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15 settembre 2026

RECENSIONE - BLACK MARK - Black Key Series Vol.2 - di Barbara Scotto

 




TITOLO: Black Mark

SERIE: volume 2 della Black Key Series.

La storia della coppia è autoconclusiva, ma le vicende seguono gli

avvenimenti del precedente volume, Black Veil.

Romantic Suspense; Forbidden Love; Forced proximity; Age gap; Slow burn; Emotional scars; 

Broken hero; Morally grey hero; Touch her and die

 PAGINE: 463

Dal 15 settembre 2026 in esclusiva Amazon in ebook, KU e cartaceo

 Link Amazon

 TRIGGER WARNING

Alcune vicende di questo romanzo potrebbero urtare la sensibilità dei lettori. Si raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

TW completi all’interno del libro.


Ryder Cross, nome in codice Grave, è il braccio della Black Key.
Freddo, fisico, implacabile, non concede spazio ai sentimenti e il suo unico scopo è ottenere vendetta su chi gli ha strappato le persone che amava.
Astrid Volkov è cresciuta tra le imposizioni e ha imparato che sopravvivere significa obbedire. Vulnerabile solo in apparenza, vuole scoprire chi potrebbe essere se fosse libera di scegliere.
Lui ha affrontato missioni dove ogni rischio era calcolato e ogni limite aveva una ragione, ma con Astrid le regole smettono di funzionare.
Quando le menzogne e le minacce non potranno più essere arginate, Ryder dovrà decidere se restare l’uomo che non si lega a nessuno, o arrendersi all’unica donna che non avrebbe mai dovuto toccare.

Bentrovate, anime belle!

Il nostro blog riparte con la recensione di una delle autrici che più stimo.

Al di là della persona, è la sua scrittura a risultare sempre affascinante, ricca di particolari e di emozioni che, ahimè, ultimamente mancano nelle letture.

Barbara è quella che io definisco un’autrice versatile.

Ho avuto modo di lavorare gomito a gomito con lei e ho visto con i miei occhi la sua capacità, che non è da tutti, di immedesimarsi nelle storie che scrive, diventando un tutt’uno con i personaggi al punto da farti vivere ciò che loro provano.

Se con Draven avevo assaggiato il dolore, con Ryder, che io chiamerò allo sfinimento Ry, ho provato l’impotenza di non poter cambiare gli eventi.

La frustrazione di non essere stato capace di salvare chi si ama, la devastazione dell’anima che porta a un’insana vendetta... una vendetta che si annulla quando impara a conoscere lei: Astrid.

Astrid, una falena che sfida la luce che la può bruciare, che accarezza il fuoco che le lambisce le ali, ma che vola in alto nonostante le ferite.

Astrid, un piccolo iris che non chiede cure perché capace di rialzarsi, di sopportare le intemperie che la piegano ma non la spezzano.

Ry e Astrid: due mondi all’apparenza opposti, ma uniti da quelle cicatrici che vengono coperte dai tatuaggi, ma rimangono sottopelle e fanno male nonostante il tempo che passa.

Mi sono innamorata di loro, dell’orso che sa diventare un peluche e di una ragazzina che si colora i capelli di quel viola, come i petali del fiore che la rappresenta.

Il contorno è fatto di quei personaggi che abbiamo conosciuto nel volume precedente e chissà quali altre sorprese riserveranno nel successivo.

Ma io rimango ferma a lui, a Ry, al gigante buono che fuma, beve e cerca distrazioni solo per riempire un vuoto che una ragazzina, a cui doveva fare da balia, ha colmato.

Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola direi: immenso.

Come il cuore di Ry, come la forza di Astrid.

Barbara non racconta di fanciulle che piangono per qualcosa di negato; parla di guerriere che, con le unghie e con i denti, alzano sempre gli occhi e la testa.

Donne all’apparenza fragili, ma che nascondono un’anima da leonessa, specie quando chi amano viene anche solo sfiorato.

Ci sarebbero altre mille parole da dire su di loro, ma io mi limito al “Perfetto”.

E le cinque stelle, cara Barbara, sono solo un numero per un romanzo che ne vale davvero tante, tante di più.

Avevi timore per questo personaggio, ma ti sei superata, sorella di luna.


A presto! 







30 giugno 2026

RECENSIONE - Nei tuoi occhi - di Valerie Moore

 



Titolo: "Nei tuoi occhi"

Pseudonimo: Valerie Moore

Autoconclusivo

Autopubblicazione su KDP

Genere: Historical Romance (Regency-Victorian)

Trope:  Grumpy x Sunshine - Guardian Ward - Age Gap -  First Love - Impossible Love

Lunghezza: circa 370 pagine

Data di uscita: 25/06/2026


Inghilterra, 1825

Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke, è stato a lungo un alto ufficiale dell’esercito britannico fino a quando, amareggiato e disilluso, non ha deciso di abbandonarlo e condurre una vita solitaria. 

Lady Susan Warrington è la giovane nipote del Visconte di Maybourne, con il quale vive. 

A dodici anni, a causa di una malattia improvvisa, ha perso la vista. 

Da quel momento ha trascorso la sua giovinezza isolata nello Yorkshire, tra le amorevoli cure del nonno deciso a non farle pesare la sua condizione.

Quando il Visconte scopre di essere gravemente malato, chiede a Lord Rockwell protezione per la nipote. 

James, infatuato della ragazza sin dal primo istante, decide comunque di tenere fede alle ultime volontà dell’uomo, assumendo il ruolo di suo tutore ufficioso e aiutandola a cercare un giovane pretendente che possa garantirle sicurezza.

 L'attrazione tra i due è travolgente ma, dopo essersi feriti a vicenda nel tentativo di negare i sentimenti che provano, per poter coronare il loro amore dovranno fare i conti con i propri pregiudizi: Susan scoprirà tutta la sua forza mentre James dovrà accettare il rischio di essere amato per quello che è.




Bentrovate, anime belle, 

con una nuova recensione per uno storico ambientato nell’Inghilterra del 1825, un’epoca molto cara alle lettrici.

In questo mese di giugno mi sono trovata a leggere romanzi di autrici emergenti; mi ero ripromessa di dare una possibilità alle scrittrici meno note, perché è giusto che nuovi nomi si aggiungano a quelli che già conosciamo.

Molte di loro si sono rivelate una splendida scoperta, tanto da farmi commuovere ed emozionare come non succedeva da un po’.

A mio parere, fra le loro righe si avverte una magia che forse si è parzialmente persa: quella che ti porta a pubblicare perché senti la storia profondamente tua, perché vivi in simbiosi con i protagonisti e avverti la pura necessità di farsi scoprire.

Lungi da me criticare le autrici più celebri, ma credo sia giusto dare un’opportunità a chi un nome deve ancora costruirselo, specie se ha avuto il coraggio di esordire con uno dei generi più complessi e strutturati dal punto di vista della ricostruzione: lo storico.

Ma veniamo all’autrice e alla sua umiltà nel chiedere un’opinione reale sul proprio scritto; parliamo di come sia sapientemente riuscita a catapultarmi in un’epoca dove una disabilità fisica significava l’emarginazione sociale.

Valerie è stata magistrale nella descrizione sensoriale di questo limite.

 Lady Susan è cieca dall’età di dodici anni e non è facile descrivere la quotidianità di chi vive avvolto dalle tenebre; non è semplice far percepire al lettore come una fanciulla riesca a destreggiarsi avendo come unico supporto un magnifico cane da assistenza.

La perdita della vista ha acuito gli altri suoi sensi, fra cui l’udito, e la musica che produce toccando i tasti bianchi e neri del pianoforte incanta chiunque l’ascolti. Susan vive nel suo buio, guidata da una voce che diviene per lei un amico, un conforto e un sostegno; una voce che la fa emozionare, facendo battere un cuore che non ha ancora conosciuto l’amore.

Quel tono appartiene a Lord James Rockwell, fratello minore del Duca di Pembroke: un uomo che, al contrario, ha l’oscurità dentro al cuore.

James arriva quasi per caso in quella residenza e rimane folgorato da una fanciulla che sembra un angelo.

Come sapete, non sono solita riassumere la trama, preferisco trasmettere ciò che un romanzo mi lascia, e qui le emozioni sono state intense.

L’arco di trasformazione dei personaggi è stato studiato alla perfezione.

La tecnica dello show don’t tell si rivela qui fondamentale per l’immersione del lettore: Susan non vede, ma ci permette di vedere attraverso ciò che sfiora, sente e tocca.

Non nego di essermi emozionata davanti alla sua fragilità, ma anche dinanzi alla sua forza: cade più volte nel corso della vicenda, ma si rialza sempre, fino a trasformarsi in una guerriera che abbatte i limiti che gli altri, anche inconsciamente, le impongono.

Ho adorato James, la sua pazienza e quella dolcezza che forse non sapeva nemmeno di possedere, oltre alla consapevolezza maturata quando comprende che non amare Susan sarebbe solo un’autopunizione.

Il finale, poi, è meraviglioso. Non c’è una sola stonatura nell’opera della Moore: lo sviluppo della trama e la gestione dei micro-climax, fino ad arrivare a quello finale, dimostrano un’attenta progettazione narrativa.

 I dialoghi, gestiti anch’essi in modo magistrale, diventano una vera e propria mappa dei sentimenti dei protagonisti.

 L’unica piccola sbavatura a livello di macrotesto trova un’esauriente spiegazione nelle note dell’autrice, che vi invito a leggere.

Vi consiglio caldamente la lettura di questo romanzo che, fidatevi, non vi deluderà. Rinnovo i miei complimenti all’autrice, insieme a un grazie per la sua umiltà (ti prego, Valerie, non perderla mai) e per tutto ciò che mi ha donato con questa storia.

A presto!

 





22 giugno 2026

RECENSIONE - Sei in tutti i miei sbagli - di Leiton D'Amara

 



Titolo: Sei in tutti i miei sbagli

Autrice: Leiton D'Amara

Serie: The Building Series Vol 1 (Tutti i romanzi si potranno leggere come autoconclusivi)

Uscita: 8 giugno (già disponibile in pre-order)

Genere: Contemporary Romance

Formato: e-book e cartaceo

Numero pagine digitali: 413

Tropes: Age Gap (lei più grande),  Grumpy x Sunshine, Slow Burn, Forced Proximity, 

Second Possibility,  Spicy Romance




Se è uno sbaglio, perché è l’unica cosa che sembra giusta?
Mi ero rassegnata a una vita che non mi faceva più tremare. Un lavoro monotono, odiosi pranzi con i parenti e mia madre che mi ricordava, un giorno sì e l’altro pure, tutto quello che non sono riuscita a diventare. Avevo persino smesso di chiedermi cosa desiderassi davvero. Perché è più facile mettersi al riparo, che rischiare di farsi male di nuovo e vedersi portar via la felicità.
Poi è arrivato Federico.
Più giovane, più bello, più tutto. Ha un sorriso strafottente, gli orecchini a entrambi i lobi e il corpo scolpito dalla fatica del suo lavoro. Ed è l’unico che riesce a farmi ridere, tremare, arrabbiare e desiderare… tutto nello stesso minuto. E più cerco di convincermi che non abbiamo nulla in comune, più lui si incastra nelle crepe della mia vita come se fosse sempre stato lì.
Adesso che il buon senso è svanito e il confine tra giusto e sbagliato è diventato pericolosamente labile sotto il peso dell’attrazione, devo solo capire quanto può durare un amore che il mondo intero considera uno sbaglio. E soprattutto… cosa resterà di me, se scegliessi di salvarmi perdendo lui?

 



Bentrovate, anime belle,

quando mi è stato proposto questo romanzo, la prima cosa ad avermi attirato è stato il reverse age gap: una dinamica al contrario in cui non è l’uomo a essere più grande, bensì la donna.

Ero davvero curiosa e non nego che, avendone letti pochissimi prima d’ora (forse solo uno), temevo che la lettura potesse in qualche modo deludermi. Invece, già dalle prime battute, sono stata così catturata dalla protagonista da divorare le pagine.

Giuny ha un carisma non indifferente. Nonostante l’età e un velo di disillusione, si trascina in giornate che scorrono tutte uguali.

L’amore?

Beh, per lei è un capitolo ormai chiuso.

Almeno finché non arriva lui: Federico.

Detta così sembrerebbe una storia semplice e lineare, ma vi assicuro che non è affatto così. Anzi, vorrei chiedere all’autrice come mai tra i trope ufficiali non abbia inserito anche la romantic comedy, perché vi giuro che il sorriso non mi ha mai abbandonata durante la lettura.

Non conoscevo Leiton D’Amara, ma quando ho chiuso il Kindle il mio primo pensiero è stato: “Voglio leggere assolutamente altro di suo”.

La scrittura è accattivante, il ritmo narrativo è incalzante e la caratterizzazione dei personaggi è talmente tridimensionale che sembra di vederli muovere davanti agli occhi; ogni elemento, dialoghi compresi, concorre a catturare il lettore.

Non saprei dire chi ho preferito tra i due.

Se da un lato Giuny riflette un po’ tutte noi donne, con le fisime e le paturnie tipiche di chi si avvicina ai quarant’anni, dall’altro Federico incarna tutto ciò che si vorrebbe trovare in un uomo.

Nonostante la giovinezza, l’età per lui è solo un numero sulla carta d’identità: la sua maturità, il modo in cui guarda la sua donna e la volontà di esaudire ogni desiderio che Giuny aveva ormai accantonato lo rendono un eroe romantico unico. Non è il classico miliardario inarrivabile, ma un uomo reale, che lavora sodo sotto il sole e non ha paura di sporcarsi le mani; ed è proprio questa sua autenticità a renderlo speciale.

Giuny, d’altra parte, è impacciata e buffa.

Non si percepisce più come una seduttrice, ma quasi come una “zia”, focalizzata sulla ricrescita visibile e sulle zampe di gallina che le contornano gli occhi.

Occhi che, però, tornano a splendere.

Perché il fulcro del romanzo non è la differenza anagrafica, ma il modo in cui una persona ti fa sentire, l’essere guardata come un tesoro da custodire e proteggere.

Ho ammirato profondamente come l’autrice abbia gestito le scene spicy: calibrate con eleganza, senza scivolare mai nella volgarità o in quei cliché verbali ormai abusati che, lasciatemelo dire, spesso oggettivano la donna sminuendola all’interno di dinamiche assurde.

Federico ama Giuny non solo con gli occhi o con le labbra che pronunciano parole bellissime, ma la adora con tutto il corpo.

Questo lo eleva al di sopra dei soliti bad boys a cui il genere ci ha abituate, dei quali lui conserva, al massimo, solo il fascino estetico.

Sul finale mi sono commossa e divertita allo stesso tempo; l’ironia non abbandona mai una singola riga di questo romanzo, che consiglio caldamente a tutte voi.

Non vedo l’ora di leggere il secondo volume della serie, di cui ho già intuito i possibili protagonisti e che mi ispirano tantissimo.

Complimenti all’autrice e grazie per averci regalato una storia così bella che non avrei mai voluto finire.

A presto!





15 giugno 2026

RECENSIONE - Per conquistare un Duca - di Valentina Piazza



Titolo: Per conquistare un Duca

Autore: Valentina Piazza

Uscita: 15 giugno

Genere: Regency Romance

Tropes: Regency, Forced proximity, Compromised & Scandal, Age Gap, Secrets & Lies

Prezzo: In uscita a 0,99€ per qualche giorno, in seguito 2,99€




Londra, 1820.

Quando Miss Eglantine Bonneville fonda un club di lettura segreto dedicato ai romanzi sentimentali, libri considerati del tutto sconvenienti dalla buona società londinese, non immagina certo di attirare l’attenzione dell’ultimo uomo che dovrebbe interessarsene.

 Lawrence, Duca di Somerset, è serio, razionale e convinto che l’amore sia un concetto sopravvalutato. Amante della filosofia e della lettura “rispettabile”, è deciso a restare scapolo, almeno finché folli discussioni letterarie, dichiarazioni d’amore del tutto improvvisate e una giovane donna troppo intelligente, lo portano a mandare in crisi ogni sua certezza.

 Il duca dovrà decidere se la razionalità è davvero sufficiente a governare la sua vita o se, invece, è l’amore l’unica forza in grado di farlo. Come nei migliori romanzi, però, innamorarsi richiede un atto di coraggio smisurato.

 In fondo, si sa, anche gli uomini più assennati possono perdere la testa e tutti i segreti, prima o poi, vengono a galla.



Bentrovate anime belle,

Bentrovate anime belle! Torniamo a parlare di Valentina Piazza, che ci porta a conoscere il suo nuovo “Duca”.

Fondamentali sono le note dell’autrice, che fa un’introduzione accattivante su ciò che nasconde il romanzo.

Ragione e Sentimento vi ricorda qualcosa?

Ok, come specifica l’autrice, la lettura è leggermente diversa, ma il romanzo della Piazza esprime il contrasto tra la fredda ragione, rappresentata dal Duca di Somerset, e la passione emotiva di Miss Eglantine.

Come sempre Valentina dà vita a un nuovo modo di concepire il Regency; una storia divertente e leggera che vede come protagoniste due anime agli antipodi.

Il Duca non aveva previsto il tornado Eglantine, capace di incrinare quella ragione che tenta di dare una spiegazione a tutto, anche ai sentimenti che seguono il cuore.

E, si sa, non vanno d’accordo questi due elementi.

Ne nasce il tormento, il chiodo fisso che sfocia in passione quando Lawrence decide di arrendersi alle emozioni.

Mi è piaciuto il fattore “club del libro”: all’epoca le donne non potevano firmare le loro opere con il proprio nome, altrimenti ne nasceva uno scandalo.

Il sesso femminile non era visto come un essere pensante, ma solo come una bomboniera da esporre.

Ritroviamo questa ritrosia nell’accettare l’indipendenza di una giovane dama fra le pagine del romanzo, dove non mancano intrighi e l’occhio giudicante del Ton, in grado di annientare con le parole chi non seguiva le regole.

Magnifici gli angeli custodi di Eglantine: tre arzille zie che diventano un marchio di fabbrica per la Piazza, che non le fa mai mancare a cornice di una storia che risulta essere molto piacevole da leggere e scorrevole.

Emozionante l’interpretazione di Lawrence del prode Ivanhoe verso Lady Rowena!

Sembrava di essere a quel circolo a sentire la voce di un uomo che prende coscienza, pian piano, di quanto possa l’amore colmare vuoti che la ragione impone.

Quindi, care amiche, inforcate gli occhiali, sedetevi su una bella sdraio, in spiaggia o montagna, e lasciatevi trasportare in un’altra epoca, fra duchi, balli, zie, ma soprattutto circondate dalla passione che unisce tutte noi lettrici... i libri!

A presto





08 giugno 2026

RECENSIONE - Il mio miglior errore - di Mariarosaria Guarino



Titolo: Il mio miglior errore

Autori: Mariarosaria Guarino

Editore: Self publishing 

Trope: Age gap, Sport romance, Social gap, Rich vs poor, Spicy

 Data di pubblicazione: 8 maggio 2026

Formati: ebook e cartaceo

Pagine: 350 circa

Una notte per dimenticare. Un attimo per complicare tutto.

 Caterina ha sempre seguito le regole, finché il suo fidanzato, una stella del tennis, non le ha spezzato il cuore. La vendetta? Una notte di follia tra le braccia di un estraneo, che finisce prima dell'alba.

Ma il destino ha il senso dell'umorismo perché quando Caterina ottiene il lavoro dei sogni nel circolo più esclusivo di Napoli, si ritrova davanti l’ultima persona che avrebbe voluto rivedere: Alessandro. Lo sconosciuto di una notte e via.

Lui è una leggenda del tennis caduta in disgrazia, un uomo molto più grande di lei e, soprattutto, il socio più importante del Club dove sta lavorando.

Alessandro sembra non riconoscerla, o forse si diverte a guardarla tormentarsi mentre la tiene sotto controllo. Ogni sguardo tra loro brucia di una tensione insopportabile, rimanere professionale è un dovere e cadere di nuovo in tentazione è un azzardo, ma potrebbe essere inevitabile. 

Tra i campi in terra rossa e i panorami di una Napoli che ti ruba l'anima, Caterina scoprirà che certi errori sono troppo belli per essere dimenticati. 


Bentrovate, anime belle!

Nuova recensione per Mariarosaria Guarino, che torna con un contemporary romance che oserei dire spumeggiante.

Ambientato nella splendida Napoli, il romanzo racconta la storia di Caterina e Alessandro.

 Una sola notte insieme che, all’apparenza, dovrebbe rimanere un’avventura passeggera con una sconosciuta.

Ma il destino ama giocare: Caterina e Alessandro si ritrovano improvvisamente faccia a faccia.

 Lei è la dipendente di un club di tennis, lui un ex campione imprigionato in una vita fatta di soldi, che lascia però pochissimo spazio ai veri sentimenti.

Eppure Caterina, con la sua genuinità e semplicità, riuscirà ad abbattere le barriere che Alessandro si è eretto intorno, portando a una bellissima evoluzione del personaggio.

Il romanzo della Guarino è accattivante e divertente, ricco di piccoli colpi di scena e momenti di tensione che ti spingono a voltare pagina freneticamente per capire cosa succederà fra i due.

I dialoghi sono un botta e risposta esilarante e naturale, mentre le descrizioni di Napoli risultano spettacolari.

La cosa, tuttavia, che più mi ha colpito è la crescita dei protagonisti, l’accettazione di se stessi, dei propri limiti e dei propri sentimenti.

La dolcezza di Alessandro è ben nascosta dal suo fare irriverente, mentre la caparbietà di Caterina emerge nella sua lotta con le unghie e con i denti per raggiungere i propri obiettivi.

A fare da splendida cornice c’è il senso di famiglia: quelle realtà semplici che diventano veri e propri angeli custodi quando qualcuno del proprio sangue, e non solo, si trova in difficoltà.

C’è stato un punto preciso, quando ho letto della disperazione di Alessandro dopo la presa di coscienza dei suoi sentimenti, in cui volevo continuare a leggere eppure non volevo.

Mariarosaria ha una scrittura così immersiva da farti sentire sulla pelle tutto ciò che lui avverte, così come le insicurezze di Caterina, una giovane donna che, nonostante le difficoltà, non esita a rimboccarsi le maniche.

La Guarino non indora la pillola e non si allontana dalla realtà: fotografa le difficoltà di tante famiglie nel Sud Italia e il divario tra chi ha la fortuna di nascere ricco e chi quella ricchezza deve crearsela da zero.

Una narrazione onesta che mostra come l’affetto della famiglia possa compensare qualsiasi mancanza economica, regalando un calore autentico che i personaggi più “viziati” tante volte non hanno.

 Perché il prezzo da pagare per la notorietà è alto.

Le cinque stelle sono meritatissime per un romanzo che si rivela un ottimo compagno per una giornata di relax al mare.

A presto!

 



 






 

14 maggio 2026

RECENSIONE - Con tutte le tue spine - di Norma Tarditi





Titolo: Con tutte le tue spine

                                                               Autore: Norma Tarditi

GENERE E TROPE: contemporary romance, age gap / forced proximity

DATA DI USCITA: 14 maggio

PREZZO EBOOK: offerta lancio € 0,99

PREZZO CARTACEO: € 11,99

KINDLE UNLIMITED: incluso


Lei: Ha ventitré anni. Fa i salti mortali per arrivare a fine mese. Da sé pretende l’eccellenza sempre.

 È disordinatissima. Quando la sua vita prende una piega che non le piace, la cambia. Nel cuore ha sepolto un sogno che dovrebbe lasciar andare. 

Sta per incontrare Lukas, con il quale decide in tempo zero che non avrà a che fare perché di guai, nella vita, ne ha già abbastanza.

 Lui: Ha trentotto anni. Va in giro firmato dalla testa ai piedi. È molto tatuato e ha piercing parecchio interessanti. 

Ha un sorriso strappamutande (questo lo dice lei). È estremamente ordinato e preciso.

Ama la sua vita e non ha mai avuto motivo di cambiarla.

 Sta per incontrare Ilenia, una ballerina che non balla più, che non sa chiedere aiuto, che lo rimette al suo posto il secondo esatto in cui lo conosce e che, con i suoi quindici anni meno di lui, la vita sta per stravolgergliela.

Questa è una storia di opposti che si attraggono – tanto.

Questa è una storia di sogni, di danza, di spine e di seconde occasioni.

 Questa è la storia di Ilenia e Lukas.

 


C’è un pensiero che mi è rimbombato in testa quando sono arrivata alla fine del nuovo romanzo di Norma Tarditi: anche la più piccola cosa vale la pena di essere difesa.

Mi sono presa un paio di giorni prima di scrivere la recensione, ma succede sempre quando leggo i suoi libri.

Che siano paranormal, fantasy o romance, Norma ha la capacità di farti immedesimare nella storia, e in questa mi ci sono rivista particolarmente.

Ilenia è uno di quei personaggi che o ami o odi, perché i suoi comportamenti non sono facili da capire.

Succede quando si è solari, sorridenti e così sicuri che in tutto si possa trovare il bello, che sembra impossibile che l’altro non lo faccia.

 Capita quando ti addossi pesi che non dovrebbero essere tuoi, quando l’illusione di arrivare a qualcosa a cui ambisci si sgretola come nulla; capita quando si è abituati a nascondere le proprie emozioni dietro una battuta saccente o un sorriso ironico.

Ilenia e Lukas non potrebbero essere più diversi, ma non è la differenza d’età il punto: è il modo in cui concepiscono la vita.

E allora le parole che ho scritto sopra hanno un senso: Lukas cerca di tenere stretto a sé, con le unghie e con i denti, qualcosa o qualcuno.

Ile, invece, preferisce scappare.

È più facile quando non vuoi far vedere le tue debolezze; è semplice avvolgere il cuore di rovi e spine che nascondono qualcosa di dolce, ma non lo mostrano.

Li avevamo già incontrati nel precedente romanzo di Norma e lei non si offenderà se dico che li ho amati molto più di Seb e Sam.

 Lui e lei, senza differenze... anzi, un po’ sì, perché Lukas è quella persona che non ha paura di ferirsi con le spine: a una a una le allontana per arrivare a quel cuore ammaccato che ha rinunciato a tanto per farsi carico degli altri.

Lui la vede per quella che è: Abbastanza.

Avrete capito, amiche lettrici, che sono innamorata di questo personaggio maschile, del suo sorriso e della sua battuta ironica atta a comprendere meglio la “bambolina” che ha di fronte.

In lei cerca di far emergere la fata che tenta disperatamente di non farsi portar via dal vento la magnifica rosa che ha in mano.

La vuole riportare ad amare ciò a cui ha rinunciato.

Si chiama perseveranza.

Io ho avuto la fortuna di conoscere qualcuno così, che non si spaventa dei rovi ma vuole solo arrivare al cuore.

Conosco Norma da tempo ed è impressionante come sappia districarsi in ogni genere rendendo tutte le sue pubblicazioni speciali.

Quando chiudi un suo romanzo, sei certa che non lo dimenticherai, che non diventerà una delle tante storie, ma la storia e le cinque stelle, fidatevi, sono poche per Con tutte le tue spine: un libro che ne vale molte, molte di più.

A presto








 

09 marzo 2026

REVIEW PARTY - Cuori di pietra e di spine - di Barbara Scotto

 



AUTRICE: Barbara Scotto

TITOLO: Cuori di pietra e di spine

GENERE: Historical romance

TROPE: Age gap,  Secrets & Lies, Fake Identity, Marriage of Convenience, 

Autoconclusivo – Stand-alone

PAGINE: 440

FORMATI: Cartaceo ed ebook

Editore: Self Publishing

 USCITA: 7 MARZO ANTEPRIMA CARTACEA AL FESTIVAL DEL ROMANCE

 9 MARZO ONLINE SU AMAZONI EBOOK A 2,99 

Cornovaglia, 1740.
Trevor Hawke porta sulle spalle il peso di un giuramento infranto e di un passato che lo ha reso duro come la pietra.
Eyleen Derwent cela dietro le sue spine un cuore fragile, che la vita ha costretto a difendere con coraggio.
Un inganno fa intrecciare le loro strade, trascinandoli in un vortice di segreti, tradimenti e vendette.
 Fidarsi è difficile, e ben presto i due dovranno scegliere se lasciarsi consumare dall’odio, o ritrovarsi nella passione.

"Un cuore di pietra e un cuore protetto da spine potranno mai trovare la forza di amarsi?"


Per la sottoscritta è sempre una grande emozione tornare a leggere una delle mie autrici preferite; parlo di lei, Barbara Scotto, maestra dei Secrets & Lies.

Ebbene sì, questo singolo trope fa sì che la Scotto si distingua sempre e comunque da tutte le altre autrici.

Un espediente narrativo, aggiungo, che rende ogni trama e ogni storia avvincente e soprattutto lascia quella suspense che ti porta a chiederti: “Ora cosa combinerai, Barbara?”

Ma andiamo al romanzo, un Historical: siamo nella Cornovaglia del 1740 e, come sempre, appena inizi a sfogliare la prima pagina vieni catapultata in un’epoca lontana dalla nostra, ma che l’autrice sa descrivere così bene che, chiudendo gli occhi, ti ritrovi fra usi e costumi remoti che senti addosso come se li stessi vivendo.

Trevor ed Eyleen, e il disegno intorno a loro; un disegno che porta le loro strade a incrociarsi e a fondersi in un tumulto di situazioni che evito di raccontare perché altrimenti perdereste il gusto della lettura, di un’opera che non vi farà annoiare.

C’è tutto in questo libro: un personaggio maschile che alle volte avrei insultato e una fanciulla che troppo presto impara a essere donna.

La sua fragilità, che tenta di nascondere e reprimere, fino al momento dell’esplosione quando rimane quasi svuotata, ma soprattutto priva di quel sentimento che si chiama fiducia: è così che la rosa aumenta le sue spine, lo fa per proteggersi, per proteggere un cuore che troppe volte è stato sul punto di frantumarsi.

O forse lo ha fatto: si è disintegrato in tanti frammenti e allora Trevor dovrà essere il collante, colui che cerca di rimetterli insieme perché l’anima è esattamente come una pianta: avvizzisce se non la si innaffia.

E l’acqua che la nutre è rappresentata dalle cure e dall’amore che la nostra eroina troverà anche in chi la circonda, come l’amico che diventa un fratello, Bryan, o in quel personaggio che io ho amato: Lilith.

Perché quel pizzico di magia non manca mai nei romanzi della Scotto; lei sa adattare le leggende e le credenze alla storia, mescolando ciò che conosciamo a qualcosa di nuovo.

Una splendida avventura quella di Cuori di pietra e di spine, che ti lascia spesso e volentieri con il fiato sospeso, con la voglia e la necessità di capire cosa possa aver inventato l’autrice, la quale rispetta il famoso “volta pagina” portando il lettore a volerne sapere sempre di più.

Ho chiuso il romanzo con un sorriso sulle labbra e tanta emozione per quell’epilogo dove ogni nodo narrativo trova la giusta soluzione.

Barbara è un’autrice estremamente versatile; non importa quale genere scriva, riesce comunque a trasmettere emozioni e far immedesimare chi la legge.

 Sia esso un romanzo storico o contemporaneo, sai che non sarà una lettura piatta ma sempre ricca di quei segreti e quelle bugie che, quando diventano verità, ti travolgono ed emozionano.

In fondo la vita è questa, signore: un immenso Secrets & Lies.

Non è detto che si rimanga in piedi quando le maschere cadono; quello che è certo è che avere qualcuno accanto che ci sostiene e ci porge una mano è quel motivo che continua a farci andare avanti anche quando tutto crolla, proprio come ha fatto Eyleen.

Le eroine di Barbara non lo sono perché compiono gesta epiche, ma solo perché sono umane e nella loro imperfezione risultano sempre perfette.

Le cinque piume sono solo un simbolo per un romanzo che, a mio parere, ne vale molte, molte di più.