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14 aprile 2026

RECENSIONE - DANGER (I 4 Moschettieri series #4) - di Raffaella Franceschini

  



TITOLO: DANGER (#4 DE I 4 MOSCHETTIERI SERIE)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 APRILE 2026

CASA EDITRICE: SELF PUBLISHING

NUMERO DI PAGINE: 290

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

FORCED PROXIMITY

 WORK COLLEAUGUES

TRAUMI E SEGRETI

 SPICY

EBOOK: 2,99 CARTACEO: 13 EURO

Liam O’Neil è un vigile del fuoco. Forte, impulsivo, capace di gettarsi tra le fiamme senza esitare. 

Ama le donne, il buon vino e la libertà che gli permette di non legarsi a nessuno. Dietro quella corazza di fascino e arroganza, però, si nasconde un passato che lo ha marchiato per sempre e che gli impedisce di credere nell’amore.

Quando Haven Dawson arriva in caserma come nuova paramedica, porta con sé una luce che Liam non è pronto ad affrontare.

 Solare, coraggiosa, piena di entusiasmo, Haven incarna tutto ciò che lui ha perso: la passione, la fiducia, la capacità di sperare.

 La sua presenza lo destabilizza, lo irrita, lo attrae. 

E lo spaventa.

Tra missioni adrenaliniche, sguardi che bruciano più del fuoco e confini che Liam tenta disperatamente di mantenere, l’attrazione tra i due diventa impossibile da ignorare.

 Ma quando un evento drammatico mette a rischio ciò che entrambi stavano iniziando a costruire, il passato di Liam torna a reclamare il suo prezzo.

Davanti alla possibilità di perdere tutto, Liam dovrà scegliere se continuare a fuggire o trovare il coraggio di lasciarsi amare. 

Perché a volte il pericolo più grande non è nelle fiamme, ma nel permettere a qualcuno di avvicinarsi abbastanza da spegnerle.


Bentrovate, anime belle!

Ci siamo lasciate con un saggio e ci ritroviamo con la recensione di un contemporary romance scritto da un’autrice che stimo davvero tanto.

Raffaella Franceschini ci porta nel mondo dei pompieri: uomini in divisa che non sono solo muscoli e bellezza, ma soprattutto coraggio.

Coraggio di affrontare le fiamme, di respirare fumo e di mettere la propria vita in pericolo per salvare quella di altri.

Ma se uno di loro avesse bisogno di essere salvato?

La Franceschini costruisce un personaggio intenso con Liam, lui che per quelle fiamme ha perso tutto e che ha scelto di sfidarle forse proprio per annientare un passato che lo tormenta ancora nei sogni.

Lui che ha rinunciato a cercare l'amore per paura di perderlo, ma non aveva considerato il disegno che tante volte scriviamo con le nostre mani: Haven Dawson.

Mi è piaciuta la storia che è nata fra i due, quel gioco di sguardi che ben presto si è trasformato in carezze per raggiungere poi quell’immenso con cui viene colmato il vuoto di Liam.

Una storia sofferta e non per la presenza di terzi, almeno non persone fisiche, perché tante volte la nostra mente diventa il peggior nemico con cui fare i conti.

Tuttavia, essa viene messa a tacere nel momento in cui il cuore segue l’istinto, perché è quest'ultimo che porta a compiere delle scelte che danno il via a tutta una serie di eventi che, in questo caso, diventano il motore dell’intera vicenda narrata dall’autrice.

Un romanzo pieno di sofferenza, quella di Liam, che vivi attraverso la scrittura fluida di Raffaella e attraverso quei pensieri che mette a ogni inizio capitolo.

Ho letto tutti i romanzi della Franceschini e dietro ci vedo sempre molto dell’autrice.

Lo consiglio?

Sì, vale la pena leggere la storia di un uomo che ha imparato che le cicatrici fanno sempre male e rimangono un monito per non soffrire ancora, ma possono essere coperte da un tatuaggio che porta la scritta: possibilità.

A presto!







12 novembre 2024

RECENSIONE - A Special Day - di Raffaella Franceschini

 




TITOLO: A Special Day

AUTRICE: Raffaella Franceschini

Novella Natalizia 

Data di uscita: 21 ottobre 2024

Ebook: 0,89€

Disponibile su Kindle Unlimited

Sono passati dodici anni da quando Thomas e Lisa si sono conosciuti.
Oggi, con due figli e una famiglia apparentemente perfetta, si preparano a trascorrere il Natale in famiglia e il Capodanno al Blue Eyes, insieme ai Social Crime e al resto dei loro amici.
Ma proprio quando tutto sembra andare per il meglio, un evento inaspettato minaccia di turbare la loro tranquillità, proprio nella sera più magica dell'anno.
In una notte di luci e ombre, ogni scelta diventa cruciale.
Segreti nascosti, decisioni difficili da prendere, e il passato che si intreccia inesorabilmente con il presente, e che potrebbe cambiare il corso delle loro vite.
Riusciranno Thomas e Lisa a superare questa nuova sfida e a proteggere la loro famiglia?


Un’autrice sente sempre la necessità di chiudere il cerchio, su storie e personaggi che l’hanno accompagnati nella sua carriera.

È un ulteriore lieto fine che concediamo, e vogliamo, per quei protagonisti che diventano reali per chi scrive.

Raffaella Franceschini ha dato un ulteriore happy ending a due personaggi che abbiamo conosciuto e amato con la dilogia di Fate.

Thomas e Lisa, il tempo che passa, dodici anni per l’esattezza.

Lontani da quegli eventi che li hanno visti attori di una storia che, almeno personalmente, mi ha molto coinvolto.

Ma rimane quel qualcosa in sospeso, la pagina di un diario incompleta, ricca di rammenti alle volte troppo dolorosi da sopportare, che rendono quel pezzo di carta caro, ma tagliente come una lama.

Tutto torna nella vita anche chi quelle ferite le ha procurate, è necessario perché alla fine, la vita è un cerchio che si deve completare, in bene o in male.

Parole dette con rabbia, inganni, malintesi che assumono una nuova luce illuminate dalle luci di un albero di Natale.

Il simbolo della famiglia nelle feste, di serate passata solo a guardarlo quell’abete ricco decorazioni e palline.

E, una singola sfera, può scatenerà tanti di quei ricordi che sono difficili da sopportare per chi ha vissuto quelle stesse feste sempre con un animo triste.

Ma Thomas ha il suo rifugio sicuro, quelle braccia e quel viso che lo hanno sempre amato, nonostante le bufere, le tempeste degli eventi, Lisa è stata e sarà il suo porto sicuro.

Una storia che non è solo di amore, ma anche di amicizia, quella vera che non si perde nelle ombre del tempo, tiene sempre strette fra loro persone che sono state l’uno il sostegno dell’altro quando si attraversa l’inferno.

La scrittura della Franceschini è meravigliosa, ricca di emozione e di quella dolcezza che gli appartiene.

 Raffaella è Lisa e Thomas insieme, è quei bambini che allegri si stupiscono per la magia del Natale.

È quella famiglia unita e mai divisa, anche se la vita la sottopone ai suoi momenti.

Si sceglie un po’ la sicurezza quando si vuol leggere un libro e, l’autrice, la rappresenta.

Sai che con lei non potrai mai rimanere delusa, perché la sua scrittura è un connubio di tutto ciò che lei è.

La Novella è autoconclusiva, ma lascia un messaggio per quelle che saranno le storie future che io, personalmente, non vedo l’ora di conoscere.

Complimenti Raffaella, le cinque piume sono più che meritate per un romanzo che di cui consiglio la lettura vista il periodo.

A presto.









08 maggio 2024

Recensione:- Fate. Due cuori, un solo destino - di Raffaella Franceschini






AUTRICE: Fate. Due cuori, un solo destino.

GENERE : Contemporary romance, Spicy romance, Music Romance, 

Second Chance 

LUNGHEZZA: Pag. 360

PREZZO: ebook 0,99

Disponibile cartaceo

EDITORE: Self publishing

Thomas Ferri non ha mai avuto niente nella vita, se non se stesso.
Nessuno è mai riuscito a scalfire la sua corazza.
Nessuno tranne lei.
Lisa.
Lei era la sua luce, il suo 
yang, ma dopo la fine della loro relazione, l’oscurità è calata di nuovo sulla sua anima.
Ma proprio quando i loro destini si intrecciano di nuovo, il passato torna a bussare alla sua porta, riportando a galla i ricordi, le violenze e una verità sconcertante che cambierà di nuovo le sorti del loro futuro.
Thomas e Lisa sono davvero legati dal 
Filo rosso del Destino?
L’amore può bastare a guarire le ferite del cuore?
Perché non sempre nella vita si va verso la luce.
E a volte è più facile arrendersi e scegliere il buio.

Secondo volume di Fate.

Avevamo lasciato i nostri protagonisti lontani, vittime di un tradimento non reale.

Li ritroviamo chiusi nel dolore della separazione.

Thomas e Lisa e quel filo rosso che si tende ma non si spezza, perché la lontananza per due anime che si riconoscono è solo una sofferenza.

 La distanza, tuttavia, diventa gioia quando si rincontrano, quando cadono le maschere che li hanno voluti lontani.

Thomas e il suo passato che lo tiene chiuso in una bolla di dolore, che lo rende simile al ghiaccio che si scioglie a contatto con il fuoco: Lisa.

Lisa la sua cura, la dolcezza, l’ingenuità che spazza via le tenebre.

La farfalla che si posa sul petalo di un fiore di loto.

Libertà e voglia di rinascita, ma anche volontà di superare le avversità che la vita pone sul nostro percorso.

Passato e presente che si rincorrono nella mente di Thomas, che intralciano un futuro, che rischiano di spezzare Lisa.

Nero e bianco, luce e tenebre, come lo yin e lo yang che non ha un senso se separati.

Raffaella imprime a ogni romanzo tutta sé stessa, con la sua sensibilità con quel sentimento che traspare in ogni singola riga e parola.

E tu la immagini mentre scrive e rilegge, emozionata da tutto ciò che mette su carta.

Un romanzo dove non mancano le scene spicy, ma sempre trattate con delicatezza.

Ogni inizio capitolo è introdotto da una citazione che anticipa quello che i protagonisti andranno a vivere.

Non posso dire che mi sia piaciuta una parte del romanzo piuttosto che un'altra, è stato bello dall’inizio alla fine.

Una corsa quella di Thomas e Lisa, che si traduce in un’altalena di emozioni. Mi sono commossa davanti alla fragilità di un ragazzo, a quella resilienza di una donna che, anche se debole all’apparenza, nasconde una grande forza.

Complimenti Raffa per questo tuo libro, e le cinque piume sono strameritate nella speranza di leggere presto ancora qualcosa di tuo.

A presto 





26 febbraio 2024

RECENSIONE: - "𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞" - di Raffaella Franceschini




 Titolo: 𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞

Autrice: Raffella Franceschini

Data di uscita: lunedì 26 febbraio

Genere: Contemporary Romance, Spicy Romance, Second Chance
Pagine: 397

Formato: Ebook su Amazon e con abbonamento Kindle Unlimited, Cartaceo

Prezzo: Ebook offerta lancio € 0,99



Sky lascia Chicago, la sua città, con un solo obbiettivo: riprendere in mano la propria vita. Si trasferisce così a Milano, dove inizia a lavorare al Blue Eyes, un ristorante vicino al centro, il cui proprietario è un vecchio amico di sua madre.
Ed è qui che incontra Manuel.
Sicuro.
Determinato.
Sfrontato.
Chef promettente e bassista in una band di successo, nella vita non gli manca niente.
Donne, denaro, fama… se vuole qualcosa se la prende.
Allora perché Sky non cede al suo fascino?
L’attrazione tra di loro è palpabile, ma lei nasconde un segreto che la tiene prigioniera da anni.
Ma a Manuel tutto questo non importa. Lui, che porta dentro di sé un vuoto che non riesce a colmare, sembra l’unico in grado di vedere oltre.
“𝘓𝘢 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘰 𝘮𝘶𝘰𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪, 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘦𝘳𝘣𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘶𝘯 𝘦𝘯𝘪𝘨𝘮𝘢 𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦, 𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘰𝘳𝘢 𝘭𝘰 𝘯𝘰𝘵𝘰.
𝘓𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘴𝘵𝘰 𝘵𝘳𝘢 𝘯𝘰𝘪 𝘥𝘶𝘦.
𝘓𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘴𝘧𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘵𝘪𝘮𝘪𝘥𝘦𝘻𝘻𝘢.
𝘌 𝘮𝘪 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦”.
Un passato che non smette di tormentare.
Una passione che fa sentire vivi nonostante la paura di lasciarsi andare.
E quelle stelle su cui scrivere il proprio futuro.
Riusciranno Manuel e Sky a fidarsi l’uno dell’altro?
Riusciranno a scrivere il loro Cielo di Stelle?

“Non ho paura del buio fuori, ma di quello che ho dentro.”

La inizio così questa recensione, con le parole di un’autrice che sa regalare emozioni con la sua scrittura.

Ritorna la Franceschini e ci presenta una storia che ben riflette le parole sopra.

Sky e Manuel due anime avvolte nel buio, più cupo quello di Sky ben nascosto quello di Manuel.

Loro e la solitudine che si portano dietro, vittime ognuno a modo suo, di qualcosa che è stato loro sottratto.

Sky e Manuel e un cartellone pieno di stelle su cui appore, non un desiderio, ma una sfida da vincere che può portare lontano fino al cielo di stelle o oltre.

Raffaella ha trattato temi in questo romanzo a me molto cari, e lo ha fatto con dolcezza e con la delicatezza che solo una donna può avere quando si parla di determinate cose.

Impeccabile in quello stile inconfondibile ormai, che diventa garanzia in storie come queste,

Perché la realtà è bel lungi da essere una favola, anche se si rimane un po' bambini legati a ricordi che non contemplano il lupo cattivo, ma solo un bel principe dagli occhi verdi e con il corpo macchiato di inchiostro, che richiama storie di vita vissuta.

 Intorno a loro quegli amici che abbiamo già conosciuto e amato e, sopra tutto, l’amore, di quello che si riconosce a uno sguardo, davanti un viso che trasmuta in dolore davanti agli incubi che rimangono lì nel buio.

 E allora arrivano quelle braccia forti a sostenere, aiutare, lenire ferite che anche se non visibili sono cicatrici nell’anima.

Una storia di quelle che ti rimane anche quando chiudi il Kindle, perché è un po' la storia di tutte quelle ragazze che chiedono una seconda possibilità alla vita o di quei ragazzi, come Manuel, che anelano a quell’amore quando chi doveva darglielo forse, o no, glielo ha negato.

Ogni pubblicazione di Raffaella è un colpo al cuore, perché lo senti l’amore che mette nella scrittura, quella che diventa per lei una sfida, la stessa che porta Sky a scrivere su una stella per poi far diventare il cielo un enorme firmamento di luci. Intensa in alcuni momenti, cruda in altri, ma sempre tutto perfettamente bilanciato in un connubio che si sposa alla perfezione.

La Franceschini si riconferma per la sua penna meravigliosa, carica di quei sentimenti che tu vivi sulla pelle.

E quando si arriva all’epilogo l’insegnamento è eclatante, la notte sarà sempre buia, ma ci saranno sempre le stelle a illuminare il cielo e tante piccole lucciole la terra per far ritrovare, a chi l’ha persa, la strada da seguire

A presto






29 dicembre 2023

Recensione: - "Fate, tra le note del destino ( Volume 1)" - di Raffaella Franceschini

 



TITOLO: Fate, tra le note del destino: Libro 1 di 2

AUTRICE: Raffaella Franceschini

GENERE : music romance, Spicy romance , Contemporary romance

LUNGHEZZA: Pag. 363

PREZZO: ebook 2,99

Disponibile cartaceo

EDITORE: Self publishing

A diciotto anni, Lisa Altieri ha già imparato quanto le persone possano ferire con facilità. Per questo trascorre le giornate circondata dai libri di scuola, per proteggersi dalle umiliazioni che le hanno inflitto.
Ma cosa succede quando una ragazza timida e riservata incontra un uragano con due occhi color ambra?
Scontroso, diffidente, e dal carattere complicato, Thomas Ferri ha tanti tatuaggi sul corpo e un passato difficile. Chitarrista in una rock band, tanto arrogante quanto irresistibile, è tornato da poco in Italia dopo aver vissuto per diversi anni in Inghilterra. Lo aspetta una casa a Milano, vuota quanto la sua vita. E lo sguardo innocente di Lisa non fa altro che ricordarglielo.
Lei che illumina di luce le sue giornate piene di ombre, di rabbia e rancore, come la sua anima. Lei che è come lo yang, alla ricerca dello yin.

“Più la guardo, più non riesco a smettere di farlo.
Ma come può qualcosa di tanto innocente e innocuo farmi così paura?”


Ying e Yang due metà imprescindibili della vita. Opposti che si completano a vicenda. Luce e oscurità, bianco e nero, uomo e donna...

Lisa, Thomas e il destino o semplicemente quel filo rosso che lega due anime ancor prima di diventare persone, una linea continua, rossa come l'amore, che collega due esseri destinati a trovarsi.

Raffaella Franceschini è una di quelle autrici che sa imprimere un sentimento puro, genuino nei suoi scritti.

La seguo da tempo ormai, e ogni suo romanzo lascia quella dolcezza che caratterizza anche la sua persona, che si riflette un po’ nel suo personaggio: Lisa… Lisa diciotto anni e un animo sensibile che la porta a proteggersi trovando rifugio fra i libri...

Tutto cambia quando incontra lui: Thomas.

La sua nemesi, con un passato fatto di ombre che lo rende chiuso, diffidente.

Lui trova rifugio nella musica che canta un’anima tormentata a cui non dà voce.

Lui e lei e quello strano gioco del destino che li porta vicini, per poi allontanarsi fino a cedere a un sentimento che soprattutto Thomas non aveva preventivato, perché lui nell'amore non ci crede, perché i suoi ricordi sanno di dolore.

Lisa è la cura, la ragazzina ingenua, quella che sorride arrossendo.

 Fate è stato un romanzo diverso dai precedenti, il libro delle scoperte, quelle verso sé stessi, il proprio corpo, quell'ignoto che avvolge chi non conosce l'altro, ma si fida.

 Un PoV non sempre alternato che ci fa comprendere i sentimenti contrastanti dell'una e dell'altro.

Capitoli introdotti da citazioni che sono di Raffaella, che preannunciano quello che sarà poi presente in quello che andremo a leggere.

E non facile parlare di quella età dove un amico diventa un nemico, dove chi ami pensi che ti tradisca.

Non è semplice entrare in un mondo di prime volte.

Raffaella lo fa in punta di piedi, con delicatezza racconta la storia di due ragazzi che combattono con i loro demoni.

E io non vedo l'ora di leggerlo quel finale, perché l'ultimo capitolo lascia tutto in sospeso, con quel dolore che infrange un cuore in mille pezzi come un bicchiere, troppo delicato per essere maneggiato da tutti.

 Complimenti alla Franceschini, al lavoro fatto sul testo, alla sua sensibilità, alla forza della sua scrittura, che sa trovare quelle parole che tante volte si cercano in un libro; come quando interpelli un oracolo e lui dona quella risposta al momento giusto nella situazione giusta; in attesa del secondo volume che concluderai la storia di Lisa e Thomas le cinque piume sono strameritate per un libro che sfiora l'anima come una melodia d'amore.

A presto












18 luglio 2022

REVIEW PARTY : - REWIND – di Franceschini Raffaella

 



 

Titolo: Rewind

Autrice: Franceschini Raffaella

Genere: Medical Romance

Data di pubblicazione: 11 luglio 2022

Serie: Johns Hopkins Medical Series #5

Autoconclusivo: Sì

Lunghezza: 285 pagine

Formato: Ebook € 2,99 – Cartaceo € 9,99


Esigente, autoritario, intransigente, il Dottor Maxwell Cole è uno degli psichiatri più stimati del Johns Hopkins.

Ma che cosa si nasconde dietro la sua maschera di severità?

È quello che vuole scoprire la Dottoressa Allison Moore.

Quando arriva al Johns Hopkins non sa che la sua vita sta per cambiare.

Una nuova città.

Un nuovo incarico.

E lui…

Lavorare nello stesso reparto non sarà affatto facile.

Attrazione, tormento, segreti da svelare e l’ombra del passato che incombe sul futuro.

Maxwell e Allison sono mente e cuore, due mondi troppo diversi tra loro.

Riusciranno mai a trovare un punto d’incontro?

Può un sentimento profondo riuscire a guarire le ferite scavate nell’anima?

 “Le anime più forti sono quelle con più cicatrici”

 Ciao a tutte anime belle, si apre con questa citazione la recensione del libro che vede l’epilogo delle serie Johns Hopkins Medical. Molte lettrici sono state inchiodate ai social per capire le uscite di ogni tomo, tutte hanno sognato con Noah, Brad, Gabriel, Emanuel e tutte con ansia abbiamo aspettato il bel psichiatra dagli occhi di ghiaccio. Non mi soffermerò molto sulla trama, come qualcuno mi ha fatto notare, recensire un libro non significa farne il riassunto ma cogliere, l’essenza, l’anima di un romance e, per quel che riguarda Rewind, Raffaella in quest’ultimo libro ha avuto la capacità di arrivare in fondo a quell’anima, stritolandola e liberandola.

Maxwell Cole, psichiatra stimato Johns Hopkins, lui capace di occupare una stanza con la sua presenza. Occhi che hanno rubato al cielo un po' della loro vernice, bello da far male. Lui che ha preso il suo dolore e lo ha messo al servizio di chi soffre. Autoritario, intransigente, una maschera indossata ad arte per non perdersi nel vuoto che costituiscono i suoi ricordi. Non si lega, non concede, il suo cuore che è rinchiuso in una gabbia di dolore che non mostra a nessuno. Le donne le usa per un bisogno fisiologico, nessuno lo turba fino all’arrivo della Dottoressa Allison Moore. I suoi occhi verdi richiamano qualcosa persa nel tempo, lei che non si piega, che lo affronta che non abbassa la testa. Lei che si è intrufolata fra le sbarre di quella prigione dove il cuore di Max giace in attesa solo dell’inevitabile. Tuttavia si ha paura di quello che non si conosce e nel momento il cui il cuore di Max riprende quei battiti che per troppo tempo sono rimasti inascoltati, il panico prende il sopravvento. Maxwell fa quello che tutti noi siamo bravi infondo a fare, scappa, lasciandosi dietro la consapevolezza che nessuno potrà mai dargli un amore come quello che le ha donato Allison… Mi fermo qui signore, fra le pagine di un libro dove c’è tutto l’amore che Raffaella ha saputo imprimergli, il suo amore per quella branca della medicina che cura quella parte nascosta e per molti ancora ignota, la mente umana. Li risiedono le ansie, le paure e quei mostri che vengono fuori non appena c’è qualcosa ad evocarli, un suono, una parola o la semplice oscurità. La stessa che avvolge il cuore di Maxwell di cui Raffaella si è fatta artista ritraendo e catturando tutti i colori di un’anima tormentata. Il linguaggio medico scientifico tipico della materia è stato utilizzato con precisione per la descrizione di alcune patologie che molte, troppe, volte sono sottovalutate. L’alternanza in PoV non ha fatto altro che esaltare dei sentimenti che già nella descrizione di luoghi, persone o solo ricordi mi hanno intasato l’anima, perché arrivata a metà del libro l’ansia di finirlo ha preso il sopravvento. La premura di capire se l’arcobaleno di colori rappresentato dalla minuta, ma forte Allison avrebbe finalmente raggiunto il bel Maxwell. Ogni capitolo ha come intro una citazione dell’autrice che coglie l’essenza del capitolo stesso. Un linguaggio fluido, senza errori o refusi, nonostante la copia ARC , tutto pulito e chiaro esattamente come la descrizioni dei protagonisti e dei personaggi secondari. Ritroviamo, in quest’ultimo volume l’abile seduttore Noah, il dolce Bradley, l’amico fidato Emanuel e l’arrogante Gabriel, tutti descritti secondo le sfaccettature tipiche dei loro caratteri. La Johns Hopkins Medical, si proclama una delle serie, che più ha affascinato le lettrici in quest’ultimo anno. Ogni suo elemento ci ha donato qualcosa e un’avventura che, almeno per quel che mi riguarda, ho vissuto a pieno. Maxwell è stato poi l’apoteosi di questa serie, quella figura che si chiude nel dolore, ma cerca di lenire quello degli altri. Quante volte ci precludiamo la felicità imponendoci paletti che non avrebbero motivo di esistere. Max rappresenta tutto ciò e Allison è la sua nemesi. Quella controparte che si rifiuta di non sorridere alla vita, di non portare calore e amore. Lei, quella che tutte noi vorremmo essere, il coraggio di un cavaliere nel corpo di una fata. L’altra faccia di quella medaglia che è la vita di Maxwell. Luce e oscurità che si contrappongano, eguagliano. Una cerca di dominare l’altro ma Cit. A volte è nello spazio di un sogno che è racchiusa la felicità. Lo stesso che l'autrice mi ha fatto vivere con i suoi personaggi, la sua dolcezza è stato un marchio indelebile fra le pagine del suo Medical. Ho conosciuto Raffaella tramite una video intervista, bella quanto dolce e mi è sembrato, mentre leggevo il suo libro, di vederla quasi passarsi una mano sulla fronte dicendosi, Ce la posso fare. Un messaggio che voglio dargli personalmente e che non solo ce l’ha fatta, non ha deluso, ma ha toccato la mia anima con le molte frasi del suo libro che mi sono rimaste impresse, l’ha sfiorata gentile e delicata, simile a una fata esattamente come la sua Allison. Ha saputo trattare argomenti non semplici da accettare, è riuscita a insediarsi lasciandomi all’epilogo con il sorriso sulle labbra e le lacrime negli occhi. Come tutte gli altri volumi Johns Hopkins Medical le 5 piume sono solo un pro forma, perché Rewind va oltre a questo limite imposta a noi blogger. Vi lascio con una delle citazioni di Raffaella, una di quelle che fa riflettere, una di quelle che ti spinge sempre ad essere te stessa, perché nella vita si possono indossare milioni di maschere ma la vera essenza di una persona presto o tardi verrà comunque fuori.

“Non temere le tue emozioni. Esse rivelano chi sei”

A presto 





17 giugno 2022

LA RUBRICA DELLE EMOZIONE - INTERVISTA SPECIALE ALLE AUTRICI DELLA "J. H. Medical SERIES"

 



Emozioni imperfette è lieta di presentarvi un’intervista, del tutto diversa rispetto alle precedenti.

Flavia ed Io, ci siamo cimentate in qualcosa al di sopra le righe questa volta. Abbiamo pensato che per una serie che sta avendo una risonanza così alta nel web, ci voglia qualcosa di speciale. Abbiamo pensato che, trattandosi di 5 autrici, non sarebbe stata la stessa cosa mandare un foglio word come tutte le altre volte. Volevamo stupirci e stupirvi e soprattutto volevamo guardare con occhi i volti di chi ultimamente sta facendo battere i cuori di molte lettrici.

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere le 5 autrici del Johns Hopkins Medical series in una video intervista che ci ha concesso, anche se attraverso una telecamera, di sentirci un po' come in passato, quando un giornalista incontrava un’autrice e, credetemi, le sensazioni che ne sono venute fuori sono state molto forti. Guardare negli occhi chi ci ha fatto, e chi ci farà, vivere emozioni che ci hanno coinvolto tanto, è stato meraviglioso. Ho contattato personalmente Giusy, dopo tanto averne parlato con Flavia, indecise su questa nuova avventura. Ricordo ancora le nostre chiacchierate: “Proviamoci” “E se non accettano “ “Oddio che emozione”. E già perché è stata una grande emozione quando Giusy ha risposto: “Ho sentito le socie. Giovedì alle 17 su Facebook”. Come prima di un esame, ci siamo trovate, Io e Flavia, a parlare di preparativi, domande da fare, avevamo un’ansia che non ricordavamo da tempo. Giovedì è arrivato, alle 16 e 20 eravamo entrambe davanti al pc, che ci divideva con le autrici, per paura che qualcosa andasse storto, nel frattempo l’ansia aumentava, la gola si seccava e il battito accelerava. Non siamo esagerate, sfido chiunque a trovarsi davanti alle autrici del momento e non provare una di queste emozioni, mi chiedo come facevano i giornalisti un tempo, o prendevano rilassanti o non avevano emozioni perché credetemi, care amiche lettrici, sembravamo due scolare in attesa dell’esito dell’esame. Alle 16 e 52 Giusy è entrata nella stanza Facebook, appositamente creata per l’intervista. Il tempo di un ultimo messaggio con Flavia e con il cuore in gola ci siamo trovate davanti:

Chiara Cipolla, Giusy Viro, Sarah Rivera, Cara Valli e Raffaella Franceschini che ci sorridevano dall’altra parte emozionate come noi.

Il ghiaccio si è sciolto nell’immediato davanti a cinque donne che ci hanno messo completamente a nostro agio. È stato bellissimo leggere l’emozione nei loro occhi quando parlavano delle loro creature. Dolcissime nelle risposte, coinvolgenti nel raccontare come tutto è nato. Quando si diventa scrittrici per amore lo si vede eccome, traspare tutto dagli occhi, dalle labbra che si increspano ripercorrendo le tappe della nascita dei loro protagonisti, lo sguardo si perde nel tempo e noi ci siamo incantate a guardarle e ad ascoltarle. Le madri dei medici dell’ospedale ormai più conosciuto di Baltimora, hanno risposto alle nostre domande. C’è chi si chiederà perché abbiamo scelto proprio questo momento. Il motivo è semplice: abbiamo deciso di fare questa intervista ora perché siamo quasi all’epilogo di una serie che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, ed è per questo che abbiamo voluto, in qualche modo aumentare, l’ansia delle lettrici che si chiedono già cosa ci riserveranno Gabriel e Maxwell cercando di rispondere a quelle domande che ciascuno di noi si è fatto leggendo dei nostri magnifici medici.

A voi anime belle la nostra intervista con le creatrici del "Johns Hopkins Medical Series".










Com’è nata l’idea della JH Hospital Series? E soprattutto da chi è partita?


È stata Giusy a rispondere a questa prima domanda. Ed è incredibile come cinque menti, lontani chilometri, si siano trovate d’accordo su tutto

Giusy: L’idea è nata da Sarah, una sera. All’inizio si è parlato di un’antologia, di racconti. La mattina ci siamo sentite con Chiara (che Giusy chiama affettuosamente socia) su messenger e ci siamo dette ma se facciamo dei romanzi? La socia ha risposto:

Ma se facciamo anche un Medical? Ci siamo consultate con le altre che hanno dato tutte l’ok. Alla sera era deciso tutto.




Ognuna di voi, ha raccontato le vicende dei nostri cari dottori e ovviamente non ci dimentichiamo del nostro Black. La domanda che vi andiamo a fare è un po’ particolare, oltre al vostro personaggio, che in qualche modo porta qualcosa di voi dentro, con quale altri personaggi della serie vi sentite più affini?


In un muto accordo, e da qui si capisce il legame che unisce fra loro le cinque autrici, da questo momento è sempre stata Chiara a parlare per prima.

Chiara: Diciamo che come genere di scrittura mi sono sentita più affine a Giusy, scrivendo romanzi classici, con grandi sentimenti e emozioni. Essendo le prime due ci siamo sentite molto soprattutto visto il legame di amicizia tra Brad e Noah .

Giusy: Io mi sento affine a tutti i personaggi. Con Noah siamo il Sandra e Raimondo letterari. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Sarah, avendolo messo in un determinato punto della mia storia. Il personaggio a cui mi sono sentita più legate è Maxwell, perché ha seguito Abigail in un determinato percorso della storia, era l’ombra di Abigail, anche Emanuel è stato importante, ma era quello che volevo perché se fai un gruppo devi spingere verso le colleghe che vengono dopo.

Sarah: È stato bello scrivere di tutti, insieme, mi sono sentita tanto con Raffaella, essendo la terza ero un po' il punto di congiunzione. Abbiamo deciso di creare questa bella amicizia fra Maxwell e Emanuel.

Cara: Nessuno, ho inserito di più Noah e Maxwell perché erano già presenti al policlinico. Black ha interagito più con loro.

Raffaella. Per me è stata relativamente facile perché avendoli letti tutte e quattro mi ero già fatta un’idea però dall’altro lato è stata una grossa responsabilità, perché facendo la chiusura con il mio libro devo fare onore a ciò che abbiamo fatto prima. Ho dato il giusto spazio a tutti e quattro i personaggi, li ho inseriti in situazioni precise. Di tutti e quattro ho capito il loro carattere.




Fra i personaggi femminili dei diversi romance della serie in quale vi rivedete di più?


Chiara: Come Maud ho una famiglia abbastanza presente, devo dire che da ragazza avrei voluto fare l’insegnante di matematica. Quindi mi ci rivedo in Maud

Giusy: Io con Abigail non ho molto in comune, è stato uno dei miei personaggi femminile che è stato interamente costruito, perché io quando ho un problema tendo più a cercare un contatto che chiudermi. Mi sento più affine a Maud e anche a Allison.

Sarah: Il mio personaggio ha molti lati di me, volevo renderla realistica anche nelle situazioni che ha vissuto. Empatizzo bene con i personaggi femminili e anche come mamma mi ci sono ritrovata molto.

Cara: Ogni autrice ci mette in pezzo di sé nel suo personaggio, mi sento più affine con Gabriel come carattere, anche per il rapporto che ha con il padre nel quale mi ci sono ritrovata mettendoci un pezzettino di cuore, ma anche Soraya al suo bel carattere perché cerca di contrastare quest’uomo forte. Mi sono divertita tanto a scrivere di questi due.

Raffaella: Anche io come Cara empatizzo con i protagonisti maschili. Maxwell mi ha travolta, la trama è venuta fuori in una notte e mi ha coinvolta tanto. Allison tuttavia è riuscita a conquistarmi anche se è venuta fuori piano piano all’inizio. In lei mi rivedo, soprattutto per la sua professione che è stato sempre il mio sogno nel cassetto, ma anche per il suo carattere cosi solare, ottimista, ma sempre con la voglia di credere nei sogni. Tuttavia mi sono rivista anche nelle altre. Con Maud per via della mia professione, di Abigail mi ha travolto la sua forza e anche perché come me si chiude a riccio molte volte. Di Soraya ho ammirato la sua tenacia e il voler tener testa a Back

E la storia di Lea invece, mi è arrivata nello stomaco per tutto il mix di emozioni che mi ha regalato.




Nella scelta dei personaggi vi siete ispirati a qualcuno?


Chiara: Per la prima volta devo dire che sono andata di fantasia, nessun modello. L’unica cosa che ho pensato quando abbiamo iniziato a parlare di Medical è stato che volevo un medico diverso. Ho voluto fare qualcosa di diverso ed è venuto fuori questo personaggio combattuto con una doppia anima bianca e nera ecco, in questo mi ci sono rivista in Noah, da buon gemelli, è sempre un po' diviso a metà, solo in questo. Per il resto è stato costruito intorno al presta volto quando l'ho trovato e poi mi sono riguardata tutta la serie di E.R e li mi sono ispirata molto.

Giusy: Io invece mi sono ispirata al mio oculista, nella realtà Brad esiste sul serio a Lione dove sono stata operata alla vista quando avevo 1 anno. Per la prima volta ho parlato di me, e io compaio anche nel libro. Sono Marianna, quando Brad la visita Lione quello è il mio caso clinico. Ho voluto dare un messaggio di speranza per chi vive queste situazioni. Se può aiutare chi soffre di vista, chi ha avuto questi problemi, i libri servono anche a questo.

Sarah: La mia è una storia di fantasia, una trama che aveva in mente con lei che era il capo di Emanuel. Una volta trovato il presto volto l’ho costruito intorno.

Cara: I personaggi sono inventati, non sono ispirati a nessuno, ma alcune situazioni sono reali, anche perché devi avere fatti concreti per parlare di determinate cose. Per Gabriel, anche io ho trovato il presto volto prima di iniziare la storia e da li è nato tutto.

Raffaella: Anche la mia storia e i personaggi sono inventati, l’unica cosa è, che il mio sogno nel cassetto era quello di fare la psicologa, quindi quando mi è stata data la possibilità per me il medico doveva essere lo psichiatra. Avendo poi fatto studi di questo tipo mi sentivo preparata. Come Giusy il mio intento è dare un messaggio di speranza, perché le malattie mentali sono un mondo molto a parte, non è una cosa semplice, sono invalidanti, anche gli stessi disturbi d’ansia, che vengono affrontati nel romanzo, riguardano l’anima. È quindi volevo lasciare la speranza a chi vive situazioni del genere.




Stiamo facendo, insieme al vostro medical romance, un tour dell’ospedale più antico di Baltimora. Da dove nasce la scelta di dare, ai vostri protagonisti, una specializzazione specifica in campo medico piuttosto che in un altro?


Chiara: Non lo so, credo che sia stato lui a scegliere me. Non so perché è arrivato, quando scrivi alle volte il personaggio di una storia prende il comando. Non ho un motivo preciso.

Giusy: Per una cosa personale e anche funzionale, perché era un campo che conoscevo, per non imbarcarmi in cose che non conoscevo.

Sarah: Anche per me, mi è venuto in mente cosi. Ho fatto degli studi, ho visto che il JH era al primo posto da 28 anni nella neurochirurgia e quindi c’era questo reparto d'eccellenza con 31 divisioni, sono andata a vederle tutte. Una di queste è specializzata sulla malattia di Chiari, io avevo visto un documentario su una ragazza che era affetta da questa sindrome, la cosa mi aveva colpito tanto. Ho visto che li c’è proprio un dipartimento che si occupa di questa malattia, non so se il documentario mi ha influenzato, ma la storia mi ha colpito tanto, ho chiesto collaborazione a un neurochirurgo e mi ha convalidato ogni pezzo onde evitare di dire sciocchezze.

Cara: Non mi sentivo in grado di scrivere di medicina, ecco perché la scelta del manager anche perché il mondo della medicina è lontana. Non volevo imbarcarmi in qualcosa che non sarei riuscita a gestire. Lavorando sempre negli uffici mi è venuto semplice parlane. Dato che si parlava di un ospedale in America, li si parla di una realtà diversa è un azienda, quindi ci stava bene l’idea di un capo che fosse odiato da tutti allora ho proposto, preferirei fare la storia nell'amministrazione.

Raffaella: Io ho attinto ai manuali a casa che avevo, quando studiavo all’università, e poi ho contattato una psicologa, per capire come funziona una clinica psichiatrica per non evitare errori. Quando ho fatto descrizione di momenti di visite, per esempio, ho dovuto fare attenzione anche ai piccoli dettagli, anche a livello emotivo c’è molto coinvolgimento quindi è difficile mantenere il giusto equilibrio. Trattandosi di tematiche pesanti ho cercato di mantenere la leggerezza del romance.




Il dettaglio nella terminologia medica scientifica è un elemento che ha fatto ancora di più apprezzare i vostri romanzi. So che avete avuto un supporto da professionisti del campo, com’è stato rapportavi con loro?


Chiara: Non ho avuto alcun pediatra. In tutti i romanzi il prima capitolo per me è un trauma, lo scrivo e riscrivo 8 mila volte questo l’ho preso in mano 50 mila volte, ogni riga comprendeva competenze mediche, c’era da conoscere la struttura com’era fatta, c’era da sapere come funziona la scuola in America. Quindi piantine di Baltimora, mappa del JH, le terminologie, le patologie. Ho chiesto aiuto ad un parente che abita li. I primi capitoli sono stati pesanti. Ho chiesto al mio ex medico, che è anche chirurgo e pediatra, per le terminologie tecniche. Mi piacciono i particolari, quando scrivo un romanzo mi piace essere realista, metterli in un ospedale è stato veramente difficile.

Giusy: La difficoltà del Medical è stata nel documentarmi. Comunque descrivere un intervento per intero compreso il pre e post operatorio, non è semplice. I dubbi sono stati tanti, ho avuto paura anche di impressionare qualcuno, non è facile parlare di interventi chirurgici. Il mio professionista è stato bravo, era il mio dottore che parlava non io. Era un suo intervento che era stato fatto a Catania, lui mi ha seguito tanto nella stesura delle parti che comprendevano gli interventi.

Sarah: Mi ha aiutato un neurochirurgo, mi ha supportata, avevo visto dei filmati, ma lui mi ha aiutato molto anche nei particolari. Anche il medico curante mi è stato di supporto quando ho parlato della patologia del figlio di Lea.

Cara: C’è sempre una terminologia, ma per me è stato più facile lavorando sempre negli uffici.

Raffaella: Come dicevo prima oltre ai manuali che avevo a casa mi è stata di supporto una psicologa, è stato necessario anche per una conferma dei termini usati. Tutto questo mi ha aiutato anche a creare alcune sfumature di Maxwell, a strutturare il personaggio, in ambito psicologico e psichiatrico c’è molto coinvolgimento dei medici, mi interessava mantenere l’equilibrio fra l’uomo risoluto e l’aspetto emotivo e la psicologa mi ha supportato onde evitare errori. E poi mi è stata di supporto anche una conferma sui termini.



Riuscite ad anticiparci quali sono i vostri progetti futuri? In un prossimo futuro, possiamo sperare in una nuova collaborazione fra di voi?


Chiara: Ho dovuto fermarmi perché stavo scrivendo una trilogia, ora sto scrivendo il terzo volume, preferisco farli uscire a distanza ravvicinata. Quindi spero ottobre novembre di iniziare a pubblicare il primo. Ho un sogno nel cassetto, scrivere un romanzo storico, la storia ce l’ho già in mente ma devo trovare il coraggio di buttarmi. Per la collaborazione, già in passato ho avuto modo di fare collaborazioni, mi sono divertita molto si imparando tante cose. È una cosa che mi piace molto, mettermi in gioco collaborando con altri. Quindi si, volentieri, dovesse presentarsi l’opportunità, si. Nelle collaborazioni si cresce, si impara tanto una delle altre. È stato un bel cammino fatto di alti e bassi, c’è tanto lavoro, una responsabilità.

Giusy: Tanti progetti. Anche io ho dovuto stoppare alcuni lavori per la serie. Inizio 2023 uscirà Velvet, c’è lo storico che aspetta da 12 anni (la donna di picche), ci sarà uno spin off di Reveal e c’è anche una collaborazione con altre autrici per una nuova serie di cui state vedendo le anteprime in questi giorni. Oltre che la riedizione di un mio primissimo romanzo, i primi di luglio, che pubblicherò con la Blueberry  Edizioni, con contenuti inediti.

Sarah: Stavo rieditando un romanzo quando ho iniziato il Medical, un romanzo già pubblicato, che ho ritirato, uscirà in autunno e ho deciso di fare anche due romanzi, legati a questo, su due personaggi che hanno attirato particolarmente l’attenzione.

Cara: Io devo scrivere l’ultimo volume de “Il tuo nome”, dedicato a Demiyen, probabilmente saranno due. E poi su consiglio di Giusy probabilmente tornerò sul mio primo romanzo parlerò di Steven, la sua storia, ci sono le mie lettrici che premono molto su questi personaggi.

Raffaella: Anche io ho messo da parte un romance che stavo scrivendo, il quarto spin off di quelli precedenti. Lo pubblicherò l’anno prossimo, anche perché la mia uscita è a luglio, poi ci sarà un romanzo di narrativa, una storia vera, sono stata contattata da una ragazza a cui è piaciuto il mio modo di scrivere che ha avuto un’esperienza di affido familiare diurno. Lei mi ha chiesto di scriverlo, ha scritto per cinque anni dei diari dove ha annotato tutto e mi ha affidato una parte della sua vita. È una grande sfida perché nella narrativa cambia anche la scrittura. Infine sto aspettando che scada il contratto con il mio primo romance con la ce, per ripubblicarlo perché penso di non aver avuta giustizia, essendo stato pubblicato solo in ebook.




La JH Medical Series si può davvero dire che è sulla bocca e soprattutto negli occhi di molte lettrici italiane. Come state vivendo la cosa? Mancano due libri al termine della serie sta conquistando tutti. Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi protagonisti?


Chiara: Io ero già inizialmente molto ottimista, anche perché fino ad ora non si era visto un progetto così. La famosa notte in cui Sarah aveva proposto di fare un’antologia, in cui abbiamo aderito noi cinque da una grande cerchia, io nella notte avevo pensato a un romance familiare, poi è venuta fuori l’idea della Medical. Ovviamente, il bacino di lettori è aumentata anche la loro portata perché si sono riunite quelle di tutte noi. Io sono stata ottimista, sempre. 5 storie diverse in qualche modo legate fra di loro, un gran marketing, non avevo dubbi circa il risultato. Non mi aspettavo tuttavia questo successo.

Giusy: Non mi aspettavo un successo simile, nonostante pubblichi da 12 anni mi sono ritrovata in qualcosa di inaspettato e più grande di me, speravo che la storia piacesse, non è tanto per vendere ma per fare capire che la disabilità non ci rende diversi, ma speciali, un arricchimento per ognuno di noi. Una rivincita sulla mia storia, ecco il perché della figura di Marianna. Ero agitatissima, perché soprattutto sulla cecità ancora non ci sono molti studi. Addirittura il Medical ha trascinato gli altri miei libri. È tutto nuovo per me. Sono contenta soprattutto perché ho trovato un gruppo che mi ha sostenuta, le mie colleghe sono state le mie rocce.

Sarah: Sono nuova del campo, sono da due anni in questo mondo e per me è stata un’occasione fantastica, aver avuto la fortuna di partecipare a questo progetto. Essendo il terzo libro il mio era un po' l’anello di congiunzione con gli altri e quindi li l’ansia aumenta perché è una grande responsabilità.

Cara: Come andrà non lo so, spero bene come quello delle altre. Non mi aspettavo tutto questo. Commenti, like,tutto inaspettato, mi sono sentita coccolata. Per ora non mi sento diversa, ancora non ci credo, non ho realizzato, per ora è tutto mio, dal 20 vedremo. Vediamo come andrà. Dopo il 20 vi saprò dire.

Raffaella: Per me questa avventura è stata piena di emozioni, avere una scadenza mi ha fatto accelerare i tempi e sono cresciuta molto anche come scrittura. Ora come ora, ansia, tanta. Ringrazio di cuore le ragazze per avermi dato fiducia e per avermi fatto vivere tutto questo. Approfitto di questa intervista per ringraziare le mie colleghe di cuore, credo molto nell’unione delle donne e questo è stata una conferma. Sto vivendo con molta ansia l’uscita del mio libro, avendo comunque 4 colossi davanti a me, ma anche con tantissime emozioni positive soprattutto per il rapporto con le ragazze. In merito a Maxwell, lui è tante cose, con Emanuel è più intimo, si fa vedere in modo diverso. Con gli altri è più riservato ha un rapporto più professionale, per certi versi mi ricorda Gabriel perché è severo e autoritario, ma ha anche dei lati nascosti. Con Emanuel viene fuori un Maxwell diverso, toglie la maschera solo con chi dice lui.




Se dovesse descrivere con un aggettivo il vostro personaggio quale sarebbe?

Chiara: Riassumere tutto in una parola è difficile: posso dire solitario. Non capito dalla famiglia dagli amici, capito un po' da Brad perché hanno convissuto in una struttura di cui non abbiamo parlato che li ha fatti rinascere. Si direi solitario, perché quando è solo riesce a essere sé stesso.

Giusy: Tormentato, come lo avete definito voi blogger si fa carico di sensi di colpe e di responsabilità che non sono sue.

Sarah: La prima cosa che è trapelata dalla figura di Emanuel è stata l’ambizione questo ha sviato un po' la cosa in realtà, si rivela dolce. Si direi dolce.

Cara: Gabriel in una parola sola pretenzioso.

Raffaella: Maxwell è complesso perché è tante cose, lo porta ad assumere tante maschere ha diverse sfumature. Quindi lo riassumo con questo aggettivo: complesso.




Bene, siamo giunti al termine di questa intervista che richiama un po’ i vecchi tempi, quando si incontrava l’autrice di persona. Noi l’abbiamo fatto tramite uno schermo e vi siamo veramente grate. Questa idea è nata soprattutto perché ci tenevamo a farla come gruppo, perché ognuna di voi avesse ugual spazio rispetto all’altra. Una delle cose che abbiamo apprezzato e il supporto e il rispetto che vi accomuna una con le atre. Un’ultima domanda e vi lasciamo libere. Cosa volete dire alle vostre lettrici?

Chiara: Grazie perché non mi aspettavo tanto successo, sono contenta che sia piaciuta l’idea. Mi piacerebbe che le lettrici capissero che è stato piacevole e bello collaborare con altre colleghe,  mettersi in gioco tra di noi, perché siamo unite nello scrivere storie che fanno bene a chi le legge. Una bella esperienza.

Giusy: Grazie perché non mi aspettavo nulla di tutto questo, alle mie lettrici che mi seguono sempre, per quello che mi stanno regalando. Ringrazio il gruppo che mi hanno supportato che mi hanno coccolato quando ne avevo bisogno, non sono colleghe, ma amiche per tutto quello che mi hanno dato, grazie perché mi hanno fatto crescere anche come persona.

Sarah: Un grazie sentito per tutto, dalle lettrici, alle mie colleghe, mi sono sentita coccolata. Per i messaggi delle lettrici, per tutto. Speriamo di trasmettere tante emozioni, di regalare un momento bello.

Cara: Io dico solo, spero di non deludervi.

Raffaella: Anche io come Cara spero di non deludere. L’ansia è tanta. Quando scriviamo facciamo il mestiere dove siamo più soli in assoluto, ma nello stesso tempo questo arriva a più persone. L’obbiettivo di tutte noi è arrivare al lettore soprattutto a livello emotivo. Ringrazio davvero tutte le lettrici e le mie colleghe. Con questa esperienza sono aumentate le mie lettrici grazie anche alle mie colleghe, se questo mi rende felice mi mette anche molta ansia, perché spero di non deluderle. Spero di arrivare a tutti.




È terminata cosi l’intervista con quelle che non sono solo 5 autrici, ma soprattutto 5 grandi donne di un’umiltà unica da cui prendere solo esempio. È stato bellissimo sapere che, il loro primo pensiero è di arrivare al cuore dei propri lettori, condividendo, come nel caso di Giusy, un po' della propria vita. 5 donne, ognuna con un proprio carattere, con un modo di vedere le cose, ma che si sono unite e hanno creato qualcosa che tutte voi state apprezzando. Da prendere come esempio, perché quando lo si vuole la collaborazione fra donne può esistere.

Ringraziamo di cuore Chiara, la cui simpatia unica ci ha dato un piccolo sprazzo del suo Noah.

A Giusy, dal profondo grazie. È stata l’Autrice che di più ha toccato le corde del nostro animo, il motivo, nobile, che l’ha spinta a parlare del suo passato per essere di conforto a chi vive questo stato di cose, è un motivo più che valido per apprezzarla oltre che come scrittrice anche come persona.

Grazie a Sarah, fiera e fine, esattamente come la sua Lea. Con un sorriso bello e contagioso. È impressionante come leggendo un libro ritrovi, tratti dei personaggi descritti nel tuo interlocutore.

All’emozione che traspariva dagli occhi di Cara, grazie anche per quella. Da qui capisci come un’autrice possa tenere a ciò che crea. La sua umiltà, ci ha colpite. 

E infine a Raffaella, bella e dolcissima, emozionatissima per il suo Maxwell e generosa nel voler aiutare chi vive le situazioni di cui parlerà nell’ultimo libro che concluderà la serie.

Di cuore grazie a tutte voi che ci avete regalato qualcosa in più, qualcosa con cui arricchire il nostro bagaglio. Ecco cos’è un gruppo, non dare solo come singolo ma pensare anche per le colleghe che vengono dopo.

"I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami"

In questo gruppo i ponti che collegano le autrici che vengono da tutte le parti d’Italia è ben visibile, cosi come lo è il legame saldo che le ha unite le una alle altre.

A presto Flavia e Nicky