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26 giugno 2026

RECENSIONE - Do you like me? - di Mimi Costalunga





Titolo: DO YOU LIKE ME?

Serie: Faking Love vol.1- Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Fake relationship, Forced proximity, Curvy MCF

Editore: Self published

Data di uscita: 20 maggio 2026

Versioni: Ebook a 2,99 €. Cartaceo 15 €. Gratis su Kindle Unlimited. Su Amazon.




Tre mesi di convivenza. Un appartamento a Milano. Un solo letto.

Melissa, aspirante modella curvy con un profilo social da migliaia di follower, ha sempre risposto agli hater a colpi di #bodypositivity. Ma ora il fidanzato l’ha mollata, è senza lavoro, senza casa e la sua autostima è crollata ai minimi termini.

Quando riceve una proposta assurda – convivere con un personal trainer e fingere di essere una coppia per la campagna social di un brand di moda – Melissa sa che dovrebbe rifiutare. Ma il conto in rosso non le lascia scelta.

Max sembra uscito da una pubblicità di integratori: muscoli, sorriso perfetto, sicurezza da vendere. Ma sa nascondere bene i debiti che lo tengono sveglio la notte e la convinzione di non poter offrire abbastanza a nessuno.

Lei è certa che uno come lui non potrebbe mai desiderarla. Lui è convinto di non meritare una donna come lei.

Do you like me?

La domanda che nessuno dei due ha il coraggio di fare ad alta voce, e che cambierà tutto.





Melissa, aspirante modella curvy, è in cerca di lavoro dopo che il suo ragazzo e booker, Silvano, l’ha lasciata. Non è semplice, perché da quando la storia è finita, lei stessa si mette in discussione perché credeva “di aver fatto pace” col suo corpo e con la sua “taglia 48 abbondante”, invece si sente di nuovo scoperta e “tutt’altro che invincibile” di fronte agli haters sui social dove ha numerosi followers.

Max, personal trainer in tre palestre diverse, si affanna per racimolare quanto più può per saldare un debito contratto a causa di una società sbagliata che sta mandando nel lastrico sia lui che suo padre.

La proposta di Giampi, insolita, inaccettabile, viene accolta da entrambi per disperazione: dovranno abitare insieme per tre mesi fingendo di essere una vera coppia e contemporaneamente pubblicare sui social dei video che pubblicizzino l’abbigliamento del marchio Peonia.

Inizialmente, com’è giusto che sia fra due estranei, fra i due c’è un enorme imbarazzo: lei è convinta che lui sia schifato dal suo corpo grasso, lui, invece, ha paura di vivere per tre mesi in appartamento con una donna bellissima che, è sicuro, lo detesti. Entrambi peccano di pregiudizio: si affibbiano un’etichetta allo stesso modo di come hanno fatto gli haters sui social. È sempre un pregiudizio, una chiave di lettura sbagliata che crea, a volte, distanza fra loro e porta lui a chiudersi e a macerarsi da solo nei suoi guai considerandosi un fallito che non ha nulla da offrire ad un’eventuale compagna di vita, e lei a sentirsi fuori posto a causa del suo corpo curvy e a presumere che lui la giudichi male e a sentirsi fuori posto proprio per questo. È qui che l’autrice mette in evidenza la brutta abitudine di etichettare le persone in modo del tutto leggero, senza alcuna considerazione del fatto che certe etichette possano fare tantissimo male: “Melissa la cicciona. Viola la secchiona con gli occhiali. Erica la stramba”.

Eppure gli sguardi dicono altro, gli occhi non mentono e quelli di Melissa urlano che lui è “un figo della Madonna”, che “ha qualcosa di intrigante… forse quell’espressione da tenero cucciolo incastonata in lineamenti da uomo virile”, mentre quelli di Max trovano il sorriso di lei bellissimo, “vero”. È facile innamorarsi: Max, pur non volendo, la conquista perché sa essere gentile, premuroso e di una dolcezza disarmante, ma entrambi devono fare i conti con i momenti di mutismo scontroso di lui che non ha ancora imparato a condividere ciò che lo tormenta…

Il tema del body shaming è centrale: la Costalunga spazia dalla vecchia critica alla persona per il suo corpo non perfetto sempre esistita (purtroppo), all’attualissimo bullismo sui social dei nostri tempi. Cambiano i tempi, non la mentalità: si continua a discriminare una persona per il suo aspetto fisico che magari si discosta dai canoni di bellezza universalmente riconosciuti. L’impatto dei social è determinante e questo lo vediamo nel personaggio della quindicenne Sofi che sembra, sulle prime, prendere decisioni sulla scia di quelle dei suoi beniamini visti sui social…ma i social sono anche, e forse soprattutto, bugie…

Il libro della Costalunga è un invito grazioso e piacevole con la storia d’amore di Melissa e Max, a essere gentili, aperti ed empatici verso chi ci sta accanto a prescindere dall’aspetto fisico.

Come sempre ho letto con gran piacere quest’ultima fatica dell’autrice.












 

07 novembre 2025

RECENSIONE - Il mio rifugio sei tu - di Mimi Costalunga




TITOLO: IL MIO RIFUGIO SEI TU
AUTRICE: MIMI COSTALUNGA
EDITORE: SELF PUBLISHING
DATA DI USCITA: 24 OTTOBRE 2025
GENERE: Romance contemporaneo
SOTTOGENERI E TROPE: Forbidden, Healing, Slow burn, Grieving, Survivor
AUTOCONCLUSIVO
FORMATI: Ebook, Cartaceo e Kindle Unlimited, disponibile in esclusiva su Amazon
Pagine edizione cartacea: 276
Prezzo: Ebook in preordine a 1,99 € fino al 24 ottobre compreso, poi 3,99 €





Sherlin Riley fugge.
Lascia dietro di sé anni di abusi e controllo, un passato che le ha strappato via sua sorella,
Loreen, e sua madre. Ha bisogno di un rifugio, di un luogo dove poter finalmente tornare a
respirare. Lo trova nel piccolo paese di Haven Creek, dall’unica persona che le è rimasta:
Jacob, il fidanzato di Loreen.

Jacob Connor sopravvive.
Il suo mondo è finito il giorno in cui Loreen è morta, portando con sé il loro figlio mai nato.
Tutto ciò che è rimasto è un vuoto incolmabile e la schiacciante consapevolezza di aver
perso tutto.
Così, quando un volto familiare appare alla sua porta, Jacob non prova alcun conforto. Solo
terrore. Sherlin è venuta in cerca di aiuto, ma lui non può guardarla senza rivedere la donna
che ha perso, e non intende permettere a nessuno di scuotere il fragile equilibrio che si è
costruito.

Con la sua forza silenziosa, Sherlin lo costringe a guardare di nuovo il mondo. E Jacob, in
un misto di desiderio e paura, riconosce in lei un’anima ferita che rispecchia la sua. Mentre il
loro legame inaspettato sboccia, il passato torna a minacciarli, costringendoli a vincere
un’ultima, definitiva battaglia.
Combattendo insieme contro le ombre che li perseguitano, Sherlin e Jacob comprenderanno
che il vero rifugio non è un luogo in cui fuggire dal passato, ma una persona con cui
costruire un futuro.


Sherlin Riley fugge dall’amore malato dell’ex abusante nel quale aveva cercato protezione nel momento in cui è rimasta sola, in seguito alla morte, in un incidente, della madre e della sorella Loreen. Cerca rifugio ad Haven Creek, dove sa di poter contare su Jacob, il fidanzato della sorella defunta. Ma Jacob non è più l’uomo accogliente e sorridente che Sherlin ha conosciuto diversi anni fa: piegato dal dolore per la perdita della futura moglie e del bambino che aspettavano, si è chiuso in se stesso e soprattutto ha chiuso le porte alla vita e alle possibilità che essa offre. Semplicemente si sente in colpa per essere ancora in vita.

Per Jacob l’arrivo di Sherlin significa vedere in lei sfumature della fidanzata e non vuole. Ma resta comunque un uomo buono e il senso di colpa per averla abbandonata a se stessa nel tragico momento che li ha accomunati, lo porta a ospitarla dietro promessa che sarà per un tempo breve. Sherlin e Jacob hanno anime ferite nel profondo ma, mentre lei reagisce, lui è chiuso in se stesso. Sarà Sherlin a costringerlo a fare i conti con il passato che ha chiuso in vecchi scatoloni e a risvegliare in lui l’uomo che sa provare l’amore che da tempo, ormai, tiene relegato con forza nel buio della sofferenza.

Squisita e struggente la lotta che Jacob intraprende con se stesso quando, da un lato si accorge che l’amore che prova per Sherlin non è più “da cognato”, ma “da uomo” e, dall’altro vive il senso di colpa che tutto ciò non “deve succedere” perché non è giusto verso la memoria di chi non è più… la presenza di Sherlin è dolorosa, ma è l’unica salvifica per lui, basta solo smettere di opporsi e accettare di farsi curare l'anima. Bisogna avere il coraggio di vivere la vita fino in fondo perché dopo tante brutture dovrà pur esserci qualcosa di buono che la renderà degna di essere vissuta e questo “buono” non può che essere l’amore che cura, che culla che non si può tenere sigillato negli scatoloni.

Attenta come sempre alla realtà che ci gira intorno, la Costalunga tratta temi importanti e attuali: dell’abuso (fisico e psichico), del lutto che annienta, della paura di tirare su la testa perché ci si sente indifesi e soli o non meritevoli di vivere; ma tratta anche di coraggio: il coraggio che proviene dalla voglia intensa di vivere; li tratta con la sua consueta fluidità del periodare e la profondità dei personaggi che trascinano nel cuore del racconto senza lasciare la possibilità di interrompere la lettura che si rivela, quindi, accattivante.






 

02 ottobre 2024

RECENSIONE - Amarti non è un gioco - di Mimi Costalunga




Titolo: AMARTI NON È UN GIOCO

Serie: Never Enough volume 3 – Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Office romance, Music romance, sexier alter ego, hidden identity, one-night stand.Editore: Self published

Versioni: ebook prezzo lancio 0,99 €, poi a 2,99 €. Cartaceo 13 €. Kindle Unlimited. In esclusiva su Amazon.

Pagine versione cartacea: 218

Data di uscita: 27 settembre 2024




Lei lo crede tenero e impacciato.

Lui ha un’identità che tiene segreta.

Lei non vuole legarsi a nessuno, ma non riesce a resistergli.

Lui rischia di rovinare tutto.


ANGELICA

Una sola notte: uno stanzino buio, un affascinante cantante truccato da teschio a una festa di Halloween. Mi lascio andare alla passione, per una volta non voglio pensare alla mia pesante situazione familiare e al fatto che l’amore è un lusso che non posso permettermi.

Un intermezzo piccante con qualcuno che non vedrò mai più, o così almeno credevo. E poi…

MARTIN

Un concerto della nostra band la notte di Halloween, una ragazza dolce e malinconica che mi conquista subito e alla quale non riesco a resistere. Un incontro bollente che mi fa andare fuori di testa. Vorrei trattenerla, ma lei scappa via. Sono quasi sicuro che non la rivedrò mai più.

E poi, un lunedì qualsiasi, lei entra nell’ufficio dove lavoro. È la mia nuova collega e si chiama Angelica.

Terzo appuntamento autoconclusivo con la serie Never Enough di Mimì Costalunga. Questa volta siamo dinnanzi alla storia del frontman del gruppo, Enigma, al secolo Martin Riva, e di Angelica Benedetti.

I due si scambiano uno sguardo durante un concerto e si piacciono parecchio, al punto da concedersi un incontro di fuoco dietro le quinte, dopo l’esibizione, poi lei fugge e a lui non rimane nulla di lei. Il caso vuole che se la ritrova come collega d’ufficio, l’indomani. Dove sta l’inghippo? Nel fatto che lei non lo riconosce perché lui, in qualità di Enigma, era truccatissimo e molto attraente. Il collega Martin è, invece, impacciato e timido. A dirla tutta, neanche Angelica risulta a Martin come la donna accattivante conosciuta prima: è silenziosa e seria, però lo attira terribilmente… e questo diventa un guaio nel momento in cui vorrebbe dirle di essere Enigma, ma non trova mai il coraggio di farlo.

Angelica è una giovane donna con la testa sulle spalle, terrorizzata dalla ristrutturazione aziendale attuata nel suo ufficio perché suona come sinonimo di licenziamenti e lei è stata fra gli ultimi assunti in azienda: perdere il lavoro per lei sarebbe deleterio perché deve provvedere alle cure del papà, malato di Alzheimer. Non può concedersi distrazioni, meno che mai di tipo amoroso, perché nessuno avrebbe la buona disposizione a dividerla con un padre bisognoso di cure. Ecco perché, nonostante inizi ad apprezzare Martin che la corteggia garbatamente, se ne tiene lontana, forzandosi a non affezionarsi e costringendosi a isolarsi. Angelica è sola dentro.

Martin è una figura più complessa spiegata bene dalla sua dualità tra individuo e personaggio artistico, tra Martin ed Enigma: Martin è timido, è un uomo comune di cui non si accorge nessuno, Enigma è il frontman dei Never Enough, è un “mito” e tutti lo acclamano: “Quando sono Enigma il mio ego si dilata fino a riempire tutta la stanza (…). Quando sono Enigma il mondo è ai miei piedi e la cosa mi piace da morire. Dura il tempo di poche canzoni, poi torno in camerino e sfrego via il pesante trucco dagli occhi, detergo i residui del rossetto sbavato. E torno a essere Martin. Le luci si spengono, lo spettacolo è finito”. Anche Martin è solo dentro.

Alla base di questi due protagonisti sta la solitudine interiore camuffata da una facciata apparentemente serena, ma scialba: Angelica si chiude in solitudine per non subire l’abbandono; Martin nasconde la sua solitudine dietro la maschera di Enigma per paura del giudizio altrui, soprattutto dei genitori. Il loro sviluppo sta nell’avere il coraggio di “crescere” e guardare in faccia la realtà delle cose e non nascondersi o negarsi alla vita: “Nella vita ci si deve buttare a capofitto. (…) Non c’è gusto ad affrontare l’esistenza con il freno a mano tirato (…)”.

Anche in questo terzo romanzo della serie, l’autrice si mostra attenta al sociale: il dramma del lavoro precario e quello del mantenimento di un familiare bisognoso di cure mediche. Ciononostante, la narrazione riesce a mantenere un tono leggero e accattivante grazie soprattutto all’identità nascosta di Martin.






 

04 aprile 2024

RECENSIONE: - "Amarti è inevitabile" - di Mimi Costalunga

 


Titolo: Amarti è inevitabile

Serie: Never Enough volume 2 – Può essere letto come autoconclusivo.

Autrice: Mimi Costalunga

Genere: Contemporary romance

Sottogenere e trope: Music romance, reverse age gap, single parent

Editore: Self published

Versioni: ebook 2,99 €, cartaceo 13,99 € e gratis su Kindle Unlimited su Amazon

Pagine versione cartacea: 293

Data di uscita: 15 marzo 2024


Lui è il chitarrista dei Never Enough. Lei è la madre del batterista. Lui ha venticinque anni, lei trentasei. Lui non vuole crescere, lei cerca stabilità. Potrà mai funzionare?

LUCA

Sì lo so, sono un fanfarone. Studente fuori corso, musicista fallito e senza un soldo. Prendo la vita con leggerezza, che male c’è? Mi permette di non rimuginare sui miei sogni infranti.

Finché non ho incontrato Adriana. Non avrei mai creduto di provare attrazione per una donna intensa e complessa come lei e invece eccomi qui, cotto a puntino.

La chimica tra noi è al massimo, ma Adriana è convinta che io sia un ragazzino irresponsabile e viziato.

Voglio dimostrarle che può fidarsi di me, che posso essere l’uomo che cerca. Anche se sono amico di suo figlio e ho undici anni meno di lei.

Riuscirò a vincere i suoi dubbi?

ADRIANA

Allevare da sola un bambino avuto quando ero adolescente non è stato facile. Solitudine e tristezza sono state le mie compagne di vita e, per il bene di mio figlio, ho fatto dolorose rinunce.

Ora che Alessio è cresciuto, mi sento pronta a rimettermi in gioco. Voglio cercare un compagno affidabile, responsabile, solido. Magari un po’ noioso, ma che mi garantisca la sicurezza che cerco in una relazione.

Tutti buoni propositi. Fino a quando non è spuntato quel biondino. Luca è bello, divertente, spensierato. E ce la mette tutta per convincermi che tra di noi possa funzionare.

Peccato che sia amico di mio figlio e abbia undici anni meno di me. Non può certo essere lui l’uomo che cerco.

O forse sì?

Amarti è inevitabile è uno spin off della serie Never Enough dell’autrice Mimì Costalunga.

I capitoli di questo nuovo lavoro, scanditi nei titoli dalle parole delle canzoni di Ligabue, ci presentano i due protagonisti, il venticinquenne Luca e la trentaseienne Adriana, sullo sfondo della città di Trieste.

Adriana, madre a diciassette anni, è dovuta diventare adulta da adolescente e adesso che suo figlio Alessio ha diciannove anni, desidera dedicarsi a se stessa, magari iscrivendosi all’università, e trovare un compagno di vita che la possa aiutare a raggiungere la stabilità che cerca. Di relazioni ne ha avute in passato, ma sono state tutte troncate da lei a causa delle crisi di gelosia del figlio ancora piccolo; ma Adriana, a distanza di anni, sembra ancora subire nel ricordo gli isterismi gelosi di Alessio che è rimasto, comunque, molto protettivo nei suoi confronti: è così che le sue, restano tutte delle conoscenze che non sfociano in una relazione poiché lei è come terrorizzata dalla possibile reazione di Alessio.

Luca, ormai fuori corso all’università, è il chitarrista della band di Alessio, non lavora e si fa mantenere a Trieste dal padre in tutto e per tutto. Luca non sa ancora cosa farà da grande anche se si rende conto che non può “fare in cazzone tutta la vita”. Il suo atteggiamento è indolente e, pur facendo del male a se stesso, ciò sembra essere una ripicca verso il padre che gli ha sabotato l’unica opportunità da musicista, quella che lo aveva reso felice, ma è un’indolenza che porta il nome di insoddisfazione e delusione nascoste dietro la sua maschera di faccia da schiaffi: “continuo a pensare all’opportunità che ho perso e a come la mia vita, da allora, mi sembri senza uno scopo preciso. Venire a Trieste mi ha aiutato a ingoiare la delusione (…). Certo sono Luca il cazzone, quello che si diverte, che ha un sacco di ragazze, che riesce sempre a trovare il modo di suonare in giro. Ma la felicità che mi era scoppiata in petto quando mi è arrivata quella e-mail non l’ho più provata in vita mia”.

Luca e Adriana sono lontani fra loro anni luce e, fra l’altro, nel loro primo incontro, si scontrano in un modo che potrebbe chiudere definitivamente l’aver a che fare l’uno con l’altra: lui le schiaffa in faccia la sua maturità e lei lo cataloga “imbecille con la chitarra”, eppure lui ne è intrigato e lei non resta indifferente… scattano i giochi di sguardi: intrusivi e impertinenti quelli di Luca, lusingati e a volte sfuggenti quelli di Adriana. La chimica c’è da subito e scoppia la passione: Adriana con Luca si sente giovane ed entusiasta, si riscopre adolescente quando, col batticuore, non vede l’ora di rivederlo, per lei Luca è “come una boccata d’aria pura”. Per Luca è diverso: lui s’innamora seriamente per la prima volta e, proprio lui che non ha mai avuto problemi con le ragazze, ora si pone mille interrogativi. È tempo di crescere per Luca e dimostrare a un’Adriana che sembra ripensarci di essere maturo nonostante sia più giovane di lei.

I temi trattati nel romanzo sono diversi e tutti attuali: a parte l’ age gap, c’è quello della gelosia protettiva di un figlio verso il compagno della madre che ci propone la “crescita di Adriana” da un atteggiamento di sottomesso terrore alla consapevolezza di donna matura che sa fare le sue scelte di vita a prescindere dagli altri; altro tema importantissimo è quello della violenza sulle donne trattato dall’autrice con ambigua sinuosità e, per questo, apprezzabilissimo alla fine del libro con il suo colpo di scena.

Mi soffermo inoltre sui dialoghi che mi hanno piacevolmente colpita: pertinenti e adatti ognuno al proprio personaggio, si riesce perfettamente a capire chi parla poiché ogni personaggio ha un suo modo di parlare, una sua caratteristica, una sua modulazione.










26 marzo 2024

RECENSIONE: - "Il Coraggio di Amarti" - di Mimi Costalunga




 Titolo: Il coraggio di amarti

Autrice: Mimi Costalunga

Editore: Self published

Pagine edizione copertina flessibile: 340

Data di pubblicazione: 14 settembre 2023

Genere: Contemporary Romance, narrativa femminile

Sottogenere: Forced proximity, Grumpy/sunshine reverse

Serie: Never Enough, volume 1. Può essere letto come autoconclusivo

Formato: Ebook: € 2,99- Cartaceo: € 13 – gratis su Kindle Unlimited





Lui è l’assistente domiciliare, lei è la sorella del disabile. Lui è generoso, vivace, ottimista. Lei è cinica, disillusa, pungente. Lei scappa, ne è attratta, si ritrae e ritorna sui suoi passi, fino a che le dighe che ha eretto si disintegrano e solo lui è in grado di riattaccare i pezzi rotti. Ma c’è qualcosa che lui ha omesso di dirle, e che rischia di mandare nuovamente tutto in frantumi.

GIULIA

Sono stata fatta nascere con uno scopo ben preciso: prendermi cura di Giacomo, mio fratello maggiore e disabile grave. Una situazione che non ho scelto e che condiziona da sempre la mia vita.

Se la libertà di vivere deve essere subordinata al mio ruolo, preferisco lasciar perdere in partenza. Conduco la mia esistenza strisciando ai bordi, disillusa e cinica, chiusa nella mia bolla di astio e rancore.

Finché non arriva lui. Vivace, attraente, generoso. È l’emblema di tutto quello a cui ho rinunciato, di cui credevo di non avere bisogno.

L’attrazione che provo per Marco manda in frantumi tutta la falsa sicurezza del mio mondo.

Lo voglio. Ma troverò mai il coraggio di amarlo?


MARCO

Stavo per sprofondare in un abisso, ma ne sono riemerso.

Il mio nuovo lavoro come assistente domiciliare è faticoso ma ben retribuito e posso continuare a studiare per diventare infermiere. Il giovane uomo di cui mi prendo cura, Giacomo, è molto dolce e mi ci sono affezionato. Andrebbe tutto bene, se non fosse per sua sorella.

Giulia è cinica, solitaria, ruvida. Non perde occasione per attaccarmi. Eppure in fondo ai suoi occhi intravedo un universo sfaccettato che mi intriga e mi attrae ogni giorno di più, nonostante lei faccia di tutto per sfuggire al mio interesse.

Dietro alla sua apparenza glaciale si cela un groviglio di sentimenti che entra in risonanza con la sofferenza che io stesso ho sperimentato.

La voglio. Ma non appena riesco a penetrare la sua barriera, mi basta un singolo errore per rischiare di perderla per sempre.


Il coraggio di amarti è una storia complessa, dove i protagonisti si mostrano agli occhi del lettore in modo essenziale, senza abbellimenti di sorta, eppure straordinariamente complicato.

Giulia è una giovane donna che lavora in uno studio commercialista, per lei il lavoro è vitale perché le offre la scusa di stare fuori di casa e non badare a suo fratello maggiore Giacomo, gravemente disabile, senza sensi di colpa. Già, perché per lei Giacomo è il fulcro del suo odio-amore in quanto, con la sua presenza, le ricorda costantemente che lei è stata messa al mondo non per amore, ma con lo scopo di dover badare a lui. Ma Giulia non parla, noi conosciamo i suoi pensieri attraverso i ricordi che inframmezzano la narrazione e che riguardano la sua infanzia aprendoci uno spiraglio sui suoi passati rapporti con la madre non più in vita. Sono rapporti che alimentano in lei una rabbia esistente da sempre per la consapevolezza, o la convinzione, di essere sempre seconda a Giacomo in quanto lui necessita di cure e lei, che è sana, no. Non è così, anche lei vuole essere amata dalla stessa madre che invece appare iperprotettiva e presente con Giacomo, e anaffettiva e fredda con Giulia: “Giacomo. Solo Giacomo. Giulia, mai”. Il non sentirsi amata dai genitori, l’ha portata a nutrire odio verso tutti perché, ai suoi occhi, sono sicuramente più fortunati di lei. Giulia conduce una vita solitaria e rancorosa, chiudendosi in urli silenziosi e disperati, non ascolta musica perché parla di quelle emozioni che lei cerca di tenere a bada e continua a rimuginare sul suo passato precludendosi il futuro. La sua rabbia è espressa nei diversi disegni oscuri e spaventosi su fogli che poi appallottola e lascia in giro per tutta casa.

L’altro protagonista è Marco, il nuovo assistente di Giacomo. L’impatto è forte: lei fredda e dura impone regole assurde, ma la reazione di lui che sembra avere “una personalità forte che non si fa piegare”, la getta nello sgomento e la destabilizza. Marco è uno con la testa sulle spalle, ma anche lui ha avuto un passato oscuro da cui è riuscito a trarsi fuori grazie alla fede in Dio. È un uomo buono che forza la chiusura di Giulia con pazienza, a volte messa a durissima prova, perché si rende conto che lei ha davvero bisogno d’aiuto. E qui è il caso di parlare del tema portante del romanzo, quella dei siblings, ossia i fratelli dei disabili. L’autrice mostra di essersi informata profondamente sull’argomento sottolineando, attraverso lo studio di Marco, quanto sia comune nel mondo l’empatia per il disabile e la scarsa considerazione per chi gli sta accanto: anche i fratelli dei disabili soffrono e hanno “un estremo bisogno di essere riconosciuti e sostenuti”. Giulia diventa così, per il lettore, il portavoce di tutti i sibling del mondo con i loro sentimenti, spesso non ammirevoli né comprensivi, più volte rabbiosi per non poter vivere la propria vita in modo spensierato, ma sempre legato al senso di responsabilità verso il consanguineo disabile. Ciò genera dualità nell’amore che si nutre verso il proprio fratello disabile, un amore che spesso sembra avere sfaccettature di odio e che fa lievitare i sensi di colpa della coscienza. Di tutto ciò Giulia è un eccellente esempio portato all’estremo per poter affrontare il necessario percorso della redenzione attraverso la consapevolezza e l’amore di se stessa.

Notevole è anche la figura di Angelica, la dolcezza personificata. Per Giulia è incredibile che qualcuno le possa voler bene in modo assolutamente disinteressato e più cerca di sfuggire, più è attratta dall’amicizia senza riserve di Angelica, perché è affamata d’affetto nonostante abbia paura di esporsi a delusioni e a “dipendenze emotive”.

È un libro crudo, essenziale che ha anche, nella nascente storia d’amore tra i due protagonisti, i suoi momenti di dolcezza comunque mai svenevole, sempre misurata, in linea con gli spigoli e i problemi di un’anima fortemente sofferente.

Della Costalunga ho letto tutti i libri e non li ho mai trovati banali poiché nelle sue storie d’amore c’è sempre un messaggio da cogliere, quindi non credo di sbagliare se mi permetto di dire che in questo lavoro lo stile è cresciuto e maturato notevolmente.






18 aprile 2023

RECENSIONE: - "Shanghai mon amour" - di Mimi Costalunga

 




Titolo: Shanghai mon amour
Autrice: Mimi Costalunga
Genere: Contemporary Romance
Data di pubblicazione: 11 novembre 2022
Pagine: 361

Formato kindle: 2,99€ Copertina flessibile: 12,00 €



Lei: la ragazza alla pari. Giovane, inesperta, spontanea.

Lui: il padre del bambino. Single, ambizioso, autoritario.

Dove: Shanghai, Cina.

Lilou Renaud è salita sull’aereo per la metropoli cinese quasi di nascosto, col solo desiderio di allontanarsi da Saint-Damien en Médoc, bucolico quanto noioso paesino francese, e dalle scelte di vita che altri hanno cercato di imporle.

È fuggita per far chiarezza su ciò che veramente vuole dalla vita e ha trovato…Mathis Tang.

Ambizioso, elegante, a capo di una grossa azienda di moda, Mathis non è certo quel signore di mezza età che lei si aspettava. Di madre francese e padre cinese, incarna in sé il fascino di oriente e occidente e Lilou non può fare a meno di sentirsi attratta da lui.

Per Mathis, Lilou rappresenta una ventata di freschezza. Spontanea e dolce, è l’unica che sa come prendere per il verso giusto suo figlio Lucien, e riporta nella loro vita quel senso di famiglia del quale l’uomo credeva di poter fare a meno.

Ma dov’è la madre di Lucien? Perché non ci sono sue foto in casa, perché nessuno può nominarla? Qual è il segreto che Mathis nasconde così bene, e che sembra tormentarlo?

Cedere alla reciproca attrazione non è la cosa più saggia da fare, quando in agguato si nascondono innumerevoli ostacoli.

Ma chi riesce ad essere saggio, se di mezzo ci si mette il cuore?

***** ROMANZO AUTOCONCLUSIVO *****


Lilou Renaud, la protagonista del romanzo, per fuggire da una relazione non soddisfacente che sta per sfociare nel matrimonio, prende le distanze dalla Francia e va a rifugiarsi in Cina dove, in qualità di ragazza alla pari, si occuperà di migliorare il francese di Lucien, il figlio del ricco Mathis Tang.

Presto Lilou, si accorgerà che il suo ruolo non sarà semplicemente di “insegnante di francese”, ma di molto di più, poiché si troverà dinnanzi a un padre, Mathis, che deve costruire il suo rapporto con suo figlio e, contemporaneamente, far pace con se stesso e con i suoi demoni interiori. Cosa non facile dal momento che il bambino è viziato, maleducato e, cosa peggiore, tutto ciò è avallato dai nonni materni. Fortunatamente Mathis è un uomo intelligente e accetta i consigli della giovane insegnante, anche perché sa benissimo da solo come stanno le cose. Ha la consapevolezza di non poter delegare gli altri per l’educazione di suo figlio e che dovrebbe trascorrere più tempo con lui, lontano dalla cattiva influenza del nonno materno, ecco perché fa trasferire Lucien e Lilou in un appartamento a Yangpy.

La ricostruzione avviene per piccoli passi: Lucien, lontano dai vizi, si mostra come un qualsiasi altro bambino della sua età, con il timore di reintegrarsi nella nuova scuola francese, con la necessità di sentire il calore di un adulto che lo guidi e lo conforti; non basta Lilou, della quale ha imparato a fidarsi ciecamente, ha due figure importanti che gli mancano: la madre, di cui non si sa e non si deve chiedere nulla, ma non è morta, solo “l’hanno cancellata”, come urla il bambino disperato, e il padre che fa fatica a trovare uno spiraglio nel figlio solo perché non sa come comportarsi, perché sono “estranei”: “C’erano mille domande che avrebbe potuto rivolgergli per rompere il silenzio, invece rimase zitto”. Un’incapacità paralizzante. Eppure in questa strada tortuosa, fatta di alti e bassi, errori e anche litigi con Lilou, Mathis lotta tanto per conquistare Lucien e ne rinasce migliore, rinnovato e… anche innamorato di quella donna straordinaria!

Già, ma la mamma di Lucien? Anche con quest’aspetto delle vicende di casa Tang ci sarà un risvolto di recupero per Lucien che gli occorrerà per superare quel dolore che gli causava il non sapere nulla di lei, se non che non se ne doveva parlare, ma anche di crescita per Mathis che gli servirà per uscire da quel continuo stato di colpa che gli ha divorato la coscienza.

Sono diversi i temi presenti in questo romanzo: ultimo non ultimo la doppia origine di Mathis Tang, per metà francese e per metà cinese; ne soffre, ne ha sempre sofferto, a causa della diffidenza altrui, o della non accettazione proprio da parte dei suoi “simili”: “per i francesi ero troppo cinese, mentre per i cinesi ero troppo francese”. La sua dualità si ripercuote anche nel suo lavoro, perché insegue il sogno di firmare un contratto con una famosa marca francese di abbigliamento grazie a cui potrà creare “un design che racchiuda in sé una ventata di spirito europeo e il meglio della tradizione cinese”.

Scorrevole, si legge in modo agevole anche perché l’autrice usa la gentilezza di dotare il suo libro di un glossario che spiega a chi legge termini di usi, piatti e quant’altro della tradizione cinese che altrimenti potrebbero risultare di difficile comprensione.





24 febbraio 2023

RECENSIONE: - "La cosa più bella" - di Mimi Costalunga

 




Titolo: LA COSA PIÙ BELLA

Autrice: Mimi Costalunga

Editore: self publishing

Novella autoconclusiva

Data di pubblicazione: 24 febbraio 2023

Genere: Romanzo rosa contemporaneo

Trope: Age gap, forbidden

Disponibile in sola versione Ebook su Amazon al prezzo di 0,99 € e gratis su Kindle Unlimited



“Dannazione, Ludovico! Che cosa vuoi da me? Non sono una qualsiasi, io. Sono la figlia di Manuela, te lo sei dimenticato?”

Mi chiamo Veronica, ho venticinque anni e sono una pittrice.

Pittrice è una parola grossa: non vendo una tela da mesi e per sbarcare il lunario faccio la grafica digitale. È per questo che quando Gabriella Altieri – sì, proprio quella della famosa galleria d’arte! – mi propone di partecipare a una mostra collettiva, non bado nemmeno a chi sia l’artista principale e accetto senza pensarci due volte.

Ma ora che sono all'inaugurazione, ho in mano il pieghevole e leggo il nome del famoso scultore mi si gela il sangue: è Ludovico Bassi.

Sono dieci anni che non lo vedo. Sarà invecchiato. Ingrassato. Forse calvo.

Poi lui entra nella sala e mi rendo conto che non è né grasso né calvo. A dirla tutta, è ancora un figo pazzesco.

E mi guarda insistentemente.

Ci sta provando?

Quasi quasi mi butto.

Se non fosse che, l’ultima volta che l’ho visto, io avevo quindici anni e lui era il fidanzato di mia madre.




La cosa più bella è una novella di poco più di cento pagine la cui protagonista è Veronica, giovane ventiduenne, frizzante e che ama la sua vita da single: “non ho mai sbavato per quello che tutte le ragazze desiderano: un matrimonio, dei figli, una vita tranquilla”. Ama la sua libertà.

Veronica è una pittrice “in attesa di essere scoperta” e, nel frattempo, fa la grafica digitale per mantenersi. Poi la svolta: durante una mostra incontra l’ex di sua madre, Ludovico. Veronica e Ludovico hanno in comune l’amore per l’arte, infatti lui è uno scultore ormai noto e affermato. Fra i due scocca l’inevitabile scintilla apparentemente per il comune amore per l’arte, ma anche perché lui, nonostante abbia vent’anni in più di Veronica, “è ancora un figo pazzesco”.

I personaggi sono stati ben delineati: Veronica, giovane e passionale ma con sensi di colpa verso la madre il cui giudizio teme nel momento in cui si rende conto di essersi innamorata; Ludovico è più maturo, la sa più lunga di Veronica, è più vissuto, ha più esperienza e sa aspettare e osservare: “è solido e concreto come il legno che ama modellare”, ma è anche “ardente e appassionato”. Ma entrambi devono “maturare” e imparano, l’uno grazie all’altra, che l’arte non è tutto: esiste l’amore, quello forte, quello vero, quello che porta a pensare della propria metà che sia “la cosa più bella”.

Ho gradito molto il personaggio di Ambra, l’amica di Veronica. Ambra è la voce obiettiva attraverso cui l’autrice commenta in modo oggettivo gli avvenimenti: mentre Veronica si fa mille domande o cammina fra le nuvole, lei, senza mezzi termini, stocca con un “questo vuole fare sul serio!”, lasciando indietro dubbi e incertezze; Manuela mi è piaciuta meno come madre, come personaggio, invece, ho apprezzato come l’autrice abbia saputo mettere in risalto la figura di una manipolatrice affettiva in modo semplice ma chiaro senza abbassare o appesantire il livello della narrazione.

È una novella fresca, piacevole da leggere, godibile nella sua scorrevolezza.