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02 maggio 2024

RECENSIONE: - "SEDICI RACCONTI" - di Fabio Belli

 




Titolo: Sedici racconti

Autore: Fabio Belli

Collana: Voci

Prezzo di copertina: 16,00



Sedici racconti è una raccolta di storie autonome che coinvolge direttamente il lettore, chiamandolo a diventare parte attiva della scrittura, senza subire gli eventi ma vivendoli in prima persona. Dai racconti in tinta noir a quelli
più intimistici, la silloge propone una visione chiara e onesta sulla condizione umana in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più impreviste.





I racconti brevi hanno un fascino particolare.
Poche pagine, trama e concetti concisi, ridotti all’essenziale eppure accattivanti, capaci di catturare l’attenzione del lettore.
Il finale può lasciare un senso di indefinito, anche di incompiuto e questa è la magia che permette a chi legge di fare suo il racconto.

Nei sedici racconti che compongono questo libro vi è la vita nella sua interezza, dalle storie d’amore al senso di appartenenza alla propria terra.

Slinding doors, eventi inaspettati che cambiano il destino delle persone, le atrocità della guerra, paure e debolezze ma, anche e soprattutto, tanta umanità.

Alcuni racconti fanno sorridere, altri fanno riflettere; ci sono storie che arrivano dal passato ed altre che guardano al futuro e altre ancora, misteriose ed oniriche che vanno oltre il tempo e lo spazio.







RECENSIONE: - "Vivi per quello che sei" - di Pietro Toffanin




Titolo: Vivi per quello che sei

Autore: Pietro Toffanin

Collana: Voci

Prezzo di copertina: 17,00



Marco è un manager giovane e brillante, con un futuro personale e professionale già tracciato davanti a sé. La vita va nella direzione che si è scelto, o che forse è convinto di essersi scelto, seguendo i dogmi e le ambizioni imposte dalla società odierna: studio, lavoro, successo, aperitivi, amici. Tutto scorre, apparentemente nel miglior modo possibile. Ma una sera, durante una festa aziendale, apre la porta sbagliata e finisce in un mondo di inganni e ricatti. Cosa fare? Fingere che nulla sia accaduto e andare avanti per la propria strada o deviare drasticamente dal percorso prefissato? In ufficio, poi, tra i tanti colleghi, conosce Greta, intrigante e inarrivabile assistente del suo diretto superiore, con cui Marco non aveva mai scambiato più di un paio di parole: era così lontana prima e ora appare vicinissima. Può davvero fidarsi di lei? Saranno questi i tanti interrogativi a cui dovrà rispondere prima di decidere come affrontare la sua vita.








Può aprire una porta sbagliata cambiare completamente il tuo modo di vedere le cose, di vivere?

Marco il protagonista è un manager con una vita già disegnata in tutto e per tutto ma si sa nella vita l’imprevisto è dietro l’ angolo….come accaduto a lui…in una festa…aprendo una porta tutto cambia…non sa più cosa fare…non sa più di chi potersi fidare davvero…anche quando conosce Greta è colto da mille dubbi, nonostante le piaccia davvero!

È una lettura intrigante,che ti lascia con il fiato sospeso…e ti invita a vivere e essere te stesso sempre…per vivere davvero e godersi ogni cosa e ogni persona che incontri.

Per quanto riguarda l’ autore ,per me una nuova conoscenza ma davvero piacevole, una penna semplice ma veramente efficiente…spero di poter leggere altri suoi lavori…



16 aprile 2024

RECENSIONE: - "LA TRUFFA" - di Alberto Di Pinto

 



Titolo: La truffa

Autore: Alberto Di Pinto

Collana: Voci

Prezzo di copertina: 16,00 Euro


Tommaso Berni è un insegnante di educazione fisica ed è sposato con Bianca, conosciuta ai tempi del liceo. Lui ha un solo desiderio: essere padre. Lei, avvocato di successo, non vuole diventare mamma o, almeno, continua a rimandare il discorso per non dover rinunciare alla sua carriera in rapida ascesa. Una sera, tuttavia, proprio a seguito di una discussione sul tema, accade un terribile evento: Bianca muore. A distanza di vent’anni dalla disgrazia e dopo aver subìto una rovinosa truffa, Tommaso si reca in commissariato per effettuare una denuncia. Nell’esporre i fatti agli inquirenti, è però costretto a fare un salto nel passato.

Il protagonista, Tommaso Berni, vittima di una truffa, decide di andare a esporre denuncia in commissariato, ma per poter far capire fino in fondo le dinamiche dell’accaduto deve raccontare parte della sua vita facendo un salto nel passato, il quale è affollato di personaggi interessanti con i quali Tommaso viene in contatto, prevalentemente, dopo la morte della moglie Bianca della quale, come succede a tutti, il tempo migliora il ricordo.

Tommaso è un insegnante di educazione fisica e allenatore di una squadra di calcio nella quale si allena Dragan, un ragazzo bosniaco a cui lui si affeziona come a un figlio: “puntai tutta la mia voglia di diventare padre (…) a quella scommessa di nome Dragan”. Nel racconto di Tommaso i ricordi sono vividi quando parla del gioco del calcio, quello degli anni ottanta-novanta; sono attenti quando ci porta con lui nella terra di Dragan, la Bosnia, fatta di preghiere e di desiderio di “un’eterna pace”, sì perché attraverso le figure legate al giovane Dragan, l’autore ci parla anche di un momento storico molto delicato, la guerra serbo-bosniaca... nel corso del racconto viviamo con il protagonista narrante tutto ciò che ha visto e vissuto, ce ne facciamo partecipi in tutto e per tutto.

Il libro mi ha molto colpita: la narrazione è scorrevole e piacevole: ti incuriosisce, mai banale e i personaggi coinvolti mi hanno suscitato reminiscenze come pirandelliane.

Il colpo di scena finale è da maestro: una sorta di struttura “a matrioska” che mi ha fatto gustare il libro dall’inizio alla fine. Ci sarebbe tanto altro da dire in merito, ma temo di anticipare ciò che non va detto: vale la pena leggerlo a mio avviso.









13 febbraio 2024

RECENSIONE: - "Il cannibalismo delle formiche, un’indagine per Marco Boffi – di Moira Enrica Salustri

 




Titolo: Il cannibalismo delle formiche

Sottotitolo: Un’indagine per Marco Boffi

Autore: Moira Enrica Salustri

Collana: Voci

Genere: Giallo

Prezzo di copertina: 17,00 Euro


È il 1999 quando nel negozio di antiquariato di Luca Boffi si presenta Sandra: sta cercando uno scrittoio del XVIII secolo per un suo facoltoso cliente. In poco tempo, Luca riesce a reperire l’arredo e, controllandone lo stato, vi rinviene tre lettere contenenti la confessione di un omicidio commesso negli anni Cinquanta. L’antiquario decide di investigare da solo, ma la ricerca è presto interrotta dalla sua improvvisa morte, sbrigativamente archiviata come suicidio. Luca riesce però a lasciare due indizi per il fratello Marco, giornalista del “Messaggero”, spedendoli a casa di Sandra. Quattro anni dopo, la donna contatta Marco, che inizia subito la sua personale indagine, deciso ad andare fino in fondo per risolvere il mistero della morte del fratello e rendergli finalmente giustizia.






“L’idea embrionale gli era venuta alcuni giorni prima, quando aveva letto un articolo sul giornale di una macabra scoperta riguardo alle formiche: in momenti del bisogno arrivavano anche a mangiare esemplari della stessa specie”

Sono passati quattro anni dalla morte del fratello Luca, eppure Marco, abile giornalista investigativo, non è ancora riuscito ad elaborare il lutto.
Oltre il dolore, quello che tormenta Marco è il fulmine a ciel sereno del suicidio di Luca, la cui personalità borderline non è sufficiente a spiegare il tragico evento.
L’improvvisa riapparizione di Sandra, una bellissima arredatrice che aveva suo malgrado sedotto entrambi i fratelli, costringe Marco a ripercorrere gli ultimi mesi di vita di Luca, riaprendo nuovi scenari.
Tutto parte dal ritrovamento di tre lettere, scritte nel 1958, che rivelano una storia d’amore contrastata, un uomo ossessionato e pericoloso, un turpe omicidio.
Ricostruire il legame fra passato e presente significa perseguire un’indagine difficile e pericolosa: sul piatto Marco dovrà mettere anche la vita privata ed avere il coraggio di scavare nei segreti della sua famiglia.

Un giallo molto ben costruito, bellissimi personaggi e memorie del passato fanno di questo libro una lettura affascinante e avvincente.
Dalla trama scaturisce una riflessione sul rapporto tra fratelli: drammatico quando caratterizzato da dissapori e invidie, meraviglioso quando viene vissuto con un sentimento che va oltre il legame di sangue.









29 novembre 2023

RECENSIONE: - "La Dannata" - di Luigi Quarta Colosso

 


Titolo: La dannata
 Autore: Luigi Quarta Colosso
Editore: Scatole parlanti 
Collana: Voci
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 28 Giugno 2023

Marta è una giovane e bella contadina di Nardò, un paese del Salento. Il tacco d’Italia nel tardo Medioevo è un luogo dove la povertà è una condanna da scontare sotto il giogo del nobile di turno. Salvatore è un pescatore orfano che sfugge alle angherie vivendo ritirato tra il piccolo porto di Santa Caterina e la sua pagghiara. Le vite dei due ragazzi si incrociano e presto si innamorano, nascondendosi dai compaesani. Quando Salvatore si decide ad affrontare il padre della sua amata, quest’ultimo si rende partecipe di uno scontro violento. Il matrimonio può essere celebrato, ma la festa viene funestata dalla prepotenza del Barone Tondi D’Arneo. La tensione tra lo strato più umile della popolazione e l’arroganza dei padroni giunge all’apice. L’antica leggenda riportata in questo romanzo svela l’origine della Rupe della Dannata, che sovrasta ancora il Parco Naturale di Porto Selvaggio.



È un canto antico quello che proviene dalla Torre dell’Alto di Nardò, una voce che narra una storia d’amore pura e innocente nata in questo angolo del Salento, quando le terre erano di proprietà del Barone Tondi d’Arneo.

Ricco e potente, si avvale dei diritti atavici che derivano dalla sua posizione, governa con prepotenza e dispone della vita e della morte dei contadini che lavorano per lui.

Salvatore invece è libero, è un pescatore e la sua vita è affidata al mare, con dedizione e con rispetto ne trae il sostentamento per vivere. Una vita povera ma dignitosa.

Dal mare Salvatore osserva la Torre, il suo punto di riferimento.

È lì che il ragazzo si incontra furtivamente con Marta, la ragazza di cui è innamorato, in attesa di ufficializzare la storia d’amore e chiedere la mano al padre di lei.

Marta è molto bella, attira gli sguardi lascivi dei caporali mentre lavora nei campi ma lei ha imparato a camminare a testa bassa e a non esporsi.

Non è facile per Salvatore trovare il momento giusto per parlare con Il padre di Marta: Antonio è fumantino, litigioso. Logorato da una vita di stenti e di fatica, affoga i rancori nell’alcool e sfoga il malcontento su chi gli sta vicino.

Gli sgherri del Barone hanno gli occhi puntati su Antonio a causa del suo animo nero e su Marta, vittima inconsapevole della propria bellezza.

La Torre dell’Alto custodisce per sempre la storia d’amore fra Salvatore e Marta, la felicità nel giorno del matrimonio e l’inevitabile tragedia: ancora oggi, se si guarda con attenzione, quella sposa bellissima apparirà ai vostri occhi e trasmetterà quel canto antico al vostro cuore.

Un canto che parla di una terra sporca di sangue, che il mare ha lavato, una leggenda da tramandare di padre in figlio, per non dimenticare.









09 gennaio 2023

RECENSIONE: - "Biglietto per l'inferno" - di Velia Torre




Titolo: Biglietto per l’inferno

Autore: Velia Torre

Collana: Voci

Prezzo di copertina: 13,00



Un sogno, un incubo premonitore. Due vite intrecciate da un destino crudele accompagnato da un biglietto di sola andata per l’inferno. Ginevra, un’adolescente che si troverà a dover scegliere tra la scuola, la danza e David, il fratello maggiore del suo miglior amico, di undici anni più grande. Un amore nascosto, proibito, a tratti velenoso. E una malattia che porterà David a dividersi tra la vita e la morte. Una storia introspettiva, che vede come unica voce Ginevra, una ragazzina cresciuta troppo in fretta.



Diversi sono gli spunti su cui soffermarsi in questo libro dell’autrice Velia Torre.

Protagonista è Ginevra, un’adolescente che, come molte coetanee, coltiva dei sogni come diventare ballerina e trovare il vero amore.

Sin dall’incipit del romanzo facciamo i conti col fatto che, però, la vita di Ginevra è sottolineata, sin da quando era piccola, da un sogno ricorrente dove la fa da padrone il mare tempestoso e dalla leggenda della Ninfa e del Cacciatore entrambi presagi funesti.

Ginevra è una ragazza socievole, si integra subito nel liceo dove è appena entrata. È questo il periodo in cui incontra per la prima volta David, fratello del suo migliore amico Stefano, e di cui s’innamora, ma ha la consapevolezza immediata che questo porterà solo guai poiché nei suoi occhi rivede nitidi gli occhi verdi della Ninfa di cui le raccontava la madre da bambina: “tornai un attimo indietro nel tempo a quando mia madre mi raccontava la storia della ninfa con gli occhi verdi. Mi pietrificai. Spesso la rivedevo nei miei sogni che frequentemente si trasformavano in incubi… Era meglio stare lontana da quel ragazzo”.

David, architetto a Miami, è di undici anni più grande di Ginevra, proprio per questo la ragazza si vieta di confidare il suo innamoramento a Stefano e a sua madre con la quale ha pure un ottimo rapporto; inizia, così, un diario immaginando di parlare proprio a David. Interessante come il libro, già abbastanza introspettivo con pov in prima persona, nel momento in cui si modula a diario approfondisca i sentimenti di Ginevra rendendo la narrazione più intimista e priva di filtri poiché sono proprio quei sentimenti che Ginevra tiene gelosamente per sé: turbamenti del cuore e stupore iniziale per ciò che le sta accadendo: “Dimmi che almeno sai che esisto. Sei così lontano. Vorrei incontrarti, conoscerti, viverti. Questo è amore? non so rispondermi da sola. Mi chiedo se dovrei fermare questo delirio. Dovrei?”, ma anche angosce per i sogni/incubi ricorrenti, paura per quel continuo senso di morte che avverte in ogni cosa che sia legata all’amore, collegandosi al taglio greco della corrispondenza fra Eros e Thanatos, ossia Amore e Morte (se si volesse, poi, ampliare anche Hypnos, il sonno, fratello di Thanatos e presente anch’esso con gli incubi di Ginevra!). E tutto è straordinariamente amplificato dalla giovane età della ragazza che, se da un lato si rende conto razionalmente che c’è dell’assurdo ad innamorarsi di una persona in pochi minuti, dall’altro è un continuo ‘bruciare’ d’amore: “D. mi manca e non capisco come possa essere possibile. Come può mancarmi una persona che non è mai stata mia?”.

Poi si incontrano di nuovo, si dichiarano il loro rispettivo amore e inizia una storia d’amore clandestina, fatta di messaggi e telefonate segrete. I sogni ricorrenti non hanno abbandonato Ginevra di cui parla sempre nel suo diario, suo confidente e che, in parte, le restituirà in futuro, il senso d’appartenenza provato tra le braccia di David.

Struggente tanto quanto diretto.

Apparentemente semplice nella narrazione, concettualmente è un libro molto ricco e ben scritto. Ho apprezzato tantissimo la connessione tra la vita di Ginevra e la mitologia antica che ha dato originalità al lavoro dell’autrice.