Visualizzazione post con etichetta Fantasy post-apocalittico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fantasy post-apocalittico. Mostra tutti i post

22 aprile 2024

REVIEW TOUR: - "LOGOS" - di Matteo Tagliabue

 



Titolo: Logos

Autore: Matteo Tagliabue

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Fantasy post-apocalyptic

Trope: #fantasy, #epicwar, #angeliedemoni

Pov: 3 persona

Prezzo ebook: € 3,49  Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 17 aprile

Pagine: 300 circa

Autoconclusivo: sì




Sono trascorsi sette anni da quando il cielo si è squarciato e le armate di Angeli e Demoni hanno iniziato la guerra.
Gli esseri umani hanno cercato si sopravvivere, ma la Terra è devastata e la legge del più forte prende il sopravvento.
Eppure, questa apocalisse era stata predetta. Nell'oscurità di riunioni segrete, una setta sapeva che la guerra sarebbe iniziata. La ricerca del Logos, dell'equilibrio degli opposti, era già iniziata.
Una piuma.
Un artiglio.
E il sangue di un meticcio.






Oggi partecipiamo con molto piacere al review party di  “Logos” di Matteo Tagliabue.

Un’opera audace e visionaria nel panorama della letteratura fantasy contemporanea. Ambientato in un futuro post-apocalittico, il romanzo ci trasporta in un mondo dove una guerra feroce tra angeli e demoni per ben sette anni, ha lasciato la Terra devastata, e gli esseri umani sono costretti a lottare per la sopravvivenza, anche tra di loro. 

L'autore costruisce con maestria un universo ricco di dettagli, dove la mitologia classica si fonde con elementi moderni, creando una narrazione  sorprendentemente nuova che mi ha affascinata. In alcuni punti l'autore inserisce dei flashback prima dell'invasione per farci conoscere meglio i personaggi.

"L'equilibrio è la base di tutto"

Una frase che mi ha colpito e che mi è rimasta in mente.

Equilibrio e armonia, diventano il fulcro attorno al quale ruotano le vicende dei personaggi, ognuno è magistralmente delineato con profondità psicologica e complessità emotiva.

Ho apprezzato il ruolo di Zeno, che è il saggio della storia diventando anche maestro di vita di molti, ma che insieme ad alcuni nasconde un segreto, anzi molti segreti. E Latika, una ragazza che è una piccola guerriera con energia e astuzia da vendere, pronta a proteggere ed aiutare chiunque è al suo fianco. Potrebbe essere la chiave per terminare questa doppia invasione, ma sarà veramente così?

Virgil, Natan, Jona, Siri e Areal, sono altri personaggi importanti nella narrazione, ognuno con il proprio bagaglio emotivo che ruoteranno intorno a Latika, lascerò a voi capire chi sarà amico o nemico, bugiardo o sincero. 

 Il contrasto tra la luce e l’oscurità, il bene e il male, è rappresentato con una tale intensità da rendere quasi tangibile la tensione che permea ogni capitolo.

Con un ritmo incalzante che mi ha catturato fin dalle prime pagine, con battaglie epiche e colpi di scena che si alternano a momenti di riflessione filosofica, “Logos” non è solo un’avventura fantasy; è un viaggio nell’animo umano, un’esplorazione delle nostre paure più profonde e della nostra incessante ricerca di speranza. Il romanzo non si limita a raccontare una storia; ci invita a riflettere sul significato della vita e sul potere salvifico dell’amore e del sacrificio.

Quest'opera merita di essere letta e riletta, perché sono sicura che sarà capace di lasciare un segno indelebile nel cuore di molti.

Alla prossima!






04 marzo 2023

RECENSIONE: - "2030 APOCALYPSE WAR" - di Elisa Delpari





Autore: Elisa Delpari

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Lingua: italiano

Genere: Post-apocalittico/fantasy

Pagine: 454

Data d’uscita: 19 marzo 2022

Prezzo: Kindle unlimited 2.99€


Elektra ormai è diventata una donna adulta, che lavora come medico chirurgo nel più rinomato ospedale di New York, si è sposata con Daniel l'amore della sua vita... insomma, ora è felice e appagata come non mai. Ma dopo molto tempo, le visioni che l'hanno accompagnata durante l'adolescenza ritornano prepotentemente nella sua vita. Questa volta gli episodi sembrano appartenere a un futuro post-apocalittico, nel quale la protagonista scorge una New York distrutta da un evento devastante. Da quel giorno queste premonizioni di morte e distruzione cresceranno di intensità fino a quando un giorno la sua città verrà invasa da un nemico molto potente: il generale dell'impero giapponese Yamamoto, che sottometterà gli abitanti attraverso i suoi metodi barbari e crudeli, riuscendo così ad avere il totale controllo della metropoli in brevissimo tempo. Elektra grazie all'aiuto di un gruppo di ragazzi dalle abilità molto speciali, formerà un team di ribelli con cui combatterà l'invasore fino allo scontro finale, per riconquistare la libertà.




Incipit ben strutturato, conosciamo subito la protagonista e l’ambiente in cui si trova e la direzione in cui l’autrice vuole portare il lettore.

Per quel che mi riguarda “Frankenstein o Il moderno prometeo” è il sacro Graal della letteratura di genere e sono sicuro che il 99,99% dei lettori lo conosce. Alle volte specificare delle ovvietà denaturalizza il discorso e appesantisce la lettura, specialmente se la stessa informazione viene ripetuta in modo identico più volte. Mi perdoni l'autrice per questo appunto.

Un po’ più in là nel futuro può corrispondere a grandi passi in avanti tecnologici e biologici in quanto entrambi le crescite sono esponenziali. Ci sono degli sforzi visionari più realistici di altri e credo che “2030 APOCALYPSE WAR” abbia questo potenziale. Ci sono però delle informazioni che si allontanano un po' dalla verosimiglianza narrativa: oggi le bombe atomiche sono più potenti di quelle usate nella Seconda guerra mondiale, non dieci, ma cento, mille, duemilacinquecento (la più potente mai testa) addirittura cinquemila volte, per la più potente in progettazione. Ad oggi le maggiori potenze nucleari sventolano lo spauracchio dell’atomica come deterrente per chi volesse dichiarare guerra, o invadere. Funziona, o almeno ha funzionato fino ad oggi. Le potenze nucleari non vengono attaccate, figuriamoci invase. Gli Stati Uniti sono la seconda potenza nucleare al mondo, nessuno stato oggi si sognerebbe di invaderla, o ne pagherebbe le conseguenze. Lo stesso vale per molti altri stati europei, e per tutti quelli che fanno parte dell’alleanza atlantica, anche se non sono potenze nucleari, poiché il famoso quinto articolo dell’alleanza garantisce la difesa comune. È impensabile che da qui a pochi anni le cose possano cambiare al punto che una nazione sia in grado di sfidare tutte le potenze nucleari senza subirne le conseguenze. È impensabile, ho detto e lo ribadisco, ma non è impossibile. La letteratura, con la sua forza visionaria, può renderlo possibile in un’infinità di modi, primo fra tutti i poteri spirituali, ed è proprio questa la forza di “2030 APOCALYPSE WAR”. Ho apprezzato moltissimo la contrapposizione che si evince tra i poteri spirituali e quelli bellici tradizionali. Come a dire che l’unica via di uscita dall’eterno impasse del potere temporale si celi nella spiritualità. È un concetto che va al di là dell’eterna lotta tra il bene e il male, poiché suppone la sua risoluzione, non con una battaglia finale, bensì con l’evoluzione dello spirito. Quindi la letteratura può far invadere il mondo intero anche nel 2030 senza trovare contrapposizioni realistiche/verosimili, ma va spiegato il come, in modo approfondito, realistico e verosimile.

La luce che più di tutte emerge da “2030 APOCALYPSE WAR” secondo me riguarda il desiderio di immaginare soluzioni all’eterno, diabolico, umano vizio di ripetere gli stessi errori senza imparare dalla storia. Questo desiderio, che appartiene all’autrice, è prezioso più di ogni appunto sulla tecnica, sullo stile o sulla storia di un romanzo. Ci vuole coraggio per esporsi in questo senso, non è una cosa che si impara.





13 gennaio 2023

RECENSIONE: - "I cercatori di pace" - di Laura Costantini

 





TITOLO: I cercatori di pace.
AUTRICE: Laura Costantini.
GENERE: Fantasy post-apocalittico.
EDITORE: I Merangoli.
Illustrazioni: Niccolò Pizzorni
PREZZO: euro 17,10 (cartaceo).

“I cercatori di pace”, eroi o forse vittime designate da chi detiene il potere, partono verso una ignota avventura, alla ricerca di un futuro che viene dal passato e che li condurrà a incrociare i loro destini: Ghillean, Litia, Kimen e Tarnell non si conoscono e non si fidano uno dell’altro, ma sono giovani e umani. È il 518° anno di guerra e nessuno ricorda più come e perché sia iniziata. Un enigma che potrà essere risolto catturando un leggendario Mutato, figura misteriosa nella quale si cela l’arma speciale inventata prima del lungo e distruttivo periodo bellico, che ha generato un ritorno al passato, un medioevo privo di tecnologia, cultura e memoria storica.





Non amo le storie che cominciano con una macro descrizione. Preferisco leggere azione, dialoghi, riflessioni, nelle prime righe di un romanzo. Quindi avrei preferito che Erien avesse iniziato parlandomi di Ghillean, piuttosto che descrivere la situazione politica mondiale. l'incipit ha uno scopo ben preciso, è l’unica occasione che ha l’autore di catturare subito l’attenzione del lettore. Ciò che, però, cattura la mia attenzione, non significa che funzioni anche con gli altri lettori, il modo è bello perché è vario. L’autrice, quindi, prenda questa mia piccola critica per quello che è: un punto di vista personale.

Ho un idea tutta mia del (o dei) protagonista assoluto di una storia, secondo me è un appendice tecnica della storia stessa, del suo messaggio intrinseco, è il suo volto, il biglietto da visita, e per questo non riesco quasi mai a identificarlo come un personaggio vero e proprio. Non lo umanizzo, è come se fosse la copertina (quindi comunque molto importante, non fraintendete ). Questo significa che i veri personaggi, in senso stretto, diventano quelli secondari e il loro spessore diventa fondamentale per giudicare la coerenza generale dell’opera. Ci sono, invece, quelle storie dove il protagonista è prefetto. Non si limita a portare avanti l’azione, ma la vive, aumentando il proprio spessore pagina dopo pagina. Allora inizi a chiederti cose, curiosità sul suo carattere, sui suoi pensieri, proprio come faresti con una nuova conoscenza che ti piace. Gli altri personaggi acquisiscono valore ogni volta che interagiscono con lui, o lei, come nel caso di Ghillean. Che donna ragazzi! Quasi inerme contro la forza fisica degli uomini (è realistico). Sottomessa, suo malgrado, ma non sempre, al potere. Forte dei valori, soprattutto femminili, della pace e dell’amore. Eroica secondo le peculiarità del gentil sesso. Più astuta che spietata, più coraggiosa che disinibita, più pudica che sexy. Si ma anche sexy! (lo ripeto, è una donna vera, non un costrutto idealistico dell’emancipazione, ma una figura credibile, realistica) Arresa al destino, ma solo perché era quello che cercava, la sua missione e il suo sogno. Potrei continuare a lungo, credetemi, ma… leggete e scopritelo da soli.

Mi è piaciuta la morale che emerge, a più puntate durante la lettura, sull’uso della tecnologia. Il confronto tra scienza conoscenza e magia scaturisce da una grande apertura mentale. Un coraggio visionario, come a dire: nulla è impossibile e tutto è spiegabile. L’autrice dimostra coraggio con la c maiuscola, però, quando affronta il tema della violenza sessuale. Anche se introdotto quasi come “sottotitolo” esprime bene la sua drammaticità. Complimenti.

Una delle cose più difficili per un post apocalittico è far quadrare i conti con la passato. Il lettore mentre legge si fa un sacco di domande: (a titolo di esempio non riferito a quest’opera) perché sono diventati tutti cannibali? Perché sono diventati maghi? Perché qualcuno è deforme e qualcuno no? Etc. Le risposte non possono tardare altrimenti l’attenzione del lettore si sposta dalla trama principale a queste futilità. In “i cercatori di pace” il debito con la coerenza viene pagato senza obiezioni, a mio avviso, e questa è la cosa più importante, ma alle volte le risposte tardano un po’ad arrivare ed è un peccato perché la caccia al “mutato” è un motore ben oliato. L’ansia di sapere cosa, o chi sia il mutato, che capacità abbia, chi lo troverà etc. tiene il lettore incollato alle pagine, lo dico con grande piacere. Le domande secondarie sul passato del mondo di “i cercatori di pace” distraggono un po’quando le risposte tardano, rischiando di far scemare l’entusiasmo del lettore per gli sviluppi della caccia.

D’altro canto le avventure e disavventure che si susseguono durante la ricerca del mutato sono davvero ben costruite, originali, ansiogene al punto giusto. L’autrice è capace di dosare il ritmo della narrazione, e le descrizioni creano la giusta atmosfera. Il mix horror/sexy degli attacchi da parte della creatura non è nuovo, ma è ben strutturato e funziona. Ho trovato originale, invece, l’intreccio che scioglie il mistero del mutato, e ho trovato geniale il suo potere fuori…. L’autrice ha capito di cosa parlo, gli altri leggano il libro, perché ne vale davvero la pena.