TITOLO: Stockholm under the stars
GENERE: romance comtemporaneo
POV: quattro POV alternati
EDITORE: Self- Publishing
VOLUME: Autoconclusivo
KU: Sì
Ethel Lindgren ha sempre cercato la verità nelle stelle, come le ha insegnato suo nonno Tobias, ma quando il destino la mette sulla strada di Magnus Eriksson, l’uomo più magnetico e pericolosamente arrogante che abbia mai incontrato, il suo cielo smette di essere un luogo sicuro.
Magnus è un cliente difficile, un erede viziato, un uomo che nasconde più vizi che sorrisi. Eppure, quando la vita di Ethel crolla, è lui a restarle accanto, a stringerla e a proteggerla con una devozione di cui non pensava d’essere capace. E mentre il sentimento tra loro cresce, nella notte continua a risuonare la voce di Orione, il misterioso confidente che guida Ethel come fosse una stella lontana: dolcissimo, attento, perfetto.
Due presenze, un solo segreto e un amore che potrebbe cambiare tutto.
Quando verità e menzogna si intrecciano come costellazioni nel cielo sopra Stoccolma, Ethel dovrà scegliere se seguire la fantasia che la rassicura o la realtà che le fa tremare il cuore. Alcune stelle, infatti, brillano per guidare, altre sono ingannevoli, ma solo una è destinata a restare per sempre.
Bentrovate anime belle, eccoci a una nuova recensione di un romanzo che porta la firma di Catherine BC.
Stockholm under the stars è un racconto che parla di
stelle, di destini che si intrecciano e di spiriti che si ritrovano.
È una
narrazione che descrive chi l’amore lo sogna e chi, invece, non ci crede più;
le sue pagine vibrano di sensazioni che si protraggono nel tempo e di
sentimenti che non appassiscono, ma restano lì, in attesa di germogliare
nuovamente.
È, sì, il percorso di Ethel e Magnus, ma anche quello
di Cigno e Cassiopea, che ricordano il loro legame come versi che non si
consumano negli anni, restando impressi nella memoria del cuore.
Quella stessa essenza che mantiene un’impronta
riconoscibile anche quando il corpo invecchia.
Non nego di essermi commossa, e anche molto, proprio per quelle due costellazioni che si sono amate e perse, per poi forse ricongiungersi nonostante il lungo tempo trascorso.
Forse sono loro i veri
protagonisti, ancor più di quelli principali: anime che, nonostante l’incedere
degli anni, hanno custodito ricordi che la polvere può solo coprire, ma che
basta un soffio a far riemergere.
Una mano segnata dal tempo che si protende verso
un’altra, occhi che hanno perso la lucentezza di un tempo ma che la ritrovano
incrociando lo sguardo di chi hanno tanto amato.
È un romanzo intenso, ricco di suggestioni che però corrono via troppo rapidamente.
Il punto è proprio questo: benché abbia
apprezzato l’intera vicenda, ho avuto l’impressione che tutto procedesse troppo
velocemente, finendo forse per sacrificare l’approfondimento interiore di Ethel
e Magnus.
Nello stile narrativo dell’autrice ho percepito quasi
una divisione netta tra la prima e la seconda parte dell’opera.
Ethel rimane affascinata da Magnus e viceversa, ma si
arriva subito al dunque, come se fossero state bruciate le tappe.
Mentre adoravo la sottotrama di Cigno e Cassiopea, quella dei due ragazzi si è consumata così in fretta da non lasciarmi assaporare il momento in cui l’istinto ha ceduto il passo al sentimento.
Anche l’evento scatenante che ha condotto Magnus sulla “retta
via” è ben articolato, ma anche in quel caso la risoluzione è stata fulminea.
Non me ne voglia l’autrice – è ovviamente un parere
personale – ma avrei voluto scavare di più nel passato di Magnus, capire perché
sia arrivato a concepire l’amore quasi come un nemico; avrei voluto conoscere
meglio la dolce Ethel e la sua incrollabile fiducia in ciò che l'altro ripudia.
Ciò che è certo è che a rimanermi nel cuore, facendomi
emozionare profondamente, è stata la storia di quell'uomo e di quella donna che
un tempo si sono amati sulle rive di un lago.
In un piccolo mondo costruito lontano da tutto, mi ha
colpita un sentimento che ha resistito ai decenni, continuando a brillare come
le stelle immortali del cielo.
A presto,

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