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30 settembre 2026

RECENSIONE - SIMON - SERIE LETALE - di Ileana Secci

 



Autore Ileana Secci
Titolo: Simon
Serie: Serie Letale #3
Tipologia: Romanzo autoconclusivo (vol.3 Serie Letale; ogni vol. racconta una storia d'amore diversa e può essere letto indipendentemente dagli altri, sebbene i personaggi e gli eventi siano strettamente collegati tra loro.)
Editore: Self-publishing
Store: Amazon
Pagine: 421
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: Ancora non disponibile
Anche Kindle Unlimited
Giorno di pubblicazione: 17 settembre 2026
Genere: Contemporary Romance - Psychological Romance - Medical Romance -Emotional Romance





Simon ha sempre saputo salvare gli altri, il problema è che nessuno le ha mai insegnato come salvare sé stessa. Medico di Pronto Soccorso, ha imparato a convivere con il dolore dei suoi pazienti, affrontando ogni giorno la sofferenza con lucidità e sangue freddo; ma nessuna esperienza avrebbe potuto prepararla a ciò che accade, quando è la sua stessa vita a sgretolarsi. La perdita della sorella Rose la trascina in un vortice di dolore dal quale sembra impossibile riemergere; una relazione che l'ha profondamente segnata continua, invece, a convincerla che l'amore sia qualcosa a cui non è destinata. È proprio quando ogni certezza sembra ormai perduta che il destino mette Cameron sul suo cammino. La sua presenza diventa un'àncora a cui aggrapparsi, ma dietro a quell'uomo, che sembra avere sempre la risposta giusta, si nascondono segreti capaci di cambiare la vita di Simon ancora una volta, costringendola a mettere in discussione tutto ciò che stava faticosamente ricostruendo.


Ci sono ferite che il tempo trasforma in cicatrici; rimangono lì, anche sottopelle, ma in qualche modo fanno sempre male.

Mutano in incubi, in quella nebbia che ogni tanto si incastra nella gola e che diventa un nodo quando anche un dettaglio della nostra quotidianità ci porta indietro: a un’immagine, a una fotografia che l’incedere dei giorni fa sbiadire ma non scomparire.

Ho sempre dichiarato che per le scrittrici la penna diventa uno strumento quasi di catarsi.

Macchiamo il foglio di quegli eventi che, in un modo o in un altro, ci hanno cambiato.

Aspettavo Simon, l’aspettavo da quando ho letto di lei la prima volta.

Il suo carattere, forte e determinato, mi aveva affascinato.

Il volume precedente della serie Letale si era chiuso con lei che crollava, vinta da un dolore che non si può mettere a tacere.

La ritroviamo qui, contro il muro di una struttura ancora in macerie, come il suo cuore, d’altronde, vittima di un male che affligge molte e che, da chi non ne conosce la gravità, viene sottovalutato.

Stretta in quel fato spezzato, Simon ritrova il respiro sulle labbra di uno sconosciuto. Forse un eroe, o forse un guerriero battuto dal suo stesso dolore.

Vi posso però dire cosa mi ha lasciato Simon, cosa ho provato leggendo di una donna che si mostra forte per poi crollare quando è sola nella sua stanza.

Vi posso raccontare del suo dolore travestito da coraggio, di come la vita l’abbia posta davanti a quello che è lo specchio della sua anima: Cameron.

Cameron con i suoi modi gentili, con il sorriso incerto; Cameron che la vede come nessuno, forse, si preoccupa di fare.

Perché quando si è troppo concentrati sui propri problemi, non si vedono quelli degli altri.

Ci si accontenta del “Sto bene!”.

Cameron no: va oltre la maschera, oltre il sorriso forzato, oltre la freddezza che, tante volte, una professione impone.

Cameron vede Simon, forse come nemmeno lei riesce a fare.

Ma chi si accolla il dolore degli altri, quanto ne porta addosso?

Sono stati due personaggi di una bellezza sconvolgente, proprio perché vivi; nella loro imperfezione, perfetti.

Un mafia romance che non ha peccato di quella crudeltà tipica dell’ambiente; uno spicy dove due corpi non si uniscono solo per piacere, ma per mettere a tacere i mostri che sono in grado di divorare l’anima.

A fare da contorno la famiglia che, per quanto non sia quella che forse Simon sogna, è pur sempre il suo rifugio, anche se lei stessa è la colonna portante di quei genitori che hanno provato un amore diverso, ma sempre amore è.

Mi sono commossa, Ile, perché ho visto tanto della donna oltre la scrittrice.

La scrittura per noi diventa catarsi (è una ripetizione voluta) e in quella liberazione doniamo un pezzo di noi.

Sta al lettore intravedere tra le righe cosa regaliamo; io credo di aver visto un bel po’ della Secci e posso dire che l’apprezzo ancora di più, non dimenticandomi però che, oltre la maschera da supereroina, c’è sempre una donna.

A presto!




22 settembre 2026

RECENSIONE - Scintille: Hearts in Flames #1- di Muriel Conrad

 



Autrice: Muriel Conrad
Editore: Self-published
Titolo: Scintille
Serie: Hearts in Flames
Genere: Romance contemporaneo
Sottogenere: Firefighter romance
Formato: Ebook
Uscita: giovedì 10 settembre 2026
Ambientazione (di fantasia): Silvervine, California (Santa Ynez Valley)
Pov: Dual POV, prima persona presente
Heat level: Medio (sensuale, non esplicito)
Trope:  Hidden identity Small town romance, Golden boy,  Firefighters romance, Forced proximity
Family trauma + healing,  Dual POV, Second chances, Slow burn Protector hero




Lei mente per proteggersi. Lui non crede più nell’amore.

Leila Davis
ha ventisei anni quando arriva a Silvervine, California, con un solo obiettivo: ricominciare. Lontano da New York. Lontano dal padre che ha abbandonato lei e sua madre malata. Lontano dal fidanzato che è scappato quando le cose si sono fatte difficili. Ma ricominciare significa anche mentire. Sul suo cognome. Sul suo passato. Su chi è davvero.

Nick Fabbri, trent’anni, è il golden boy di Silvervine. Vigile del fuoco, figlio perfetto, l’eroe che tutti amano. Otto mesi fa il suo cuore è stato spezzato da chi credeva di conoscere meglio. Da allora ha una regola: se qualcuno gli mente, lui si ritrae come da una fiamma. Poi incontra Leila in un bar e lei gli dice di chiamarsi Sky Walker. Lui non ci casca. Dovrebbe scappare. Invece resta.

Perché a volte l’amore inizia esattamente dove non dovrebbe. In una cittadina dove i segreti bruciano più velocemente delle colline. Dove chi salva vite per mestiere deve imparare a salvare anche il proprio cuore. Dove due persone ferite devono scegliere: continuare a proteggersi, o avere il coraggio di lasciarsi andare.

Quando tutto brucia… Resta solo l’amore.

È sempre bello leggere nuove autrici, specie se a fine lettura lasciano comunque qualcosa.

È successo con il romanzo della Conrad, una scrittrice che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo.

La cosa che più mi è rimasta impressa è la passione che ha messo nel descrivere i sentimenti dei protagonisti: vibrazioni che sono arrivate tutte, nessuna esclusa.

E sì, care amiche lettrici, parlo di emozioni, perché tante volte nella stesura di un libro ci si perde troppo sulle ambientazioni o sui costumi; insomma, su tutto quello che io ritengo sì necessario, ma non al punto da rubare l’intera scena.

Qui, invece, il vissuto dei personaggi arriva dritto al cuore.

C’è quello di Leila, disillusa dall’amore in genere: che si tratti di un genitore o di un uomo, chiunque avrebbe dovuto supportarla e accompagnarla, specie nei momenti più delicati della vita, le ha voltato le spalle, lasciandola sola ad affrontare il dolore.

E poi ci sono le emozioni di Nick, un vero golden boy, tradito da chi aveva deciso di amare: una donna e un amico che chiamava fratello.

Questo romanzo racconta di seconde possibilità, ma prima di tutto verso se stessi. Una lotta per combattere la mancanza di fiducia che subentra quando chi doveva tenderti una mano si volta dall’altra parte; quando qualcuno ti tradisce, lasciando il cuore sepolto sotto strati e strati di macerie.

Eppure, in mezzo al caos, alle menzogne e alle mezze verità, due anime che hanno patito le stesse sofferenze si riconoscono e, nonostante la diffidenza iniziale, si cercano.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Nick: la sua dolcezza, quel suo essere presente anche senza che l’altra persona lo chieda.

E mi è piaciuta immensamente la scena di quell’album recuperato per essere salvato dalle fiamme.

Pensateci, amiche lettrici: siamo abituate ai selfie, a fare foto di continuo, ma quante di noi le stampano e le racchiudono in quella che diventa una sorta di capsula del tempo?

Per chi lo fa, quell’album diventa un bene inestimabile e insostituibile, perché racchiude la memoria, e per molti diventa fondamentale quando i ricordi, per una causa o per l’altra, sbiadiscono.

Sono davvero contenta di aver scoperto la scrittura della Conrad.

L’unico appunto riguarda alcuni concetti che, ahimè, ho trovato ridondanti: espressioni che non c’era bisogno di ripetere più e più volte, perché se una cosa è scritta bene, come lei ha ampiamente dimostrato di saper fare, rimane comunque impressa.

Non mi resta che aspettare il secondo volume della serie, di cui l’autrice ci ha già dato un assaggio.

A presto!





15 settembre 2026

RECENSIONE - BLACK MARK - Black Key Series Vol.2 - di Barbara Scotto

 




TITOLO: Black Mark

SERIE: volume 2 della Black Key Series.

La storia della coppia è autoconclusiva, ma le vicende seguono gli

avvenimenti del precedente volume, Black Veil.

Romantic Suspense; Forbidden Love; Forced proximity; Age gap; Slow burn; Emotional scars; 

Broken hero; Morally grey hero; Touch her and die

 PAGINE: 463

Dal 15 settembre 2026 in esclusiva Amazon in ebook, KU e cartaceo

 Link Amazon

 TRIGGER WARNING

Alcune vicende di questo romanzo potrebbero urtare la sensibilità dei lettori. Si raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

TW completi all’interno del libro.


Ryder Cross, nome in codice Grave, è il braccio della Black Key.
Freddo, fisico, implacabile, non concede spazio ai sentimenti e il suo unico scopo è ottenere vendetta su chi gli ha strappato le persone che amava.
Astrid Volkov è cresciuta tra le imposizioni e ha imparato che sopravvivere significa obbedire. Vulnerabile solo in apparenza, vuole scoprire chi potrebbe essere se fosse libera di scegliere.
Lui ha affrontato missioni dove ogni rischio era calcolato e ogni limite aveva una ragione, ma con Astrid le regole smettono di funzionare.
Quando le menzogne e le minacce non potranno più essere arginate, Ryder dovrà decidere se restare l’uomo che non si lega a nessuno, o arrendersi all’unica donna che non avrebbe mai dovuto toccare.

Bentrovate, anime belle!

Il nostro blog riparte con la recensione di una delle autrici che più stimo.

Al di là della persona, è la sua scrittura a risultare sempre affascinante, ricca di particolari e di emozioni che, ahimè, ultimamente mancano nelle letture.

Barbara è quella che io definisco un’autrice versatile.

Ho avuto modo di lavorare gomito a gomito con lei e ho visto con i miei occhi la sua capacità, che non è da tutti, di immedesimarsi nelle storie che scrive, diventando un tutt’uno con i personaggi al punto da farti vivere ciò che loro provano.

Se con Draven avevo assaggiato il dolore, con Ryder, che io chiamerò allo sfinimento Ry, ho provato l’impotenza di non poter cambiare gli eventi.

La frustrazione di non essere stato capace di salvare chi si ama, la devastazione dell’anima che porta a un’insana vendetta... una vendetta che si annulla quando impara a conoscere lei: Astrid.

Astrid, una falena che sfida la luce che la può bruciare, che accarezza il fuoco che le lambisce le ali, ma che vola in alto nonostante le ferite.

Astrid, un piccolo iris che non chiede cure perché capace di rialzarsi, di sopportare le intemperie che la piegano ma non la spezzano.

Ry e Astrid: due mondi all’apparenza opposti, ma uniti da quelle cicatrici che vengono coperte dai tatuaggi, ma rimangono sottopelle e fanno male nonostante il tempo che passa.

Mi sono innamorata di loro, dell’orso che sa diventare un peluche e di una ragazzina che si colora i capelli di quel viola, come i petali del fiore che la rappresenta.

Il contorno è fatto di quei personaggi che abbiamo conosciuto nel volume precedente e chissà quali altre sorprese riserveranno nel successivo.

Ma io rimango ferma a lui, a Ry, al gigante buono che fuma, beve e cerca distrazioni solo per riempire un vuoto che una ragazzina, a cui doveva fare da balia, ha colmato.

Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola direi: immenso.

Come il cuore di Ry, come la forza di Astrid.

Barbara non racconta di fanciulle che piangono per qualcosa di negato; parla di guerriere che, con le unghie e con i denti, alzano sempre gli occhi e la testa.

Donne all’apparenza fragili, ma che nascondono un’anima da leonessa, specie quando chi amano viene anche solo sfiorato.

Ci sarebbero altre mille parole da dire su di loro, ma io mi limito al “Perfetto”.

E le cinque stelle, cara Barbara, sono solo un numero per un romanzo che ne vale davvero tante, tante di più.

Avevi timore per questo personaggio, ma ti sei superata, sorella di luna.


A presto! 







08 maggio 2026

RECENSIONE - New Match Love - di Giulia Ungarelli

 





Titolo: New Match Love

Autrice: Giulia Ungarelli

Editore: Self Publishing

Genere: Romance

TROPE PRINCIPALI: Sport Romance (NBA) - Fake Marriage - Spicy/Hot vibes Deal

Hate to Love- Slow Burn

Data di uscita: 04 maggio 2026

Formato: Ebook, copertina flessibile e rigida

Prezzo lancio ebook: € 0,99

Prezzo ebook: € 2,99

Prezzo flessibile: € 15,00

Prezzo rigida: € 18,00

Autoconclusivo



Norris Hall, ala grande dei Boston Celtics, è considerato uno dei “ragazzacci della NBA”. Egoista e arrogante, i suoi soprannomi variano da “Hell” a “Il diavolo di Boston”.

L’ostilità nei confronti del presidente della sua squadra lo porterà ad attuare un assurdo piano di vendetta.

Alexis Torres è una giornalista sportiva e l’unica figlia del presidente dei Boston Celtics. Dopo una relazione fallimentare, lascia anche il giornale in cui lavorava per inseguire il sogno di creare un podcast tutto suo.

Una notte a Las Vegas, un drink di troppo e Norris e Alexis, da nemici, si svegliano nello stesso letto… marito e moglie.

Ma è solo l’inizio dei guai e non sarà facile uscirne illesi.

L’odio si trasformerà in amore o il rancore li dividerà per sempre?



Ho conosciuto questo personaggio nei libri della Scotto e mi avevano incuriosito tanto Norris Hall quanto la sua controparte femminile, Alexis Torres.

Il loro scambio di battute non poteva lasciare indifferenti, specie quando ti trovi davanti una donna che non le manda a dire ed è capace di sgonfiare l’ego spropositato di un uomo con una sola battuta.

Avevo immaginato che la loro storia non sarebbe stata calma e tranquilla: si sa che fuoco e paglia vicini bruciano, ma Hall e Alex non sono solo fuoco, sono un incendio.

Tuttavia, al di là della tensione sensuale e delle schermaglie che diventano parole lanciate come coltelli, non mi aspettavo di chiudere il libro e rimanere così colpita proprio dalla figura di Hall.

Non solo perché è un bel personaggio, ma per l’armatura di cui si è rivestito per proteggere un cuore malandato che di calci ne ha presi tanti.

Una domanda in particolare mi ha fatto riflettere.

 C’è un passaggio nel testo, tre parole di cui spesso non comprendiamo la potenza per chi è distrutto moralmente, per chi vive col dito puntato contro o è afflitto da un pensiero costante: “Come ti senti?”.

So che molti leggeranno questo libro come un romance hot o spicy, ma chi mi conosce sa che io cerco altro, e Giulia è stata bravissima a costruire una storia che trova le sue fondamenta proprio in questa semplice domanda.

Norris non è solo un campione della NBA, è un uomo che indossa una maschera di indifferenza e superiorità per apparire ciò che non è: il classico rubacuori da avventure di una notte, ovvero ciò che i media e i giornalisti cercano.

Lo scandalo attira attenzione e, nello sport, l’attenzione equivale ai soldi.

E poi arriva lei, quella che consideri quasi una nemica, la spina nel fianco, l’unica che non abbassa mai lo sguardo.

Si dice che le anime affini si riconoscono e riescono a intravedere le crepe altrui; Alex ha fatto proprio questo, ha visto oltre la corazza di Hall che, piano piano, si sgretola davanti a piccoli gesti e parole.

 Forse perché anche lei, ha dovuto sempre mostrare un lato di sé non autentico per assecondare le aspettative degli altri.

Alex ha avuto il coraggio di non arrendersi e di mandare a quel paese chi si nasconde dietro un atteggiamento arrogante che è l’esatto opposto di ciò che sente.

Il libro di Giulia è fatto di sentimenti e pensieri che appartengono a chiunque si mostri forte ma si dilania nella solitudine.

 È un romance bilanciato perfettamente con la parte sportiva – si vede che c’è una grande ricerca dietro – e non annoia mai, perché l’autrice è stata in gamba a mantenere un climax che ti spinge a chiederti: “E ora cosa succederà?”.

Ho apprezzato molto anche il microcosmo creato intorno ai due, come la cena a base di tacos, che non serve a sostituire un ricordo doloroso ma a colmarlo con quell’amore che il destino ha tolto ad Alexis (e non parlo di quello verso un uomo).

 La penna di Giulia cattura, ha uno stile così coinvolgente che leggi senza rendertene conto; mi ero affezionata così tanto a questo “ragazzone” che ho finito il romanzo in pochissimo tempo.

I dialoghi sono esilaranti, sia quelli fatti di offese che nascondono altro, sia quelli più profondi.

Lo consiglio, e ripeto, non per lo spicy, ma per il messaggio che l’Ungarelli ha lasciato tra le pagine.

Guardare oltre la corazza ci permette di capire come sia realmente una persona, ma soprattutto ci ricorda che a volte basta un “Come stai?” per far crollare la maschera e mettersi a nudo.

Cinque stelle meritate per Giulia.

Alla prossima! 





09 gennaio 2026

RECENSIONE - Tutte le stelle del cielo - di Cecilia Aguero

 



Titolo: Tutte le stelle del cielo

Titolo originale: Todas las estellas del cielo

Autrice: Cecilia Aguero

Data di uscita: 15 dicembre 2025

Genere: young adult - slow burn

Pagine: 616

Autoconclusivo: Sì

Editore: ‎ Royal Books Edizioni

Formato: E-book  €3,99   Cartaceo flessibile € 16,50

Liv e Cal si conoscono da sempre. Le loro famiglie sono amiche, più o meno.
Da bambini si sono odiati, hanno litigato, poi si sono ritrovati.
Litigano spesso e vivono tutto come una competizione.
Non possono piacersi. È ovvio che non possono. Sarebbe disgustoso, proibito.
Sono Liv e Cal, e sono fatti per vedere chi vince a braccio di ferro o chi riesce a lanciare la palla più lontano.
Qualsiasi altra cosa sarebbe ridicola.
Non si possono mangiare le labbra fino a farle scoppiare in mille pezzi e nemmeno guardarsi con il desiderio di infilarsi sotto le lenzuola.
Mai.
Avvicinarsi significherebbe accendere la fiamma per vedere il mondo bruciare.
Non possono averne voglia.
E non possono nemmeno innamorarsi.
Ma sono Liv e Cal, e la vita non sembra disposta ad ascoltarli questa volta.

Ben trovate, anime belle, nuova recensione per questo 2026.

Si ritorna allo Young Adult, alla storia di due ragazzi cresciuti insieme.

 Si torna a un romanzo pieno di amicizia e di affetto familiare.

Era da un po’ che non leggevo questo genere e l’unica parola che mi viene in mente, una volta finito, è “dolcezza”.

Liv e Cal sono stati un crescendo di emozioni, di quelle che puoi toccare con mano quando vivi una storia fatta di un sentimento che si prova a ripudiare, ma che alla fine conduce inevitabilmente a due labbra che si sfiorano – anche se all’inizio di nascosto – e a due corpi giovani che si cercano e si conoscono, perché capiscono che è quello il momento giusto.

Prime esperienze condivise con chi hai visto crescere sempre al tuo fianco.

L’amore qui indossa una maschera di malsopportazione: bisticci, schermaglie e gelosie che anticipano qualcosa che tante volte si tende a temere.

Un romanzo che, nonostante le sue 600 pagine, non annoia mai, perché si ha la sensazione di leggere un diario, memorie di anni che si rincorrono fino ad arrivare al presente.

I dialoghi sono sempre avvincenti, non il solito botta e risposta; dietro ogni parola c’è sempre di più, quel qualcosa che ti spinge ad andare avanti per capire se l’ennesima difficoltà verrà superata.

I protagonisti secondari giocano, poi, un ruolo spesso cruciale per Liv e Cal, tanto da portare a quei chiarimenti che due caratteri forti tenderebbero a evitare.

Il romanzo regge bene sul piano emotivo e sulla coerenza interna.

La costruzione dei personaggi è solida perché reagiscono in modo credibile, non forzato, e le loro scelte, anche quando fanno male, restano fedeli a ciò che sono. La scrittura è misurata, mai eccessiva, adatta all’età che viene trattata in quel preciso istante.

Chi cerca una trama serrata o colpi di scena continui potrebbe storcere il naso.

Ma qui il cuore del romanzo non è cosa succede, è come i personaggi imparano a stare dentro ciò che succede.

"Tutte le stelle del cielo" è una lettura che lascia una sensazione di quiete, ma anche di malinconia al contempo, perché ricorda come siamo stati all’età dei protagonisti e come siamo diventati.

E tu, come loro, ti trovi a pensare a com’era bello guardare le stelle anche sapendo che non avrebbero risolto nulla, ma che per un attimo ti avrebbero aiutato a respirare meglio.

A presto!








02 maggio 2025

REVIEW PARTY - Back to Flying - di Barbara Scotto


 



AUTRICE: Barbara Scotto

TITOLO: Back to Flying

SERIE: Sporting Life # 3  Volume #1, One Time Love, di Giulia Ungarelli. Volume #2,

 Shooting Heart, di Barbara Scotto. Tutti volumi indipendenti, autoconclusivi.

                  GENERE: Contemporary Romance

                       TROPES: Sport Romance Age gap Best Friend’s Sister Slow burn                               

 FORMATI: Book, KU e Cartaceo 

DATA USCITA: 2 MAGGIO

    

“Ho promesso di prendermene cura, ma ho finito con il perdere la testa per lei.”

Cole Jackson è un agente sportivo molto ambito nell’ambiente del basket. 

La sua vita è dedita alla carriera, non c’è spazio per una compagna. 

Finché nella sua routine irrompe la sorellina di Storm, uno degli atleti a cui è più legato.

Nike Blake ha messo in pausa la sua carriera nella ginnastica artistica a causa di un infortunio.

 I tempi in cui la chiamavano Flying Girl sembrano ormai un ricordo.

Nike diventa per Cole la sfida più grande da vincere, perché se lui rappresenta la ragione, lei è puro istinto.

 Lei è decisa ad averlo. Lui a tenerla a distanza.

 La differenza di età e un segreto che li riguarda possono essere ostacoli insormontabili, ma possono anche renderli complici e consapevoli che il loro è un legame destinato a durare per sempre.

“Se io sono in grado di tornare a volare, lo sei anche tu. Dammi la mano e lo faremo insieme.”



Mi ero innamorata di loro già dal romanzo precedente e mi piace pensare di poter recensire questo romanzo da un’immagine che si è piantata nella mia testa, già dai primi capitoli.

Un angelo e la sua tempesta, ha fattezze umane, e porta un nome importante, che viene tutt’ora pronunciato: Nike la Dea della vittoria.

L’ho immaginata così la nuova storia di Barbara Scotto e, se dovessi dipingerla, la tela mostrerebbe un angelo che tiene per mano una fanciulla, i cui capelli sono mossi dal vento di una tempesta.

Se dovessi descriverla come una favola sarebbe…

C’era una volta un angelo, lui era bello e dolcissimo, ma nei suoi occhi brillava sempre la malinconia.

Era stato messo al fianco di Nike, e amava chiamarla tempestina.

Quella ragazza aveva la capacità di combinare sempre una nuova, di cacciarsi nei guai.

Era un lavoro molto impegnativo per il povero angelo.

Ma un giorno qualcosa cambiò in quella fanciulla, dimenticò come si faceva a volare in alto.

Lei, tempesta, che con il suo vento era in grado di muovere tutto, ora era spenta.

Allora l’angelo sacrificò una sua ala, le insegnò di nuovo cosa significava volare.

Tempestina gliene fu grata, amava quell’essere sempre premuroso, che la incitava con dolcezza e fermezza.

Imparò a non poterne più fare a meno, ma quando capì che era inarrivabile, si lasciò andare, precipitò, di nuovo, sempre più giù.

Piombò nel dolore, nel rimorso, nel senso di colpa, e in quel non sentirsi più abbastanza.

L’angelo, però, non poteva lasciarla andare, aveva compreso che non riusciva fare a meno di chi gli aveva restituito il sorriso.

Si guardò alle spalle, rivide quella vita che ora sapeva non appartenergli più, e decise… avrebbe cancellato il suo passato.

Un’ala, una sola ne possedeva, non se ne curò, non ebbe timore di perdersi, lo sarebbe stato senza di lei: la sua tempestina.

Nike lo completava, il singolo diventava coppia con lei e le ali per volare dovevano essere due.

La mano si allungo verso la sua, il nome della ragazza venne urlato e tempestina, capì, capì che la sua forza veniva da quell’uomo meraviglioso che, ancora una volta, correva in suo aiuto.  

 Arrancò, frenò la discesa, le dita si sfiorarono, e intrecciandosi riempirono il vuoto che entrambi portavano nel cuore.

E compresero che per funzionare non potevano vivere nella loro solitudine, capirono che tutto quello che era loro capitato era accaduto per portarli lì: uniti insieme in abbraccio che li avrebbe portati verso l’alto.

Barbara ha saputo, per l’ennesima volta, stupirmi.

La storia di Nike è quella di tante altre ragazze, che cadono e riescono a rialzarsi, perché comprendono che possono essere migliori, a dispetto di quelli che le vogliono finite, e che ci sarà sempre qualcuno al loro fianco a sostenerle.

Ma è anche una storia di seconde possibilità per un uomo che aveva perso tutto nella vita: Cole.

 La sua premura, la dolcezza, la pazienza nel sopportare e supportare i fratelli Blake.

Lui che si rifiuta di ascoltare il battito di quel cuore per una donna che non dovrebbe nemmeno guardare. 

Ma la ragione tace davanti all’amore. Non vanno d’accordo, si parte da una notte si pensa al per sempre.

Nike e Cole, due anime rotte che insieme ne formano una.

Un angelo e una tempesta che lo travolge, scombinando il buon senso, la ragione, le sue giornate.

Impeccabile la costruzione dei protagonisti, circondati dai comprimari che ben abbiamo conosciuti nel precedente romanzo.

Barbara emoziona, sempre, le storie che racconta abbattono i muri, le differenze di età, i sensi di colpa.

Uno sport curato alle perfezione, assistevo alle gare di Nike, insieme a Cole, soffrivo, temevo cadesse dalla trave, mancasse una delle due parallele.

Barbara e il suo mostrare, non solo raccontare, una cosa fondamentale nella stesura di un romanzo.

Non ci sono parole, poche non riesco a dirne, troppe beh incorrerei nello spoiler. Posso affermare che è un libro che è fatto di equilibrio, fra sport e romance, non l’uno prende sopravvento sull’altro.

 E poi arrivi al finale, a quell' epilogo che ci riporta sulla soglia di una porta, lì dove tutto è iniziato.

Cinque piume sono un simbolo per Back to Flying che ne merita molte di più.

A presto 





09 aprile 2025

REVIEW PARTY - Game of rules - di Annamaria Bosco

 




Titolo: Game of rules

Autore: Annamaria Bosco

Editore: Self publishing  

Genere: Contemporary romance

Trope: Marriage of convenience - Age gap -Forced proximity- Hate to love

Morally grey- Rich vs poor - Slow burn- Emotional scars - Secret & lies - Family problems- Spicy

Data di pubblicazione: 4 aprile 2025

Formati: ebook e cartaceo illustrato

Prezzi: ebook in offerta lancio a 0.99, poi a 2.99

Cartaceo da definire

Pagine: circa 320

AUTOCONCLUSIVO

Cosa sei disposto a sacrificare per difendere chi ami?

Violet è a un bivio. 

L’azienda di suo padre sta per fallire e c’è un’unica soluzione per salvarla: sposare il cupo Jonathan Allen, rampollo della famiglia e futuro erede dell’impero legale più importante di Manhattan.

Quello che Violet non sa è che dietro la compromettente proposta dell’avvocato, c’è un piano di vendetta ben preciso. La famiglia Allen ha sordidi e oscuri segreti che hanno avvelenato la vita e l’anima di Jonathan. Violet è giovane, molto giovane. Forse troppo per lui. 

Eppure si insinua dentro le sue ombre come un caldo raggio di sole.

La vendetta si trasforma in esigenza di proteggerla dall’incubo in cui è entrata. 

Ma Jonathan ha un solo timore: riuscirà a proteggerla anche dal suo cuore oscuro?

Un segreto di famiglia.

Un matrimonio di convenienza.

Una passione irresistibile.

 «Non ho paura di te, Jonathan Allen».

«Dovresti invece. Non sono proprio una brava persona». 


Ho letto Annamaria tante volte, l’ho amata nel romanzo: Niente di serio a parte l'amore ma, con Game of rules, mi sono emozionata e anche tanto.

Non è il solito age gap, l’Emotional scars prende il sopravvento su tutti gli altri Trope rendendolo meraviglioso.

Le cicatrici emotive diventano qualcosa che tocchi e vivi con i protagonisti.

Non mi aspettavo un libro di tale impatto e, con tutta sincerità, vorrei vedere questa storia in alto, perché merita, perché è uno di quei libri in cui avverti le emozioni di due protagonisti che vivono la loro vita in modo del tutto differente.

Jonathan e Violet si trovano imbrigliati in un matrimonio di convenienza, anzi d’affari spinti da motivi diversi.

Ognuno deve salvare qualcosa.

La propria famiglia, la propria liberà…

Jonathan e Violet costretti a stare insieme, ed è in quell’insieme che diventano uno.

In quell’insieme cadono le maschere e, quello che ne resta, è qualcosa di devastante, di difficile da sopportare.

Eppure, la piccola Violet diventa cura per il bel Jonathan che ripudia un sentimento che non ha mai conosciuto.

Cerca di starne alla larga, di combatterlo, ma tutto crolla davanti a due bocche che si incontrano e si scontrano.

Davanti a una lingua affilata che non cede, non abbassa la testa, scava nella profondità di quell’animo tormentato, piegato, rotto.

I soldi non fanno la felicità, lo sa bene il bel avvocato che ha dovuto rinunciare alla sua libertà, ha dovuto cancellare la sua infanzia, l’adolescenza che lo vedeva prigioniero di chi gli doveva dargli amore.

Bello e commovente, perché ti rendi conto che, determinati comportamenti, tante volte non sono dettati dalla voglia di sentirsi superiore all’altro, ma sono meccanismi di difesa per chi è abituato a ingoiare rabbia e lacrime.

I personaggi sono stati descritti alla perfezione; le loro paure, le ansie la collera che sfocia in litigio, l’insicurezza che diventa determinazione. Crescono con il passare del tempo, e i loro sentimenti acquistano quella consistenza  che le rende ancora più reali.

Ho amato la figura di Jonathan, un uomo che indossa una maschera di rigidità che lo fa apparire insensibile, crudele.

Elementi che spariscono giorno dopo giorno a contatto con Violet; la sua cura, quella che lenisce, lambisce il dolore e le cicatrici.

L’intera trama è strutturata benissimo, ricca di intrighi, menzogne e giochi di potere che trovano il giusto epilogo nel finale e di cui non preferisco parlare,  per evitare spoiler, ma soprattutto perché è un romanzo, questo, che merita di essere letto. 

La domanda che mi sono fatto chiudendo il kindle è stata solo una: chissà quanti Jonathan ci sono in giro per il mondo.

Bello, bello e non si possono dare meno di cinque stelle rinnovando i complimenti ad Annamaria che ha saputo davvero emozionarmi. 

A presto