20 maggio 2026

RECENSIONE - La Tata Perfetta - di Shalini Boland




“Mamma, non c’è più…”

Gemma Ballantine si sta preparando per andare al lavoro una mattina, quando la figlia maggiore scende di corsa dalle scale pronunciando le parole che ogni madre teme.

La porta d’ingresso è spalancata. E
la sua bambina di sei anni è scomparsa. In preda al panico, Gemma si lancia in una ricerca frenetica e angosciante.

Dopo quello che sembra un tempo infinito, la suocera
Diane trova Katie che vaga smarrita a poche strade di distanza. Sollevata nel riabbracciare la sua figlia più piccola, inspirando il dolce profumo dei suoi capelli, Gemma crede che l’incubo sia finito.

Ma presto la sua famiglia perfetta comincia a sgretolarsi.

E capisce che quello era solo l’inizio…

Dall’autrice bestseller di La madre segreta e Il bambino della porta accanto, un thriller psicologico irresistibile, fatto di segreti, bugie e tradimenti, che vi lascerà senza fiato di fronte al colpo di scena finale. Se avete amato L’amore bugiardo, La ragazza del treno e Una di famiglia, questo libro fa per voi.





Se c’è una cosa che ho imparato leggendo thriller psicologici, è che quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, di solito... non lo è. Ed è esattamente questa sensazione di costante disagio che mi ha accompagnata durante tutta la lettura di "La tata perfetta" di Shalini Boland.

Fin dalle prime pagine, mi sono immedesimata in Gemma, la protagonista. È una madre esausta, sopraffatta dalla gestione del lavoro, delle figlie e della casa, che vede in Sadie — la tata posata, impeccabile e dolce che compare quasi per miracolo — la risposta a tutte le sue preghiere. Ma, mentre Gemma ricomincia a respirare, io ho iniziato a sentire il fiato corto. Perché Sadie è troppo perfetta ai loro occhi e mano mano sta mettendo in moto un piano per non so cosa. Troppo presente, cerca di mettere zizzania e manipolare le bambine, ma cosa cerca di fare veramente? Lo lascio scoprire a voi, e sono sicura rimarrete esterrefatti quanto me, che avevo immaginato diversi scenari.

Quello che mi ha colpito di più è come la Boland riesca a insinuare il dubbio in ogni gesto quotidiano. Uno sguardo di troppo, quella sottile sensazione che qualcuno stia occupando il tuo spazio, non solo fisico ma emotivo. La scrittura è scorrevole, quasi magnetica: mi sono ritrovata a girare le pagine freneticamente, vittima di quella curiosità morbosa che solo i grandi thriller psicologici sanno scatenare.

La narrazione è impeccabile,  proprio quando pensavo di aver capito tutto, mi son dovuta ricredere. La Boland è stata una maestra nel manipolare le aspettative: semina indizi, ti spinge a formulare teorie e poi, con un colpo di mano brutale, ribalta la situazione.

E poi, parliamo del finale. Non voglio fare spoiler. È uno di quei finali che ti costringono a ripercorrere mentalmente tutto il libro, facendoti esclamare: "Ma come ho fatto a non vederlo o non capirlo?"

Se cercate una lettura che vi tenga incollate al divano, che vi faccia dubitare di chiunque entri in casa vostra e che vi lasci con la mascella spalancata, questo libro deve finire dritto nella vostra lista dei desideri.

Buona Lettura!







 

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