Titolo: Di Cera e Carne
Genere: Thriller Psicologico
Autore: Penelope White
Editore: Self publishing
Formato: Ebook e Cartaceo (GRATIS su KU)
Pagine: 477
Prezzo eBook: 2.99 euro – PREZZO LANCIO 0.99 per i primi 3 giorni
Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 21 maggio 2026
Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.
Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.
Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.
Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.
Ora Nathaniel è scomparso.
Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.
Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.
E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.
Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.
L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.
“Cresciuta nella Brigata ‘Folgore’, ho passato anni tra il 187° e il 186° Reggimento. Kosovo, Afghanistan, Iraq (…). Poi il corso incursori del Nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin? (…). Prima donna a superarlo. Prima donna in operazioni NATO, tra Europa dell’Est e scenari ostili (…). Se il Col Moschin è stato il buio, il COFS è stato il nulla (…)”. Cristina De Giovis è un soldato, una donna addestrata a sopravvivere, non ad amare, eppure l’incontro con Nathaniel, bambino bulgaro salvato da un traffico di minori, incrina la sua corazza al punto che decide di adottarlo e, per amor suo, sceglie di diventare madre e abbandona il campo a favore di un lavoro d’ufficio.
Nathaniel è un bambino silenzioso, osservatore e di intelligenza sopraffina, “vede tutto”, non gli sfuggono i particolari e lo affascinano gli studi scientifici, grazie al vicino di casa, Diego, veterinario, che gli fa un po’ da padre dal momento che trascorrono tanto tempo insieme. Diventato ragazzo, si accentua in Nathaniel il senso della misura senza alcuna sbavatura, è un ragazzo tranquillo, molto acuto, che a differenza dei suoi coetanei fa dei discorsi impegnativi, che riflette insieme alla madre sull’etica della responsabilità di Weber: “agisci per le conseguenze, non per i valori”, cioè “fai qualcosa perché lo ritieni giusto, non perché qualcuno ti guarda (…). Non è morale assoluta (…) non è religione (…). È una scelta”. Ma, dice Nathaniel: “la responsabilità individuale presuppone una base, no? Una rete (…). Ma se uno nasce fuori rete? (…) se non ha niente da perdere, nessuno da deludere… da dove viene la sua etica? (…) su cosa si regge il suo giudizio?”.
Cristina ha imparato da subito a rispettare i silenzi e gli spazi di Nathaniel, ama profondamente questo figlio che ha scelto e quando sparisce in modo misterioso ritrova dentro di sé il militare che è stata e si getta nella disperata ricerca che dura anni e mette a dura prova gli equilibri, già precari, di una famiglia che si è nel frattempo formata.
“Ogni amore è una forma di follia”, quello di Cristina si trasforma in ossessione: non vive più come donna, o come madre di un’altra figlia, ma come un soldato addestrato a svolgere e portare a termine la sua missione. Ma ci sono cose “si scelgono pur sapendo che costeranno tutto”…
In triplice pov (Cristina, il rapitore e il rapito), è un thriller psicologico avvincente e che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine, che ti fa sussultare di stupore, ti sconvolge e ti avvince mentre ti trascina profondamente con sé verso pesanti rivelazioni. Devo dire che alla fine della lettura non ho tirato un sospiro di sollievo, ma mi sono sentita sopraffatta da profonda angoscia riflettendo sui lati oscuri della psiche e della mente umane…
.png)

.png)
.jpg)
.png)
Nessun commento:
Posta un commento