Titolo:
Serie:
Volume: 6
Autrice: Aria M. Autrice
Editore: SELF PUBLISHING AMAZON
Genere:
Prezzo Ebook: 1,99 €
È
strano, per chi scrive storie, non trovare le parole per una recensione…
In
realtà ne ho tante in testa, forse troppe per riuscire a esprimerle.
Ho
aspettato a lungo il nuovo capitolo della famiglia Kane, ma mai avrei
immaginato un romanzo che il fiato te lo rubava e restituiva più volte.
Rafael,
un Kane legato a questa immensa famiglia non dal DNA, ma dall’amore di due
persone che lo hanno trovato in quello che io chiamo i confini del mondo.
Rafael
e la sua arroganza, l’imperturbabilità, la sfrontatezza di un sorriso che
stende tante donne.
Il
soldato che si ritrova a dover salvare una principessa.
La
principessa dagli occhi di giada…
Sembra
una favola, ma la realtà è che le favole hanno sempre il mostro che tenta di
privare la principessa della sua libertà.
Nahla
ha gli occhi simili a quei gioielli che lavora, la sua bellezza la fa apparire
una dea.
Una
virtù che in alcune parti del mondo, ahimè, può divenire un peso.
Sapete
bene che non faccio recensioni che siano il riassunto delle trame: lo trovo
svilente e mortificante verso un’autrice che ci mette l’anima nei suoi scritti.
E
qui di anima ce n’è tanta, come cuore e la volontà di trattare argomenti che
non sempre vengono ben visti.
Ma,
come dicevo prima, la realtà tante volte è ben lontana dall’essere una favola.
E
una donna si ritrova prigioniera, vittima di quegli uomini che la libertà la
negano perché si sentono padroni della vita e della morte.
Non
nego che mi sono emozionata e anche tanto; è un argomento, quello di Aria, che
mi sta particolarmente a cuore.
Lei
lo ha messo nero su bianco, con delicatezza ha esposto tematiche, reso vivo il
dolore di quelle donne, tanto che alle volte ho dovuto staccare dalla lettura.
E
non perché fosse brutta o non leggibile, ma perché estremamente vera.
Mi
sono ritrovata a piangere con Nahla, a vivere con quei suoi meravigliosi occhi
la prigione in cui era rinchiusa; e non parlo di una prigione fisica, care
lettrici, anche se lo possono diventare quattro mura che vengono usate come
barriera, come protezione da chi vuole nuocere.
Ho
sentito il suo cuore battere quando si è ritrovata davanti quel soldato che non
ha mai dimenticato, ho avvertito la sua rabbia, la disperazione quando le cose
non potevano cambiare.
E
ho assaporato il gusto della sua libertà quando le catene si sono spezzate.
Come
ho detto alla stessa autrice, questa non è la storia solo di un Kane, c’è molto
di più: c’è la famiglia, di quella che si chiude come un fiore quando un suo
membro viene anche solo minacciato.
C’è il coraggio di amare e c’è il grido di libertà di Nahla, che lotta con ogni fibra per sfuggire a una cultura che vede la donna solo come un oggetto di scambio e procreazione Nahla racchiude tutto ciò.
Non
è il colore dei suoi occhi a essermi rimasto impresso, ma la volontà, la
determinazione di non abbassarli mai che ci leggevo dentro.
E la forza di non mollare nonostante tutto, la capacità di conservare quei ricordi come ancora di salvezza quando affondava nel mare della violenza.
Il sesto romanzo della famiglia Kane è tutto questo e altro ancora; è fatto di scelte perché io non credo al destino, care lettrici: io penso che ognuno di noi abbia un disegno fra le mani, un disegno che possiamo cancellare e tratteggiare con le nostre scelte, e Rafael e Nahla hanno compiuto le loro e hanno subito il prezzo di un solo sì o no.
Aria
non si limita a raccontare una vicenda, a scriverla: le sue pagine sono piene
di colpi di scena, micro-climax che ti portano all’esplosione finale e ti
lasciano nuovamente a bocca aperta per un epilogo che inizia a raccontare già
la vita della prossima Kane.
A
noi non rimane che attendere il nuovo annuncio.
Lascio
la recensione con un sorriso, perché i Kane ne regalano tanti, nonostante la
vita non sia clemente con loro, ed è stato meraviglioso trovarli tutti insieme,
con i loro volti perfetti, le battute ironiche e quegli sguardi che dicono più
di mille parole.
La
forza di questa famiglia non risiede nella ricchezza materiale, ma in quella
che ogni suo membro porta nel cuore e negli occhi che assumono le tonalità del
mare della Sardegna.
Complimenti
Ari, sapevo che il nuovo Kane mi avrebbe levato il fiato, ma non immaginavo
così tanto.
Le
cinque stelle sono troppo poche per un libro che ne vale molte, molte di più.
A
presto.





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