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27 luglio 2026

RECENSIONE - La Moglie del Dottore - di Daniel Hurst




Lui crede che il suo segreto sia al sicuro. Ma lei conosce la verità…

Mio marito è un medico. È intelligente, affascinante, e tutti si fidano di lui.
Tranne me.
In apparenza, ho tutto: il matrimonio perfetto, il marito perfetto, la vita perfetta. Ma la verità è tutt’altra.

Il
dottor Drew Devlin non è l’uomo rispettabile che finge di essere. Il motivo per cui ci siamo trasferiti in questa splendida casa antica, con la vista mozzafiato sul mare, era lasciarci il passato alle spalle. Doveva essere un nuovo inizio per entrambi.

E invece ho scoperto che mio marito mi ha mentito ancora. Sta usando il potere che ha nel suo lavoro per manipolare la vita delle persone, per ottenere esattamente ciò che vuole – a qualsiasi costo.

Ma mi ha sottovalutata. In questa grande casa isolata ho avuto tutto il tempo per riflettere su ognuno dei suoi errori.

E mio marito non ha la minima idea di ciò che sta per accadere…

Un thriller psicologico assolutamente travolgente, pieno di colpi di scena mozzafiato! La moglie del Dottore è un romanzo bestseller n.1 che vi terrà svegli fino a notte fonda. Se avete amato La coppia perfetta, L’amore bugiardo e Una di famiglia, vi lascerete conquistare da La moglie del Dottore.

La moglie del dottore è il primo di due volumi di Daniel Hurst. Si tratta di un thriller psicologico incentrato sulla storia di una coppia, il dottor Drew Devlin e sua moglie Fern, che si trasferisce dalla caotica Manchester alla più tranquilla Arberness, in una casa su Solway Firth “una distesa d’acqua tra l’Inghilterra e la Scozia”. Il loro matrimonio sembra felice: Drew è un medico apprezzato da tutti, è un bell’uomo di cui la moglie va fiera, ma…è fedifrago…e il peggio è che sua moglie lo sa!

Scritto in doppio pov, quello di Fern e di Drew, questo libro è un thriller particolare: non ho trovato ambientazioni o macchinazioni mentali lugubri, al contrario ho trovato la signora tradita deliziosamente sottile e a tratti divertente nella sua narrazione riguardante il suo aver voluto dare una ulteriore chance al marito. Fern è straordinaria e riesce a sorridere e a far sorridere il lettore grazie al suo humor assolutamente britannico: non è una “poveretta tradita”, è una donna consapevole che prende in mano la situazione. Facendo il confronto con lei, i co-protagonisti un po’ perdono e addirittura la donna che le ha rubato il cuore del marito, nonostante sembri più sofisticata e più bella di lei, risulta più che altro del tutto diafana e senza incisività.

La narrazione risente del tono ironico di Fern e ci offre così una lettura leggera e scorrevole, a tratti divertente. Ovviamente si tratta di un thriller quindi c’è anche il colpo di scena che non ti aspetti!

Piacevole.






 

08 giugno 2026

RECENSIONE - La famiglia affidataria - di Nicole Trope




Nella loro casa per le vacanze, a pochi passi dalla spiaggia, Elizabeth compone il numero della polizia con le mani tremanti. «Il mio bambino… è scomparso.»

Elizabeth è la madre affidataria di Joe, ma lo ama come se fosse suo. Il piccolo di cinque anni, che adora i supereroi e osservare gli uccellini fuori dalla finestra, è il figlio che ha sempre sognato. Guardando il giardino dove stava giocando pochi istanti prima, sente il cuore strapparsi dal petto.

Avrebbe dovuto salvare Joe dalla madre naturale, la donna che quasi gli ha negato la possibilità di vivere. La stessa che ora cerca disperatamente di riaverlo con sé.

Avrebbe dovuto proteggere Joe da suo marito. L’uomo che, in questo momento, mente alla polizia dicendo di essere in cucina a preparare la colazione quando Joe è sparito. Colui che le stringe la spalla, intimandole di tacere.

Avrebbe dovuto vegliare su Joe. Ora sono a pochi passi dall’oceano, e il piccolo Joe non sa nuotare.

Poi, nell’acqua, viene trovato il piccolo sandalo blu di Joe. Se è successo davvero il peggio – l’impensabile – Elizabeth non potrà mai perdonarsi. E se fosse stato il segreto che nasconde da anni, la colpa che la divora dentro, a mettere in pericolo il suo bambino?

È arrivato il momento di dire la verità – anche se significa perdere il figlio che è il suo intero mondo. Anche se potrebbe costarle la vita.

Un thriller psicologico assolutamente avvincente, pieno di colpi di scena, sui segreti di famiglia, un matrimonio al limite e il confine mortale tra amore e odio. Perfetto per i lettori di Lisa Jewell, Liane Moriarty e Freida McFadden.



Australia, Gilmore Beach.

Gordon Perry, che vive nella casa di fronte a quella presa in affitto dagli Ealy, quella mattina, di ritorno dalla passeggiata in spiaggia, non è affatto sorpreso dal trovare un’auto della polizia davanti alla loro abitazione.
Lui stesso non saprebbe spiegare il perché, la sua memoria lo tradisce, sa che c’è qualcosa che dovrebbe ricordare, ma il pensiero, così come si affaccia alla sua mente, fugge via, lasciandolo con un gravoso senso di vuoto.
È stata Elizabeth a chiamare la polizia, pochi istanti di distrazione e Joe, il figlio adottivo di cinque anni, è scomparso.
All’arrivo degli agenti la donna è visibilmente agitata, a disagio di fronte alle domande che le vengono poste.
Invece il marito, Howard, anche se il tono di voce lascia trasparire la preoccupazione, mostra calma e tranquillità, il suo viso è una maschera.

La narrazione di questo thriller psicologico si muove seguendo spazi temporali diversi, il crescendo della tensione è dettata dal doppio punto di vista, quello di Elizabeth e quello di Gordon.
La donna, partendo dal giorno della scomparsa del bambino, si apre confessando una vita infelice, dominata dalla paura e dalla solitudine, consapevole di non avere le forze necessarie per uscire dalla spirale di violenza e di soprusi che la sta annientando.
L’adozione del bambino sembrava essere un nuovo inizio ma il breve periodo di felicità è stato spazzato via dalla sua incapacità di rompere l’insano vincolo che la lega ad un uomo aggressivo e manipolatore, egocentrico e mentalmente instabile.
Gordon, ex insegnante che nel corso della sua carriera ha visto tanti ragazzi in difficoltà e che non ha mai taciuto di fronte alle ingiustizie, oggi è anziano, debole, tanto che lui stesso dubita dei propri ricordi, eppure si accorge, in quei pochi giorni, che Howard non è una brava persona.
La forsennata ricerca del bambino è una lotta contro il tempo che mette a nudo le debolezze umane. Non è più tempo né di tacere né di mentire.
La vita a volte riserva sorprese e strane coincidenze ma quel che emerge prepotentemente dalla lettura di questo thriller è la frustrazione che deriva dall’impotenza nel contrastare la violenza, dalla consapevolezza che nessuno dà peso a ciò che dicono le persone più fragili.

Più si è vulnerabili e più si diventa vittime.

Eppure, alla fine, la soluzione paradossalmente la si trova prestando attenzione ai vuoti di memoria di un anziano affetto da demenza senile.




 

20 maggio 2026

RECENSIONE - La Tata Perfetta - di Shalini Boland




“Mamma, non c’è più…”

Gemma Ballantine si sta preparando per andare al lavoro una mattina, quando la figlia maggiore scende di corsa dalle scale pronunciando le parole che ogni madre teme.

La porta d’ingresso è spalancata. E
la sua bambina di sei anni è scomparsa. In preda al panico, Gemma si lancia in una ricerca frenetica e angosciante.

Dopo quello che sembra un tempo infinito, la suocera
Diane trova Katie che vaga smarrita a poche strade di distanza. Sollevata nel riabbracciare la sua figlia più piccola, inspirando il dolce profumo dei suoi capelli, Gemma crede che l’incubo sia finito.

Ma presto la sua famiglia perfetta comincia a sgretolarsi.

E capisce che quello era solo l’inizio…

Dall’autrice bestseller di La madre segreta e Il bambino della porta accanto, un thriller psicologico irresistibile, fatto di segreti, bugie e tradimenti, che vi lascerà senza fiato di fronte al colpo di scena finale. Se avete amato L’amore bugiardo, La ragazza del treno e Una di famiglia, questo libro fa per voi.





Se c’è una cosa che ho imparato leggendo thriller psicologici, è che quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, di solito... non lo è. Ed è esattamente questa sensazione di costante disagio che mi ha accompagnata durante tutta la lettura di "La tata perfetta" di Shalini Boland.

Fin dalle prime pagine, mi sono immedesimata in Gemma, la protagonista. È una madre esausta, sopraffatta dalla gestione del lavoro, delle figlie e della casa, che vede in Sadie — la tata posata, impeccabile e dolce che compare quasi per miracolo — la risposta a tutte le sue preghiere. Ma, mentre Gemma ricomincia a respirare, io ho iniziato a sentire il fiato corto. Perché Sadie è troppo perfetta ai loro occhi e mano mano sta mettendo in moto un piano per non so cosa. Troppo presente, cerca di mettere zizzania e manipolare le bambine, ma cosa cerca di fare veramente? Lo lascio scoprire a voi, e sono sicura rimarrete esterrefatti quanto me, che avevo immaginato diversi scenari.

Quello che mi ha colpito di più è come la Boland riesca a insinuare il dubbio in ogni gesto quotidiano. Uno sguardo di troppo, quella sottile sensazione che qualcuno stia occupando il tuo spazio, non solo fisico ma emotivo. La scrittura è scorrevole, quasi magnetica: mi sono ritrovata a girare le pagine freneticamente, vittima di quella curiosità morbosa che solo i grandi thriller psicologici sanno scatenare.

La narrazione è impeccabile,  proprio quando pensavo di aver capito tutto, mi son dovuta ricredere. La Boland è stata una maestra nel manipolare le aspettative: semina indizi, ti spinge a formulare teorie e poi, con un colpo di mano brutale, ribalta la situazione.

E poi, parliamo del finale. Non voglio fare spoiler. È uno di quei finali che ti costringono a ripercorrere mentalmente tutto il libro, facendoti esclamare: "Ma come ho fatto a non vederlo o non capirlo?". 

Se cercate una lettura che vi tenga incollate al divano, che vi faccia dubitare di chiunque entri in casa vostra e che vi lasci con la mascella spalancata, questo libro deve finire dritto nella vostra lista dei desideri.

Buona Lettura!







 

14 aprile 2026

RECENSIONE - L'amante di mio marito - di Jess Ryder





Una moglie. Un’amante. Una settimana lontano da tutto… senza via di fuga.

Mentre io e le mie amiche sorseggiamo vino e ci confidiamo segreti alla luce tremolante delle candele nel nostro rifugio isolato tra le colline scozzesi, siamo tutte d’accordo: avevamo davvero bisogno di questa pausa. Ogni mattina nuoteremo nei laghi gelidi e cammineremo fino a spiagge remote, e ogni sera berremo vino e ci racconteremo storie, accoccolate accanto al fuoco. Sarà una vacanza che nessuna di noi dimenticherà mai.

Ma dietro il mio sorriso caloroso, nel mio cuore c’è solo gelo. Una delle mie amiche è l’amante di mio marito, e non passerà molto tempo prima che io scopra chi è. Lei crede di ingannarmi, ma non è l’unica ad avere dei segreti.

Non lascio trasparire nulla, ma più mi avvicino alla verità, più diventa chiaro che, tra queste colline scozzesi isolate, lontane da qualsiasi aiuto, qualcuno pagherà le proprie bugie con la vita…

Un thriller avvincente e impossibile da mettere giù. I fan di La coppia perfetta, Freida McFadden e Jeneva Rose saranno completamente catturati da L’amante di mio marito.



Cosa porta un gruppo di sei donne, le Sophie’s Swimmers, che non sono neanche amiche da tempo, a partire insieme per una vacanza digital detox a base di nuoto nelle Highlands scozzesi? Il nuoto, si sa, rigenera e tonifica, ma non è questa la motivazione portante di alcune del gruppo che ci aprono lo sguardo al loro mondo privato fatto di bugie, scheletri nell’armadio e segreti. Così apprendiamo che una sta cercando di superare il tradimento del marito, un’altra si macera nell’odio e nella vendetta, e tutte sono coinvolte in una girandola di umori, pensieri, dubbi, sospetti che le porta a non potersi fidare al cento per cento le une delle altre, perché in realtà non si conoscono bene. Se poi aggiungiamo anche il ritrovamento di un cadavere, questo thriller psicologico si arricchisce di suspense tenuta su altresì dall’ambiente suggestivo offerto da una Scozia dai toni cupi e inquieti.

L’indagine psicologica non riguarda solo la parte del thriller: ci troviamo anche di fronte a una donna che si lacera l’anima nel chiedersi se è il caso di ripescare da qualche parte, dentro di sé, l’affetto verso il marito fedifrago per amore della serenità dei figli o dare un taglio netto a un rapporto basato sulle menzogne; ci troviamo anche di fronte a chi vuole ritrovare se stessa, a chi cerca delle risposte che solo una delle sue compagne di nuoto potrà darle…

Volutamente nella recensione ho omesso i nomi delle donne che compongono il gruppo: trattandosi di un thriller ho paura di svelare inconsapevolmente ciò che non si deve, di conseguenza dico solo, in modo generico che il lettore si troverà di fronte a personalità complesse, disturbate anche.

Non mancano vittime e carnefici, ma i tratti distintivi sono labili, così come effimero è il confine finale che separa il trionfo dalla vergogna.





 

09 marzo 2026

RECENSIONE - Infedele - di Natalie Barelli







“Grazie”, dico dolcemente quando lei mi dice che sono fortunata ad avere una famiglia così bella. Ma vorrei dirle che non è solo fortuna. Una famiglia è come una fortezza che devi difendere tutto il tempo. Non puoi rilassarti perché c’è sempre qualcuno che cerca una breccia, sempre qualcuno che prova a entrare. Qualcuno proprio come lei…

Quando arrivo senza preavviso nello studio di mio marito, in cerca di una spalla su cui piangere dopo aver saputo che il mio miglior studente, Alex, è morto, vedo due bicchieri di vino che si stanno asciugando accanto al lavandino e la mia paura più profonda si conferma: 
mio marito ha una relazione.

La maggior parte delle donne cadrebbe in ginocchio in lacrime e lo caccerebbe di casa – ma io semplicemente non riesco a farlo.

Invece torno a casa e preparo una cena salutare per i nostri figli, porto fuori il cane e svuoto la lavastoviglie senza lamentarmi. Farò in modo che lui veda che sono ancora la donna che ha sposato: attraente, di successo, il collante che tiene insieme la nostra famiglia perfetta. 
Ho bisogno che questo matrimonio funzioni per proteggere un terribile segreto tutto mio, qualcosa che distruggerebbe tutto ciò per cui ho già sacrificato così tanto.

Ma quando la polizia arriva alla mia porta facendo domande sulla morte di Alex a cui non so rispondere, e iniziano ad apparire messaggi minacciosi sul mio telefono, capisco che qualcuno vicino a me mi sta osservando molto attentamente.

La verità è che nel mio matrimonio siamo in tre, ma solo uno di noi è davvero pericoloso…

Un thriller psicologico assolutamente avvincente, con un colpo di scena che ti lascerà senza fiato, perfetto per chiunque sia rimasto con la voglia di leggere ancora dopo L’amore bugiardo, Una di famiglia e Un matrimonio perfetto.


La protagonista, Anna Sanchez, è professoressa di matematica all’Università dove ha fatto domanda per ottenere la cattedra ordinaria. Tutto sembra andare bene nella sua vita: ha una famiglia per la quale farebbe di tutto pur di proteggerla, un marito che ama che dal quale è ricambiata, è lusingata dalle attenzioni di Geoff il capo del dipartimento di matematica dove lavora e, in più, segue il suo studente geniale, Alex, che è riuscito a dimostrare, grazie a lei (ed è per questo che la vuole come co-autrice della sua tesi di dottorando), una congettura matematica che ha sfidato per anni tutti i matematici e gli scienziati. Eppure, sebbene sia una donna in gamba, Anna spesso si sente inadeguata e in quei momenti si fa strada dentro di lei la voce pretenziosa della madre “come un grosso peso ingombrante” che la trascina giù.

All’improvviso il mondo di Anna si capovolge e tutte le certezze crollano: il suo studente modello e maniacale si suicida prima di rendere pubblica la soluzione della congettura matematica, lei vede sfumare la possibilità di avere il posto ordinario in facoltà e, ciò che è peggio, le si accende dentro prima il sospetto, poi la certezza che suo marito la tradisca.

Anna sembra essere una donna debole: osserva l’amante del marito ammirandone la raffinatezza e l’eleganza e in confronto lei si percepisce con la grazia di una papera, ma in realtà è una donna forte poiché si arma di quella forza silenziosa che le permette di migliorarsi e lottare per tenersi stretto il marito. Anna lotta: lotta per se stessa quando decide, dopo mille angherie e ingiustizie che le stanno piombando addosso, di prendere qualcosa per sé. Lotta, nonostante i sensi di colpa e le forti paure, per la rabbia che prova nell’aver realizzato di essere stata solo una pedina nelle mani di chiunque si sia approfittato della sua disponibilità ed empatia. E cambia le cose. Ma si sa che ogni medaglia ha due facce: i cambiamenti per Anna saranno in meglio o in peggio? A voi scoprirlo, perché quando si recensisce un thriller non bisogna dire molto e, di certo, non vi toglierò il gusto della suspense molto alta grazie a fraintendimenti e falsi depistaggi fatti ad arte e ben orchestrati dall’autrice fino ai colpi di scena finali sconcertanti.

Ottimo.