Il gioco del crimine è il primo volume di una trilogia è, quindi, un romanzo di preparazione a quello che accadrà nei successivi volumi, ma anche di presentazione dei personaggi principali e delle loro caratteristiche determinanti: Night Angel, una ladra e Elliott Murphy uno dei migliori agenti dellla divisione investigativa dell’ FBI sulle sue tracce. Ma non è così semplice: Night Angel non è una “semplice ladra”, è ben addestrata ed è una dei migliori elementi di una struttura ben più grande e organizzata, l’FFDA, un’accademia criminale, esatta e spietata anche e soprattutto con i suoi allievi a cui concede la tolleranza del fallimento, ma non della cattura; Elliott Murphy è l’agente che, in collaborazione con il profiler Benjamin e con l’agente speciale dell’unità Cyber Crime Emma, si mette sulle tracce dell’organizzazione specializzata in furti di gioielli e opere di inestimabile valore in diverse zone del mondo. Il suo compito sarà fermarla prima che possa compiere l’ennesimo furto. Tutto lineare, quindi? Affatto! Sullo sfondo di Boston, complici le identità non svelate, ladra e agente si incontrano: poche battute, ma bastanti a far sì che l’uno subisca il fascino dell’altra. Come evolverà fra di loro per ora non ci è dato sapere, ma iniziamo a vedere un Elliott che dalla mera figura professionale addestrata a non abbassare la guardia, evolve a una figura più umana, vulnerabile, nel momento in cui “non riesce a togliersi dalla mente quella ragazza”; d’altro canto, anche Night Angel, inizia a riflettere se quella che sta conducendo sia una giusta esistenza...
Scritto in doppio pov (con qualche intercalare di Akiel, l’istruttore di Night Angel e di Mitch, l’amico di infanzia) non mancano fughe e inseguimenti e una certa suspense che ci aspettiamo debba crescere nei prossimi volumi della trilogia.
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