Titolo:
Sopra
un giaciglio giallo paglierino
Autore: Emma Scacco
Editore:
O.D.E. Edizioni
Genere: romance contemporary
Prezzo ebook: 3.49 Prezzo cartaceo: da
definire
Data pubblicazione: 31 gennaio
Pagine: 200 circa
Serie: no Autoconclusivo: sì
Trope: #bodyshaming #secondchance #friendstolove #Emotionalscars
Sono
trascorsi anni da quando Benedetta ha detto addio a Noah e all'Italia.
La sua
vita è cambiata: non è più la ragazza sovrappeso che nascondeva la sua
insicurezza in grandi sorrisi, è una donna in procinto di sposarsi con l'uomo
che dovrebbe essere la sua dolce metà e
ha scelto la tenuta
Corsi per dichiarare il suo sì.
Dovrebbe…
Eppure,
non appena mette piede nella tenuta Corsi sente di trovarsi a casa,
anche se
molto è cambiato.
Certe
cose, tuttavia, rimangono le stesse anche se sepolte sotto gli strati
della
polvere del tempo.
Il profumo
della pelle di Noah, il suo modo di farla sentire speciale, il suono della sua
voce.
Gli anni
possono cancellare i chili di troppo, ma non possono nulla contro il destino.
Un destino che la sta portando all'oblio o cerca di salvarla?
Benedetta ha una seconda possibilità, ma avrà la forza
per capirlo?
Una storia d'amore, ma
soprattutto di forza e coraggio.
A
tutte le Benedetta che ogni giorno lottano per riprendersi la propria
vita e la propria dignità di donna.
Faccio
una premessa prima di iniziare a scrivere l’ennesima recensione: “Sopra un
giaciglio giallo paglierino”, non è un romanzo che può essere letto con
pregiudizi, o le arroganze dettate da una situazione che non si vive. Pertanto,
vi consiglio la lettura di questo libro con la mente e soprattutto il cuore
aperto, non con l’indice puntato verso l’apparente debolezza di una donna che
nasconde in realtà la volontà di legarsi a un uomo, anche se sbagliato, con il
solo scopo di sentirsi giusta, bella, apprezzata.
Il
romanzo della Sacco parla di riscatto, seconde possibilità e di quella realtà
che si vivono quotidianamente in molte famiglie…Realtà
fatte di violenza, di teste che si abbassano, di umiliazioni che poi vengono
cancellate con una parola con un gesto…
L’autrice
non solo è stata in grado di descrivere la realtà nuda e cruda, ma è stata
capace di entrare in sintonia con un personaggio, con la sua psicologia, con
quella mente labile che altera verità allo scopo di non sentirsi per l’ennesima
volta sbagliata e credetemi non è per nulla facile.
Il
primo complimento va per questo a Emma, per aver reso viva Benedetta, con le
sue fragilità, pianti repressi, lividi che tenta di nascondere dietro a un
sorriso che sa di rassegnazione.
In
molti pensiamo, quando ci troviamo davanti a una notizia che riguarda una
qualsiasi violenza: Non poteva ribellarsi?
Non
è semplice, non è scontato, perché si entra in un loop dove tutto ciò che fa l’altro
per offendere è solo un modo per lenire un disagio, una sofferenza, che una
persona si porta dietro da anni.
Ma
Benedetta, Nenè, ha la sua seconda possibilità.
Quella
che la vede tornare lì dove l’affetto non è mai mancato, dove un amico può
essere un cane, un animale, dove la campagna Maremmana dona sollievo a un animo
rotto, spezzato.
Lì
dove chi ha sempre definito migliore amico altro non è che un pezzo di cuore e forse
ciò che ha scatenato il rifiuto verso sé stessa, quello che ha fatto sì che uno
specchio si infrangesse in mille pezzi, perché rimandava un immagine che non
sempre si accetta.
Il
libro è un inno alla forza, quella che si ritrova quando si raschia il fondo
quando ciò che ritieni perduto viene ritrovato.
Sono
stati molti i momenti di commozione, tante le volte in cui mi sono fermata
prima di proseguire, perché le emozioni erano scritte in modo talmente profondo
ho dovuto respirare prima di andare avanti.
Amo
analizzare i testi, è una mia caratterista, e questo romanzo l’ho apprezzato e amato
per il reale messaggio che lascia: bisogna amare prima se stessi e poi gli
altri.
Ringrazio
nuovamente l’autrice per questo piccolo scrigno del tesoro, per l’amore che ci
mette nella descrizione di quegli animali che sono ormai il suo totem: i
cavalli (che a mia volta amo).
E,
a mio dire, le cinque piume sono meritatissime, per la storia in sé, per quei paesaggi
che ti fanno desiderare di visitarla la campagna Toscana, per l’amore di una
famiglia che adotta e si chiude a proteggere chi designa come suo membro, per
il testo perfetto.
Attendo
il prossimo romanzo di un’autrice che è sempre un piacere leggere.
A
presto