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18 ottobre 2024

RECENSIONE - Flame of Sin- di Laura Pellegrini




Titolo: Flame of Sin

Data di pubblicazione: 3 ottobre 2024

Piattaforme di pubblicazione: Amazon e Kindle Unlimited

Tipologia di pubblicazioni: Ebook e cartaceo

Autore: Laura Pellegrini

Editore: self publishing

Genere: Mafia Romance

Trope: Second Chance – Spicy Romance - Hate to Love – Forced Proximity

Romanzo stand alone

 

Damiano Greco

Il mio cognome è l’eredità che mio padre, Don Rosario Greco, mi ha lasciato assieme a tutto quello che mi circonda, persone o cose sulle quali ho potere di vita o di morte. Sono il capostipite di una delle quattro famiglie più potenti della Sicilia.

Sono un boss. Io non chiedo, io comando.

Nulla mi fa paura. Nulla mia fa indietreggiare, ma non avrei mai creduto di dover fare i conti con il passato.

Lei, Ludovica Rizzo, la ragazzina più bella di Erice, colei che ho relegato nella parte più oscura della mia memoria dopo che mi ha pugnalato al cuore, sta per tornare.

Lei è la mia maledizione, la mia debolezza. L’unica in grado di uccidermi per davvero.

Ludovica Rizzo

Damiano Greco ha sempre rappresentato un capitolo della mia vita che ho voluto seppellire sotto tonnellate di normalità. L’aperitivo con le amiche, le serate al sushi, le discoteche, il lusso, l’attico a Central Park. Tuttavia, non c’è stato un solo giorno in cui per una frazione di secondo il mio pensiero non sia volato a lui. E mi odio per questo.

Lui è il mio diavolo torturatore.

Il mio personale inferno e ora sarò costretta a rivederlo.

Prima o poi il passato torna sempre, pure se non lo vogliamo. Pure se facciamo carte false affinché questo non avvenga. Ma non ero pronta. Non sarò mai pronta a lui.

Ritorna Laura Pellegrini e, io, mi innamoro sempre un po' di più della sua scrittura.

Un Mafia Romance con la M maiuscola, un romanzo che inizi e finisci, un Hate to love che ti porta a volere sempre di più.

 Damiano e Ludovica sono fuoco, veleno, ma non posso esistere uno senza l’altra. Perché il passato non è vero che si può dimenticare, un’immagine, un sapore, un semplice odore, ti riportano lì dove è iniziato l’amore e dove si è distrutto.

E Laura te li fa sentire oltre che leggere, non divori le pagine solo con gli occhi. Impieghi tutti i cinque sensi sfogliando il suo romanzo. 

Bambini, adolescenti, ragazzi e poi un uomo e una donna che si danno battaglia, in una serie di dialoghi che ti porta a sorridere, ma anche a imprecare.

Sullo sfondo della magnifica Sicilia, Damiano si porta addosso il peso di un cognome che da potere e morte, lo stesso potere che lo porta a proteggere la sua Vì.

No Ludovica, Lu, solo Vì, perché per lui è sempre stata unica.

E lei, lei è la sua Medusa, quello che ha pietrificato il suo cuore, la sua anima, rendendolo spietato.

Quello che l'ha reso un uomo che riesce a parlare , a raccontarsi attraverso una canzone, mediante note che si librano nell'abitacolo di un auto che diventa troppo stretto, quando c'è il raconcore che si fonde alla musica. 

Passato e presente che si scontrano, amici che diventano nemici e viceversa, mescolando e scoprendo quelle carte che possono portare a una seconda possibilità o annientarla.

Bello è un eufemismo, si va oltre, e non solo per la storia costruita alla perfezione, ma per i personaggi principali e comprimari che ruotano intorno a quelle vicende che vivi per quanto bene sono descritte.

Laura è una sorpresa a ogni pubblicazione, è emozione che ti porta nei mondi da lei creati.

E ne senti la mancanza quando arrivi all’ultima pagina, di quelle schermaglie, di baci rubati e attimi di passione che non scendono mai nella volgarità.

Scene spicy controllate, non buttate là per riempire le pagine.

Tutto misurato, curato in quei PoV dove senti i pensieri, il dolore, la disperazione di Damiano e Vì, e non solo.

Ci sarebbe tanto da dire, ma così facendo vi toglierei il gusto della lettura, e del mondo di due protagonisti che mi sono rimasti impressi. 

Anche quando ho chiuso il libro, loro erano lì.

Non ci sono annoiata, nemmeno per un secondo ho pensato: questa scena è pesante. 

E' stato come salire sulle montagne russe; arrivava la discesa che poi riportava alla salita. 

Alle volte ripida altre meno, ma il risultato era sempre uno: il fiato sospeso. 

Per le sorti di un uomo che ha imbrattato la sua pelle con l'inchiostro, raccontando il suo dolore, ma anche il suo potere. 

Per la vita di una ragazza che è una guerriera.

Bella, con la lingua affilata come una spada e di cui Damiano non sa fare a meno. 

Lo consiglio?

Sì. Vi innamorerete di questi due che insieme sono fuochi d’artificio.

E le cinque stelle sono indicative per un romanzo che sul finale vi lascerà una lacrima e un sorriso sul viso.

A presto  

 






15 gennaio 2024

RECENSIONE: - "DIRTY INNOCENCE" - di Laura Pellegrini




Titolo: DIRTY INNOCENCE

Autore: Laura Pellegrini 

Genere: Age Gap – Contemporary Romance

Trope: Soft Dark, Forced Proximity, Spicy Romance.

Romanzo autoconclusivo. 

Data di Pubblicazione: 12 gennaio 2024

Piattaforme: Amazon (Kindle Unlimited)



Alexander Henry McLean, Conte di Sutherland, è un potente e arrogante nobile. In lui non vi è traccia di romanticismo e nessuna inclinazione ai sentimentalismi. Ama se stesso al di sopra di ogni cosa al pari della dissolutezza. Tutti lo temono nella stessa misura in cui lo desiderano, ma nessuno conosce la verità che si cela al di sotto della sua fiera e struggente bellezza.

Katarina Kranjec, è solo una ragazzina quando per uno scherzo del destino arriva in Scozia dalla Slovenia. Non conosce il proprietario del maniero, come il suo futuro che, nelle sale disadorne di quella buia dimora, diventa sempre più oscuro.

Un quadro ritrae il lord che la ospita e nell’osservare i tratti del giovane e potente uomo, prova per la prima volta qualcosa che la scuote profondamente: un’attrazione cocente.

Lei è pura come un raggio di sole, lui è un dannato che ha venduto la sua anima al vizio. Fingere che lei non ci sia e ignorarla diventerà per Alexander l’unico modo per proteggerla da sé e per non trascinarla nel suo buio fatto di perversione. Peccato non aver fatto i conti con l’unica cosa che mai avrebbe immaginato: l’innocente sensualità della giovane.

Un castello disadorno, un piano malvagio tramato alle spalle di tutti, un desiderio impossibile persino da immaginare. La luce e il buio che si scontrano per creare qualcosa di sconosciuto.

Dirty Innocence, liberamente ispirato al romanzo Il ritratto di Dorian Gray.

“Una colomba alle porte degli inferi, questo era Katarina, e lui, per lei, non era altro che Ade in persona pronto a sbranarle il cuore.

Una bestia. Un demone. La sua dannazione.”



“Il vero mistero del mondo è ciò che si vede, non l'invisibile…”
Inizio così questa recensione, con una celebre citazione de “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Un romanzo del 1890 che tuttavia mantiene un messaggio sempre attuale...
Ci si sofferma sempre all'apparenza delle cose, al bello, al perfetto, non si scava nel fondo di un’anima che nasconde pene e dolore.

Non avevo mai letto questa autrice, pur sentendone parlare, e ne sono rimasta… incantata. Mi sono fermata un attimo prima di scrivere questa recensione, per capire cosa mi avesse lasciato addosso il suo romanzo.
Un libro ispirato al celebre scrittore Wilde; ispirato, attenzione, ma con elementi così vivi e reali che è sembrato di vedere un film mentre lo leggevo.
Mi sono appassionata alla storia di un uomo, Alexander, che vive di arroganza di quel senso di potere dovuto alla bellezza, alla ricchezza, ma tutto crolla davanti a lei... Katarina.

Luce e oscurità, una pronta ad inglobare l'altra. Le ombre si protendono a soffocare ciò che Katarina emana... Innocenza, pura, bella che acceca Alex abituato alla bruttura, al vuoto che lasciano quegli incontri che hanno fondamenta nella lussuria, lasciando il vuoto.

 La scrittura di Laura è delicata, decisa, scorrevole; è stato come assistere a un concerto, quello dove una donna tiene fra le sue mani uno strumento come il violoncello. Corde che vibrano sotto l'archetto che stride, graffia le corde che generano musica...poesia.
È una di quelle scrittrici che ti affascina, ti tiene incollata alle sue pagine, alla storia che ricalca in alcune parti quella di un altro autore, ai suoi personaggi che ami e odi, i loro tormenti che si traducono in ansia.

La grandezza di uno scrittore si misura non nel numero di copie vendute, ma in quello che lasciano i suoi scritti e Dirty Innocence è qualcosa che ti porti dietro anche quando chiudi il Kindle.
È perdizione e redenzione, amore e odio, luce e oscurità.
Un bene travestito da male e viceversa.
L'urlo rivolto al cielo a un Dio che sembra essersi dimenticato dei suoi figli.
In tutto c'è lui: Alexander e la maschera che indossa in quello spettacolo che è la sua vita fatto di apparenza, perché l'essenza la vede solo lei Katarina, la sua ingenuità, il pulito in mezzo al sudiciume...
che va oltre a ciò che viene mostrato, sfiora l'essenza di un cuore tormentato....Perché loro sono:" stelle binarie, stessa orbita, due luci diverse".

Ho avuto l'impressione di leggere l'autrice in quella protagonista fragile all'apparenza, perché può essere solo bella un’anima che scrive in questo modo.
A chiusura del romanzo ho solo pensato di recuperare la storia di quell'amico che ha conosciuto il vero Alexander: Hunter Lennox.
Ma vorrei sapere anche di più sulla vita di quell' angelo silenzioso che ha supportato Kat quando tutto crollava, quando l'unico modo di parlare erano le lacrime, quando la voce si perdeva in un singhiozzo: Matej.


Chiudo la recensione facendo i complimenti all'autrice e dicendole grazie per aver scritto una storia che rimane sulla pelle anche una volta chiusa.
Grazie per la scrittura che diventa poesia.
Grazie per aver creato due personaggi che si portano dietro uno dei tanti insegnanti della vita di cui bisogna far tesoro: guardare l'essenza delle cose, ciò che agli occhi alle volte risulta invisibile.

A presto









 

13 novembre 2020

RECENSIONE: - "Per tutto il tuo amore" - di Laura Pellegrini




TITOLO: Per tutto il tuo amore
AUTORE: Laura Pellegrini
GENERE: narrativa storica
EDITORE: lo Scrittore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 Ottobre 2020


FIN DOVE PUÒ ARRIVARE IL CUORE DI UNA DONNA? 

UNA PROFONDA STORIA D’AMORE E DI GUERRA, DI PASSIONE E DOLORE,

CON UN FINALE POTENTE E IMPREVEDIBILE


Toscana, agosto 1944. È bella Luce, anche se non lo sa e non se ne cura, troppo presa a sopravvivere alla guerra e alle privazioni economiche. I suoi ventuno anni si consumano tra la cura del padre malato, la fatica della vita contadina e il terrore dei tedeschi, mostri senza volto che possono nascondersi dovunque, come le dice Manfredi, il suo amico d’infanzia che ora la guarda con occhi diversi, occhi pieni di amore. Ma Luce non sa cosa sia l’amore.

O forse ne ha paura. Poi, un giorno, il destino si diverte a mescolare le carte e la ragazza s’imbatte davvero in un tedesco, uno di quei lupi nascosti nell’ombra dei boschi dove lei è cresciuta. Il soldato è ferito, bisognoso di aiuto; curandolo, a poco a poco, Luce scopre che anche lui è fatto di carne, lacrime e paure come lei. E ha dentro la sua stessa sete di vita. Mentre Manfredi entra nella Resistenza, pronto a morire per la libertà, Luce ospita di nascosto «il nemico» e se ne sente sempre più attratta... Una profonda storia d’amore e di guerra, di passione e dolore, segnata da un finale imprevedibile e potente e da una protagonista intensa e unica, che rimane a lungo nel cuore del lettore.


I protagonisti di questa storia e la storia stessa sono frutto della fantasia dell'autrice, ma io credo che siano molto vicini alla realtà, credo, anzi, ne sono sicura, che tanti e tanti anni fa siano esistiti una Luce e un Heinrich, con il loro amore proibito, rubato e non giusto, perché non tutto ciò che è malvagio, lo è veramente nel profondo.

Luce è una ragazza che vive in un piccolo paesino toscano, è una contadina, accudisce il suo papà malato, la mamma è morta tanti anni prima e i suoi due fratelli sono partiti per la guerra. Luce avrebbe già un futuro marito, se solo lei lo volesse… Manfredi, un ragazzo che la protegge proprio come aveva promesso ai suoi fratelli e che la ama da sempre. Ed è proprio nel momento in cui si cominciano a sentire voci sull'avvicinarsi dei tedeschi che proibisce a Luce di passare per i boschi e scendere al torrente. Ma lei testarda fa di testa sua e non lo ascolta. Ed è in una di quelle giornate al torrente da sola che si ritrova davanti al nemico, un tedesco che le punta un fucile addosso. Ciò che accade dopo è un susseguirsi d'emozioni, paure, odio ma anziché allontanarli, li avvicina sempre di più fino ad innamorarsi. Luce sogna ad occhi aperti una vita insieme a lui, ma Heinrich vive questo amore con dolore perché sa che è destinato a finire presto, ma si lascia andare perché Luce è LUCE per il suo cuore e per la sua anima malvagia. Luce lo guarisce, lo fa sentire un uomo migliore.


"...Quell'uomo, il tedesco, Heinrich, ci sarebbe rimasto per sempre lì, tra le ossa del torace e la gola, tra gli organi interni e la pelle. X SEMPRE ....."❤️


Proseguirei a scrivere all'infinito raccontandovi tutto, ma mi fermo qui e vi dico di leggere questo meraviglioso romanzo. Da sempre mi appassionano romanzi inerenti alla Guerra, ai campi di concentramento ma mai finora ho letto un capolavoro simile. Si, un capolavoro perché si percepisce l'angoscia della guerra che si avvicina, la paura di ciò che sarà ma è tutto descritto in modo dolce, delicato. Un romanzo molto descrittivo ma mai banale o noioso, carico d'emozioni contrastanti ad ogni capitolo, c'è, fin dalle prime pagine, la percezione dell'epoca, del momento storico che si sta per narrare e ti arriva dritto all'anima!!! Poi la scelta del dialetto toscano😍❤️


Più di 5 stelle non posso dare ma per me il voto è 10!