

Titolo: Rules
Autrice: Sarah Rivera
Genere: Medical Romance
Data di pubblicazione: 25 maggio 2022
Serie: Johns Hopkins Medical Series #3
Autoconclusivo: Sì
Pagine: 323
“A ciascuno di noi è riservata una persona speciale. Quando due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione.”
Il successo deriva da due fattori: ambizione e costanza. Questo è ciò che contraddistingue il dottor Emanuel Ferrari, giovane neurochirurgo di origini italiane che ambisce a essere primario in uno dei primi ospedali al mondo: il Johns Hopkins. La sua carriera è in ascesa e non sembra conoscere una battuta d’arresto.
Quando metterà piede al JH le sue certezze inizieranno a sgretolarsi, a partire dalle fondamenta.
Una regina, algida, bellissima e dalla vita apparentemente perfetta invaderà i suoi pensieri. Le sue convinzioni si dissolveranno, perché il loro legame è quanto di più sbagliato possa esserci.
Il prezzo da pagare sarà molto alto, richiederà compromessi inimmaginabili da accettare e, proprio nel momento della resa dei conti, arriverà la consapevolezza di desideri sfuggenti e inafferrabili. Riuscirà Emanuel a liberare la sovrana del suo cuore dal castello in cui si è barricata?
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Ciao
a tutte care amiche lettrici,
eccomi
qui, a recensire il terzo volume della serie Johns Hopkins Medical .
Premetto
che sono innamorata delle serie medical e vado a cercare, in questi
libri, se non la perfezione, quasi, perché per rimanere davvero nel
cuore devono andare sempre oltre il semplice romance. Fra le loro
pagine deve sempre aleggiare quella sorta di equilibrio fra amore per
il proprio lavoro e quello rivolto a un’altra persona. Dal primo
dei romanzi di questa serie, tale elemento non è mai mancato. La
Johns Hopkins Medical Series è un crescendo di emozioni dove, ogni
libro, nonostante sia autoconclusivo, ti porta a chiedere sempre di
più, ti porta quell’ansia nell’aspettativa che il successivo sia
un concentrato di emozioni esattamente come il precedente. Ogni libro
ha una storia che ti trascina fra le corsie dell’ospedale più
antico di Baltimora dove, l’odore del disinfettante, le pareti
atone, gli studi dei primari, i camici bianchi impegnati a salvare
vite, diventano per le ore di lettura tutto il tuo mondo.
Quando
ho iniziato a leggere Rules mi sono sentita come al cinema. Avete
presente quando compare il titolo del film che vi apprestate a
guardare, con tanto di sottofondo musicale? La gola si secca, i
battiti accelerano, le endorfine vengono rilasciate generando euforia
e, lentamente, ti trovi davanti a un susseguirsi di scene
immaginandoti la protagonista che, in questo caso, si trova davanti
un esemplare maschio che ti lascia senza parole. Ed è così che mi
sono trovata a conoscere il Neurochirurgo Italiano, Emanuel Ferrari.
Lui,
un uomo che ha fatto mille e più sacrifici per diventare che quello
che è. Lui che, nonostante la giovane età, ha raggiunto risultati
che lo portano fra i Neurochirurghi più quotati. Lui, che ha fatto
dell’ambizione una ragione di vita, una perla rara. Ed è per
questo che lascia la sua città adottiva Boston per approdare al JH a
rispondere alla chiamata del nostro, sempre caro, amico Black. A
volerlo fortemente, il Dirigente del Centro Neurologico del JH,
nonché luminale di questa branca cosi delicata della medicina, Lea
Myers. Una donna con la D maiuscola che merita il Nobel solo per
essersi fatta strada in un modo dove il cromosoma dominante è quello
XY. Emanuel, di certo non si aspetta che a varcare la soglia dello
studio di Black, sia una sorta di amazzone. Resta a bocca aperta
davanti alla fierezza di quella donna di una bellezza che toglie il
fiato. Né è incantato e a stento riesce a rispondere alle sue
domande, completamente inebetito dalle sue movenze e dalla sua
finezza. Una regina di ghiaccio che non lascia trasparire la benché
minima emozione. Le si insinua sottopelle, diventa un chiodo fisso,
non sa nulla della sua vita, se non quel che riguarda il lato
professionale, ma non può far a meno di pensarci. Lui diventerà il
vice primario in quel reparto e il solo pensiero di lavorare gomito a
gomito con lei gli provoca uno sfarfallio che non aveva mai provato.
Lea,
una donna che ha dedicato tutta la sua vita alla carriera, incastrata
in un mondo troppo stretto dove, l’amore si è perso nel tempo e dove
la chiave di quel lucchetto che la tiene chiusa in una prigione
dorata, porta un’etichetta con su scritto “doveri”, quelli a
cui non può sottrarsi.
Emanuel
non riesce a spiegarsi quell’attrazione che prova per una donna che
cerca di mettere le distanze in tutti i modi. Lei, con il suo sguardo
velato da quella tristezza che solo chi riesce a leggere può
scovare. Inizia un corteggiamento spietato, ignorando i suoi rifiuti,
perché quella donna deve essere sua, perché quando trovi il pezzo
mancate del tuo cuore lo riconosci anche solo sfiorandolo.
Lentamente, Lea cede. Come si può arrestare un fuoco che brucia da
dentro? Come si può mettere freno a una passione accompagnata da un
sentimento che non è solo lussuria? Lea si sente come un adolescente
alla prima cotta, rapita da due occhi simili onici, da quel viso
pulito incorniciato dalla barba incolta e da quei capelli
perennemente scompigliati. Come può resistere a quel sorriso
malizioso e a quella dolcezza che sta sciogliendo la sua corazza
fatta di ghiaccio? Ed è proprio come la neve che si scioglie al
sole, il cuore di Lea si libera di quel freddo che da troppo tempo
l’avvolge. Inizia così una relazione, fatta di attimi che
rimangono impressi a fuoco sulla pelle e nell’anima dei due. Lea e
Emanuel si amano consumandosi a vicenda, si ritagliano un pezzo tutto
loro in una realtà dove possono vivere a pieno il loro amore. Ma l’amore
esige sempre un prezzo e, quello più alto da pagare, è sacrificare
la propria felicità per l’altra o l’altro.
Mi
devo fermare, perché ogni parola detta in più potrebbe generare uno
spoiler e con un libro di tale portata non sarebbe corretto verso
un’autrice, che si vede, ha messo parte di sé in un romance solo
da leggere. I primi complimenti a Sarah, vanno innanzitutto per la
terminologia medica e scientifica adoperata. Alcune malattie rare, di
cui si sente parlare veramente poco (a meno che non conosci la
materia) sono state descritte nel dettaglio, la minuzia nei
particolari di quello che accadeva in corsia piuttosto che nei
laboratori mi ha rapita portando a rivivere quella parte del mio
passato ormai chiuso in un cassetto. L’emozioni scaturite poi dalla
storia tormentata di Lea e Ema mi ha lasciata senza fiato. C’è
stato un momento, verso gli ultimi capitoli, che talmente tanto mi
sentivo le loro sensazioni addosso che ho dovuto chiudere il kindle,
prendere un bel respiro e solo dopo ricominciare a leggere. L’amore
che traspariva a ogni sguardo, dei protagonisti, mi ha coinvolto così
tanto da sentire quasi il loro cuore battere. Non si può non essere
prolissi nella recensione di un libro cosi intenso. Lo stile in PoV,
con linguaggio fluido senza alcun errore, ha completato lo scenario
facendoti sentire anche i pensieri oltre ai sentimenti che Lea e Ema
stavano provando. Una passione che non si limita all’atto fisico,
ma che va oltre, che scava nel profondo di un cuore che finalmente ha
trovato il suo tassello mancante. Mi sono completamente immedesimate
in Lea, in quella donna che non abbassa mai la testa, che non si
arrende, che cade per poi rialzarsi più forte di prima. Al
sentimento dell’amore si incastra anche quello dell’amicizia che
lega Emanuel a Maxwell, la spalla su cui contare nei momenti di buio.
Come blogger e lettrice, ringrazio Sarah per questa sua meravigliosa
creatura.
Anche in questo caso mi trovo a inveire verso quella
stupida regola che impone il 5 come il massimo che si può dare a un
libro, anche in questo caso le 5 piume sono solo simboliche perché
Rules è un libro che va oltre a uno stupido limite. Rules va letto a
cuore aperto, assaporando ogni singola emozione che ti scuote da
dentro.
A
presto