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17 settembre 2026

RECENSIONE - Come una fiaba - di Monica Brizzi






C’era una volta…
Una ragazza in un castello.
E un “conte”.
E questa è la loro storia.


Anche se sarebbe meglio dire: c’era una volta una dottoranda squattrinata, perché quando Giulietta, detta Juls, entra nella dimora della contessa Grifone Monasti, la sua condizione economica, e non solo quella, è pessima. Ma ora ha uno stipendio fisso e il compito di fare compagnia a Emilia, una frizzante vecchietta dal titolo nobiliare e un segreto che potrebbe far tremare le fondamenta di tutta la famiglia. Juls deve aiutarla a risolvere il mistero mentre il nipote della contessa, Ludovico, diventa una presenza costante e l’attrazione per lui impossibile da nascondere. Il problema è che ci sono dodici anni di differenza, tra loro, e Ludovico non sembra voler cedere al bisogno di Juls. Almeno fino a un certo punto. Tra nuovi segreti da mantenere, lettere da trovare e baci al cardiopalma, Giulietta e Ludovico si metteranno alla prova in una relazione degna di una fiaba moderna.




Giulietta, detta Juls, ricercatrice universitaria “senza assegno di ricerca”, stenta a credere che la buona stella si sia voltata a guardarla quando supera un colloquio di lavoro: dovrà svolgere il proprio dovere presso una contessa nel castello della quale dovrà anche abitare. Povera in canna e da sempre abituata ad arrangiarsi oltre che sostenere una madre anaffettiva, Juls si sente catapultata come in una fiaba poiché la sua vita migliora notevolmente dall’oggi al domani e poco importa se il nipote della deliziosa contessa Emilia, Ludovico, non fa mistero di non volerla lì al castello… o meglio, non le importerebbe se lui non fosse un miscuglio di “sogni, unicorni, lussuria”.

I due protagonisti sono l’uno l’opposto dell’altro: lei “povera” e con una vita complicata che le ha regalato solo un colon irritabile e una parlata a raffica inarrestabile; lui blasonato ed elegante che la guarda dall’alto del suo piedistallo, apparentemente irraggiungibile. Eppure tra i due, complice una ricerca particolare voluta dalla contessa Emilia, nasce l’amore.

Ho apprezzato le descrizioni degli ambienti sognanti da fiaba: la biblioteca, il castello nel castello, la torre, il giardino, tutti frutto del lavoro di Ludovico, ottimo architetto; devo dire che la trama mi ha interessato poiché sono presenti gli ingredienti per una storia piacevole, ciononostante ho come avuto la sensazione che avrebbe potuto essere più coinvolgente, così come i personaggi con i quali non sono entrata particolarmente in sintonia poiché la loro potenziale energia è rimasta in me blanda.









 

08 aprile 2026

REVIEW PARTY - BASTARDO REGALE (Wild Lords vol. 1) - di Pamela Boiocchi & Michela Piazza




TITOLO: BASTARDO REGALE (Wild Lords vol. 1)

AUTRICI: Pamela Boiocchi & Michela Piazza

GENERE: Historical romance 

TROPE DI RIFERIMENTO: 
Historical Romance; Forbidden Love; spicy; royalty; OppositeAttracts

AUTOCONCLUSIVO

DATA DI USCITA: 30 marzo 2026

Pericoloso, ricchissimo, potente.
Zahir Khan è cresciuto nel lusso della corte di suo padre, viceré dell’India.
Affascinante e letale, su di lui grava l’ombra di una nascita illegittima.

Proprio a palazzo Zahir incontra l'innocente Lucinda Baxter, appena giunta dall’Inghilterra.
Lucinda per lui è un frutto proibito: la figlia di un ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali non può legarsi a un bastardo, per di più straniero.
E poi la ragazza è già promessa a un altro.

Il mondo intero li vorrebbe divisi. Eppure l'attrazione fra loro diventa feroce e bruciante.
In un vortice di peccati e inganni, la passione riuscirà ad avere la meglio sul dovere?

NB: Questa è la nuova versione aggiornata del nostro romanzo "Il bastardo dei Moghul"



Bentrovate, anime belle!
Resto ancora un po’ nell’ambito del romanzo storico e, con grande entusiasmo, torno dalle “Peperoncine”, autrici di questo gioiellino che è la versione aggiornata di un volume già pubblicato con Mondadori.

Pamela e Michela mi hanno accompagnata a Madras, nell’India del 1768, e come sempre sono rimasta affascinata da ciò che mi hanno mostrato.
Sì, “mostrato”: nella stesura di uno storico è fondamentale la ricerca su luoghi e abitudini così lontani da noi.
Le autrici hanno intessuto una vicenda che profuma di spezie, di stoffe cangianti e di palazzi dove ricchi cuscini fungono da troni.
Mi hanno fatta passeggiare in giardini popolati da creature maestose e in altri dove ho quasi sentito sotto le dita la morbida pelliccia di chi li abita.
Insieme a loro mi sono ritrovata in un mercato affollato di venditori urlanti, ho assaporato cibi speziati che mi hanno fatto arricciare il naso per poi lasciare un ottimo sapore in bocca.
In questa cornice ho incontrato i due protagonisti, Zahir e Lucinda: il sole e la luna, due mondi opposti che però, al primo sguardo, si sono riconosciuti.
Due culture agli antipodi che hanno trovato un punto d’incontro, stringendo un nodo fatto solo d’amore.

Il romanzo mi ha appassionata a tal punto da iniziarlo nel pomeriggio e finirlo a notte fonda. Non è stato solo per la storia d’amore o per la ricchezza di dettagli che correda le pagine, ma per il senso intrinseco nascosto tra le righe: io cerco sempre una morale in un libro, e qui è stata evidente.
Il suo nome è “aspettativa”.
Quante volte ci sentiamo legati al pensiero di non deludere gli altri?
Quanto ci sforziamo di indossare una maschera per compiacere chi abbiamo accanto?

Come la dolce Lucinda, mettiamo noi stesse da parte solo per non tradire la fiducia riposta in noi.
Ci annientiamo e sorridiamo, mentre dentro moriamo.
Il coraggio di dire “no” manca a chi non vuole apparire diversa dall’immagine che ha costruito per gli altri.
Lucinda si è cucita addosso un vestito fatto di responsabilità e attese che, intrecciandosi, hanno dato vita a una perfezione voluta dal mondo, ma non da se stessa.
“Tu cosa desideri?” è una domanda che può suonare ordinaria, ma nasconde una potenza enorme. Lucinda imparerà a capire cosa vuole davvero proprio perdendo ciò a cui tiene di più.

Non so se ho amato di più la fragilità e l’innocenza di Lucy o la sfrontatezza di Zahir; o almeno, questo è ciò che ho pensato all’inizio, per poi ricredermi quando ho capito che le autrici hanno costruito due personaggi che si incastrano alla perfezione.
Ciò che manca nell’uno viene compensato dall’altro.
Entrambi hanno compreso di essere legati da qualcosa di più profondo di un semplice sguardo: hanno capito che rinunciare allo sfarzo, alla ricchezza e all’agio per vivere la bellezza delle piccole cose è ciò che permette di dismettere ogni maschera.

Un sentimento puro – che sia amicizia, amore o persino odio – è capace di distruggere, ma anche di creare qualcosa di meraviglioso sulle fondamenta della fiducia.
D’altronde, non mi aspettavo nulla di diverso dalle Peperoncine: in fondo, loro sono anche questo… pura magia.
Una magia che ti resta addosso anche dopo aver chiuso l’ultima pagina, lasciandoti con la sensazione di aver fatto un viaggio non solo nel tempo e nello spazio, ma dritto dentro te stessa.

Se cercate una storia che faccia battere il cuore e, allo stesso tempo, riflettere sulle catene che ci autoimponiamo, questo romanzo è la risposta perfetta. Preparatevi a partire per Madras, non ve ne pentirete.

A presto!





09 marzo 2026

REVIEW PARTY - Cuori di pietra e di spine - di Barbara Scotto

 



AUTRICE: Barbara Scotto

TITOLO: Cuori di pietra e di spine

GENERE: Historical romance

TROPE: Age gap,  Secrets & Lies, Fake Identity, Marriage of Convenience, 

Autoconclusivo – Stand-alone

PAGINE: 440

FORMATI: Cartaceo ed ebook

Editore: Self Publishing

 USCITA: 7 MARZO ANTEPRIMA CARTACEA AL FESTIVAL DEL ROMANCE

 9 MARZO ONLINE SU AMAZONI EBOOK A 2,99 

Cornovaglia, 1740.
Trevor Hawke porta sulle spalle il peso di un giuramento infranto e di un passato che lo ha reso duro come la pietra.
Eyleen Derwent cela dietro le sue spine un cuore fragile, che la vita ha costretto a difendere con coraggio.
Un inganno fa intrecciare le loro strade, trascinandoli in un vortice di segreti, tradimenti e vendette.
 Fidarsi è difficile, e ben presto i due dovranno scegliere se lasciarsi consumare dall’odio, o ritrovarsi nella passione.

"Un cuore di pietra e un cuore protetto da spine potranno mai trovare la forza di amarsi?"


Per la sottoscritta è sempre una grande emozione tornare a leggere una delle mie autrici preferite; parlo di lei, Barbara Scotto, maestra dei Secrets & Lies.

Ebbene sì, questo singolo trope fa sì che la Scotto si distingua sempre e comunque da tutte le altre autrici.

Un espediente narrativo, aggiungo, che rende ogni trama e ogni storia avvincente e soprattutto lascia quella suspense che ti porta a chiederti: “Ora cosa combinerai, Barbara?”

Ma andiamo al romanzo, un Historical: siamo nella Cornovaglia del 1740 e, come sempre, appena inizi a sfogliare la prima pagina vieni catapultata in un’epoca lontana dalla nostra, ma che l’autrice sa descrivere così bene che, chiudendo gli occhi, ti ritrovi fra usi e costumi remoti che senti addosso come se li stessi vivendo.

Trevor ed Eyleen, e il disegno intorno a loro; un disegno che porta le loro strade a incrociarsi e a fondersi in un tumulto di situazioni che evito di raccontare perché altrimenti perdereste il gusto della lettura, di un’opera che non vi farà annoiare.

C’è tutto in questo libro: un personaggio maschile che alle volte avrei insultato e una fanciulla che troppo presto impara a essere donna.

La sua fragilità, che tenta di nascondere e reprimere, fino al momento dell’esplosione quando rimane quasi svuotata, ma soprattutto priva di quel sentimento che si chiama fiducia: è così che la rosa aumenta le sue spine, lo fa per proteggersi, per proteggere un cuore che troppe volte è stato sul punto di frantumarsi.

O forse lo ha fatto: si è disintegrato in tanti frammenti e allora Trevor dovrà essere il collante, colui che cerca di rimetterli insieme perché l’anima è esattamente come una pianta: avvizzisce se non la si innaffia.

E l’acqua che la nutre è rappresentata dalle cure e dall’amore che la nostra eroina troverà anche in chi la circonda, come l’amico che diventa un fratello, Bryan, o in quel personaggio che io ho amato: Lilith.

Perché quel pizzico di magia non manca mai nei romanzi della Scotto; lei sa adattare le leggende e le credenze alla storia, mescolando ciò che conosciamo a qualcosa di nuovo.

Una splendida avventura quella di Cuori di pietra e di spine, che ti lascia spesso e volentieri con il fiato sospeso, con la voglia e la necessità di capire cosa possa aver inventato l’autrice, la quale rispetta il famoso “volta pagina” portando il lettore a volerne sapere sempre di più.

Ho chiuso il romanzo con un sorriso sulle labbra e tanta emozione per quell’epilogo dove ogni nodo narrativo trova la giusta soluzione.

Barbara è un’autrice estremamente versatile; non importa quale genere scriva, riesce comunque a trasmettere emozioni e far immedesimare chi la legge.

 Sia esso un romanzo storico o contemporaneo, sai che non sarà una lettura piatta ma sempre ricca di quei segreti e quelle bugie che, quando diventano verità, ti travolgono ed emozionano.

In fondo la vita è questa, signore: un immenso Secrets & Lies.

Non è detto che si rimanga in piedi quando le maschere cadono; quello che è certo è che avere qualcuno accanto che ci sostiene e ci porge una mano è quel motivo che continua a farci andare avanti anche quando tutto crolla, proprio come ha fatto Eyleen.

Le eroine di Barbara non lo sono perché compiono gesta epiche, ma solo perché sono umane e nella loro imperfezione risultano sempre perfette.

Le cinque piume sono solo un simbolo per un romanzo che, a mio parere, ne vale molte, molte di più.




22 dicembre 2025

Review Party :- Una luna per innamorarsi - di LunAlissa

 



Titolo: Una luna per innamorarsi

Data di uscita: 10 dicembre 2025

Genere: Romance contemporaneo Young Adult

Pubblicazione: Self Publishing

Autoconclusivo: sì

Tropes: Love triangle, instalove, first love, highschool romance, family problems

Prezzo cartaceo: da definire

Prezzo e-book: 2,99


In una notte di luna piena di inizio estate, Chloé Blanc esegue un ridicolo incantesimo preso da un libro esoterico scovato in libreria con lo scopo di far innamorare di lei Gabriel Martin, la sua cotta epica. Quel folle gesto d’amore viene però dimenticato in fretta, poiché Chloé incontra Jason, che diventa il suo ragazzo rompendo la sua barriera d’insicurezze. Il nuovo anno scolastico arriva troppo presto. Ma cosa è cambiato in una sola estate? Gabriel si presenterà da Chloé con un’insolita proposta e lei si ritroverà senza volerlo in un fastidioso e complicato triangolo. Possibile che l’incantesimo abbia davvero funzionato?




Devo ammetterlo: ho avuto qualche difficoltà nello scrivere questa recensione.

La storia, per come viene presentata dalla trama, appare fin da subito più contorta di quanto ci si aspetterebbe.

 Partiamo dall’inizio, dal prologo. È una sezione che, a mio avviso, andrebbe rivista, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei tempi verbali, che non risultano sempre coerenti e finiscono per creare una leggera confusione nel lettore già nelle prime pagine.

 La protagonista è Chloé Blan, una ragazza che, innamorata del compagno Gabriel, decide di eseguire un rito di innamoramento. Fin qui tutto chiaro. Questo avviene prima dell’incontro con quello che lei stessa definirà il suo grande amore.

La storia prosegue poi attraverso una serie di vicissitudini che conducono a un triangolo amoroso fra Chloé, Gabriel e Jason, fino a un incidente che cambia completamente le carte in tavola e porta alla rivelazione finale: Gabriel arriva a percepirsi come vittima di un sentimento indotto dalla magia.

 Ed è qui che, da lettrice, ho iniziato a sentirmi perplessa.

Ciò che mi ha turbato non è tanto il tema in sé, quanto la gestione emotiva dei personaggi. Chloé e Jason oscillano in modo estremamente repentino: dichiarazioni che sfiorano l’amore eterno si alternano a ripensamenti improvvisi, con Chloé che sembra restare con “un piede in due scarpe” e Jason che, dopo scenate di gelosia e promesse, archivia il sentimento con una facilità disarmante, tornando addirittura con una ex.

 Capisco bene che si tratti di personaggi molto giovani e che l’età porti con sé impulsività e confusione emotiva. Tuttavia, anche all’interno di un contesto adolescenziale, credo sia necessaria una minima stabilità emotiva o quantomeno una progressione più graduale. Qui, invece, i sentimenti sembrano ondeggiare continuamente, come mossi da un vento che cambia direzione senza preavviso, rendendo difficile empatizzare davvero.

 Un’altra riflessione che mi ha accompagnata sul finale riguarda il messaggio che potrebbe arrivare al lettore: il rischio percepito è che passi l’idea che l’amore possa essere ottenuto o forzato attraverso la magia, senza una reale presa di distanza critica da questo concetto.

 Dal punto di vista tecnico, il testo scorre bene. La sintassi è corretta e la lettura non presenta particolari inciampi stilistici. Il nodo, per me, non sta tanto nella scrittura quanto nell’andamento narrativo complessivo, che risulta poco equilibrato nella gestione dei tempi emotivi e delle relazioni.

 Naturalmente il mio è il giudizio di una lettrice, e come tale resta soggettivo.

Per questi motivi non riesco ad assegnare più di tre stelle, attribuite soprattutto a un personaggio che ho trovato particolarmente riuscito: Aline, vera nota di spicco del romanzo, capace di portare freschezza e solidità in una storia che, nel complesso, mi ha lasciata incerta.






20 novembre 2025

REVIEW PARTY - Red like you - di Federica S. Rossi

 



TITOLO: Red like you

AUTORE: Federica S. Rossi

GENERE: Contemporary Romance

Trope: Friend to hate to love, Found family, Small town, Emotional scars

PAGINE: 521

DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2025

CASA EDITRICE: More Stories

A volte, per ritrovarsi, bisogna prima perdersi.

Anastasia Rivera ha imparato a vivere con il peso delle scelte altrui. Lavora senza sosta per garantire a sua figlia Inès un futuro che vada oltre le pareti della loro roulotte. Divisa tra due lavori e una promozione che potrebbe cambiare tutto, Anastasia porta sulle spalle le colpe di un padre violento, il silenzio di una madre malata e il rimpianto di un amore mai vissuto. Adrien è quel rimpianto. Tornato a Roswell dopo anni di assenza, il ragazzo che una volta avrebbe fatto di tutto per lei è diventato un uomo segnato dalle cadute e dalle scelte sbagliate. Eppure, lo sguardo che si scambiano quando si incontrano per caso è lo stesso di allora: pieno di desiderio, rabbia e di quelle parole mai dette che pesano come macigni. Anastasia non vuole farsi trascinare di nuovo nel caos che Adrien porta con sé. Lui è stato il primo a lasciarla, a scappare quando lei aveva più bisogno. Ma quando il presente li costringe a collaborare, la distanza che hanno costruito si fa sempre più sottile, e la scintilla che avevano seppellito comincia a riaccendersi, bruciando ogni resistenza.
Tra sguardi che parlano più delle parole, tensioni che accendono l’aria e due cuori troppo testardi, Anastasia e Adrien si ritroveranno a confrontarsi con le proprie paure e con il desiderio che li unisce. Perché a volte l’amore non basta, ma può essere l’unica cosa che ci salva da noi stessi.

Dalla penna di Federica S. Rossi, una nuova storia travolgente, intensa e sensuale che esplora il confine tra ciò che siamo disposti a perdonare e ciò che ci spinge a lottare, per l’amore e per noi stessi.


Devastante.

Solo con questo aggettivo si può identificare il romanzo della Rossi, autrice che tra l’altro non conoscevo.

Cicatrici emotive che ti senti addosso, tutte.

Il dolore di Anastasia, quello di Adrien, il rimorso che serpeggia fra le pagine perché, quando si è adolescenti, si reagisce con rabbia alle delusioni, senza tenere conto delle ripercussioni.

Un romanzo che parla di amore e di violenza: quella che si consuma fra le mura domestiche, quella che subisce una donna che non sa difendersi se non assumendo la posa della vergogna.

Una realtà, quella che descrive la Rossi, ancora esistente in paesi lontani dal nostro.

Non è un libro leggero.

Non nel senso di una tranquilla storia d’amore fra due ragazzi che crescono insieme.

Però credo che sia più vero di tanti altri che indorano la pillola, incartando avventure che di reale hanno ben poco.

Si vede lo studio che c’è dietro, si sente quella violenza che subiscono molte donne e che finiscono per convincersi di meritare.

Perché chi ti dovrebbe amare fin dal primo respiro, troppo spesso si rivela l’orco delle fiabe: quello nascosto nel buio, in attesa di uno sbaglio.

Una storia curata nei dettagli, senza buchi di trama, senza appigli per dire “non è abbastanza”.

La Rossi racconta la verità nuda e cruda, e tu rimani con il fiato sospeso, con un piede nel passato dei giovani e uno nel presente.

Ti batte il cuore per un ritorno che Ana non credeva possibile.

Ana, sostenuta da un fratello, da un datore di lavoro che vede oltre l’immagine che la società appiccica addosso.

Una migliore amica che la sprona a rialzarsi, perché non è sbagliato concedersi di sognare, nonostante tutto.

Non è sbagliato tornare tra le braccia di quell’uomo, Adrien, che era fuggito perché non sopportava il tradimento, ma che finisce per non riuscire a stare lontano da lei: prima dalla bambina e poi dalla donna che parla solo con gli occhi.

Bello, intenso, una lettura che fa riflettere e sperare che queste persone, prima o poi, riescano a scorgere quella felicità che la vita sembra voler negare loro di continuo.

Le cinque stelle sono meritatissime, per una penna speciale come quella della Rossi e per un non romanzo che merita di essere letto.

A presto.









18 novembre 2025

REVIEW PARTY - Akira_Serie Letale - di Ileana Secci




Titolo: Akira #2 Serie Letale
Autore: Ileana Secci
Romanzo autoconclusivo
Editore: Self-published
Genere: Un dark-mafia-romance con forti elementi di angst e suspense
Data pubblicazione: 17/11/2025
Pagine: 371
Formato: Ebook, cartaceo e Kindle Unlimited
Store: Amazon
Prezzo ebook: € 2,99 euro
Prezzo cartaceo: ancora non disponibile 


L'erede della yakuza non prova sentimenti per nessuno, il suo cuore batte, ma è nero come la pece. L'amore è sopravvalutato. Il sesso, invece, è veloce, senza complicazioni e appagante quanto basta, utile per evitare di uccidere qualcuno senza un valido motivo. Eppure, da quando ha salvato la piccola Jada e lei ha cercato conforto tra le sue braccia, Akira non riesce più a non pensare a quella ragazzina che ha visto crescere, alle sue labbra morbide, al sapore di quella bocca innocente, ai gemiti che gli sono rimasti impressi nella mente come un tatuaggio indelebile. Sa che non può averla, che la sorella del proprio migliore amico è off limits; eppure, lei è sempre lì, nella sua testa e lo tormenta giorno e notte, facendogli passare persino la voglia di fare sesso con le altre. Può una sbalorditiva e ingenua, quanto illecita ragazza arrovellargli il cervello in quel modo? Akira la contagerà con la sua oscurità e sporcherà il suo candore o sarà lui a essere illuminato dalla luce di questa piccola pulce?

Si consiglia la lettura a persone adulte e consapevoli.

Il romanzo contiene scene di sesso esplicito.

Secondo appuntamento con la Serie Letale di Ileana Secci: qui facciamo la conoscenza di Akira, principe della yakuza.

Una figura affascinante, quella del primogenito di Toshiro e Sylvie: all’apparenza privo di sentimenti e totalmente dedito alla causa della famiglia.

 Akira non teme di sporcarsi le mani, non teme il giudizio di nessuno. Va per la sua strada, fatta di sangue e anche di depravazione, ma tutto si ferma davanti a lei: Jada.

Jada e Akira sono uniti dalla “famiglia”, cresciuti insieme, eppure Aki non l’ha mai vista.

O forse non ha voluto vederla: troppi paletti, troppi muri tra loro, tra cui un padre come Jack, il cavernicolo, che ho amato per l’ennesima volta.

Ma se Akira vuole cedere, lei, la piccola Jada, no.

È determinata a far cadere ai suoi piedi il giovane Takeda, pronta a usare qualsiasi stratagemma per conquistare un uomo che ha sempre sognato come il suo principe azzurro.

La Secci non ha paura di narrare cosa realmente accade in queste famiglie.

Non si nasconde quando si tratta di parlare di violenza, quella che impregna le mani di uomini che sembrano privi di coscienza, ma che sono disposti a tutto pur di difendere chi amano.

Una mafia romance deve essere così: niente spazio per la debolezza, perché la ferocia fa parte di chi, a prima vista, può sembrare innocuo.

Tutto è equilibrio nel romanzo della Secci.

Usi e costumi della yakuza sono descritti alla perfezione, compresi i riti atti a ripulire l’onore di un uomo, perché l’onore è legge per queste persone.

 Se la serie Fusion era affascinante, questa Serie Letale si legge in un lampo: ti porta a capire meglio i legami, ad assaporare amori che nascono lentamente e si svelano col tempo.

Ti fa sorridere davanti a un padre geloso ed emozionare davanti a un ragazzo che, una volta capito cos’è l’amore, è disposto a tutto.

Mi è piaciuto?

Talmente tanto che l’ho finito in una notte.

Una lettura che ti tiene con il fiato sospeso e che, allo stesso tempo, ti lascia addosso una tenerezza particolare quando vedi gli occhi di Jada riempirsi di lacrime, nonostante abbia combattuto per tutto il romanzo.

Complimenti, Ile.

Aspetto con ansia la protagonista del nuovo volume, che sento molto vicina vista la mia cultura scolastica.

Sperando di non attendere troppo, le cinque stelle sono meritatissime per un romanzo che non è la brutta copia della mafia romance, ma che incarna alla perfezione la parte corrotta della società, lasciando comunque spazio all’amore.

A presto.









 

09 giugno 2025

REVIEW PARTY - JACK - The Even Series Vol.5 - di Francesca Palamara








Titolo: Jack- The Even series vol.5

Autrice: Francesca Palamara

Genere: Music romance

Trope: M/M

Data di uscita: 03 giugno 2025 (anteprima cartacea Romance Book Party- 01 giugno 2025)





Jack

La mia vita era scandita dalle note del mio basso non c’era spazio per l’amore. Questo fino a quando nella nostra vita non è piombato Finley. Ho perso la testa per lui la prima volta che abbiamo passato la notte a parlare. Si è preso il mio cuore quando gli ho rubato un bacio. Ora però siamo arrivati a un punto di svolta, perché io ho sempre voluto il lieto fine e lui invece….

Finley

Sono etero.

O almeno credevo di esserlo fino a quando Jack Even non mi ha strappato un bacio. Da quel giorno non faccio che pensare alle sue labbra sulle mie.

Non probo niente per lui, se non un profondo affetto...

Questo credevo, poi i miei genitori mi hanno incastrato in un matrimonio combinato dal quale non ho via d’uscita.

E ho capito di aver sbagliato tutto, con lui non è affetto. Lui vuole il dannato lieto fine… io non posso promettere nulla.

Essere innamorati di un Even è una strada in salita, dicevano. Avevano maledettamente ragione!


Queste pagine raccontano di Jack e il suo sentimento per Finley.

Finley è costretto in un matrimonio voluto dai propri genitori con Jacqueline, ragazza molto ricca in quanto erede di una casa farmaceutica, purtroppo lui subisce questa decisione senza batter ciglio poiché in caso opposto resterebbe a secco di ogni forma di denaro.

Torna ogni volta da Jack per capire il perché di tale decisione ma trova un ragazzo deluso e la paura di perderlo diventa sempre più grande.
Questo romanzo affronta tempi importanti, fondamentali in una società come la nostra, ma parla d’amore e di come possa essere doloroso, parla di un rapporto vero, fatto di litigi, gelosia, piccoli gesti e di tutto quello che un sentimento vero riesce a dare ma riesce anche a togliere…

Nuova autrice per me, felice di scoprire nuove penne che con semplicità e delicatezza riescono a emozionare!






06 giugno 2025

REVIEW PARTY - Tutta colpa dell’archeologia: A Sicilian Love Story - di La Rossa e La Blu

 




Titolo: Tutta colpa dell'archeologia

Autore: La Rossa e La Blu

Editore: More Stories

 Genere: Commedia romantica

 Pagine: 380 circa

 Formato: eBook - copertina flessibile - copertina rigida (disponibile per gli abbonati a KU)

 Prezzo: 2,99€ - 12,90€ - 20,00€

 Data di pubblicazione: 12 maggio 2023


Marianna Moro è una giovane donna vivace e senza peli sulla lingua. Il suo lavoro è la sua passione: restaura reperti metallici provenienti da aree archeologiche e musei di tutta Italia. Ha scelto di farlo restando nella propria terra, la Sicilia, al fianco di un nonno che è molto più che un membro della sua famiglia. È un amico, un confidente, un cuoco provetto e un intrattenitore instancabile. Ha un unico difetto: insegue i cantieri di tutto il paese dove abitano, Vigna Sicula, dimenticandosi spesso di mangiare o tornare a casa. Così è compito di Marianna tenerlo a bada.
Nikandros Chiotis è un dottorando dell’Università di Palermo incaricato dal docente di Archeologia classica di seguire lo scavo in un paesino al centro della Sicilia. Viene da Atene, ma parla perfettamente l’italiano. Ama la disciplina e la moderazione. Esattamente l’opposto di Marianna, che si definisce una “spartana”, una donna forte e diretta, allergica alle regole; e che soprattutto disprezza le ingiustizie.

Il loro incontro è, in realtà, uno scontro: Atene contro Sparta. Sarà una guerra a colpi di piccone, finché un altro sentimento si insinuerà tra loro e l’amore diverrà la battaglia più dura da affrontare.




Non conoscevo le autrici, sorelle fra l’altro e sono rimasta piacevolmente colpita dal loro modo di scrivere.
Una commedia romantica che ti porta nella bella Sicilia, lì conosciamo Marianna Moro, una giovane che lavora come restauratrice di reperti metallici provenienti dagli scavi archeologici di tutta Italia. Una ragazza senza peli sulla lingua, senza filtri, una di quelle che non va temuta, ma ammirata. Accanto a lei uno dei personaggi che più ho amato nell’intera storia: Nonno Saro.
Lui che ha la capacità di farsi amare da tutti, che racconta i suoi tempi come se si svolgessero al presenti.
L’amore verso sua nipote è talmente palpabile che hai malinconia nel ricordare il tuo di nonno.
È grazie a lui che la bella Marianna si trova a scontrarsi con un uomo tutto d’un pezzo, e che pezzo signore.
Nikandros Chiotis, professione: dottorando dell’Università di Palermo, incaricato dai suoi superiori a supervisionare lo scavo archeologico in cui Nonno Saro da… una mano???
Mi fermo qui, onde rovinare una bellissima storia che merita di essere letta.

Accanto alla componente ironica, che fa del romanzo una commedia, si vive la passione per l’archeologia e tutto ciò che ruota intorno a questa meravigliosa materia.
Vivi esattamente cosa prova un archeologo davanti a una nuova scoperta, l’emozione che pervade occhi e cuore mentre si sposta un mucchietto di terra e si riscrivere un pezzo di storia.

La cosa che più mi ha colpito, tuttavia, è stata la corretta realtà che le autrici descrivono per quel che riguarda la ricerca, in generale, in Italia.
Un paese che non cura le proprie menti, lascia in secondo piano la meritocrazia e manda avanti chi ha qualche Santo in Paradiso.
Chi l’ha vissuta, quella realtà, la riconosce.
Ecco perché Tutta colpa dell’archeologia: A Sicilian Love Story non è un libro come tutti gli altri, descrive le cose così come sono, al di là della storia d’amore che è stata spettacolare: Atene Vs Sparta e tutto ciò che ne consegue.

Non so se questo romanzo sarà apprezzato da tutti.
Il lettore di oggi si basa su qualcosa di costruito sulla finzione, ma quando è la realtà a fare da base nella stesura di un romanzo credetemi, l’intera vicenda assume contorni più definiti.

Il testo è stato curato alla perfezione, c’era armonia nei dialoghi, la giusta cura nello scenario che fa da contorno hai protagonisti.
Nessuna ripetizione o ridondanza ha reso la lettura sgradevole anzi, complice la scrittura semplice e fluida delle autrici, ho terminato il romanzo in pochissimo tempo.
Tutti i protagonisi, anche quelli secondari hanno il giusto spessore, quello che serve per creare i micro-climax che non rendono monotono il romanzo.

Merita tanto e spero che venga vissuto come ho fatto io perché, spesso è più facile rifugiarsi nei sogni, ma è sempre la realtà, anche se non bella, che va guardata in faccia.

A presto