Il
gioco è cambiato. Tuttavia le regole sono le stesse: chi ama perde.
Chi odia, vince. Forse.
Eva ha
smesso di credere nelle favole. E anche nella luce che le brucia
dentro. Ha scelto la rottura, ha reciso il filo, non per fuggire, ma
per non farsi divorare. Ora cammina sull’abisso, a un passo dal
diventare ciò che ha sempre temuto.
Jonathan ha
perso l’unica cosa che gli dava pace. Adesso non vuole più pace.
Vuole vendetta. Fredda. Chirurgica. Definitiva. Non è più l’agnello
sacrificale: è il fuoco che resta dopo la cenere. E qualcuno pagherà
per averlo fatto a pezzi. Il tempo per lui non è lineare: è una
spirale che lo inghiotte, lo plasma, lo arma.
L’amore è
l’unica cosa, l’unica forza, capace di redimerli, capace di
salvarli! Nel vuoto lasciato dal Killer di Boston, emergono nuove
presenze.
Samuel. Razionale.
Crudele. Calmo come la lama prima dell’affondo. È presenza. È
sussurro. È condanna incarnata. I suoi scopi sono celati da simboli
antichi e memorie che non appartengono a questo mondo.
E poi c’è
il Principe;
l’ombra che parla come una divinità e punisce come un demone.
Nessuno sa chi sia! Nessuno sa da dove venga! Ma è chiaro cosa
vuole: il controllo. Lui è l’occhio dentro lo specchio che guarda
indietro. Lui non uccide per istinto. Lui costruisce imperi sulle
ossa. E ha scelto il suo trono.
Tra loro, immobile e tagliente
c’è Estella.
La voce narrante di un incubo lucido. Ironia velenosa. Sguardo
affilato. Cuore inaccessibile. È spettatrice e carnefice, chiave e
serratura. Lei sa. Danza tra segreti e rivelazioni. Ma dire è un
atto di potere. E lei non regala niente.
Fra le sue dita, c’è
il destino di chi ancora crede di avere una scelta.
E mentre le
città cadono, mentre gli incubi diventano routine e i simboli
tornano a sanguinare, nuovi nomi appaiono insieme alle ombre. Tra
nuove alleanze instabili, tradimenti che riscrivono la memoria, e un
disegno antico che continua a stringere la sua morsa, ogni verità è
una milizia a doppio taglio. Ogni silenzio è un avvertimento.
Il
secondo volume di una serie che scava nelle ombre dell’anima.
Qui,
l’eroismo è una fiaba.
E chi crede di essere libero… è già
in trappola.
10 marzo 2026
RECENSIONE - Il Principe di Cenere - di Francesca Forlenza
16 dicembre 2025
RECENSIONE - Le Porte del Tempo - I figli del tempo - Eva e Jonathan - di Francesca Forlenza
C’è
una crepa nel tempo. Un’eco di sangue che ritorna. Nel cuore di un
disegno antico quanto l’umanità, Eva
e Jonathan
si ritrovano pedine inconsapevoli, o forse necessarie, di un gioco
divino e demoniaco, dove il libero arbitrio è solo un’illusione
ben confezionata.
Eva è una ragazza che porta addosso la luce,
senza sapere di essere uno strumento di una guerra più grande.
Jonathan è l’agnello sacrificato da un padre assetato di potere,
cresciuto nell’ombra, consumato da un destino che non ha scelto. Le
loro vite si intrecciano in un incubo dove la redenzione è solo
un’altra forma di condanna.
A osservarli, nascosti tra le
pieghe del tempo e delle coscienze, ci sono due entità:
Estella
e il Killer di
Boston. Lei è una
figura enigmatica, spietata, ironica, affilata come una lama e con un
debole per il caos ben orchestrato. Sarà lei, con il suo umorismo
nero e il suo sguardo impietoso a rivelare, e occultare, le verità
più scomode.
Il Killer di Boston si muove nell’ombra. È spietato. È crudele. È il precursore della Fine.
Alleati
e amici si confondono. Tra tradimenti di sangue, simboli arcani,
salti temporali, città inghiottite dal peccato e visioni che
sfiorano l’apocalisse, c’è una storia, anzi una maledizione. E
chi crede di avere una scelta, è già stato scelto da tempo. Segreti
sepolti riemergono, pronti a frantumare ogni certezza e a trasformare
la salvezza in un gioco crudele di imbrogli. Ogni passo può essere
l’ultimo, ogni sguardo può celare una pugnalata.
Eva è la
scintilla. Jonathan è il combustibile. E il mondo? Solo un campo già
arso, pronto a bruciare.
La Morte
non è l’unico male in agguato.
Un romanzo che intreccia
fantasy soprannaturale e thriller metafisico, dove nulla è lasciato
al caso, e ogni dettaglio è un’eco di qualcosa di più profondo.
Una storia che taglia la carne, scruta nell’anima, e non offre
alcuna salvezza. Solo specchi. E ognuno vede il proprio mostro.
Qui
non ci sono eroi. Solo sopravvissuti. O pedine.
E voi? Siete
spettatori o parte del gioco?
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