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02 dicembre 2025

RECENSIONE - La sposa di Nebbia e d'argento - di Priska Nicoly

 




Titolo: La Sposa di Nebbia e d'Argento
Autrice: Priska Nicoly
Uscita: 30/10/2025
Genere: Romance storico
Trope: Forbidden Romance, Hate to Love, Mystery, Who Did This To You

Scozia, 1774
Mairead Lovett non ha mai sognato un matrimonio, e di certo non con Randall Day, l’uomo che aveva chiesto la mano della sua sorella maggiore. Ma quando quest'ultima muore improvvisamente alla vigilia delle nozze, il destino costringe Mairead a indossare il suo abito, a prendere il suo posto e a legarsi a uno sconosciuto dal sorriso ambiguo e dalle intenzioni oscure.
Tra le ombre del maniero di Grimstone, un bicchiere di whiskey di rose, un misterioso guardiacaccia con una cicatrice e un antico segreto di famiglia si intrecciano in una trama di inganni, maledizioni e tradimenti.
La croce d’argento che Mairead porta al collo non è solo un ricordo della madre, ma la chiave di un’eredità avvolta nella leggenda: il tesoro perduto dei MacDonald, custodito dalla nebbia e destinato a chi avrà il coraggio di affrontarne il mistero.
Tra Scozia e Inghilterra, in un’epoca in cui le donne non hanno diritto di scelta, Mairead dovrà imparare a combattere per difendere se stessa, l’onore della sua famiglia e l’amore che non aveva mai creduto di meritare.
Un romanzo gotico e romantico, dove la nebbia cela la verità e l’argento scintilla come promessa e condanna.

 


Ho sempre annoverato Priska fra le mie autrici preferite, lei ha questa capacità: i suoi romanzi non raccontano una storia ma costruiscono un mondo dove tu entri di fianco ai protagonisti.

Nella Sposa di Nebbia e d’Argento l’autrice parla di una Scozia, quella del 1744, che emerge a volte limpida, altre romantica ma allo stesso tempo violenta.

Un luogo dove promesse, folklore, paure e passioni si intrecciano come rampicanti su un vecchio maniero.

La dimensione storica in cui si muovono i protagonisti diventa palpabile: sei qui e al contempo in quelle lande desolate dove avverti l’odore di legno bagnato, percorri corridoi silenziosi e vedi candele che tremano di paura e speranza allo stesso tempo.

Lei coinvolge così tanto il lettore che ti ritrovi a impiegare i cinque sensi per seguire una vicenda che diventa sempre più incalzante.

Alcuni passaggi risultano così intensi, quasi dolorosi, da avvertirli sulla pelle.

 Nicoly non cade mai nella retorica, riesce a rendere credibili i tormenti interiori di Mairead: la sua rabbia, la sua paura, ma anche quella scintilla di ribellione che si accende piano, come una fiamma in un camino sommesso.

L’autrice lavora con una sensibilità rara, con una professionalità impeccabile, scolpendo un mondo dove realtà e finzione si intrecciano in una vicenda che ti porta ad avere quasi il fiatone sul finale.

C’è grazia, ma anche una malinconia sottile che accompagna ogni pagina.

 Al centro ritroviamo una protagonista modellata con cura, non l’eroina, ma una giovane donna segnata dal dubbio, dall’attesa, da ciò che il mondo le ha chiesto troppo presto.

 E quel coraggio di cui ha bisogno lei se lo prende, lo alimenta giorno dopo giorno, imparando a non piegare la testa ma a sollevarla davanti al suo carnefice.

È proprio questa sua fragilità a renderla potente: la sua forza non deriva dalla sicurezza, ma dalla capacità di camminare nella nebbia senza sapere dove conduce il passo successivo.

 Il personaggio maschile, Killar Locke, che le fa da contraltare, ha la complessità giusta per non cadere nei cliché del genere: ombroso quanto basta, tormentato dove serve, ma mai caricaturale.

Tra i due si forma un legame che non esplode nell’immediato, ma cresce come un incendio silenzioso che inizia ad ardere dal centro e si diffonde piano, obbligandoli a guardarsi oltre i ruoli imposti, oltre le maschere che indossano, oltre ciò che credevano di meritare.

 Non mi stanco mai di leggere Priska, di incantarmi in quel suo ruolo di tessitrice che intreccia trame dove non sai quando racconta fatti reali mischiandoli a personaggi inventati.

Lei non scrive, lei ti porta dentro la storia.

Ti insegna a conoscere i suoi personaggi, ad amarli non perché belli e invincibili ma proprio per la loro umanità.

 Anche il folklore che attraversa la storia dà una profondità che affascina senza appesantire.

Tutto ha una coerenza, tutto è incastrato.

Il ritmo della narrazione è fluido ma non affrettato: Priska si prende il tempo per far maturare ogni emozione.

E funziona sempre.

 L’arco evolutivo della protagonista diventa il cuore pulsante dell’opera e, quando arrivi all’ultima pagina, hai quella sensazione particolare di aver attraversato un sentiero insieme a lei, di averla vista cambiare, scegliere, rinascere, perdersi nella nebbia e ritrovarsi.

Priska non indora la pillola con vicende romantiche che filano lisce come l’olio: la realtà dell’epoca non era una favola con il principe che sposava la principessa. 

Molte volte, dietro le fattezze reali, si nascondevano orchi.

E allora non esisteva più la storia d’amore felice, ma un palcoscenico dove il regista privava della libertà la donna, trattandola come merce di scambio.

 La sposa di Nebbia e d’Argento è un romanzo che colpisce perché reale.

È una vicenda che resta, che lascia una sorta di dolce eco dopo la chiusura del libro e ogni volta che io arrivo all’ultima pagina accade la stessa cosa: mi chiedo quando uscirà il prossimo.

Perché Priska è anche questa: capace di toccare corde sottili che molti romanzi romantici nemmeno sfiorano.




08 novembre 2024

RECENSIONE - Rosen : La serva di Gravewood - di Priska Nicoly

 




Titolo: Rosen - La serva di Gravewood

Autrice: Priska Nicoly

Genere: Romance storico

Casa editrice: Land Editore

Uscita: 10/10/2024

Pagine: 382
Prezzo di lancio: € 0,99

Cornovaglia, 1785.

 Il lavoro come dama di compagnia dell'anziana signora della tenuta di Gravewood è l'ultima speranza per la giovane Rosen Lamorna; l'unico modo che le rimane per salvare la madre e le sorelline dalla miseria, anche se ciò significa allontanarsi dalla casa in cui è cresciuta e mettersi al servizio della potente famiglia Carveth. 

Nel maniero, Rosen si costringe a sopportare le attenzioni di Arthyen, il figlio bastardo dei Carveth. 

Ma quando l'erede legittimo dei Carveth, Cadan, torna dalla guerra, Rosen si trova al centro di un gioco perverso tra i due fratellastri; un gioco in cui lei è il premio più ambito, e dove quell’innocenza che ha tentato sempre di proteggere può diventare la sua salvezza, o la sua rovina.



Ormai sono rassegnata, ogni qual volta arriva un romanzo di Priska la nottata non me la leva nessuno.

Che sia uno Storico ricco d’amore, con sfumature dark, o una semplice novella, il risultato è sempre uguale.

Non riesco a mollare la lettura.

Ho letto quasi tutti i suoi romanzi, ognuno di essi si porta dietro un pezzettino di cuore.

Priska non è solo scrittura, è stile narrativo perfetto, personaggi creati a opera d’arte che si incastrano alla perfezione con gli altri protagonisti principali e secondari.

Priska è costruzione di una scena storica di amore o guerra, studiata e descritta nei minimi particolari.

In quest’ultimo tomo si assiste non solo ha uno scenario che ti catapulta nella Cornovaglia del 1785, no.

Rosen: la serva di Gravewood è l’esaltazione del coraggio di tutte quelle donne che, all’epoca, dovevano piegarsi ai doveri che imponevano i ranghi sociali.

Rosen è forza, il non mollare per amore di quella famiglia che conta su quella figlia per mangiare e curarsi.

È l’esempio della donna che si annulla, per amore dei suoi cari, che barcolla, cade nel fango, viene sferzata dal vento che si infrange sulle scogliere della Cornovaglia, ma come l’Alstroemeria – il giglio del Perù- sopravvive alla tempesta.

Innocenza, amore, ossessione, e quella dualità che appartiene a due fratelli che hanno lo stesso padre, ma che sono cresciuti diversamente, sono solo alcuni elementi che si possono trovare in questo romanzo.

La trama è stata costruita alla perfezione e, niente è come sembra nel nuovo libro dell’autrice.

 Tutto è celato da quel sottile velo che Priska solleva piano a piano.

Senti un tuffo al cuore per quella suspance che pervade le pagine, e ti commuovi davanti alle fragilità di uomo da tutti considerato un demonio.

Affascinante solo così si può definire ogni scritto di Priska, che mente in evidenza quelle ombre che la storia tante volte tace.

Quelle che vedono la donna come oggetto di lussuria e violenza, fuscelli che si piegano ma non si spezzano.

Complimenti di cuore Priska, sai come toccare le corde dell’anima con argomenti che, nonostante il passare degli anni, rimangono comunque attuali.

A presto




 

 

 




14 dicembre 2023

RECENSIONE: - "Uno strano amore a Parigi" - di Maria Cristina Carioti

 




Titolo: Uno strano amore a Parigi
Autore: Maria Cristina Carioti
Editore: Land Editore
Genere: Romance
Data di uscita: 15 Aprile 2023

Dietro le quinte della più celebre compagnia di danza di Parigi, amori travolgenti e misteri da risolvere sono all’ordine del giorno. Siete pronti a sbirciare dietro il sipario? 

Giorgia, famosa ballerina di Parigi, resta sconvolta quando il suo ragazzo, Pierre, viene arrestato con un’accusa gravissima. Ripercorrendo le strade della città dell’amore, la giovane rivive la loro storia, dal primo incontro-scontro al drammatico momento dell’arresto, cercando risolvere il mistero legato al tentato omicidio del suo partner di ballo. Sebbene la polizia abbia accusato Pierre, Giorgia è sicura della sua innocenza, e con l’aiuto dell’originale Nancy, scrittrice-detective specializzata in indagini criminali, dovrà smascherare il vero colpevole e aiutare Pierre a uscire di prigione.

Tra una tappa nella famosa libreria Shakespeare and Company, appuntamenti d’amore sotto la Tour Eiffel ed escursioni improvvisate nell’assolata Puglia, Giorgia e Pierre riusciranno a coronare il loro sogno d’amore?

Un romance delicato, con irriverenti sfumature di giallo


Giorgia è una ragazza dall'animo fragile che sin da bambina ha dovuto imparare a convivere con il dolore. La morte del padre l'ha segnata nel profondo impedendole di affezionarsi davvero a qualcuno per paura di poterlo un giorno perdere all'improvviso.
Con la madre si trasferisce in Francia e insieme cercando di andare avanti.
Finché un giorno Giorgia non si renderà conto di amare la danza e li inizierà il suo fantastico viaggio attraverso questo magnifico mondo.
Eppure nonostante questa travolgente passione continua a tenere tutti i corteggiatori a distanza. Ma inaspettatamente incontrerà Pierre e accadrà qualcosa di magico: per la prima volta nella sua vita riuscirà a donare il suo cuore a qualcuno.
Ma il destino è imprevedibile e metterà sulla strada di Giorgia difficoltà che sembrano insormontabili che rischieranno di trascinarla in fondo al baratto.
Avrà la forza di lottare per il suo amore? Oppure la paura glielo impedirà?

Devo ammettere di non amare particolarmente i libri scritti in terza persona. Faccio molta fatica a immedesimarmi con i personaggi e a volte a seguire addirittura il filo logico della narrazione. Ed anche per questo romanzo mi è successo. 

Quella di Giorgia e' una storia di rinascita e fiducia che forse però si perde un po' lungo la strada.
Con un tuffo nel passato l'autrice ci racconta da dove nascono le paure di Giorgia, quanti sacrifici ha dovuto fare la madre per darle una vita migliore nonostante il dolore per la perdita del marito la dilaniasse. Ricominciare in un'altra città, in un altro paese era la loro unica possibilità.
Parigi ha dato loro nuova speranza e per Giorgia l'occasione per realizzare il suo sogno di ballare grazie ad un insegnante che l'ha presa a cuore. 
Non mi ha fatto impazzire questo personaggio femminile, non mi è entrato dentro. É come se non avessi provato la ben che minima empatia per lei.
Poi c'è Pierre altro personaggio che mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Non abbiamo un suo pov, ma nelle volte in cui appare il suo atteggiamento è abbastanza odioso. Non sembra un uomo innamorato ma uno geloso che vuole controllare la sua donna. Irritante e ripetitivo.
Il romanzo si divide in diverse parti, se così di può dire. Il passato di Giorgia bambina, il presente e la nascita della sua storia con Pierre.
Quando lui verrà accusato di tentato omicidio sarà grazie alla cugina Nancy se arriveranno ad un colpevole.
Ecco questa parte mi è sembrava abbastanza inverosimile, ma ovviamente è solo una mia opinione.
Se vi piacciono i romance con un pizzico di suspence questo romanzo fa per voi.








04 novembre 2023

RECENSIONE: - (Un)Known: L'ignoto - di Jennifer P.

 



Titolo: (Un)Known: L'ignoto

Autore: Jennifer P.

Editore: Land Editore

Genere: Thriller  

Prezzo e link: Ebook € 1.99 - Cartaceo € 16.00

Data pubblicazione: 22 ottobre 2023

Pagine: 436

Autoconclusivo


Trovato morto nel suo appartamento di Manhattan, il Capitano James Lee è solo il primo di una lunga catena di omicidi che decimerà la scala gerarchica dell'Organizzazione per il Controllo del Crimine (OCCB) di New York. A sbrogliare la matassa di questo caso complicato viene chiamato l’integerrimo detective Michael Dicker, che nel frattempo deve evitare di far trapelare troppe informazioni ai mass media e ai cittadini, da sempre sfiduciati nei confronti del corpo di polizia newyorkese.

Ma il killer è spietato e gli indizi non sono di facile comprensione per nessuno.

Nessuno tranne lei.

Samantha Dambas è una psicologa dell'FBI, la migliore profiler nel suo campo. Lei non solo riesce a entrare nelle menti dei killer: sembra creare con loro una strana connessione.

Samantha ha un passato tormentato alle spalle, che coinvolge Michael e un tragico omicidio avvenuto anni prima… un episodio che l’ha cambiata per sempre.

Mentre Michael e Samantha indagano sul misterioso serial killer che sta terrorizzando New York, strani personaggi cominciano a intralciare le indagini, e i sospetti non risparmieranno nessuno, neanche chi, sulla carta, è da sempre schierato dalla parte del bene.


Ho sempre sostenuto che la bravura di un’autrice, risiede nella sua capacità di cambiare genere nella stesura di un romanzo. Non è facile, non è scontato. Soprattutto quando dal romance si va al polo opposto…il thriller.

Jennifer P. è una di queste, leggendola la prima cosa che ho pensato è stata:” “Ma siamo sicuri che questo sia il suo primo thriller?”

La cura nei particolari, le indagini, il più piccolo degli indizi, tutto calcolato, preciso. Jen ha indossato i guanti nella stesura, non ha lasciato nulla al caso, ma la sua bravura va oltre in questo libro. L’incastro perfetto fra la storia d’amore e la scia di sangue che si porta dietro il killer.

È la prima volta che mi trovo a recensire un romanzo di questo genere, e temevo nella difficoltà di non riuscire… eppure è stato facile mettere le idee, una dietro l’altra, così come lo è stato immedesimarmi nella storia, che non ha mai mancato di lasciarti un sorriso; perché il romanzo è Jennifer. In quelle battute, in quel ruolo di informatico, in quella donna con gli attributi che è Sam, in quel membro della squadra, Theo. Tu la vedi, la riconosci perché lei lascia l'impronta quando scrive. Sua, unica. E poi c’è quello che mi ha levato il sonno: Michael Dicker. Lui è il suo passato, ingombrante, che si riflette in ogni azione, in ogni suo pensiero, che pesa sulle sue spalle e su quelle di Sam… Micky e Sam e la lotta per liberarsi di quei ricordi, che non possono e non devono offuscare la mente, perché quando insegui un killer lui non fa un passo falso, ma nemmeno tu puoi farlo.

Tutto creato alla perfezione, perché l’accortezza dell’autrice sta anche in quelle note che fugano ogni minimo dubbio su sigle, organizzazioni e nomi. Eventi storici che si intrecciano a una vicenda che diventa quasi reale, soprattutto nella descrizione di quegli omicidi dove l’autrice è ricorsa a una grande fantasia (Dio non guarderò più allo stesso modo determinati oggetti), e poi il gran finale…Quel dolore per qualcosa che si è perso, per la paura del futuro, per una fiducia che manca e viene ritrovata per poi perderla di nuovo. Pezzi di un puzzle che Jennifer ha curato…uno per uno, fino a formare quel quadro pieno di citazioni che ti rimandano ad altri romanzi. Tutto calcolato, niente che si può trascurare; perché una parola, una frase, un pezzo di carta strappato dai libri dei grandi autori, diventa un indizio che tu vuoi seguire. Sei l’Ispettore Micheal, per trasformarti, subito dopo, nella profiler Samatha e poi, la cosa che più mi ha colpito… l’equilibrio. Quell’ago della bilancia che non fa pendere il piatto né sul il thriller né sul romance. Meraviglioso. Ho terminato il romanzo pensando: “Ne voglio ancora”, dell’ironia che ha reso tutto più semplice da leggere, dell’amore, della giustizia, di quella storia in cui i personaggi non sono figure messe lì, a riempire un buco. Ognuno ha il suo compito, la sua vita, che spero racconterai cara Jen, perché non si può chiudere così quella che potrebbe diventare una serie, alla ricerca del prossimo nemico, alla scoperta del vissuto di ognuno di loro.

Frasi che rimangono impresse, quelle scritte dall’autrice, per l’intensità che ha ognuna di loro:

“Nella lotta tra il bene e il male, tutti scegliamo di tifare per il primo, ma è il secondo quello che viene diffuso, e la verità sta nel mezzo.”

Grande insegnamento quello che hanno lasciato queste parole e l’intero libro, ma non posso dire nulla, incorrerei nello spoiler. Ricordate però, nulla è scontato nei libri di Jennifer.

Vi lascio con un’ultima citazione: “Nell’analisi delle persone esiste sempre un’eccezione…” se vi va di scoprirla, non vi resta che leggere (Un)Known. Un romanzo a cui bisogna dare un voto, un’etichetta, che non rispecchia tante volte il vero valore di un libro, perché questo piccolo capolavoro va molto oltre le cinque piume.

A presto 





24 luglio 2023

RECENSIONE: - "Runner Heart" - di Isabella Vinci

 



Runner heart
di Isabella Vinci

Genere: Sport Romance
Editore: Land editore
Data di uscita: 22 giugno 2023



Lei ha vent’anni, io trenta.
Lei è una studentessa, forse accetterà di far parte della squadra, dunque sarà una mia allieva.
Rebecca Pitcher ed Elijah Jenner non hanno nulla in comune, se non la passione per la corsa. Lui, coach dall’aria severa, ex stella sportiva, eternamente arrabbiato col mondo. Lei, una ragazzina alla ricerca della sorella scomparsa, convinta che il coach Jenner ne sappia più di quanto voglia rivelare. Farà di tutto per convincerlo a sbrogliare la matassa di misteri che avvolgono la scomparsa dell’amata sorella, anche ferirlo.
Un odio atavico minaccerà di distruggerli, forte come la passione che li legherà inesorabilmente l’uno all’altra, nonostante la differenza d’età, i ruoli e la distanza siderale delle loro ambizioni.


Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi ha trasmesso tantissime emozioni. I protagonisti sono Elijah Jenner e Rebecca Pitcher, i quali ci accompagnano in questa storia davvero originale e diversa dagli altri sport romance che ho letto finora: un punto decisamente a favore della storia e dell’autrice.
L’originalità premia sempre.
Ho letteralmente divorato le pagine, Isabella Vinci è stata brava a tenermi incollata alla storia con la sua scrittura semplice e scorrevole. Gli avvenimenti si susseguono in modo coerente e graduale, dove troviamo una crescita verosimile dei protagonisti.
Elijah è il mio personaggio preferito: è un uomo maturo, che non cede all’arroganza e ai capricci che caratterizzano tanti altri protagonisti viziati e saccenti che, in fondo, non hanno alcun motivo per comportarsi così. E sono anche considerati fighi.
Lui, invece, è dolce, ma è anche un allenatore, e come tale deve mantenere un atteggiamento rigido e formale, anche se quello non è l’unico motivo che lo induce a essere glaciale in molte occasioni. Per tutta la durata della storia ho visto la sua fragilità e le sue lotte interiori, ragion per cui l’ho amato sin da subito e sino alla fine.
Altro personaggio che mi è piaciuto molto, anche se non è stato approfondito come avrei voluto, è Madeline.

La scrittrice ha anche trattato una forma di disabilità non visibile e di cui, ammetto, non ho mai sentito parlare: la prosopagnosia.
Ho apprezzato moltissimo questa cosa, perché trovo costruttivo portare alla luce alcune realtà tramite la scrittura, sensibilizzando coloro che leggono.
Il romanzo mi è piaciuto davvero tanto e in qualche punto mi si sono anche inumiditi gli occhi, ciò che però mi ha lasciata perplessa è l’effetto che la prosopagnosia ha avuto sul personaggio che ne è affetto (non faccio spoiler), visto che vi sono molti altri dettagli che avrebbero potuto oggettivamente condurlo alla verità molto prima, l’ho vista un po’ come una forzatura. Tuttavia, questo non ha leso il mio giudizio finale e ho ben volentieri dato le 5 stelle, malgrado non sia una persona che rilascia così facilmente il voto massimo.

Vi lascio con uno scambio di battute tra Rebecca e Madeline, un mantra ripetuto più volte che mi ha fatto sorridere e riflettere:

«Un passo alla volta» comincio.

«Un piede dietro l’altro» continua.

«Veloci come il vento» proseguo.

«Fino alla meta!»








20 luglio 2023

RECENSIONE: - "Ma l'amore è un'altra cosa" - di Antonella B.

 




Autore: Antonella B.
Casa editrice: Land Editore
Genere: Military romance
Numero pagine: 250


Lori è un’insegnante con un solo difetto: preferisce gli aitanti protagonisti delle serie tv turche agli uomini reali. Quando il suo editore la incarica di scrivere una guida di viaggio dedicata a Istanbul, la ragazza è al settimo cielo: quale migliore occasione per conoscere meglio il Paese dei suoi sogni?
Ad accompagnarla Darek, ex soldato dall’aria ombrosa e tutt’altro che amichevole, un uomo ben diverso dagli eroi romantici delle sue amate serie tv. Eppure sarà proprio lui a offrirsi di guidarla in un viaggio alla scoperta delle bellezze della Turchia.
Piano piano, quella che doveva essere una vacanza-studio si trasforma in qualcosa di molto più profondo.
I baci di Darek la confondono, il suo atteggiamento scostante rischia di farla fuggire per sempre… se non fosse che, improvvisa come un fulmine, la sfida più importante di sempre irromperà nella vita di Lori, scombussolando entrambi.





Ma l’amore è un’altra cosa è un romance più che attuale: i tempi sono quelli del lockdown scattato con la pandemia da covid che ci ha tutti lungamente provati. È proprio il lockdown a sconvolgere i piani della protagonista Lori pronta a partire per Istanbul per coronare il suo sogno: scrivere “guide turistiche interattive” cioè resoconti digitali basati sui racconti delle esperienze dirette e corredati da immagini e foto. Così è costretta a fare ritorno in Sardegna, dove è nata, per sostenere l’amica Olivia prossima al parto. A casa di Olivia fa la conoscenza di Andrea-Darek, fratello dell’amica, dal passato traumatico e che lo ha allontanato da bambino dalla famiglia d’origine per crescere come un militare dell’esercito turco. Fra i due scocca la scintilla dell’amore. Sembra tutto rose e fiori, almeno in questa prima parte del libro, salvo poi passare a una parte più drammatica nella seconda, divisa tra Istanbul e la Sardegna.

È palese, attraverso la voce di Darek, la buona conoscenza da parte dell’autrice della città di Istanbul: “Istanbul è una città immensa, molto estesa e con tanti abitanti di religioni diverse. Ci sono zone turistiche e quartieri residenziali (…) tantissime moschee ma anche chiese cattoliche, ortodosse, sinagoghe ebraiche”. Da come la descrive si capisce chiaramente quanto l’autrice sia innamorata e d’altro canto non ne fa mistero quando nei ringraziamenti dice di Istanbul (che ha realmente visitato): “caotica, misteriosa e affascinante come una vecchia signora (…) piena di vita e di profumi mi ha stregata e non vedo l’ora di tornarci”.

Devo dire che ho apprezzato di più la seconda parte del romanzo, più intensa e drammatica, mentre la prima, nonostante sia di “presentazione e preparazione” ciò che segue mi ha dato l’impressione di una scrittura diversa, come se le due parti del libro fossero state scritte in due momenti differenti e con una consapevolezza più profonda nella seconda parte.




12 luglio 2023

Recensione:- Mister Dystopic - Paola Michy

 





Titolo: Mister Dystopic

Autore: Paola Michy 

Editore: Land Editore

Genere:   Spicy - Revenge romance

Autoconclusivo: sì

Data pubblicazione: 26.05. 2023

Lunghezza: 309 pagine

Suo malgrado, il miliardario Andrew Collins sa che l’amore esiste, anche se è convinto che lui non riuscirà mai a provarlo per nessuna.

Lo sa perché, tanti anni prima, ha visto con i suoi stessi occhi un uomo sacrificare la propria vita per salvare la donna alla quale aveva giurato amore eterno.

Per tutto questo tempo mi sono domandato chi fosse la donna per la quale valesse la pena morire.

Ora Collins ha bisogno di ritrovare colei che, nel cuore del suo amico, è valsa un tale sacrificio, ed è così che s’imbatte in Linda, forte e determinata all’apparenza, ma dall’animo fragile e tormentato.

Linda porta con sé segreti inconfessabili, per i quali Andrew è disposto a fare qualsiasi cosa.

Riuscirà il nostro Mister Dystopic a guadagnare la sua fiducia?

Il motore di Andrew Collins è la vendetta, ma nel percorrere la strada che lo condurrà alla resa dei conti con vecchi e nuovi nemici, si renderà conto che in realtà è l’amore la forza più potente al mondo.

Parlare di Mister Dystopic non è semplice, ancora di più vedendo la cover che non ti fa intuire minimante cosa possa esserci fra le pagine di un romanzo che devo dire mi ha piacevolmente sorpresa. Paola Michy ha costruito un mondo nel mondo e no, non parlerò della trama perché vi rovinerei la sorpresa. L’autrice è stata brava a mascherare quello che è il contenuto del libro, che appare contorto all'inizio diviso fra quegli eventi che hanno segnato l'umanità le cui cicatrici risiedono ancora nel cuore di chi l'ha vissuti. E lì che troviamo i due protagonisti, due perfetti sconosciuti all'apparenza, già perché in Mister Dystopyc niente è come sembra. Al confine fra il reale e il fantastico due anime rotte si appartengono ancor prima che le loro mani possano solo sfiorarsi. Andrew e Linda hanno tanto in comune anche se sembrano distanti anni luce sono due parti di un cuore che il passato ha segnato. Sono sincera, mi conoscete ormai, mi ha colpito tutto dal Pov in prima persona che non è sempre alternato e che non riguarda solo i protagonisti, alla trama, gli intrighi a quel passato che chiede vendetta a quei due corpi che si uniscono senza tuttavia scendere nel volgare nello spicy.r Tutto è rimasto impresso dopo l'ultima pagina e quando un autrice lascia il segno vuol dire che ha saputo regalare qualcosa, anche se di mezzo c'è la fantasia o forse chi lo sa quel futuro che tanti cercano di rendere migliore ponendo rimedio a chi un tempo si è macchiato di crimini che ancora chiedono giustizia. Lo so rimango troppo nel vago, ma davvero non voglio fare spoiler perché se andate a leggere la sinossi potrebbe risultare quella solita storia di amore e vendetta invece si va oltre, nulla è scontato in Mister Dystopic e Paola Michy mi ha sorpreso muovendo i fili di quella trama che non è solo dei protagonisti, il dolore non lo avverti solo in loro che cercano una redenzione, ma anche in chi ruota intorno a due anime che si riconoscono proprio per le cicatrici che si portano dietro, premura gelosia che scaldano il cuore. Iniziato e finito come niente perché era troppa la curiosità di capire come l'autrice avrebbe collocato un nuovo tassello, uno schema, una soluzione come quella che cerca sempre Andrew. Affascinante, ecco è il termine adatto per descrivere un romanzo che porta con se così tante sorprese, ma attenzione leggete con la mente aperta, proiettata verso un futuro dove forse chissà le anime diventeranno finalmente immortali e dove l'uomo che ha subito finalmente potrà ergersi a una figura come quella di Anubi che giudicava non in base alle parole, ma al peso del cuore rispetto a una piuma, la stessa che forse fa parte delle ali di quell'angelo che ha guidato i protagonisti uno nelle braccia dell'altra

A presto 







09 febbraio 2023

Recensione: - "Quel che resta della notte, un amore in corsia" – di Martina Musto

 


Titolo: Quel che resta della notte: un amore in corsia
Autrice: Martina Musto
Genere: romance - medical drama. 
Autoconclusivo
Data di pubblicazione: 14 novembre 2022
Editore: Land Editore
Pagine: 300
Acquistabile su Amazon e su tutti gli store online


"Non ho mai conosciuto una ragazza così. La osservo chinarsi verso un bambino e prenderlo dolcemente in braccio, e mi sento patetico perché il modo in cui lo fa scatena in me pensieri sconvenienti. La immagino incinta di mio figlio, schiacciata sotto il peso del mio seme, dipendente da me in tutto, pronta a far nascere una nuova vita che viene da me.

Astrid è... pace. Bontà e purezza, che si riflette nel modo in cui interagisce con i suoi piccoli pazienti. Ma la bontà e la purezza mi spaventano, forse perché sono ciò che più si allontana da quel che sono."

Durante il suo primo giorno da specializzanda nel migliore ospedale di San Francisco, la timida Astrid si scontra con il dottor Edward Withmore, il più giovane quasi-primario di cardiochirurgia della storia.
Chirurgo di successo, Edward è molto più grande di lei, e fin da subito le mostra un odio immotivato, che la destabilizza e le fa perdere ogni certezza sul suo futuro da pediatra.

Edward rappresenta tutto ciò che Astrid dovrebbe evitare, ma lo sguardo di quell'uomo ombroso e solitario sembra seguirla ovunque... almeno finché, durante la notte più tempestosa dell'anno, l'antipatia che li divide si trasforma in un'attrazione impossibile da spiegare.





Dopo tanto tempo, oggi vi parlo di un Medical romance. Chi ha letto le recensioni precedenti, sa che sono molto fiscale sull’argomento. Vuoi perché sono cresciuta a pane e Harmony Bianca, vuoi che ho fatto parte di quel mondo per un bel po', mi aspetto, quando leggo un libro di questo genere, di trovare la quasi perfezione. Quel che resta della notte, un amore in corsia, è un romance con ambientazione prettamente medica, fra le corsie dell’ospedale più grande di San Francisco. Li Astrid viene presa come specializzanda nel reparto di pediatria ed e li che si scontra con il dottor Edward Withmore, il più giovane quasi primario, chirurgo di successo e molto più grande di Astrid. Un cardio chirurgo per l’esattezza, uno che i cuori li aggiusta ma che ne spezza altrettanti solo con quello sguardo di un verde magnetico, e Astrid ne rimane incantata per il portamento, per quella sorta di mistero che aleggia sul bel dottore. Lui che mette in discussione anche il suo futuro di pediatra, un disprezzo immotivato che lascia la protagonista perplessa e molte volte in lacrime… Ma l’odio apparente nasconde altro e allora quel muscolo al centro del petto non vuole sentire ragione, perché involontario e perché cuore e mente non trovano mai un accordo, tuttavia il passato di Edward non lascia molto spazio ai sentimenti…. O almeno così sembra.

Non posso dire altro perché rischierei di cadere nello spoiler, però nero su bianco scrivo che questo è un Medical romace con la M maiuscola. Uno di quelli che ti fanno capire cosa succede fra le corsie, dove il dolore di un paziente diventa il tuo. Dove capita di vedere un medico scivolare contro una parete asettica e piangere per un paziente, alle volte troppo piccolo, che non ha potuto salvare.

E l’amore, quel sentimento che i cuori li fa tornare in vita, si sposa alla perfezione con un posto di lavoro che troppe volte viene sottovalutato, perché i medici sono quegli angeli senza ali che vegliano sui loro pazienti. Astrid è stata descritta cosi bene che con lei ho vissuto l’ansia del primo giorno di specializzazione, il momento in cui ha indossato il camice con i pupazzetti fatto ad hoc per non spaventare i piccoli pazienti, il momento in cui per la prima volta il suo sguardo si è posato in quello di Edward, quando per reprimere un sentimento ha volto la sua attenzione ad altro, ero con lei quando curava la piccola Holly e quando quel filo rosso del destino, quello che unisce due anime senza il loro consenso, ha dato uno strattone a entrambi. Allora tutto ha assunto un significato, la bottiglia gettata in mare con un messaggio di speranza per chi la raccoglieva, la bambina che acquistava fiori per la sua mamma in un negozio che è poi diventato un bar e infine quel tatuaggio sulla pelle che porta a dove tutto è iniziato.  Con le lacrime agli occhi ho accolto il passato di Edward, capito i suoi atteggiamenti, quel suo bipolarismo che parecchie volte mi ha fatto arrabbiare. Quel suo essere come la marea, allontanandosi per poi tornare più prepotente di prima.  

Un linguaggio fluido, un PoV predominante di Astrid ma ricco di poesia quando e Edward a parlare. Una terminologia medica usata alla perfezione, come il richiamo a molte patologie e questo mi fa presuppore che ci sia un grande studio dietro non parole messe a caso o buttate li per riempire i vuoti. Niente refusi, ripetizione. Tutto perfetto, Compresi i capitoli che portano i nomi dei fiori fino all’ultimo che completa quel meraviglioso giardino che è stato questo romanzo. Non conoscevo l’autrice e ne sono rimasta affascinata nel modo che ha di scrivere, nella capacità di trasmettere ogni particolare ogni sentimento, che senti sulla pelle. Le cinque piume appaiono poche per un Medical Romance che nulla ha da invidiare a quelli con cui sono cresciuta.

A presto