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06 ottobre 2026

REVIEW TOUR - Gocce d’argento- di Alessandra Cicerano

 



Titolo: Gocce d’argento

Autore: Alessandra Cicerano

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Historical romance

Trope: Friends to Lovers, Second Chance, Broken Hero, Touch her and die, Forbidden Love

Pov: terza persona focalizzata

Prezzo ebook: € 3,49  Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 30/09

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: sì

Raoul ha combattuto per anni come mercenario con il nome di Lupo, imparando a soffocare ogni sentimento prima che diventasse una debolezza e a dimenticare Ponteripa, la sua casa, e il ragazzo che era un tempo.

Adelisa ha consacrato la sua vita alla medicina e ai segreti antichi delle erbe. Ma in un'epoca dominata dall'ignoranza, la cura è una colpa e la conoscenza viene chiamata stregoneria.

Quando un'epidemia mortale inizia a dilagare i destini di Raoul e Adelisa si scontrano.

Lei diventa il bersaglio della superstizione e della caccia alle streghe e il Lupo comprende che non sta lottando solo per salvarle la vita, ma anche per preservare l'unica parte di sé che la guerra non è riuscita a uccidere.


Bentrovate, anime belle!

Oggi si torna al romanzo storico con la nuova opera di Alessandra Cicerano, edita da O.D.E. Edizioni.

Avevo già apprezzato lo stile di questa autrice nel suo libro d’esordio, Rubino Rosso Sangue, ma con Gocce d’argento le emozioni sono state così intense che l’ho divorato in una sola notte.

La Cicerano ha un modo di scrivere che coinvolge tutti i sensi.

Il suo non è un semplice romanzo storico: è ricerca, cura dei personaggi e dei dialoghi. 

Le fonti sono verificate e precise, ben lontane da informazioni buttate lì a caso; c’è un’attenzione meticolosa ai dettagli, che vanno dai costumi alle abitudini di un tempo lontano.

E, in mezzo a tutto questo, batte il cuore di un sentimento tra due persone che gli anni non hanno scalfito.

C’è la rabbia, il rancore per le parole non dette, e poi c’è quell’amore profondo che porta una persona a rinunciare all’altra pur di non distruggerla.

I protagonisti, Raoul e Adelisa, sono un incastro imperfetto in un’epoca che pretendeva la perfezione.

E proprio su di lei, Adelisa, mi voglio soffermare.

L’autrice ha saputo tessere una trama che mette perfettamente in evidenza come le donne del tempo dovessero, purtroppo, combattere contro l’ignoranza.

All’epoca, infatti, una femmina che usava la testa veniva etichettata come strega, e non vista semplicemente come una donna capace di curare attraverso lo studio.

Una medichessa… non sentivo questo termine da quando frequentavo l’università. 

E, questo dettaglio, mi ha fatto capire, pagina dopo pagina, quanta ricerca approfondita ci sia dietro alla narrazione.

L’autrice non ha inserito nozioni storiche senza dare una spiegazione, e questo mi è piaciuto moltissimo.

La sua penna, per nulla pesante, guida il lettore a comprendere ogni dinamica, persino la scelta della protagonista di utilizzare una pianta curativa al posto di un’altra.

Quella di Gocce d’argento è una storia affascinante.

Passa decisamente in secondo piano il fatto che Ponteripa sia una licenza poetica e non esista nella realtà, perché il lettore, tra quelle mura, ci entra davvero insieme ad Adelisa, ci ritorna con Raoul e varca quelle porte accanto a tutti i personaggi secondari che fanno da perfetta cornice ai protagonisti.

Ho apprezzato molto, infine, Il taccuino delle erbe di Lisa, che attenzione non è frutto di fantasia, ma è anch’esso il risultato di uno studio accurato.

Non mi resta che consigliarvi caldamente questo romanzo.

Ringrazio l’autrice per questa meraviglia che ha creato e la casa editrice O.D.E., perché ancora una volta si dimostra una delle poche realtà serie presenti sul mercato.

 Anche in questo va fatta una distinzione, imparatelo signore: c’è chi tratta i libri come semplici numeri, e poi ci sono Barbara e Anna, che invece si prendono cura di ogni scritto come se fosse un tesoro prezioso.

Alla prossima!










26 giugno 2026

RECENSIONE - Ghost Love Song - di Tarja Manson

 




Titolo: Ghost Love Song

Autore: Tarja Manson

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: romantasy

Trope:#Ghostromance#smalltown#hauntedcastle#vergefulspirit#thementor

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 24/06

Pagine: 250 circa

Autoconclusivo: sì



Estate 1998

 

Luna sta attraversando un periodo di crisi e dolore personali quando, ai piedi dell’antica fortezza che domina il borgo, vengono ritrovati due corpi senza vita, riaccendendo antiche leggende e superstizioni.

Guidata da Michele, figlio del guardiano del castello, Luna esplora la fortezza ed è l’inizio di un incubo. Lasciata da sola nella torre diroccata, la ragazza entra in contatto con Angelo, lo spettro di una guardia del XVII secolo rimasto intrappolato per secoli tra quelle pietre.

Ignorando il buonsenso, Luna torna da lui notte dopo notte e, fra passaggi segreti e confessioni sempre più intime, scopre la sua storia.

Tra presenze e Male profondo, l’estate del 1998 nasconde pericoli molto più grandi di quanto Luna sia in grado di affrontare.

 



Bentrovate, anime belle,

nuova recensione per la O.D.E. Edizioni, che ci presenta un romanzo appartenente al genere che più amo: il Romantasy.

Ho letto decine di libri a riguardo, ma questo è del tutto singolare.

Mi è piaciuto?

Tanto che non riuscivo a staccarmi dalle pagine.

Vi si racconta la storia di Luna, una ragazza che sta attraversando uno dei periodi più bui della sua vita, quello in cui ogni certezza crolla: dall’amore all’amicizia, fino alla famiglia.

Ma è proprio quando si perde la speranza che arriva un miracolo, e non è detto che appartenga al mondo terreno.

La penna dell’autrice delinea alla perfezione le emozioni e i sentimenti della protagonista, che si trova catapultata in un mondo dove il reale si sovrappone all’incorporeo, e dove un angelo sarà capace di ribaltare ogni sua convinzione.

La cura nei dettagli e nella manipolazione delle leggende che aleggiano intorno al maniero di Aci Castello, nella bella Sicilia, ha reso tutto magico e vivo.

Mi è sembrato di essere lì con lei, una ragazza che si mostra forte ma è fragile di fronte al male: quello che viene dagli inferi, nato da un amore malato e protrattosi nei secoli.

Sul finale mi sono commossa per le parole di Angelo, per la reazione di Luna e per il suo perdere e ritrovare un po’ se stessa.

I dialoghi, gli amici che gravitano intorno alla protagonista e, per finire, quella nostalgia che viene dai tempi dei vecchi cellulari hanno completato l’opera.

Sono rimasta colpita e affascinata da questa lettura, che si annovera fra le mie preferite di questo anno editoriale.

Spero di cuore di poter leggere altro della Manson perché, come dico sempre, tutti possono scrivere Fantasy, ma pochi arrivano al cuore.

Le cinque piume sono meritatissime, anche se il romanzo ne varrebbe davvero di più.

A presto!





19 maggio 2026

RECENSIONE - Rondini al guinzaglio - di Alba Prattichizzo




Titolo: Rondini al guinzaglio

Autore: Alba Prattichizzo

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Contemporary

Trope:

#primoamore #firstlove #friendstolovers

#anni90 #nostalgia #millenials

#emotionalscars #secondchance

#smalltown

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 06/05

Pagine: 200 circa

Autoconclusivo: sì



Anna, dopo la laurea in medicina e chirurgia vive una vita lontana dal Sud. Racconta della sua adolescenza quando c’erano ancora vita, speranza e giovani disposti a vivere lì. Parla dell’incontro e della storia d’amore con Mattia, di estrazione sociale diversa, che le aveva insegnato tutto quello che al liceo non aveva potuto imparare sui libri.

Mattia narra il presente, la situazione di chi come lui è stato costretto a restare. La noia di una vita che non cambia mai, la confortante presenza degli amici di sempre e la difficoltà di portare avanti l’attività di famiglia in un paese prigioniero del pizzo.

Anna e Mattia danno voce al loro paese natio, San Severo, cittadina della Capitanata vittima da anni di un rassegnato declino. È la storia di chi ci è nato, di chi è partito, di chi è dovuto restare e di chi ancora sogna di andare via. È la storia di una generazione insoddisfatta, quella dei nati negli Ottanta, adolescenti a cavallo del Duemila, adulti del nuovo millennio.

Legati al loro paese da sentimenti diversi, si ritrovano dopo anni. In quell’occasione faranno i conti con quel guinzaglio che li ha sempre tenuti stretti alle origini e insieme riprenderanno le loro vite da dove le avevano interrotte.


“Perché a volte la felicità non è una meta, ma un ritorno.”

Un libro poetico, bello, che ti scalda il cuore. Semplice, ma di una semplicità piena, corposa, densa di tutto quello che solo i ricordi e l’amore che hai nel cuore possono alimentare.

La narrazione suggestiva, evocativa, si muove tra passato e presente scorrazzando fra ricordi, sensazioni ed emozioni che i protagonisti , Anna e Mattia, provano provocando al lettore (ancor di più se quest’ultimo è della loro stessa generazione) certe nostalgie: le compilation del Festivalbar; l’attesa trepidante e l’arrivo (finalmente!) dell’amore, quello con la “A” maiuscola; i diari scolastici custodi di tutte le confidenze più segrete; la Smemoranda; il Nokia 3210; gli “squilli” nel corso della giornata da parte degli amici per dire “ti penso”, perché prima i messaggi non erano gratis e potevi digitare solo pochi caratteri (erano gli anni in cui non esisteva ancora whatsapp); la “corsa ai posti” il primo giorno di scuola...

L’ambiente è quello di San Severo, luogo natìo dei personaggi, ma anche dell’autrice. San Severo, a cui è dedicato il romanzo, dà un’impronta fondamentale: nel modo di sentire dei protagonisti, di vivere le feste di paese, nel modo di essere percepito, nei problemi sociali di cui Antonio è simbolo, nelle forme dialettali presenti, perché certe cose dette in dialetto ti rendono quella particolare sfumatura che in italiano si perde, come il “piccerè” diverse volte usato da Mattia verso Anna che assume sfumature di infinita dolcezza e sottolinea l’attenzione e l’amore che quest’uomo non sa dire a parole, ma è tutto in quelle sette lettere.

I protagonisti sono Anna e Mattia, ma il loro gruppo di amici è un co-protagonista imprescindibile della storia con Giuseppe, Rino, Michele, Enzo e Federica. I ragazzi hanno stretto amicizia durante l’adolescenza e adesso, il matrimonio imminente fra Enzo e Federica, permette il riunirsi del gruppo al completo: Anna tornerà a San Severo per l’occasione.

Anna e Mattia si conoscono da adolescenti e il loro amore è quello tipico dell’età: spensierato, gioioso; poi gli studi portano Anna lontano da un paese che ha sempre desiderato lasciare e conquista la libertà, ma a caro prezzo perché si sentirà sempre triste e perché le “manca un pezzo” per sentirsi intera.

Mattia è rimasto a San Severo suo malgrado: i suoi sogni di diventare giocatore professionista sono stati infranti dalla morte del padre, del quale ha preso il posto nel negozio di ferramenta per senso di rispetto verso il genitore e di dovere verso la famiglia rimasta. Mattia, disilluso dalla vita, spera sempre di svegliarsi l’indomani con la consapevolezza di un futuro migliore, di una vita felice. Anche lui è “a metà” nonostante cerchi di accontentarsi di una vita che non ha scelto e di consolarsi con donne che non sono “lei”.

Belli questi protagonisti che si ritrovano adulti in occasione del matrimonio dopo essersi persi un pezzo di loro fra l’adolescenza e l’età adulta. Belli perché pieni di paure inconfessate a parole, ma “sentite” con il cuore, quello che non puoi ingannare, quello che svela la reale essenza dell’anima... belli perché trovano il coraggio di non negarsi alla felicità dopo aver vissuto come in apnea.

Mi è piaciuto molto Mattia, un uomo apparentemente duro, spaccone a tratti, ma buono, che si scioglie di tenerezza davanti alla nipotina Isabella e si domanda come sarebbe stato se fosse stato padre: “io a fare l’autoritario non sono bravo. Con le femmine poi (...) mi squaglio. E se avessi un maschio, faremmo squadra. Gli insegnerei a giocare a pallone, a essere leale con gli amici e galantuomo con le donne. Gli insegnerei a essere una brava persona, onesta e schietta (...) ad andare in bicicletta (...) ad abbracciare sua madre, a dire grazie e a salutare, a ridere forte e a correre lontano (...)”.

La figura di Antonio, l’amico perduto, quello legato al malaffare, credo sia un’importante presenza perchè spinge all’azione la popolazione di San Severo che, capitanata da Mattia, cerca di alzare la testa e di dire “no” all’omertà; presenza cattiva ma utile, paradossalmente, affinché Mattia, insieme ai suoi concittadini, tolto il guinzaglio, sia una rondine libera!

Ottimo!






 

13 maggio 2026

REVIEW TOUR - Riuscirò a tenerti per mano - PerlaNera


Titolo: Riuscirò a tenerti per mano

Autore: PerlaNera

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: new adult

Trope: #secretsandlies #emotionalscars #hatetolove

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 29/04

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: si



“Amore mio, un giorno troverai anche tu il principe che ti amerà come io amo tua madre e, anche se questo vorrà dire che passerò in secondo piano, sarò felice lo stesso per te”.
Non ero pronta ad affrontare la vita senza un punto di riferimento e, così, l’illusione del "e vissero felici e contenti" si è sgretolata come tutta la mia vita.

Annabelle ha vent’anni, ma nel cuore porta già il peso della vita.
Dopo una delusione d’amore, decide di lasciarsi tutto alle spalle e trasferirsi a Boston dall’unica persona che non l’ha mai abbandonata, Rosy. Qui, Annabelle ritrova l’entusiasmo e la gioia, ma soprattutto incontra Russell, una guardia giurata affascinante e misteriosa.
Tuttavia le paure e le insicurezze di Annabelle sembrano averla seguita.

Tra segreti e sensi di colpa, Annabelle dovrà trovare il coraggio di affrontare ciò che ha cercato di dimenticare.




Ho sempre apprezzato la O.D.E. Edizioni perché è una di quelle CE che dà una possibilità anche agli autori sconosciuti, curandone i testi e, soprattutto, le storie.

E questa, di storia, affronta una tematica a me molto cara.

L’editoria italiana vira spesso su argomenti che prevedono storie d’amore con un hate to love che incanta le lettrici: lui incontra lei, litigano, si odiano e poi si amano.

La storia di PerlaNera è un po’ diversa: qui i mostri indossano la maschera da principe azzurro, mentre i veri principi preferiscono nascondersi dietro il sarcasmo.

Fra queste pagine il rimorso, il dolore e il senso di ingiustizia strisciano in ogni parola.

C’è una nuova canzone di Ligabue, presentata proprio la settimana scorsa, che ben si sposa con questo romanzo; quindi, se ancora non lo avete letto, vi consiglio di farlo, magari con quella musica in sottofondo.

Capirete tante cose.

Nonostante la scrittura sia ancora un po’ acerba, l’autrice è riuscita a costruire una storia di una certa portata.

Parla di attualità, di un mostro che, ahimè, ha fatto visita a molte donne.

Parla di dignità rubata e di un orgoglio che non è stato strappato via insieme all’innocenza.

Racconta di una giovane che tenta di risalire dall’abisso e di un uomo che, nonostante l’ironia, cerca di non farla affondare.

È un romanzo dove lo spicy non distrugge, ma cerca di ricostruire l’accettazione di un corpo che sembra diventato estraneo: il tutto trattato con estrema delicatezza, com’è giusto che sia in questi contesti.

La penna di PerlaNera non è perfetta, è un’autrice che può crescere, ma ha delle potenzialità non indifferenti e racconta storie che meritano di essere apprezzate. 

Non posso dare il massimo dei voti, proprio per quelle imperfezioni e per uno stile narrativo ancora immaturo, ma posso garantirvi che è un libro che merita assolutamente di essere letto.

A presto!

 


27 aprile 2026

REVIEW TOUR - La Lady di Didcot House - di Angela Gravina

 




Titolo: La Lady di Didcot House
Autore: Angela Gravina
Editore: O.D.E. Edizioni
Genere: regency
Trope: 
#recencyromance
#rebellady
#Stagionelondinese
#hatetolove
#matrimonidiconvenienza
Pov: prima persona
Prezzo ebook: € 3,49 
Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 22/04
Pagine: 350 circa
Autoconclusivo: si

 Oxfordshire, 1820

 

Emily Kipling, figlia del Duca di Bunbury, ha ventisette anni ed è ancora nubile.

È una giovane donna brillante, con idee moderne, forse troppo sia per la società sia per il quieto vivere con la madre.

Il giorno del suo compleanno, il padre le intesta l'intera tenuta di Didcot suscitando lo stupore dell'intera comunità. Eppure, è solo quando il misterioso americano scapolo Lord Nicholas Knight diventa proprietario della tenuta confinante che le cose, per Emily, cambiano davvero.

 

Con la Stagione alle porte, la Lady di Didcot House dovrà fare i conti con Lord Knight e, soprattutto, con il suo cuore ribelle.



Bentrovate, anime belle! Oggi un nuovo review tour per la O.D.E. Edizioni. Questa volta parliamo di un romanzo ambientato in epoca Regency.

Ma partiamo proprio da questo: di storici ne leggo tanti e, a mio parere, pochi riescono davvero a conquistare il lettore.

Quasi tutti, inoltre, sono caratterizzati dalla terza persona con narratore esterno. Avevo letto un unico storico in prima persona e mi ero ripromessa di non farlo più; immaginate quindi la mia faccia quando ho iniziato a sfogliare questo romanzo.

Direte voi: “Ma c’è la scheda tecnica da cui si evince!”.

Il punto è che, quando arriva un libro della O.D.E., non guardo mai nulla: accetto e basta, perché è una delle poche case editrici che, a mio avviso, lavora benissimo.

Ma torniamo alla mia espressione...

Ho fatto un respiro profondo, ho iniziato a leggere e... ho finito senza rendermene conto. Sono dunque arrivata alla conclusione che non sia il POV (punto di vista) a fare un libro, ma chi lo scrive.

Che sia uno storico, un contemporaneo o un fantasy, ciò che definisce il romanzo è la penna dell’autrice.

Nello specifico quella di Angela Gravina, a cui faccio i miei complimenti.

Vivere uno storico per come lei lo ha scritto è stato come osservare tutto attraverso gli occhi della protagonista: studiarsi allo specchio indossando un abito di quelli che ognuno di noi ha sognato di portare almeno una volta; sentire i profumi, le sensazioni e le emozioni che arrivavano dritte allo stomaco ogni volta che la ribelle Lady Emily Kipling si scontrava con l’enigmatico Lord Knight.

Esilaranti i loro battibecchi e l’incapacità di trattenersi di Lady Emily, una donna che suscita scalpore in una società dove la figura femminile è vista quasi come una presenza incapace di intendere e volere.

Lady Kipling spiazza tutti con le sue idee moderne, che la mettono in cattiva luce nei salotti della Londra “per bene”.

Alcune storceranno il naso leggendolo, ne sono convinta, ma andiamo, signore: leggere significa aprire i propri orizzonti, e c’è chi si prende licenze “poetiche” molto più evidenti.

Io sono per la modernità, proprio come la cara signorina di Didcot House.

Le sue idee, il suo modo di rapportarsi e di vivere una società mascherata da falsi perbenismi mi sono piaciuti moltissimo, così come la storia d’amore, divertente e tormentata, parte integrante del racconto.

La prosa dell’autrice è leggera ma ricca di particolari che mi hanno entusiasmata e che, paradossalmente, mi sono rimasti impressi più di quelli riportati in molti storici “pomposi”.

Credo che la Gravina abbia esteso la modernità della sua protagonista alla scrittura: una penna curata, ironica e precisa.

Lei, musicista (da quanto ho letto nella biografia), ha creato un romanzo allegro e vivace come le musiche che venivano suonate nelle grandi sale da ballo, senza però far mancare la sensualità e lo scandalo tipici del valzer.

Chi mi conosce sa che non baso la mia recensione sulla trama o sulla storia del romanzo – quella possono leggerla tutti – ma parlo di ciò che il testo mi ha lasciato.

E, in questo caso, l’ho adorato

In conclusione, è un romanzo che consiglio vivamente.

Liberatevi però dagli stereotipi: leggetelo con mente aperta, priva di convinzioni e preconcetti che portano a dire che un romanzo storico sia bello solo se scritto in terza persona.

Non è il POV a definire uno scritto, ma la penna dell’autrice e, in questo caso, fidatevi: non ve ne farà pentire.

A presto!






24 aprile 2026

REVIEW TOUR - Perfect for me - di Alessandra Cigalino

 




Titolo: Perfect for me

Autore: Alessandra Cigalino

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: College romance

Trope:

#Bullyromance

#Collageromance

#sportromance

#touchherandyoudie

#suspense

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 prezzo lancio prime 24h 2,99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 15/04

Pagine: 300 circa

Dilogia: si

Autoconclusivo: no

Da dieci anni, Eleanor cerca di sopravvivere nascondendosi dietro quella corazza che ha costruito con tanta fatica.

Da tutta una vita, Tyler finge di essere solo un ragazzino viziato pieno di soldi fino al midollo.

Due giovani devastati da un passato colmo di dolore e un Amore che dovrebbe essere unico e perfetto come la rosa tatuata sul petto di Tyler.

Ma ogni rosa ha le sue spine e in Eleanor e Tyler affondano nella carne e nell'anima.



Nonostante abbia finito di leggere il romanzo in tempi brevissimi, ho dovuto prendermi un paio di giorni per elaborare la recensione.

In genere scrivo di pancia, eppure in questo caso le emozioni sono state così tante che ho dovuto “respirare”.

Quando dico “respirare” non mi riferisco a qualcosa di brutto, ma a un'intensità tale che ti lascia, al momento, senza parole.

Sostengo sempre che siamo ciò che scriviamo o, almeno, per molte di noi è così.

E forse è stato proprio questo a bloccarmi nello scrivere la recensione nell’immediato.

 La storia di Alessandra si porta dietro un carico di emozioni e sentimenti che, mi auguro, possano arrivare a tutti.

Non è un semplice college romance, né un romanzo con scene spicy buttate lì giusto per riempire le pagine. Se dovessi descrivere il libro, o meglio la sua protagonista, con un solo termine, sarebbe “Resilienza”.

Ho visto – è il caso di dirlo quando leggi un romanzo come questo – il volto di Eleanor attraversato da una miriade di espressioni.

Ho letto nei suoi occhi quella tristezza profonda che solo chi ha perso qualcuno di importante può comprendere.

Ho sentito il suo dolore quando veniva ferita con parole che non dovrebbero mai uscire dalla bocca delle persone.

 E poi, attraverso il suo sguardo, ho incrociato quello di un giovane che fa di tutto per non mostrarsi per ciò che realmente è.

Due pezzi di un puzzle chiamato vita.

Una vita che non ha risparmiato niente a entrambi, ma che li ha condotti l'uno nelle braccia dell’altra.

Forse perché chi conosce la parola “dolore” sa riconoscerlo nell’altro, o forse, chissà, fa parte di un intreccio di trama costruito a regola d’arte dall’autrice.

 I misteri verranno svelati nel secondo volume ma, nel primo, care amiche lettrici, il vostro cuore rimarrà lì con loro, imbrigliato in parole e situazioni che vi lasceranno comunque qualcosa addosso.

Io non so cosa riserverà il sequel di questa storia, ma non vedo l’ora di scoprirlo. Un capitolo extra non basta a racchiudere due protagonisti deboli e forti allo stesso tempo; due protagonisti che non hanno ancora coscienza della portata del sentimento che li tiene legati, nonostante tutto.

 Faccio i complimenti ad Alessandra, che conosco come una persona dolce e sempre rispettosa.

E quel rispetto lo senti anche nel suo romanzo: nella carezza che Tyler lascia sul viso di Eleanor, nel suo sguardo e in quel prendersi cura di lei senza una ragione apparente.

Le cinque piume sono meritatissime, in attesa del volume finale di questa dilogia che consiglio a tutti coloro che, in qualche modo, hanno conosciuto la parte meno dolce della vita, ma che hanno ricominciato a crederci trovando alle loro spalle un angelo silenzioso, disposto a tutto pur di rivedere il sorriso su un volto che ha conosciuto ben altro.