimento che senti sulla pelle. Amore.

Erriquez, un personaggio di notevole spessore, il suo carattere all’apparenza freddo, cinico, nasconde una sofferenza che tu avverti per quanto ben descritta.
Iberiana, lei che ha sempre creduto che il suo destino fosse segnato, e si ritrova combattere contro la ragione che suggerisce di seguire il dovere, e il cuore verso un uomo che in primo momento odia.
Non hai tempo di respirare, durante la lettura, i micro – climax che ha costruito l’autrice ti portano a mantenere l’attenzione alta, come se fossi sempre in attesa.

Tutto al posto giusto in un romanzo che parla non solo del mito ma anche dell’arte marziale che praticano i protagonisti.
Gesti atti a fare pace con l’anima, a connettersi con gli elementi, e ti sembrava di vederli mentre erano impegnati nel kata.
Spalle contro spalle, una danza, quella di Erriquez e Iberiana, che li rendeva una cosa sola.
E in sottofondo quel messaggio di rispetto verso una natura che ci tiene in vita.
Non c’è stato un momento che ho amato di più, ogni riga scritta ha avuto il potere di legarmi alle pagine.
Le aspettative del lettore sono tutte rispettate.

E poi il finale, l’epilogo che si chiude con un cliffagher che preannuncia un’altra storia, la verità, perché l’amore è sacrificio.
Non riesco a dire di più, ogni parola potrebbe incorrere nello spoiler.

Di certo l’Aurisicchio va scoperta come autrice, perché merita di essere letta e apprezzata.
Non posso che farle i miei complimenti, ne leggo romantasy, tanti, ma pochi attirano la mia attenzione come ha fatto questo.
Ma i complimenti vanno anche a Liliana che, anche questa volta, ha saputo essere una fata madrina per chi si affida a lei

A presto