Bentrovate,
anime belle!
Siamo
arrivate al terzo volume della serie dedicata ai retelling delle favole.
Questa
volta, direttamente dal Cozy Book Club, arriva Ariel, la famosa sirenetta. L’autrice
è stata davvero in gamba a ripercorrere la storia, lasciando intatti i messaggi
dell’opera originale ma adeguandola perfettamente alla contemporaneità.
Ritroviamo
Ariel imprigionata in un ruolo che la priva della libertà.
Inizia
ad assaggiarla diventando una cameriera improvvisata in un locale gestito da
Chandler (lo ricordate il pesciolino giallo e blu?); al suo seguito troviamo
anche l’immancabile Sebastian che qui, in questa piccola città circondata dal
mare, le fa un po’ da “grillo parlante”.
È
proprio qui che Ariel incontra il bello e tormentato Eric, un uomo che ha perso
se stesso e si cerca fra la calma del mare.
Ma
quelle stesse onde possono trasformarsi in tempesta quando le menzogne crollano
come maschere che si sono indossate per troppo tempo.
Le
dinamiche sono diverse rispetto alla storia della Disney che abbiamo imparato
ad amare, ma i cattivi restano e Ursula non mancherà di certo.
Mi
sono divertita tanto a leggere questa versione di un personaggio che fin da
ragazza mi ha sempre affascinato.
Il
senso di indipendenza che cerca Ariel è un po’ quello che spinge tutti i figli
a lasciare il nido della propria famiglia: sono scelte che comportano decisioni
importanti e, qualunque sia l’esito di questo cammino, ciò che porta a maturare
è forse il saper trarre sempre il meglio dagli errori che si compiono.
Ariel
ed Eric in questa versione sono divertenti e passionali.
Lei
è un po’ sopra le righe, affiancata da due angeli custodi che vivono la loro
storia parallela; un dettaglio che mi ha fatto sorridere, perché rappresenta
quella piccola svolta narrativa che non ti aspetti.
C’è stata una frase che mi ha particolarmente colpito e che riflette la realtà che si vive in diversi ambiti, una realtà che tante volte ci vuole vittime di chi tenta di piegarci: “Hai provato a togliermi la voce, ma invece mi hai dato nuova vita”.
Riflettete sulla potenza di queste parole, perché c’è sempre
qualcuno che tenta di metterci a tacere o di tarparci le ali; l’importante è
ricordare chi siamo, quanto valiamo e portare avanti i nostri sogni, anche se
questo ci porta a scontrarci con il dissenso di chi, magari per proteggerci,
rischia di soffocarci.
I
miei complimenti vanno all’autrice, che non avevo mai letto prima, ma che mi ha
saputo tenere incollata alle pagine con uno stile narrativo fresco e
accattivante, costellato di particolari, dialoghi e paesaggi.
Elementi
che in qualche modo mi hanno fatto ritornare a quella fiaba che tanto amavo e
che, per fortuna, ha avuto un epilogo diverso dall’originale.
Non
mi resta che leggere l’ultimo volume di questa serie che si è rivelata una vera
e propria sorpresa.
A
presto!



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