Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post

22 gennaio 2026

RECENSIONE - (Not) a Fairytale - di Rose May

 




Nel Mondo delle Fiabe, il "vissero felici e contenti" non è garantito per tutti. Anya, figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, è promessa in sposa a Bryce, il figlio della Regina Biancaneve.
 Agli occhi del regno, Bryce è il principe perfetto, ma Anya conosce la verità che si cela dietro il suo sorriso affascinante: un'anima oscura e crudele che la sta spegnendo giorno dopo giorno.
Dall'altra parte della barricata c'è Karan, figlio di Peter Pan e Wendy. 
Lungi dall'essere l'eroe dell'Isola che non c'è, Karan è un ragazzo tormentato che ha giurato di distruggere il Mondo delle Fiabe.
Quando le strade della principessa disillusa e del ribelle vendicativo si incrociano, quello che inizia come un rapporto di ostilità e sfida si trasforma presto in qualcosa di imprevisto. 
Mentre il giorno delle nozze si avvicina inesorabile, Anya e Karan dovranno decidere se arrendersi ai ruoli che sono stati scritti per loro o se avere il coraggio di riscrivere la propria storia, scoprendo che a volte il vero "cattivo" indossa una corona e il "mostro" è l'unico in grado di salvarti.

(Not) a Fairytale… Il titolo del romanzo parla già chiaro: (Non) una favola.

E, infatti, il romanzo non è un’altra storia luccicante dove il “vissero felici e contenti” è servito su un piatto d’argento.

Qui le fiabe vengono smontate e guardate dentro, e l’unica cosa che ti viene da dire è: “La realtà è un’altra cosa.”

La protagonista, Anya, è un personaggio che non si limita a esistere in una cornice romantica perfetta.

È figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, promessa in sposa a Bryce, e la sua storia sembra uscita da un mondo di favole.

Lei cerca di ritagliarsi un posto nel mondo e affronta i propri demoni, compresi quelli che arrivano sotto forma di un uomo che dovrebbe amarla e invece… no.

E poi c’è Karan. Figlio di Wendy e Peter Pan, cresciuto col peso di un’eredità che è più leggenda che realtà.

Non è perfetto, non è la figura luminosa che ti aspetteresti da un retaggio così iconico, ma proprio per questo è interessante.

È sfaccettato, spigoloso, lento nel mostrare ciò che sente e incredibilmente umano nelle sue esitazioni.

Con Anya costruisce qualcosa che non è immediato né facile: un legame fatto di sguardi rubati e di parole non dette. Lui quel mondo che appare perfetto lo odia; le favole non risolvono tutto e non fanno miracoli. Sono un cartonato stucchevole di verità alle volte difficili da accettare.

Come Bryce, il figlio di Biancaneve: perfetto all’apparenza, ma… diventa una presenza che non serve solo a incrinare equilibri, ma a mettere in luce le ombre che tutti noi tentiamo di ignorare.

La sua figura è disturbante perché ti porta a riconoscere che, a volte, chi incanta può anche ferire, e che non tutte le cicatrici si vedono subito.

Karan e Anya non sono stereotipi.

Lui non è il principe che sa sempre cosa fare, e lei non è la damigella che aspetta salvataggi epici.

Sono due persone con dubbi e con quella tremenda capacità di essere fragili e ostinate allo stesso tempo.

Rose May porta il lettore dentro una trama che è più reale di molte storie d’amore contemporanee.

La sensazione predominante è che le relazioni non si firmino con un contratto di felicità, ma si costruiscano tra paura, desiderio, rimpianto e scelte ardue.

Il ritmo narrativo lascia spazio alle emozioni di emergere.

Dal punto di vista editoriale, la lettura scorre bene.

La narrazione è ben strutturata, i capitoli hanno un ritmo che tiene viva la curiosità e i dialoghi sono credibili.

Ci sono però momenti in cui la trama sembra girare attorno alle stesse riflessioni emotive.

Una limatura qua e là avrebbe reso certi passaggi più incisivi, senza togliere profondità alla psicologia dei personaggi.

Alcuni passaggi avrebbero forse meritato di più, soprattutto verso il finale, dove la tensione emotiva cresce e si allunga, ma poi, nell’epilogo, sembra quasi una chiusura forzata.

Come se l’autrice avesse voluto mettere un punto alla storia.

Quel che resta, però, è l’idea che questa non sia una fiaba perché tutti arrivano a un finale perfetto, ma perché ti ricorda che la vita vera è fatta di sfumature, di equilibri instabili e di momenti in cui il cuore e la ragione litigano tra loro fino all’ultimo secondo.

(Not) a Fairytale parla di crescita e di seconde possibilità, di scelte difficili e di momenti in cui devi decidere cosa sei disposta a tollerare e cosa no.

Non aspettatevi un lieto fine convenzionale, anche perché la vita reale è fatta di luci e ombre, di passi indietro e poi avanti.

Ma io lo consiglio proprio per questo.

A presto.










16 dicembre 2025

RECENSIONE - Le Porte del Tempo - I figli del tempo - Eva e Jonathan - di Francesca Forlenza




Titolo Le Porte del Tempo - Serie I Figli del Tempo
Autrice Francesca Forlenza
Genere Fantasy - Avventura - Crime
Uscita 25.09.25

C’è una crepa nel tempo. Un’eco di sangue che ritorna. Nel cuore di un disegno antico quanto l’umanità, Eva e Jonathan si ritrovano pedine inconsapevoli, o forse necessarie, di un gioco divino e demoniaco, dove il libero arbitrio è solo un’illusione ben confezionata.
Eva è una ragazza che porta addosso la luce, senza sapere di essere uno strumento di una guerra più grande. Jonathan è l’agnello sacrificato da un padre assetato di potere, cresciuto nell’ombra, consumato da un destino che non ha scelto. Le loro vite si intrecciano in un incubo dove la redenzione è solo un’altra forma di condanna.
A osservarli, nascosti tra le pieghe del tempo e delle coscienze, ci sono due
entità: Estella e il Killer di Boston. Lei è una figura enigmatica, spietata, ironica, affilata come una lama e con un debole per il caos ben orchestrato. Sarà lei, con il suo umorismo nero e il suo sguardo impietoso a rivelare, e occultare, le verità più scomode.

Il Killer di Boston si muove nell’ombra. È spietato. È crudele. È il precursore della Fine.

Alleati e amici si confondono. Tra tradimenti di sangue, simboli arcani, salti temporali, città inghiottite dal peccato e visioni che sfiorano l’apocalisse, c’è una storia, anzi una maledizione. E chi crede di avere una scelta, è già stato scelto da tempo. Segreti sepolti riemergono, pronti a frantumare ogni certezza e a trasformare la salvezza in un gioco crudele di imbrogli. Ogni passo può essere l’ultimo, ogni sguardo può celare una pugnalata.
Eva è la scintilla. Jonathan è il combustibile. E il mondo? Solo un campo già arso, pronto a bruciare.
La
Morte non è l’unico male in agguato.
Un romanzo che intreccia fantasy soprannaturale e thriller metafisico, dove nulla è lasciato al caso, e ogni dettaglio è un’eco di qualcosa di più profondo. Una storia che taglia la carne, scruta nell’anima, e non offre alcuna salvezza. Solo specchi. E ognuno vede il proprio mostro.
Qui non ci sono eroi. Solo sopravvissuti. O pedine.
E voi? Siete spettatori o parte del gioco?







Ammetto di essermi innamorata da subito della cover, la trovo molto attraente…e di conseguenza non ho letto nessun rigo della sua trama…

Quando ho iniziato la lettura mi sono trovata delle pagine fantasy, che detto con estrema sincerità non è il mio genere preferito ma ho deciso già da un po' di cominciare ad allargare miei orizzonti e ho fatto bene… mi sono fatta catturare da una storia intensa avvolgente e misteriosa.

Eva e Jonathan i protagonisti, lei è luce, lui viene dal buio, il mondo intorno a loro è crudele, difatti abbiamo delle entità cattive e salti nel tempo e verità svelate che fanno del male.

Quando ti immergi in questa lettura, tutto sarà surreale, un mondo che non offre nessuna via di scampo…e i due protagonisti attraverso il loro legame cercano disperatamente di sopravvivere, lottando con tutte le loro forze.

Questo romanzo è adrenalinico è qualcosa che avvolge…senza che neanche te ne rendi davvero conto fin quando la lettura non termina…. E ciò mi ha portato a riflettere…perché nella vita non dobbiamo restare fermi in ciò che conosciamo, perché non scopriremo mai la bellezza dell’altrove.




 

10 giugno 2025

Recensione : Gilded Wings. Ali dorate - Fallen Fae Gods vol. 1 - di Jaymin Eve


 

Titolo: Gilded Wings. Ali dorate - Fallen Fae Gods vol. 1

Autore: Jaymin Eve 

Editore: Leggereditore

Genere:  Fantasy

Data pubblicazione: 10 marzo 2025

Lunghezza: 361pagine -

Autoconclusivo: No 

Prezzo: ebook 2,99 € - Copertina Rigida 16.06€ 

Gilded Wings: Ali dorate è il primo libro di una dilogia romantasy ambientata in una biblioteca magica, una storia d’amore tra draghi mutaforma e umani, vicinanza forzata, incontri predestinati e un portale verso un mondo fatato.
È bastata una telefonata a cambiare per sempre la sua vita. 
Morgan lavora presso la biblioteca di Dragerfield, e una sera riceve una chiamata inaspettata che la avverte della scomparsa di un volume prezioso.
 Nel panico, si precipita sul luogo infrangendo una regola fondamentale: ai dipendenti non è permesso entrare nell’edificio durante le ore notturne. 
Ma cos’altro può fare? Se non ritrova quel libro, verrà sicuramente licenziata. Troppo tardi per tornare indietro: al suo arrivo capisce subito il motivo dell’esistenza di quel divieto. Dragerfield è un portale tra due mondi.
 Nello specifico verso Risest, il regno dei Fae a cui si accede durante la notte, e Morgan è la stupida umana che si è presentata fra loro senza invito. 
I Fae usano gli esseri umani essenzialmente per due ragioni: innocente divertimento e... be’, non è difficile da immaginare. 
La cosa peggiore è che la persona all’altro capo del telefono era Drager, uno dei loro dèi. Uno dei cinque Caduti, ora il suo carceriere. 
Un libro scomparso è decisamente l’ultima delle sue preoccupazioni.
 Aveva pensato che l’incubo di quella notte sarebbe stato perdere il lavoro, invece si ritrova diretta verso il magico mondo dei Fae.
 E potrebbe rivelarsi un viaggio di sola andata.




Morgan è una di noi!

E per noi intendo quelle che si perdono fra le pagine dei libri e che sognano un’avventura come la protagonista…
Immaginate di lavorare come bibliotecaria in una libreria, che conta testi antichi.
Sentite il fruscio della carta, il suo odore, quei sussurri che raccontano tante storie…
Bene siete nel posto giusto.
Ora, aggiungete una protagonista alla vostra storia, un’amica che condivide le vostre stesse passioni, e cerca di riparare alle vostre sbadataggini che vi rendono simile alla famosa Bridget Jones.
Poi arriva una strana chiamata, una voce sexy e austera vi rimprovera per qualcosa che non avete fatto e da lì…

La copertina rosa può essere ingannevole, anche se bellissima.
In realtà, il romanzo, è un mix di fantasy, spicy (molto spicy) e ironia.
Beh, trovarsi davanti al Dio Drago del Sole non è cosa di ogni giorno eh, ma fosse solo lui.
Il gemello, Zahak, non è da meno.
E sarà proprio lui a mandare in confusione la nostra protagonista.

Fra, misteri, Fae e riti della fertilità la lettura scorre veloce fino al finale aperto che apre le porte sul nuovo romanzo.
Io mi auguro di leggerlo il prima possibile, ho naturalmente la mia preferenza sui due spasimanti dragosi.
Non ci resta che attendere.

Ringrazio la CE per la copia cartacea e l’autrice per averci donato un romanzo che è l’ideale per chi ama i libri e per chi sogna di trovarsi, almeno una volta nella vita, risucchiata fra le pagine di uno di essi.

A presto





23 maggio 2025

RECENSIONE - Dryadem. La leggenda -di Marie Albes


 


AUTRICE: Marie Albes 

TITOLO: Dryadem. La leggenda

 GENERE: Fantasy

Pagine: 432

Prezzo cartaceo: 18,00€

Prezzo eBook: 5,99€.

Disponibile in libreria e in tutti gli store online.

DATA USCITA: 11 aprile 2025

Ayres è una giovane donna intrappolata in una routine noiosa nella cittadina costiera di Wells. 
Lavora in una libreria antiquaria e in un negozio di fiori, ma la sua vita viene sconvolta da sogni ricorrenti di una foresta oscura e di una figura eterea che la chiama per nome.
 La notte del suo ventiduesimo compleanno, durante la Festa della Resilienza, incontra uno sconosciuto misterioso, la cui presenza sembra alterare il ritmo stesso della realtà. Man mano che strane visioni e inquietanti fenomeni si intensificano, Ayres scopre di essere legata a una leggenda antica quanto la Terra stessa: la storia di Dryadem, la custode della Natura, un’entità che governa l’equilibrio tra gli elementi e il destino degli uomini. 
Segnata da un misterioso simbolo apparso sulla sua pelle, Ayres si ritrova al centro di un conflitto segreto tra forze primordiali e un antico male che minaccia di spezzare l’armonia del mondo. 
Guidata dai suoi sogni e da un enigmatico libro antico, dovrà scegliere se abbracciare il suo legame con la leggenda o restare un’estranea nella propria esistenza.
 Ma il destino è già in moto, e mentre le ombre si allungano sulla sua vita, lei capirà che alcune verità non possono essere ignorate… e che il confine tra mito e realtà è molto più sottile di quanto abbia mai immaginato.


Dryadem è la storia di una ragazza che si trova catapultata in una realtà che non avrebbe mai immaginato, Una storia che unisce elementi di varie culture, dalla mitologia greca a quella celtica, l’autrice ci accompagna nel viaggio della protagonista Ayres.
La vita monotona di questa diciannovenne viene ribaltata in seguito a delle rivelazioni che pian piano la porteranno a scoprire i suoi doni.
L’idea è buona, ma il romanzo è lento, alle volte troppo.
Questo non mi ha portato ad empatizzare con il personaggio principale, che è sempre in primo piano oscurando molte volte tanto i secondari quanto i comprimari.
La narrazione lenta e l’utilizzo di termini alle volte altisonanti, (che possono essere anche giusti se visto nel contesto) non mi ha fatto apprezzare le potenzialità del libro in sé, e ne aveva molte.
Forse eliminando le eccessive informazioni, seminando e creando più suspense l’intero romanzo avrebbe avuto un impatto diverso.
Il lettore fatica, soprattutto nella parte centrale, a stare dietro alla storia.
Inoltre, c’è qualcosa che stona nell’ambientazione che entra in contrasto con i personaggi.
La vicenda si svolge in America, ma vengono citati esclusivamente poeti e autori italiani, e okay che la letteratura italiana ha il suo perché, ma se un protagonista è straniero cita un autore della sua nazione. Giusto?

Ho faticato a terminarlo, e sono amante del genere che comunque (anche se fantasy) ha delle regole che vanno rispettate, regole che prevedono la mescolanza di vari miti, ma con criterio, altrimenti la confusione diviene palese.
Resta sempre un mio parere, ma ahimè non sono riuscita a entrare in sintonia con una storia che aveva in sé davvero tante potenzialità.

A presto





24 gennaio 2025

Review Party: Marked (Figli del buio e del sangue) - di Sephy Fontaine

 






Titolo: Marked (Figli del buio e del sangue) 

Autrice: Sephy Fontaine 

Genere: Fantasy

Autoconclusivo: sì

Editore: self publishing




La mia vita scorreva tranquilla a Therenval fino a quando, una sera, non ho aggredito l’uomo di cui ero innamorata. 
Un marchio è apparso sulla mia pelle, una profezia dice che sono destinata a diventare l’arma degli Xarnok, ma ho la possibilità di prendere un’altra strada. 
Combattere contro i miei istinti non è affatto facile.
 La mia esistenza è diventata una lotta costante contro me stessa. Zeyden, colui che mi addestra, non fa altro che complicare le cose. 
Per non parlare di Kaelius, il principe degli Xarnok, la mia più grande debolezza...

"Siamo come un’ombra che danza nella luce, un fuoco che brucia senza consumarsi."




Bentrovate, anime belle, si riparte con i review party e ovviamente non può mancare il genere che preferisco: il fantasy.

A portarci in questo mondo è l’autrice Sephy Fontaine, che non conoscevo.

La sua scrittura e intrigante, racconta di una ragazza che viene catapultata, dall’oggi al domani, in una realtà che è ben lontana dalla sua.

Da che era luce, si ritrova in bilico, sopraffatta dall’oscurità che scorre nelle sue vene.

Da quel destino che la vuole come arma degli Xarnok.

Un romanzo accattivante sotto molti punti di vista che, tuttavia, mi ha fatto storcere un po' il naso perché, in molte occasioni, mi è sembrato che le dinamiche del romanzo si ripetessero.

Non posso esprimermi al meglio perché in questo genere, ahimè una parola potrebbe significare nello spoiler.

Vi dirò che, comunque, l’autrice è stata in grado di far trapelare il tormento di Daphne, la sua lotta per non fare emergere quel lato oscuro che le marchia l’anima, oltre che la pelle.

Il protagonista maschile, Kaelius, è stato quello che più mi è piaciuto.

La sua crescita, il cambiamento che inizia con un cuore che batte e che aveva dimenticato di possedere, è ben delineato.

Il contorno, i comprimari non rimangono in ombra, ognuno ha una sua parte anche se, in alcuni casi, sembra tutto accennato.

Ovviamente è un mio parere personale, ma io sono molto esigente quando si parla di Fantasy.

Il finale è rimasto come sospeso, come se l’autrice avesse voluto dire ma non lo ha fatto, forse per scelta e spero ci sia un proseguo alla storia perché ci sarebbe tanto da dire e soprattutto mostrare.

Paradossalmente tale genere comporta molto questa cosa, il mostrare oltre che raccontare diventa un fattore fondamentale.

L’autrice crea un mondo e deve dare la possibilità al lettore di vederlo e scoprirlo con lo scorrere delle pagine.

Qui si sono alternati questi momenti.

Ripeto è un mio parere e ciò non toglie che, Sephy Fontaine, abbia fatto comunque un buon lavoro. Non riesco a dare punteggio pieno, e mi sembrava giusto spiegarne la motivazione.

A presto

 



23 settembre 2024

Recensione:- Altai. The Academy (Serie Taiga vol.2) - Cerbero. The Monster's Riot (Taiga Vol.3) - di Elisabeth Martini


 

Titolo: Altai - The Academy (Serie Taiga vol.2)
Genere: Romantasy
Data di pubblicazione: 5 dicembre 2023
Pagine: 550
Prezzo ebook: € 5,99 
Prezzo cartaceo: € 18,00 (flessibile) € 20 (rigida)
GRATIS SU KINDLE UNLIMITED


Ogni scelta porta con sé delle conseguenze. Nel mio caso, mi ha costretta a stare lontana da casa.
La separazione è stata brusca, ma ora sto finalmente tornando.
L’accademia mi aspetta, sono stata ammessa.
So di essere pronta, ma so anche che ci sarà anche lui.
Posso ignorarlo, non sarà un problema. Se non fosse che lui non è della mia stessa idea.
Dimitri è disposto a tutto per fare di nuovo parte della mia vita, ma stavolta il mio cuore mi dà indicazioni contrastanti, soprattutto quando sono sola con il mio istruttore, Vladimir.
Vorrei avere più tempo per capire e assecondare i miei sentimenti, ma le chimere minacciano la nostra specie, e il mio ruolo mi impone di fare una scelta.
Devo ripercorrere la strada vecchia o iniziarne una nuova?
Quali saranno, questa volta, le conseguenze?
La decisione giusta non è sempre quella corretta.


È innegabile che alcune autrici siano portate per un determinato genere di romanzo.

Sono a loro agio in un mondo che costruiscono e di cui curano tutti i particolari.

Elisabeth Martini è una di quelle nate per il Fantasy.

Intesse trame, cura personaggi che, anche se secondari, diventano parte integrante della storia.

Quando apri un libro e non vedi l’ora di arrivare alla fine, perché non ti basta quello che leggi, perché cerchi l’epilogo di ciò che l’autrice ti presenta, vuol dire che la scrittrice stessa ha fatto un ottimo lavoro.

Ed Elisabeth è riuscita di nuovo ad attirare completamente la mia attenzione, trascinandomi lì dove c’eravamo lasciate, a quella separazione chiusa in una lettera che sa di addio.

Ma due anime destinate possono anche allontanarsi per anni, quando si ritrovano il loro amore diventa così evidente che appare come luce agli occhi degli altri.

Bello il secondo volume di Taiga, ricco di emozioni e sentimenti di due giovani che lottano non solo contro le chimere, ma anche contro loro stessi.

Dimitri e Raissa, loro e quella seconda parte di vita che si svolge in accademia dove gli scrupoli alle volte non esistono.

Loro e quell’amore combattuto, che da gioia e genera dolore, di quello che senti sulla pella soprattutto nelle battute finali del romanzo.

Lì l’aria manca, soffocata dalle lacrime di Raissa, dall’amore incondizionato di Dimitri. Sacrificio, questa è la parola giusta per racchiudere il senso di Altai, che ti lascia con l’amaro in bocca in cerca di quell’epilogo che si troverà solo nel romanzo conclusivo.

Brava Elisabeth, che ha saputo calcare la mano, lì dove doveva e alleggerirla in quegli incontri che sanno di un amore giovane, ma che si deve scontrare con una realtà che altri hanno costruito per loro.

Non si possono non dare cinque stelle a questo romanzo che vi lascerà con le lacrime agli occhi per una separazione che diventa addio.

Non dico altro se non che vale la pena di leggerlo, per sognare e vivere la storia dei due ragazzi che, con le unghie e con i denti, cercano di tenersi stretto quel cuore che ormai hanno donato all’altro.

A presto











TITOLO: Cerbero. The Monster's Riot (Taiga #3)

GENERE: Fantasy - Paranormal Romance (Adult)

PAGINE: 700

PREZZO EBOOK: da definire

PREZZO CARTACEO: da definire

DATA DI USCITA: 15 SETTEMBRE 2024


Lei
Sono l’ultima discendente di Alexis, il mio destino era già scritto alla nascita.
Lotte, insidie e dolore, fanno parte della mia esistenza.
Non avrei dovuto desiderarlo.
Sono stata creata per ucciderlo.
L’amore tra di noi è un oltraggio nei confronti di Zeus.
Il mio branco pretende che io lo rinneghi
e la mia coscienza mi impone di ucciderlo, ma...la mia bestia lo brama.
Lui
Sono un mostro. La prigionia mi ha cambiato e adesso vivo senza più regole e codici.
Cacciare o essere cacciato.
Uccidere o essere ucciso.
Lei è la mia nemesi.
Creata per sterminare la mia specie, un’ arma forgiata dagli Dei.
Eppure io la desidero, perché lei è mi appartiene.
Non esistono regole scritte, ma una cosa è certa: tra tigri e chimere l’amore non può esistere.



Ultimo volume della serie Taiga.

Si arriva a quell’epilogo tanto agognato, a quelle verità ad arte celata, alla resa dei conti fra due personaggi creati per distruggersi a vicenda.

Questo dicono le regole, perché non può esistere l’amore fra chimere e tigri, gli Dei lo hanno proibito, ma non l’amore che li porta a incontrarsi e scontrarsi.

Non quel sacrificio che si traduce in ferite che lacerano la pelle e che si riflettono su quella dell’altra.

Cerbero è andato oltre i primi due romanzi; è passione, amore, è una storia fantasy e paranormal che nulla ha da invidiare a quelle create da nomi noti.

Lo puoi associare al cerchio della vita, alla nascita di quell’amore che non è capito perché si è troppo innocenti quando si è bambini.

Un amore che continua con l’adolescenza e termina con quella maturità troppo presto raggiunta, perché si sa il dolore fa crescere, e l’amore in alcuni casi fa morire dentro.

Essere vuoti che, anche se lontani, si avvertono, si cercano per completarsi.

Due anime che sono state distrutte da chi dice di essere giusto, ma i pezzi dell’uno sono nelle mani dell’altro, che aspetta per ricomporre un cuore che rimarrà sempre uno solo.

Spettacolare le scene di combattimento, quando la bestia prende il sopravvento o quando ci si arrende per proteggere chi si ama.

Dimitri e Raissa e la lotta contro quelle regole che sono state volute dagli Dei, ma che non conoscono padroni quando si parla d’amore.

L’ho divorato, seicentosessantotto pagine lette in due giorni; non riuscivo a stare lontana da loro, da quel sentimento che li ha consumati, non riuscivo a staccare gli occhi da una guerra fatta di parole, nate per ferire, ma che si spengono con un bacio.

Bravissima Elisabeth per aver creato un degno finale per due personaggi che ho amato, con le loro gelosie, debolezze, ma soprattutto con quella forza che nasce dalla disperazione.

Con quel sacrificio che si tramuta in amore, atto a lenire e curare ferite che rimarranno cicatrici, ma che uniranno di più due persone destinate a viversi.

Ancora complimenti all’autrice per avermi regalato una storia che mi ha fatto sognare.

A presto