Nico ritorna al suo minuscolo paese natale, Foscone, per ricucire i rapporti interrotti con la cugina Viola, approfittando della notizia che lei è prossima alle nozze. Il loro è sempre stato un legame molto forte, ecco perché lui non riesce a capacitarsi di questo allontanamento di cui sospetta la causa sia il compagno della cugina, Andrea. Mentre Nico cerca di trovare il coraggio di avvicinarsi a Viola, assiste a una lite fra uomini, finché uno dei due per sfuggire alle minacce dell’altro scappa finendo travolto in un incidente. È Nico a soccorrerlo e a raccogliere dal malcapitato, Mariano Cellini, la frase “è stata lei a ucciderlo”. Da qui inizia la trama vera e propria di questo thriller psicologico dove la necessità di salvarsi la pelle fa a pugni con la coscienza e la morale: l’incidente capitato a Mariano, il volere riconquistare la cugina da parte di Nico, l’organizzazione di una cena, intrecciano le vite dei personaggi in segreti, crimini e speranza di un riscatto che proviene dai giochi di diffidenza e fiducia obbligatoria fra estranei.
Sono tutti personaggi di un certa caratura i protagonisti di questo libro: non ci sono buoni e cattivi, ma solo individui che dinnanzi a una scelta, scorretta o pessima, mostrano di avere soglie di corruttibilità differenti per poi ritrovarsi sullo stesso piano, più o meno complici. E non ci sono neanche vittime vere e proprie, perché anche di quelle, sono mostrati i risvolti della medaglia. Certamente sono personaggi che affascinano proprio per questa ambiguità, per questo stare in equilibrio (neanche tanto stabile, in verità) tra bene e male: Nico, uomo per bene, padre di famiglia responsabile e corretto si troverà a fare i conti con la sua integrità morale in nome dell’amore per la cugina Viola; Stella, donna sofisticata, intelligente, composta e riflessiva sembra avere un’anima nera, nonostante gli innumerevoli ripensamenti sulle azioni passate e future e, a volte, i sensi di colpa liquidati con la considerazione che “ciò che è stato fatto bisognava farlo per limitare i danni”; Viola, colei che ti intenerisce con la sua continua lotta (perdente) contro la bilancia e ti sconvolge con la sua puerilità e il suo candore indefinibili, una personalità multiforme che si mostra nella sua reale essenza nel momento in cui viene meno la sua più grande consolazione: il micio Mammolo.
Il confine fra ciò che è giusto perché universalmente riconosciuto e ciò che si ritiene personalmente giustificato per l’amore che si prova verso una persona è davvero labile in questo nuovo lavoro della Steri: non riesci ad amare o odiare questo o quell’altro personaggio, ma solo a seguirne gli eventi ringraziando di non dover essere tu a fare determinate scelte e sperando di non doverti trovare mai a farle, perché puoi ritenerti integro quanto vuoi, ma non lo sai mai fino in fondo se non ti trovi a tu per tu con “la scelta” che cambierà tutto. Una considerazione, certo, l’ho fatta: quando si rompono certi rapporti, forse bisognerebbe accettarli e non cercare di ricucirli, forse quella potrebbe essere una rottura salvifica!

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Lo letto ed è veramente bello lo consiglio vivamente
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