Visualizzazione post con etichetta Comedy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comedy. Mostra tutti i post

06 marzo 2026

RECENSIONE - Corinna Matkovich – La rivincita della scrittrice- di Sara Masvar




 

TITOLO – Corinna Matkovich – La rivincita della scrittrice

Autore: Sara Masvar

Genere: Comedy, formazione, new adult

Numero pagine: 380

Casa editrice: Indipendently Published

Data di uscita: 28 febbraio 2026

Prezzo E-book: 3,90€

Prezzo cartaceo: 14,90€

Incluso nell’abbonamento Kindle Unlimited


Corinna Matkovich non è solo una millennial incasinata: è la migliore penna thriller italiana… anche se il pubblico conosce solo Brando Livore, lo pseudonimo imposto dalla sua casa editrice.

 Quando per un assurdo fraintendimento viene scelta come sceneggiatrice per il regista più famoso d’Italia, decide che è il momento di dire basta ai compromessi, al marketing, alla finta modestia. Basta alle cazzate.

 Tra editor rincoglioniti, assistenti sprovvedute e amici scrittori macchietta, Corinna affronta caos, sarcasmo e riscatti personali senza mai perdere la sua voce irriverente.

 La rivincita della scrittrice: thriller, satire editoriali e trash divertente, con una protagonista che prende le redini… a modo suo, unico e iconico. Hiii – aaah!

 - OMG, ora cominci pure a parlare di te in terza persona? Corinna, ma fai sul serio?

ATTENZIONE: In questo romanzo comedy alcune situazioni e/o personaggi sono volutamente esasperati e scritti in maniera accentuata. Vengono inoltre trattate alcune tematiche/dinamiche sensibili. Si consiglia la lettura a un pubblico consapevole.

CW: violenza domestica, uso di sostanze stupefacenti, linguaggio scurrile.

SLOGAN

Se vuoi farcela essendo te stesso, prima devi fare un gran casino.

Anche due, tre o molti di più nel mio caso, ma dettagli.

Faccio una doverosa premessa: è la prima volta che leggo Sara Masvar.

Ho apprezzato molto questa storia, che ho percepito quasi come una biografia dell’autrice.

Sara non indora la pillola sul mondo editoriale: attraverso i suoi personaggi, mette il lettore di fronte a dinamiche spesso sconosciute. I compromessi – a volte enfatizzati volutamente – portano alla consapevolezza che scrivere un romanzo non è sempre “rose e fiori”.

Non è tutto cuoricini e amore incondizionato; al contrario, per alcune di noi può diventare un calvario. La scelta di un genere condiziona a tal punto una scrittrice da spingerla, a volte, a cambiare nome solo per piacere di più al pubblico o per non essere penalizzata dal proprio sesso, che spesso preclude il successo.

Da qui la scelta degli pseudonimi: Corinne riflette ciò che di frequente si nasconde dietro le quinte.

Attraverso lei, Sara ci parla della crisi dell’autore, del blocco dello scrittore e di come ci si senta falliti quando non si riesce a mettere una parola dopo l’altra.

Il sostegno, per Corinne, arriva da un gruppo di amici e da un editor noto come “Er Mannaia”.

Solo chi attraversa gli stessi momenti può capire davvero le insicurezze e i dubbi se continuare o meno una carriera che, per chi ci guarda dall'esterno, sembra spesso qualcosa di troppo stretto.

In questo romanzo non è l’amore a fare da protagonista; un amore da cui Corinne tenta di scappare perché non è detto che chi ti ama non ti faccia soffrire.

Spesso, il compagno che scegliamo non fa altro che amplificare le incertezze di una personalità e di un’anima sensibile.

Sara maschera tutto con l’ironia e con battute che strappano un sorriso; ho apprezzato come l'esasperazione di certi personaggi o situazioni sia stata sottolineata anche durante la presentazione del libro.

Io non amo le esagerazioni, ma stimo una scrittrice che ha messo nero su bianco ciò che, forse, ha vissuto in prima persona.

A lei, e a tutte coloro che attraversano periodi simili, auguro di risorgere come la fenice dalle proprie ceneri: diventiamo vere vittime solo quando permettiamo al “carnefice” di godere dei silenzi che seguono questi momenti bui.

Una nota di merito a Sara, che non si nasconde (come invece facciamo in molte, forse per tutelarci), ma parla usando l'unica arma efficace in questo frangente: la penna.

Tanto di cappello, Sara.

Di proposito non ho approfondito la trama: non è mio uso farne la sintesi per dimostrare di aver letto il libro.

Preferisco condividere le mie impressioni e ciò che il romanzo mi ha lasciato.

E qui vedo una grande voglia di rivincita e la dimostrazione che non è un nome a fare un’autrice, ma ciò che lei imprime sulla carta e nel cuore dei lettori.








 




 

16 dicembre 2025

REVIEW PARTY - Odio Babbo Natale… o forse no - di Manuela Chiarottino


 


Titolo: Odio Babbo Natale… o forse no

Genere: Romance (Comedy)

Casa Editrice: More Stories

In vendita dal 13 dicembre 2024

ebook €2,99 cartaceo €12,99

copertina rigida €18,99

North Pole è un piccolo paese che ha fatto del Natale la sua bandiera, e soprattutto nei mesi invernali si ricopre di scintillanti festoni e decorazioni, mentre per le sue strade si respira profumo di biscotti, si pattina sul ghiaccio e si ascoltano i canti natalizi. A North Pole tutti amano il Natale.
…o forse no.
David lo odia, il Natale. Lui a North Pole ci è nato e quell’atmosfera l’ha respirata sin da bambino. Ma se, da piccolo, come tutti gli altri abitanti, l’ha amata, appena maggiorenne è voluto scappare. Adesso vive in Florida, accanto al mare, dove si gode un’estate pressoché perenne e fa la bella vita.
Niente potrebbe convincerlo a rimetterebbe più piede a North Pole.
…o forse no.
Perché, quando sua sorella Beth lo invita al suo matrimonio e gli chiede di accompagnarla all’altare, David sa che non potrà rifiutare: Beth è la sola famiglia che gli resta, visto che sua madre è morta e, soprattutto, che ha chiuso malamente i rapporti con suo padre. Tornare a casa, però, non è affatto facile quando devi affrontare ricordi che avevi preferito dimenticare, situazioni lasciate irrisolte e… una rossa tutta fuoco, che emana profumo di dolci e biscotti, e che altri non è che la testimone e damigella della sposa.

Amber ha sempre amato il Natale e North Pole, anche se ha dovuto allontanarsene per un periodo. Per questo vi è tornata volentieri da qualche anno, per aprire la sua pasticceria. Con un’attività in proprio e una figlia piccola, però, non ha tempo per distrazioni o complicazioni. E non ha assolutamente tempo per l’amore…
…o forse no.

Perché con David, così diverso da lei, in assoluto l’uomo più sbagliato che il destino potesse mandarle, sembra scattare subito la scintilla.
Ma può un’attrazione trasformarsi in amore?

Probabilmente no.
…o forse sì.

Il romanzo della Chiarottino è una commedia romantica natalizia che punta dritta al cuore senza mai rinunciare a un pizzico di ironia.

La storia ruota intorno al ritorno a casa, al confronto con un passato che non smette di bussare e a quelle seconde possibilità che spesso temiamo ma che, quando arrivano, ci costringono a guardarci dentro.

I due protagonisti, David e Amber, sono costruiti con attenzione.

David rientra a North Pole con l’idea di restarci il meno possibile, trascinato dal senso del dovere verso la famiglia.

C’è un’inquietudine che lo accompagna, quella tipica di chi ha voltato pagina ma non l’ha mai fatto davvero fino in fondo.

Amber, invece, è una donna pratica e passionale, risollevata da una quotidianità costruita con fatica, madre affettuosa e indipendente, convinta di aver chiuso da tempo il capitolo che riguarda lui.

Nel loro incontro c’è scintilla, ma anche esitazione, nostalgia e ferite mai del tutto curate.

Il romanzo punta proprio su questo: sulla delicatezza con cui il passato continua a influenzare il presente, sul timore di rimettersi in gioco e sulla possibilità di perdonarsi.

Il paese di North Pole fa da cornice, vivo e caotico, con una comunità che si muove tra preparativi, feste e tradizioni.

L’autrice lo trasforma in uno spazio narrativo che non è solo sfondo ma parte integrante della storia, un luogo in cui i personaggi sono costretti a fermarsi, e affrontare ciò che hanno sempre rimandato.

Lo stile è scorrevole, piacevole, capace di passare dal sorriso alla riflessione con naturalezza.

Le scene più leggere non cancellano la profondità emotiva dei personaggi e non mancano momenti più intimi che rivelano il dolore, la mancanza, i dubbi e le speranze dei protagonisti.

È un equilibrio che funziona, rendendo la lettura fluida senza mai cadere nel banale.

La dimensione natalizia amplifica le emozioni, accompagnando il percorso dei protagonisti con calore e quel tocco di magia tipica delle feste.

Odio Babbo Natale… o forse racconta un amore adulto, segnato dalle scelte fatte e da quelle non fatte.

Una storia adatta a chi ama i romance che non si limitano alla superficie, ma fanno riflettere sulle seconde possibilità e sui legami che resistono al tempo.

Una lettura che consiglio a chi non cerca il Natale perfetto, ma quello capace di raccontare le fragilità e la crescita che ne deriva quando si accettano.