19 gennaio 2026

REVIEW TOUR - Sopra una zolla rosso mattone - di Emma Scacco

 




Titolo: Sopra una zolla rosso mattone

Autore: Emma Scacco

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: contemporary romance

Trope: slowburn - singlemom - butteri - hatetolove - forcedproximity - familypower

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49 prezzo lancio prime 24h 2,99

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 14/01

Pagine: 400 circa

Trilogia: No

Autoconclusivo: Sì



Da tre anni Celeste Ferrario vive nascosta a Milano, in un appartamento che non sente suo, lavorando di notte e contando i giorni.

 L’unica cosa che la tiene in piedi è sua figlia Cecilia.

 Tutto il resto – la carriera, la terra, il futuro – è rimasto sepolto altrove.

Saul Corsi è l’uomo che Celeste non avrebbe mai voluto rivedere.

Un amore adolescenziale trasformato in colpa, una ferita che nessuno dei due ha mai davvero chiuso.

Quando Saul torna nella vita di Celeste, il passato non chiede permesso.

Riapre il dolore, la rabbia, i silenzi.

 E costringe entrambi a fare i conti con ciò che è stato e con ciò che è rimasto.



Questo è il quarto libro che pubblico con la ODE edizioni, racconto le avventure della famiglia Corsi romanzi ambientati nella Maremma Toscana.

Prima di Sopra una zolla rossa mattone, potete trovare in ordine di pubblicazione:

Sotto un cielo carta da zucchero

Sopra un giaciglio giallo paglierino

Sotto una coperta bianco latte 




Ritornano la famiglia Corsi ed Emma Scacco con il suo amore per i cavalli, che fanno da sfondo a ogni sua storia.

Una trama non semplice, ma in fondo la vita lo è?

Spesso ci si crogiola in romanzi d’amore privi di complicazioni; io invece apprezzo e ammiro questa autrice perché ha la capacità di non indorare la pillola, mostrandoti la realtà nuda e cruda così com’è.

In questo libro Emma ci fa conoscere un altro fratello: Saul Corsi.

Lui porta le ferite sulla pelle e nell’anima. Lo accompagnano la quiete e la sua terra, la Maremma Toscana.

Lì, in mezzo alla natura, quelle cicatrici bruciano meno, ma il cambio del tempo riporta a galla il dolore.

Quando un membro della sua famiglia necessita di aiuto, lui torna indietro tra i ricordi che lo dilaniano, mettendoli però da parte: è ciò che accade quando si vuole restituire il sorriso a un fratello o a una sorella acquisita.

Tre tocchi a una porta e ciò che si tenta di confinare in un angolo del cuore torna prepotente a ricordarti che, anche se il tempo passa, quello che ci si lascia alle spalle resta sempre a un passo da noi.

Celeste Ferrario ha deciso di nascondersi al mondo, di annullarsi come persona e identità per un motivo ben preciso.

Ma su quell’uscio tutto cambia e ciò che è stato sepolto ritorna con forza tra loro.

Mi fermo qui perché non amo riassumere la trama, che si può leggere nella quarta di copertina; ciò che amo fare è andare oltre le righe e leggere, in qualche modo, l’anima di un’autrice.

In queste pagine trovo un amore immenso per gli animali, dotati di una sensibilità che supera quella dell’uomo.

Uno sguardo o una carezza tra la criniera e loro sanno già capirti, percependo lo stato d’animo che in quel momento oscura la tua anima.

I cavalli sono esseri meravigliosi che non dimenticano: osservandoli, capisci di chi puoi fidarti e di chi no.

Emma si dimostra sensibile anche alla causa di quelle donne che troppo spesso si trovano sole ad affrontare mostri travestiti da angeli.

Nelle sue parole racchiude la forza del sesso considerato "debole", mettendolo in primo piano insieme all’amore di una famiglia che si stringe sempre attorno a chi ha bisogno.

I Corsi non temono i pericoli: si muovono insieme come un esercito disposto a espugnare qualsiasi fortezza nemica pur di trarre in salvo chi amano.

Un bel romanzo, tuttavia ho avuto l’impressione che sia cambiato qualcosa nello stile narrativo dell’autrice; l'ho avvertito quasi come una nota stonata.

A tratti sembrava di leggere qualcosa di meccanico, ma può essere una sensazione soggettiva.

La storia è valida e spero di tornare presto a leggere della famiglia Corsi e di quegli animali che conosco molto bene. 

A presto







15 gennaio 2026

RECENSIONE - "Le Petit Sort- Incantesimo a Parigi" - di Filomena Iovinella

 




"Le petit sort" nasce da un libro di una sconosciuta, commissionato da Inge per rabbia e per dispetto nei confronti dell'amico Andrea e realizzato dall'autrice Raia. La sua lettura lasciata e poi ripresa nel tempo dal protagonista Andrea, suscita una serie di reazioni e di trasformazioni significative. Conoscere e riconoscere le attitudini di ognuno, insieme alla strada della propria autentica realtà, resta l'impresa.


Oggi vi parlo di "Le Petit Sort" di Filomena Iovinella, che è stata per me un'immersione completa nelle correnti sotterranee dell'animo umano.

La narrazione prende il via da un paradosso: un atto di risentimento. Ma le parole hanno un potere che sfugge al controllo di chi le evoca. Quello che doveva essere un colpo basso si trasforma in un catalizzatore di rinascita. Andrea da semplice lettore diventa un uomo che accetta la sfida del testo, lasciandosi scalfire, modellare e infine guarire da una storia che sembra scritta apposta per lui.

La penna di Filomena Iovinella è pura poesia in movimento. Elegante, densa di simbolismi e mai scontata. Non descrive solo luoghi, ma stati d’animo. La sua scrittura infatti è un flusso ininterrotto di immagini e sensazioni.
I suoi personaggi sono ritratti con una lucidità disarmante: sono feriti, complessi, straordinariamente imperfetti. È nella loro cruda e toccante umanità che il romanzo trova il suo cuore pulsante, spingendoci a riconoscere in loro frammenti della nostra stessa esistenza.
Accanto ad Andrea e Inge, ruotano diverse figure, ma quella che a mio avviso spicca di più è sicuramente Raia, la scrittrice misteriosa le cui parole bruciano e illuminano al tempo stesso, capaci di entrare nel profondo degli animi.

La trama, seppur colta e stratificata, mantiene un ritmo incalzante che tiene legati alle pagine, desiderosi di scoprire dove porterà questo "incantesimo" letterario.

Consiglio la lettura a chi non teme di guardarsi dentro, a un pubblico che cerca nella letteratura una bussola per l'interiorità.





RECENSIONE - Finché crimine non ci separi - di Maria Teresa Steri




Titolo: Finché crimine non ci separi
Autore: Maria Teresa Steri
Data di pubblicazione: 5 dicembre 2025
Genere: thriller psicologico
Pagine: 366
Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 12 €
Disponibile con abbonamento Kindle Unlimited.

 
“Stella... lo ha ucciso lei”.
Sono le ultime parole che Nico riesce a cogliere dall' uomo appena travolto da un furgone. Dovrebbe riferirle alla polizia? O è meglio tacere?
Tutto si complica quando incontra Stella, la moglie della vittima: una donna magnetica ed enigmatica, con un passato oscuro che la perseguita.
Tornato al suo paese natale per ricucire i rapporti con l'amata cugina Viola, Nico si ritrova intrappolato in una rete di segreti e menzogne sempre più stretta. Stella lo manipola, lo seduce, lo trascina in un patto da cui non può più tirarsi fuori – mentre Viola, fragile e imprevedibile, precipita in un baratro da cui nessuno potrà più salvarla.
Ogni tentativo di coprire un crimine ne genera un altro, in una spirale di colpa e disperazione dove nessuno è davvero innocente. Tre vite si intrecciano verso un punto di non ritorno. Perché quando si sceglie di proteggere a ogni costo chi si ama, il confine tra giusto e sbagliato si dissolve in fretta.



 Nico ritorna al suo minuscolo paese natale, Foscone, per ricucire i rapporti interrotti con la cugina Viola, approfittando della notizia che lei è prossima alle nozze. Il loro è sempre stato un legame molto forte, ecco perché lui non riesce a capacitarsi di questo allontanamento di cui sospetta la causa sia il compagno della cugina, Andrea. Mentre Nico cerca di trovare il coraggio di avvicinarsi a Viola, assiste a una lite fra uomini, finché uno dei due per sfuggire alle minacce dell’altro scappa finendo travolto in un incidente. È Nico a soccorrerlo e a raccogliere dal malcapitato, Mariano Cellini, la frase “è stata lei a ucciderlo”. Da qui inizia la trama vera e propria di questo thriller psicologico dove la necessità di salvarsi la pelle fa a pugni con la coscienza e la morale: l’incidente capitato a Mariano, il volere riconquistare la cugina da parte di Nico, l’organizzazione di una cena, intrecciano le vite dei personaggi in segreti, crimini e speranza di un riscatto che proviene dai giochi di diffidenza e fiducia obbligatoria fra estranei.

Sono tutti personaggi di un certa caratura i protagonisti di questo libro: non ci sono buoni e cattivi, ma solo individui che dinnanzi a una scelta, scorretta o pessima, mostrano di avere soglie di corruttibilità differenti per poi ritrovarsi sullo stesso piano, più o meno complici. E non ci sono neanche vittime vere e proprie, perché anche di quelle, sono mostrati i risvolti della medaglia. Certamente sono personaggi che affascinano proprio per questa ambiguità, per questo stare in equilibrio (neanche tanto stabile, in verità) tra bene e male: Nico, uomo per bene, padre di famiglia responsabile e corretto si troverà a fare i conti con la sua integrità morale in nome dell’amore per la cugina Viola; Stella, donna sofisticata, intelligente, composta e riflessiva sembra avere un’anima nera, nonostante gli innumerevoli ripensamenti sulle azioni passate e future e, a volte, i sensi di colpa liquidati con la considerazione che “ciò che è stato fatto bisognava farlo per limitare i danni”; Viola, colei che ti intenerisce con la sua continua lotta (perdente) contro la bilancia e ti sconvolge con la sua puerilità e il suo candore indefinibili, una personalità multiforme che si mostra nella sua reale essenza nel momento in cui viene meno la sua più grande consolazione: il micio Mammolo.

Il confine fra ciò che è giusto perché universalmente riconosciuto e ciò che si ritiene personalmente giustificato per l’amore che si prova verso una persona è davvero labile in questo nuovo lavoro della Steri: non riesci ad amare o odiare questo o quell’altro personaggio, ma solo a seguirne gli eventi ringraziando di non dover essere tu a fare determinate scelte e sperando di non doverti trovare mai a farle, perché puoi ritenerti integro quanto vuoi, ma non lo sai mai fino in fondo se non ti trovi a tu per tu con “la scelta” che cambierà tutto. Una considerazione, certo, l’ho fatta: quando si rompono certi rapporti, forse bisognerebbe accettarli e non cercare di ricucirli, forse quella potrebbe essere una rottura salvifica!