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02 ottobre 2026

RECENSIONE - Il Barone che non amava le rose (Le figlie di Ashcombe Manor Vol. 2) - di Rossella D’Arcy

 



       Titolo: Il Barone che non amava le rose

        Autrice: Rossella D’Arcy

        Editore: SELF (Navila)

    Genere: Historical Romance

      Formato: ebook e cartaceo

   Data pubblicazione: 25/06/2026

        Protagonisti: Miss Cecily Gracefield e Lord Alistair Gracefield, barone di Ashcombe

      Pagine: 364

Dall’autrice di Scacco al Duca torna la saga Le figlie di Ashcombe Manor con un nuovo, travolgente capitolo di amore proibito, scandali e desideri impossibili.

Nell’Inghilterra della Reggenza, una donna senza onore non ha futuro. E una famiglia senza eredità non ha più una casa.

Dopo la morte del vecchio Barone, Ashcombe Manor rischia di essere perduta per sempre.
Per salvare ciò che resta della sua famiglia, Cecily Gracefield ha una sola possibilità: proteggere il proprio nome a ogni costo. Perché basta un errore… e il suo onore sarà distrutto.

Ma tutto cambia con l’arrivo del nuovo Barone.

Alistair Gracefield è freddo, inflessibile, deciso a reclamare ogni diritto sull’eredità. Non crede nell’amore. Non si fida delle donne. E non ha alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere… soprattutto da Cecily.

Quando uno scandalo minaccia di travolgerla, una sola soluzione resta possibile: un matrimonio imposto.

Un’unione che può salvare Ashcombe o distruggere entrambi.

Lei, in bilico tra dovere e desiderio, rischia di perdere tutto.

Lui, convinto che l’amore sia un inganno, non è pronto a ciò che prova.

E quando un uomo dal passato di Cecily torna a reclamarla, il fragile equilibrio si spezza.

Perché ad Ashcombe Manor non è in gioco solo un’eredità, ma l’onore, il cuore… e il diritto di scegliere il proprio destino.

Il Barone che non amava le rose è una storia di passione, rischio e redenzione. Perché, nel mondo della Reggenza, amare è lo scandalo più pericoloso di tutti.

 

 



Bentrovate anime belle,
nuova recensione per il secondo volume de “Le figlie di Ashcombe Manor”, una serie che seguo dall’inizio e che a ogni volume diventa sempre più accattivante e bella, come belli sono i personaggi costruiti dalla D’Arcy in modo impeccabile.
La serietà quando si scrive uno storico è fondamentale e Rossella la dimostra tutta in ogni dettaglio, particolare o parola che mette sul foglio.

L’educazione del tempo era rigida per le fanciulle, che non potevano di certo aspirare alla libertà.

Le madri erano impegnate più a interessarsi di sistemare le figlie, specie quando una famiglia era sull’orlo di una rovina, ignorando i sentimenti della progenie e la volontà di essere solo amata per quello che era.

Ma, tante volte, in quelle imposizioni riverberava una speranza e da un matrimonio imposto e combinato ne poteva nascere qualcosa di buono, a patto che il cuore dell’una o dell’altro fosse libero.

Devo essere sincera: per quanto mi sia piaciuta Cecily, è Alistair che ho amato.

La sua malinconia, quegli occhi velati di una tristezza che trova un barlume di luce quando vede lei.

Alistair e il suo passato segnato da una famiglia non propriamente affettiva. Capitava spesso, all’epoca, di essere visti solo come mezzi per protrarre una discendenza, un cognome che tante volte risultava ingombrante perché limitava la libertà di essere semplicemente se stessi.

Ma “Il Barone che non amava le rose” non è solo Cecily e Alistair, è anche quel passato che, se possibile, ti porta a voler scoprire di più, sempre di più sulla prossima mossa del famoso Duca e di quella donna, Evelina, ora mamma impegnata a sistemare la prole, che nonostante il tempo forse, e dico forse, non hanno mai smesso di amarsi.

Faccio i complimenti a Rossella, un’autrice che, solo per la cultura che dimostra, stimo dal profondo; perché lo storico che fa sognare è questo, quello del tempo che si ferma in mezzo alle pagine, che ti rimanda lì, in un’epoca dove bastava uno sguardo per amarsi o forse odiarsi, e una parola per distruggersi o ritrovarsi.

Aspetto con ansia la prossima “sorella”, anche se la mia attenzione è puntata sulla più piccola della famiglia.

Ancora complimenti Rossella, continua a farci sognare!

A presto

 




24 marzo 2026

RECENSIONE - Scacco al Duca (Le figlie di Ashcombe Manor Vol. 1) - di Rossella D'Arcy

 




       Titolo: Scacco al Duca

      Autrice: Rossella D’Arcy

     Editore: SELF (Navila)

  Genere: Historical Romande

     Formato: ebook e cartaceo

  Data pubblicazione: 14/03/2026

       Protagonisti: Miss Althea Gracefield e Lord Evander Peregrine Radeclife, marchese di Ashworth

     Pagine: 501


Benvenuti nell'Inghilterra della Reggenza, dove l'amore è un lusso e l'onore di una famiglia è un debito da saldare.

Per Miss Althea Gracefield, i salotti di Londra non sono un sogno, ma un patibolo. In un’epoca in cui una donna è poco più di una pedina sulla scacchiera sociale, il suo unico desiderio è conquistare la vera libertà, quella che si ottiene con il sapere. Decisa a resistere a un matrimonio di convenienza, Althea persegue un obiettivo segreto: pubblicare un romanzo sotto pseudonimo maschile, l'unica via per l'indipendenza che merita.
Tuttavia, il destino le sfugge di mano. 
Ashcombe Manor è in rovina e, sotto il peso dell'imminente disonore, sua madre compie una mossa disperata: esigere nottetempo un vecchio, pericoloso debito dal glaciale duca di Ravenscourt, l'uomo più temuto e influente d'Inghilterra.
Così, Althea è costretta a debuttare in società, dove si scontra subito con l'insopportabile e irresistibile 
Lord Evander Peregrine Radcliffe, marchese di Ashworth. Cinico, arguto e noto libertino, Evander è l'erede presunto del Duca, ma la sua posizione vacilla, e, costretto a considerare una moglie con una cospicua dote, cerca disperatamente una contromossa. Quando Althea, con il suo spirito ribelle e la lingua affilata, finisce per attirare l'inaspettata attenzione del Duca, Evander vede la sua opportunità: sposare la ribelle senza dote è la mossa perfetta per assicurarsi il futuro e mettere alle strette Sua Grazia.
Per Althea, l'irresistibile proposta del Marchese è un 
compromesso pericoloso: Evander le offrirà il suo nome e la protezione sociale, in cambio della libertà di pubblicare il suo romanzo e di realizzare i suoi sogni.
Due ribelli intrappolati in un 
matrimonio di convenienza, uniti da un gioco di potere e seduzione: quando sono in palio un ducato, l’onore e il cuore, chi farà la mossa giusta per uno Scacco al Duca? E se, nel tentativo di vincere la partita, scoprissero di essere l'uno la vera trappola dell'altra?

Nel gioco della Reggenza, vince chi non teme di infrangere le regole.



Bentrovate, anime belle!

Rieccomi a recensire un’autrice che ha suscitato molto il mio interesse.

Per fortuna, non ho dovuto attendere a lungo per leggere di nuovo le sue opere e assaporare uno stile tanto delicato quanto curato.

Arriva il primo volume de Le figlie di Ashcombe Manor di Rossella D’Arcy e, se il prequel era stato toccante, questo libro regala una miriade di sensazioni. Ritroviamo protagonisti già noti e un amore che il tempo ha potuto solo allontanare, ma che brilla ancora negli occhi, nei gesti e in quelle parole dettate da una rabbia che ha inaridito il cuore.

In queste pagine incontriamo il frutto di quel sentimento proibito, ma non aggiungo altro: ogni sfumatura di questa storia perderebbe significato se non venisse scoperta leggendo.

Di certo ho amato il personaggio di Althea e il suo essere scrittrice in un’epoca in cui il nome di una donna doveva essere celato da uno pseudonimo.

Mi ha colpito il suo carattere e il suo sentirsi fuori posto in una realtà dove l’apparenza e il ton erano tutto.

Anche la figura di Evander è costruita alla perfezione: un libertino che, tuttavia, non ha fatto i conti con i propri sentimenti.

Quella ragazza così distante dai suoi canoni lo affascina, lo attrae e lo respinge al contempo.

Ma quando, all’epoca, scoppiava uno scandalo, l’unica soluzione era…

Mi fermo qui. 

Mi auguro di cuore che la D’Arcy pubblichi presto il secondo volume, perché una scrittura come la sua va davvero gustata con calma, ma anche con quella curiosità che spinge a porsi mille domande.

Ci si chiede se, infine, le ombre del passato si dissiperanno, svelando quegli scenari dove il tempo è rimasto sospeso a una promessa.

Tuttavia, se c’è un personaggio che mi ammalia come la prima volta, è il Duca di Ravenscourt.

Quindi, cara Rossella D’Arcy, ti aspetto per la prossima storia, certo che saprà donarmi lo stesso trasporto.

Le sorelle Gracefield sono un mondo tutto da scoprire, e non sono le sole.

A presto

 





09 febbraio 2026

RECENSIONE - L’onore di una rosa - di Rossella D’Arcy

 



Titolo: L’onore di una rosa

Autrice: Rossella D’Arcy

Editore: SELF (Navila)

     Genere: Historical Romance

Formato: ebook

Data pubblicazione: 24/01/2026

Protagonisti: Capitano Edward Ainsworth e Lady Evelina St. John

Pagine: 81

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Può una scommessa crudele spezzare il cuore della debuttante più ambita di Londra?

Londra, 1790. Lady Evelina St. John, figlia del potente marchese di Montague, è la "Rosa del Ton": perfetta, intoccabile, destinata a un matrimonio di prestigio. 

Ma sotto i merletti preziosi e l’educazione impeccabile, Evelina nasconde un’anima ribelle che brama la libertà, un desiderio che le regole ferree dell’alta società non possono soffocare.

Il Capitano Edward Ainsworth è l’antitesi del decoro. 

Tornato dalle Indie con il corpo segnato dalle cicatrici e l’anima indurita dal cinismo, è un figlio cadetto che non ha nulla da perdere. 

Quando il visconte di Sothenburg lo sfida a una scommessa spregevole – sedurre l’inafferrabile Evelina e ottenere un pegno del suo favore – Edward accetta. 

Per lui è solo un gioco pericoloso per umiliare quell'aristocrazia che lo disprezza.

Ma tra sguardi rubati in giardini appartati dove la moralità tace e sfioramenti proibiti tra le figure di una danza, il predatore si scopre preda. Evelina non è solo un trofeo, ed Edward non è solo un soldato senza cuore.

Mentre uno scandalo senza precedenti minaccia di travolgere il nome dei Montague, Evelina dovrà compiere la scelta più difficile: proteggere il proprio onore o abbandonarsi all'unico uomo che può distruggerla… o liberarla per sempre.

Passione, segreti e un debito d'onore che cambierà il destino di una stirpe.

Scopri le origini del mondo di "Scacco al Duca" in questo racconto che è un prequel intenso e struggente. Un amore nato nell’ombra che brucerà per generazioni.

 



Si sa, amo spaziare con le letture: non è strano vedere mie recensioni che vanno dai contemporary ai fantasy allo storico. È un po’ nella mia natura quella di non stare mai ferma in un punto.

Un mio amico amava ripetermi: “chi si ferma è perduto”, e io non lo faccio in primis con la lettura, che è il mio cibo quotidiano.

Quando poi incontro un’autrice emergente che ha talento nella scrittura, ecco, là mi soffermo un attimo e mi inchino davanti a quelle potenzialità che fanno di un romanzo un piccolo tesoro.

Rossella D’Arcy: questo è il nome della scrittrice il cui libro è un gioiellino per gli amanti degli storici.

Già il suo nome mi è piaciuto; io, cresciuta a pane e Jane Austen, ci rivedo l’amore per un’epoca che, ahimè, non era tutto questo scintillio.

Lì non potevi decidere chi amare, ma solo accettare chi avrebbe potuto dar lustro a una famiglia che forse non pensava poi troppo alla felicità di una figlia, ma solo a come sistemarla meglio.

Interessante la trama e i personaggi, che sono incastrati alla perfezione con il contesto storico.

I balli all’epoca erano una vetrina per le giovani – scusate la mancanza di peli sulla lingua – messe quasi in vendita al miglior offerente.

Poi capitava che due sguardi si incastrassero per non sciogliersi facilmente.

A dividerli il rango: quello di un cadetto e la figlia del potente marchese di Montague.

Eppure, le regole venivano ripudiate nel momento in cui il cuore non stava nel petto; quando quegli stessi sguardi si trasformavano in labbra che si sfioravano e in corpi che si cercavano.

Il Capitano Edward Ainsworth e Lady Evelina St. John sono di una bellezza devastante insieme, come quelle rose che temi di toccare perché hai paura che si possano sciupare.

Ma la rosa ha una sua difesa personale: è fatta anche di spine che, quando pungono, lasciano il segno.

Non vado avanti nella trama semplicemente perché la potete leggere anche su Amazon.

Certo è che vi consiglio questo prequel, che anticipa una serie di storie che sono certa regaleranno tante emozioni.

È un romanzo che fa sognare: stile narrativo impeccabile, ricerca approfondita su usi e costumi del tempo, dialoghi ad hoc che riflettono non solo lo stato d’animo dei protagonisti, ma anche di tutto ciò che li circonda, compresi quei personaggi secondari che intessono trame allo scopo di ferire.

Non mi resta che attendere il nuovo romanzo, rinnovando i complimenti a Rossella D’Arcy, un altro esempio di come una penna elegante possa distinguersi in un oceano ormai saturo.

A presto