14 aprile 2026

RECENSIONE - L'amante di mio marito - di Jess Ryder





Una moglie. Un’amante. Una settimana lontano da tutto… senza via di fuga.

Mentre io e le mie amiche sorseggiamo vino e ci confidiamo segreti alla luce tremolante delle candele nel nostro rifugio isolato tra le colline scozzesi, siamo tutte d’accordo: avevamo davvero bisogno di questa pausa. Ogni mattina nuoteremo nei laghi gelidi e cammineremo fino a spiagge remote, e ogni sera berremo vino e ci racconteremo storie, accoccolate accanto al fuoco. Sarà una vacanza che nessuna di noi dimenticherà mai.

Ma dietro il mio sorriso caloroso, nel mio cuore c’è solo gelo. Una delle mie amiche è l’amante di mio marito, e non passerà molto tempo prima che io scopra chi è. Lei crede di ingannarmi, ma non è l’unica ad avere dei segreti.

Non lascio trasparire nulla, ma più mi avvicino alla verità, più diventa chiaro che, tra queste colline scozzesi isolate, lontane da qualsiasi aiuto, qualcuno pagherà le proprie bugie con la vita…

Un thriller avvincente e impossibile da mettere giù. I fan di La coppia perfetta, Freida McFadden e Jeneva Rose saranno completamente catturati da L’amante di mio marito.



Cosa porta un gruppo di sei donne, le Sophie’s Swimmers, che non sono neanche amiche da tempo, a partire insieme per una vacanza digital detox a base di nuoto nelle Highlands scozzesi? Il nuoto, si sa, rigenera e tonifica, ma non è questa la motivazione portante di alcune del gruppo che ci aprono lo sguardo al loro mondo privato fatto di bugie, scheletri nell’armadio e segreti. Così apprendiamo che una sta cercando di superare il tradimento del marito, un’altra si macera nell’odio e nella vendetta, e tutte sono coinvolte in una girandola di umori, pensieri, dubbi, sospetti che le porta a non potersi fidare al cento per cento le une delle altre, perché in realtà non si conoscono bene. Se poi aggiungiamo anche il ritrovamento di un cadavere, questo thriller psicologico si arricchisce di suspense tenuta su altresì dall’ambiente suggestivo offerto da una Scozia dai toni cupi e inquieti.

L’indagine psicologica non riguarda solo la parte del thriller: ci troviamo anche di fronte a una donna che si lacera l’anima nel chiedersi se è il caso di ripescare da qualche parte, dentro di sé, l’affetto verso il marito fedifrago per amore della serenità dei figli o dare un taglio netto a un rapporto basato sulle menzogne; ci troviamo anche di fronte a chi vuole ritrovare se stessa, a chi cerca delle risposte che solo una delle sue compagne di nuoto potrà darle…

Volutamente nella recensione ho omesso i nomi delle donne che compongono il gruppo: trattandosi di un thriller ho paura di svelare inconsapevolmente ciò che non si deve, di conseguenza dico solo, in modo generico che il lettore si troverà di fronte a personalità complesse, disturbate anche.

Non mancano vittime e carnefici, ma i tratti distintivi sono labili, così come effimero è il confine finale che separa il trionfo dalla vergogna.





 

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