TITOLO – Corinna Matkovich
– La rivincita della scrittrice
Autore: Sara Masvar
Genere: Comedy, formazione, new adult
Numero pagine: 380
Casa editrice: Indipendently Published
Data di uscita: 28 febbraio 2026
Prezzo E-book: 3,90€
Prezzo cartaceo: 14,90€
Incluso nell’abbonamento Kindle Unlimited
Corinna Matkovich non è solo una millennial
incasinata: è la migliore penna thriller italiana… anche se il pubblico conosce
solo Brando Livore, lo pseudonimo imposto dalla sua casa editrice.
ATTENZIONE: In questo romanzo comedy alcune situazioni e/o personaggi sono volutamente esasperati e scritti in maniera accentuata. Vengono inoltre trattate alcune tematiche/dinamiche sensibili. Si consiglia la lettura a un pubblico consapevole.
CW: violenza domestica, uso di sostanze stupefacenti, linguaggio scurrile.
SLOGANSe vuoi farcela essendo te stesso, prima devi fare un gran casino.
Anche due, tre o molti di più nel mio caso, ma
dettagli.
Faccio una doverosa premessa: è la prima volta che
leggo Sara Masvar.
Ho apprezzato molto questa storia, che ho percepito
quasi come una biografia dell’autrice.
Sara non indora la pillola sul mondo editoriale:
attraverso i suoi personaggi, mette il lettore di fronte a dinamiche spesso
sconosciute. I compromessi – a volte enfatizzati volutamente – portano alla
consapevolezza che scrivere un romanzo non è sempre “rose e fiori”.
Non è tutto cuoricini e amore incondizionato; al
contrario, per alcune di noi può diventare un calvario. La scelta di un genere
condiziona a tal punto una scrittrice da spingerla, a volte, a cambiare nome
solo per piacere di più al pubblico o per non essere penalizzata dal proprio
sesso, che spesso preclude il successo.
Da qui la scelta degli pseudonimi: Corinne riflette
ciò che di frequente si nasconde dietro le quinte.
Attraverso lei, Sara ci parla della crisi dell’autore,
del blocco dello scrittore e di come ci si senta falliti quando non si riesce a
mettere una parola dopo l’altra.
Il sostegno, per Corinne, arriva da un gruppo di amici
e da un editor noto come “Er Mannaia”.
Solo chi attraversa gli stessi momenti può capire
davvero le insicurezze e i dubbi se continuare o meno una carriera che, per chi
ci guarda dall'esterno, sembra spesso qualcosa di troppo stretto.
In questo romanzo non è l’amore a fare da
protagonista; un amore da cui Corinne tenta di scappare perché non è detto che
chi ti ama non ti faccia soffrire.
Spesso, il compagno che scegliamo non fa altro che
amplificare le incertezze di una personalità e di un’anima sensibile.
Sara maschera tutto con l’ironia e con battute che
strappano un sorriso; ho apprezzato come l'esasperazione di certi personaggi o
situazioni sia stata sottolineata anche durante la presentazione del libro.
Io non amo le esagerazioni, ma stimo una scrittrice
che ha messo nero su bianco ciò che, forse, ha vissuto in prima persona.
A lei, e a tutte coloro che attraversano periodi
simili, auguro di risorgere come la fenice dalle proprie ceneri: diventiamo
vere vittime solo quando permettiamo al “carnefice” di godere dei silenzi che
seguono questi momenti bui.
Una nota di merito a Sara, che non si nasconde (come
invece facciamo in molte, forse per tutelarci), ma parla usando l'unica arma
efficace in questo frangente: la penna.
Tanto di cappello, Sara.
Di proposito non ho approfondito la trama: non è mio
uso farne la sintesi per dimostrare di aver letto il libro.
Preferisco condividere le mie impressioni e ciò che il
romanzo mi ha lasciato.
E qui vedo una grande voglia di rivincita e la
dimostrazione che non è un nome a fare un’autrice, ma ciò che lei imprime sulla
carta e nel cuore dei lettori.

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