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30 giugno 2026

RECENSIONE - Nei tuoi occhi - di Valerie Moore

 



Titolo: "Nei tuoi occhi"

Pseudonimo: Valerie Moore

Autoconclusivo

Autopubblicazione su KDP

Genere: Historical Romance (Regency-Victorian)

Trope:  Grumpy x Sunshine - Guardian Ward - Age Gap -  First Love - Impossible Love

Lunghezza: circa 370 pagine

Data di uscita: 25/06/2026


Inghilterra, 1825

Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke, è stato a lungo un alto ufficiale dell’esercito britannico fino a quando, amareggiato e disilluso, non ha deciso di abbandonarlo e condurre una vita solitaria. 

Lady Susan Warrington è la giovane nipote del Visconte di Maybourne, con il quale vive. 

A dodici anni, a causa di una malattia improvvisa, ha perso la vista. 

Da quel momento ha trascorso la sua giovinezza isolata nello Yorkshire, tra le amorevoli cure del nonno deciso a non farle pesare la sua condizione.

Quando il Visconte scopre di essere gravemente malato, chiede a Lord Rockwell protezione per la nipote. 

James, infatuato della ragazza sin dal primo istante, decide comunque di tenere fede alle ultime volontà dell’uomo, assumendo il ruolo di suo tutore ufficioso e aiutandola a cercare un giovane pretendente che possa garantirle sicurezza.

 L'attrazione tra i due è travolgente ma, dopo essersi feriti a vicenda nel tentativo di negare i sentimenti che provano, per poter coronare il loro amore dovranno fare i conti con i propri pregiudizi: Susan scoprirà tutta la sua forza mentre James dovrà accettare il rischio di essere amato per quello che è.




Bentrovate, anime belle, 

con una nuova recensione per uno storico ambientato nell’Inghilterra del 1825, un’epoca molto cara alle lettrici.

In questo mese di giugno mi sono trovata a leggere romanzi di autrici emergenti; mi ero ripromessa di dare una possibilità alle scrittrici meno note, perché è giusto che nuovi nomi si aggiungano a quelli che già conosciamo.

Molte di loro si sono rivelate una splendida scoperta, tanto da farmi commuovere ed emozionare come non succedeva da un po’.

A mio parere, fra le loro righe si avverte una magia che forse si è parzialmente persa: quella che ti porta a pubblicare perché senti la storia profondamente tua, perché vivi in simbiosi con i protagonisti e avverti la pura necessità di farsi scoprire.

Lungi da me criticare le autrici più celebri, ma credo sia giusto dare un’opportunità a chi un nome deve ancora costruirselo, specie se ha avuto il coraggio di esordire con uno dei generi più complessi e strutturati dal punto di vista della ricostruzione: lo storico.

Ma veniamo all’autrice e alla sua umiltà nel chiedere un’opinione reale sul proprio scritto; parliamo di come sia sapientemente riuscita a catapultarmi in un’epoca dove una disabilità fisica significava l’emarginazione sociale.

Valerie è stata magistrale nella descrizione sensoriale di questo limite.

 Lady Susan è cieca dall’età di dodici anni e non è facile descrivere la quotidianità di chi vive avvolto dalle tenebre; non è semplice far percepire al lettore come una fanciulla riesca a destreggiarsi avendo come unico supporto un magnifico cane da assistenza.

La perdita della vista ha acuito gli altri suoi sensi, fra cui l’udito, e la musica che produce toccando i tasti bianchi e neri del pianoforte incanta chiunque l’ascolti. Susan vive nel suo buio, guidata da una voce che diviene per lei un amico, un conforto e un sostegno; una voce che la fa emozionare, facendo battere un cuore che non ha ancora conosciuto l’amore.

Quel tono appartiene a Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke: un uomo che, al contrario, ha l’oscurità dentro al cuore.

James arriva quasi per caso in quella residenza e rimane folgorato da una fanciulla che sembra un angelo.

Come sapete, non sono solita riassumere la trama, preferisco trasmettere ciò che un romanzo mi lascia, e qui le emozioni sono state intense.

L’arco di trasformazione dei personaggi è stato studiato alla perfezione.

La tecnica dello show don’t tell si rivela qui fondamentale per l’immersione del lettore: Susan non vede, ma ci permette di vedere attraverso ciò che sfiora, sente e tocca.

Non nego di essermi emozionata davanti alla sua fragilità, ma anche dinanzi alla sua forza: cade più volte nel corso della vicenda, ma si rialza sempre, fino a trasformarsi in una guerriera che abbatte i limiti che gli altri, anche inconsciamente, le impongono.

Ho adorato James, la sua pazienza e quella dolcezza che forse non sapeva nemmeno di possedere, oltre alla consapevolezza maturata quando comprende che non amare Susan sarebbe solo un’autopunizione.

Il finale, poi, è meraviglioso. Non c’è una sola stonatura nell’opera della Moore: lo sviluppo della trama e la gestione dei micro-climax, fino ad arrivare a quello finale, dimostrano un’attenta progettazione narrativa.

 I dialoghi, gestiti anch’essi in modo magistrale, diventano una vera e propria mappa dei sentimenti dei protagonisti.

 L’unica piccola sbavatura a livello di macrotesto trova un’esauriente spiegazione nelle note dell’autrice, che vi invito a leggere.

Vi consiglio caldamente la lettura di questo romanzo che, fidatevi, non vi deluderà. Rinnovo i miei complimenti all’autrice, insieme a un grazie per la sua umiltà (ti prego, Valerie, non perderla mai) e per tutto ciò che mi ha donato con questa storia.

A presto!

 





19 maggio 2026

RECENSIONE - Rondini al guinzaglio - di Alba Prattichizzo




Titolo: Rondini al guinzaglio

Autore: Alba Prattichizzo

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Contemporary

Trope:

#primoamore #firstlove #friendstolovers

#anni90 #nostalgia #millenials

#emotionalscars #secondchance

#smalltown

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 06/05

Pagine: 200 circa

Autoconclusivo: sì



Anna, dopo la laurea in medicina e chirurgia vive una vita lontana dal Sud. Racconta della sua adolescenza quando c’erano ancora vita, speranza e giovani disposti a vivere lì. Parla dell’incontro e della storia d’amore con Mattia, di estrazione sociale diversa, che le aveva insegnato tutto quello che al liceo non aveva potuto imparare sui libri.

Mattia narra il presente, la situazione di chi come lui è stato costretto a restare. La noia di una vita che non cambia mai, la confortante presenza degli amici di sempre e la difficoltà di portare avanti l’attività di famiglia in un paese prigioniero del pizzo.

Anna e Mattia danno voce al loro paese natio, San Severo, cittadina della Capitanata vittima da anni di un rassegnato declino. È la storia di chi ci è nato, di chi è partito, di chi è dovuto restare e di chi ancora sogna di andare via. È la storia di una generazione insoddisfatta, quella dei nati negli Ottanta, adolescenti a cavallo del Duemila, adulti del nuovo millennio.

Legati al loro paese da sentimenti diversi, si ritrovano dopo anni. In quell’occasione faranno i conti con quel guinzaglio che li ha sempre tenuti stretti alle origini e insieme riprenderanno le loro vite da dove le avevano interrotte.


“Perché a volte la felicità non è una meta, ma un ritorno.”

Un libro poetico, bello, che ti scalda il cuore. Semplice, ma di una semplicità piena, corposa, densa di tutto quello che solo i ricordi e l’amore che hai nel cuore possono alimentare.

La narrazione suggestiva, evocativa, si muove tra passato e presente scorrazzando fra ricordi, sensazioni ed emozioni che i protagonisti , Anna e Mattia, provano provocando al lettore (ancor di più se quest’ultimo è della loro stessa generazione) certe nostalgie: le compilation del Festivalbar; l’attesa trepidante e l’arrivo (finalmente!) dell’amore, quello con la “A” maiuscola; i diari scolastici custodi di tutte le confidenze più segrete; la Smemoranda; il Nokia 3210; gli “squilli” nel corso della giornata da parte degli amici per dire “ti penso”, perché prima i messaggi non erano gratis e potevi digitare solo pochi caratteri (erano gli anni in cui non esisteva ancora whatsapp); la “corsa ai posti” il primo giorno di scuola...

L’ambiente è quello di San Severo, luogo natìo dei personaggi, ma anche dell’autrice. San Severo, a cui è dedicato il romanzo, dà un’impronta fondamentale: nel modo di sentire dei protagonisti, di vivere le feste di paese, nel modo di essere percepito, nei problemi sociali di cui Antonio è simbolo, nelle forme dialettali presenti, perché certe cose dette in dialetto ti rendono quella particolare sfumatura che in italiano si perde, come il “piccerè” diverse volte usato da Mattia verso Anna che assume sfumature di infinita dolcezza e sottolinea l’attenzione e l’amore che quest’uomo non sa dire a parole, ma è tutto in quelle sette lettere.

I protagonisti sono Anna e Mattia, ma il loro gruppo di amici è un co-protagonista imprescindibile della storia con Giuseppe, Rino, Michele, Enzo e Federica. I ragazzi hanno stretto amicizia durante l’adolescenza e adesso, il matrimonio imminente fra Enzo e Federica, permette il riunirsi del gruppo al completo: Anna tornerà a San Severo per l’occasione.

Anna e Mattia si conoscono da adolescenti e il loro amore è quello tipico dell’età: spensierato, gioioso; poi gli studi portano Anna lontano da un paese che ha sempre desiderato lasciare e conquista la libertà, ma a caro prezzo perché si sentirà sempre triste e perché le “manca un pezzo” per sentirsi intera.

Mattia è rimasto a San Severo suo malgrado: i suoi sogni di diventare giocatore professionista sono stati infranti dalla morte del padre, del quale ha preso il posto nel negozio di ferramenta per senso di rispetto verso il genitore e di dovere verso la famiglia rimasta. Mattia, disilluso dalla vita, spera sempre di svegliarsi l’indomani con la consapevolezza di un futuro migliore, di una vita felice. Anche lui è “a metà” nonostante cerchi di accontentarsi di una vita che non ha scelto e di consolarsi con donne che non sono “lei”.

Belli questi protagonisti che si ritrovano adulti in occasione del matrimonio dopo essersi persi un pezzo di loro fra l’adolescenza e l’età adulta. Belli perché pieni di paure inconfessate a parole, ma “sentite” con il cuore, quello che non puoi ingannare, quello che svela la reale essenza dell’anima... belli perché trovano il coraggio di non negarsi alla felicità dopo aver vissuto come in apnea.

Mi è piaciuto molto Mattia, un uomo apparentemente duro, spaccone a tratti, ma buono, che si scioglie di tenerezza davanti alla nipotina Isabella e si domanda come sarebbe stato se fosse stato padre: “io a fare l’autoritario non sono bravo. Con le femmine poi (...) mi squaglio. E se avessi un maschio, faremmo squadra. Gli insegnerei a giocare a pallone, a essere leale con gli amici e galantuomo con le donne. Gli insegnerei a essere una brava persona, onesta e schietta (...) ad andare in bicicletta (...) ad abbracciare sua madre, a dire grazie e a salutare, a ridere forte e a correre lontano (...)”.

La figura di Antonio, l’amico perduto, quello legato al malaffare, credo sia un’importante presenza perchè spinge all’azione la popolazione di San Severo che, capitanata da Mattia, cerca di alzare la testa e di dire “no” all’omertà; presenza cattiva ma utile, paradossalmente, affinché Mattia, insieme ai suoi concittadini, tolto il guinzaglio, sia una rondine libera!

Ottimo!






 

22 dicembre 2025

Review Party :- Una luna per innamorarsi - di LunAlissa

 



Titolo: Una luna per innamorarsi

Data di uscita: 10 dicembre 2025

Genere: Romance contemporaneo Young Adult

Pubblicazione: Self Publishing

Autoconclusivo: sì

Tropes: Love triangle, instalove, first love, highschool romance, family problems

Prezzo cartaceo: da definire

Prezzo e-book: 2,99


In una notte di luna piena di inizio estate, Chloé Blanc esegue un ridicolo incantesimo preso da un libro esoterico scovato in libreria con lo scopo di far innamorare di lei Gabriel Martin, la sua cotta epica. Quel folle gesto d’amore viene però dimenticato in fretta, poiché Chloé incontra Jason, che diventa il suo ragazzo rompendo la sua barriera d’insicurezze. Il nuovo anno scolastico arriva troppo presto. Ma cosa è cambiato in una sola estate? Gabriel si presenterà da Chloé con un’insolita proposta e lei si ritroverà senza volerlo in un fastidioso e complicato triangolo. Possibile che l’incantesimo abbia davvero funzionato?




Devo ammetterlo: ho avuto qualche difficoltà nello scrivere questa recensione.

La storia, per come viene presentata dalla trama, appare fin da subito più contorta di quanto ci si aspetterebbe.

 Partiamo dall’inizio, dal prologo. È una sezione che, a mio avviso, andrebbe rivista, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei tempi verbali, che non risultano sempre coerenti e finiscono per creare una leggera confusione nel lettore già nelle prime pagine.

 La protagonista è Chloé Blan, una ragazza che, innamorata del compagno Gabriel, decide di eseguire un rito di innamoramento. Fin qui tutto chiaro. Questo avviene prima dell’incontro con quello che lei stessa definirà il suo grande amore.

La storia prosegue poi attraverso una serie di vicissitudini che conducono a un triangolo amoroso fra Chloé, Gabriel e Jason, fino a un incidente che cambia completamente le carte in tavola e porta alla rivelazione finale: Gabriel arriva a percepirsi come vittima di un sentimento indotto dalla magia.

 Ed è qui che, da lettrice, ho iniziato a sentirmi perplessa.

Ciò che mi ha turbato non è tanto il tema in sé, quanto la gestione emotiva dei personaggi. Chloé e Jason oscillano in modo estremamente repentino: dichiarazioni che sfiorano l’amore eterno si alternano a ripensamenti improvvisi, con Chloé che sembra restare con “un piede in due scarpe” e Jason che, dopo scenate di gelosia e promesse, archivia il sentimento con una facilità disarmante, tornando addirittura con una ex.

 Capisco bene che si tratti di personaggi molto giovani e che l’età porti con sé impulsività e confusione emotiva. Tuttavia, anche all’interno di un contesto adolescenziale, credo sia necessaria una minima stabilità emotiva o quantomeno una progressione più graduale. Qui, invece, i sentimenti sembrano ondeggiare continuamente, come mossi da un vento che cambia direzione senza preavviso, rendendo difficile empatizzare davvero.

 Un’altra riflessione che mi ha accompagnata sul finale riguarda il messaggio che potrebbe arrivare al lettore: il rischio percepito è che passi l’idea che l’amore possa essere ottenuto o forzato attraverso la magia, senza una reale presa di distanza critica da questo concetto.

 Dal punto di vista tecnico, il testo scorre bene. La sintassi è corretta e la lettura non presenta particolari inciampi stilistici. Il nodo, per me, non sta tanto nella scrittura quanto nell’andamento narrativo complessivo, che risulta poco equilibrato nella gestione dei tempi emotivi e delle relazioni.

 Naturalmente il mio è il giudizio di una lettrice, e come tale resta soggettivo.

Per questi motivi non riesco ad assegnare più di tre stelle, attribuite soprattutto a un personaggio che ho trovato particolarmente riuscito: Aline, vera nota di spicco del romanzo, capace di portare freschezza e solidità in una storia che, nel complesso, mi ha lasciata incerta.






20 ottobre 2025

RECENSIONE - Seven (Sacramento Riggs) - di Aria M.


 

TITOLO: Seven

AUTRICE: Aria M

SERIE: Sacramento Riggs #1

AUTOCONCLUSIVO: Sì

GENERE: Sport Romance

TROPE: Angst; High Drama, Second Chance, First Love

EDITORE: Queen Edizioni

DATA PUBBLICAZIONE: 26 Settembre 2025
Lui è il capitano dei Sacramento Riggs, un uomo che ha costruito il suo successo a suon di sacrifici e silenzi, senza mai voltarsi indietro.
Halyn, invece, è una stella in ascesa nel panorama musicale e si prepara a incendiare il palco con l’esibizione d’apertura più attesa dell’anno.
Ma bastano pochi secondi. Uno sguardo. E il passato ritorna a galla con tutta la forza di un uragano.
Quello che Elias non sa è che Halyn porta con sé un segreto che potrebbe cambiare tutto.
Quando Halyn torna a Sacramento per questioni famigliari, il confronto diventa inevitabile.
Tra parole non dette, ferite mai rimarginate e una passione che brucia sotto la superficie, Elias e Halyn si ritrovano a camminare sul filo del rasoio.
Ma a volte, l’unico modo per chiudere con il passato… è rischiare tutto per riscrivere il finale.

Nuovo romanzo di Aria M., nuovo colpo al cuore. Perché, come in ogni sua storia, tu il fiato lo senti mancare.

Uno sport Romance, così viene classificato, ma è un’altra storia che tocca temi attuali, quelli fatti di scelte, di sacrificio e di un tema che mi, ahimè, invade i nostri social, i giornali.

Aria affronta ogni tematica con la delicatezza che la contraddistingue.

Ci leggi passione nelle frasi che compongono i vari capitoli, alternati in POV che riflettono i pensieri di Elias e Halyn. Di Seven e della sua Milady, di un passato troppo scomodo che li ha condotti a scelte che comportano un sacrificio. Perché, quando si ama, non è contemplato l’egoismo; quando si ama, il cuore lo metti in uno scrigno e lo chiudi a doppia mandata.

Non pensi a te ma all’altro.

Le percepisci queste emozioni, tutte senza limiti.

Che sia una battuta, un dialogo che diventa guerra,Elias e Halyn sono tempesta, un tornado che ti investe a ogni parola, cantata, sussurrata o gridata.

E ti innamori sempre un po’ di più di Aria, dei suoi personaggi, dei comprimari che si ritagliano un posto tutto loro e che non vedi l’ora di leggere, di sentir parlare.

Ma, come dicevo all’inizio, l’autrice ha una penna che non si perde nei soliti cliché, nelle classiche storie d’amore dove tutto fila liscio.

Lei la realtà te la mette nero su bianco, la vita vissuta da tutti quelli che si sono trovati in ginocchio sotto i colpi di chi ha usato la loro innocenza come arma per offendere e non per difendere.

Lascio tutto nel vago: come sempre, le mie recensioni non guardano struttura, grammatica o altro, ma ciò che rimane impresso, ciò a cui pensi quando leggi l’epilogo e quei capitoli “extra” che parlano di altre storie che non vedo l’ora di leggere.

Voglio dire, se dovessi riassumere la recensione alla trama, che senso avrebbe? Nessuno, perché questo non renderebbe merito al romanzo di una delle autrici che più amo leggere. Non ve la farebbe vivere e spero, in parte, di essere riuscita a far trasparire quello che Aria mi ha lasciato con questo libro.

Le cinque piume sono meritatissime, nella speranza di leggere presto di quella coppia che si distrugge per poi ricomporsi solo quando uno è nelle braccia dell’altro.

A presto








28 marzo 2025

REVIEW PARTY - Marika - The Even series #4 - di Francesca Palamara

 



Titolo: Marika

Autrice: Francesca Palamara

Editore: Self publishing

Serie: The Even series #4

Data di uscita:  17 marzo 2025

Genere: Sport romance (danza)

Trope: First love, brother’s best friend

Prezzo: ebook 0,99 (prima settimana di pubblicazione, successivamente 1,99)-

 Cartaceo 13,00


Marika

Ho vissuto la mia vita in punta di piedi. Ballare non è solo la mia passione, ma anche tutto ciò che mi rende viva, insieme a Brian.

Innamorarmi del miglior amico di mio fratello. Non potevo essere più banale. 

Non pensavo, però, di essere destinata a lui. Nè lui a me.

Ho sempre voluto andare via da Jacksonville, lui ha fatto il possibile per restarci.

Quando però il mio mondo è andato in fumo e le nostre vite hanno ricominciato a collidere ho capito che forse avevo desideri più grandi da realizzare. 

E lui è il principale.

 Brian

Marika? Sbagliata! L’attrazione che provo per lei? Indecente. 

Ci sono undici anni a dividerci, senza contare che non mi serve un nuovo pretesto per farmi prendere a pugni dal mio migliore amico.

La sua strada è già tracciata e ben lontana dalla mia. 

Quando però una chiamata inattesa mi fa precipitare in ospedale ecco che i mostri che tengo nascosti dentro di me da anni riemergono. 

Cercherò di proteggerla con ogni mezzo a mia disposizione.

 Perché lei è l’unica che danza sulle ferite della mia anima che ancora bruciano.



Siamo arrivati al quarto volume della serie degli Even.

Incontriamo finalmente la piccola di casa: Marika.

Buon sangue non mente e anche lei insegue il suo sogno, quello di diventare una ballerina che calca le scene dei più grandi teatri del mondo.

Ma la vita si sa è imprevedibile, basta un battito di ciglia e tutto precipita.

Ci si sente vuoti, persi, privi di quell’identità che ci contraddistingue.

Il cuore sembra fermarsi, la ragione grida la sua rabbia, ci si vede come estranei. Come se si guardasse da fuori tutto senza riuscire a reagire.

Ma c’è sempre un principe azzurro a tendere la mano, e Brian lo incarna alla perfezione, con le sue paure con la voglia di proteggere quella che ha visto crescere come una sorella ma verso cui ha iniziato a provare sentimenti che non gli permettono di ragionare lucidamente in sua presenza.

L’ho adorato, ho amato la sua tenerezza mentre accudiva Marika, quella consapevolezza che ha acquisito man mano durante il romanzo, la coscienza di chi sa che può lottare quanto vuole, ma sarà sempre sconfitto dall’amore.

Lui lo abbraccia, si arrende, Marika non si sente più abbastanza, alla sua altezza.

Implosione, è questo che ho avvertito, la voglia di urlare la rabbia che affligge l’anima di chi si vede finito.

Il quarto volume degli Even mi ha fatto emozionare e arrabbiare,

Marika però è il riflesso della sua età così come lo è Brian.

Si completano, sono due pezzi che finalmente si trovano.

Sul finale si aprono le porte sull’ultimo fratello, il più sensibile, ma sono certa che dimostrerà la sua forza, come tutti gli altri, perché gli Even cadono, ma sono sempre lì a sorreggersi uno con l’altra.

Il senso di famiglia traspare in ogni riga del romanzo, a dimostrare ci che circonda anche l’autrice.

Amore puro, di quello che può darti solo un figlio, un fratello e chi ti cresce come se ti avesse partorito.

Aspettando l’ultimo degli Even le cinque stelle sono meritate per una storia che sa di seconde possibilità, quelle di un uomo e una donna che dopo tante incomprensioni, gelosie e allontanamenti finalmente si ritrovano.

Amare non è soffocare l’altra, ma lasciarla libera come solo una farfalla sa fare.

A presto 






  



17 novembre 2023

Review Tour:- Il silenzio di Mr. Palmer - di Antonietta Iannone




Titolo: Il silenzioso Mr. Palmer


Autore: Antonietta Iannone


Editore: self publishing


Genere: victorian romance


Trope: first love/forced proximity/angst


Data pubblicazione: 16 novembre 2023


Formato: ebook (per la prima settimana a 0,99€ e poi 1,99€) – cartaceo (12,00€)


Pagine: circa 300


AUTOCONCLUSIVO

Inghilterra 1885

 

Jude Palmer sa benissimo che la sua vita non sarà mai simile a tutte le altre. È affetto, fin dalla nascita, da una patologia che lo rende “diverso”: è sordomuto. Trova la sua unica gioia nel silenzio della natura e nell’amore per le piante e i fiori. A quindici anni non si aspetta di incontrare Aurora, all’epoca solo una bambina di otto anni, ma già in possesso di un cuore gentile e un’anima curiosa. Gli occhi indaco e il sorriso abbagliante della piccola lady lasciano in Jude un ricordo indelebile che custodirà con cura nel corso degli anni.

Un breve scambio di battute del tutto innocente sotto la luce dorata del sole e 

poi il loro cammino si separa.

Eppure, il destino ha in serbo un altro incontro per loro otto anni dopo. Un incontro che fa risvegliare un sentimento che avevano tenuto nascosto in fondo ai loro cuori: l’amore.

L’amore tra Jude, borghese e americano, e Aurora, erede del ton inglese e promessa a un barone, sembra impossibile. Lottano contro i doveri famigliari, cercando un modo per vivere quell’amore che li ha annientati in silenzio per anni. Un amore proibito, un amore che sfida il tempo e le convenzioni, un amore che nasce tra i fiori e cresce tra le pagine di una storia indimenticabile.

Troverà il modo di fiorire come un raro germoglio nel cuore di una società rigida o sarà destinato a sfiorire?

 

Victorian Romance

First love

Forced Proximity

Angst

 


I silenzi, valgono più di mille parole, e poco importa se sono dovuti a un difetto fisico o solo alla volontà di estraniarsi da una realtà, alle volte troppo dura da sopportare. Nel primo caso Jude Palmer, quasi odia l'imposizione datagli da madre natura, lui non sente non può dar voce a ciò che prova...poi c'è il risvolto della medaglia: Aurora. Lei quel mondo se lo è voluto costruire, ha imparato i gesti che per l'epoca (parliamo del 1885) erano quasi una vergogna… Jude e Aurora e il loro primo incontro quando, ancora bambini non capivano la portata di un sentimento che regole e scandali avrebbero ostacolato… Jude e Aurora è una meravigliosa favola che dall'inizio alla fine mi ha commosso. È strano come , nonostante il tempo che passi, molte menomazioni diventano un muro del singolo verso la società, ancor più strano è non comprendere che quei limiti le imponiamo noi, gli apparenti sani… poi succede… arriva l'amore e quegli occhi pieni di un sentimento potente abbattano tutto anche quelle barriere volute o imposte, perchè poco importa cosa pensano gli altri, basta quel cuore che lotta per entrambi. Non sono nuova a questo tipo di recensioni, io guardo l'essenza di un romanzo, ignoro completamente errori o altro (non che ce ne siano, che ha del perfetto per quanto pulito è risultato). Ho sempre sostenuto che un libro deve lasciarmi qualcosa e di cuore faccio i complimenti all'autrice, Antonietta Iannone, per ciò che ha saputo imprime alle pagine di uno storico che ho ammirato soprattutto per la delicatezza e per l'intensità di alcuni sentiment che anche se in silenzio hanno urlato a gran voce la loro potenza. Fantastica nelle descrizioni, elegante nei momenti di passione che hanno sussurrato la tenerezza di due persone che si sono amati dal primo incontro, da quando bambini nella loro innocenza hanno visto uno ciò che nascondeva il cuore dell'altra. Ho avuto la sensazione, di poter ascoltare una melodia come se le parole, tramutate in gesti (la LIS), divenissero gesta di una danza che, appunto, si muoveva sulle note di un suono che solo i due potevano ascoltare. Un paradosso, si potrebbe pensare, eppure l'autrice è stata cosi in gamba da farti sentire tutto. Anche quelle parole non sussurrate con la bocca, ma urlate con gli occhi. Un romanzo intenso, dal linguaggio scorrevole, senza ripetizioni o cose inutili. Essenziale e potente per quello che ha lasciato. Non conoscevo Antonietta Iannone, ma recupererò volentieri i volumi precedenti di questa lunga storia. Il grazie e soprattutto i complimenti sono d'obbligo per una penna che ha lasciato davvero tante sensazioni addosso.
A presto



 

27 ottobre 2023

RECENSIONE: - "Paura di Vivere (Montgomery Series) - di Valentina C.

 




TITOLO: Paura di vivere – Vol. 1

AUTRICE: Valentina C.

SERIE: Montgomery Series

GENERE: Contemporary romance

CATEGORIA: New Adult – First love

TROPE: Music Romance – Sport Romance

SETTING: New York – College

AUTOCONCLUSIVO: Sì

DISPONIBILE SU: Amazon

EDITORE: Self publishing

FORMATI & PREZZI: Ebook €2,99 – Cartaceo flessibile da definire - Gratis con KU


Tutto parte dalla voglia di riprendersi in mano la propria vita, stravolta il tempo esatto di un sospiro. E lo so bene io, Venice Montgomery, sopravvissuta a qualcosa che mi ha cambiata profondamente.

Proprio per questo ho deciso di partire, di allontanarmi dalla mia città, per cercare di ricomporre me stessa.

Ed è quello che ho provato a fare prima di incontrare lui, uno di quei ragazzi da cui, ho imparato a mie spese, dovrei star lontana.

Sembra facile riuscirci, ma a volte il tremolio del proprio corpo non deriva dalla paura, ma dal desiderio che si prova.

 Sono Kiran Knox e sono ciò che voglio che la gente veda: capitano della squadra di football, dj delle feste studentesche, rampollo di una delle famiglie più importanti d’America, ma quella che porto è solo una maschera dietro cui nascondo la mia anima e capisco, la prima volta che la vedo, che ne indossa una anche lei.

La mia Pocahontas.

L’unica in grado di guardare oltre, di vedere solo Kiran e di farmi sentire me stesso, ma è anche l’unica di cui ho davvero timore.

 Capisci che puoi smettere di avere paura di vivere quando si trova il coraggio di cedere: al corpo, alla mente, all’anima, ma soprattutto al cuore.

 Siamo Venice e Kiran e questa è la nostra storia.



«Sei forte, Venice Montgomery.»

«Siamo quello che decidiamo di essere, Kiran Knox.»

Ci sono romanzi che, per l’intensità con la quale sono scritti, ti lasciano senza respiro. Ci sono romanzi che, una volta arrivata all’ultima pagina, te li porti dietro,

anche per i giorni a venire.

«Perché tremi?»

Per freddo, per paura, per amore… per un abbraccio che riporta vita, lì dove c’era il deserto, per due occhi che si incontrano, per due anime che si cercano. Perché, chi vive il dolore lo riconosce nello sguardo assente dell’altro, in quella maschera che si indossa solo allo scopo di apparire, di nascondersi. Perché è più facile mostrare un sorriso, che la morte che si porta nel cuore.

Venice e Kiran, sono rotti per ciò che si portano dietro. Due persone che sono legate da quel filo che li strattona, fino a che uno non si perde negli occhi dell’altra, fino a che uno non risulta resina per riempire le crepe del cuore dell’altra.

Valentina C. mi ha spiazzato, con questo primo volume della serie Montgomery. Delicata, appassionata, ha riportato tematiche che ancora si preferisce ignorare, perché è più facile non conoscere i segni che una persona si porta dietro, è più facile fingere indifferenza verso chi nel dolore ci sprofonda.

Un mix di emozioni che passavano dal pianto al riso, ecco cosa hanno letto i miei occhi. L’amore di quella famiglia, che si stringe intorno a chi non ha chiesto di soffrire, ma semplicemente si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, semplicemente si è fidata di quello che doveva essere un gioco.

Fiducia, ridotta in mille pezzi. Dolore, di quello che non fa respirare, e poi le braccia di chi da quell’inferno ti vuole recuperare… e torna la paura di fidarsi di nuovo, di permettere a un raggio di luce di illuminare le giornate, di salire oltre le nuvole scure, fino a raggiungere il bianco.

Splendida Valentina, nel far passare il lettore dal sorriso alla commozione. Fantastica nella descrizione di quegli stati d’animo propri dei protagonisti. Venice e Kiran, cercano di sopravvivere non vivere, ognuno a suo modo, ognuno cercando rifugio in quell’arte che li accomuna, la musica. La stessa che batte nel loro cuore, a ogni scaramuccia, a ogni sguardo, a quello sfiorarsi allo scopo di lenire, cancellare cicatrici che non deturpano solo la pelle, ma anche l’anima. Cicatrici che diventano inchiostro sulla pelle di Kiran, che raccontano una storia. 

Ho divorato il romanzo in nemmeno una giornata, totalmente presa dalla storia di una ragazza a cui è stata rubata la luce dagli occhi. Rapita da quel giovane che si nasconde dietro una maschera, che ripudia il suo cognome, perché i soldi non sono la felicità e non la possono comprare. L’amore va oltre il denaro, segue il richiamo di un’anima che canta un dolore in cui l’altro si riconosce. 

Ho amato la famiglia Montgomery. Adorato Tex, un fratello troppo geloso protettivo perché si sente in difetto, perché non ha potuto essere presente quando il buio inghiottiva la sua sorellina. Due personalità di spicco quelle di Eire e Syria, con un modo completamente diverso di affrontare ciò che la vita mette loro davanti, ma unite in quell’amore verso una sorella che ha perso la voglia di vivere. 

Un libro dalle mille sfumature, come la musica, che viaggia su quelle note che possono avvicinare o allontanare due persone. I complimenti vanno a Valentina C. per aver saputo, a suo modo, rendere giustizia a tutte quelle donne che perdono una parte di sé stesse. 

Le cinque piume sono stra meritate, forse anche più, per un romanzo che mi ha toccato nel profondo. E un grazie è d’obbligo all’autrice, per il suo modo di scrivere, per una storia che è diventata una canzone, e per aver descritto una famiglia e quei valori che non sono sempre scontati.

A presto