Bentrovate, anime belle,
torna la Once Upon a Series e, a fare da madrina a
questo volume, troviamo Melissa Spadoni con il suo atteso retelling.
Non avevo dubbi sulla riuscita del romanzo, ma ero
davvero molto curiosa di scoprire come l’autrice si sarebbe destreggiata con la
reinterpretazione della celebre fiaba de La Bella Addormentata nel Bosco.
Devo dire che il risultato mi è piaciuto tantissimo.
Si tratta del primo retelling che leggo ispirato a
questa opera classica, e Melissa è stata abilissima nel coglierne ogni
sfumatura originale, traslandola in una narrazione propria e moderna.
I due protagonisti sono il perfetto riflesso delle
loro controparti classiche, pur beneficiando di una caratterizzazione
contemporanea; ho adorato in modo particolare Philip.
A farmi sorridere, però, non sono stati solo i
protagonisti: l’autrice ha svolto un eccellente lavoro di riscrittura anche sui
personaggi secondari, dalle tre fate madrine fino al compagno d’avventure di
Philip, che ho immediatamente riconosciuto come il suo storico e fedele
destriero.
All’interno del club di lettura la narrazione si tinge
di rosa grazie alla timida e impacciata Briar, trasposizione della dolce
Aurora, che qui assume il nome di Alba.
Ovviamente non poteva mancare la nemesi classica, la “strega
cattiva”, accompagnata dal suo fido lacchè; non vi svelerò la sua identità per
non rovinarvi la sorpresa, perché io stessa mi sono divertita moltissimo a
giocare con le analogie, paragonando i personaggi creati dalla Spadoni a quelli
che abbiamo imparato ad amare fin da bambine.
Il colpo di scena finale e la gestione del climax sono
stati elaborati ad arte. Scrivere un retelling non è affatto semplice,
soprattutto quando ci si confronta con un archetipo narrativo così radicato
nell’immaginario collettivo e privo di precedenti riscontri diretti all’interno
della serie.
Durante la lettura mi è sembrato quasi di vedere
Melissa mentre incastrava alla perfezione ogni singolo elemento del
world-building, tra alpaca, scones e suggestive ambientazioni bucoliche.
Questo capitolo conclusivo della serie merita
assolutamente di essere letto: offre una prospettiva del tutto inedita sulla
dolce Aurora, su Flora, Fauna e Serenella, e ci regala un principe che, beh,
ammetto che mi piacerebbe molto incontrare nella realtà.
Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di
recuperare l’intera saga partendo dal primo volume, per lasciarvi cullare da un
universo narrativo coerente e orchestrato magistralmente dalle autrici.
In fondo l’estate è sinonimo di relax, e un buon libro
è sempre la cura migliore. Chiudo ringraziando Melissa per averci donato questo
piccolo gioiello; a volte fa bene al cuore tornare indietro nel tempo, a quando
credevamo che i principi azzurri fossero scritti nel nostro destino.
A presto!



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