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14 aprile 2023

RECENSIONE: - “Il monarca pallido” - di Alessio Filisdeo

 



“Il monarca pallido” di Alessio Filisdeo


USCITA: 5 marzo 2023

E-BOOK: 3,99 €

CARTACEO: 16,15 €

PAGINE: 151

EDITORE: Dark Abyss Edizioni

GENERE: dark fantasy


Eva è unica. Tramite esperimenti esoterici di inenarrabile tormento la loggia degli Uomini Gufo l’ha resa una Dea, un essere immortale attraverso cui perseguire sogni di smodata grandezza. Ma che accade quando una simile creatura sceglie di ribellarsi ai suoi creatori? Attraverso secoli, epoche e imperi, Eva consacrerà la sua eterna esistenza allo sterminio di coloro che la misero in catene, mostri all’ombra della storia tramano il dominio assoluto e il ritorno degli Antichi. L’Apocalisse incombe e il Monarca Pallido osserva in attesa.



Non sempre la consapevolezza di essere unici al mondo, di possedere l’immortalità che ogni essere umano brama non è poi così bello. Ed è questo il caso di Eva, protagonista del romanzo di Alessio Filisdeo, che odia la sua condizione di Dea, detesta tutto il dolore e le torture inflittele dai perfidi Uomini Gufo, suoi aguzzini, per averla resa ciò che è. Ella desiderava una vita normale, come una ragazza qualsiasi, per questo è decisa più che mai a vendicarsi di quelli che lei considera mostri orrendi privi di scrupoli.

Fin dall’inizio del romanzo il suo smisurato odio per chi l’ha torturata è palpabile, lo si avverte in ogni momento, così come la sua inesauribile sete di vendetta, nonostante a mio avviso il suo personaggio – così come anche gli altri protagonisti che verranno fuori nel corso della vicenda – non sono presentati in maniera sufficientemente esaustiva al lettore, che a tratti potrebbe faticare a comprenderne la natura e la collocazione nella storia.

La scrittura dell’autore è indubbiamente molto ricercata, precisa e contestualizzata all’interno del racconto, le ambientazioni sono descritte egregiamente, permettendo al lettore di avere ben chiara l’atmosfera in cui ci si trova, tuttavia trovo sia una scrittura eccessivamente elaborata e che, a tratti, rende la lettura un po’ lenta seppur perfettamente comprensibile.

Le scene di lotta e i colpi di scena non mancano, sono ben strutturati e coerenti coi personaggi e il loro ruolo nella narrazione, ma del Monarca Pallido, personaggio che dà il titolo al romanzo, quasi non se ne parla durante lo svolgimento dei fatti se non alla fine, e questo l’ho trovato un punto a sfavore dell’autore, in quanto l’intero racconto a tratti si discosta in maniera abbastanza netta dalla trama del romanzo, correndo il rischio di confondere il lettore durante la lettura.

Nonostante queste mie perplessità, nel complesso resta comunque un buon romanzo che merita di essere letto; la bravura dell’autore nel elaborare storie di questo genere resta comunque indiscutibile.

In attesa di sapere come la pensate voi su “Il monarca pallido” vi mando un grandissimo abbraccio e vi do appuntamento alla prossima recensione.

Un affettuoso saluto,





23 marzo 2023

RECENSIONE: - "Ash: l’incubo: i misteri paranormali di Fedor Chestel e Delvin Fraser” - di Victoria M. Shyller








 “Ash: l’incubo: i misteri paranormali di Fedor Chestel e Delvin Fraser” 

di Victoria M. Shyller


GENERE: Horror Gothic


USCITA: 7 settembre 2022

E-BOOK: 2,99 € CARTACEO: 12,00 €

PAGINE: 232

EDITORE: self publishing



Regione del Kenter.

Una serie di tragici eventi sconvolge la comunità di Ash. Tredici bambine muoiono

in circostanze misteriose. Nessuno sembra interessarsi alla vicenda finché non ne

viene informato il Governatore Arthur Kerrington, che invia nel piccolo villaggio due

giovani investigatori: Fedor Chestel e Delvin Fraser.

Inizia così un’indagine che trascinerà Fedor e Delvin in un inferno di sangue e

morte. La trappola di un passato in sospeso e tornato a reclamare i conti aprirà

scenari inaspettati cambiando per sempre le loro vite.

Ash: l’incubo è il primo capitolo della serie letteraria paranormal/gothic, a puntate,

dal titolo I misteri paranormali di Fedor Chestel e Delvin Fraser.




Perdere un figlio è qualcosa di terribile, di devastante, un dolore impossibile da

controllare. Nella minuscola cittadina di Ash sono tredici le famiglie che stanno

provando questo immenso dolore; tredici bambine innocenti rapite e uccise

barbaramente da un misterioso e spaventoso assassino, che sembra intenzionato a

far dilagare paura e terrore in paese.

Quello che i cittadini stanno vivendo è un vero e proprio inferno, dentro il quale

verranno buttati anche due giovani investigatori, Fedor Chestel e Delvin Fraser,

protagonisti del racconto.

Il ritmo della storia è frenetico e vivace fin dalle prime pagine, motivo per il quale

sono riuscita a immergermi appieno nel racconto fin da subito. La scrittura fluida,

corretta e precisa dell’autrice, che ha saputo utilizzare espressioni e parole adatte

non solo al tipo di storia, ma anche all’epoca in cui si svolgono i fatti, è in grado di

dipingere nella mente del lettore ogni fotogramma della vicenda. Sia le parti più

crude che quelle più “leggere” sono spiegate in maniera precisa, senza appesantire

la lettura.

Lo stile della Shyller si sposa perfettamente con il genere letterario del racconto,

un mix perfetto di horror, gothic e thriller, sapientemente dosati e amalgamati in una

storia omogenea, densa di suspense e colpi di scena.

Se le ambientazioni sono descritte al lettore in modo molto accurato e preciso, lo

stesso non si può dire dei vari protagonisti della storia che invece, a mio avviso,

non sono presentati in maniera sufficientemente esaustiva, rendendoli quasi uno

sfondo secondario alla vicenda narrata, in quanto alcune dinamiche personali

saltano fuori improvvisamente durante lo svolgimento dei fatti, rischiando di

confondere il lettore e portarlo fuori strada.

Nonostante questo aspetto “negativo”, nel complesso posso dire che si tratta di

un buon racconto, valido e meritevole di essere letto da tutti, soprattutto dagli

amanti del genere.

In attesa di avere un vostro riscontro su questo racconto, vi auguro una

piacevolissima lettura e vi do appuntamento alla prossima recensione.

Un forte abbraccio,





15 marzo 2023

RECENSIONE: - "La Maledizione dei Sigilli - Hinnon Vol.1" - di Sharon Franco Yuma

 




~La maledizione dei sigilli – Hinnon

~Autrice: Sharon Franco Yuma

~Genere: Dark fantasy

~Tipologia: Primo volume di una trilogia

~Uscita: 31 ottobre 2022

~Prezzo: promo a 0,99, poi 2,99 euro

~Casa Editrice: Blueberry Fantasy Edizioni

~Pagine: circa 400

Un mese prima del suo diciottesimo compleanno, Moon Walsh viene convocata dalla direttrice della casa-famiglia in cui vive da otto anni per conoscere le sue intenzioni una volta divenuta maggiorenne. La giovane ha già i suoi piani: vuole la sciare la struttura, teatro delle sue tristezze, e rintracciare la madre. Per riuscirci, però, ha bisogno del suo fascicolo personale. Quella stessa notte, le e Samael, l’unico amico che ha, si intrufolano nell’ufficio della direttrice, ma al posto dei documenti trovano solamente un libro, il “Cantico lunare”, con inciso il nome
di Moon.

Confusa, inizia a leggerlo: la storia narra le vicende di Lilith, una ragazza incinta, e di suo fratello Sanders, reso malvagio dalla brama di potere provocatagli dal medaglione stregato che hanno appena trovato. Il medaglione è, in realtà, la chiave del sigillo per l’entrata dell’inferno, creato dal re degli inferi, Hinnon, per ingannare la Dea Lunam, garante dell’equilibrio; al di là del sigillo si nasconde un potere immenso, pericoloso per chiunque. Dalle pagine del libro, inoltre, cade un foglietto che riporta un indirizzo di Roma; che ci fa quel pezzo di carta in un manoscritto del genere? E perché sulla copertina vi è scritto il nome di Moon?

In fuga dalla casa-famiglia, la giovane e Samael si rifugiano al Pantheon, un circolo in cui entrano in contatto con Morgan, ragazzo scontroso ed enigmatico, e con una realtà che Moon non immaginava potesse esistere, tra sogni premonitori e creature soprannaturali. Samael, criptico, razionale e apparentemente corroso da un tarlo interiore, sembra invece conoscere molta gente lì, ma si rifiuta di dare spiegazioni.

E il “Cantico”, pagina dopo pagina, sembra diventare sempre più reale e credibile…




Credo che non possa esistere nulla di più brutto che essere abbandonati dalla propria madre, dopo che con lei hai vissuto i primi dieci anni della tua vita, in una struttura fredda e anonima, con la promessa che
sarebbe tornata a riprendervi, senza però far mai ritorno. Questo è ciò che è successo alla giovane Moon Walsh, protagonista di questa storia.

Per otto, lunghi anni Moon ha sempre sperato di veder tornare sua madre, di potersi ricongiungere con lei…ma invano.

Fin dalle prime righe di questo appassionante romanzo, mi sono subito immedesimata nella protagonista, calandomi appieno nella storia e vivendo sulla mia pelle ogni singola emozione provata dai vari protagonisti, grazie alla grande padronanza della scrittura da parte dell’autrice, impeccabile sotto tutti i punti di vista, sia lessicali che grammaticali.

Fin da subito, ho empatizzato con la giovane Moon che si è ritrovata da sola, con Samael come unico amico, a dover affrontare una realtà che mai avrebbe pensato esistesse; un passato di cui non ha memoria e che le è stato tenuto nascosto per anni, un futuro oscuro e pericoloso da affrontare e una serie infinita di menzogne e inganni che porteranno la ragazza a chiedersi chi lei sia realmente.

La maestria dell’autrice nel raccontare ogni singolo avvenimento è straordinaria, l’alternarsi tra presente e passato, attraverso i capitoli del “Cantico”, è la mossa vincente, a parer mio, per permettere al lettore di comprendere perfettamente l’intera storia, il tutto condito con una serie interminabile di colpi di scena che rendono la storia incalzante, mai banale e in grado di tenere il lettore incollato alle pagine, desideroso di andare avanti e capire come la storia si sarebbe sviluppata.

La scrittura è estremamente scorrevole e chiara, soprattutto nei capitoli relativi al “Cantico”, di facile comprensione e ricercata al punto giusto, senza però essere troppo elaborata o “fuori moda”. Ho apprezzato moltissimo l’aggiunta, lungo la narrazione, di parti di discorso derivanti da ciò che i vari protagonisti pensavano nei vari momenti; mi ha dato l’impressione di avere di fronte, come nei film, il cosiddetto “voice over”, quella voce fuori campo che a tratti racconta cosa sta succedendo, una finezza stilistica molto azzeccata e d’impatto, che permette all’intera storia di “arrivare” meglio al lettore.

Le ambientazioni sono molto belle e suggestive, perfettamente adatte al tipo di storia, con una cura dei particolari che mi sento di considerare eccellente, perché mi ha permesso di creare nella mia mente ogni luogo, come se fossi davvero lì, e questo lo considero di estrema importanza quando si parla di fantasy, o dark fantasy come in questo caso.

Posso dire, senza ombra di dubbio, che “La maledizione dei sigilli – Hinnon” sia uno dei dark fantasy più belli che mi sia capitato di leggere; una lettura che consiglio caldamente a chiunque, anche a chi non è appassionato di questo genere, perché è una storia in grado di catturare chiunque.


Detto ciò, in attesa di leggere il secondo volume di questa meravigliosa trilogia, faccio i miei calorosi complimenti alla Franco per questo piccolo, grande capolavoro, mentre a tutti voi auguro una piacevolissima lettura e vi do appuntamento alla prossima recensione.


Un abbraccio grande,







17 febbraio 2023

RECENSIONE: - "La bella Vasilisa, Baba Yaga e la bambola benedetta" - di Antonella Vigliarolo

 



“La bella Vasilisa, Baba Yaga e la bambola benedetta” di Antonella Vigliarolo


USCITA: 18 novembre 2021

E-BOOK: 2,99 €

CARTACEO: 12,35 €

PAGINE: 96

EDITORE: Dark Abyss Editore

GENERE: dark fantasy


Vasilisa è una fanciulla dal cuore buono e dall’animo coraggioso, conduce una vita serena e operosa insieme ai suoi amati genitori, nella loro fattoria. Finché un giorno una misteriosa malattia colpisce sua madre. Prima di morire, la donna le affida un cimelio di famiglia segreto e potente: una bambola benedetta. Proteggerà Vasilisa e la soccorrerà nei momenti disperati, ma non potrà sottrarre òa ragazza alle prove che il destino ha in serbo per lei, tra cui un incontro con la terribile Baba Yaga, strega potente e vendicativa che vive nel cuore della foresta. Ma Vasilisa saprà vincere le avversità, grazie alla benedizione della bambola ma anche perché lei ha la tenacia delle stelle: sa brillare più forte per resistere agli attacchi del buio.





Vasilisa abita in un piccolo paese contadino in Russia, insieme ai suoi genitori. Non sono benestanti e il padre è spesso in giro per lavoro per molto tempo, ma nonostante ciò la ragazzina è felice e non si tira mai indietro quando si tratta di aiutare sua mamma nelle faccende di casa.

Vasilisa e la mamma hanno un rapporto profondo e colmo d’amore, e quando la donna si ammala e muore, per Vasilisa è un dolore immenso. Ma sua mamma ha voluto farle un ultimo regalo prima di morire, un misterioso e potente cimelio di famiglia, una piccola bambola benedetta. La donna, sul letto di morte, fa promettere alla figlia di prendersi cura della bambolina e di non farne parola con nessuno; essa l’avrebbe aiutata nei momenti di difficoltà.

La storia di Vasilisa mi ha colpita positivamente fin da subito. La storia è scritta molto bene, l’autrice ha avuto la capacità di raccontare, in meno di cento pagine, una storia avvincente e decisamente dark, un genere che io apprezzo moltissimo.

I personaggi sono ben caratterizzati, le loro emozioni traspaiono bene tra le righe e sono riuscita a immedesimarmi in ognuno di loro; si riesce a percepire chiaramente ogni loro stato d’animo e questo è un aspetto fondamentale affinché un romanzo “arrivi” al lettore.

Andando avanti nella lettura, vediamo la giovane e bella Vasilisa alle prese con una matrigna e due sorellastre estremamente cattive nei suoi confronti, che la trattano come una sguattera e non perdono occasione di umiliarla, mentre il padre è lontano da casa per lavoro. Nonostante le molte diversità presenti, non ho potuto fare a meno di notare delle somiglianze con la favola di “Cenerentola”. Allo stesso modo, quando Vasilisa si reca dalla cattiva e potente strega Baba Yaga per chiederle un lume in prestito, alcune somiglianze con la favola “Hansel e Gretel” fanno capolino tra le righe, dal momento che Baba Yaga minaccia Vasilisa di mangiarsela a cena se la ragazzina non avesse svolto i compiti assegnatigli in maniera precisa e impeccabile.

Dall’inizio alla fine il ritmo è incalzante, la vicenda procede in maniera rapida, ma nonostante ciò l’autrice ha saputo raccontare la sua storia in maniera esaustiva e ordinata, cosa a mio avviso non facile quando si tratta di scrivere una novella .

Nonostante alcuni aspetti negativi che, a mio parere fanno perdere qualche punto al romanzo, nel complesso posso dire di aver letto una bella storia che vi consiglio di leggere, soprattutto se siete amanti del genere.

Aspetto, come sempre, di conoscere il vostro parere in merito. Ci vediamo alla prossima recensione!

Un abbraccio,







15 febbraio 2023

RECENSIONE: - "Le verità degli incubi" - di Davide Borgobello

 



“Le verità degli incubi” di Davide Borgobello


Editore: WLM Edizioni

Genere: Thriller, Mistery, Avventura e Distopico

Pagine: 218

Formato: cartaceo

Prezzo: cartaceo €16.15


Trama

Ian Martina è un avvocato friulano trapiantato a Roma. Brillante ma apatico, misantropo e tendenzialmente pigro, svolge il suo lavoro senza entusiasmo, avendo da tempo abbandonato il suo sogno: aprire un’agenzia investigativa. Un giorno, recatosi per ripare un computer da Matteo Sermonti, geniale amico conosciuto ai tempi dell’Università, viene coinvolto nella folle idea di costruire una macchina in grado di registrare i sogni, diventando il primo a testarla. A marchingegno ormai completato, l’inventore muore in circostanze ambigue e l’avvocato friulano si ritrova coinvolto in un vortice di misteri e violenza. Braccato da inquietanti personaggi, tutti recanti uno strano simbolo sopra l’occhio sinistro, e perseguitato da incubi ricorrenti, sarà costretto a una corsa contro il tempo per scoprire cosa c’è dietro al progetto della macchina chiamata Atena. Aiutato dall’eccentrico Moses Macchiavelli, ex socio dell’amico defunto, Ian dovrà svelare le verità degli incubi, per non venirne travolto.


Recensione


Come reagireste se, un giorno come tanti altri nella vita, il vostro migliore amico vi confessasse di aver creato una macchina futuristica in grado di registrare i sogni di chiunque ci entri dentro? Sì, avete capito bene! Una macchina in grado di registrare ciò che sogniamo mentre siamo a letto. Atena, un marchingegno capace di dare una svolta all’intera umanità. Beh, probabilmente vi verrebbe, come minimo, il sospetto che il vostro amico sia uscito di testa.

È proprio questo che ha pensato il giovane avvocato Ian Martina, protagonista di questo romanzo, quando si è recato nel negozio dell’amico Matteo Sermonti per farsi riparare il computer. Seppur titubante e incerto sulla riuscita del progetto di Matteo, Ian accetta di collaborare con lui e di “fare da cavia” per la sperimentazione di Atena.

Fin dalle prime pagine del romanzo ho notato come la scrittura di Davide Borgobello sia molto chiara, pulita e precisa, senza l’uso di termini troppo complessi e di difficile comprensione. Il suo modo di scrivere e raccontare la storia mi ha permesso di capire fin da subito ciò che stava succedendo ai protagonisti che però, a mio avviso, né inizialmente né successivamente durante lo svolgimento dei fatti, sono stati presentati in maniera esaustiva al lettore; ho fatto fatica, durante la lettura, a immedesimarmi nei vari personaggi in quanto mi sono sembrati poco caratterizzati.

Ma andiamo avanti.

Con la morte improvvisa di Matteo Sermonti, ha inizio una sequenza di colpi di scena ben strutturata e in grado di stupire il lettore. Ho apprezzato molto questa capacità dell’autore, che ha saputo costruire una scaletta di eventi molto ben incastrati tra loro, e che hanno dato una piacevole sfumatura noir alla storia. Ciò che, però, secondo me stona e ho trovato superfluo, è stato l’uso di tanto in tanto di modi di dire in friulano nei dialoghi dell’avvocato, che mal si sono inseriti nell’intera narrazione, rendendola in alcuni casi un po’ pesante.

Nel complesso devo dire che questo romanzo mi è piaciuto molto, nonostante dei piccoli difetti che ho riscontrato durante la lettura, i quali però non hanno influito negativamente sul mio giudizio finale.

Molto buona la narrazione e altrettanto ben fatto l’epilogo, che mi ha fatto dire: “Caspita, non me lo aspettavo!” alla fine.

Consiglio quindi a tutti di leggere questo romanzo, che siate o meno amanti del genere, in quanto avrete il piacere di leggere un romanzo che saprà tenervi incollati alle pagine senza mai annoiarvi.

In attesa di poter leggere le vostre impressioni su “Le verità degli incubi”, vi do appuntamento alla prossima recensione!

Un grandissimo saluto,