"Le petit sort" nasce da un libro di una sconosciuta, commissionato da Inge per rabbia e per dispetto nei confronti dell'amico Andrea e realizzato dall'autrice Raia. La sua lettura lasciata e poi ripresa nel tempo dal protagonista Andrea, suscita una serie di reazioni e di trasformazioni significative. Conoscere e riconoscere le attitudini di ognuno, insieme alla strada della propria autentica realtà, resta l'impresa.
Oggi vi parlo di "Le Petit Sort" di Filomena Iovinella, che è stata per me un'immersione completa nelle correnti sotterranee dell'animo umano.
La narrazione prende il via da un paradosso: un atto di risentimento. Ma le parole hanno un potere che sfugge al controllo di chi le evoca. Quello che doveva essere un colpo basso si trasforma in un catalizzatore di rinascita. Andrea da semplice lettore diventa un uomo che accetta la sfida del testo, lasciandosi scalfire, modellare e infine guarire da una storia che sembra scritta apposta per lui.
La penna di Filomena Iovinella è pura poesia in movimento. Elegante, densa di simbolismi e mai scontata. Non descrive solo luoghi, ma stati d’animo. La sua scrittura infatti è un flusso ininterrotto di immagini e sensazioni.
I suoi personaggi sono ritratti con una lucidità disarmante: sono feriti, complessi, straordinariamente imperfetti. È nella loro cruda e toccante umanità che il romanzo trova il suo cuore pulsante, spingendoci a riconoscere in loro frammenti della nostra stessa esistenza.
Accanto ad Andrea e Inge, ruotano diverse figure, ma quella che a mio avviso spicca di più è sicuramente Raia, la scrittrice misteriosa le cui parole bruciano e illuminano al tempo stesso, capaci di entrare nel profondo degli animi.
La trama, seppur colta e stratificata, mantiene un ritmo incalzante che tiene legati alle pagine, desiderosi di scoprire dove porterà questo "incantesimo" letterario.
Consiglio la lettura a chi non teme di guardarsi dentro, a un pubblico che cerca nella letteratura una bussola per l'interiorità.
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