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29 maggio 2025

RECENSIONE - Il mostro del Buio - di Davide Stocovaz





 Collana: Madre Shipton

Genere: Thriller

Editore: ‎ Dark Abyss Edizioni

Copertina flessibile: ‎ 170 pagine


Un corpo mutilato e senza vita viene ritrovato nella foresta.
Un investigatore mandato lì, tra le montagne della Carnia, a indagare.
Così inizia il viaggio al limite del soprannaturale di Lorenzo De Filippi, perché ogni indizio pare condurre a un enorme cane nero.
Ma Lorenzo deve confrontarsi con questa assurda realtà e con gli spettri del proprio passato, non può indugiare nel dubbio perché l’assassino continua a colpire.
Riuscirà De Filippi a trovare il colpevole di tanta ferocia e a riportare la pace nel paese di Valverde?



Davide Stocovaz ci porta nel cuore oscuro della Carnia con "Il mostro del buio", un thriller dalle tinte horror che mescola folklore e indagine poliziesca in un intreccio avvincente. Il romanzo segue Lorenzo De Filippi, un investigatore tormentato dai dolorosi ricordi del passato, che diventano veri incubi, a volte ad occhi aperti. Dopo parecchi mesi lontano dal lavoro viene mandato ad investigare e risolvere una serie di omicidi brutali che sembrano collegati a un'oscura creatura che si aggira nei boschi di Valverde.

La narrazione si muove tra il soprannaturale e la realtà, creando un’atmosfera inquietante e immersiva. Stocovaz costruisce un mondo ricco di dettagli, dove la superstizione si intreccia con la razionalità dell’indagine. La figura della giovane Lucilla che vive sola nel bosco e additata da tutti come "strega", insieme agli avvistamenti di un'enorme ombra nera in agguato negli angoli bui, aggiungono un ulteriore strato di mistero alla storia, rendendo il lettore incerto se il tutto sia reale o appartenga alle fantasie partorite dalla paura o suggestione degli abitanti del luogo.

Stocovaz dimostra una grande abilità nel creare atmosfere suggestive e spesso cupe che, non fanno da semplice sfondo all'azione, ma diventano un vero e proprio personaggio aggiuntivo, riflettendo e amplificando lo stato d'animo dei protagonisti e l'atmosfera generale del racconto.

 Sebbene alcuni passaggi nella trama possano apparire prevedibili, la tensione rimane alta grazie alla costruzione dei personaggi e alla loro evoluzione nel corso della storia.

Un romanzo che consiglio agli amanti del thriller soprannaturale e delle storie di mistero.







 

22 maggio 2025

RECENSIONE - Figlia del Rantolo - di Emanuela A. Imineo






FIGLIA DEL RANTOLO
 Autore: Emanuela A. Imineo 
 Editore: Dark Abyss Edizioni 
 Collana: Marie C. Laveau
 Genere: Horror gotico / psicologico 
 Formato: Brossura Pagine: 222
Cartaceo: 18,00€ 

Il rantolo è l’ultima carezza della morte.
Ma cosa succede quando si trasforma in voce?


Non tutte le eredità si leggono nei testamenti. Alcune… arrivano urlando.
C’è una casa.
Una famiglia spezzata.
E una presenza, dai capelli bianchi e la bocca aperta.
La chiamano con nomi diversi.
Ma lei ha sempre lo stesso volto.
E un urlo che non smette mai di respirare.
La Banshee.
Non annuncia la morte.
La coltiva.
La nutre nei silenzi.
La infila sotto le porte.
Branwen è tornata.
Ma non è più una figlia.

Perfetto per chi ama l’horror gotico, viscerale, psicologico.
Un viaggio tra lutto, maledizione e voce ancestrale.


Per chi sente ancora piangere i muri.
Per chi ha lasciato morire qualcuno da solo.
Per chi sa che certe eredità… Si portano nel corpo.
 







Oggi vi parlo di "Figlia del Rantolo" di Emanuela A. Imineo. Vi dico subito che non è una lettura per chi cerca evasione leggera. Fin dalle prime pagine, il romanzo ci afferra con una forza oscura e viscerale, trasportandoci in un mondo dove il confine tra realtà e incubo si fa sempre più labile. L'autrice tesse una trama fitta di angoscia e dolore viscerale, avvolge il racconto in un'atmosfera gotica e inquietante che cresce sempre di più fino all'ultima pagina.

La protagonista, tormentata e complessa, è una figura che si incide nella memoria. L'autrice non teme di esplorare le zone d'ombra dell'animo umano, mettendo a nudo paure ancestrali e traumi profondi con una scrittura intensa e a tratti lirica.

Lo stile della Imineo è uno degli elementi più distintivi del romanzo. La sua prosa è evocativa, ricca di immagini potenti e metafore che amplificano il senso di oppressione e di sensi di colpa. La narrazione procede con un ritmo incalzante, alternando momenti di quieta angoscia a esplosioni di terrore, mantenendo alta la suspense.

Seppur a tratti la cupezza possa risultare intensa, è proprio in questa atmosfera soffocante che risiede la forza del romanzo: scava nel profondo, interroga il lettore sulle fragilità dell'esistenza e sulla persistenza del passato. Non è un libro che si dimentica facilmente; le sue eco risuonano a lungo dopo averne terminato la lettura, lasciandomi a lungo una sensazione di inquietudine e, al contempo, di profonda riflessione. Perché la parte finale è un inno ad un amore e odio dell'autrice verso una perdita che non era pronta ad affrontare, che da sola ha dovuto gestire e che da sola ha dovuto mandare giù, abbandonata a se stessa con il suo dolore e senso di colpa che è diventato un buco nero nella sua anima.

Consigliato a chi ama le atmosfere gotiche, le storie psicologicamente intense e una scrittura che non ha paura di affrontare i lati più oscuri dell'animo umano. "Figlia del Rantolo" è un'esperienza di lettura immersiva e perturbante, un viaggio nel cuore della notte dell'anima.




 

15 luglio 2024

RECENSIONE: - "1627" - di Andrea Martinetti

 



Autore: Andrea Martinetti
Editore: Dark Abyss Edizioni
Collana: Merga Bien
Genere: Triller Storico
Formato: Brossura
Pagine: 314
Cartaceo: 18,00€
Ebook: 4,00€

Corre l’anno 1627 e tante pedine si muovono sullo scacchiere politico
europeo, alcune seguendo un ideale, altre manovrate, altre ancora spinte dalla
sorte. L’equilibrio tra nazioni è precario e tutto sta per cambiare, ma come?
Questa è l’avventura di Jacopo Argenti, giovane mercante genovese che cerca di
rivoltarsi ai turchi che occupano Chio. È la storia dei suoi misteriosi salvatori, di
chi lo accoglierà e chi rischierà la vita per lui e con lui. Ma è anche la vicenda di
due pittori che si trovano coinvolti in trame più grandi di loro, di fanciulle
infelici e armatori senza scrupoli, di abili politicanti, di spie e di religiosi che,
nell’ombra, pungolano le nazioni sfruttando prestigiose reliquie.






Nell’Anno Domini MDCXXII l’intera Europa è una polveriera pronta ad esplodere e la città di Genova, grazie alla sua posizione strategica, è un crocevia importante.

Attorno al porto ed al suo simbolo, la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, ogni giorno, l’operosità dei ricchi mercanti, le trame delle famiglie nobili e il dominio del Doge tessono un ordito complesso e tentacolare.
I commerci sono fortemente influenzati dalle guerre e dagli accordi fra i diversi Stati ed i venti di rinnovamento che soffiano forte sull’Europa generano incertezze e sono causa di fulminei cambi di scenari.

In questo intrigante e ben strutturato romanzo storico il lettore incontra i protagonisti di questi eventi, personaggi avventurosi e affascinanti che si muovono fra Occidente e Oriente, dalla Spagna alla Francia fino alle Isole del Mar Egeo.

Gli echi della rivolta sull’Isola di Chio guidata da Jacopo Argenti, giovane membro di una famiglia di mercanti genovesi che viene catturato dai turchi, si ripercuotono per tutto il Mediterraneo arrivando a coinvolgere Antonio Pinelli che, pur di preservare i suoi affari e le sue ricchezze, non esita a disporre sulla scacchiera gli affetti a lui più cari, la moglie Maria e la figlia Beatrice.

Ci sono tutti gli ingredienti dei migliori romanzi di cappa e spada, dagli intrighi alle alleanze segrete, spie e duelli, le stanze dei Sovrani e il potere forte della Chiesa, ecclesiastici avidi e venali che tramano nell’ombra mettendo a rischio equilibri già di per sé precari.

Ho molto apprezzato questo romanzo anche per l’omaggio alla storicità e alla magnificenza di Genova, una delle più belle città d’Italia.








17 giugno 2024

RECENSIONE: - "L'Avvento" - di Laura Costantini





Genere: Romanzo Steampunk
Editore: Dark Abyss Edizioni
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2023
Numero pagine: 120

Sinossi

Alla vigilia del loro compleanno, la vita dei gemelli Aster e Astrea cambierà per sempre. La Sostanza farà a brandelli la loro ingenuità e spezzerà la loro infanzia. Aster cambierà, Astrea inizierà a percorrere una via che supera i limiti. I gemelli dovranno adattarsi e sopravvivere, prima di scoprire quanto fitta possa essere l’oscurità. Un romanzo breve, uno squarcio di luce sui fatti che precedono “Il Varcaporta”.


Nell’ormai familiare XIX secolo, Laura Costantini ci presenta una storia meravigliosa e originale, scritta in maniera a dir poco sublime.
Il “linguaggio” forbito, usato dall’autrice, è gradevole e musicale; ogni pagina letta è un unguento profumato per la mente di chiunque riceva le parole di questa storia, che cattura e coinvolge sin dalle prime pagine.

Chi mi conosce sa che poche volte do le cinque stelle in fase di recensione, ma non perché i romanzi che leggo non siano validi o degni di ricevere tale valutazione, ma solo quando mi imbatto in una storia scritta davvero bene, dove le parole danzano in un susseguirsi armonioso che dà la possibilità di immaginare in maniera nitida gli eventi narrati, allora posso davvero concedere il massimo che si possa dare.

La storia è originale, almeno stando a ciò che ho letto io fino ad oggi, e ci presenta subito un evento drammatico che vede coinvolti in particolar modo due giovani adolescenti, fratelli gemelli di un duca: Aster Paul e Astrea Lucinda.
I personaggi sono tutti caratterizzati alla perfezione e prendono vita sotto la penna dell’autrice, dove ogni dettaglio in dialoghi, azioni e sensazioni catturano il lettore in un tornado di emozioni che sembrano scorrere al pari di una trasposizione cinematografica. Perché sì, un film o una serie TV tratta da questo romanzo breve sarebbe, a mio avviso, un vero successo: dinamico, originale, ricco di mistero e di suspence.

Quando mi imbatto in un’opera scritta bene, con una trama appassionante e ben costruita, non posso fare altro che esaltarne le qualità, invitando i lettori a leggerla senza esitazione. “L’Avvento” è un fantasy alacre e avvincente, edito da Dark Abiss Edizioni, che amerete di sicuro. Vi trascinerà con sé in una realtà dalla quale non riuscirete più a staccarvi; sarete catapultati in una storia che vi spingerà a leggere il seguito, fino ad arrivare all’ultima pagina senza che neppure ve ne rendiate conto.
Posso assicurarvi che non rimarrete delusi! Questo è uno dei pochi romanzi che merita davvero ogni singolo apprezzamento, sia per la qualità della scrittura sia per i contenuti riportati.

Alla prossima!















 

22 aprile 2024

RECENSIONE: - "TU SEI UNA JANARA" - di Marco Ghergo

 



TU SEI UNA JANARA 
Autore: Marco Ghergo 
Collana: Ursula Kemp 
Genere: Dark Fantasy 

Cartaceo: 18,00€ Ebook: 3,99€ 
Editore: Dark Abyss Edizioni

Un paese di campagna che pare fuori dal tempo, dove le janare praticavano i loro riti: è lì che inquietanti visioni spingono Elena. D'altronde, la sua vita è un tale incubo: ragazza madre, è stata abbandonata da un uomo ambiguo mentre familiari rapaci e vessanti la circondano. Come potrebbe temere il mistero di antichi culti? Il male può avere una sua energia creatrice e, quando di fronte alla ferocia del mondo una donna tace, divampa in risposta il grido eterno di una strega.





Amici lettori, quella di cui vi parlerò oggi è una storia incentrata su una figura leggendaria, che ha origini nelle meravigliose terre del sud Italia: la Janara.
Si tratta di un essere affascinante e misterioso, in grado di turbare le menti più salde. La Janara è una strega; simbolo di grazia e potenza che, stando ad alcune credenze popolari, si nutrirebbe delle paure e delle debolezze umane.

In quest’opera, scritta da Marco Ghergo, ci viene presentata Elena: una giovane donna che, nella prima parte del romanzo, è vittima di terribili incubi a cui non sa dare un’interpretazione. Lei è anche una ragazza madre, il che rende la sua vita ancora più difficile da gestire.
Le cose, però, cominciano a cambiare quando Elena e la sua bambina si trasferiscono in una casa fatiscente, ricevuta in eredità da una misteriosa zia deceduta.

I temi affrontati dall’autore sono inquietanti e, a mio avviso, coinvolgenti ed estremamente affascinanti: ho sentito i brividi percorrermi la pelle, più e più volte. Il desiderio di conoscere alcuni avvenimenti misteriosi, riportati nella prima parte, accresceva in me la voglia di portare avanti le pagine.
Ciò che, però, non mi ha convinto (ahimè) è lo stile dell’autore: l’ho trovato un po’ lento e a tratti ridondante.
La storia è molto carina, la tematica affrontata ha un fascino oscuro che suscita curiosità, ma ho faticato a portare avanti la lettura, non l’ho trovata scorrevole come avrei voluto.

Ho amato il personaggio di Uccia sin dalla prima volta in cui è apparso. Ho amato anche la capacità dell’autore di tenere celata la figura mostruosa che popolava gli incubi della protagonista, riportando solo alla fine la sua vera identità con un colpo di scena.

È un libro, secondo me, con un enorme potenziale, soprattutto perché prende in oggetto una figura mai trattata in precedenza (almeno, stando alle mie ridotte conoscenze nell’ambito del fantasy).
Da lettrice, avrei preferito che fosse stata curata un pochino di più la forma, così da rendere la lettura più fluida e piacevole.

In ogni caso, suggerisco questo romanzo a tutti gli amanti del fantasy e anche a coloro che desiderano immergersi in una storia che tratta una figura straordinaria, amata da molti e temuta dai più. A prescindere da tutto, vi piacerà di sicuro.

Alla prossima!




02 gennaio 2024

RECENSIONE: - "Il Mercante di Incubi" - di Laura Costantini

 



Il Mercante di Incubi
di Laura Costantini

Collana: URSULA KEMP
Genere: Dark Fantasy Gotico
Ebook: 4,99 Cartaceo: 19,00 €
Editore: Dark Abyss Edizioni
Data Uscita: 7 dicembre 2023



Edimburgo, anno 1881.
Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile
ondata di suicidi.
Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di
quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer.
Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi
alchimisti e ali nere.
Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia
alle vittime del mercante di incubi?



1881, un inverno freddissimo, le strade e i vicoli della parte vecchia di Edimburgo sono sferzate dal vento e dalle bufere di neve.

Morti misteriose, apparentemente suicidi avvenuti in modo atroce, cadaveri sfigurati con gli occhi aperti sbarrati sull’orrore: sul posto solo piccoli frammenti di vetro sottilissimo.

La polizia brancola nel buio, in fondo meglio archiviare i decessi come suicidio che condurre indagini scomode.
Anche perché indagare significa scavare nell’orrore più profondo, quello che strazia l’anima e devasta la mente, che fa impazzire e che lascia in sospeso su un baratro, al confine fra realtà e magia.

Un viaggio senza ritorno nella folle mente di Hiram che per denaro vende l’arma perfetta, un etere malefico che racchiude in sé tutto il male, per uccidere senza lasciare traccia.
Hiram ha sete di denaro e di potere, reso folle dal sogno di divenire immortale, ma in fondo lui fa ciò che gli viene chiesto, vende desideri e speranze a uomini e donne disposti a tutto pur di raggiungere il loro scopo, resi ciechi dalla vendetta, dai soldi, dal rancore, dalla gelosia.
Disposti a vendere l’anima, ad affidare il destino a magia e sortilegi.
Eppure, qualcosa sopravvive in mezzo a tanto orrore, l’umanità non è perduta, i buoni sentimenti e la forza dell’amore resistono, sono più forti della morte e della cattiveria.
A saper ascoltare, si ode un suono di violino, note strazianti che suonano per l’eternità, a ricordare un amore perduto.

Atmosfera gotica, mistero, alchimia e magia ingredienti mixati sapientemente, anche stavolta la scrittura di Laura Costantini coinvolge e trasporta in un mondo lontano, onirico ma nello stesso tempo tanto reale, frutto di una ricerca storica precisa.

C’è il richiamo a tanta letteratura, dal Faust a Grandi Speranze, con una strizzatina d’occhio al Venditore di Felicità dell’Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.

Semplicemente fantastico






08 luglio 2023

RECENSIONE: - "Il Varcaporta" - di Laura Costantini

 





Titolo: Il Varcaporta
Autore: Laura Costantini
Genere: Fantasy, Fantasy Storico, Steampunk
Casa Editrice: Dark Abyss Edizioni
Pagine: 581 pagine

Corre l’anno 1897 e l’Inghilterra prevale su tutti i paesi d’Europa grazie alla scoperta del Kh-Ram, misteriosa sorgente di energia che l’ha liberata da carbone e vapore. Certo, la sostanza ha un costo ma il regno di Vittoria agisce in maniera pragmatica: nasconde le proprie difformità e le sfrutta al bisogno. Di miserabili le strade son piene. Una parte diventa carne da macello per processare l’energia. Un’altra, selezionata, entra in un corpo d’elite che padroneggia il Kh-Ram, cosa possibile solo per un binomio, ossia una coppia di giovani con determinate caratteristiche, tra cui un legame esclusivo, assoluto e rigorosamente maschi. La sostanza, infatti, aborre le donne, il movimento e il calore. L’Inghilterra chiude volentieri un occhio su tali unioni, ne chiude anche due sulla sorte dei disgraziati. Ma se non fosse solo questo il prezzo da pagare? Aster Paul, Astrea Lucinda, Zachary Tucker, Devereux Willoghby e alcune vecchie conoscenze lo scopriranno e dovranno decidere da che parte stare. Sarà una lotta per la sopravvivenza segnata da alleanze imprevedibili e inganni, in cui i sentimenti più intensi e puri diventeranno l’unica guida.



“… si rese conto che il Kh-Ram aveva mostrato sin dall’inizio cosa ne sarebbe stato del mondo: ghiaccio, assenza di colori e di movimento, oppressione. Erano loro a non aver compreso”

Una cerimonia evocativa, un antico rituale celtico officiato nella notte del Solstizio d’Estate, il cielo canta, il suono è ovunque, nell’attimo in cui la luce spacca l’orizzonte una enorme freccia nera scuote la terra e libera una forza oscura: il Kh-Ram.
Dieci anni dopo, l’Inghilterra è al collasso: il Kh-Ram è sempre più vorace e l’energia che scaturisce dalla sostanza, che ha modificato la combustione dei mezzi di trasporto avvantaggiando una ristretta élite di persone, richiede sforzi sempre più immani.
Le persone che vivono ai margini della società, i bambini e gli inabili vengono sacrificati e dati in pasto alla Sostanza, che si nutre della loro stessa vita, in una spirale senza fine.
L’Accademia che forma ed addestra i ragazzi proprio allo scopo di servire il potere, nell’anniversario del decennale si ritrova a dover affrontare l’imprevisto: i due cadetti Willoughby e Tucker dimostrano di possedere doti sino ad allora inimmaginabili e di essere particolarmente affiatati e legati.
Uno dei due, infatti, è un Varcaporte, capace cioè di raggiungere lo scudo che protegge la Sostanza e invertire il corso degli eventi.
La notizia sconvolge il mondo accademico e scientifico, le forze armate, i druidi depositari dei riti celtici e, soprattutto, Lady Astrea Lucinda Walker la figlia di Lord Sarumhold, colui che aveva risvegliato il Kh-Ram, rimasta gravemente menomata nel corso del rituale ma agguerrita nel difendere la sua autorità e la sua sete di potere.
Riuscirà il Varcaporta a mutare i destini dell’umanità?

Una trama intrigante e ricca di tensione, un pathos che coinvolge il lettore dalla prima pagina all’ultima.
La vicenda si svolge nell’epoca vittoriana, un periodo storico affascinante e dai molteplici risvolti e l’atmosfera richiama alla mente i romanzi di Dickens, i poveri, i ragazzi di strada, l’infanzia negata.
Un libro ambientato nel passato ma che affronta tematiche moderne, molto attuali, quali l’omosessualità e la svolta ecologica alla ricerca di energie alternative.
Il tutto permeato da un velo di magia che non guasta mai.




25 maggio 2023

RECENSIONE: - "L'identità della luce" - di Pietro Dell'Oglio

 




L’IDENTITÀ DELLA LUCE

di PIETRO DELL’OGLIO


Collana: URSULA KEMP

Genere: DARK FANTASY - PSICOLOGICO

Pagine  240

Cartaceo: 17,00 €

Editore: Dark Abyss Edizioni

Data Uscita: 20 MARZO 2023



Ipsum Dolor gode di una vita perfetta: ha un marito rispettato che la protegge

e lei si sente al sicuro tra le alte mura della città di Mnemonia. Tutto questo finché non

entra in contatto con un’entità luminosa che le dona la capacità di vedere davvero la

realtà: le case sono ammassi di macerie, le strade pavimentate da denti ingialliti e le

persone sono deformi. Con l’intenzione di scoprire che cos’è reale e cosa no, Ipsum

comincia a indagare in una spirale di vertiginosa follia, seguendo una luce fioca per

salvarsi dal buio che vorrebbe inghiottirla.




Avete presente la serie animata educativa degli anni 80/90 siamo fatti così, dove ogni microrganismo del corpo umano aveva un identità propria: un neurone rappresentato da un anziano maestro barbuto coordinava tutte le operazioni, i linfociti viaggiavano su delle tecnologiche capsule volanti e i virus erano strani tizi dai brutti ceffi? Bene, se non ve lo ricordate prendete per buona l'approssimativa descrizione appena fatta, al posto del corpo umano metteteci qualcosa di più contorto, come la psiche per esempio, e invece delle simpatiche rappresentazioni dei microrganismi che lo compongono, metteteci gli angoli più bui dell’animo umano. Ecco fatto, vi presento L’identità della luce, un singolare fantasy psicologico dalle note splatter e il sapore noir che non si limita a raccontare una storia, anzi forse è meglio dire: che non vuole raccontare “una” storia, ma pretende di raccontare la “tua” storia! Siamo fatti così (serie tv a parte) tutti allo stesso modo, abbiamo caratteri somatici diversi, nomi diversi, peculiarità ed esperienze diverse, ma le basi sono le stesse per tutto il genere umano. Stesse radici. Profonde e insondabili come l’universo stesso, come l’infinito/eterno dal quale proveniamo e al quale, più o meno coscientemente, aspiriamo. Radici impossibili da scoprire nella loro interezza, quindi, ma attraenti e misteriose. Da sempre l’essere umano si lancia in viaggi all’interno di sé stesso con lo scopo di scoprire i segreti della propria esistenza e quando riesce nel suo intento lo fa a discapito di grande sofferenza interiore, quella che nasce dallo sforzo necessario ad affrontare il terrore che aleggia negli angoli più bui dell’animo umano. L’identità della luce racconta la storia del lettore che vi s’immerge, perché è il resoconto di un coraggioso viaggio nelle profondità delle radici umane.

Nella serie animata Siamo fatti così i linfociti (che difendono l’organismo) viaggiavano su delle capsule volanti altamente tecnologiche, con mille funzioni che solo i linfociti stessi potevano usare. Ecco com’è fatta la penna degli autori che non hanno paura di viaggiare nella propria oscurità alla ricerca della luce imprigionata in essa, è una capsula volante piena di funzioni che solo loro sanno usare. L’autore di L’identità della luce direi proprio che… no, non lo dico, leggete quest’opera, poi sarete voi a dirlo.




04 maggio 2023

RECENSIONE: - "The Jackal man" - di Russell C. Connor





THE JACKAL MAN
RUSSELL C. CONNOR
Collana: CATHERINE MONVOSIN
Genere: HORROR
pp. 418
Cartaceo: 18,00 €
Editore: Dark Abyss Edizioni
Data Uscita: 20 APRILE 2023

Non avventurarti lungo la strada buia che porta a Sud. Gli abitanti di Ashville non lo fanno mai. Loro lo sanno. Non commettere questo errore. Ma la Lyles Corporation ha deciso di costruire e vendere case, proprio lì. Il business è cieco, sordo e non riesce nemmeno a captare l'odore del sangue. Perché c'è qualcosa a Sud, lungo la strada buia. Qualcosa di deforme, di crudele. Per questo, in quel paesino del Texas, le luci sono sempre accese. E tu, sicuro di non aver paura della strada buia?


“I bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Non è un fatto scontato, ma è verosimile, in realtà è auspicabile, anche se raro: tutti noi vorremmo avere la forza di superare le nostre paure per il bene della nostra famiglia. La verità è che ci vuole un coraggio da supereroe, perché superare le paure equivale a superare i confini più estremi dell'animo, quindi non tutti potrebbero riuscirci. Molti probabilmente non ci proverebbero nemmeno. Dipende dall'amore, come sempre, che purtroppo non sempre è scontato. Però, anche se io fossi l’essere meno dedito alla famiglia che calpesta questo mondo, non potrei comunque fare a meno di immedesimarmi in un uomo che supera le proprie paure per far fronte ai bisogni della famiglia. Non potrei non pensare che lo farei anche io! Sono ancora l’essere meno dedito alla famiglia del mondo, quindi non è vero, ma non potrei mai ammettere il contrario nemmeno a me stesso, almeno fino alla smentita di un avvenimento reale. La letteratura, però, non ha bisogno di prove reali. Quindi, un immagine come quella in analisi, è come un uragano che ti spalanca la porta di casa, indipendentemente da chi sei, ti risucchia e ti porta dove vuole e ovunque ti porta è reale, anche se fosse il paese delle meraviglie.

The Jackal man è un classico dell’horror fantasy scritto da una penna che riuscirebbe ad esaltare anche la proverbiale lista della spesa.

Ciò che deve accadere si capisce sin dalle prime pagine, allora perché riga dopo riga l’ansia di scoprire cosa succede sale sempre di più incatenando il lettore alle pagine? Forse per la presenza di immagini nelle quali è impossibile non riconoscersi, come quella descritta sopra? O forse per lo spessore dei personaggi; crescono pagina dopo pagina, il lettore impara a conoscerli nei minimi particolari, niente è lasciato all’immaginazione. Il lettore non può, non deve immaginare i caratteri somatici e caratteriali di un personaggio, come non può farlo con una persona che conosce nella realtà. Può immaginare come reagirà in una determinata situazione, ma lo fa in base alla conoscenza che ha dalla persona, non si inventa niente. Così è in The Jackal Man: io so che Jaime farà qualunque cosa sia necessaria, perché “i bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Il mio personaggio preferito è senza dubbio il trio formato da Chiodo, Zerk e Will. Ho subito iniziato a vederli come un unico personaggio, pur essendo tutti ben definiti come singoli individui. Mi è piaciuta la loro stravaganza di ragazzi, la libertà e la leggerezza con la quale affrontano le sfide del quotidiano.

In ultima analisi, e poi basta perché sto rischiando di scrivere un poema invece di una recensione, ho apprezzato il tema dell’ambiente trattato in quest’opera da un punto di vista inusuale: la natura ci avverte e punisce da sempre per i nostri abusi, scatenando forze contro le quali l’uomo non può nulla, ma alle quali si è ormai adattato. E se decidesse di alzare il tiro? Se la natura, per protestare e difendersi dall'ingrato essere umano, ad un certo punto liberasse della forze sconosciute agli uomini, alle quali sarà impossibile adattarsi?

Ops, ho lasciato una domanda senza risposta: perché, nonostante ciò che deve succedere si capisca sin da subito, il lettore non riesce a staccarsi dalle pagine? Facciamo così, rispondete voi dopo averlo letto.

Un capolavoro al quale dedico tutte le stelle del cielo!