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25 giugno 2026

RECENSIONE - Di Cera e Carne - di Penelope White





Titolo: Di Cera e Carne

Genere: Thriller Psicologico

Autore: Penelope White

Editore: Self publishing

Formato: Ebook e Cartaceo (GRATIS su KU)

Pagine: 477

Prezzo eBook: 2.99 euro – PREZZO LANCIO 0.99 per i primi 3 giorni

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 21 maggio 2026




Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.

Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.

Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.

Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.

Ora Nathaniel è scomparso.

Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.

Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.

E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.


Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.


L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.

 “Cresciuta nella Brigata ‘Folgore’, ho passato anni tra il 187° e il 186° Reggimento. Kosovo, Afghanistan, Iraq (…). Poi il corso incursori del Nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin? (…). Prima donna a superarlo. Prima donna in operazioni NATO, tra Europa dell’Est e scenari ostili (…). Se il Col Moschin è stato il buio, il COFS è stato il nulla (…)”. Cristina De Giovis è un soldato, una donna addestrata a sopravvivere, non ad amare, eppure l’incontro con Nathaniel, bambino bulgaro salvato da un traffico di minori, incrina la sua corazza al punto che decide di adottarlo e, per amor suo, sceglie di diventare madre e abbandona il campo a favore di un lavoro d’ufficio.

Nathaniel è un bambino silenzioso, osservatore e di intelligenza sopraffina, “vede tutto”, non gli sfuggono i particolari e lo affascinano gli studi scientifici, grazie al vicino di casa, Diego, veterinario, che gli fa un po’ da padre dal momento che trascorrono tanto tempo insieme. Diventato ragazzo, si accentua in Nathaniel il senso della misura senza alcuna sbavatura, è un ragazzo tranquillo, molto acuto, che a differenza dei suoi coetanei fa dei discorsi impegnativi, che riflette insieme alla madre sull’etica della responsabilità di Weber: “agisci per le conseguenze, non per i valori”, cioè “fai qualcosa perché lo ritieni giusto, non perché qualcuno ti guarda (…). Non è morale assoluta (…) non è religione (…). È una scelta”. Ma, dice Nathaniel: “la responsabilità individuale presuppone una base, no? Una rete (…). Ma se uno nasce fuori rete? (…) se non ha niente da perdere, nessuno da deludere… da dove viene la sua etica? (…) su cosa si regge il suo giudizio?”.

Cristina ha imparato da subito a rispettare i silenzi e gli spazi di Nathaniel, ama profondamente questo figlio che ha scelto e quando sparisce in modo misterioso ritrova dentro di sé il militare che è stata e si getta nella disperata ricerca che dura anni e mette a dura prova gli equilibri, già precari, di una famiglia che si è nel frattempo formata.

“Ogni amore è una forma di follia”, quello di Cristina si trasforma in ossessione: non vive più come donna, o come madre di un’altra figlia, ma come un soldato addestrato a svolgere e portare a termine la sua missione. Ma ci sono cose “si scelgono pur sapendo che costeranno tutto”…

In triplice pov (Cristina, il rapitore e il rapito), è un thriller psicologico avvincente e che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine, che ti fa sussultare di stupore, ti sconvolge e ti avvince mentre ti trascina profondamente con sé verso pesanti rivelazioni. Devo dire che alla fine della lettura non ho tirato un sospiro di sollievo, ma mi sono sentita sopraffatta da profonda angoscia riflettendo sui lati oscuri della psiche e della mente umane…









 

08 giugno 2026

RECENSIONE - La famiglia affidataria - di Nicole Trope




Nella loro casa per le vacanze, a pochi passi dalla spiaggia, Elizabeth compone il numero della polizia con le mani tremanti. «Il mio bambino… è scomparso.»

Elizabeth è la madre affidataria di Joe, ma lo ama come se fosse suo. Il piccolo di cinque anni, che adora i supereroi e osservare gli uccellini fuori dalla finestra, è il figlio che ha sempre sognato. Guardando il giardino dove stava giocando pochi istanti prima, sente il cuore strapparsi dal petto.

Avrebbe dovuto salvare Joe dalla madre naturale, la donna che quasi gli ha negato la possibilità di vivere. La stessa che ora cerca disperatamente di riaverlo con sé.

Avrebbe dovuto proteggere Joe da suo marito. L’uomo che, in questo momento, mente alla polizia dicendo di essere in cucina a preparare la colazione quando Joe è sparito. Colui che le stringe la spalla, intimandole di tacere.

Avrebbe dovuto vegliare su Joe. Ora sono a pochi passi dall’oceano, e il piccolo Joe non sa nuotare.

Poi, nell’acqua, viene trovato il piccolo sandalo blu di Joe. Se è successo davvero il peggio – l’impensabile – Elizabeth non potrà mai perdonarsi. E se fosse stato il segreto che nasconde da anni, la colpa che la divora dentro, a mettere in pericolo il suo bambino?

È arrivato il momento di dire la verità – anche se significa perdere il figlio che è il suo intero mondo. Anche se potrebbe costarle la vita.

Un thriller psicologico assolutamente avvincente, pieno di colpi di scena, sui segreti di famiglia, un matrimonio al limite e il confine mortale tra amore e odio. Perfetto per i lettori di Lisa Jewell, Liane Moriarty e Freida McFadden.



Australia, Gilmore Beach.

Gordon Perry, che vive nella casa di fronte a quella presa in affitto dagli Ealy, quella mattina, di ritorno dalla passeggiata in spiaggia, non è affatto sorpreso dal trovare un’auto della polizia davanti alla loro abitazione.
Lui stesso non saprebbe spiegare il perché, la sua memoria lo tradisce, sa che c’è qualcosa che dovrebbe ricordare, ma il pensiero, così come si affaccia alla sua mente, fugge via, lasciandolo con un gravoso senso di vuoto.
È stata Elizabeth a chiamare la polizia, pochi istanti di distrazione e Joe, il figlio adottivo di cinque anni, è scomparso.
All’arrivo degli agenti la donna è visibilmente agitata, a disagio di fronte alle domande che le vengono poste.
Invece il marito, Howard, anche se il tono di voce lascia trasparire la preoccupazione, mostra calma e tranquillità, il suo viso è una maschera.

La narrazione di questo thriller psicologico si muove seguendo spazi temporali diversi, il crescendo della tensione è dettata dal doppio punto di vista, quello di Elizabeth e quello di Gordon.
La donna, partendo dal giorno della scomparsa del bambino, si apre confessando una vita infelice, dominata dalla paura e dalla solitudine, consapevole di non avere le forze necessarie per uscire dalla spirale di violenza e di soprusi che la sta annientando.
L’adozione del bambino sembrava essere un nuovo inizio ma il breve periodo di felicità è stato spazzato via dalla sua incapacità di rompere l’insano vincolo che la lega ad un uomo aggressivo e manipolatore, egocentrico e mentalmente instabile.
Gordon, ex insegnante che nel corso della sua carriera ha visto tanti ragazzi in difficoltà e che non ha mai taciuto di fronte alle ingiustizie, oggi è anziano, debole, tanto che lui stesso dubita dei propri ricordi, eppure si accorge, in quei pochi giorni, che Howard non è una brava persona.
La forsennata ricerca del bambino è una lotta contro il tempo che mette a nudo le debolezze umane. Non è più tempo né di tacere né di mentire.
La vita a volte riserva sorprese e strane coincidenze ma quel che emerge prepotentemente dalla lettura di questo thriller è la frustrazione che deriva dall’impotenza nel contrastare la violenza, dalla consapevolezza che nessuno dà peso a ciò che dicono le persone più fragili.

Più si è vulnerabili e più si diventa vittime.

Eppure, alla fine, la soluzione paradossalmente la si trova prestando attenzione ai vuoti di memoria di un anziano affetto da demenza senile.




 

20 maggio 2026

RECENSIONE - La Tata Perfetta - di Shalini Boland




“Mamma, non c’è più…”

Gemma Ballantine si sta preparando per andare al lavoro una mattina, quando la figlia maggiore scende di corsa dalle scale pronunciando le parole che ogni madre teme.

La porta d’ingresso è spalancata. E
la sua bambina di sei anni è scomparsa. In preda al panico, Gemma si lancia in una ricerca frenetica e angosciante.

Dopo quello che sembra un tempo infinito, la suocera
Diane trova Katie che vaga smarrita a poche strade di distanza. Sollevata nel riabbracciare la sua figlia più piccola, inspirando il dolce profumo dei suoi capelli, Gemma crede che l’incubo sia finito.

Ma presto la sua famiglia perfetta comincia a sgretolarsi.

E capisce che quello era solo l’inizio…

Dall’autrice bestseller di La madre segreta e Il bambino della porta accanto, un thriller psicologico irresistibile, fatto di segreti, bugie e tradimenti, che vi lascerà senza fiato di fronte al colpo di scena finale. Se avete amato L’amore bugiardo, La ragazza del treno e Una di famiglia, questo libro fa per voi.





Se c’è una cosa che ho imparato leggendo thriller psicologici, è che quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, di solito... non lo è. Ed è esattamente questa sensazione di costante disagio che mi ha accompagnata durante tutta la lettura di "La tata perfetta" di Shalini Boland.

Fin dalle prime pagine, mi sono immedesimata in Gemma, la protagonista. È una madre esausta, sopraffatta dalla gestione del lavoro, delle figlie e della casa, che vede in Sadie — la tata posata, impeccabile e dolce che compare quasi per miracolo — la risposta a tutte le sue preghiere. Ma, mentre Gemma ricomincia a respirare, io ho iniziato a sentire il fiato corto. Perché Sadie è troppo perfetta ai loro occhi e mano mano sta mettendo in moto un piano per non so cosa. Troppo presente, cerca di mettere zizzania e manipolare le bambine, ma cosa cerca di fare veramente? Lo lascio scoprire a voi, e sono sicura rimarrete esterrefatti quanto me, che avevo immaginato diversi scenari.

Quello che mi ha colpito di più è come la Boland riesca a insinuare il dubbio in ogni gesto quotidiano. Uno sguardo di troppo, quella sottile sensazione che qualcuno stia occupando il tuo spazio, non solo fisico ma emotivo. La scrittura è scorrevole, quasi magnetica: mi sono ritrovata a girare le pagine freneticamente, vittima di quella curiosità morbosa che solo i grandi thriller psicologici sanno scatenare.

La narrazione è impeccabile,  proprio quando pensavo di aver capito tutto, mi son dovuta ricredere. La Boland è stata una maestra nel manipolare le aspettative: semina indizi, ti spinge a formulare teorie e poi, con un colpo di mano brutale, ribalta la situazione.

E poi, parliamo del finale. Non voglio fare spoiler. È uno di quei finali che ti costringono a ripercorrere mentalmente tutto il libro, facendoti esclamare: "Ma come ho fatto a non vederlo o non capirlo?". 

Se cercate una lettura che vi tenga incollate al divano, che vi faccia dubitare di chiunque entri in casa vostra e che vi lasci con la mascella spalancata, questo libro deve finire dritto nella vostra lista dei desideri.

Buona Lettura!







 

09 marzo 2026

RECENSIONE - Infedele - di Natalie Barelli







“Grazie”, dico dolcemente quando lei mi dice che sono fortunata ad avere una famiglia così bella. Ma vorrei dirle che non è solo fortuna. Una famiglia è come una fortezza che devi difendere tutto il tempo. Non puoi rilassarti perché c’è sempre qualcuno che cerca una breccia, sempre qualcuno che prova a entrare. Qualcuno proprio come lei…

Quando arrivo senza preavviso nello studio di mio marito, in cerca di una spalla su cui piangere dopo aver saputo che il mio miglior studente, Alex, è morto, vedo due bicchieri di vino che si stanno asciugando accanto al lavandino e la mia paura più profonda si conferma: 
mio marito ha una relazione.

La maggior parte delle donne cadrebbe in ginocchio in lacrime e lo caccerebbe di casa – ma io semplicemente non riesco a farlo.

Invece torno a casa e preparo una cena salutare per i nostri figli, porto fuori il cane e svuoto la lavastoviglie senza lamentarmi. Farò in modo che lui veda che sono ancora la donna che ha sposato: attraente, di successo, il collante che tiene insieme la nostra famiglia perfetta. 
Ho bisogno che questo matrimonio funzioni per proteggere un terribile segreto tutto mio, qualcosa che distruggerebbe tutto ciò per cui ho già sacrificato così tanto.

Ma quando la polizia arriva alla mia porta facendo domande sulla morte di Alex a cui non so rispondere, e iniziano ad apparire messaggi minacciosi sul mio telefono, capisco che qualcuno vicino a me mi sta osservando molto attentamente.

La verità è che nel mio matrimonio siamo in tre, ma solo uno di noi è davvero pericoloso…

Un thriller psicologico assolutamente avvincente, con un colpo di scena che ti lascerà senza fiato, perfetto per chiunque sia rimasto con la voglia di leggere ancora dopo L’amore bugiardo, Una di famiglia e Un matrimonio perfetto.


La protagonista, Anna Sanchez, è professoressa di matematica all’Università dove ha fatto domanda per ottenere la cattedra ordinaria. Tutto sembra andare bene nella sua vita: ha una famiglia per la quale farebbe di tutto pur di proteggerla, un marito che ama che dal quale è ricambiata, è lusingata dalle attenzioni di Geoff il capo del dipartimento di matematica dove lavora e, in più, segue il suo studente geniale, Alex, che è riuscito a dimostrare, grazie a lei (ed è per questo che la vuole come co-autrice della sua tesi di dottorando), una congettura matematica che ha sfidato per anni tutti i matematici e gli scienziati. Eppure, sebbene sia una donna in gamba, Anna spesso si sente inadeguata e in quei momenti si fa strada dentro di lei la voce pretenziosa della madre “come un grosso peso ingombrante” che la trascina giù.

All’improvviso il mondo di Anna si capovolge e tutte le certezze crollano: il suo studente modello e maniacale si suicida prima di rendere pubblica la soluzione della congettura matematica, lei vede sfumare la possibilità di avere il posto ordinario in facoltà e, ciò che è peggio, le si accende dentro prima il sospetto, poi la certezza che suo marito la tradisca.

Anna sembra essere una donna debole: osserva l’amante del marito ammirandone la raffinatezza e l’eleganza e in confronto lei si percepisce con la grazia di una papera, ma in realtà è una donna forte poiché si arma di quella forza silenziosa che le permette di migliorarsi e lottare per tenersi stretto il marito. Anna lotta: lotta per se stessa quando decide, dopo mille angherie e ingiustizie che le stanno piombando addosso, di prendere qualcosa per sé. Lotta, nonostante i sensi di colpa e le forti paure, per la rabbia che prova nell’aver realizzato di essere stata solo una pedina nelle mani di chiunque si sia approfittato della sua disponibilità ed empatia. E cambia le cose. Ma si sa che ogni medaglia ha due facce: i cambiamenti per Anna saranno in meglio o in peggio? A voi scoprirlo, perché quando si recensisce un thriller non bisogna dire molto e, di certo, non vi toglierò il gusto della suspense molto alta grazie a fraintendimenti e falsi depistaggi fatti ad arte e ben orchestrati dall’autrice fino ai colpi di scena finali sconcertanti.

Ottimo.










 

23 gennaio 2026

RECENSIONE - Le verità nascoste - la farfalla, il corvo e la rosa - di Lena Crow

 




Tra le nebbie perenni di Loch Lomond si erge l'austera Ravenshade School, un istituto elitario che nasconde segreti antichi quanto le sue mura di pietra. È qui che Grace Miller decide di trasferirsi per frequentare l'ultimo anno, spinta da un unico obiettivo: scoprire la verità sulla morte della sua gemella, Eleanor.
Ben presto, però, le indagini di Grace disturbano qualcosa che doveva rimanere sepolto. Biglietti minacciosi firmati da un’entità che si fa chiamare "Il Corvo" iniziano ad apparire ovunque, intimandole di smettere di cercare.
Tra balli in maschera, scoperte inquietanti e un'attrazione proibita che rischia di farle perdere la lucidità, Grace dovrà capire di chi fidarsi prima che sia troppo tardi. Perché alla Ravenshade nessuno è davvero innocente, e il confine tra la verità e la menzogna è sottile come il ghiaccio che ricopre il lago scuro in attesa della prossima vittima.
Riuscirà Grace a far emergere le verità nascoste, o finirà per essere inghiottita dallo stesso buio che ha preso sua sorella?

 Un legame speciale ha sempre unito Eleanor e Grace.

Il filo invisibile che unisce i gemelli, la felicità di un’infanzia serena, poi il dolore per la perdita della madre.

Eleanor frequentava la Ravenshade School, un’immensa magione inserita fra le colline, e si è uccisa lasciando un biglietto “Non posso più continuare, mi dispiace.”

Grace non crede al suicidio e si iscrive anche lei alla scuola, decisa a scoprire cosa sia veramente accaduto alla gemella.

Evidentemente la presenza di Grace non è gradita e i dubbi aumentano.

Chi fra gli allievi della scuola mente?

Di chi si può fidare?

Ben presto Grace si rende conto che Eleanor aveva dei segreti e i timori si trasformano in terrore quando inizia a ricevere inquietanti messaggi firmati “Il Corvo” che la minacciano e le intimano di smettere di fare domande.

L’ambientazione di questo romanzo è piacevole, la tensione capitolo dopo capitolo si mantiene alta. 

Molte frasi ad effetto e tanti colpi di scena.

I personaggi però sono poco caratterizzati, non vengono ben definiti e la trama nel finale risulta un pochino affrettata, debole, i tanti indizi disseminati nel corso della lettura non vengono sufficientemente risolti.

Essendo un’opera prima giustifico le imperfezioni e mi piacerebbe leggere un nuovo lavoro di Lena Crow, magari un tantino più originale e lineare.






15 gennaio 2026

RECENSIONE - Finché crimine non ci separi - di Maria Teresa Steri




Titolo: Finché crimine non ci separi
Autore: Maria Teresa Steri
Data di pubblicazione: 5 dicembre 2025
Genere: thriller psicologico
Pagine: 366
Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 12 €
Disponibile con abbonamento Kindle Unlimited.

 
“Stella... lo ha ucciso lei”.
Sono le ultime parole che Nico riesce a cogliere dall' uomo appena travolto da un furgone. Dovrebbe riferirle alla polizia? O è meglio tacere?
Tutto si complica quando incontra Stella, la moglie della vittima: una donna magnetica ed enigmatica, con un passato oscuro che la perseguita.
Tornato al suo paese natale per ricucire i rapporti con l'amata cugina Viola, Nico si ritrova intrappolato in una rete di segreti e menzogne sempre più stretta. Stella lo manipola, lo seduce, lo trascina in un patto da cui non può più tirarsi fuori – mentre Viola, fragile e imprevedibile, precipita in un baratro da cui nessuno potrà più salvarla.
Ogni tentativo di coprire un crimine ne genera un altro, in una spirale di colpa e disperazione dove nessuno è davvero innocente. Tre vite si intrecciano verso un punto di non ritorno. Perché quando si sceglie di proteggere a ogni costo chi si ama, il confine tra giusto e sbagliato si dissolve in fretta.



 Nico ritorna al suo minuscolo paese natale, Foscone, per ricucire i rapporti interrotti con la cugina Viola, approfittando della notizia che lei è prossima alle nozze. Il loro è sempre stato un legame molto forte, ecco perché lui non riesce a capacitarsi di questo allontanamento di cui sospetta la causa sia il compagno della cugina, Andrea. Mentre Nico cerca di trovare il coraggio di avvicinarsi a Viola, assiste a una lite fra uomini, finché uno dei due per sfuggire alle minacce dell’altro scappa finendo travolto in un incidente. È Nico a soccorrerlo e a raccogliere dal malcapitato, Mariano Cellini, la frase “è stata lei a ucciderlo”. Da qui inizia la trama vera e propria di questo thriller psicologico dove la necessità di salvarsi la pelle fa a pugni con la coscienza e la morale: l’incidente capitato a Mariano, il volere riconquistare la cugina da parte di Nico, l’organizzazione di una cena, intrecciano le vite dei personaggi in segreti, crimini e speranza di un riscatto che proviene dai giochi di diffidenza e fiducia obbligatoria fra estranei.

Sono tutti personaggi di un certa caratura i protagonisti di questo libro: non ci sono buoni e cattivi, ma solo individui che dinnanzi a una scelta, scorretta o pessima, mostrano di avere soglie di corruttibilità differenti per poi ritrovarsi sullo stesso piano, più o meno complici. E non ci sono neanche vittime vere e proprie, perché anche di quelle, sono mostrati i risvolti della medaglia. Certamente sono personaggi che affascinano proprio per questa ambiguità, per questo stare in equilibrio (neanche tanto stabile, in verità) tra bene e male: Nico, uomo per bene, padre di famiglia responsabile e corretto si troverà a fare i conti con la sua integrità morale in nome dell’amore per la cugina Viola; Stella, donna sofisticata, intelligente, composta e riflessiva sembra avere un’anima nera, nonostante gli innumerevoli ripensamenti sulle azioni passate e future e, a volte, i sensi di colpa liquidati con la considerazione che “ciò che è stato fatto bisognava farlo per limitare i danni”; Viola, colei che ti intenerisce con la sua continua lotta (perdente) contro la bilancia e ti sconvolge con la sua puerilità e il suo candore indefinibili, una personalità multiforme che si mostra nella sua reale essenza nel momento in cui viene meno la sua più grande consolazione: il micio Mammolo.

Il confine fra ciò che è giusto perché universalmente riconosciuto e ciò che si ritiene personalmente giustificato per l’amore che si prova verso una persona è davvero labile in questo nuovo lavoro della Steri: non riesci ad amare o odiare questo o quell’altro personaggio, ma solo a seguirne gli eventi ringraziando di non dover essere tu a fare determinate scelte e sperando di non doverti trovare mai a farle, perché puoi ritenerti integro quanto vuoi, ma non lo sai mai fino in fondo se non ti trovi a tu per tu con “la scelta” che cambierà tutto. Una considerazione, certo, l’ho fatta: quando si rompono certi rapporti, forse bisognerebbe accettarli e non cercare di ricucirli, forse quella potrebbe essere una rottura salvifica!










 

12 febbraio 2025

RECENSIONE - L'ultima parola - di Taylor Adams

 





Taylor Adams, L’ULTIMA PAROLA
Thriller
Traduzione dall’inglese di Alice Laverda
Prezzo: 16,90€, Pagine: 336
Timecrime
Uscita: 22 novembre 2024

Emma Carpenter vive isolata con Laika, il suo golden retriever, facendo da custode a una vecchia casa sulla spiaggia della costa piovosa dello Stato di Washington. I suoi unici contatti umani sono l’enigmatico vicino, Deek, e la proprietaria di casa, Jules. Un giorno legge un raccapricciante romanzo horror di H.G. Kane, scritto malissimo, e pubblica una recensione a una stella. Il post la trascina in poco tempo in un’accesa discussione online con nientemeno che l’autore stesso. All’inizio sembra innocua, ma presto Emma si rende conto che da quel momento hanno iniziato a verificarsi incidenti notturni a dir poco inquietanti. Non si tratta di una semplice coincidenza, e la paura comincia a crescere. Scavando nella vita e nel lavoro di Kane, Emma scopre che ha pubblicato altri sedici romanzi altrettanto sadici e con al centro uno stalking destinato a concludersi in omicidio. Ma chi è veramente H.G. Kane? E se c'è lui dietro a tutto questo, come ha fatto a trovarla? Di cos’altro è capace? Dopo aver pubblicato una recensione negativa di un romanzo, un’appassionata lettrice inizia a chiedersi se l’autore sia solo un po’ suscettibile oppure molto pericoloso, in questo avvincente thriller psicologico.


Oggi vi parlo del thriller psicologico, "L'ultima parola" dell'autore Taylor Adams.

La storia di Emma Carpenter, una donna che si ritrova coinvolta in una pericolosa spirale di eventi dopo aver scritto una recensione negativa di un romanzo horror, è avvincente e inquietante.

Emma è una protagonista forte e determinata, ma anche vulnerabile e insicura. Si porta dietro un dolore atroce del passato che ha condizionato la sua vita, fino a scappare ed isolarsi in una casa sulla spiaggia insieme alla sua pelosa Laika.

 L'autore riesce a scavare a fondo nella psicologia dei personaggi, rendendoli credibili e coinvolgenti. I personaggi sono ben sviluppati e realistici, con le loro fragilità e i loro segreti che man mano usciranno fuori.

Adams crea un'atmosfera di suspense e tensione che cresce gradualmente, mi ha tenuto per tutta la lettura con il fiato sospeso. La narrazione è serrata e incalzante, con un ritmo che non lascia respiro, non ci si annoia mai. La trama è ben strutturata e ricca di colpi di scena.

Il romanzo affronta temi attuali e rilevanti come l'uso dei social media, la privacy online e i pericoli del cyberbullismo. Sicuramente invita a riflettere sulla natura umana e sulla società in cui viviamo a volte fuori di testa.

Consiglio la lettura a tutti gli amanti dei thriller psicologici, dove tutto è da ricostruire e segreti nascosti da portare alla luce.

Buona lettura!







14 novembre 2024

RECENSIONE - Sarò il tuo Mecenate - di Maria Teresa Steri

 



Titolo: Sarò il tuo Mecenate

Autore: Maria Teresa Steri

Data di pubblicazione: 25 settembre 2024

Genere: thriller psicologico

Pagine: 510


Francesca è scomparsa da un giorno all’altro. Ha lasciato dietro di sé una vita intera: la casa, il lavoro, gli affetti, il marito Cesare. Ha scelto di seguire un nuovo amore, Alex, un uomo affascinante e premuroso, che sembra comprendere i suoi desideri più profondi. Al suo fianco, Francesca spera di realizzare un sogno mai abbandonato: scrivere un romanzo.

Tutto sembra perfetto. Ma pian piano, l'apparente felicità inizia a incrinarsi. Francesca si accorge che Alex è ossessionato dalla sua creatività e cerca in tutti i modi di manipolarla e isolarla.

Nel frattempo, Cesare deve affrontare il dolore dell’abbandono, mentre si ritrova a gestire un B&B che non ha mai voluto. Scoprire dov’è finita Francesca diventa la sua ossessione. Finché un giorno al B&B si presenta un uomo che sembra conoscere i segreti di Alex e porta con sé rivelazioni inquietanti. E Cesare comprende che Francesca è finita in una trappola perversa da cui potrebbe non esserci via d’uscita.

Seguire i propri sogni ha sempre un prezzo. A volte, è anche estremamente pericoloso.




Francesca scappa via di casa nottetempo, di nascosto, lasciandosi alle spalle tutto a parte i quaderni dei suoi appunti, preziosi perché lei sogna di scrivere un romanzo, quel romanzo per il quale gli impegni familiari e di lavoro al b&b che gestisce con il marito e la cognata, sembrano egoisticamente rubarle tempo. Non si domanda cosa ne sarà di lei, infiammata da un nuovo amore: Alex.


Il thriller psicologico della Steri, mette qui in risalto personaggi che sono vittime ma allo stesso tempo carnefici: Francesca vittima della routine, poi degli eventi legati alla nuova vita con Alex, ma anche carnefice poiché infligge una grave sofferenza al marito Cesare che quindi si ritrova vittima a sua volta dell’abbandono della moglie, della quale però, inconsapevolmente è stato carnefice spegnendo il matrimonio nell’ovvietà e nella scontatezza; Alex apparentemente esclusivo carnefice di tutte le persone che hanno avuto e hanno a che fare con lui, ma in ultima analisi anche lui vittima del suo passato familiare che lo ha segnato per sempre in modo profondo e malato. Un po’ la sua vicenda porta a provare pena o simpatia per lui, soprattutto guardandolo con gli occhi innamorati di Francesca, e in certi momenti, quasi, si apprezza questa figura comunque colta e innamorata di ogni forma d’arte, ma non si può seguirla nella sua ricerca dell’opera perfetta fino allo stremo, ad ogni costo; il professor Belli, importante ponte d’unione fra due storie che apparentemente non condividono nulla e, invece, sono strettamente intrecciate; Forse unica, sola, vittima è Olly, sorella di cesare, che non ha la capacità intellettiva di saper discernere il bene dal male…

In realtà di personaggi ce ne sono diversi altri, ognuno con caratteristiche proprie ben sviluppate, ciononostante nessuno prevale sull’altro poiché l’autrice riesce benissimo a narrarci, in forma impassibile e senza sconti, vizi e virtù di ognuno di essi.

Non ci sono vinti né vincitori, solo tanto vuoto. Ogni personaggio rivela un vuoto dentro che anela a colmare, cambiano però le modalità che possono essere, a seconda del caso, corrette, discutibili o malate.

Scrittura densa, la tensione non manca e, a tratti, ti auguri che quel determinato momento di angoscia abbia presto conclusione.

Ben scritto.